3 November, 2026
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Carbonia ospiterà giovedì 22 ottobre 2026, a partire dalle ore 9.30, presso la Sala Fabio Masala della Fabbrica del Cinema, nella Grande Miniera di Serbariu, un incontro informativo dedicato all’Azione 1.7 – Formazione e Lavoro del Programma Just Transition Fund per il Sulcis Iglesiente.
L’iniziativa, promossa dalla Regione Autonoma della Sardegna nell’ambito dell’attuazione del Programma JTF 2021-2027, rappresenta un’importante occasione di approfondimento sulle opportunità destinate alla formazione professionale, alla riqualificazione delle competenze e al rafforzamento delle politiche attive del lavoro nel territorio.
L’Azione 1.7 si articola in diverse linee di intervento, finalizzate a sostenere i lavoratori coinvolti nei processi di transizione economica, le persone in cerca di occupazione e coloro che intendono sviluppare nuove iniziative imprenditoriali.
Tra le misure previste figurano percorsi di aggiornamento e riqualificazione professionale (up-skilling e re-skilling), interventi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), servizi di accompagnamento al lavoro e strumenti di sostegno alla creazione di nuove imprese. Il Programma prevede inoltre forme di supporto alla partecipazione alle attività formative, tra cui indennità di frequenza secondo le condizioni stabilite dai rispettivi avvisi.
L’Amministrazione comunale di Carbonia esprime il proprio ringraziamento alla Regione Sardegna e all’ASPAL per la scelta di valorizzare la città quale sede di svolgimento delle attività formative, attraverso gli spazi della sede territoriale ASPAL e quelli della Grande Miniera di Serbariu.
Una scelta che assume un significato particolarmente importante nella prospettiva di rafforzare il ruolo di Carbonia all’interno del sistema territoriale della formazione e delle politiche per il lavoro.
L’obiettivo dell’Amministrazione, infatti, è quello di contribuire, insieme alla città di Iglesias, alla progressiva costruzione di un polo dell’alta formazione del Sulcis Iglesiente, capace di mettere in rete strutture, competenze e opportunità formative, rispondendo alle esigenze di un territorio impegnato in una complessa fase di trasformazione economica e produttiva.
In questo contesto, la valorizzazione delle strutture già presenti a Carbonia rappresenta un’opportunità per consolidare la vocazione della città quale punto di riferimento per la formazione, l’aggiornamento professionale e lo sviluppo di nuove competenze.
La formazione costituisce infatti uno degli strumenti fondamentali per accompagnare la transizione economica del Sulcis Iglesiente, offrendo risposte concrete ai lavoratori, ai giovani e alle persone in cerca di nuove opportunità occupazionali.
L’incontro del 22 ottobre vedrà la partecipazione di importanti rappresentanti istituzionali, tra cui Dora Di Francesco, dell’Autorità di Gestione del Programma JTF Italia 2021-2027; Giuseppe Meloni, vicepresidente della Regione Sardegna e assessore del Bilancio e della Programmazione; e Desirè Manca, assessora regionale del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale.
Interverranno inoltre Elisabetta Neroni, direttrice generale del Centro Regionale di Programmazione; Delfina Spiga, direttrice generale dell’Assessorato regionale del Lavoro; e Luca Mereu, Direttore generale dell’Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro (ASPAL).
Il programma prevede anche gli interventi dei responsabili degli avvisi dell’Assessorato regionale del Lavoro e dell’ASPAL, che illustreranno lo stato di attuazione delle diverse linee di intervento.
Dopo la registrazione dei partecipanti, prevista alle ore 9.30, i lavori prenderanno avvio alle ore 10.00 con i saluti istituzionali. Seguiranno la presentazione del Programma Just Transition Fund per il Sulcis Iglesiente, l’illustrazione degli interventi dell’Azione 1.7 e un approfondimento sullo stato di attuazione delle diverse linee di finanziamento.
A partire dalle ore 12.30 sarà inoltre previsto uno spazio dedicato al dibattito e agli approfondimenti, prima della conclusione dei lavori fissata per le ore 13.30.
L’Amministrazione comunale sottolinea l’importanza della partecipazione degli operatori economici, degli enti di formazione, delle realtà produttive e dei soggetti interessati alle opportunità offerte dal Programma, nella convinzione che la costruzione di un sistema formativo qualificato e radicato nel territorio rappresenti una condizione essenziale per lo sviluppo futuro del Sulcis Iglesiente.

Una media di 150 persone a evento, dal 20 agosto al 29 settembre, ha segnato il successo di Aperitivo con l’Autore. Sant’Antioco e il Sulcis hanno risposto con una partecipazione che ha dato rilievo all’intero programma: conversazioni sui libri, spettacoli, musica e passeggiate letterarie hanno incontrato un pubblico coinvolto, capace di accogliere proposte differenti e accompagnare la rassegna lungo tutte le sue settimane.

Il coinvolgimento si è riconosciuto anche nei gesti degli spettatori: arrivavano con anticipo, tornavano agli incontri successivi e si trattenevano al termine per scambiare impressioni e opinioni. Agli abitanti si sono affiancati i turisti presenti in città. Anche la passeggiata dedicata a Grazia Deledda, pensata per 35 persone, ha richiamato partecipanti oltre il numero programmato, che si sono presentati per unirsi al cammino.

È il pubblico il protagonista di questo bilancio. Per una cittadina come Sant’Antioco, la presenza media registrata agli appuntamenti rappresenta un risultato di particolare rilievo, sostenuto dall’attenzione e dall’entusiasmo con cui sono stati accolti gli autori e gli artisti. La letteratura ha portato nelle piazze domande sul presente, racconti, occasioni di confronto; la comunità ha risposto scegliendo di esserci. Da questa adesione prende avvio la prosecuzione del festival nelle biblioteche partner e nelle scuole, dove il lavoro continuerà attraverso altre forme di incontro e approfondimento.

Il festival letterario indipendente è promosso dal Comune di Sant’Antioco e organizzato dall’APS Il Club di Jane Austen Sardegna, sotto la direzione artistica di Giuditta Sireus, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna . Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. Piazza Italia, Piazza Umberto e Piazza De Gasperi hanno ospitato un calendario che ha intrecciato la scrittura con altri linguaggi artistici, offrendo a cittadini e visitatori occasioni gratuite per ascoltare, conoscere e discutere.

«La partecipazione agli appuntamenti ci incoraggia a dare continuità a questo lavoro – dichiara Luca Mereu, assessore della Cultura del comune di Sant’Antioco -. Abbiamo scelto di portare nelle piazze proposte diverse, accessibili gratuitamente, offrendo a cittadini e visitatori occasioni per ascoltare gli autori e avvicinarsi ai loro libri. Il festival prosegue nelle biblioteche partner e nelle scuole: è un passaggio a cui teniamo, perché permette di coinvolgere altri lettori e di lavorare con i ragazzi. Il compito dell’amministrazione è accompagnare questo percorso, insieme a chi lo cura, affinché gli incontri abbiano un seguito nella vita culturale della città.»

«Mi hanno colpito la cura e l’attenzione delle persone: arrivavano molto prima dell’evento, ritrovavamo tanti volti appuntamento dopo appuntamento, e alla fine ci si fermava a scambiare pareri e opinioni – sottolinea Giuditta Sireus, direttrice artistica della rassegna -. Si è creato un legame con il festival, un’attesa nei confronti delle proposte che abbiamo sentito da Cecilia Sala fino all’ultima serata con Piergiorgio Pulixi. Ricevere i commenti del pubblico, ascoltare ciò che ciascuno aveva apprezzato, è stato gratificante. Anche la passeggiata dedicata a Deledda ha superato i numeri programmati: il desiderio di esserci ha portato le persone a presentarsi comunque. Sant’Antioco ci ha restituito un grande affetto. Dietro questo risultato c’è un lavoro certosino, fatto di impegno, cura e responsabilità. La preparazione di ogni appuntamento e la partecipazione della comunità sono gli elementi che, insieme, hanno reso questa edizione così riuscita.»

Ad aprire il programma è stata Cecilia Sala, con I figli dell’odio, portando al centro del confronto le vite delle nuove generazioni in Israele, Palestina e Iran e la responsabilità del giornalismo nel raccontare i conflitti. Con Vito Mancuso e Gesù e Cristo, le domande hanno attraversato il rapporto fra storia e fede, la libertà, il bene e il male, la speranza. Due prospettive che hanno invitato gli spettatori a misurarsi con la complessità del presente.

Scrittura e musica si sono incontrate in Ballate di guardie e ladri, con Flavio Soriga e Matteo Leone, fra giallo sardo, chitarra e ironia, e in Parole in colonna sonora, con testi e regia di Giuditta Sireus e l’esecuzione di Ensemble Réunis, che ha affidato agli archi il dialogo fra letteratura e musiche del cinema. La ricerca storica e l’invenzione narrativa hanno poi trovato voce in Marcello Simoni, ospite con Delitto di mezzanotte.

A Grazia Deledda è stata dedicata una giornata che ha portato il pubblico a camminare attraverso il centro cittadino. Sui passi di Grazia e il corto teatrale Grazia: storia di Cosima che conquistò il Nobel, della compagnia Il Crogiuolo, scritto da Rita Atzeri e interpretato da Soraya Secci, Stefano Corda, Emilietta Brundu e Andrea Lo Iacono, hanno avvicinato la scrittrice attraverso i luoghi, la biografia e la scena.

Con Elvira Serra e Le voci di via del silenzio, il racconto ha esplorato la libertà e le scelte che cambiano un’esistenza. Simone Tempia, con Gran Galà con delitto, e Piergiorgio Pulixi, con Il fattore gatto, hanno intrecciato segreti, ironia e indagine sui comportamenti. L’incontro con Piergiorgio Pulixi, il 29 settembre, ha concluso il programma degli eventi pubblici e all’aperto.

Ora il festival prosegue nelle biblioteche partner e nelle scuole. La partecipazione raccolta nelle piazze dà forza a questa nuova fase, dedicata al dialogo con altri lettori e con i ragazzi. Dopo le settimane degli spettacoli e delle presentazioni, il percorso offrirà tempo per tornare sui libri, approfondire le domande e coltivare l’interesse che il pubblico ha espresso con tanta adesione.

Il primo sguardo va al Medio Oriente. Poi arriveranno le domande sul senso della vita, il giallo sardo, le musiche nate per il cinema, Grazia Deledda percorsa a piedi per le strade, i thriller storici, le vite che cambiano direzione, l’ironia e i gatti.

Dal 20 agosto al 29 settembre torna a Sant’Antioco Aperitivo con l’Autore e per più di un mese i libri escono dalle pagine per entrare nella città.

Nove appuntamenti, con una formula che ogni volta cambia. Si ascolta, si discute, si cammina e si suona. Un’autrice arriva dalla cronaca internazionale, un teologo prende cinque domande enormi e le mette davanti al pubblico, uno scrittore racconta mentre un musicista costruisce intorno alle parole il proprio suono. Poi il teatro, il romanzo storico, il noir, il cozy crime.

La rassegna comincia giovedì 20 agosto alle 20 in piazza De Gasperi con Cecilia Sala, che presenterà I figli dell’odio, edito da Mondadori, in dialogo con la giornalista Claudia Sarritzu.

Sala porta a Sant’Antioco un libro nato dentro uno dei punti più difficili del nostro presente. Israele, Palestina, Iran. Al centro le nuove generazioni, cresciute dentro guerre, radicalizzazioni e conflitti che hanno ricevuto in eredità. Il racconto passa dalle vite prima ancora che dalle mappe geopolitiche: ragazzi e ragazze ai quali la Storia è entrata molto presto nella quotidianità, tra giornalismo sul campo, responsabilità del racconto e domande su ciò che accade quando l’odio riesce a passare da una generazione alla successiva.

Il 4 settembre, alle 20.00, in piazza Italia sarà invece il momento di Vito Mancuso. La serata avrà la forma della lectio. Il punto di partenza sarà Gesù e Cristo, pubblicato da Garzanti, il lavoro nel quale Mancuso raccoglie anni di ricerca intorno al Gesù della storia e al Cristo della fede, distinguendo le due figure per poi cercare una relazione possibile tra loro.

Da lì il discorso si allargherà. Il senso della vita. Il bene e il male. La libertà. La speranza. Il rapporto tra ragione e fede. Cinque domande che appartengono alla filosofia e alla religione e, prima ancora, alla vita di ciascuno. Mancuso le porterà in piazza con quella ricerca che da anni lo colloca nel punto d’incontro fra teologia, filosofia, dubbio e coscienza.

Sabato 5 settembre, alle 20.00, in piazza De Gasperi tocca a Flavio Soriga e Matteo Leone con Ballate di guardie e ladri. Breve storia del giallo sardo anni Zero. Qui il racconto passa alla musica. Soriga ripercorre una stagione della letteratura sarda che tra la fine del Novecento e gli anni Duemila ha trovato nel giallo una lingua nuova per leggere l’Isola; Leone accompagna questa storia con il suo repertorio musicale. Nel percorso compaiono alcune delle voci che hanno segnato quella stagione, da Giulio Angioni e Salvatore Mannuzzu a Luciano Marrocu, Giorgio Todde e Marcello Fois.

Il 13 settembre alle 21.00 in piazza Umberto i libri cambiano ancora forma con “Parole in colonna sonora”, spettacolo ideato, scritto e diretto da Giuditta Sireus, con le musiche eseguite dal vivo dall’Ensemble Réunis. Le pagine della letteratura incontrano le colonne sonore dei film che da quelle opere sono nati: romanzo, cinema e musica finiscono così dentro lo stesso racconto. Le parole restituiscono la storia, gli strumenti fanno riaffiorare le immagini.

Il giorno dopo, 14 settembre, alle 20.00, in piazza De Gasperi, Sant’Antioco entra nel tour esclusivo di Marcello Simoni. Lo scrittore bestseller dialogherà con Simonetta Selloni intorno a Delitto di mezzanotte, pubblicato da Newton Compton.

Simoni arriva con numeri che raccontano bene la dimensione raggiunta dalla sua narrativa: oltre due milioni di copie vendute, romanzi tradotti in venti Paesi, il Premio Bancarella conquistato con Il mercante di libri maledetti.

Poi comincia il romanzo. Aprile 1794, Garfagnana. Una notte di tempesta, un maestro di cappella trovato morto in un confessionale, mani e piedi legati, un simbolo sulla fronte. Indagano Vitale Federici e Bernardo della Vipera. Intorno al cadavere prendono posto un manoscritto eretico attribuito all’Ariosto, rituali oscuri e una loggia massonica. È il territorio del thriller storico che Simoni conosce bene, dove documentazione e invenzione devono riuscire a camminare con lo stesso passo.

Il 21 settembre il pubblico si alza dalle sedie. Alle 20 da piazzetta Italo Diana parte “Sui passi di Grazia”, tour itinerante per le vie di Sant’Antioco, seguito dallo spettacolo Grazia: storia di Cosima che inventò il Nobel della compagnia teatrale Il Crogiuolo.

Grazia Deledda diventa così una presenza da seguire fisicamente: la scrittrice, Cosima, la Sardegna dalla quale partì, la lingua che costruì e il percorso che la condusse al Nobel. Per una sera la biografia entra nelle strade e la città diventa parte della narrazione.

Il 24 settembre alle 20 in piazza Italia sarà la volta di Elvira Serra, che presenterà Le voci di Via del Silenzio, edito da Solferino, in dialogo con Giuseppe Diana.

Luca è un giovane giornalista radiofonico e arriva sull’isola di San Giulio per realizzare un podcast. Vuole raccontare madre Maria Benedetta, badessa di un monastero di clausura. Prima di prendere i voti era Giulia Belgioioso, inviata speciale del Corriere della Sera, abituata a inseguire le grandi notizie del mondo. Il giornalista arriva per interrogare lei; poco alla volta saranno le scelte della donna a interrogare lui. Il dialogo entrerà proprio in questa zona del romanzo: le vite che potevano essere, quelle scelte davvero e il momento in cui una decisione cambia tutto.

Venerdì 25 settembre, alle 20.00, in piazza Umberto arriva Simone Tempia con Gran galà con delitto, edito da Garzanti. A dialogare con lui sarà Ciro Auriemma.

La scena è quella di un giallo classico: anni Sessanta, una villa, una contessa, una cena frequentata da aristocratici e personaggi che hanno ottime ragioni per sorvegliarsi a vicenda. Poi qualcuno muore. Tempia prende il meccanismo del delitto in ambiente chiuso e lo porta dentro il proprio mondo narrativo, fatto di ironia, osservazione dei caratteri e gusto per il paradosso, tra il piacere dell’enigma e quello, altrettanto forte, di osservare gli esseri umani quando qualcosa rompe le buone maniere.

L’ultimo appuntamento è martedì 29 settembre, alle 20.00, in piazza Italia. Piergiorgio Pulixi presenterà Il fattore gatto, edito da Marsilio, in dialogo con Giuditta Sireus.

Il libro riporta Pulixi nell’universo del libraio Marzio Montecristo e dentro quel filone cozy crime che con La libreria dei gatti neri ha conquistato un pubblico molto ampio. I gatti sono ormai parte integrante di questo mondo narrativo e il dialogo partirà anche dalla passione dello scrittore per questi animali, dal modo in cui sono entrati nei suoi romanzi e dal rapporto che costruiscono con i personaggi. Una vena più lieve che convive con il lato oscuro del noir che ha reso Pulixi una delle voci italiane più riconoscibili del genere. I suoi libri sono oggi tradotti in dodici Paesi.

La crescita della rassegna trova quest’anno anche un nuovo riconoscimento istituzionale.

«Il finanziamento regionale dice una cosa molto concreta: Aperitivo con l’Autore sta crescendo e questa crescita viene riconosciuta – dichiara il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci -. Per noi è un risultato importante perché premia una scelta precisa: investire sulla cultura con continuità, costruendo negli anni un festival capace di richiamare autori di primo piano e, insieme, di raccontare Sant’Antioco. Chi arriva per un incontro incontra anche le nostre piazze, percorre le vie del centro, scopre la storia, l’archeologia, il paesaggio e una comunità. È questo il valore che vediamo in un progetto culturale maturo: la capacità di produrre conoscenza in due direzioni, portando il mondo a Sant’Antioco e Sant’Antioco nel mondo. Il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna ci permette di consolidare questo percorso e di guardare avanti con maggiore forza.»

Un festival, dunque, che cresce anche attraverso il rapporto con i luoghi. Piazza De Gasperi, piazza Italia, piazza Umberto, piazzetta Italo Diana e le vie di Sant’Antioco diventano parte della programmazione e accompagnano il pubblico da un incontro all’altro.

«Aperitivo con l’Autore porta la cultura dentro la vita quotidiana di Sant’Antioco – aggiunge Luca Mereu, assessore alla Cultura del Comune di Sant’Antioco –. Le piazze e le strade diventano luoghi nei quali incontrare persone, idee e storie che arrivano da mondi diversi. Dal giornalismo alla filosofia, dalla narrativa alla musica e al teatro, questa edizione parla a pubblici differenti e costruisce occasioni di conoscenza. Il contributo regionale ci consente di dare continuità a questo lavoro e di farlo crescere mantenendo al centro la qualità della proposta. La cultura diventa così anche uno strumento attraverso il quale una comunità racconta se stessa e offre a chi arriva un motivo in più per conoscere Sant’Antioco.»

Aperitivo con l’Autore – Festival Letterario Indipendente è un progetto del Comune di Sant’Antioco, realizzato in collaborazione con il Club di Jane Austen Sardegna, con il contributo e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport.

Per Giuditta Sireus, direttrice artistica e manager culturale, costruire una rassegna significa lavorare sulle relazioni fra persone, contenuti e linguaggi: «Un programma nasce molto prima della successione dei nomi. Bisogna chiedersi perché una voce serva proprio adesso, quale pensiero può mettere in moto e che cosa può accadere tra chi parla e chi ascolta. Cecilia Sala ci porta dentro una storia che si sta ancora scrivendo. Con Mancuso affronteremo domande che appartengono all’uomo da sempre. Poi il giallo suonerà, Deledda si percorrerà a piedi, la letteratura incontrerà il cinema attraverso la musica. Anche la scelta degli interlocutori fa parte di questo lavoro: un dialogo riuscito può aprire nel libro una strada che da soli avevamo letto diversamente. È questo che cerco nel mio lavoro di direttrice artistica e manager culturale: creare le condizioni perché dall’incontro nasca qualcosa che prima non c’era».

“Navigantes – La carovana dell’identità”, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Maria Carta che porta i suoni, i canti, le musiche, i balli e i colori degli abiti tradizionali della Sardegna nelle comunità sorelle, per il 2026 farà tappa a Sant’Antioco, domenica 4 ottobre. Si tratterà della quarta edizione dopo quelle già organizzate a Barcellona nel 2023, a Bonifacio in Corsica nel 2024 e a Carloforte nel 2025. Una formula che sarà riproposta anche stavolta, con un’altra “invasione pacifica” di centinaia di sardi che attraverseranno in sfilata il centro di Sant’Antioco. Parteciperanno gruppi in abito tradizionale dei diversi territori della Sardegna, le maschere dei Mamuthones e Issohadores della Pro loco di Mamoiada, i suonatori degli strumenti della tradizione, come le launeddas e gli organetti diatonici, i canti a tenore e le voci femminili, insieme ai Tamburini di Oristano. Non mancheranno i gruppi antiochensi.

Questa mattina (giovedì 6 agosto) l’edizione del 2026 di “Navigantes” è stata presentata ai media nella sala consiliare del Comune di Sant’Antioco. Sono intervenuti il sindaco Ignazio Locci, Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta, e Luca Mereu, assessore comunale della Cultura. Hanno partecipato le associazioni locali che hanno garantito la massima disponibilità per la buona riuscita dell’evento.

«Il nostro viaggio continua: riproponiamo “Navigantes” con rinnovato entusiasmo per il quarto anno – dichiara Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta -. Anche in questa occasione vogliamo rafforzare il legame tra due isole che condividono condizioni storiche e culturali. Ci sono elementi caratteristici come la musica, gli scambi turistici e, come ho già detto in occasione delle scorse edizioni, anche i rapporti tra i giovani che costituiscono quel ponte in grado di generare nuove e stabili relazioni. Tutto questo in un contesto sempre più europeo.»

Stavolta i legami sono davvero stretti, anche da un punto di vista linguistico. E non bisogna dimenticare che il patrono della nostra regione è proprio Sant’Antioco.

«Insomma, andiamo su un’altra isola ma rimaniamo in Sardegna. Con l’auspicio che il prossimo anno si possa portare Navigantes a La Maddalena – prosegue Leonardo Marras -. Sin dalla prima edizione di Navigantes, quale simbolo di viaggio dei sardi, abbiamo utilizzato l’immagine di una navicella nuragica, rinvenuta nel territorio di Bultei nel 1949 ed esposta al Museo Archeologico di Cagliari.»

Viaggiare, questo il messaggio dell’iniziativa, ha adesso un significato particolare. I nostri nonni e bisnonni raggiungevano luoghi lontani, in cerca di lavoro e fortuna. La Fondazione Maria Carta, oggi, porta più semplicemente la cultura popolare, le tradizioni della Sardegna, per un confronto con l’altro, che mai va inteso come un ostacolo. La diversità, anzi, significa arricchimento.

«Il progetto “Navigantes” incarna la visione del viaggio che non è soltanto geografico, ma soprattutto culturale e umano, nel quale costumi, musiche, canti, danze e tradizioni diventano strumenti di incontro, conoscenza reciproca e valorizzazione dell’identità collettiva – commenta il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci -. La nostra è una terra di antiche civiltà e di secolari tradizioni, crocevia di popoli e culture nel cuore del Mediterraneo e quindi non possiamo che condividere pienamente questi valori. Per tale motivo, riteniamo che ospitare “Navigantes 2026” rappresenti un’importante occasione di crescita culturale e di promozione del nostro territorio, oltre che un momento di grande partecipazione per tutta la comunità.»

«Ogni paese, ogni territorio della Sardegna ha una storia diversa da raccontare, un costume, una musica, una lingua, un’identità che lo rende unico. E la cosa più bella è che questa diversità non ci divide: ci rende più ricchi – aggiunge Gianluca Mereu, assessore comunale della Cultura -. Navigantes nasce proprio per questo: per farci incontrare e riscoprire attraverso i tanti gruppi che sfileranno. Ognuno porterà un pezzo della propria terra e, tutti insieme, ci ricorderanno che la Sardegna è una sola, ma ha mille anime. E siamo davvero felici che il prossimo appuntamento di questo viaggio sia proprio a Sant’Antioco, il 4 ottobre, dove avremo l’onore di accogliere tutte queste straordinarie espressioni della nostra identità.»

Nato soltanto due anni fa, il Festival letterario indipendente di Sant’Antioco, “Aperitivo con l’Autore”, è già una realtà consolidata capace di attrarre risorse dalla Regione Sardegna per 85mila euro dedicati alle annualità 2026 e 2027, a cui si aggiungono ulteriori 25mila euro di cofinanziamento comunale per un investimento complessivo di 110mila euro. Nato come scommessa, “Aperitivo con l’Autore” si prepara per il 2026 a offrire a cittadini e ospiti una prestigiosa serie di autori che porteranno nell’isola la letteratura di qualità. Già negli anni scorsi, seppur con risorse limitate, non erano certo mancati i grandi nomi, da Simone Tempia a Franco Arminio, da Cristina Caboni a Piergiorgio Pulixi, per citarne soltanto alcuni.

«La formula con cui si sviluppano gli appuntamenti letterari è tutta racchiusa nello stesso nome di battesimo del Festival: “Aperitivo con l’Autore” – commenta il sindaco Ignazio Locci – dunque, serate all’imbrunire alla scoperta dei libri, della cultura, sorseggiando un aperitivo in incantevoli location antiochensi. Ingredienti che non mancheranno anche in questa edizione, della quale presto sveleremo gli autori, che è stata pensata per i mesi di agosto e settembre, con un’attenzione speciale alla necessità di allungare la stagione estiva. In previsione, inoltre, ci saranno ulteriori incontri anche nei mesi successivi con l’intenzione di coinvolgere le scuole. Siamo molto felici di poter assistere ancora una volta a nostra “creatura” che cresce e si fa grande.»

«Ci sono risultati che hanno un valore speciale perché raccontano un percorso fatto di impegno, costanza e fiducia nelle proprie scelte – commenta l’assessore della Cultura Luca Mereu –. Il finanziamento della Regione Sardegna ai Festival Letterari, ottenuto per la prima volta dal comune di Sant’Antioco, è uno di questi. È un riconoscimento che ci riempie di orgoglio perché premia un lavoro costruito nel tempo. In questi quattro anni abbiamo creduto nella cultura come motore di crescita, di partecipazione e di condivisione. Abbiamo investito tanto nella promozione della lettura, coinvolgendo bambini, ragazzi e adulti, e trasformando ogni appuntamento in un’occasione di incontro, dialogo e arricchimento per tutta la comunità. Questo finanziamento non è un punto di arrivo, ma la conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Ora abbiamo un’opportunità in più per consolidare “Aperitivo con L’Autore” e regalare, a Sant’Antioco e a tutto il territorio, un festival letterario capace di emozionare, far riflettere e avvicinare ancora più persone al piacere della lettura».

Nella foto di copertina Cristina Caboni

Torna nella sua ottava edizione FestArtes – Sulky Jazz Festival, la rassegna multidisciplinare che ogni estate trasforma Sant’Antioco in un palcoscenico diffuso. Dal 10 luglio al 28 agosto, la spiaggia di Cala Sapone, Piazza Umberto e l’Arena Fenicia – dove le vestigia dell’antica Sulky si aprono alla musica e allo spettacolo – accolgono artisti da tutto il mondo.

Ad aprire il programma, il 10 luglio in Piazza Umberto, sarà Luisa Briguglio con il progetto Truvatura, un viaggio tra voce e chitarra nella tradizione della canzone d’autore italiana. La rassegna si sposterà poi a Cala Sapone, che ospiterà quattro appuntamenti consecutivi dedicati alle sonorità internazionali: il Manou Gallo Quintet il 17 luglio, che fonde sonorità jazz, afrobeat e world music; il duo francese DuOud il 24 luglio, tra sperimentazione elettronica e suggestioni mediterranee; e il 31 luglio Eda Diaz, artista colombiana che unisce jazz contemporaneo, elettronica e radici sudamericane.

A chiudere il cartellone musicale, il 28 agosto in Piazza Umberto, sarà lo spettacolo Il re dei ciarlatani – Le canzoni di Dario Fo, con Jacopo Fo, Elena Pau ed Enrico De Angelis, in un omaggio musicale e teatrale dedicato al premio Nobel, arricchito dalle musiche di Fiorenzo Carpi, Enzo Jannacci e altri. Questo evento è una produzione de La Fabbrica Illuminata ETS, in collaborazione con la Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS.

Accanto agli appuntamenti musicali, il festival proporrà due eventi speciali all’interno dell’Arena Fenicia. Il 18 luglio la Sergio Bernal Dance Company porta nell’arena il programma Rango, Bolero, Suite Flamenca: uno degli étoile più applauditi della danza spagnola contemporanea, sul palco con chitarra, percussioni e canto dal vivo. Sabato 8 agosto sarà la volta di The National Dance Company of Ireland con Rhythm of the Dance, spettacolo diretto da Shane Moran con coreografie di Dane McKiernan.

«FestArtes è un appuntamento immancabile della nostra programmazione estiva, uno degli eventi che caratterizza la nostra offerta», sottolinea il sindaco Ignazio Locci, evidenziando la capacità della manifestazione di valorizzare luoghi simbolo dell’isola attraverso la cultura e lo spettacolo.

Per l’assessore della Cultura Luca Mereu, «il festival possiede la peculiarità di valorizzare e animare i luoghi dell’isola, portando cultura, musica e spettacolo nelle piazze, negli spazi urbani e nelle aree costiere, trasformando il territorio in un palcoscenico diffuso e accessibile».

Il festival è organizzato da Altrove Associazione Culturale e promosso dal Comune di Sant’Antioco nell’ambito del Festival Multidisciplinare Sardegna, programma curato dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo e finanziato dal Ministero della Cultura – Direzione Generale dello Spettacolo e dalla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato al Turismo, con il sostegno della Fondazione di Sardegna.

Nella foto di copertina Jacopo Fo

Prima la raccolta di tappi in plastica in appositi contenitori di cartone posizionati nei sei plessi scolastici cittadini, dall’infanzia alla secondaria di primo grado, poi i laboratori didattici che, attraverso un macchinario in miniatura, hanno condotto gli studenti alla scoperta dell’intero ciclo di recupero della plastica con la realizzazione contestuale di piccoli oggetti, come un righello a uso scolastico o un porta saponetta. Una dimostrazione pratica d’ausilio all’educazione ambientale che attraverso il riciclo ha trasformato i tappi in oggetti, riscuotendo particolare apprezzamento tra studenti e insegnanti.

Il progetto, a cui ha aderito nel 2025 l’Amministrazione comunale, è stato promosso dall’associazione AICS – sezione Ambiente, che lo porta avanti a livello nazionale coinvolgendo i ragazzi in ogni angolo della Penisola. «Gli studenti hanno potuto letteralmente “mettere le mani in pasta” grazie a una dimostrazione concreta – commenta il sindaco Ignazio Locci – che li ha visti protagonisti: per loro, in questi mesi, è stato entusiasmante anche solo raccogliere i tappi e riporli al mattino nei contenitori. Un gioco che si è trasformato in un processo educativo determinante sull’impatto che la plastica ha sul nostro ecosistema. Assistere, nell’immediato, alla creazione di un righello, un oggetto che utilizzano quotidianamente, è un momento che lascia il segno ed evidenzia, senza alcun dubbio, quanto la plastica possa rappresentare una risorsa, se trattata in una logica di riciclo. Abbiamo voluto inoltre premiare le scuole e gli studenti per la collaborazione e l’impegno concedendo a ogni plesso uno stanziamento simbolico di 250 euro per l’acquisto di materiale didattico.»

I tappi raccolti nei mesi scorsi verranno consegnati ad AICS che, attraverso il medesimo processo di sminuzzamento e fusione (illustrato in piccola scala a fini didattici), con macchinari più grandi realizzerà una solida panchina in plastica che verrà posizionata nella direzione didattica dell’Istituto Globale di Sant’Antioco, a simboleggiare il passaggio della plastica usa e getta, di cui i tappi sono rappresentanti, ad un bene durevole.

«È stato particolarmente emozionante vedere la partecipazione attiva e consapevole degli studenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado dell’Istituto Globale di Sant’Antioco – commenta l’assessore della Pubblica Istruzione Luca Mereu – che hanno preso parte alle attività con entusiasmo, creatività e forte senso di responsabilità. I bambini e i ragazzi hanno dimostrato quanto sia importante investire nell’educazione ambientale e nella formazione delle nuove generazioni con progettualità capaci di trasmettere con semplicità, ma anche con grande forza, valori fondamentali come il rispetto per il territorio, la sostenibilità e la condivisione di buone prassi. Iniziative come questa rappresentano un passo importante nella costruzione di una comunità sempre più attenta all’ambiente e al futuro dei nostri ragazzi.»

Torna l’appuntamento con Monumenti aperti, attesissima manifestazione nazionale giunta alla 30° edizione che mette in vetrina gran parte del ricco patrimonio del Parco Storico e Archeologico di Sant’Antioco: sabato 16 e domenica 17 maggio la cultura e la storia antiochensi saranno liberamente fruibili grazie alla collaborazione di un plotone di volontari composto da associazioni e studenti delle scuole cittadine. Un esercito che quest’anno, per la prima volta, sarà arricchito dalla partecipazione di bimbe e bimbi della scuola dell’Infanzia: «Un’emozione in più – evidenzia l’assessore della Cultura e della Pubblica Istruzione Luca Mereu – un segnale bellissimo che ci ricorda quanto sia importante seminare sin da piccoli il senso di appartenenza, la curiosità e l’amore per la propria terra».

L’ampio ventaglio di siti visitabili spazia dal fiore all’occhiello del Parco Archeologico, il Museo Ferruccio Barreca, alla Necropoli punica di Sulky, dal Tofet all’Acropoli, dal museo Etnografico fino al Forte Su Pisu, alla Tomba dei Giganti, al MuMa e a tanti altri ancora, meglio dettagliati nell’opuscolo dedicato all’evento. I monumenti saranno visitabili gratuitamente sabato 16 maggio, dalle 16.00 alle 20.00 e domenica 17 maggio dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00. Le visite alla Basilica di Sant’Antioco e alle Catacombe, che verranno sospese durante le funzioni religiose, saranno possibili sabato dalle 16.00 alle 17.00 e domenica dalle 16.00 alle 20.00.

 Ma ci sono anche alcune particolarità che renderanno questa due giorni di immersione nella cultura ancora più interessante. La visita al Villaggio Ipogeo offrirà un’esperienza immersiva con la vestizione dell’abito antiochense, mentre sabato ci sarà spazio per l’evento “pomeriggio in musica!”: dalle 17.30 il Complesso Musicale Bandistico “Giuseppe Verdi – Città di Sant’Antioco” accompagnerà cittadini e visitatori in una suggestiva passeggiata musicale. Confermata anche quest’anno la presenza del Minibus Parco Archeologico, che sarà in servizio gratuitamente con partenza dal Museo Archeologico Ferruccio Barreca.

«Per noi è sempre una gioia ospitare Monumenti aperti – commenta il sindaco Ignazio Locci – è un appuntamento che rappresenta una vera festa della cultura, della scoperta, della condivisione e della collaborazione tra enti, istituzioni, associazioni e scuola. Mi preme infatti ringraziare la scuola Ipia Emanuela Loi e l’Istituto Globale Sant’Antioco Calasetta, nonché le decine e decine di volontari delle associazioni che anche quest’anno partecipano all’iniziativa, pilastri di questa storica manifestazione.»

«I nostri monumenti, i luoghi della memoria, le tradizioni e i racconti che custodiamo non sono soltanto testimonianze del passato – aggiunge l’assessore Luca Mereu – bensì energie vive che rendono la nostra comunità più forte, più consapevole e più bella. Sono ciò che ci lega gli uni agli altri e ciò che rende la nostra città autentica e accogliente agli occhi di chi la vive ogni giorno e di chi la scopre per la prima volta. Come Amministrazione Comunale crediamo profondamente nel valore di questa manifestazione, che negli anni è diventata un appuntamento importante di promozione e fruizione culturale».

Tradizione e folklore, fede e devozione, cultura e intrattenimento saranno ancora una volta i cardini su cui si regge la festa di Sant’Antioco Martire, patrono di Sardegna, giunta alla 667ª edizione. Dal 16 al 20 aprile prossimi Sant’Antioco si vestirà a festa per rendere omaggio al Santo di tutti i sardi, in un tripudio di colori e sapori. E se gli immancabili appuntamenti simbolo della tradizione e della spiritualità si ripetono da secoli (la processione de Is Coccois in programma sabato 18 e la processione Solenne di lunedì 20, giorno de Sa Festa Manna) il forbito cartellone di eventi laici si arricchisce e si rinnova di anno in anno, spaziando tra musica di qualità e iniziative che ambiscono a celebrare le eccellenze antiochensi, nel segno della tradizione più profonda.

Musica dal vivo con il concerto clou de “Le Vibrazioni” in piazza Ferralasco alle 21.30 di sabato 18 aprile, e con l’esibizione dell’armonicista sardo agli onori della ribalta Moses Concas, in piazza De Gasperi alle 20.00 di domenica 19 aprile. I due spettacoli saranno preceduti dal live della band antiochense Wa’ in bon’ora, che porterà sul palco di piazza Italia lo spettacolo “Furasantus”, venerdì 17 aprile alle 20.00. Non solo musica, grazie all’evento “Cammino dei sapori e delle tradizioni della festa di Sant’Antioco”: itinerario con stand enogastronomici e artigianali dedicati alle tradizioni ed eccellenze locali tra Piazza Italia, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Umberto, Via Regina Margherita e Piazza De Gasperi. Un cammino ideale del gusto impreziosito dallo Show Cooking a cura dello chef antiochense premiato da “Gambero Rosso”, Achille Pinna, dall’incontro con Ylenia Parente, che proporrà una dimostrazione sulle tecniche di lavorazione della pasta fresca, dalla preparazione e degustazione di ricette tipiche della cucina antiochense a cura dell’Associazione Cuochi Cagliari Sud Sardegna, e dalla gara di cucina con gli allievi dell’Istituto Alberghiero di Sant’Antioco.

E poi cultura, folklore e tradizione a partire da giovedì 16, con il Convegno “Liturgia, devozione e santità nel Mediterraneo moderno”, presso l’aula consiliare, alle 17.30: nell’occasione, il giovane e talentuoso artista sardo Jacopo Scasselati presenterà la sua scultura raffigurante Antioco Martire; tre giornate di Cori e animazione folkloristica itinerante nelle vie del centro: nella sera di sabato 18 con il coro “Eufonia” di Gavoi e il coro “Priamo Galisay” di Nuoro e doppio appuntamento domenica 19, alle 10.30 e alle 18.30, con i cori “Eufonia” di Gavoi, “Priamo Galisay” di Nuoro, “Su BonuCaminu” di Ardauli e il gruppo Folk “Is Massaieddas” di San Nicolò D’Arcidano, insieme ai suonatori di launeddas. Infine, lunedì 20, dalle 17.30, “Aspettando la Processione”, intrattenimento folk con cori polifonici e suonatori di launeddas su cinque postazioni suddivise tra il lungomare Cristoforo Colombo, piazza Italia e piazza Umberto.

Tornano anche le bellissime Traccas, vere e proprie opere d’arte che ornate a festa verranno esposte nelle vie del centro sabato (alle 17.00) e domenica (alle 10.00). Menzione speciale per “Intrecci al Telaio” – Dimostrazione di tessitura con telaio dell’800 ed esposizione manufatti a cura delle sorelle Pes, presso il Palazzo del Capitolo – Piazza De Gasperi, sabato (dalle 17.00), domenica e lunedì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00, e per “Giochi dei nonni” Animazione per bambini, attività ludiche della tradizione in Piazzetta Efisio Piria, dalle 17.00 di domenica 19.

Ma il giorno più importante al centro del considerevole programma, quello che stringe le maglie della comunità antiochense da 667 anni all’insegna della fede e della devozione, è “sa Festa Manna” del lunedì, che come da tradizione si celebra 15 giorni dopo Pasqua con la processione solenne in onore del Santo Patrono (trasmessa in diretta TV e in streaming su Videolina), in cui il simulacro di Antioco e le sue reliquie sfilano per le vie della città accompagnati da gruppi folkloristici e a cavallo, cori e suonatori di launeddas, preceduta dalla Solenne celebrazione eucaristica nella basilica di Sant’Antioco Martire presieduta dal Vescovo della Diocesi di Iglesias, monsignor Mario Farci. Chiuderà la giornata di “Festa Manna” lo spettacolo pirotecnico nel lungomare cittadino, alle 22.00.

«Come ogni anno ci siamo impegnati con devozione con lo scopo di offrire a cittadini e ospiti un ricco programma – commenta il sindaco Ignazio Locci – a partire dai consueti appuntamenti con la tradizione e la fede, dalla processione nelle principali strade del paese del simulacro e delle reliquie del Patrono, fino ai fuochi d’artificio che si specchiano in laguna. E poi musica di qualità, eventi nel segno della tradizione e del folklore. Mi preme, ancora una volta, porre l’accento su quanto sia dispendiosa l’organizzazione di questo momento di comunità e festa, l’appuntamento più importante per la comunità antiochense: si tratta di un’attività che dura mesi e che coinvolge diversi uffici comunali, nonché numerose associazioni, locali e non soltanto. Tutti chiamati a fornire il proprio impegno per assicurare che ogni singolo evento si svolga in sicurezza e nel migliore dei modi possibili. I miei ringraziamenti, a nome della comunità, vanno dunque a coloro che si adoperano per garantire questi giorni di festa.»

«Il “Cammino dei Sapori” nasce da un’idea semplice ma forte: mettere al centro la nostra Festa, l’Isola, le sue tradizioni e le persone che ogni giorno le tengono vive – dice l’assessora del Turismo e delle Attività produttive Roberta Serrenti – vogliamo valorizzare ciò che siamo, partendo dalle eccellenze enogastronomiche e artigianali che raccontano la nostra storia, come il vino Carignano e l’abito tradizionale, trasformandole in una risorsa concreta per il territorio. Attorno alla figura del Santo possiamo costruire qualcosa di ancora più grande: un attrattore turistico che unisca la fede, la devozione e il senso di comunità con i sapori, i prodotti e le tradizioni che rendono unica la nostra Terra. È un modo per accogliere visitatori non solo come turisti, ma come ospiti, offrendo loro un’esperienza vera e unica. Questa è anche una scelta politica chiara: investire nelle nostre radici per creare opportunità, lavoro e sviluppo sostenibile. Con una promozione sempre più mirata, vogliamo raccontare la festa come un’esperienza autentica e condivisa, capace di rafforzarne il valore, consolidarla nel panorama regionale e darle il riconoscimento che merita, portandola anche su scenari nazionali.»

«La festa di Sant’Antioco è l’appuntamento più sentito e identitario della nostra comunità, il momento in cui fede, tradizione e cultura si intrecciano e si rinnovano da secoli – aggiunge l’assessore della Cultura Luca Mereu – la 667ª edizione conferma il valore profondo di questa celebrazione, con al centro la solenne processione del Santo, espressione di una devozione popolare autentica e partecipata. Accanto alla dimensione religiosa, il programma valorizza anche il folklore e la cultura. Tra le novità di quest’anno spiccano le giornate dedicate al folklore con traccas itineranti nel centro cittadino, momenti musicali e balli tradizionali e la partecipazione di gruppi femminili per celebrare il centenario del Nobel di Grazia Deledda. Previsti inoltre momenti di musica liturgica dedicati al Santo, con l’esibizione di musicisti di fama come Moses Concas e un convegno storico sulla devozione popolare a Sant’Antioco, durante il quale verrà donata alla cittadinanza la statua del Santo. Un programma che racconta una comunità viva, orgogliosa delle proprie radici e sempre più consapevole del valore del proprio patrimonio identitario.»

Proseguono i sopralluoghi negli istituti scolastici superiori della provincia del Sulcis Iglesiente. Questa settimana è stato il turno delle scuole di Sant’Antioco.

La visita del presidente Mauro Usai e degli amministratori provinciali e comunali rispetta gli impegni presi a favore di un percorso di attenzione verso il mondo della scuola nel nostro territorio.
Accompagnato dal sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci, dall’assessore Luca Mereu e dai tecnici della Provincia, il presidente Mauro Usai con la consigliera delegata all’Istruzione Daniela Massa – ha potuto constatare le criticità più evidenti degli istituti, la funzionalità degli spazi e programmare le manutenzioni.

«La sicurezza dei nostri studenti – dice Mauro Usai – e delle strutture che gli accoglie è una priorità per questa amministrazione provinciale. Il nostro impegno è diretto a verificare lo stato degli edifici scolastici e monitorare le condizioni generali delle strutture al fine di mettere a regime la programmazione delle manutenzioni. La prossima settimana sarà convocato un incontro con tutti i dirigenti scolastici degli istituti superiori della provincia per concordare i passi successivi, inclusi i piani di manutenzione prioritari.»

«Considero la sicurezza degli studenti, del personale docente e di tutto il personale scolastico una priorità assoluta – aggiunge Daniela Massa -. Le scuole devono essere luoghi sicuri, accoglienti e adeguati, nei quali i nostri ragazzi possano studiare, crescere e formarsi con serenità. Garantire ambienti sicuri significa investire concretamente nel futuro della nostra comunità. Continueremo a lavorare in sinergia con le istituzioni scolastiche per assicurare standard adeguati e risposte tempestive alle esigenze che emergeranno.»

«Il sopralluogo effettuato questa mattina dal presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, insieme ai funzionari provinciali, nei plessi del Liceo “Emilio Lussu” e dell’IPIA di Sant’Antioco – sottolinea Ignazio Locci -, rappresenta un passaggio fondamentale per affrontare in modo concreto le criticità strutturali degli edifici scolastici del nostro territorio. Come Amministrazione comunale riteniamo che la sicurezza e la qualità degli spazi scolastici siano una priorità assoluta. La presenza della Provincia e la disponibilità al confronto dimostrano una forte sinergia istituzionale, indispensabile per individuare soluzioni rapide ed efficaci. Ringrazio il presidente Usai e i tecnici per l’attenzione e la sensibilità dimostrata. Solo attraverso una collaborazione costante tra enti possiamo garantire ambienti scolastici adeguati, sicuri e dignitosi per studenti, docenti e personale.»

«Il sopralluogo di oggi nei due plessi superiori di Sant’Antioco segna un momento importante di lavoro condiviso tra Comune e Provincia – dice Luca Mereu -. La presenza del presidente Mauro Usai e dei funzionari provinciali ha permesso di analizzare direttamente sul posto tutte le principali criticità strutturali del Liceo Lussu e dell’IPIA. Questa azione dimostra quanto sia determinante il dialogo tra istituzioni per affrontare problematiche complesse come quelle legate all’edilizia scolastica. La scuola non è solo un edificio, ma un luogo di crescita e ormazione che deve essere messo nelle condizioni migliori per svolgere il suo ruolo. Continueremo a lavorare
in stretta sinergia con la Provincia, nella consapevolezza che solo attraverso una rete istituzionale coesa si possono dare risposte concrete alle esigenze della comunità scolastica.»