4 November, 2026
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Conoscere il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, intervenire nei corsi d’acqua e prevenire l’inquinamento delle coste e del mare. Sono questi gli obiettivi del progetto “Tutti i fiumi portano al mare”, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa ospitata nella sede della Provincia del Sulcis Iglesiente, a Carbonia.
All’incontro sono intervenuti Gianluigi Loru, vicepresidente della Provincia e consigliere delegato all’Ambiente, e la dottoressa Simona Spanu, consulente del presidente Mauro Usai, che ha illustrato gli aspetti scientifici, le modalità operative e le finalità dell’iniziativa.
Il progetto, promosso e finanziato dall’Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna nell’ambito del Programma sperimentale triennale finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, punta a realizzare un’attività di monitoraggio, raccolta e classificazione dei rifiuti presenti lungo alcuni corsi d’acqua del Sulcis Iglesiente.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che una parte importante dell’inquinamento marino ha origine sulla terraferma. I rifiuti abbandonati nelle campagne, lungo le strade e in prossimità dei corsi d’acqua, infatti, possono essere trasportati dalle piogge e dalle correnti fino alle coste, contribuendo al degrado degli ecosistemi fluviali e marini.
«La presenza di rifiuti nei nostri corsi d’acqua non è soltanto una questione di decoro, ma un problema ambientale che riguarda direttamente la qualità del territorio in cui viviamo – ha dichiarato il vicepresidente Gianluigi Loru -. Con questo progetto vogliamo intervenire prima che il danno arrivi al mare, affiancando alla raccolta dei rifiuti un’attività di conoscenza e prevenzione. Il Sulcis Iglesiente possiede un patrimonio ambientale straordinario che abbiamo il dovere di proteggere. Non si tratta di organizzare semplici giornate di pulizia, ma di promuovere una maggiore responsabilità collettiva e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, cittadini e realtà del territorio. La tutela del mare comincia dalla terra e dai comportamenti quotidiani di ciascuno di noi.»

Gli interventi nei corsi d’acqua del Sulcis Iglesiente

Le attività interesseranno diversi corsi d’acqua individuati dall’Autorità di Bacino, con interventi programmati nel territorio provinciale a partire dai primi giorni di novembre.

Il calendario operativo prevede:
– 3 novembre: Rio Palmas, nel territorio di San Giovanni Suergiu;
– 4 novembre: Riu Mannu, nel territorio di Fluminimaggiore;
– 7 novembre: Rio Su Spurgu e Rio S’Arriali, nel territorio di Iglesias;
– 8 novembre: Riu Cixerri, nel territorio di Villamassargia.
Le aree di intervento sono state individuate attraverso sopralluoghi e valutazioni che hanno tenuto conto della presenza di rifiuti, dell’accessibilità dei luoghi e delle condizioni di sicurezza per gli operatori.
Il progetto non si limiterà alla rimozione dei materiali abbandonati. Nei tratti selezionati, della lunghezza di 100 metri, i rifiuti saranno raccolti, contati, catalogati per tipologia, pesati per categoria e avviati alla raccolta differenziata.
Le informazioni ottenute contribuiranno a costruire un quadro conoscitivo del fenomeno, utile a comprendere quali rifiuti siano maggiormente presenti, dove tendano ad accumularsi e quali possano essere le principali fonti di provenienza.

Dalla raccolta dei rifiuti alla conoscenza scientifica

Nel corso della conferenza stampa, la dottoressa Simona Spanu ha approfondito il rapporto tra l’inquinamento dei corsi d’acqua e quello marino, richiamando i risultati delle attività di monitoraggio condotte a livello nazionale e l’importanza di disporre di dati scientifici confrontabili.
Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di superare una logica esclusivamente emergenziale, passando dalla semplice rimozione dei rifiuti alla comprensione delle dinamiche che ne determinano l’accumulo e il trasferimento verso il mare.
«Raccogliere i rifiuti significa eliminare una criticità immediata, ma conoscerne quantità, composizione e distribuzione ci permette di comprendere meglio il fenomeno e di individuare possibili strategie di prevenzione – ha spiegato la dottoressa Simona Spanu -. Il valore di questo progetto risiede proprio nell’unione tra intervento concreto e analisi scientifica. Ogni oggetto raccolto e classificato diventa un dato utile per valutare la pressione dei rifiuti sui nostri ecosistemi. Le informazioni raccolte potranno contribuire ai sistemi di conoscenza ambientale su scala regionale, nazionale ed europea. L’obiettivo non è soltanto avere corsi d’acqua più puliti, ma costruire una maggiore consapevolezza sulle cause dell’inquinamento e sull’importanza di prevenirlo.»

La collaborazione con i territori e i centri di educazione ambientale

Un ruolo importante sarà svolto dalla collaborazione con i Comuni interessati e con i Centri di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità (CEAS) del territorio, coinvolti nelle attività previste dal progetto.
La partecipazione delle realtà locali consentirà di affiancare agli interventi sul campo un’azione di sensibilizzazione, promuovendo una maggiore attenzione verso i corsi d’acqua e il loro ruolo nella salvaguardia dell’ambiente marino.
L’iniziativa si propone infatti di trasformare un’attività di monitoraggio e raccolta in un’occasione di educazione ambientale e cittadinanza attiva, rafforzando il legame tra la tutela del territorio e la responsabilità delle comunità.
Conoscere, intervenire e prevenire sono le tre parole chiave di un progetto che intende affrontare il problema dell’abbandono dei rifiuti partendo dai luoghi in cui si manifesta, prima che le conseguenze raggiungano il mare.
Un percorso che conferma l’attenzione della Provincia del Sulcis Iglesiente verso la salvaguardia del patrimonio naturale e la promozione di iniziative concrete per la sostenibilità ambientale.

Il benessere dell’uomo e la salvaguardia della natura corrono sullo stesso binario. Con questo messaggio arriva all’ospedale Sirai di Carbonia la campagna nazionale promossa dalla FADOI (Federazione dei medici internisti ospedalieri) insieme al Raggruppamento Biodiversità dell’Arma dei carabinieri.
Martedì 27 ottobre, alle ore 11.00, presso l’Ospedale Sirai di Carbonia, si terrà la cerimonia di messa a dimora di sei giovani alberi donati dai carabinieri forestali. Nello specifico, verranno piantati due lecci, due corbezzoli e due sughere, tutti dell’altezza di circa 50 centimetri, che troveranno spazio nelle aiuole situate in prossimità dell’ingresso principale della struttura sanitaria.
L’iniziativa, che rientra nel più ampio progetto ministeriale “Un albero per il futuro”, mira a creare un vero e proprio “bosco diffuso” della salute in decine di strutture ospedaliere su tutto il territorio nazionale.
L’evento si inserisce nel quadro dell’approccio globale “One Health”, promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che riconosce come la salute umana, quella animale e quella dell’ecosistema siano indissolubilmente legate. Gli ospedali e le strutture sanitarie, oltre ad essere luoghi di cura, diventano così promotori attivi della sostenibilità ambientale e del contrasto al cambiamento climatico.
Come per tutte le piante del progetto, anche i sei alberi piantati al Sirai saranno dotati di uno speciale cartellino con codice QR. Questo permetterà di geolocalizzare la posizione di ciascuna pianta, monitorarne la crescita online e calcolare in tempo reale il risparmio complessivo di anidride carbonica (CO2) generato a beneficio dell’aria e dell’ambiente circostante.

Alla cerimonia prenderanno parte il direttore generale della ASL Sulcis Iglesiente Paolo Cannas, il sindaco di Carbonia, Pietro Morittu, e il vice presidente della
Provincia, Gianluigi Loru, il direttore del Reparto di Medicina Interna dell’ospedale Sirai, Mauro Mantega, insieme ai medici della FADOI Sardegna e alle autorità locali dell’Arma dei carabinieri.

Con la prima riunione, tenutasi oggi nella sala consiliare di via Mazzini, a Carbonia, si è insediato ufficialmente il Comitato faunistico provinciale, l’organismo tecnico-consultivo chiamato a svolgere un importante ruolo nella pianificazione faunistico-venatoria, nella tutela e nel controllo della fauna selvatica e nelle materie legate all’esercizio della caccia.
L’assemblea del Comitato, presieduta dal vice presidente e consigliere delegato Gianluigi Loru, in qualità di supplente del presidente Mauro Usai, è costituita da Alessandro Brighi (A.N.L.C), Mauro Floris (L.A.S.C.) e Pietro Paolo Bardi (FIDC) in rappresentanza delle associazioni venatorie. Per le Associazioni naturalistiche e di tutela degli animali: Giovanni Paulis (WWF) Pietro Bullegas (ITALIA NOSTRA APS) e Albano Salis (MAREVIVO DELEGAZIONE SUD SARDEGNA ETS). In rappresentanza delle Organizzazioni professionali agricole: Ennio Cadeddu (COLDIRETTI), Nicola Atzori (COPAGRI CAGLIARI), Antonello Pinna (CIA) e Alfredo Littarru (CONFAGRICOLTURA). In qualità di responsabile dei Servizi veterinari è stato nominato il dottor Massimo Maggio. Componente effettivo in rappresentanza del Corpo forestale è il dottor Silvio Cocco, Direttore del Servizio Territoriale Ispettorato Ripartimentale di Iglesias del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale della Regione Sardegna. In qualità di supplente, il dottor Marco Dellachà. Come esperti in materia di fauna selvatica e pianificazione venatoria sono stati designati Pinello Cossu e Simone Secci.
Sul tavolo la necessità di affrontare le tante problematiche che affliggono gli agricoltori e le comunità locali quali, in particolare, la presenza sovrabbondante di cinghiali, causa di rilevanti danni alle produzioni agricole e zootecniche, dell’aumento dei rischi di incidenti lungo le strade provinciali e potenziale minaccia per l’equilibrio degli ecosistemi.
Per questo la Provincia, sin dal suo insediamento, ha compiuto tutti i passi necessari per giungere in tempi record all’approvazione del Piano provinciale di gestione e controllo 2027-2032 delle popolazioni dei cinghiali e altre specie selvatiche e alla formazione di una settantina di coadiutori abilitati per il controllo della fauna selvatica.
«La presenza delle diverse realtà del territorio in seno al Comitato è un valore aggiunto. La nostra volontà è quella di lavorare per una gestione equilibrata e responsabile, capace di coniugare tutela della fauna, esigenze del mondo agricolo e corretto esercizio dell’attività venatoria nel pieno rispetto delle norme ambientali vigenti», ha detto ol presidente Mauro Usai.
«Oggi è una giornata importante. Con l’insediamento ufficiale del Comitato faunistico provinciale, viene segnata una tappa fondamentale nel percorso che la Provincia del Sulcis Iglesiente ha deciso di intraprendere per dare concretamente risposte al territorio e alle sue comunità. L’obiettivo è lavorare con un approccio concreto e operati», ha aggiunto il vicepresidente Gianluigi Loru.

La Provincia del Sulcis Iglesiente ha ufficialmente costituito il Comitato Provinciale Faunistico, organismo tecnico-consultivo previsto dalla Legge regionale n. 23 del 1998. La costituzione e la nomina dei componenti sono state formalizzate con il decreto del Presidente della Provincia n. 28 dell’8 settembre 2026.

Il Comitato sarà presieduto dal presidente della Provincia Mauro Usai e, in sua assenza, dal consigliere delegato Gianluigi Loru, individuato quale supplente. La composizione dell'organismo assicura la presenza delle diverse realtà interessate alla gestione faunistica del territorio: associazioni venatorie, associazioni naturalistiche e di tutela degli animali, organizzazioni professionali agricole, Servizi Veterinari e Corpo Forestale, oltre a due esperti in materia di fauna selvatica e pianificazione venatoria.

«Con la costituzione del Comitato Provinciale Faunistico restituiamo al territorio un importante luogo di confronto, nel quale competenze ed esperienze diverse potranno contribuire alle scelte della Provincia – dichiara il presidente Mauro Usai -. La gestione della fauna selvatica richiede equilibrio, conoscenza del territorio e capacità di ascoltare esigenze differenti. Il nostro obiettivo è favorire una programmazione seria e responsabile, capace di tenere insieme la tutela del patrimonio faunistico, le esigenze del mondo agricolo e il corretto esercizio dell’attività venatoria. Il Comitato dovrà essere un organismo concreto, capace di dare un contributo qualificato alle decisioni dell’Amministrazione provinciale.»

Del Comitato fanno parte, per le associazioni venatorie, Alessandro Brighi (A.N.L.C.), Mauro Floris (L.A.S.C.) e Pietro Paolo Bardi (FIDC); per le associazioni naturalistiche e di tutela degli animali, Giovanni Paulis (WWF), Pietro Bullegas (Italia Nostra APS) e Albano Salis (Marevivo Delegazione Sud Sardegna ETS); per le organizzazioni professionali agricole, Ennio Cadeddu (Coldiretti), Nicola Atzori (Copagri Cagliari), Antonello Pinna (CIA) e Alfredo Littarru (Confagricoltura). Ne fanno inoltre parte Massimo Maggio, in rappresentanza dei Servizi Veterinari, e Silvio Cocco, con Marco Dellachà quale supplente, per il Corpo forestale. Gli esperti nominati in materia di fauna selvatica e pianificazione venatoria sono Pinello Cossu e Simone Secci.

«La presenza nello stesso organismo delle associazioni venatorie, ambientaliste, del mondo agricolo e delle competenze tecniche rappresenta un valore aggiunto – sottolinea il consigliere delegato Gianluigi Loru -. Sul nostro territorio le questioni legate alla fauna selvatica hanno ricadute ambientali, agricole e sociali e devono essere affrontate attraverso il dialogo e sulla base di dati e competenze. Vogliamo che il Comitato lavori con continuità e con un approccio operativo, raccogliendo le istanze provenienti dal territorio e contribuendo a individuare soluzioni equilibrate e concretamente applicabili.»

Il Comitato eserciterà le funzioni previste dalla normativa regionale quale organo tecnico-consultivo per la pianificazione faunistico-venatoria, la tutela della fauna selvatica e l’esercizio della caccia, nell’ambito delle competenze attribuite alla Provincia.

Il mandato dei componenti decorre dalla data del decreto di nomina e avrà durata coincidente con quella del mandato del Presidente della Provincia. Il decreto è immediatamente esecutivo.

La Provincia del Sulcis Iglesiente e l’Autorità di bacino della Sardegna avviano una collaborazione per il monitoraggio e la raccolta dei rifiuti lungo alcuni corsi d’acqua del territorio provinciale.
Con decreto deliberativo del Presidente n. 100 del 13 agosto 2026, la Provincia ha approvato l’Accordo di collaborazione nell’ambito del Programma sperimentale triennale per il recupero delle plastiche nei fiumi, previsto dalla Legge SalvaMare.
Il problema dei rifiuti nei corsi d’acqua rappresenta già oggi una rilevante criticità ambientale. I fiumi costituiscono infatti una delle vie attraverso cui i rifiuti dispersi nel territorio possono essere trasportati verso valle, raggiungendo le coste e il mare. Da questa stretta connessione nasce anche il messaggio scelto dalla Provincia per accompagnare l’iniziativa: “Tutti i fiumi portano al mare”.
Le attività non riguarderanno soltanto le plastiche, ma il rilevamento, la classificazione e la raccolta delle diverse tipologie di rifiuti presenti lungo le sponde. I corsi d’acqua interessati saranno il Riu Cixerri, il Riu Mannu di Fluminimaggiore e il Rio Palmas.
Un aspetto centrale del progetto sarà proprio il monitoraggio. Conoscere quali rifiuti sono presenti nei corsi d’acqua, quantificarli e classificarli significa costruire un quadro conoscitivo utile a comprendere meglio il fenomeno e a orientare le future azioni di prevenzione e tutela. La metodologia adottata consentirà inoltre di mettere in relazione i dati raccolti lungo i fiumi con quelli relativi ai rifiuti rinvenuti sulle spiagge, utilizzando una codifica coerente con quella prevista nei programmi della Strategia Marina.
«Con questo progetto vogliamo partire da un principio semplice: fiumi e mare fanno parte dello stesso sistema – dichiara il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai -. Prendersi cura dei corsi d’acqua significa tutelare il territorio nel suo insieme. Conoscere il problema e intervenire prima che i rifiuti raggiungano il mare rappresenta un’azione concreta di tutela del nostro patrimonio ambientale.»
«L’obiettivo non è organizzare semplicemente delle giornate di pulizia – sottolinea il vicepresidente e consigliere delegato dell’Ambiente Gianluigi Loru -. Alla raccolta affiancheremo un’attività di monitoraggio che ci permetterà di conoscere meglio la presenza e la tipologia dei rifiuti nei nostri corsi d’acqua. I dati raccolti rappresenteranno un patrimonio di conoscenza importante anche per programmare in futuro interventi sempre più mirati ed efficaci.»
Nelle prossime settimane saranno individuati i tratti nei quali effettuare le attività e definite lle modalità organizzative delle giornate di monitoraggio e raccolta.

Il grido d’aiuto degli agricoltori e delle comunità non è rimasto inascoltato. Con il Decreto deliberativo del presidente n. 98 del 7 agosto 2026, la Provincia del Sulcis Iglesiente ha adottato a tempi di record il Piano di gestione e controllo delle popolazioni di cinghiale per il periodo 2027-2032 e il relativo disciplinare tecnico.

La tempestività nell’adozione del provvedimento nasce dalla necessità di affrontare una problematica particolarmente sentita dagli agricoltori e dalle comunità locali. La presenza sovrabbondante di cinghiali causa infatti danni rilevanti alle produzioni agricole e zootecniche, aumenta il rischio di incidenti stradali e può compromettere l’equilibrio degli ecosistemi. Un’emergenza per la quale la Provincia si era già mossa per tempo con la recente nomina di 38 coadiutori con compiti di monitoraggio, prevenzione dei danni alle colture e contenimento numerico di specie problematiche, come i cinghiali, e pronti ad entrare in azione non appena il Piano fosse stato approvato.

L’approvazione in tempi rapidi di un Piano concreto ed efficace è il frutto dell’intenso lavoro svolto dalla Provincia che ha attivato sin da subito un confronto serrato con tutti gli interlocutori istituzionali coinvolti: il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, la ASL Sulcis Iglesiente, il tecnico faunistico incaricato e l’ufficio ambiente sono stati coinvolti in diverse riunioni di lavoro, che hanno permesso di definire in tempo record un piano condiviso e tecnicamente solido. Restano ora solo da acquisire i pareri dell’ISPRA e del Comitato regionale faunistico e, ove necessario, per la valutazione di incidenza ambientale.

«Con l’adozione del Piano diamo una prima risposta concreta e tempestiva alle preoccupazioni espresse dal mondo agricolo e dai cittadini – dichiara il presidente della Provincia, Mauro Usai -. La tutela delle produzioni, della sicurezza stradale e dell’equilibrio ambientale richiede interventi programmati, fondati su criteri scientifici e attuati nel rispetto delle norme. La formazione di nuovi coadiutori, organizzata direttamente dalla Provincia, rappresenta un passaggio essenziale per rendere pienamente operative le azioni previste.»

«Agricoltori e allevatori convivono da troppo tempo con danni che incidono pesantemente sul loro lavoro – sottolinea il consigliere provinciale delegato Gianluigi Loru -. Stiamo lavorando affinché ai Piani seguano interventi concreti. I corsi, organizzati interamente dalla Provincia sia per il contenimento dei cinghiali sia per il controllo dei corvidi, consentiranno di ampliare la squadra dei coadiutori abilitati, rafforzando la capacità dell’ente di intervenire in modo coordinato e responsabile.»

 

Sono 38 i nuovi coadiutori abilitati al controllo della fauna selvatica e, in particolare, del cinghiale. Un risultato che rafforza gli strumenti a disposizione della Provincia del Sulcis Iglesiente per la tutela del territorio, delle produzioni agricole e della sicurezza, grazie alla collaborazione con Coldiretti, le amministrazioni comunali e il mondo venatorio.
Alcuni dei nuovi operatori potranno essere impiegati fin da subito nell’Isola di San Pietro, dove la Provincia ha recentemente avviato l’attuazione del Piano regionale di eradicazione del cinghiale. Gli altri entreranno in attività non appena diventerà operativo il Piano faunistico provinciale, attualmente in fase di approvazione.
La cerimonia di consegna degli attestati di idoneità si è svolta nella sede della Provincia, in via Mazzini a Carbonia. I 38 corsisti, provenienti da diversi comuni del territorio provinciale, hanno ricevuto i certificati di abilitazione dal vicepresidente e consigliere delegato all’Ambiente, alla Tutela della fauna e all’Agricoltura, Gianluigi Loru.
I nuovi coadiutori saranno impegnati nelle attività di monitoraggio della fauna selvatica, nella prevenzione dei danni alle colture agricole e nelle operazioni di contenimento delle specie che determinano particolari criticità, con particolare riferimento al cinghiale.

«Il corso, organizzato in collaborazione con Coldiretti, è stato programmato con carattere d’urgenza per rispondere alle richieste provenienti dal mondo agricolo, sempre più penalizzato dai danni arrecati alle colture a causa della crescente proliferazione dei cinghiali – dichiara il vicepresidente Gianluigi Loru -. Con il conseguimento dell’abilitazione, i nuovi coadiutori potranno essere immediatamente impiegati nelle attività previste dal Piano di eradicazione del cinghiale nell’Isola di San Pietro e, successivamente, nel Piano provinciale di contenimento, attualmente in fase di approvazione.»

Oggi, presso la sede dell’ente, accogliendo l’appello del comune di Masainas, si è tenuta la prima riunione organizzativa per definire le strategie da mettere in campo per il recupero dello scalo turistico, allo stato attuale inutilizzabile, che si affaccia sul golfo di Palmas.

L’incontro ha visto la partecipazione, per la Provincia del Sulcis Iglesiente, del vice presidente Gianluigi Loru, del sindaco di Nuxis Romeo Ghilleri, del direttore generale dell’ente intermedio Speranza Schirru, di Valentina Pistis dell’Ufficio di Presidenza e dell’ingegnere Gianni Balzano, dirigente dell’Area Lavori Pubblici della Provincia. Per il comune di Masainas, oltre al sindaco Gian Luca Pittoni, erano presenti anche gli assessori al Decoro urbano Milena Caboni e ai Lavori Pubblici Bruno Orrù, e il responsabile dell’Area tecnica comunale Gianfranco Diana.

Al centro del primo momento di confronto tra gli enti è finito l’approdo di Is Solinas, situato nell’omonima località marina, che, di fatto, da alcuni anni è inutilizzabile per i diportisti di Masainas e dell’intero Sulcis Iglesiente. Realizzato nel 2017, grazie a circa mezzo milione di euro stanziati dall’allora ex Provincia di Carbonia Iglesias nell’ambito del progetto strategico “Sistema di Infrastrutturazione portuale del Sulcis Iglesiente”, era stato interdetto a imbarcazioni, natanti e pedoni nel 2021 da un’ordinanza della Capitaneria di porto di Sant’Antioco. Un provvedimento adottato alla luce del cedimento strutturale dei pontili di attracco dovuti a violente mareggiate di libeccio. Venuto poi meno il provvedimento restrittivo il Comune di Masainas ha dovuto affrontare il problema di come poterlo restituire ai diportisti.

Un appello accolto dalla Provincia del Sulcis Iglesiente, guidata dal presidente Mauro Usai, che si è impegnata a collaborare in modo sinergico con il comune di Masainas per individuare, anche tramite un primo Studio di fattibilità, le soluzioni più efficaci e rispettose delle vigenti norme in materia di tutela ambientale e delle esigenze del territorio al centro anche di “Nutrimenti/Giacimenti”, il programma per la definizione del Piano strategico provinciale.

La presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde e l’assessore dell’Industria Emanuele Cani hanno incontrato questa mattina una delegazione dei sindacati metalmeccanici FIOM-CGIL, FSM-CISL e UILM-UIL. Al termine della riunione, la presidente Alessandra Todde è scesa a incontrare il centinaio di lavoratori in sciopero e in presidio sotto la sede della Regione di viale Trento per denunciare la gravissima situazione del polo industriale del Sulcis Iglesiente.

Al tavolo istituzionale, alla presenza anche del sindaco di Portovesme Ignazio Atzori e del vicepresidente della Provincia Gianluigi Loru, i rappresentanti sindacali hanno illustrato una crisi oramai drammatica e ulteriormente peggiorata rispetto allo scorso anno, rappresentata a suo tempo anche dai rapporti di Confindustria Meridionale Sardegna e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Al centro della vertenza: Sider Alloys (ex Alcoa), Euroallumina, Portovesme Srl e l’indotto della centrale Enel “Grazia Deledda”, oggi sostanzialmente improduttiva. Decine di lavoratori diretti e dell’indotto vedono a rischio retribuzioni e posti di lavoro.

La presidente Alessandra Todde e l’assessore Emanuele Cani hanno raccolto il grido di dolore del territorio, esprimendo piena solidarietà personale e istituzionale. La Regione Sardegna intensificherà l’azione verso il Governo affinché vengano finalmente rispettati gli impegni assunti e si costruisca un futuro industriale moderno, sostenibile e credibile per il Sulcis Iglesiente e per tutta la Sardegna. Azione che vede in sintonia la Giunta regionale con le Confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL da sempre impegnate sullo stesso fronte.

Nel suo intervento, l’assessore dell’Industria Emanuele Cani ha comunicato ai sindacati di «preparare il tavolo al Ministero dell’11 giugno con i consueti incontri con tutti i sindacati per fissare un punto di vista comune per costruire una dimensione regionale che punti a risolvere tutte le vertenze del Sulcis. Il governo in primis deve assumersi le sue responsabilità».

La presidente Alessandra Todde è stata netta: «Non permetteremo al governo di fare un unico calderone tra vertenze diverse che vanno risolte singolarmente, pretenderemo che ogni singola vertenza sia risolta rispetto alla sua specifica situazione. Con voi sindacati ci siamo visti a febbraio per risolvere il problema della cessazione dello strumento della mobilità in deroga e ci siamo riusciti. In questi due mesi però la situazione delle singole vertenze è peggiorata e l’11 giugno quindi chiederemo al governo soluzioni e impegni precisi, senza perdere ulteriore tempo».

«Non bastano più soluzioni tampone – ha continuato Alessandra Todde – per garantire la mera sussistenza delle famiglie dei lavoratori. Non sono più tollerabili ritardi, atteggiamenti dilatori e inadempienze da parte delle istituzioni nazionali e di imprese come Sider Alloys, sostenute con risorse pubbliche ma totalmente inadempienti agli impegni presi sin dal loro insediamento in Sardegna.»

Sindacati e Regione si attendono che nell’incontro convocato dal ministero l’11 giugno il ministro Adolfo Urso porti al tavolo soluzioni concrete, serie e tempestive. In caso contrario, la presidente Alessandra Todde e l’assessorato dell’Industria convocheranno immediatamente un nuovo confronto con le organizzazioni sindacali regionali e territoriali per definire una linea di azione comune, incisiva e risolutiva che contempli il passaggio di tutte le vertenze del Sulcis alla presidenza del Consiglio dei ministri.

La presidente Alessandra Todde è poi scesa in mezzo ai lavoratori in attesa al presidio sotto viale Trento spiegando direttamente gli impegni: «La Regione è con voi in tutte le sue forme, dobbiamo portare al ministero una visione unitaria e chiedere al governo di lavorare per trovare delle soluzioni concrete. Il Sulcis è un’area industriale strategica del Paese esattamente come Taranto o Bagnoli. La Regione e tutte le istituzioni del territorio non si faranno prendere in giro», ha concluso la presidente della Regione tra gli applausi dei lavoratori.

Con decreto dell’assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, pubblicato sul BURAS, è stata integrata la composizione della Commissione di abilitazione venatoria della provincia del Sulcis Iglesiente, attraverso la nomina di Simone Secci componente supplente esperto in legislazione venatoria.
Il provvedimento rafforza l’operatività della Commissione provinciale, organismo fondamentale per lo svolgimento delle attività legate all’abilitazione all’esercizio della caccia nel territorio.
«L’integrazione della Commissione rappresenta un passaggio importante per garantire piena funzionalità e continuità alle attività previste dalla normativa regionale – ha detto il vice presidente della provincia del Sulcis Iglesiente e consigliere delegato dell’Ambiente Gianluigi Loru -. Assicurare organismi completi ed efficienti significa offrire risposte puntuali ai cittadini e garantire il corretto svolgimento delle procedure amministrative in un settore particolarmente delicato e regolamentato.»
La provincia del Sulcis Iglesiente continuerà a collaborare con la Regione e con tutti i soggetti coinvolti per garantire il regolare funzionamento delle attività istituzionali legate alla gestione faunistica e venatoria del territorio.