20 September, 2026
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Dall’11 al 25 settembre l’isola di San Pietro torna a essere luogo di ricerca e creazione contemporanea con Orme, la residenza artistica della seconda edizione di Rizomi, progetto dell’associazione Tersicorea, diretto da Simonetta Pusceddu, dedicato alla memoria, al patrimonio e al rapporto tra identità e futuro.

«A Carloforte il passato non è qualcosa da conservare semplicemente negli archivi: diventa materia viva da interrogare, trasformare e restituire attraverso l’arte. È da questa prospettiva che nasce Orme, una ricerca che intreccia danza, musica, teatro e memoria per interrogarsi su ciò che una comunità sceglie di custodire e su ciò che, invece, decide di trasmettere alle generazioni che verranno», spiega Simonetta Pusceddu.

Tracce del passato, rituali, miti, racconti, reperti e memorie del territorio entrano così nel processo creativo, insieme a temi come antropologia culturale, archeologia, studi sulla memoria, museografia critica, educazione ambientale e sviluppo sostenibile. Un intreccio di saperi che gli artisti saranno chiamati a trasformare in nuovi linguaggi e possibili narrazioni del futuro.

Il progetto, realizzato con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna, il Patrocinio del Comune di Carloforte e in collaborazione dell’associazione Botti du Shcoggiu, nasce dalla sinergia creativa e dalla co-ideazione di Santo Pablo Krappmann e Giorgia Gasparetto, direttori artistici della compagnia La Bruma. Al centro del lavoro si colloca una residenza artistica che punta sulla contaminazione multidisciplinare, riunendo tre performer internazionali dai background differenti: la danzatrice e artista circense tedesca Nis Fee Brender, il musicista, clown e compositore austriaco Vitus Denifl, e la coreografa e danzatrice italiana Giorgia Gasparetto. In questa fase, la componente performativa si fonderà con quella visiva grazie a Santo Pablo Krappmann, che curerà la scenografia e l’impianto visivo delle riprese, realizzate in stretta collaborazione con il videomaker Francesco Rosso. L’intera ricerca confluirà nella produzione di un cortometraggio.

A guidare e accompagnare il percorso come tutor sarà Emita Frigato, scenografa regista e costumista cinematografica, vincitrice nel 2011 del David di Donatello per la scenografia di Noi credevamo di Mario Martone e, nel 2023, dell’European Film Award per la miglior scenografia di La Chimera di Alice Rohrwacher. La sua presenza si inserisce in modo particolarmente significativo nel percorso di “Rizomi”. La Chimera, infatti, attraversa temi come archeologia, memoria, paesaggio e trasformazione sociale, gli stessi territori di ricerca che “Orme” porta nel contesto carlofortino.

Uno degli elementi centrali della residenza sarà il coinvolgimento della comunità di Carloforte, chiamata a condividere racconti, memorie ed esperienze che potranno diventare parte del processo creativo. La danza sarà il principale strumento espressivo, in dialogo con musica, voce e parola, per costruire una drammaturgia capace di attraversare epoche e dimensioni differenti. Storie locali, reperti, testimonianze e immaginari del territorio contribuiranno alla nascita di personaggi e figure provenienti da tempi diversi, in un continuo passaggio tra memoria e invenzione.

L’esito del lavoro sarà presentato al pubblico il 23 e 24 settembre, con un’anteprima di alcune riprese del cortometraggio Orme, realizzato nel corso della residenza.

La presenza di “Rizomi” sull’isola proseguirà inoltre con “Monster Porcelain”, la ricerca avviata nella prima sessione di residenza, dal 19 gennaio al 7 febbraio 2026, da Lupa Maimone e Vinka Delgado, che torneranno a Carloforte entro la fine dell’anno per un nuovo periodo di lavoro.“Monster Porcelain” si sviluppa come un’indagine artistica complessa e stratificata, costruita intorno alla relazione tra corpo, oggetto e suono. Un processo aperto nel quale i diversi elementi si incontrano, si influenzano e si trasformano reciprocamente, attraverso una ricerca che mette in discussione i confini tra materia, presenza e movimento, in vista della futura restituzione di un’opera compiuta.

Secondo appuntamento aperto al pubblico per il progetto di residenza artistica Rizomi, ideato e curato dalla direttrice della compagnia cagliaritana Tersicorea Simonetta Pusceddu, con la performance Fragmenti, oggi 15 ottobre, alle ore 20.30, al teatro Cavallera di Carloforte, sull’isola di San Pietro.

Al termine del percorso che ha visto l’artista e performer spagnola Vinka Delgado Segurado indagare le profondità di una caverna come metafora degli strati più nascosti del subconscio, nasce Fragmenti, con il tutoraggio del regista e drammaturgo Roberto Magro e la collaborazione artistica tecnica e il lighting  design di Diego Hernando. Dare rilievo allo spazio vuoto genera domande, approda dove si accumulano pensieri e ricordi e dove la luce penetra a malapena. Mentre la mente divide, seleziona e dimentica per eliminare il dolore, sfumano i limiti del movimento ordinario. Le tecniche circensi, marionette e maschere aiutano l’esplorazione, la deformazione e la disintegrazione del corporeo. Al centro di uno spazio molto più grande, un palo cinese, come una colonna vertebrale su cui tutto poggia, sostiene qualcosa che non esiste più: l’essere umano è sospeso tra i propri limiti e l’infinito.

In allegato le immagini di Francesco Rosso

 

Andrà avanti per tutto l’autunno nell’Isola di San Pietro il progetto di residenze artistiche Rizomi, curato dalla direttrice della compagnia cagliaritana Tersicorea, Simonetta Pusceddu, in tandem con il comune di Carloforte, grazie al sostegno della Regione Sardegna, del ministero della Cultura, della Fondazione di Sardegna e del comune di Carloforte, e con la collaborazione logistico organizzativa dell’associazione Botti Du Shcoggiu.

«Rizomi è una metafora per stimolare, attraverso la danza, un dialogo aperto tra spazio, tempo e territorio e gli artisti chiamati a produrre il proprio progetto consapevoli delle peculiarità del territorio di Carloforte e dell’isola di San Pietro. Così come l’organo che accumula sostanze nutritive di riserva, capaci di mantenersi inalterate nel tempo e in condizioni ostili, le residenze artistiche affondano qui le loro radici, e le nutrono con l’intento di valorizzare e raccontare le specificità del luogo e i suoi confini tracciati dal mare e dalle rocce e disegnati dal mistero delle storie e della bellezza che sta dentro il mare», spiega Simonetta Pusceddu.

Saranno le grotte, nella prima metà del mese di ottobre, a suggestionare, con le loro profondità e tagli di luce, il progetto Fragmenti dell’artista Vinka Delgado Segurado con il tutoraggio del regista e drammaturgo Roberto Magro e la collaborazione artistica tecnica e il lighting design di Diego Hernando, che sarà aperto alla visione del pubblico il 13 ottobre a Carloforte.

Dare rilievo allo spazio vuoto genera domande, approda agli strati più nascosti del subconscio, dove si accumulano pensieri e ricordi e dove la luce penetra a malapena, come nelle profondità di una grotta. Le creature che abitano questo luogo sono cresciute e si sono evolute in modo diverso dalle altre, adattandosi alle loro condizioni. L’estetica cerca l’esaltazione dell’irrazionale, il gusto per il decadente, la malinconia e l’angoscia esistenziale: l’essere umano è sospeso tra i propri limiti e l’infinito. In tutto ciò, il circo è lo strumento per sfumare i limiti del movimento corporeo ordinario; marionette e maschere aiutano l’esplorazione, la deformazione e la disintegrazione del corporeo.

La terza fase di Rizomi si sviluppa nel mese di novembre, con una restituzione pubblica, sempre a Carloforte, in programma sabato 16. Voce è la proposta artistica della danzatrice, performer e autrice Giulia Cannas che indaga intorno al concetto di città-borgo concentrandosi principalmente sulla forte identità dei margini, spesso circondati da bellezza naturale e lentezza e arricchiti di tradizioni radicate nel tempo. Costruito con il supporto dell’autrice Donatella Martina Cabras e del performer Enrico Frisoni, e con la presenza della costumista Alice Ortona Coles, Voce è una danza sincera, arrabbiata, radicata, potente, lenta. È la periferia di tutte le città del mondo fatte di esclusione, rabbia, lentezza, bellezza, forza e rivoluzione. Ma è anche la trasformazione in energia vitale e motrice del cambiamento.

Iniziato il 31 agosto, Rizomi ha presentato, a metà settembre, l’esito della prima residenza artistica, Diaspri, degli artisti Elisa Melis e Nicola Cisternino, che dalle infiltrazioni rossastre di natura ferrosa delle rocce della famosa Conca a sud dell’isola di San Pietro hanno tratto ispirazione per generare una simbiosi in continuo divenire tra corpi e pietra, movimento e mare. Una danza che, sulle note del vento, delle onde e del violino del tutor musicale Matteo Gallus, ha omaggiato la natura spettacolare del luogo e che rimane nella testimonianza di un intenso video prodotto e montato da Francesco Rosso.

L’iniziativa è parte dei Progetti per l’insediamento e sviluppo delle residenze “Artisti nei Territori”, triennio 2022-2024, prevista dall’Intesa Stato-Regioni del D.M. 27.07.2017.