6 November, 2026
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Al via domani (martedì 13 ottobre) la seconda edizione di ADOMU – Digital Nomad Summit & Electronic Music Fest, che si snoderà fino a sabato 17 tra l’isola di Sant’Antioco e Iglesias: cinque intense giornate in cui, attraverso masterclass, esperienze immersive nel territorio e altri momenti di incontro, con ospiti provenienti da un panorama internazionale, si esploreranno temi di estrema attualità legati al  rapporto tra territorio, turismo e nuove opportunità, al mondo del lavoro e alla trasformazione delle competenze, e al rapporto tra la persona, il lavoro e l’Intelligenza artificiale, sotto il titolo di “Reclaiming Your Time – The Human Side of AI”. Su questi argomenti si esprimeranno e confronteranno nomadi digitali, imprenditori, professionisti, ricercatori, creativi e innovatori provenienti da tutto il mondo per confrontarsi con i portatori d’interesse presenti sul territorio regionale.

Il summit, organizzato dall’associazione Parallel Coast, mette al centro delle tematiche proposte la Sardegna, una regione che sta attraversando trasformazioni economiche e sociali, in cui è necessaria una riflessione concreta su attrattività, nuove economie, permanenza, comunità e opportunità di sviluppo sostenibile durante tutto l’anno.

ADOMU prenderà il via domani, martedì 13 ottobre, alle 19.00, nell’ Isola di Sant’ Antioco, con un brindisi di benvenuto e un DJ set a Baia Marina; tutta la giornata del 14 si svolgerà tra l’isola di Sant’Antioco e Iglesias (Monteponi) e porterà i partecipanti a scoprire la storia, la cultura e l’identità del territorio attraverso le Experience. I primi due giorni sono infatti dedicati alla scoperta del Sulcis Iglesiente attraverso le persone che lo abitano, con visite ai musei e ai siti archeologici, escursioni nelle saline e lungo la costa, degustazioni nelle cantine del territorio, laboratori gastronomici, home restaurant, incontri con artigiani locali, percorsi naturalistici e attività dedicate alla cultura e alle tradizioni della Sardegna.

Nelle giornate del 15 e 16 ottobre, focus sull’ isola di Sant’Antioco, cuore della manifestazione, dove il programma del Summit porterà invece il confronto internazionale, con le masterclass tematiche negli spazi del MAB – Museo Archeologico Ferruccio Barreca, in cui si intrecceranno contenuti, incontri e momenti di relazione: il programma completo e dettagliato degli incontri è disponibile sul sito adomu.io.

A chiudere l’edizione, il 17 ottobre, sarà ADOMU Electronic Music Fest, con una programmazione che unirà artisti internazionali e talenti locali, nei suggestivi spazi esterni del MAB – Museo Archeologico Ferruccio Barreca di Sant’Antioco. L’Electronic Music Fest completa la filosofia di ADOMU: contenuti, esperienze, persone e musica come diversi modi di creare connessioni.

Le masterclass e i panel toccheranno tre filoni tematici principali: un primo tavolo di confronto si focalizza sul rapporto tra territorio, turismo e nuove opportunità, e su come le nuove comunità di nomadi digitali possano integrarsi nel contesto locale, apportando nuove competenze e generando valore sul territorio: ne parlerà il 16 ottobre Gonçalo Hall (alle 9,30), imprenditore e destination ecosystem builder, fondatore di NomadX e ideatore del Digital Nomad Village di Madeira, che porterà una prospettiva particolarmente vicina alle amministrazioni e agli stakeholder locali: governance, infrastrutture, housing, servizi, comunità e capacità di creare un equilibrio tra attrattività internazionale, qualità della vita e impatto sul territorio. Accanto a lui (alle 11.20), Juan Barbed, co-founder di Rooral, parlerà di come remote worker e nomadi possano entrare in relazione con piccoli centri e comunità locali, mentre il 15 ottobre (alle 10.50) Federico Violante, co-founder e CTO di Great Shift, porterà il punto di vista di chi lavora tra tecnologia, remote work, community building e nuovi ecosistemi.

ìDue date importanti chiudono l’annata 2026 del progetto “Tessere l’arte”, finanziato dalla Fondazione di Sardegna e realizzato da Ottovolante Sulcis con la collaborazione del Parco Storico Archeologico di Sant’Antioco e il comune di Sant’Antioco.

Sabato 3 ottobre alle 18.00 si inaugura “Canti dall’Isola”, mostra conclusiva delle residenze artistiche, presso il Villaggio Ipogeo, mentre il giorno seguente, domenica 4 ottobre, alle 19.00, finissage della mostra delle opere di piccolo formato “Cantiere di Idee” nel MAB – Museo archeologico Ferruccio Barreca. Il finissage della mostra “Tessere l’Arte – Cantiere di Idee” arricchisce il progetto con le residenze artistiche internazionali a cura di Ottovolante Sulcis, con la partecipazione di differenti paesi, tra i quali Uruguay, Cile e Argentina. A chiudere la serata sarà Hugo Trova, musicista e cantautore uruguaiano. In entrambe le mostre sarà presente una delegazione dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna, partner di progetto, composta da Rossella Piergallini, docente e rappresentante del Consiglio Accademico, e Gabriele Lamberti, docente in ABABO e curatore della mostra dei piccoli formati.

Agli sguardi attenti di 43 artisti (che complessivamente hanno preso parte nei sei anni di svolgimento del progetto) si sono aggiunte 35 visioni in piccolo formato: tanti occhi e tante sensibilità hanno scavato culture, artigianati, memorie per riportarle dentro poetiche personali definendo gli esiti finali dei loro soggiorni: “Quella sottile linea verde (2025)”, “Suggestioni” e “In tondo” (2024), tra gli altri titoli ideati fin dal 2021.

Gli artisti che vengono in residenza hanno modo di conoscere l’Isola e il paese, di penetrare nelle antiche tradizioni grazie allo studio e alla ricerca degli artigianati per dare loro vita e nuove prospettive. La memoria delle manualità è spesso colta nei lavori, nelle tracce, nelle sfumature. Ciò che colpisce gli artisti è nel profondo della storia, nei particolari, nei segni ormai senza importanza.

La loro arte nasce da lì, nell’essenza di una cultura tanto antica, tanto agreste e materica, di cui restano tracce significative di incroci di civiltà e di vita quotidiana. La loro visione contemporanea, forgiata nelle tante esperienze che la Textile art porta a sperimentare, restituisce lavori in cui le tecniche non solo fanno da supporto ma diventano il cuore, il centro della creatività artistica, in un moto circolare di rivisitazione ed innovazione.

La mostra delle opere di piccolo formato esposte al MAB è formata dalle opere di 35 artisti da tutto il mondo e rivela un’attenzione al paese e alla sua storia. La mostra continuerà il 9 ottobre a Bologna presso Arcoiris e sarà visibile nel catalogo on line.

Il progetto è stato un lungo periodo di laboratori frequentati da giovani, turisti e locali in cui sperimentare tecniche raffinate, a cui dedicarsi ma soprattutto da rivisitare in modo contemporaneo. L’arrivo, oltre a tre artiste italiane, di un collettivo spagnolo/cileno e di 3 artiste sudamericane (Uruguay, Argentina e Cile) sostenute nel viaggio dai loro governi, è la manifestazione dell’apprezzamento riscosso dal progetto. Gli artisti in residenza nel 2026 sono Asia Galeati, Elisabetta Cameli, Irene Sara, Virginia D’Alto, Susana Molina Borquez, Silvia Mirelman e Mariona Canadas/Pedro Murua.

Venerdì 15 maggio, alle ore 18.00, presso il Museo Archeologico Villa Sulcis di Carbonia, l‘archeologa Rosana Pla Orquín terrà una conferenza dal titolo “Individui, relazioni, comunità: questioni di genere nel Mediterraneo fenicio e punico”. La presentazione analizzerà l’importanza di collocare i diversi attori sociali, con particolare attenzione alle donne, nel contesto delle società fenicie e puniche. Verrà esaminato il modo in cui questi gruppi sono stati studiati nel tempo e quali fonti consentano di approfondirne la conoscenza.
Saranno inoltre affrontate le difficoltà interpretative legate alle evidenze archeologiche e alle iscrizioni riferite a tali gruppi sociali, evidenziando al contempo gli orientamenti più recenti della ricerca archeologica.
Rosana Pla Orquín è laureata in Storia presso l’Università di Alicante (Spagna) e ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia fenicio-punica presso l’Università di Sassari nel 2015. Le sue principali linee di ricerca e pubblicazioni riguardano le donne e i bambini nelle società sarde, fenicie e puniche del I millennio a.C., con un focus particolare sui contatti culturali tra oriente e occidente. Nel corso della sua carriera, ha ricoperto il ruolo di borsista presso l’Università di Sassari e presso la Scuola Archeologica Italiana di Cartagine (SAIC). Ha fatto parte di numerosi progetti di ricerca di rilevanza internazionale sui siti fenici e punici di Sulky, Monte Sirai e Villasimius. È membro dell’editorial board delle riviste Folia Phoenicia e Sardinia, Corsica et Baleares Antiquae. Collabora, come libera professionista, nei progetti del Museo Archeologico “Ferruccio Barreca”di Sant’Antioco.
L’ingresso è libero ed è gradita la prenotazione ai numeri: 0781-1867304 o al 345 8886058

Torna l’appuntamento con Monumenti aperti, attesissima manifestazione nazionale giunta alla 30° edizione che mette in vetrina gran parte del ricco patrimonio del Parco Storico e Archeologico di Sant’Antioco: sabato 16 e domenica 17 maggio la cultura e la storia antiochensi saranno liberamente fruibili grazie alla collaborazione di un plotone di volontari composto da associazioni e studenti delle scuole cittadine. Un esercito che quest’anno, per la prima volta, sarà arricchito dalla partecipazione di bimbe e bimbi della scuola dell’Infanzia: «Un’emozione in più – evidenzia l’assessore della Cultura e della Pubblica Istruzione Luca Mereu – un segnale bellissimo che ci ricorda quanto sia importante seminare sin da piccoli il senso di appartenenza, la curiosità e l’amore per la propria terra».

L’ampio ventaglio di siti visitabili spazia dal fiore all’occhiello del Parco Archeologico, il Museo Ferruccio Barreca, alla Necropoli punica di Sulky, dal Tofet all’Acropoli, dal museo Etnografico fino al Forte Su Pisu, alla Tomba dei Giganti, al MuMa e a tanti altri ancora, meglio dettagliati nell’opuscolo dedicato all’evento. I monumenti saranno visitabili gratuitamente sabato 16 maggio, dalle 16.00 alle 20.00 e domenica 17 maggio dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00. Le visite alla Basilica di Sant’Antioco e alle Catacombe, che verranno sospese durante le funzioni religiose, saranno possibili sabato dalle 16.00 alle 17.00 e domenica dalle 16.00 alle 20.00.

 Ma ci sono anche alcune particolarità che renderanno questa due giorni di immersione nella cultura ancora più interessante. La visita al Villaggio Ipogeo offrirà un’esperienza immersiva con la vestizione dell’abito antiochense, mentre sabato ci sarà spazio per l’evento “pomeriggio in musica!”: dalle 17.30 il Complesso Musicale Bandistico “Giuseppe Verdi – Città di Sant’Antioco” accompagnerà cittadini e visitatori in una suggestiva passeggiata musicale. Confermata anche quest’anno la presenza del Minibus Parco Archeologico, che sarà in servizio gratuitamente con partenza dal Museo Archeologico Ferruccio Barreca.

«Per noi è sempre una gioia ospitare Monumenti aperti – commenta il sindaco Ignazio Locci – è un appuntamento che rappresenta una vera festa della cultura, della scoperta, della condivisione e della collaborazione tra enti, istituzioni, associazioni e scuola. Mi preme infatti ringraziare la scuola Ipia Emanuela Loi e l’Istituto Globale Sant’Antioco Calasetta, nonché le decine e decine di volontari delle associazioni che anche quest’anno partecipano all’iniziativa, pilastri di questa storica manifestazione.»

«I nostri monumenti, i luoghi della memoria, le tradizioni e i racconti che custodiamo non sono soltanto testimonianze del passato – aggiunge l’assessore Luca Mereu – bensì energie vive che rendono la nostra comunità più forte, più consapevole e più bella. Sono ciò che ci lega gli uni agli altri e ciò che rende la nostra città autentica e accogliente agli occhi di chi la vive ogni giorno e di chi la scopre per la prima volta. Come Amministrazione Comunale crediamo profondamente nel valore di questa manifestazione, che negli anni è diventata un appuntamento importante di promozione e fruizione culturale».

Il Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna CRS4 sarà presente al festival di archeologia sulcitana “Radici nella storia”, dedicato alla sperimentazione, alle ricostruzioni e alle applicazioni digitali del patrimonio culturale, in programma il 28 e 29 marzo al museo archeologico Ferruccio Barreca di Sant’Antioco, per presentare le attività di ricerca e le applicazioni sviluppate nell’ambito dei beni culturali.

La mattina di sabato 28 marzo, Ruggero Pintus, ricercatore esperto di informatica visuale e ad alta intensità di dati, presenterà le tecnologie di visual computing applicate ai beni culturali sviluppate al CRS4. Durante la presentazione sarà illustrato il progetto europeo Excalibur, un’iniziativa di rilievo internazionale che vede la collaborazione della Soprintendenza e di 14 partner provenienti da 7 diversi paesi, nel quale, tra i principali casi di studio, figurano le tombe della necropoli punica di Sant’Antioco. Il progetto coniuga metodologie di ricerca archeologica tradizionale con strumenti digitali avanzati di acquisizione, analisi e visualizzazione dei dati, aprendo nuove prospettive per la documentazione e l’interpretazione del patrimonio funerario antico.

Dal pomeriggio di sabato 28 marzo e sino alla sera di domenica 29 marzo, Marco Massa e Federico Bachis, tecnologi esperti di applicazioni interattive in realtà aumentata (AR) e realtà virtuale (VR) nell’ambito delle tecnologie digitali sviluppate al CRS4, saranno presenti nel museo Ferruccio Barreca con una postazione dimostrativa interattiva nella quale il pubblico potrà esplorare ricostruzioni 3D di beni archeologici attraverso tecnologie di realtà aumentata e immersiva. Un’esperienza che permetterà ai visitatori di immergersi nel patrimonio del passato in tempo reale.

 

L’Archeologia come non l’avete mai vista. Ricostruzioni 3D di contesti archeologici, modellazione e rilievo fotogrammetrico, realtà virtuale e aumentata, intelligenza artificiale, installazioni interattive, strumenti digitali per la didattica e l’accessibilità: il Museo Archeologico Ferruccio Barreca di Sant’Antioco si trasforma in un luogo di dialogo tra ricerca scientifica e divulgazione, dove le pratiche archeologiche possano essere osservate, comprese e sperimentate direttamente dal pubblico, grazie alla partecipazione di realtà sarde ed eccellenze italiane attive nel campo dell’archeologia sperimentale e delle tecnologie applicate ai beni culturali, con l’intento di favorire confronto e condivisione di buone pratiche.

Il MAB e il Parco Storico Archeologico di Sant’Antioco si preparano ad accogliere “Radici nella Storia”, evento di rilievo inserito nell’ambito della prima edizione del Festival di Archeologia Sulcitana finanziato dall’Assessorato alla Cultura della Regione Autonoma della Sardegna, in programma il 28 e il 29 marzo prossimi: due giornate interamente dedicate all’incontro tra ricerca, sperimentazione e innovazione tecnologica.

Radici nella Storia sarà uno spazio vivo di dimostrazione, confronto e partecipazione aperto al grande pubblico e dedicato alle pratiche di archeologia sperimentale, alle ricostruzioni storiche e alle applicazioni digitali per i beni culturali.

Un’esperienza che coinvolge anche i sensi – i profumi delle materie prime, le texture dei materiali, i colori delle superfici e le ricostruzioni in scala reale – per avvicinarsi in modo concreto alle pratiche artigianali del mondo antico. La manifestazione si svolgerà sabato 28 e domenica 29 marzo dalle 10.00 alle 19.00 presso il Museo archeologico Barreca di Sant’Antioco. La mattina di sabato sarà dedicata alle presentazioni di progetti e applicazioni digitali, mentre a partire dalle ore 15.00 di sabato e per tutta la giornata di domenica gli spazi museali ospiteranno postazioni interattive, dimostrative e laboratoriali, liberamente accessibili al pubblico.

Protagonisti dell’esposizione saranno in primo luogo le principali realtà archeologiche del Sulcis-Iglesiente con siti e musei del territorio che esporranno al pubblico le loro attività sperimentali e digitali: Parco storico archeologico di Sant’Antioco; Sistema Museale Carbonia; Sistema Museale Santadi; Necropoli Montessu di Villaperuccio; Nuraghe Seruci.

Ma le realtà del territorio sono solo l’inizio di un viaggio nella storia, in cui sarà possibile immergersi in nuovi modi di scoprire e interpretare il passato.

 

Mentre proseguono con successo gli appuntamenti del “Villaggio di Natale” che, quest’anno, comprende una declinazione dedicata al “Gusto”, spaziando tra “panettoni giganti”, laboratori culinari per bambini, “Show Cooking day” e tanta animazione, prende il via oggi un ricco cartellone di eventi per tutte le età organizzato dall’Amministrazione Comunale che accompagnerà antiochensi e ospiti lungo le festività natalizie, tra musica, rappresentazioni teatrali, arte, laboratori, cultura e tradizione, il cui richiamo più rappresentativo spicca in “Su Nascimentu in Grutta”, il presepe vivente che annualmente si tiene nella suggestiva cornice del Villaggio Ipogeo, in programma il 4 gennaio 2026 dalle 10.00.

Si parte oggi, venerdì 19 dicembre, alle 18.00, al Museo archeologico Ferruccio Barreca, con l’inaugurazione della mostra “Il Volume del Tempo” di Fabio Frau. La mostra, a cura di Marco Peri, propone un percorso in cui l’arte contemporanea dialoga con la memoria storica e archeologica del territorio. L’esposizione è pensata per inserirsi in modo coerente e suggestivo nel contesto museale di Sant’Antioco, invitando il pubblico a una lettura nuova e consapevole del passato. L’inaugurazione prevede anche un aperitivo con la musica dal vivo della Gyspy Jazz Band Lamemour.

Il 2025 segnerà l’avvio della prima edizione del “Festival del Gospel di Sant’Antioco”, con tre date e altrettante formazioni che si esibiranno nella chiesa di Santa Maria Goretti e nella Basilica di Sant’Antioco Martire. Un’abbuffata di gospel con primo appuntamento il 25 dicembre alle 19.30 nella Chiesa di Santa Maria Goretti in compagnia di “Nathan Mitchell & The Voices of Inspiration”; il 26 dicembre stessi orario e location con “Keynotes Gospel Choir”; infine, il 30 dicembre, gran finale in Basilica alle 19.30 in compagnia di “Deborah Moncrief & New Millennium Gospel Singers”.

Ma non finisce qui: ancora musica di qualità, in piazza Italia, il 29 dicembre alle 18.00, con l’evento “Space germs – Resident live e jam session”. Space Germs è un collettivo di musicisti, oltre che un evento itinerante di musica live con un sound distintivo. Il tratto caratteristico della loro esplorazione sonora è la combinazione di strumenti acustici ed elettronici. E ancora, gli eventi, tra teatro e musica, a cura di Officina Acustica Musica e Teatro, tutti in aula consiliare: il 3 gennaio 2026, alle 19.00, “Le Corna Sono Come I Tacchi… Slanciano!” – Spettacolo di Teatro Comico; il 4 gennaio, alle 17.30, spazio ad “Amici Interstellari” – Spettacolo di Teatro per Ragazzi; ultimo appuntamento, il 5 gennaio alle 19.00 con la musica “The Christmas Quintet” – Concerto con brani dell’American song book e della tradizione natalizia.

Non dimentichiamo il prezioso contributo della Scuola Civica di Musica Don Tore Armeni, con il suo manifesto di esibizioni che, per la prima volta, propone anche il concerto dei cori parrocchiali di Sant’Antioco. Si parte il 20 dicembre, con il concerto a cura della Scuola Civica con la partecipazione straordinaria del maestro Giuseppe Di Liddo, alle 19.30 in aula consiliare. Il 21 dicembre, alle 11.00, fronte Municipio, sarà la volta di “Voci di Natale”, prima edizione, con la partecipazione dei cori: “Gruppo Smile” della parrocchia di N.S. di Bonaria, dirige Silvia Palmieri, “Cuori in Musica” della parrocchia S.M. Goretti, dirige Graziella Campodonico; Coro polifonico “San Pietro Apostolo”, dirige Valentina Tocco, alla chitarra Manuel Serrenti; Scuola Civica di Musica e Terza età, dirige Anna Lisa Mameli, pianista accompagnatore maestro Corrado Aragoni. Infine, sempre il 21 dicembre, ma alle 19.30 in aula consiliare, lo spettacolo musicale “Il pianoforte incontra la musica da film”, del maestro Marcello Melis.

Evento clou che chiuderà il 2025, il concerto in piazza Ferralasco, il 31 dicembre, in compagnia della storica band “Elio e le Storie Tese”, alle 23.00, che si presenterà a Sant’Antioco con la sua formazione al completo per uno spettacolo che si preannuncia tutto da vivere e ballare. La serata di Capodanno, oltre al concerto di Elio, prevede ulteriori momenti di intrattenimento.

«Un programma natalizio capace di unire tradizione, musica e momenti di condivisione pensati per tutta la comunità – commenta l’assessore della Cultura, Luca Mereu – anche quest’anno ci sarà l’occasione di vivere insieme atmosfere coinvolgenti e di valorizzare le realtà culturali della città. Tante sono le iniziative messe in campo: Il primo “Festival del Gospel” che accompagnerà il pubblico con le sue sonorità intense, capaci di creare un clima caldo e partecipato con una delle manifestazioni più caratteristiche del Natale; le iniziative della Scuola Civica di Musica che proporrà una serie di esibizioni tra le quali, attesissimo, il concerto dei cori parrocchiali di Sant’Antioco; il collettivo musicale “Space Germs” che porterà energia e movimento nei luoghi di incontro. Infine, gli appuntamenti di Officina Acustica che offriranno grande musica e teatro per adulti e famiglie, favorendo ascolto, partecipazione e momenti di serenità condivisa. Un programma nato per celebrare il Natale con spirito di comunità, valorizzando ciò che oggi rende speciale Sant’Antioco: le persone, la cultura e il desiderio di stare insieme.»

«Il nostro programma natalizio cresce di anno in anno – commenta il sindaco Ignazio Locci – cercando di portare innovazione, con un occhio attento verso la tradizione ma, soprattutto, con l’obiettivo di soddisfare le esigenze di tutti, dai più piccoli alle famiglie, agli adulti. Non a caso, quest’anno, grazie alla partecipazione al bando regionale Grandi Eventi, siamo riusciti a ottenere il finanziamento per il concerto di Capodanno con Elio e le Storie Tese, un evento unico che siamo certi contribuirà a rafforzare i settori della ristorazione e della ricettività. I vari momenti di intrattenimento, infatti, si pongono l’obiettivo di accrescere e variegare la nostra offerta, rendendo Sant’Antioco sempre più attrattiva, meta di svago per chiunque voglia trascorrere le feste nella nostra isola.»

Il Parco Storico Archeologico di Sant’Antioco accompagna le festività natalizie con un programma di iniziative culturali che intrecciano archeologia, arte contemporanea, spettacolo e tradizioni locali, rivolgendosi a pubblici di tutte le età. Dopo il recente appuntamento del Festival dell’Archeologia Sulcitana (12-13 dicembre), che ha aperto il periodo natalizio con incontri e momenti di approfondimento dedicati alla valorizzazione del patrimonio del Sulcis Iglesiente, l’attenzione si concentra sull’inaugurazione della mostra “Il Volume del Tempo” di Fabio Frau – 19 dicembre-25 gennaio.

La mostra, a cura di Marco Peri, propone un percorso in cui l’arte contemporanea dialoga con la memoria storica e archeologica del territorio. Le opere di Fabio Frau riflettono sul tempo come materia stratificata, fatta di segni, volumi e tracce che rimandano a una dimensione profonda della storia e dell’esperienza umana. L’esposizione è pensata per inserirsi in modo coerente e suggestivo nel contesto museale di Sant’Antioco, invitando il pubblico a una lettura nuova e consapevole del passato. L’inaugurazione è prevista per venerdì 19 dicembre, alle 18.00, al Museo archeologico Ferruccio Barreca e sarà accompagnata dal curatore e dall’artista, cui seguirà un aperitivo con la musica dal vivo della Gyspy Jazz Band LAMEMOUR. Il 10 e il 17 gennaio 2026 sarà invece il turno di workshop di ceramica condotti da Fabio Frau, aperti a giovani e adulti. Il laboratorio invita a sperimentare le tecniche del colaggio, offrendo un’esperienza diretta sul processo creativo dell’artista. I partecipanti saranno guidati in una sperimentazione sui materiali e sulle forme per elaborare manufatti ceramici personali.

Il calendario natalizio prosegue con una serie di attività dedicate alla partecipazione e al coinvolgimento delle famiglie. Il 20 dicembre alle 16.00 il Museo Etnografico ospiterà l’Etnotombola, una tombolata tematica in cui oggetti e strumenti della tradizione locale diventano occasione di racconto e condivisione. Il 27 dicembre, al Museo Archeologico, “Il Teatro al Museo”, evento che proporrà un concerto narrativo per bambini nel pomeriggio (alle 17.00) SANTA SLEIGH COMET’S CRUISE – Le Scorribande Cosmiche di Santa Claus”. In serata alle 19.00 un secondo concerto narrativo ispirato a un celebre romanzo di Michela Murgia, con letture, musica e immagini con Elisa Zedda e Andrea Congia.

Il 28 dicembre alle 16:00 sarà la volta dell’Archeotombola, un’attività ludica per famiglie che alterna i simboli della tombola ai reperti museali. Tra gli appuntamenti più significativi del programma si collocano le “Interviste senza tempo ai personaggi dell’antica Sulky – ArcheoGame”, in programma il 30 dicembre al Museo Archeologico. Si tratta di un’esperienza ludico-didattica, concepita come gioco da tavolo interattivo, che integra contenuti storici in fascicoli, narrazione e realtà aumentata in cui la storia di Sant’Antioco è protagonista assoluta. Attraverso il gioco, i partecipanti incontrano i personaggi dell’antica Sulky, dialogano con loro e ricostruiscono aspetti della vita quotidiana, delle credenze e della storia della città. Un percorso che unisce apprendimento e divertimento, permettendo ai bambini di giocare direttamente all’interno del museo, trasformando lo spazio espositivo in un luogo di esplorazione attiva. Sono previste due sessioni di gioco nella mattina e nel pomeriggio, mentre alle 18.00 si procederà con la premiazione dei partecipanti e la presentazione del Progetto. L’ArcheoGame targato Archeotur é stato realizzato nell’ambito delle attività PNRR ed è rivolto ai bambini dai 6 ai 10 anni. L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di come il gioco da tavolo tradizionale, integrato con le nuove tecnologie, possa diventare uno strumento efficace per la divulgazione archeologica e la partecipazione culturale.

Il programma proseguirà anche nel mese di gennaio con “Su Nascimentu in Grutta” (4 gennaio, dalle 10.00), un presepe vivente nel centro storico, e con il Teatrino delle marionette al Museo Archeologico (10 gennaio, alle 16.00) dedicato ai più piccoli.

Collaborazione tra istituzioni e operatori, condivisione di buone pratiche, analisi delle criticità e dialogo continuo tra coloro che, a vario titolo, operano nella tutela e nella valorizzazione dell’archeologia del territorio, creando le basi per una rete tra Comuni del Sulcis Iglesiente capace di attrarre risorse e visitatori, favorendo lo sviluppo del patrimonio archeologico di questa porzione di Sardegna. Nasce così il “Festival di Archeologia Sulcitana”, promosso dal Museo Archeologico “Ferruccio Barreca” di Sant’Antioco con un finanziamento della Regione Sardegna: «Un programma di appuntamenti che, dal mese di dicembre 2025 alla primavera del 2026, coinvolgerà enti di ricerca, amministrazioni e professionisti del patrimonio, con l’obiettivo di costruire un confronto tra tutti gli attori che operano nella salvaguardia e nella più ampia fruizione dell’archeologia del territorio – commenta la direttrice del Parco Storico Archeologico del Comune di Sant’Antioco, Sara Muscuso -. Il Festival prevede incontri dedicati alla ricerca archeologica nel Sulcis-Iglesiente, al ruolo dei musei, alle strategie di comunicazione e partecipazione e culminerà con una giornata consacrata ad un fam trip internazionale».

La prima fase del Festival, rivolta agli enti e alle cooperative che gestiscono siti e musei archeologici del Sulcis Iglesiente, intende essere un punto di partenza per un confronto diretto sul presente e sul futuro dell’archeologia, affrontando insieme criticità, buone pratiche e prospettive di collaborazione tra istituzioni e operatori. «Con l’obiettivo di fare rete – spiega il sindaco del comune di Sant’Antioco, Ignazio Locci- il primo appuntamento consiste in due tavoli di confronto dal tema “Archeologia e sviluppo locale. Strategie di gestione e promozione nel Sulcis Iglesiente”: uno politico e uno gestionale, che si terranno rispettivamente nelle giornate del 12 e del 13 dicembre 2025 nella sede del Museo archeologico di Sant’Antioco e vedranno la partecipazione dei Sindaci nei cui Comuni insistono siti di interesse archeologico aperti alla fruizione, la Provincia, la Soprintendenza, l’assessorato regionale della Cultura, nonché enti e soggetti che operano nell’ambito dei beni archeologici.»

Venerdì 12 dicembre alle 10.00 si aprirà con “Il ruolo dell’archeologia nei processi di valorizzazione del Sulcis Iglesiente” – Incontro con i Sindaci dei Comuni interessati dalla presenza di beni archeologici aperti al pubblico e rappresentanti della Provincia del Sulcis Iglesiente.

Sabato 13 dicembre, alle 10.00, si proseguirà con il tavolo “Strategie di gestione e promozione nel Sulcis-Iglesiente” – Incontro con direttori dei Musei e soggetti gestori dei beni archeologici nel territorio del Sulcis-Iglesiente.

Il cartellone degli eventi si snoderà fino alla primavera del 2026 con una serie di appuntamenti di varia natura. Nel mese di febbraio il focus sarà incentrato su “Ricerche archeologiche nel Sulcis-iglesiente: territori, contesti e prospettive”, un convegno con direttori scientifici degli scavi archeologici nel territorio del Sulcis Iglesiente. Nel mese di marzo i momenti di condivisione saranno due: “Musei archeologici 4.0: Sfide e Innovazioni per il Futuro dell’Archeologia”, incontro con direttori dei musei archeologici della Sardegna; e “Radici della storia: Esperienze di Archeologia Sperimentale e Digitale”: presentazioni, dibattiti e dimostrazioni pratiche di archeologia sperimentale e di archeologia digitale. Infine, chiuderà questa prima edizione del Festival un Fam Trip internazionale: “Familiarization Trip” dedicato al turismo archeologico e culturale nel territorio del Sulcis Iglesiente.

 «Il Festival di archeologia – commenta l’assessore della Cultura, Luca Mereu – rappresenta un’importante occasione di valorizzazione del patrimonio storico e culturale dell’isola. Un appuntamento di rilievo, pensato per promuovere la conoscenza, favorire il dialogo tra istituzioni, studiosi, appassionati e visitatori e celebrare il ruolo centrale di Sant’Antioco nella storia del Mediterraneo.»

Il Museo Archeologico Ferruccio Barreca e il Parco Storico Archeologico di Sant’Antioco completano un percorso di rinnovamento e innovazione dell’offerta culturale attraverso l’arricchimento dei reperti esposti all’interno delle sale e all’installazione di postazioni multimediali che permettono al grande pubblico di approcciarsi con maggiore agilità ai contenuti archeologici, ottenendo una lettera completa dell’insediamento antico. Un traguardo il cui nastro è stato tagliato nella serata di mercoledì 6 agosto con la presentazione pubblica del progetto “Smart Sulky Mediterranean ART”, il quale era stato preceduto da un primo importante intervento realizzato con un finanziamento PNRR che aveva consentito il posizionamento di una “bussola immersiva” che consente al visitatore di affrontare un viaggio nello spazio e nel tempo, contestualizzando le evidenze archeologiche nel territorio e, attraverso la realtà virtuale, di raggiungere una comprensione completa della strutturazione dell’insediamento antico e della sua evoluzione nel corso dei secoli. Il risultato è un museo per tutti, con particolare attenzione alle categorie fragili, come le persone con disabilità, e ai più piccoli, ai quali vengono garantiti percorsi tattilo-plantari, guide LIS, la fruizione di una interessante animazione dei “Due Leoni”, una visita da remoto e la parziale digitalizzazione del patrimonio.

Con il progetto “Smart Sulky Mediterranean ART” si è completato, dunque, questo percorso di innovazione. Un imponente lavoro finanziato dal Ministero dell’interno che ha previsto: un filone di ricerca sull’arte antica grazie a un accordo stipulato col CNR di Firenze che si occupa dell’analisi e della caratterizzazione fisica e chimica dei pigmenti utilizzati nell’arte dell’antichità; uno studio diacronico che dalla preistoria arriva all’età tardo-antica; la creazione di installazioni virtuali fruibili all’interno sia del Museo archeologico, sia della Necropoli e, in occasione di particolari eventi, con l’ausilio del trenino elettrico, in alcune postazioni dell’urbano. Al riguardo, il visitatore, presso il lungomare, potrà “immergersi” nel porto punico e nel porto romano e, ancora, nella necropoli punica e in particolare nelle fasi romane con la costruzione dell’anfiteatro e del tempio dell’acropoli. Un’altra importante novità è la visita al mausoleo tardo punico conosciuto con il nome di “Sa Presonedda”: sarà possibile visualizzare una realtà virtuale che si sovrappone alla vista di ciò che oggi resta del mausoleo e, grazie a degli speciali visori di ultima generazione, sarà garantita una visita al suo interno. Inoltre, il progetto SmART ha riguardato anche il riallestimento della terza sala del MAB, consacrata al tofet e nello specifico alla produzione litica delle stele con più di duecento esemplari conservati nel nostro museo e in quello di Cagliari. Una suggestiva scenografia valorizza questa riproduzione artistica cui si aggiungono due giochi: «Crea la tua stele», che permette al visitatore di giocare con le stele scomposte e, attraverso questi aspetti ludici, di raggiungere finalità didattiche apprezzando queste “edicole templari” con al centro personaggi di varia natura. Il secondo gioco, in realtà aumentata, è un quiz con tre step fino al punto in cui i personaggi si umanizzano, prendendo vita e interagendo con il visitatore.

«Questi due progetti, dal PNRR fino allo SmArt – racconta la direttrice del Parco, Sara Muscuso – sono stati anche un’occasione per incrementare i reperti esposti, grazie alla collaborazione e alla stretta sinergia con la Soprintendenza. In particolare, sarà possibile ammirare le dee madre di età preistorica rinvenute in località Canai: ritrovamenti eccezionali per il numero e per la concentrazione in un unico sito. Ma non solo: presenti anche nuovi corredi della necropoli punica di is Pirixeddus, tombe indagate da Paolo Bernardini negli anni Duemila. Un sito particolarmente ricco di sepolture che rivela la presenza dell’aristocrazia sulcitana del V secolo a.c. Corredi di eccezionale fattura, composti da statuine e gioielli. Nelle teche, inoltre, una selezione di reperti provenienti dalle ultime campagne di scavo nell’area dell’abitato fenicio condotte dall’Università degli studi di Sassari. Infine, si è voluto incrementare un aspetto poco valorizzato all’interno del MAB, ovvero i complessi catacombali presenti a Sant’Antioco e unici in Sardegna di religione cristiana, pagana ma anche ebraici. Nello specifico, abbiamo esposto due arcosoli rinvenuti alla fine dell’Ottocento a Sant’Antioco e relativi alla presenza di una comunità ebraica.»

«Sant’Antioco e il suo comparto culturale crescono di anno in anno – commenta il sindaco Ignazio Locci – il Museo archeologico Ferruccio Barreca ha compiuto passi da gigante ritagliandosi uno spazio tra i più importanti musei del Mediterraneo. Di sicuro è abbondantemente al passo coi tempi e con le nuove tecnologie, perché ieri non abbiamo tagliato il nastro di un mero allestimento, bensì del frutto di un progetto altamente innovativo, lo SmART – Sulky Mediterranean Art, nato dalla visione della nostra Amministrazione e dalla guida presente e puntuale della Direttrice del Parco Storico e Archeologico, l’Archeologa Sara Muscuso. Il MAB si è trasformato da esposizione statica a fenomeno dinamico e in continua evoluzione.»

«Con il progetto SmART – aggiunge l’assessore della Cultura Luca Mereu – il Museo Ferruccio Barreca diventa un luogo sempre più vivo, aperto, accessibile e inclusivo, capace di dialogare con il presente, senza mai perdere però il legame con le proprie radici: è una visione progettuale che unisce tecnologia, cultura e innovazione, portando nel cuore di Sant’Antioco nuove esperienze interattive attraverso postazioni multimediali, giochi, realtà virtuale e aumentata ma anche l’esposizione e allestimento di nuovi e importanti reperti archeologici, che arricchiscono ulteriormente il nostro patrimonio e ci permettono di raccontare con ancora più profondità la straordinaria storia della nostra isola e della civiltà fenicio-punica.»