19 May, 2024
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E’ stato depositato oggi in Corte di Cassazione, a Roma, il testo della proposta di legge per l’introduzione del principio di insularità in Costituzione.

In un clima di festa, ma anche di grande determinazione per il raggiungimento dell’obiettivo, si sono dati appuntamento a Roma i rappresentanti del Movimento per l’insularità.

A sottoscrivere il testo erano presenti Roberto Frongia, Emilio Floris, Luciano Uras, Alessandra Zedda, Michele Cossa, Gianfranco Ganau, Attilio Dedoni, Matteo Rocca, Pierpaolo Vargiu, Edoardo Tocco, Giovanni Pileri, Margherita Zurru, Elena Secci, Michele Solinas, Antonello Peru, Piergiorgio Massidda, Vincenzo Corrias, Laura Capelli per la Sardegna, Rino Piscitello e Salvatore Grillo per la Sicilia, il sindaco di La Maddalena Luca Montella e la Direttrice dell’ANCIM Giannina Usai per le Isole Minori, il presidente del Gremio dei Sardi, Antonio Masia, l’euro parlamentare Stefano Maullu.

«Inizia oggi un percorso che deve unire tutti i sardi, al di là di qualsiasi logica di schieramento, nella sfida più importante per il futuro della Sardegna – ha dichiarato Roberto Frongia, presidente del Comitato per l’insularità in Costituzione – che può davvero cambiare le prospettive di crescita della nostra Isola e delle altre regioni insulare italiane.»

«Basta con le vecchie logiche di rivendicazione e di assistenza che ci hanno tristemente accompagnato per lustri, alimentando cultura della clientela e della rassegnazione. Da sabato – annuncia Roberto Frongia – inizieremo la raccolta delle firme in tutte le regioni italiane perché vogliamo che il problema della identità e dello sviluppo delle isole diventi davvero un tema all’ordine del giorno di tutta la comunità nazionale!»

«Vivere nelle isole significa avere problemi peculiari nei trasporti, nel costo dell’energia, nelle reti infrastrutturali, nella sanità, nell’istruzione e nella formazione. Sono problemi dell’intera comunità nazionale e non soltanto degli italiani separati dal mare. Non vogliamo privilegi, né regali – ha concluso Roberto Frongia – le Isole chiedono invece pari punti di partenza e identiche opportunità perché siano finalmente riconosciuti diritti di cittadinanza uguali per tutti gli italiani!»

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Domani, sabato 24 marzo, al Teatro Massimo di Cagliari, a partire dalle 10.00, si terrà un’iniziativa di Campo Progressista Sardegna sul tema: “Il nostro programma per la Sardegna“.

Dopo il saluto del presidente della Giunta Regionale Francesco Pigliaru, interverranno Francesca Ghirra, Marzia Cilloccu, Arianna Carola e Margherita Zurru.

E’ previsto un faccia a faccia tra il sindaco di Cagliari Massimo Zedda e Massimiliano Smeriglio, vicepresidente ed assessore della Formazione, ricerca, scuola, università, diritto allo studio e turismo della Regione Lazio.

Coordinerà i lavori Daniela Preziosi.

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La pesante sconfitta subita dal centrosinistra nelle elezioni Politiche di domenica 4 marzo, è al centro del dibattito politico e motivo di profonda riflessione in seno alle forze politiche e sociali che si identificano nell’area riformista.

31 donne di Campo Progressista lanciano oggi un appello per la ricostruzione di un’area riformista, progressista e democratica del Paese.

«L’esito elettorale ha ribadito una volta di più la necessità di ricostruire l’area riformista, progressista e democratica del nostro Paese – scrivono in una nota Emilia Agnesa, Maria Grazia Banni, Bruna Biondo, Laura Brughitta, Annamaria Busia, Maria Grazia Caligaris, Arianna Carola, Marzia Cilloccu, Elisa Cogodi, Elisa Comparetti, Marilena Coni, Francesca Fradelloni, Francesca Ghirra, Adriana Iannoni, Emanuela Lampis, Valentina Lo Bianco, Carla Madeddu, Maria Cristina Mancini, Elisabetta Milia, Lucia Mocci, Paola Molinas, Rossella Pes, Simona Pinna, Anna Puddu, Alessandra Ruzzu, Marirosa Schiano, Elisabetta Scorcu, Roberta Uras, Anna Rosa Zedda, Elisabetta Zedda e Margherita Zurru -. Una ricostruzione che non può ridursi all’avvicendarsi del leader di turno, ma che deve essere prima di tutto ricomposizione programmatica e politica. Occorre ripartire dalle identità, dalle relazioni, dalle comunità e dal confronto tra appartenenze.»

«Per chi come noi non vuole arrendersi all’idea che a governare siano formazioni politiche che fanno della discriminazione etnica, religiosa, politica e sociale i propri cavalli di battaglia esiste solo una strada: l’unità del centrosinistra. Con questo appello, noi donne di Campo Progressista, chiediamo di superare divisioni e timori per la costruzione di un progetto concreto e condiviso di società, che dia risposte vere e realizzabili ai problemi delle persone. Un progetto fondato su progresso solidale, lavoro, economia eco-sostenibile, tutela dell’ambiente, cultura, istruzione e formazione come via fondamentale per l’emancipazione dal ricatto del bisogno. Per l’Italia e per la Sardegna. Vogliamo una società di diritti, fondata sulla parità di genere, ma anche sulla consapevolezza dei doveri di partecipazione e solidarietà. Vogliamo rafforzare le autonomie: dei territori, delle città e delle periferie. 

Rivendichiamo i diritti acquisiti in 70 anni di Repubblica e rilanciamo l’idea di un Paese di uguali, nel quale vogliamo essere protagoniste in prima linea. A 72 anni dal suffragio femminile (ieri 10 marzo l’anniversario), il nostro appello – concludono Emilia Agnesa, Maria Grazia Banni, Bruna Biondo, Laura Brughitta, Annamaria Busia, Maria Grazia Caligaris, Arianna Carola, Marzia Cilloccu, Elisa Cogodi, Elisa Comparetti, Marilena Coni, Francesca Fradelloni, Francesca Ghirra, Adriana Iannoni, Emanuela Lampis, Valentina Lo Bianco, Carla Madeddu, Maria Cristina Mancini, Elisabetta Milia, Lucia Mocci, Paola Molinas, Rossella Pes, Simona Pinna, Anna Puddu, Alessandra Ruzzu, Marirosa Schiano, Elisabetta Scorcu, Roberta Uras, Anna Rosa Zedda, Elisabetta Zedda e Margherita Zurru – è rivolto a tutti coloro che si riconoscono dentro il campo della democrazia e del progresso, per costruire insieme un progetto politico orientato a superare gli svantaggi e le diverse velocità che ancora caratterizzano le nostre società.»

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Dopo il primo sì alla doppia preferenza di genere della commissione Autonomia, i consiglieri regionali di “Campo Progressista” Annamaria Busia e Francesco Agus chiedono tempi rapidi per l’approvazione definitiva del provvedimento da parte del Consiglio regionale.

«Ieri la Commissione si è espressa a larghissima maggioranza, tutte le forze politiche, a parte due consiglieri indipendenti del Psd’Az, hanno votato a favore – ha detto Francesco Agus (consigliere di Cp e presidente della Commissione Autonomia) – vista questa ampia convergenza non sembrano esserci più ostacoli per un’approvazione rapida del provvedimento. La nostra proposta è che il testo arrivi in aula subito dopo la riforma della rete ospedaliera. Non vorremmo che in seguito, tra legge urbanistica e manovra finanziaria, si creasse un ingorgo istituzionale tale da impedire l’approvazione della norma. Su questo abbiamo ottenuto ampie rassicurazioni dal presidente del Consiglio Gianfranco Ganau.»

«Il dibattito di ieri in Commissione fa ben sperare – ha aggiunto Annamaria Busia, consigliera di “Campo Progressista” e prima firmataria della proposta di legge per lo stralcio della norma sulla doppia preferenza di genere dalla riforma della legge elettorale – il clima sembra cambiato ma noi non abbassiamo la guardia. Il rischio che qualcuno chieda il voto segreto è sempre dietro l’angolo, su questo occorre vigilare.»

Per rafforzare la pressione sulla politica andranno avanti anche i ricorsi presentati da un pool di avvocati cagliaritani. «Il prossimo 13 ottobre si terrà la prima udienza in Tribunale – ha spiegato l’avvocatessa Margherita Zurru – presenteremo gli atti dei primi 15 sottoscrittori che hanno deciso di intervenire nel processo per chiedere il rispetto del principio della parità di genere nella legge elettorale sarda secondo quanto stabilito dalla Costituzione e dall’art. 16 dello Statuto. La causa andrà avanti fino a quando non ci sarà il voto finale del Consiglio, solo allora potranno essere ritirati i ricorsi per il venir meno dell’oggetto del contendere.»

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«Il Consiglio regionale deve approvare ed il presidente Pigliaru lo deve presentare al Consiglio, il documento esplicativo previsto dall’articolo 4 comma 5 della legge di stabilità 2017. Soltanto così la Sardegna potrà ottenere la modifica del trattato istitutivo dell’Ue e vedere riconosciuto il suo status di regione insulare.»

Lo hanno detto questa mattina, in una conferenza stampa, in Consiglio regionale, Annamaria Busia e Francesco Agus (Campo progressista) insieme al senatore Luciano Uras.

La richiesta, fa seguito a numerosi approvati dal Parlamento e dal Consiglio regionale dal 2015 ed è ribadita in una mozione che nei prossimi gironi sarà presentata da Agus e Busia.

In premessa ha preso la parola l’avvocato Margherita Zurru, che ha illustrato i dati della relazione Crenos 2017 appena pubblicata: «Sono numeri  drammatici per la Sardegna – ha detto la professionista – sotto il profilo del Pil siamo davanti al peggior risultato dell’ultimo ventennio. L’Isola non solo non cresce ma atterra sotto tutti gli indicatori, unico caso in tutto il Mezzogiorno italiano. In più, il processo di spopolamento in atto nell’Isola non fa altro che accentuare in prospettiva la portata nefasta di questi dati. L’unica soluzione è riconoscere ai Sardi quanto prima i benefici, non elemosine né privilegi, che spettano alle regioni dell’Ue “interessate da gravi e permanenti svantaggi naturali e demografici”, come previsto dall’articolo 174 del Trattato di funzionamento dell’Ue».

Il percorso indicato dall’avvocato Zurru è stato poi spiegato politicamente dal senatore Uras: «Ho simpatia per questa Giunta e per il suo presidente ma qualche volta tocca anche essere utili al popolo. C’è una norma di legge che non è rispettata: noi chiediamo che si rispetti, invece, e si applichi. Il presidente della Regione deve costituire da subito il comitato tecnico politico che deve entro settembre predisporre il documento e darlo alla Giunta per l’approvazione in il Consiglio. Su queste cose si unisce un popolo».

Anche il presidente della commissione Autonomia, l’on. Francesco Agus, è intervenuto per chiedere l’applicazione di quanto disposto dall’articolo 4 comma 5 della legge di stabilita 2017 e ha annunciato la presentazione di una mozione, a firma anche dell’on. Busia, che impegna la Giunta alla costituzione del comitato. «Come se non bastassero i presupposti storici e geografici della nostra insularità, l’Ue di oggi non è più quella del Trattato di Roma e ci sono tutte le condizioni perché un’isola a 500 km da Roma ma realmente davvero isolata, non come la Sicilia, possa godere di trasporti e collegamenti efficaci, di infrastrutture  adeguate e deroghe alle normative che a oggi sanzionano ogni intervento come aiuto di stato».