18 June, 2021
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Domani, sabato 13 aprile, a Cagliari si chiude con un doppio appuntamento “Musica e Storia”, la rassegna organizzata dalla Fondazione di ricerca Giuseppe Siotto dedicata quest’anno ai genocidi perpetrati tra l’Ottocento ed il Novecento.

Si comincia la mattina, alle 9,30, nel Palazzo Siotto di via dei Genovesi 114, con “Raccontare la storia”, un incontro rivolto alle scuole in cui insigni studiosi spiegheranno ai giovani e alle giovani i massacri che hanno colpito interi gruppi di popolazioni.

Dal genocidio armeno alla Shoah, sino al genocidio in Rwanda, gli studenti percorreranno un pezzo di storia recente insieme ai docenti di Storia dell’Università di Cagliari Aldo Accardo e Giampaolo Salice, al presidente dell’Associazione delle istituzioni di cultura italiana (già ministro dell’Ambiente, sottosegretario agli Esteri e sottosegretario alla Difesa) Valdo Spini, e a Nicoletta Zannier, assistente legale ai richiedenti protezione internazionale.

La manifestazione prosegue alle 19, sempre nel Palazzo Siotto, con Hotel Rwanda, una serata dedicata alla lotta tra Hutu e Tutsi e il genocidio del Ruanda del 1994. Saranno ospiti per l’occasione Francoise Kankindi, ed Eric Wibabara, dell’associazione Bene Rwanda Onlus, che faranno il punto su uno dei più sanguinosi fatti che hanno segnato la storia dell’Africa nel ventesimo secolo. Eric Wibabaraparlerà in particolare della sua esperienza di combattente nei ranghi del fronte patriottico rwandese.

In occasione della giornata di sabato da ieri notte, nel quartiere Sant’Elia, sono esposti di fronte allo stadio dei poster curati da Alonso Crespo e Giulia Casula del collettivo Home. Si tratta di lavori che indagano i concetti di “confine” e “genocidio culturale”.

 

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Sabato 13 aprile a Cagliari si chiude con un doppio appuntamento Musica e Storia, la rassegna organizzata dalla Fondazione di ricerca Giuseppe Siotto dedicata quest’anno ai genocidi perpetrati tra l’Ottocento ed il Novecento.

Si comincia la mattina alle 9,30, nel Palazzo Siotto di via dei Genovesi 114, con Raccontare la storia, un incontro rivolto alle scuole in cui insigni studiosi spiegheranno ai giovani ed alle giovani i massacri che hanno colpito interi gruppi di popolazioni.

Dal genocidio armeno alla Shoah, sino al genocidio in Rwanda, gli studenti percorreranno un pezzo di storia recente insieme ai docenti di Storia dell’Università di Cagliari Aldo Accardo e Giampaolo Salice, al presidente dell’Associazione delle istituzioni di cultura italiana (già ministro dell’Ambiente, sottosegretario agli Esteri e sottosegretario alla Difesa) Valdo Spini, e a Nicoletta Zannier, assistente legale ai richiedenti protezione internazionale.

La manifestazione prosegue alle 19.00, sempre nel Palazzo Siotto, con Hotel Rwanda, una serata dedicata alla lotta tra Hutu e Tutsi ed il genocidio del Ruanda del 1994. Saranno ospiti per l’occasione Francoise Kankindi ed Eric Wibabara, dell’associazione Bene Rwanda Onlus, che faranno il punto su uno dei più sanguinosi fatti che hanno segnato la storia dell’Africa nel ventesimo secolo. Eric Wibabara parlerà in particolare della sua esperienza di combattente nei ranghi del fronte patriottico rwandese.

In occasione della giornata di sabato da ieri notte, nel quartiere Sant’Elia, sono esposti di fronte allo stadio dei poster curati da Alonso Crespo e Giulia Casula del collettivo Home. Si tratta di lavori che indagano i concetti di “confine” e “genocidio culturale”.

 

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Nella cornice dell’ExArt di piazzetta Dettori 9 a Cagliari, lo spazio Mezzopiano ospita la mostra collettiva “:iniziofine” degli artisti Giulia Casula, Ciredz, Crisa, Alberto Marci e Veronica Paretta, a cura di Ilaria Medda. Appuntamento con l’inaugurazione venerdì 21 aprile, a partire dalle ore 18.00. La mostra resterà aperta fino al prossimo 5 maggio ogni giorno, dal lunedì alle domenica, dalle 19.00 alle 21.00.

Assegnatari degli spazi adibiti a studio d’artista, Casula, Crisa e Paretta, insieme ad altri due giovani esponenti della scena contemporanea sarda, Marci e Ciredz, si sono riuniti per dare voce alla propria opera, e palesare la propria presenza in una realtà artistica che spesso e volentieri nega alle proprie giovani risorse la possibilità di esprimersi appieno. Esempio ne è la precarietà stessa del luogo che dà voce a questo progetto. 

Come scrive la curatrice Ilaria Medda, «l’ex Liceo Artistico Statale di Cagliari, negli spazi del suo piano ammezzato è diventato teatro per una messa in scena, partendo dalla sua fine. Fine perché è un luogo precario per la produzione di giovani artisti della scena contemporanea sarda, che tramite le loro opere danno voce alla necessità di poter radicare le loro storie, sperimentando, raccontando, e condividendo come vuole la natura di questo piano sospeso. La progressione narrativa si muove su opere che nella loro diversità poetica ed estetica convergono tutte verso un punto estremo non di fine ma di sospensione».

Gli artisti saranno inoltre protagonisti di una serie di “studio visit” durante i quali interagiranno con il pubblico. Alberto Marci racconterà il suo lavoro e le sue opere lunedì 24 dalle 17.00 alle 19.00. Mercoledì 26 (sempre nella stessa fascia oraria) sarà la volta di Giulia Casula, venerdì 28 toccherà a Crisa, domenica 30 a Veronica Paretta, mentre a chiudere gli studio visit sarà martedì 2 maggio Ciredz.