7 October, 2022
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Lino Longu

Lino Longu, 60 anni, è il nuovo segretario del circolo del Partito Democratico di Sant’Antioco. Il direttivo lo ha nominato in sostituzione del dimissionario Luca Mereu. Lino Longu sarà un segretario pro tempore, in quanto rimarrà in carica sino al prossimo congresso cittadino del partito. Il neo segretario ha già le idee chiare anche in vista delle prossime elezioni comunali del prossimo maggio. «Cercheremo di fare in modo che nella prossima campagna elettorale – spiega Lino Longu – il partito sia più visibile, vivo e propositivo».Il primo appuntamento politico organizzato dal neo segretario è previsto per sabato, nella sala consiliare del comune di Sant’Antioco, dove a partire dalle ore 17.00, è in programma un incontro sulle ragioni del si e del no referendario costituzionale, con la partecipazione del deputato del Partito Democratico Francesco Sanna e del consigliere regionale e segretario regionale di Sinistra Ecologia Libertà Luca Pizzuto.

Tito Siddi

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Non si placano i malumori all’interno del Partito Democratico, anche a livello locale, nel Sulcis Iglesiente. Il segretario cittadino del circolo di Sant’Antioco, Luca Mereu, s’è dimesso con una lettera invita agli organismi del partito.

«Dopo un’accurata riflessione personale – scrive Luca Mereu – rassegno le mie dimissioni, in forma IRREVOCABILE, da ogni carica ricoperta all’interno del Partito Democratico, nella fattispecie da segretario cittadino del circolo di Sant’Antioco e da membro della segreteria provinciale.»

«Ringraziando gli iscritti e il direttivo del circolo di Sant’Antioco per la fiducia disinteressata ricevuta in questi nove anni di militanza da nativo democratico auguro al gruppo dirigente provinciale e regionale un buon lavoro, auspicando che il Partito Democratico si riappropri finalmente di quel ruolo fondamentale di forza progressista del centrosinistra – conclude Luca Mereu – in modo finalmente credibile agli occhi degli elettori, soprattutto di quelli del nostro martoriato Sulcis Iglesiente.»

E’ di qualche giorno fa il battesimo di “Agorà – Energie Democratiche”, movimento interno al Pd che si propone di mettere in circolo le nuove energie del partito, al Teatro Massimo di Cagliari, nel corso del quale 250 giovani hanno chiesto un congresso straordinario del partito, possibilmente prima del referendum costituzionale. C’è chi, dunque, tra i giovani del Partito Democratico, pur deluso dalla gestione del partito nell’Isola, dopo le recenti pesantissime sconfitte alle elezioni amministrative (la più emblematica è quella di Carbonia, dove una divisione interna ha provocato una disastrosa sconfitta, portando per la prima volta nella storia della città mineraria il centrosinistra all’opposizione, ma hanno destato clamore, per restare nel Sulcis Iglesiente, anche le sconfitte subite a San Giovanni Suergiu e a Gonnesa) ha scelto di portare avanti una battaglia di cambiamento al suo interno, e chi, viceversa, come Luca Mereu ed altri prima di lui (ricordiamo, nel maggio di un anno fa, le dimissioni di Sara Marrocu, vicepresidente dell’Assemblea regionale e segretaria del circolo di Portoscuso), ha deciso di lasciare il partito.

Luca Mereu con Tore Cherchi.

Luca Mereu con Tore Cherchi.

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Porto Flavia 1 colore copia
Si è tenuto ieri mattina, nei locali della Presidenza della Regione Sardegna, in viale Trento a Cagliari, una riunione del Tavolo Ati-Ifras con le Organizzazioni Sindacali presieduta da Filippo Spanu, capo di Gabinetto del presidente della Regione. Erano presenti anche Eugenio Annicchiarico, direttore generale dell’assessorato del Lavoro, Luca Spissu, componente dello staff del presidente della Regione e esperto di politiche attive del lavoro, e Luca Mereu, capo di Gabinetto dell’assessore del Lavoro.
L’incontro è stato dedicato all’esame della situazione degli stipendi degli addetti Ati-Ifras, che sono in attesa di ricevere le mensilità di luglio e agosto.
L’azienda, è stato ricordato, non procede al pagamento delle retribuzioni ai lavoratori, adducendo come motivazione la mancata liquidazione di alcune fatture da parte dell’amministrazione regionale che, da parte sua, denuncia l’impossibilità di procedere alla liquidazione delle stesse a causa di diverse criticità – emerse dall’attività di verifica svolta dall’apposita Commissione, che opera da luglio – nelle modalità di fatturazione e di documentazione prodotte dall’azienda a corredo delle fatture emesse.
Per impedire che siano i lavoratori a patire il disagio di questa situazione – con l’accordo delle organizzazioni sindacali – è stato deciso di proseguire sulla strada già avviata dall’amministrazione con l’obiettivo di giungere alla liquidazione parziale delle fatture presentate dall’Ati-Ifras per la sola parte necessaria a coprire i costi del personale. Una via che necessita, da parte dell’azienda, della quantificazione dei costi dei lavoratori e della contestuale garanzia che le risorse liquidate dalla Regione saranno utilizzate per il pagamento degli stipendi ai dipendenti.
Già nelle prossime ore l’amministrazione concluderà le proprie verifiche tecniche e, se necessario, convocherà l’azienda per mettere a punto le modalità relative alla quantificazione del costo del lavoro, in modo da mettere la Regione in condizione di procedere alla liquidazione parziale delle fatture emesse dall’azienda, che dovrà poi pagare gli stipendi.
Se le interlocuzioni tra Regione e Ati-Ifras andranno a buon fine, come da tutti auspicato, giovedì 15 settembre Regione e sindacati si rivedranno per continuare il comune lavoro sul progetto che, alla scadenza dell’attuale convenzione (al 31 dicembre di quest’anno), dovrà individuare un futuro lavorativo per gli addetti oggi impiegati dall’Ati Ifras. Se le difficoltà che finora hanno ostacolato questa soluzione non dovessero invece essere superate, la stessa azienda sarà convocata alla riunione di giovedì prossimo, per affrontare la situazione in un incontro alla presenza delle organizzazioni sindacali. Resta impregiudicata per la Regione (in quanto stazione appaltante), la possibilità di procedere al pagamento diretto delle maestranze: una soluzione per ora lasciata in subordine – anche su unanime indicazione sindacale -, in quanto le procedure previste dalla legge, che comportano l’attivazione degli Ispettorati del Lavoro della Sardegna, prevedono una tempistica più lunga e non comprimibile rispetto alla strada scelta ieri.

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Palazzo della Regione 2 copia

Si è tenuta ieri pomeriggio, nella sede della Presidenza della Regione, in viale Trento a Cagliari, una riunione con le organizzazioni sindacali convocata per analizzare la situazione dei lavoratori dell’Ati-Ifras. L’incontro è stato presieduto dal Capo di Gabinetto della Presidenza della Regione, Filippo Spanu, e ha visto la partecipazione del Capo di Gabinetto e del Direttore Generale dell’Assessorato, Luca Mereu e Eugenio Annicchiarico.
Il primo punto in discussione ha riguardato le criticità sul pagamento degli stipendi ai lavoratori da parte dell’azienda (che aveva addotto, come spiegazione, problemi di liquidità, collegando la mancata erogazione delle paghe alla mancata liquidazione, da parte dell’Amministrazione regionale, di alcune fatture emesse nel 2016). Su questo aspetto è stato ricordato quanto fatto dalla Regione, che ha messo in campo le soluzioni tecniche necessarie le quali, in brevissimo tempo, hanno permesso di liquidare parte delle fatture emesse per un importo di circa sette milioni di euro. Tutto questo è avvenuto – come è stato rammentato – per senso di responsabilità verso i lavoratori in difficoltà, nonostante l’obbligo di pagare le maestranze, per le imprese che hanno in essere contratti con la Pubblica Amministrazione, persista anche in presenza di ritardi nelle erogazioni dalla Pubblica Amministrazione medesima.
E’ stato fatto anche il punto circa la capienza della dotazione finanziaria della Convenzione vigente con Ati Ifras. Sul punto sono presenti criticità ma, per garantire che la Convenzione con Ati Ifras possa arrivare alla scadenza naturale, fissata al 31 dicembre di quest’anno, sono allo studio dell’amministrazione regionale tutte le soluzioni che possano garantire all’azienda di poter operare fino a quella data. In ogni caso, su questa specifica problematica, sarà effettuato un monitoraggio puntuale dalle parti, nel corso delle prossime settimane, affinché non si scarichi sui lavoratori alcun disagio.
Si è parlato, infine, dell’elaborazione del nuovo progetto e della documentazione propedeutica alla conseguente procedura di gara attraverso cui, alla scadenza della convenzione con Ati-Ifras (che come detto cade al 31 dicembre del 2016), si procederà all’individuazione del nuovo soggetto esecutore del progetto. Il lavoro di elaborazione di tutta la documentazione progettuale, infatti, procede nei tempi previsti, e l’amministrazione regionale di poter arrivare all’emanazione entro la scadenza dell’attuale convenzione. All’interno di questa cornice temporale alle organizzazioni sindacali è stato proposto un percorso, anche temporale, preciso: il 26 luglio le parti si rivedranno per un confronto sulle Linee guida del progetto che sarà oggetto della procedura di gara, a cui seguiranno successivi incontri. A questo proposito, da parte del Capo di Gabinetto della Presidenza della Regione, Filippo Spanu, è stato ribadito quanto già assicurato in passato: se l’elaborazione del nuovo bando dovesse presentare problematiche di carattere procedurale, saranno adottate per tempo tutte le contromisure necessarie per garantire le tutele ai lavoratori attualmente impegnati in Ati Ifras.

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Una delegazione di lavoratori dello stabilimento Ex Ila, oggi Port.Al. e delle imprese d’appalto dello stabilimento ex Alcoa, ha manifestato oggi nella sede dell’assessorato regionale del Lavoro, per conoscere il futuro dei 110 lavoratori (66 ex Ila e 44 degli appalti) rimasti privi del sostegno degli ammortizzatori sociali. In attesa del rilancio dello stabilimento ex Alcoa e di conoscere il destino dello stabilimento Port.Al., i lavoratori chiedono il rinnovo degli ammortizzatori sociali e l’avvio di corsi di riqualificazione professionale per la formazione dei 110 lavoratori che resteranno senza ammortizzatori.

I lavoratori hanno chiesto di poter incontrare l’assessore del Lavoro, Virginia Mura, che era però assente per concomitanti impegni e sono stati ricevuti dal capo di gabinetto Luca Mereu che ha detto loro che la Regione non ha il potere di concedere ammortizzatori sociali ma che è all’esame l’estensione a questi lavoratori delle politiche di flexsecurity, tirocini di sei mesi con il riconoscimento di indennità.

Venerdì 15 maggio alle ore 10.00, presso la sala conferenze del Museo del Carbone – Grande Miniera di Serbariu, si terrà un incontro organizzato dall’assessorato regionale del Lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, per far conoscere gli interventi realizzati dalla Regione Autonoma della Sardegna grazie ai fondi POR FSE 2007-2013.

All’incontro, che ha come tema la formazione, sarà presente Luca Mereu, responsabile dell’Ufficio di Gabinetto dell’assessorato regionale del Lavoro.

Nel corso dell’evento, verrà presentata la buona pratica legata al tema della formazione, con la testimonianza diretta di Simone Pinna (Green Future di Sant’Antioco), beneficiario del Fondo Sociale Europeo.  Sarà dato ampio spazio agli interventi e alle domande da parte del pubblico presente che potrà anche assistere alla proiezione di un video sulle buone pratiche

Si parlerà inoltre di argomenti di stretta attualità legati al Programma Operativo e ai bandi attivi, in particolare di Politiche attive, Flexicurity e Nuova Programmazione Regionale del FSE 2014/2020.

Per l’occasione, arriverà a Carbonia il Social Bus, un vero e proprio ufficio multimediale itinerante, che si fermerà in Piazza Roma e fornirà informazioni e materiali sui progetti realizzati in materia di occupazione, formazione, istruzione e inclusione sociale.