7 July, 2022
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Venerdì 4 settembre si è chiusa a Carbonia, presso l’Arena Mirastelle, la stagione di prosa Cedac con lo spettacolo “Frammenti di tempo”, regia di Monica Porcedda, musiche originali eseguite dal vivo da Gavino Murgia, con gli attori Luciano Sulas, Mariella Mannai, Lucia Longu, Rosanna Sulas e la stessa Monica Porcedda, produzione La Cernita Teatro.
Tra suoni ancestrali e innovazione musicale, Gavino Murgia ha guidato un viaggio dedicato alla nostra isola, attraverso la poesia di Giulio Angioni, antropologo e scrittore, e la prosa di Primo Levi al suo esordio letterario.
Protagonista della serata, è stata la lingua sarda, «la sola lingua in cui avrei potuto scrivere le mie poesie», così come affermò lo stesso Giulio Angioni, al quale la compagnia ha voluto rendere omaggio, proponendo l’interpretazione di alcuni canti contenuti all’interno del poema bilingue “Tempus”, pubblicato dalla Cuec nel 2008. La narrazione dei canti cattura, poiché si svolge dentro una natura ancora abitata dai suoi cicli, il mondo del lavoro e della festa, dell’apprendere e del gioco, la bellezza delle donne e l’amore, il potere e la povertà, il tradimento e la guerra che ci è occorsa e, infine, il morire. “Tempus” è tempo, il tempo che abita la mente, “perché la mente è luogo di fantasmi”, di cose che sono e di cose che non sono, nel fare e disfare del tempo.
A Primo Levi, è stato dedicata invece la lettura del racconto “Piombo”, contenuto ne “Il sistema periodico”, edito da Einaudi nel 1975: ventun racconti, di realtà o di pura fantasia, che portano ciascuno il nome di un elemento della tavola periodica. È un “insolito” Primo Levi colui che emerge da questa raccolta. La compagnia ha scelto di rendergli omaggio con la lettura di “Piombo”, racconto centrato sulla figura di Rodmund, discendente di una famiglia di lavoratori del piombo. Uomo d’ingegno e grande viaggiatore, dal Nord Europa Rodmund raggiungerà la mitica Ichnusa, terra di roccia e di vento, per poi fondare un villaggio nei pressi del rio delle api selvatiche, il paese di Bacu Abis. Come nasca l’amore tra Primo Levi e la Sardegna è ancor oggetto di studio. Soprattutto, l’ultimo paragrafo di “Piombo” lascia stupiti, considerando che la miniere di Bacu Abis – nel momento in cui Primp Levi scrisse il racconto – non era ancora noto come sito di estrazione mineraria.
«Ciò che affascina in questo raccontodice Monica Porcedda non è soltanto il mistero che avvolge la citazione di Bacu Abis, ma la stesso piombo che il chimico-scrittore trasforma in metafora della vita. Il piombo, metallo pesante, metallo della morte, stanco di trasformarsi e che non si vuole trasformare più. È una condizione che richiama quella del nostro territorioconclude Monica Porcedda – in cui ci vuole davvero una grande determinazione per non cadere nello sconforto e nella totale mancanza di fiducia verso il futuro.»
 

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In occasione delle celebrazioni del 25 aprile (1945-2018) per il 73° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo, mercoledì 25 aprile alle ore 10.00, in piazza Roma, il Sindaco di Carbonia Paola Massidda deporrà una corona d’alloro presso la targa dedicata ai caduti per la Liberazione dell’Italia. 

A seguire, dalle ore 10.30, organizzato dalla compagnia La Cernita Teatro insieme all’Anpi sezione di Carbonia e al Comitato Provinciale Carbonia Iglesias, con il patrocinio del Comune di Carbonia, la sala polifunzionale di piazza Roma ospiterà lo spettacolo teatrale “Storia di una piccola città”, con: Pietro Carta, Piero Deidda, Lucia Longu, Mariella Mannai, Luciano Sulas, Rosanna Sulas; costumi: Lucia Longu, Mariella Mannai, Rosanna Sulas; oggetti di scena realizzati da: Luciano Sulas; disegno luci: Giampietro Guttuso; regia: Monica Porcedda; produzione La Cernita Teatro.

«Una piccola città, appena uscita dalla guerra, si stringe tutta intera attorno ai minatori scioperanti per affermare il suo diritto di esistere.»

Una piccola Città deve sorgere in men che non si dica. 
E’ una “Città Macchina”, costruita a bocca di miniera, il sogno di emancipazione per molti giovani attratti dalla speranza di un lavoro e di una nuova vita. Ingegneri, operai, muratori, manovali in men di tredici mesi costruiscono strade e piazze e case e palazzi per accogliere migliaia di persone provenienti da tutta l’Italia. 
E’ una migrazione verso un diverso modo di “coltivare”, a 100, 200, 300 metri di profondità dove il frutto della terra non è appannaggio dei lavoratori, ma serve a forgiare le armi della guerra e della pace secondo le logiche dell’autarchia fascista.

Così, nel profondo sud della Sardegna, nasce Carbonia.

Ma, a soli dieci anni dalla sua fondazione, già mostra i segni della sua esistenza precaria quando i più economici carboni esteri mandano in crisi il settore estrattivo. E’ la fine.
Da obiettivo e rifugio sicuro per la sua gente essa diventa una temuta arma di ricatto in mano all’Azienda proprietaria di tutta la Città.

Contro le misure repressive e provocatorie a danno soprattutto dei lavoratori che lottano per difendere il posto di lavoro, il 7 ottobre 1948, il sindacato proclama lo sciopero.

«Al centro di questo lavoro non c’è una storia che si conclude risolvendo il conflitto che l’aveva originariamente suscitata, ma il conflitto stesso, ancora aperto, su una rinascita economica e sociale che in Sardegna non è mai avvenuta, al di là dei problemi di natura geografica ed economica derivanti dall’essere un’isola. 

La narrazione compie un salto nel passato per ripercorrere alcuni tra i problemi emersi nel dopoguerra nel Sulcis Iglesiente, problemi ancora oggi non risolti a fronte di una condizione economica e sociale che alimenta il disagio, problemi che non riguardano solo la Sardegna. 

Questo lavoro, infatti, rappresenta il tentativo di scavalcare il leitmotiv di “Sulcis Iglesiente territorio più povero d’Italia” per guardare oltre: basterebbe volgere lo sguardo poco oltre l’isola per fermarsi in mezzo al mare che in questi anni ha un bel sacco di storie da raccontarci. 

Così la storia di una piccola città come Carbonia, è solo un pretesto per raccontare una storia più grande, una storia universale di potere, di abusi, di fame ma anche di lotte quotidiane e, soprattutto, di tanta dignità.»

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Mercoledì 25 aprile, a Carbonia, verrà celebrato il 73° anniversario della Liberazione (1945-2018). Questa data è il simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica messa in campo, durante la Seconda Guerra Mondiale, dai partigiani contro il governo fascista della Repubblica di Salò e l’occupazione nazista. «Renderemo omaggio a tutti gli uomini e le donne che hanno lottato, anche sacrificando la loro vita, per la conquista dei diritti e dei valori della democrazia e della libertà – dice il sindaco, Paola Massidda –. Conquiste di cui oggi possiamo beneficiare tutti noi. È nostro impegno far sì che la libertà che i nostri padri ci hanno donato 73 anni fa venga difesa contro qualsivoglia forma di oppressione». 

Per festeggiare il 73° anniversario della Liberazione, mercoledì 25 aprile alle ore 10.00, in piazza Roma, il sindaco Paola Massidda deporrà una corona d’alloro presso la targa dedicata ai caduti per la Liberazione dell’Italia. La celebrazione sarà accompagnata dal sottofondo musicale della Banda Vincenzo Bellini. A seguire, dalle ore 10.30, la sala polifunzionale di piazza Roma ospiterà lo spettacolo teatrale “Storia di una piccola città”, organizzato dalla compagnia La Cernita Teatro, insieme all’Anpi sezione di Carbonia e al Comitato provinciale Carbonia Iglesias, con il patrocinio del comune di Carbonia. La performance, che si inquadra all’interno del progetto denominato “Il lavoro mobilita_abitare le storie”, è diretta da Monica Porcedda e vedrà la partecipazione di Pietro Carta, Piero Deidda, Lucia Longu, Mariella Mannai, Luciano e Rosanna Sulas. Lo spettacolo sarà incentrato su alcuni temi chiave: famiglia, comunità, memoria, diversità e multiculturalismo. Verrà ricostruita la storia di una piccola città che, appena uscita dalla guerra, si stringe tutta intera attorno ai minatori scioperanti per affermare il suo diritto di esistere. Carbonia è una piccola città costruita a bocca di miniera, che rappresenta il sogno di emancipazione per molti giovani attratti dalla speranza di un lavoro e di una nuova vita. Una città che però, dopo soli dieci anni dalla sua fondazione, mostra i segni della sua esistenza precaria quando i più economici carboni esteri mettono in crisi il settore estrattivo.

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Sabato 14 aprile, alle 21.00, nello Spazio Fucina Teatro, La Vetreria – Pirri, Cagliari, nell’ambito della rassegna “APRILE ALLA VETRERIA-APRILE RESISTENTE”, organizzata da il Crogiuolo e Cada Die dal 6 al 29 aprile 2018, la Cernita teatro presenta “Storia di una piccola città”progetto Il lavoro mobilita _ abitare le storie, di Monica Porcedda. Alle ore 20.30, lo spettacolo sarà introdotto dallo storico Gianluca Scroccucon: Pietro Carta, Piero Deidda, Lucia Longu, Mariella Mannai, Luciano Sulas, Rosanna Sulas; costumi di Lucia Longu, Mariella Mannai e Rosanna Sulas; oggetti di scena realizzati da Luciano Sulas; disegno luci di Giampietro Guttuso; regia di Monica Porcedda.

«Una piccola città, appena uscita dalla guerra, si stringe tutta intera attorno ai minatori scioperanti per affermare il suo diritto di esistere.»

Una piccola Città deve sorgere in men che non si dica. E’ una “Città Macchina”, costruita a bocca di miniera, il sogno di emancipazione per molti giovani attratti dalla speranza di un lavoro e di una nuova vita. Ingegneri, operai, muratori, manovali in men di tredici mesi costruiscono strade e piazze e case e palazzi per accogliere migliaia di persone provenienti da tutta l’Italia. 

E’ una migrazione verso un diverso modo di “coltivare”, a 100, 200, 300 metri di profondità dove il frutto della terra non è appannaggio dei lavoratori, ma serve a “forgiare le armi della guerra e della pace” secondo le logiche dell’autarchia fascista.

Così, nel profondo sud della Sardegna, nasce Carbonia.

Ma, a soli dieci anni dalla sua fondazione, già mostra i segni della sua esistenza precaria quando i più economici carboni esteri mandano in crisi il settore estrattivo. E’ la fine. 

Da obiettivo e rifugio sicuro per la sua gente essa diventa una temuta arma di ricatto in mano all’Azienda proprietaria di tutta la città. 

Contro le misure repressive e provocatorie a danno soprattutto dei lavoratori che lottano per diffondere il posto di lavoro, il 7 ottobre 1948, il sindacato proclama lo sciopero. 

Al centro di questo lavoro non c’è una storia che si conclude risolvendo il conflitto che l’aveva originariamente suscitata, ma il conflitto stesso, ancora aperto, su una rinascita economica e sociale che in Sardegna non è mai avvenuta, al di là dei problemi di natura geografica ed economica derivanti dall’essere un’isola. 

La narrazione compie un salto nel passato per ripercorrere alcuni tra i problemi emersi nel dopoguerra nel Sulcis Iglesiente, problemi ancora oggi non risolti a fronte di una condizione economica e sociale che alimenta il disagio, problemi che non riguardano solo la Sardegna. 

Questo lavoro, infatti, rappresenta il tentativo di scavalcare il leitmotiv di “Sulcis Iglesiente territorio più povero d’Italia” per guardare oltre: basterebbe volgere lo sguardo poco oltre l’isola per fermarsi in mezzo al mare che in questi anni ha un bel sacco di storie da raccontarci. 

Così la storia di una piccola città come Carbonia, è solo un pretesto per raccontare una storia più grande, una storia universale di potere, di abusi, di fame ma anche di lotte quotidiane e, soprattutto, di tanta dignità.                                                                                                                Lo spettacolo  è stato oggetto di studio e interesse all’interno del seminario per studenti dei corsi di laurea triennale e specialistica in Lettere, Filosofia, Beni culturali, Lingue, Scienze dell’educazione Università degli Studi di Cagliari.

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E’ iniziata oggi, al teatro di Bacu Abis, la 4ª rassegna Teatro Civile – Teatro per la memoria.

Il progetto, costituito da una serie di incontri quali lezioni spettacolo, residenze artistiche e incontri laboratoriali, coinvolgerà numerose realtà del territorio operanti nel settore culturale e sociale: Istituto Comprensivo Deledda Pascoli di Carbonia, ANPI di Carbonia Iglesias, Rete R.U.A.S, Casa Emmaus di Iglesias, Associazione Diomira Onlus, e artisti noti sia a livello regionale che nazionale: Maurizio Saiu, Gerardo Ferrara, Elio Tullio Arthemalle, Adri Fernandez e Andrea Rosas.

I temi, rivolti alle giovani generazioni, vertono tutti sulla memoria e ai valori di libertà, democrazia, uguaglianza (“‘Resistenza e Costituzione’, ‘Storia e Memoria’, ‘Multiculturalità e integrazione dei popoli’ ‘Terra e tradizioni popolari’, ‘Lavoro‘, ‘Società civile e diritti”).

Programma

sabato 22 aprile, ore 18.00 – Teatro di Bacu abis

“Sull’Orlando Furioso”

Labotatorio diretto da Andrea Rosas

martedì 25 aprile, ore 11.00 – Carbonia, Aula Consiliare

“La Cura”                                                                                                                                     di e con Monica Porcedda                                                                                      collaborazione drammaturgica di Andrea Rosas                                                                 voce e percussioni di Gerardo Ferrara                                                                                  consulenza linguistica di Luminita Surduc

Giornata organizzata dall’ANPI di Carbonia Iglesias in collaborazione con il Comune di Carbonia e la Cernita Teatro. L’ evento aderisce alla “Primavera Resistente” organizzata dalla Rete R.U.A.S

sabato 13 e domenica 14 maggio, dalle ore 16.00 alle ore 19.00 – Teatro di Bacu Abis

“Il corpo e la voce” parte 2ª

Laboratorio diretto da Maurizio Saiu

mercoledì 17 maggio, ore 10.00  e ore 19.00 – Teatro di Bacu Abis

“Il lavoro mobilita” 

Lezione-spettacolo sul Teatro Civile diretta da Monica Porcedda. Con Lucia Longu, Luciano Sulas, Mariella Mannai, Piero Deidda, Pietro Carta, Rosanna Sulas.

L’ evento aderisce alla “Primavera Resistente” organizzata dalla Rete R.U.A.S

sabato 20 maggio, ore 16.30 – Teatro di Bacu Abis

“Le nuvole” vol. 2°

Laboratorio-incontro con La Cernita Teatro, Associazione Diomira Onlus – centro di prima accoglienza Narcao, Casa Emmaus di Iglesias, Elio Tullio Arthemalle, Adri Fernandez, Gerardo Ferrara.

L’ evento aderisce alla “Primavera Resistente” organizzata dalla Rete R.U.A.S

giovedì 25 maggio, dalle ore 9.00 alle ore 11.00 – Teatro di Bacu Abis

“Ritrovarsi” parte 2ª

Laboratorio diretto da Monica Porcedda con i ragazzi della Scuola Secondaria di primo grado di Bacu Abis, Ist. Comprensivo Deledda Pascoli, e i ragazzi del centro di prima accoglienza di Narcao.

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Si terrà domenica 10 aprile, alle ore 19.00, presso il Salone della Comunità di via Marconi, in via Marconi 67, il quarto appuntamento con la VI edizione di Spazi di Frontiera, Rassegna di Teatro Sociale e di Comunità. La rassegna è organizzata dalla Compagnia “La Cernita Teatro” in collaborazione con il comune di Carbonia.

Il quarto appuntamento è con “Corti a Teatro. Nuove idee e progetti per il Teatro”. Nel corso della serata saranno portati in scena:

Il rovescio della medaglia, di e con Alessandro Congeddu. Musiche live eletronic di Ivana Busu. Menzione speciale a Cagliari Teatro in Corto 2014;

Un sesto senso, Drammaturgia collettiva. Con Lucia Longu, Luciano Sulas, Mariella Mannai, Piero Deidda, Pietro Carta e per la regia di Monica Porcedda;

Forza Paris, di e con Andrea Serra. Finalista a Cagliari Teatro in Corto 2014.

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La Cernita Teatro ha organizzato la seconda edizione della rassegna itinerante “Teatro Civile, Teatro per la Memoria” in cooperazione con il comune di Carbonia, il comune di Iglesias, il comune di Sant’Antioco, il Comitato Santa Barbara di Bacu Abis, La Strada del Vino Carignano del Sulcis.

La seconda serata è in programma martedì 4 agosto, alle ore 21.30, a Bacu Abis. Piazza Santa Barbara, con lo spettacolo “Oliena 1946 – Cortoghiana 1952” di Monica Porcedda e Andrea Rosas, con la regia di Monica Porcedda e la partecipazione straordinaria di Cesare Bocci. In scena Lucia Longu, Mariella Mannai, Monica Porcedda, Luciano Sulas e Rosanna Sulas.

Lo spettacolo è inserito all’interno della 57ª Sagra di Santa Barbara organizzata dal Comitato Santa Barbara, con la Direzione Artistica di Sandro Mereu, in cooperazione con “Le strade del Carignano del Sulcis”.

La terza serata si terrà a Sant’Antioco lunedì 31 agosto, alle ore 21.30, presso la suggestiva Arena Fenicia dove sarà replicato “La hora de la verdad” con l’autore e interprete Andrea Rosas ed il musicista Gianluca Pitzalis. Lo stesso spettacolo sarà replicato, nella quarta serata della rassegna, a Portoscuso nel mese di settembre presso lo spazio della Vecchia Tonnara.

  Oliena 1946 Cortoghiana 1952Monica-Porceddalocandina teatro civile 2 edizione

Cesare Bocci © Vincenzo Di Cillo

Cesare Bocci
© Vincenzo Di Cillo

primo evento 7 luglioOliena 1946 Cortoghiana 1952 Cesare Bocci © Vincenzo Di Cillo  2 andrea rosas la hora

Nei mesi di luglio, agosto e settembre 2015 La Cernita Teatro realizzerà la seconda edizione della rassegna itinerante “Teatro Civile, Teatro per la Memoria” in cooperazione con il comune di Carbonia, il comune di Iglesias, Il comune di Sant’Antioco, il comune di Portoscuso, il Comitato Santa Barbara di Bacu Abis, La strada del vino Carignano del Sulcis.

La prima serata avrà inizio martedì 7 luglio alle ore 21.30 ad Iglesias presso la Piazza del Municipio con l’ultima produzione della Cernita che ha debuttato il 16 maggio al Teatro di Bacu Abis: “La hora de la verdad”  scritto e interpretato da Andrea Rosas che si è liberamente ispirato al racconto “L’Antimonio” di Leonardo Sciascia. Le musiche saranno eseguite dal vivo dal maestro Gianluca Pitzalis. La regia a cura di Monica Porcedda, direttore artistico de La Cernita Teatro.

Si prosegue martedì 4 agosto, alle ore 21.30, a Bacu Abis. Piazza della Chiesa, con lo spettacolo “Oliena 1946 – Cortoghiana 1952” di Monica Porcedda e Andrea Rosas, con la regia di Monica Porcedda e la partecipazione straordinaria di Cesare Bocci. In scena Lucia Longu, Mariella Mannai, Monica Porcedda, Luciano Sulas e Rosanna Sulas.

Lo spettacolo è inserito all’interno della 57ª Sagra di Santa Barbara organizzata dal Comitato Santa Barbara in cooperazione con “La strada del vino Carignano del Sulcis” .

La terza serata si terrà a Sant’Antioco lunedì 31 agosto ore 21.30 presso la suggestiva Arena Fenicia dove sarà replicato “La hora de la verdad” con l’autore e interprete Andrea Rosas e il musicista Gianluca Pitzalis.

Lo stesso spettacolo sarà replicato, nella quarta serata della rassegna, a Portoscuso, nel mese di settembre, presso lo spazio della Vecchia Tonnara.

Dopo il successo registrato nella prima serata di sabato 16 con un teatro gremito per “La hora de la Verdad” di e con Andrea Rosas, regia di Monica Porcedda, venerdì 22 maggio, alle ore 21.00, presso il Teatro di Bacu Abis, La Cernita Teatro andrà in scena con “Ammentos”, con Pietro Carta, Piero Deidda, Lucia Longu, Mariella Mannai, Luciano Sulas, Rosanna Sulas.

A seguire “La terra è di chi la canta”, Valter Alberton al sax e Gerardo Ferrara voce e percussioni. Un dialogo a due voci e il tentativo di indagare i territori della musica popolare e quella d’autore italiana declinando temi di rilevanza sociale rimuovendoli dalla memoria e riversandoli nell’attualità. “Un viaggio di festa e di lotta” che si snoda in un itinerario sonoro che rimanda alla tragicità ,all’ironia e  al grottesco utilizzando la modalità del “teatro canzone”.

La voce di Gerardo Ferrara e il sax di Valter Alberton provano a confrontarsi e a trovare una complicità per una condivisione delle storie narrate.

Teatro Bacu Abis

Anche per il 2014 La Cernita Teatro, offrirà il suo contributo artistico e organizzativo, in occasione dei festeggiamenti del compleanno di Carbonia.

Fortemente voluta dall’Amministrazione comunale, la seconda edizione di “Teatro per la città” – Festival di teatro civile e della memoria, manterrà la formula collaudata in precedenti manifestazioni: direzione artistica Cinzia Crobu e Monica Porcedda, direzione organizzativa La Cernita Teatro, in collaborazione con il Teatro Stabile della Sardegna e la banda musicale Vincenzo Bellini.

Dopo il grande successo ottenuto nel 2013, la manifestazione viene riproposta, sempre con ingresso gratuito, venerdì 19 dicembre, dalle 19.15 in poi, presso il Teatro di Bacu Abis, e sabato 20 dicembre, alle ore 21, presso il Teatro Centrale di Carbonia.

La prima sera saranno messi in scena quattro corti teatrali inediti prodotti da La Cernita Teatro (a cura rispettivamente di Andrea Rosas, Alessandro Congeddu, Rosanna con Luciano Sulas e Monica Porcedda) per la sezione “Migranti ieri e oggi”: progetti  di ricerca che osservano le contraddizioni dell’era post- industriale e il  fenomeno dell’immigrazione di ieri e di oggi.

Aprirà la manifestazione la banda musicale Vincenzo Bellini di Carbonia, che accompagnerà un momento teatrale riassuntivo dei primi cinque anni di attività della compagnia cittadina. A seguire un buffet per poi lasciare spazio alla compagnia “Antas Teatro”, con Giacomo Casti alla regia, Giulio Landis e Stefano Farris in scena, i quali saranno intervistati da Cinzia Crobu, a lavoro ultimato.

Durante la seconda serata il teatro di prosa andrà a mescolarsi con la musica d’autore e con i testi di numerosi cantautori italiani, sensibili al tema del lavoro e dell’emigrazione. Sul palcoscenico validi attori provenienti dalle fila del Teatro Stabile della Sardegna, de La Cernita Teatro e i Jokers, noto gruppo rock isolano, esecutore di cover rivisitate e interessanti lavori monografici. Brani in versione elettrica, parafrasi dei testi e incursioni teatrali a cura di Lucia Longu – per la regia di Monica Porcedda – e di Lia Careddu e Marco Spiga – per la regia di Rosalba Ziccheddu – saranno gli ingredienti della serata finale del festival, in una lezione concerto ideata e condotta da Cinzia Crobu.

La scelta di lavorare ad un Festival nasce per promuovere una cultura, non soltanto del Teatro, quanto dell’arte nel suo complesso, della comunicazione, dell’ambiente e della relazione, valorizzando gli spazi della città e delle periferie come luoghi di produzione di lavori inediti, di ricerca e sperimentazione; nasce  per offrire ospitalità ad artisti importanti a livello regionale, nazionale ed internazionale senza tralasciare l’urgenza di stimolare e incoraggiare le realtà locali e/o di recente formazione che hanno bisogno di avere di spazi fisici e occasioni per confrontarsi e crescere.

Banda Musicale V.BelliniAlessandro Congeddu Andrea Rosas Antas Teatro  Cinzia Crobu (1) Conclusione del Festival 2013, ringraziamenti, Photo Emiliano Cocco Gerardo Ferrara Giacomo Casti Jokers 1 Lia Careddu Lucia Longu manifestoteatroperlacittà 2014 Marco Spiga Monica Porcedda Rosanna e Luciano Sulas