16 April, 2024
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Si è conclusa domenica 7 agosto, a Bacu Abis, la 64ª Sagra di Santa Barbara, magistralmente organizzata dall’associazione culturale Santa Barbara V.M., con il patrocinio del comune di Carbonia. In serata, le vie principali della frazione di Carbonia addobbate a festa hanno accolto il passaggio della Santa, accompagnata dai fedeli dai gruppi folk di Musei, Barbusi, Iglesias, Perdaxius, Flumentepido, Domusnovas, Portoscuso, Nuraxi Figus e dalla musica delle launeddas del maestro Canova. Al rientro della processione, la toccante benedizione di don Giuseppe, realtà molto importante per l’intera comunità Marco Angius. La piazza Santa Barbara si è poi animata con la presenza di tanti affezionati da sempre e di curiosi desiderio di divertirsi un po’. Cena sotto le stelle e tanta musica in compagnia dell’orchestra Stefania Music Dance. Balli di coppia e balli di gruppo, al ritmo di pezzi classici e moderni.

La magia della musica è stata tale da coinvolgere tantissimi appassionati del liscio, arrivati da paesi limitrofi per ballare in una piazza gremita di gente come da tanto tempo non si vedeva più. A notte inoltrata, uno strabiliante spettacolo pirotecnico curato dalla ditta Piano e Gidio e, per concludere, una splendida lotteria con ricchi premi ed un bellissimo scooter 125 destinato al primo premio.

L’appuntamento è già fissato per il prossimo anno.

Nadia Pische

 

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La comunità di Buggerru e le autorità cittadine si sono unite coralmente per festeggiare il loro parroco don Marco Angius, in occasione della ricorrenza del 25° anniversario della sua ordinazione presbiteriale, esprimendo gratitudine per l’opera pastorale da Lui condotta.
La chiesa, recentemente ristrutturata e addobbata a festa ed una solenne celebrazione animata dal coro parrocchiale, sono stati il segno tangibile della stima, della comunione, dell’affetto che la comunità nutre nei confronti del buon Pastore, una Lode al Signore e alla
Chiesa per la Sua chiamata.
Don Marco svolge il ministero sacerdotale in mezzo alla comunità, condividendo empaticamente gioie e speranze, sofferenze e tribolazioni del paese ex minerario, mettendosi al servizio della comunità senza risparmiarsi in termini di tempo, risorse economiche ed energie, portando la Chiesa nelle case dei parrocchiani, aprendo gli occhi ed il cuore ai bisogni più autentici delle persone.
I fedeli hanno espresso gratitudine per il conforto alle persone in sofferenza e in povertà, con la distribuzione dei viveri, il sostegno economico alle persone in difficoltà, animando la comunità con un programma ricco di feste, attività ricreative e sportive, dedicando altresì tempo e luoghi per la preghiera con l’organizzazione di pellegrinaggi, rivolgendosi a tutte le fasce d’età, dai bambini agli anziani.
Il 3 ottobre, la comunità ha ringraziato il Signore per il dono ricevuto, un parroco che il giorno santo del 30 settembre 1995, si è messo al servizio del Vangelo, declinando la preghiera in un’incessante opera misericordiosa divina.
I parrocchiani di Buggerru, uniti in comunione di preghiera, hanno affidato il loro parroco alla Vergine Maria e a San Giuseppe affinché possano sorreggerlo nel cammino pastorale dandogli la forza per continuare ad essere un autentico Apostolo che con la preghiera e le opere è testimone di Cristo.

Don Marco, accompagna da ben 23 anni il paese, vivendo e partecipando attivamente e da protagonista alla vita dei suoi fedeli, un autentico cireneo che alleggerisce il peso delle loro croci, un parroco che anche in questo periodo di emergenza sanitaria da Covid-19 ha saputo far sentire la presenza ed il conforto della preghiera, entrando nelle case dei paesani.
A conclusione della Solenne Santa Messa, i numerosi fedeli accorsi per festeggiare il parroco, hanno avuto modo di manifestargli personalmente il proprio affetto.

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La Caritas diocesana di Iglesias fortifica il suo servizio nel territorio mettendo a disposizione un nuovo Centro di ascolto zonale. Sarà operativo in due sedi: nelle parrocchie di Fluminimaggiore e Buggerru.

Martedì 26 settembre si svolgerà la cerimonia di inaugurazione e si dividerà fra i due Comuni.

Inizierà a Fluminimaggiore, alle 16.00, nel salone parrocchiale della chiesa di Sant’Antonio in via La Marmora 2. Verrà introdotta da un momento di preghiera presieduta dal vescovo di Iglesias Giovanni Paolo Zedda (delegato della Conferenza episcopale sarda per il Servizio della carità) e parteciperanno: il parroco don Vittorio Scibilia, l’amministrazione comunale, Raffaele Callia (direttore della Caritas diocesana di Iglesias, responsabile regionale dei Servizi Studi e Ricerche e Promozione Mondialità) e gli operatori del nuovo Centro di ascolto.

Alle 17.00 è previsto lo spostamento a Buggerru nel salone parrocchiale della chiesa di San Giovanni Battista in via Iglesias 13 in cui saranno presenti anche il parroco don Marco Angius, gli amministratori locali e gli operatori del nuovo Servizio.

«Il nuovo Centro di ascolto – spiega Raffaele Callia – risponde alla scelta di decentrare i Servizi della Caritas all’interno del territorio diocesano, per intercettare le periferie, secondo il messaggio di Papa Francesco». Una scelta iniziata con la creazione del Centro d’ascolto di Sant’Antioco, nel 2013, e, lo scorso novembre, con l’attivazione di quello di Santadi nell’ottica di essere più vicini alla comunità che non sempre ha la possibilità di poter raggiungere il Centro di ascolto diocesano a Iglesias o quello interparrocchiale a Carbonia. «Il Servizio – aggiunge il direttore della Caritas diocesana – con due sedi, coinvolgerà due comunità parrocchiali secondo uno stile di intervento pastorale unitario». Gli operatori hanno condiviso un percorso di formazione per due anni: «Basato sul metodo dell’ascolto e sull’uso di Ospoweb, la piattaforma digitale che permette di analizzare i bisogni del territorio, secondo il tradizionale metodo Caritas».

Il Centro di ascolto della Caritas è il luogo in cui s’intessono relazioni fra le persone. È qui che si esprimono i bisogni di chi si avvicina per esprimere il disagio che sta attraversando e nasce il dialogo con operatori e volontari, in una reciproca relazione di aiuto. Gli operatori lavorano in équipe: una volta alla settimana si confrontano, riuniti in un Coordinamento, su una strategia che possa essere di supporto alle diverse necessità presentate. Questo permette di armonizzare i criteri di intervento e rendere omogeneo lo stile di lavoro. In un’ottica della non dispersione degli interventi la Caritas, da anni, lavora in rete con i diversi servizi e istituzioni del territorio.

Accoglienza senza pregiudizi e ascolto attivo della persona sono il fulcro del servizio di un Centro di ascolto Caritas. Da questi principi scaturiscono le altre funzioni specifiche: 1) presa in carico delle storie di sofferenza e condivisione di un progetto di “liberazione” dal bisogno; 2) orientamento delle persone verso una rilettura delle reali esigenze e una ricerca delle soluzioni più indicate e dei servizi più adeguati presenti sul territorio; 3) accompagnamento di chi sperimenta la mancanza di punti di riferimento e di interlocutori che restituiscano la speranza di un cambiamento, mettendo in contatto la persona con i servizi presenti sul territorio ed attivando tutte le risorse possibili; 4) prima risposta per i bisogni più urgenti, sempre attraverso il coinvolgimento delle comunità parrocchiali e del territorio.