18 July, 2026
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Da Emanuele Trevi a Francesco Piccolo, da Edoardo Prati a Vincenzo Schettini, passando per Valeria Usala, Elena Pau, Rossana Copez, Giulia Bertasi, Telmo Pievani, Miguel Gotor, Massimo Franco, Giacomo Mameli, Anthony Muroni, Matteo Caccia, Andrea Serra, Elio Turno Arthemalle, Francesco Abate, Betty Manca e Fabio Farigu: Carta Carbonia 2026 porta sul palco 19 voci della cultura  e della letteratura italiana contemporanea.

Il filo conduttore scelto per questa terza edizione è chiaro: Carta Carbonia vuole continuare and essere il luogo in cui la memoria incontra il presente. La memoria mineraria, operaia e civile della città di Carbonia dialogherà con i temi di oggi: geopolitica, scienza, identità, racconto sonoro, letteratura, immagini e nuovi modi di leggere il mondo.

Dopo il successo della seconda edizione, Carbonia si prepara a vivere una nuova tappa del suo festival letterario, in programma dal 23 al 26 luglio 2026. Non solo una rassegna di incontri, ma un progetto che prova a far muovere la città: il pubblico, le scuole, chi scrive, chi legge, chi ascolta, chi fotografa e chi vuole imparare a raccontare il territorio.

La casa del Festival sarà l’Arena Mirastelle. Ogni sera si aprirà alle 19.00 con l’Aperitivo Letterario, realizzato con la collaborazione della Scuola Civica di Musica di Carbonia. Poi spazio agli incontri con autori e autrici, ai reading, agli spettacoli, alla narrazione sonora, alla fotografia, ai laboratori poetici, alle attività per le scuole e ai percorsi formativi dedicati ai nuovi linguaggi del racconto.

L’evento è promosso dal Comune di Carbonia, con il sostegno del Fondo FSE+, Priorità 5, Obiettivo Specifico 4.11, della Regione Sardegna e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo. Tra i partner del progetto figurano Genius, l’Associazione Cherimus, la Scuola Civica di Musica di Carbonia e le realtà culturali coinvolte nel percorso del festival.

«Carta Carboniadichiara Pietro Morittu, sindaco di Carboniaè per la città un investimento culturale e strategico. La terza edizione conferma la volontà dell’Amministrazione comunale di valorizzare Carbonia non solo come luogo della memoria mineraria e operaia, ma anche come spazio contemporaneo di confronto, formazione e produzione culturale. In un tempo segnato da tensioni internazionali, trasformazioni geopolitiche e nuove fragilità sociali, riteniamo importante offrire alla comunità occasioni di lettura critica del presente. Portare questi temi nel Sulcis significa rendere Carta Carbonia un festival capace di parlare del nostro tempo con attenzione, competenza e apertura.»

«Carta Carbonia 2026afferma Giorgia Meli, assessora alla Cultura della Città di Carbonia – mette insieme libri, podcast, divulgazione, fotografia, memoria, geopolitica e nuove forme di racconto. Non costruisce soltanto un calendario di eventi, ma un percorso culturale e formativo. La Scuola di Scrittura Genius, gratuita e aperta alla comunità, è uno degli elementi più importanti del progetto perché permette soprattutto ai giovani di diventare parte attiva del racconto della città. Anche la mostra fotografica dedicata a Giovanni Coda e il laboratorio multimediale per gli studenti ampliano il festival verso l’immagine, la didattica innovativa e la responsabilità dello sguardo.»

«La terza edizione di Carta Carbonia – puntualizza invece Giovanni Follesa, direttore artistico del festivalnasce con un obiettivo chiaro: fare della città uno spazio accogliente per il racconto contemporaneo. In un tempo dominato dalla velocità e dal consumo rapido delle informazioni, la cultura deve tornare a essere un luogo di incontro reale, capace di unire pensiero, emozione e comunità. Carbonia, con la sua storia operaia, mineraria e profondamente umana, non è una semplice cornice: è il cuore simbolico del festival.»

Carta Carbonia giorno per giorno

Carta Carbonia 2026 prenderà il via giovedì 23 luglio all’Arena Mirastelle. Alle 19.00 è previsto l’Aperitivo Letterario, a cura della Scuola Civica di Musica di Carbonia. Alle 19:30 il festival aprirà con Cercando, ch’è sì cara. Fiabe palestinesi di Mohammed Ayyoub e Rossana Copez, pubblicato da Condaghes, con letture a cura di Roberta Pasquinucci ed Elena Pau. Un primo appuntamento che mette subito al centro la forza delle storie, capaci di attraversare confini, memorie, culture e ferite del presente.

Alle 20:00 spazio a Giacomo Mameli con Pedrito, lamette a Caracas, fiori a Orgosolo, in dialogo con Marco Loi. Alle 20.30 Anthony Muroni presenterà La firma del Re, dialogando con Nicolò Migheli. Alle 21.00 arriverà Emanuele Trevi con Mia nonna e il Conte, in dialogo con Rossana Copez. La prima serata si chiuderà alle 21.30 con Vincenzo Schettini e lo spettacolo La fisica che ci piace.

Venerdì 24 luglio si ripartirà alle 19.00 con l’Aperitivo Letterario. Alle 19.30 sarà protagonista Valeria Usala con Nelle case degli altri, in dialogo con Myriam Quaquero. Alle 20.00 Miguel Gotor presenterà L’omicidio di Piersanti Mattarella, in dialogo con Loredana Germani. Alle 20.30 Telmo Pievani porterà in scena Il delitto di Darwin. Storia di un segreto spaventoso, nella forma del reading-spettacolo. Alle 21.30 la serata proseguirà con Gli Indegni, quasi un musical, di Francesco Abate, con musiche in scena di Renzo Cugis, Fabio Farigu e Betty Manca.

Sabato 25 luglio, dopo l’Aperitivo Letterario delle 19:00, saliranno sul palco Matteo Caccia e Giulia Bertasi con Orazio Live. Alle 21.00 Francesco Piccolo presenterà Totò, in dialogo con Giovanni Follesa. Alle 21.30 Massimo Franco parlerà di Papi, dollari e guerre, in dialogo con Valentina Orgiu. Alle 22:30 la serata si chiuderà con il reading Carbonia, scritto e interpretato da Elio Turno Arthemalle, musiche di Andrea Piraz & Filo, con la collaborazione alle ricerche e alla redazione del testo di Vito Biolchini.

Domenica 26 luglio il festival si chiuderà con una giornata dal forte valore simbolico. Alle 19.00 torna l’Aperitivo Letterario. Alle 20:00 saranno presentati i lavori della Scuola di Narrazione, realizzati in collaborazione con Scuola Genius. Alle 20.30 Andrea Serra presenterà Fernando o della melanconia dell’irreversibile, in dialogo con Francesca Spanu. Alle 21.00 Elena Pau sarà tra le voci del reading Un irresistibile miraggio del mondo. Grazia Deledda, Maria Giacobbe e Joyce Lussu, dedicato a tre figure centrali della cultura sarda e italiana, con suoni e immagini a cura di Ivana Marrone. Alle 21:30 il festival ospiterà Edoardo Prati, in dialogo con Andrea Fulgheri, con un live che parla direttamente alle nuove generazioni, ai loro sogni e al loro futuro.

La Scuola Genius: sette giorni per raccontare Carbonia con il podcast

Dentro il percorso di Carta Carbonia 2026 si inserisce la Scuola di Scrittura Genius – II edizione – I Podcast. Il laboratorio, completamente gratuito, si svolgerà in presenza a Carbonia dal 20 al 26 luglio.

I docenti saranno presenti da lunedì 20 luglio per lavorare con la comunità alla costruzione di uno storytelling legato al territorio. Il percorso prevede appuntamenti pomeridiani di circa due ore dal 20 al 25 luglio, con una presentazione pubblica conclusiva domenica 26 luglio 2026 all’interno del cartellone ufficiale del festival.

L’iniziativa è aperta a tutte le persone interessate, residenti e non residenti nel comune di Carbonia, a partire dai 12 anni. Le iscrizioni sono aperte dal 22 maggio al 10 luglio 2026 attraverso il form disponibile nella sezione dedicata del sito www.cartacarbonia.it. La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati e verranno assegnati in base all’ordine cronologico di ricezione delle iscrizioni. Per informazioni è possibile scrivere a info.assoentilocali@gmail.com.

La Scuola Genius porterà dentro il festival un laboratorio intensivo dedicato al podcast, pensato per dare voce alle storie, alle idee e agli sguardi di chi vive, attraversa e racconta Carbonia. Durante il percorso, i partecipanti impareranno a scrivere per essere ascoltati, usare microfoni e strumenti audio, condurre al microfono, realizzare interviste efficaci, registrare e montare la propria voce, scegliere musiche ed effetti sonori coerenti con il racconto da costruire.

A guidare il percorso saranno Lucia Pappalardo, Loredana Germani, Andrea Borgnino e Paolo Restuccia, quattro docenti con esperienze consolidate nel campo della scrittura, della radio, del giornalismo, del cinema, della narrazione audio e della formazione.

La mostra AS IT IS in Piazza Roma

Tra le attività in programma dal 20 al 26 luglio, Carta Carbonia ospiterà in Piazza Roma la mostra fotografica AS IT IS | Giovanni Coda, un percorso antologico dedicato a trentacinque anni di immagini.

La mostra non si presenta come una retrospettiva tradizionale, ma come un attraversamento visivo e umano. Le immagini diventano tracce, custodiscono il passaggio del tempo, dell’esperienza e della ricerca, e restituiscono allo spettatore un percorso in cui il corpo emerge come spazio di confine tra visibile e invisibile.

Nei lavori di Giovanni Coda, regista, autore, fotografo e curatore cagliaritano, il corpo è presenza fragile e potente, attraversato da luce e ombra, identità e perdita. Direttore artistico del V-Art – Festival Internazionale Immagine d’Autore, fondatore di The Social Gallery a Quartu Sant’Elena e autore di opere presentate in contesti museali e internazionali, Coda porterà a Carbonia un percorso espositivo capace di dialogare con i temi centrali del festival: memoria, corpo, luoghi, dignità umana e responsabilità dello sguardo.

La mostra proporrà opere della collezione LOGUS e immagini tratte dal reportage umanitario realizzato in Bangladesh nell’ambito del progetto internazionale di cooperazione promosso da Farmacisti nel Mondo.

Il workshop Haiku

Dal 23 al 26 luglio, durante le giornate del festival, sarà proposto anche il Workshop Haiku, condotto da Daniela Cimino e curato dall’Associazione Cherimus.

L’haiku è un’antica forma poetica giapponese che, attraverso tre versi e diciassette sillabe, riesce a raccontare un gesto, una visione, un’intuizione o un momento unico. Per la sua immediatezza e semplicità, rappresenta una forma ideale per avvicinare adulti e bambini alla poesia, rendendo l’esperienza creativa accessibile, leggera e coinvolgente.

I componimenti realizzati durante il laboratorio saranno raccolti in un libro fatto di immagini e parole, costruito direttamente dai partecipanti. Il percorso potrà intrecciare anche la creazione di quaderni in formati differenti, rilegati con la tecnica dei tre punti.

In autunno la storia diventa immersiva

Il progetto non si esaurirà nelle quattro giornate del festival. La dimensione formativa proseguirà in ottobre e novembre con il laboratorio multimediale La storia immersiva con la realtà virtuale, rivolto alle scuole superiori.

L’attività proporrà un approccio multimediale e immersivo alla didattica della storia, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti allo studio degli eventi della Seconda guerra mondiale attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

Nel corso degli incontri si prenderà spunto dalle condizioni storiche, politiche e militari che portarono ai bombardamenti delle città di Cagliari e Carbonia nel 1943, analizzandone le conseguenze sulla popolazione civile e sul tessuto urbano. Nella fase conclusiva, gli studenti assisteranno con visori per la realtà virtuale a un minicortometraggio dedicato ai bombardamenti di Cagliari del 1943, sperimentando una modalità innovativa di fruizione della memoria storica.

Sabato 6 giugno, a partire dalle ore 17.00, nei locali della Casa del Popolo di Carbonia, si terrà la presentazione del libro “Ambizione e disincanto” di Gavino Angius, una delle figure più autorevoli della sinistra sarda e italiana.
L’iniziativa è promossa da Sinistra Futura e dalla Scuola di Cultura Politica Joyce Lussu, con l’obiettivo di offrire un momento di riflessione e confronto sulla storia politica italiana, sulle trasformazioni della sinistra e sulle sfide del presente.
Gavino Angius, stretto collaboratore di Enrico Berlinguer e membro della sua segreteria politica, storico dirigente del Partito Comunista Italiano e più volte parlamentare, ha attraversato da protagonista alcune delle stagioni più importanti della vita politica del nostro Paese. Si è distinto per il suo impegno sui temi del lavoro, dei diritti sociali, dell’autonomia della Sardegna e della democrazia.
Nel libro “Ambizione e disincanto”, Gavino Angius ripercorre la propria esperienza umana e politica, offrendo uno sguardo sui cambiamenti che hanno attraversato la sinistra italiana, sulle speranze che hanno animato un’intera generazione e sulle contraddizioni che hanno accompagnato le trasformazioni della politica negli ultimi decenni.
Ad aprire l’incontro sarà Luisa Poggi, segretaria cittadina di Sinistra Futura Carbonia. Dialogherà con l’autore Luca Pizzuto, consigliere regionale e presidente di Sinistra Futura Sardegna. Coordinerà Ottavio Olita, giornalista e preside della Scuola di Cultura Politica Joyce Lussu.
L’appuntamento è aperto a tutte le cittadine e a tutti i cittadini e rappresenta un’importante occasione per approfondire una pagina significativa della storia politica italiana e sarda attraverso la voce di uno dei suoi protagonisti.
Al termine della presentazione seguirà un buffet sociale, occasione conviviale per proseguire il confronto e lo scambio di idee.
Nwella foto di copertina Luca Pizzuto

Arriva il momento dei verdetti, a Villacidro, per il trentottesimo premio “Giuseppe Dessì”: sabato (25 novembre) la tradizionale cerimonia di proclamazione e premiazione, in programma a partire dalle 18.00 nella Palestra in via Stazione, svelerà e incoronerà i vincitori del concorso letterario intitolato allo scrittore di “Paese d’ombre” (1909-1977), che in questa cittadina del Sud Sardegna aveva le sue radici.

A contendersi gli allori saranno, come sempre e come da regolamento, i tre finalisti di ciascuna delle due sezioni, Narrativa e Poesia, in cui si articola il premio, selezionati fra gli autori delle 168 opere iscritte quest’ann0 (118 per la Narrativa e 50 per la Poesia) dalla giuria presieduta da Anna Dolfi, massima studiosa dell’opera di Dessì: una qualificata commissione composta da Duilio Caocci, Giuseppe Langella, Giuseppe Lupo, Luigi Mascheroni, Gino Ruozzi, Stefano Salis, Gigliola Sulis, Nicola Turi e un rappresentante della Fondazione Dessì, che organizza il premio con il contributo del Comune di Villacidro, dell’Assessorato della Pubblica Istruzione e Beni Culturali della Regione Autonoma della Sardegna, e della Fondazione di Sardegna, con il patrocinio della RAI Sardegna, del MiC – Ministero della Cultura e del GAL Linas Campidano.

Sabato spetterà agli stessi giurati il compito di eleggere i vincitori delle due sezioni del concorso letterario: come già reso noto, sono in lizza per la Poesia Paolo Febbraro con Come sempre. Scelta di poesie 1992-2022 (Elliot Edizioni), Umberto Fiori con Autoritratto automatico (Garzanti) ed Enrico Testa con L’erba di nessuno (Einaudi); Silvia Ballestra con La Sibilla. Vita di Joyce Lussu (Laterza), Ermanno Cavazzoni con Il gran bugiardo (La nave di Teseo) e Gennaro Serio con Ludmilla e il corvo (L’orma editore), i finalisti, invece, nella sezione Narrativa.

Nel corso della cerimonia verrà conferito anche il Premio speciale della Giuria che, come già annunciato, quest’anno va a Elena Cattaneo, tra i più noti farmacologi e biologi italiani, e Senatrice a vita dal 2013; “una scienziata, che – si legge nella motivazione – con grande rigore e generosità si è impegnata nel campo della scienza e della ricerca riuscendo a farne delle forze attive anche sul piano politico e sociale”. Nota per le ricerche sulle cellule staminali e per gli studi sulla malattia di Huntington, sulla quale lavora da anni in stretto contatto con le popolazioni colpite, Elena Cattaneo devolverà il premio (dell’ammontare di cinquemila euro) a un’organizzazione no-profit dedicata alla cura e assistenza delle persone dell’America Latina affette da questa patologia genetica neurodegenerativa.

Fervono i preparativi per la cerimonia delle premiazioni del 38° Premio “Giuseppe Dessì”, in programma a Villacidro (Sud Sardegna) sabato 25 novembre; affidata alla conduzione di Neri Marcoré, con interventi musicali del chitarrista Marino De Rosas, la serata (con inizio alle 18.00) incoronerà i vincitori delle due sezioni in cui si articola il concorso letterario intitolato allo scrittore sardo: per la Narrativa sono in lizza Silvia Ballestra con La Sibilla. Vita di Joyce Lussu (Laterza), Ermanno Cavazzoni con Il gran bugiardo (La nave di Teseo) e Gennaro Serio con Ludmilla e il corvo (L’orma editore); Paolo Febbraro con Come sempre. Scelta di poesie 1992-2022(Elliot Edizioni), Umberto Fiori con Autoritratto automatico (Garzanti), ed Enrico Testa con L’erba di nessuno (Einaudi), si contenderanno, invece, il gradino più alto sul podio nella sezione Poesia.

Il compito di emettere i verdetti finali ed eleggere i “supervincitori” spetterà alla giuria presieduta da Anna Dolfi: una qualificata commissione composta da Duilio Caocci, Giuseppe Langella, Giuseppe Lupo, Luigi Mascheroni, Gino Ruozzi, Stefano Salis, Gigliola Sulis, Nicola Turi e da un rappresentante della Fondazione Dessì. Nel corso della stessa cerimonia verranno conferiti anche gli altri due riconoscimenti che affiancano abitualmente quelli propriamente letterari: come già annunciato, quest’anno il Premio speciale della Giuria va alla farmacologa e senatrice a vita Elena Cattaneo; al giornalista Lucio Caracciolo, invece, il Premio Speciale della Fondazione di Sardegna.

È stato presentato alla stampa stamane a Cagliari, alla Fondazione di Sardegna, il 38° Premio letterario “Giuseppe Dessì”. All’incontro con i giornalisti sono intervenuti la Presidente della Fondazione Dessì Debora Aru, il sindaco di Villacidro Federico Sollai, il componente della giuria del premio letterario Duilio Caocci e la Segretaria generale della Fondazione Dessì Antonella Cavallo.

È un’edizione del Premio “Giuseppe Dessì”, la trentottesima, in un’inedita versione autunnale e spalmata nell’arco di tre mesi: il concorso letterario intitolato allo scrittore sardo (1909-1977), quest’anno slitta infatti dal tradizionale periodo di fine settembre per snodarsi in varie fasi, con spettacoli, concerti, presentazioni editoriali e incontri con gli autori, fino al suo clou in programma il 25 novembre, data della cerimonia di premiazione. L’appuntamento è, come sempre, a Villacidro, la cittadina del Sud Sardegna, a una cinquantina di chilometri da Cagliari, che tanta importanza ebbe nella vita e nell’opera di Dessì e dove ha sede (proprio in quella che era la casa di famiglia) la Fondazione che porta il suo nome e che organizza il premio con il contributo del comune di Villacidro, dell’assessorato regionale della Pubblica Istruzione e Beni Culturali della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna, e con il patrocinio del MiC – Ministero della Cultura e del GAL Linas Campidano.  
A contendersi gli allori saranno i tre finalisti di ciascuna delle due sezioni, Narrativa e Poesia, in cui si articola il concorso letterario, selezionati fra gli autori delle 168 opere iscritte quest’ann0 (118 per la Narrativa e 50 per la Poesia) dalla giuria presieduta dalla massima studiosa dell’opera di Giuseppe Dessì, Anna Dolfi: una qualificata e affiatata commissione giudicatrice composta da Duilio Caocci, Giuseppe Langella, Giuseppe Lupo, Luigi Mascheroni, Gino Ruozzi, Stefano Salis, Gigliola Sulis, Nicola Turi e da un rappresentante della Fondazione Dessì. Agli stessi giurati spetterà il compito di eleggere il “supervincitore”, il 25 novembre, al quale andrà il premio di cinquemila euro (millecinquecento euro, invece, a ciascuno degli altri finalisti): in lizza nella categoria Narrativa sono Silvia Ballestra con La Sibilla. Vita di Joyce Lussu (Laterza), Ermanno Cavazzoni con Il gran bugiardo (La nave di Teseo) e Gennaro Serio con Ludmilla e il corvo (L’orma editore); Paolo Febbraro con Come sempre. Scelta di poesie 1992-2022 (Elliot Edizioni), Umberto Fiori con Autoritratto automatico (Garzanti) e Enrico Testa con L’erba di nessuno (Einaudi) i finalisti, invece, nella sezione Poesia.
 

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Secondo appuntamento per la rassegna “Joyce Lussu – La rivoluzione Possibile“, organizzata da Il Crogiuolo, per la direzione artistica di Rita Atzeri, in paternariato con i comuni di Armungia e Portoscuso. Da Cagliari si passa all’ex Tonnara Su Pranu di Portoscuso che ospiterà venerdì 5 luglio, alle 21.30, “Inventario delle cose certe” – Concerto teatrale per Joyce Lussu, di e con Isabella Carloni, la regia di Marco Baliani, una delle personalità più originali del panorama teatrale contemporaneo, l’esecuzione musicale di Andrea Dulbecco (vibrafono e percussioni), Mirco Ghirardini (clarinetto) e Anna Freschi (violoncello), le musiche originali di Carlo Boccadoro e Filippo Del Corno. Lo spettacolo, prodotto da Rovine Circolari, trae il titolo da un libro di Joyce Lussu. Tra il 1934 e il 1939 Joyce visse in Africa, e di quegli anni raccontò solo con brevi accenni, evocando la natura africana nelle sue poesie, pubblicate nel volume Liriche, edito con il patrocinio e la recensione di Benedetto Croce, alcune incluse oggi proprio nella raccolta “Inventario delle cose certe” (1989).

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Secondo appuntamento per la rassegna “Joyce Lussu – La rivoluzione Possibile”, organizzata da Il Crogiuolo, per la direzione artistica di Rita Atzeri, in paternariato con i comuni di Armungia e Portoscuso, da Cagliari si passa all’ex Tonnara Su Pranu di Portoscuso che ospiterà venerdì 5 luglio, alle 21.30, INVENTARIO DELLE COSE CERTE – Concerto teatrale per Joyce Lussu, di e con Isabella Carloni, la regia di Marco Baliani, una delle personalità più originali del panorama teatrale contemporaneo, l’esecuzione musicale di Andrea Dulbecco (vibrafono e percussioni), Mirco Ghirardini (clarinetto) ed Anna Freschi (violoncello), le musiche originali di Carlo Boccadoro e Filippo Del Corno. Lo spettacolo, prodotto da Rovine Circolari, trae il titolo da un libro di Joyce Lussu. Tra il 1934 e il 1939 Joyce visse in Africa, e di quegli anni raccontò solo con brevi accenni, evocando la natura africana nelle sue poesie, pubblicate nel volume Liriche, edito con il patrocinio e la recensione di Benedetto Croce, alcune incluse oggi proprio nella raccolta “Inventario delle cose certe” (1989).

E “Inventario delle cose certe” è un raffinato omaggio musicale dedicato alla storia e alle idee di una figura eccezionale, moderna e scandalosa, come quella di Joyce Lussu, a poco più di vent’anni dalla scomparsa (a 86 anni, a Roma, nel 1998) di questa grande pasionaria del ‘900 (morì, ribelle come aveva vissuto, con una sigaretta messa tra le mani al posto del rosario).
Un concerto teatrale, dove musica e parola, poesia e pensiero procedono intrecciati, per elaborare un “inventario” che riparta dall’essenziale, per tornare a ciò che è  “certo”, nel cuore e nel linguaggio, perché «sul certo – diceva Joyce Lussu – non possiamo non capirci».

«Due parole risaltano nella ricchezza spesso provocatrice dei suoi scritti, come una richiesta impellente: cercare di costruire un ‘pensiero poetante’, un pensiero semplice, diretto ed efficace, che non rinunci alla bellezza. Questa opera in musica è la nostra risposta artistica e politica a domande essenziali del nostro presente. Parlare di Joyce Lussu significa avvicinarsi alla storia di tutto il ‘900, a una donna non catalogabile, a un turbinio di idee, a una scandalosa e costante provocazione», scrive Isabella Carloni nelle note sullo spettacolo.  

«Raccontarla a teatro ha reso necessario scegliere, ordinare, elaborare l’immenso materia.»

A dare voce a tutto ciò è l’interpretazione di Isabella Carloni. La sua voce, sempre sospesa fra canto e parola, racconta la vita di Joyce, spesa a fianco della dignità e della libertà dei popoli e degli individui, sempre alla ricerca di un pensiero chiaro ed efficace.

Le composizioni originali di Carlo Boccadoro e di Filippo Del Corno, eseguite da alcuni componenti del gruppo “Sentieri Selvaggi” (Andrea Dulbecco, Mirco Ghirardini e Anna Freschi) affidano a voce, clarinetto, violoncello e vibrafono un intreccio continuo sonoro e narrativo, dando un particolare spessore drammaturgico al lavoro: dai suoni rarefatti di un canto eschimese alle note potenti delle scarpette rosse che scuotono ancora i campi di sterminio (“Un paio di scarpette rosse” è il titolo  di una poesia di Joyce Lussu, scritta per non dimenticare la tragedia della Shoah), dalle parole antiche e schiette delle donne incontrate in Sardegna al canto di liberazione dei popoli oppressi.

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Joyce Lussu – La Rivoluzione possibile. E’ il titolo di quattro appuntamenti di studio fra cinema, teatro e musica sulla vita e l’opera di una ribelle, organizzati dal Crogiuolo, sotto la direzione artistica di Rita Atzeri. Joyce Salvadori Lussu: nata a Firenze nel 1912, antifascista, anche per tradizione familiare (i genitori erano intellettuali antifascisti, figli di famiglie marchigiane con origini inglesi), partigiana, capitano nelle brigate Giustizia e Libertà, medaglia d’argento al valor militare, moglie del cavaliere dei Rossomori (così lo definì Giuseppe Fiori nel suo mirabile libro a lui dedicato), del capotribù nuragico (così Francesco Masala nel titolo di un suo famoso radiodramma) Emilio Lussu, mitico capitano della Brigata Sassari nella Grande Guerra, fondatore del Partito Sardo d’Azione e del movimento Giustizia e Libertà. Joyce Lussu: scrittrice, traduttrice (a lei molto devono i versi in italiano del poeta turco Nazim Hikmet) e poetessa. Per ricordarla, approfondire e riflettere, quattro appuntamenti dislocati fra Cagliari, Armungia e Portoscuso, a partire dal 23 giugno fino al 18 luglio.

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Sabato 27 gennaio, gli assessori degli Affari Generali Filippo Spanu e degli Enti Locali Cristiano Erriu parteciperanno ad un incontro organizzato nello Spazio Polifunzionale di Armungia, nell’ambito delle celebrazioni per i 70 anni dello Statuto. L’evento, dedicato all’impegno intellettuale e politico di Emilio Lussu, nasce da un’iniziativa della Regione e del Comune. L’inizio è fissato alle 17.00.
Nell’occasione verrà presentato il volume Emilio Lussu, Emile Chanoux, la fondazione di un ordinamento federale per le democrazie regionali di Gianmario Demuro e Roberto Louvin. Oltre agli assessori Spanu ed Erriu, intervengono gli autori del volume, il sindaco di Armungia Donatella Dessì, l’assessore comunale alla Cultura Antonio Quartu, gli storici Giuseppe Caboni e Luciano Marrocu.
L’incontro sarà l’occasione per fare il punto della situazione a 70 anni dalla promulgazione dello Statuto, proiettare le idee di Lussu negli scenari della Sardegna di oggi ed esaminare le possibili strade per rafforzare la nostra autonomia. Nel corso del dibattito verranno proposti alcuni spezzoni di un’intervista di Paolo Gobetti, figlio di Piero, a Emilio Lussu. L’intervista è custodita nel museo storico «Emilio e Joyce Lussu» ad Armungia.