5 November, 2026
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E’ stato inaugurato stamane nello Spazio Multifunzionale di Piazza Primo Maggio, a Carbonia, il progetto DesTEENazione, fondato sulla coprogettazione territoriale tra i Comuni dell’Ambito PLUS (Carbonia, Giba, Masainas, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Tratalias e Villaperuccio), elemento centrale per garantire interventi realmente vicini ai bisogni di ragazze e ragazzi.

All’inaugurazione è intervenuto monsignor Mario Farci, vescovo della diocesi di Iglesias, con il sindaco di Carbonia Pietro Morittu e tutti gli assessori della sua Giunta, e diversi consiglieri comunali. Presenti anche alcuni amministratori dei Comuni dell’Ambito PLUS.

Le attività del progetto DesTEENazione verranno realizzate principalmente presso lo Spazio Multifunzionale di Piazza Primo Maggio, a Carbonia, ma si svilupperanno in modo integrato in tutto il territorio del PLUS, sia nella fase di coprogettazione sia nella realizzazione operativa delle cinque linee di intervento dedicate ai giovani.

Un ruolo strategico è svolto dall’educativa di strada, attiva in tutti i contesti territoriali del PLUS, che consente di intercettare i giovani nei loro luoghi di vita quotidiana e favorire un aggancio precoce anche per chi è più distante dai servizi.

Alle linee operative si affiancano: il coordinamento strategico-programmatico; le azioni di allestimento e funzionamento dello Spazio Multifunzionale; il coinvolgimento diretto di ragazze e ragazzi.

Il progetto promuove: spazi a libero accesso; relazioni educative significative; percorsi di autonomia; valorizzazione di talenti e competenze. Si articola in cinque linee di azione rivolte direttamente a ragazze e ragazzi: 1) aggregazione e accompagnamento socio educativo; 2) prevenzione dell’abbandono scolastico; 3) supporto alle figure genitoriali; 4) supporto psicologico e promozione dell’intelligenza emotiva; 5) tirocini di inclusione.

La realizzazione del progetto è stata resa possibile dal contributo del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, a valere sul Programma Nazionale Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027: > Priorità 2 FSE + “Child Guarantee”; > Priorità 4 FESR “Interventi infrastrutturali per l’inclusione socio-economica”.

In occasione degli 800 anni dalla morte del Santo di Assisi, la Facoltà Teologica della Sardegna, in collaborazione con la diocesi di Iglesias e il comune di Iglesias, organizza un convegno dal titolo “San Francesco a la Sardegna: un legame storico e spirituale tra Iglesias e Oristano”. L’evento si terrà venerdì 17 aprile 2026, alle 16.30, nell’Aula Magna della Facoltà Teologica, a Cagliari (via Sanjust, 13).
Intervengono: Marco Antonio Scanu (“La raffigurazione di san Francesco che riceve le stimmate nelle chiese conventuali sarde come fatto identitario”), Mauro Badas (“Gosos francescani nella tradizione agiografica sulcitana”), Filippo Sedda (“Le historiae francescane nei libri liturgici medievali della Cattedrale di Oristano”) e Fabrizio Congiu (“Iglesias francescana tra storia e memorie”).
Modera Daniela Aretino, archivista e paleografa (Archivio storico del comune di Iglesias).
Saluti di S.E. Mario Farci, Vescovo di Iglesias, e di Mons. Giovanni Ligas, preside della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna.

Tradizione e folklore, fede e devozione, cultura e intrattenimento saranno ancora una volta i cardini su cui si regge la festa di Sant’Antioco Martire, patrono di Sardegna, giunta alla 667ª edizione. Dal 16 al 20 aprile prossimi Sant’Antioco si vestirà a festa per rendere omaggio al Santo di tutti i sardi, in un tripudio di colori e sapori. E se gli immancabili appuntamenti simbolo della tradizione e della spiritualità si ripetono da secoli (la processione de Is Coccois in programma sabato 18 e la processione Solenne di lunedì 20, giorno de Sa Festa Manna) il forbito cartellone di eventi laici si arricchisce e si rinnova di anno in anno, spaziando tra musica di qualità e iniziative che ambiscono a celebrare le eccellenze antiochensi, nel segno della tradizione più profonda.

Musica dal vivo con il concerto clou de “Le Vibrazioni” in piazza Ferralasco alle 21.30 di sabato 18 aprile, e con l’esibizione dell’armonicista sardo agli onori della ribalta Moses Concas, in piazza De Gasperi alle 20.00 di domenica 19 aprile. I due spettacoli saranno preceduti dal live della band antiochense Wa’ in bon’ora, che porterà sul palco di piazza Italia lo spettacolo “Furasantus”, venerdì 17 aprile alle 20.00. Non solo musica, grazie all’evento “Cammino dei sapori e delle tradizioni della festa di Sant’Antioco”: itinerario con stand enogastronomici e artigianali dedicati alle tradizioni ed eccellenze locali tra Piazza Italia, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Umberto, Via Regina Margherita e Piazza De Gasperi. Un cammino ideale del gusto impreziosito dallo Show Cooking a cura dello chef antiochense premiato da “Gambero Rosso”, Achille Pinna, dall’incontro con Ylenia Parente, che proporrà una dimostrazione sulle tecniche di lavorazione della pasta fresca, dalla preparazione e degustazione di ricette tipiche della cucina antiochense a cura dell’Associazione Cuochi Cagliari Sud Sardegna, e dalla gara di cucina con gli allievi dell’Istituto Alberghiero di Sant’Antioco.

E poi cultura, folklore e tradizione a partire da giovedì 16, con il Convegno “Liturgia, devozione e santità nel Mediterraneo moderno”, presso l’aula consiliare, alle 17.30: nell’occasione, il giovane e talentuoso artista sardo Jacopo Scasselati presenterà la sua scultura raffigurante Antioco Martire; tre giornate di Cori e animazione folkloristica itinerante nelle vie del centro: nella sera di sabato 18 con il coro “Eufonia” di Gavoi e il coro “Priamo Galisay” di Nuoro e doppio appuntamento domenica 19, alle 10.30 e alle 18.30, con i cori “Eufonia” di Gavoi, “Priamo Galisay” di Nuoro, “Su BonuCaminu” di Ardauli e il gruppo Folk “Is Massaieddas” di San Nicolò D’Arcidano, insieme ai suonatori di launeddas. Infine, lunedì 20, dalle 17.30, “Aspettando la Processione”, intrattenimento folk con cori polifonici e suonatori di launeddas su cinque postazioni suddivise tra il lungomare Cristoforo Colombo, piazza Italia e piazza Umberto.

Tornano anche le bellissime Traccas, vere e proprie opere d’arte che ornate a festa verranno esposte nelle vie del centro sabato (alle 17.00) e domenica (alle 10.00). Menzione speciale per “Intrecci al Telaio” – Dimostrazione di tessitura con telaio dell’800 ed esposizione manufatti a cura delle sorelle Pes, presso il Palazzo del Capitolo – Piazza De Gasperi, sabato (dalle 17.00), domenica e lunedì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00, e per “Giochi dei nonni” Animazione per bambini, attività ludiche della tradizione in Piazzetta Efisio Piria, dalle 17.00 di domenica 19.

Ma il giorno più importante al centro del considerevole programma, quello che stringe le maglie della comunità antiochense da 667 anni all’insegna della fede e della devozione, è “sa Festa Manna” del lunedì, che come da tradizione si celebra 15 giorni dopo Pasqua con la processione solenne in onore del Santo Patrono (trasmessa in diretta TV e in streaming su Videolina), in cui il simulacro di Antioco e le sue reliquie sfilano per le vie della città accompagnati da gruppi folkloristici e a cavallo, cori e suonatori di launeddas, preceduta dalla Solenne celebrazione eucaristica nella basilica di Sant’Antioco Martire presieduta dal Vescovo della Diocesi di Iglesias, monsignor Mario Farci. Chiuderà la giornata di “Festa Manna” lo spettacolo pirotecnico nel lungomare cittadino, alle 22.00.

«Come ogni anno ci siamo impegnati con devozione con lo scopo di offrire a cittadini e ospiti un ricco programma – commenta il sindaco Ignazio Locci – a partire dai consueti appuntamenti con la tradizione e la fede, dalla processione nelle principali strade del paese del simulacro e delle reliquie del Patrono, fino ai fuochi d’artificio che si specchiano in laguna. E poi musica di qualità, eventi nel segno della tradizione e del folklore. Mi preme, ancora una volta, porre l’accento su quanto sia dispendiosa l’organizzazione di questo momento di comunità e festa, l’appuntamento più importante per la comunità antiochense: si tratta di un’attività che dura mesi e che coinvolge diversi uffici comunali, nonché numerose associazioni, locali e non soltanto. Tutti chiamati a fornire il proprio impegno per assicurare che ogni singolo evento si svolga in sicurezza e nel migliore dei modi possibili. I miei ringraziamenti, a nome della comunità, vanno dunque a coloro che si adoperano per garantire questi giorni di festa.»

«Il “Cammino dei Sapori” nasce da un’idea semplice ma forte: mettere al centro la nostra Festa, l’Isola, le sue tradizioni e le persone che ogni giorno le tengono vive – dice l’assessora del Turismo e delle Attività produttive Roberta Serrenti – vogliamo valorizzare ciò che siamo, partendo dalle eccellenze enogastronomiche e artigianali che raccontano la nostra storia, come il vino Carignano e l’abito tradizionale, trasformandole in una risorsa concreta per il territorio. Attorno alla figura del Santo possiamo costruire qualcosa di ancora più grande: un attrattore turistico che unisca la fede, la devozione e il senso di comunità con i sapori, i prodotti e le tradizioni che rendono unica la nostra Terra. È un modo per accogliere visitatori non solo come turisti, ma come ospiti, offrendo loro un’esperienza vera e unica. Questa è anche una scelta politica chiara: investire nelle nostre radici per creare opportunità, lavoro e sviluppo sostenibile. Con una promozione sempre più mirata, vogliamo raccontare la festa come un’esperienza autentica e condivisa, capace di rafforzarne il valore, consolidarla nel panorama regionale e darle il riconoscimento che merita, portandola anche su scenari nazionali.»

«La festa di Sant’Antioco è l’appuntamento più sentito e identitario della nostra comunità, il momento in cui fede, tradizione e cultura si intrecciano e si rinnovano da secoli – aggiunge l’assessore della Cultura Luca Mereu – la 667ª edizione conferma il valore profondo di questa celebrazione, con al centro la solenne processione del Santo, espressione di una devozione popolare autentica e partecipata. Accanto alla dimensione religiosa, il programma valorizza anche il folklore e la cultura. Tra le novità di quest’anno spiccano le giornate dedicate al folklore con traccas itineranti nel centro cittadino, momenti musicali e balli tradizionali e la partecipazione di gruppi femminili per celebrare il centenario del Nobel di Grazia Deledda. Previsti inoltre momenti di musica liturgica dedicati al Santo, con l’esibizione di musicisti di fama come Moses Concas e un convegno storico sulla devozione popolare a Sant’Antioco, durante il quale verrà donata alla cittadinanza la statua del Santo. Un programma che racconta una comunità viva, orgogliosa delle proprie radici e sempre più consapevole del valore del proprio patrimonio identitario.»

Davide Donati, 20 anni, s’è imposto in volata sul traguardo di via Manno, a Carbonia, nella seconda tappa del Giro di Sardegna 2026 sviluppatasi sulla distanza di 136,2 km da Oristano alla città mineraria. Il portacolori della Red Bull-Bora Rookies ha preceduto nettamente Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step) e Patrick Frydkjaer (Lidl-Trek Future Racing). Nicolò Garibbo (Team Ukyo), vincitore della prima tappa, partita ieri da Castelsardo e conclusasi a Bosa, ha mantenuto la maglia di leader della corsa, con 4” di vantaggio su Gianmarco Garofoli e Filippo Zana, compagni di squadra nella Soudal-Quick-Step.

La tappa, come era già avvenuto ieri, si è sviluppata su un percorso di straordinaria bellezza, in un pomeriggio baciato da un clima primaverile, temperatura intorno ai 20 °C. Lungo il percorso ci sono stati alcuni tentativi di fuga che non hanno mai raggiunto una consistenza tale da mettere in dubbio l’arrivo in volata a Carbonia.

Al termine si è svolta la cerimonia di premiazione del vincitore di tappa Davide Donati, del leader della classifica Nicolò Garibbo e dei leader delle altre classifiche, alla quale hanno partecipato Fabio Aru, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci, il presidente della Lega del Ciclismo Professionistico Roberto Pella, il sindaco di Carbonia Pietro Morittu, il vicesindaco Michele Stivaletta e l’assessora dello Sport Giorgia Meli, gli assessori regionali del Turismo, dello Sport e dell’Industria Franco Cuccureddu, Ilaria Portas ed Emanuele Cani, il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai, il vescovo della diocesi di Iglesias mons. Mario Farci, Vitangelo Tizzano di UnionCamere.

Il Giro della Sardegna, organizzato dal GS Emilia con il sostegno dell’assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, è la prima prova della terza edizione della Coppa Italia delle Regioni. Domani la carovana si sposterà a Cagliari, dove dal Poetto alle 11.15 partirà la terza tappa, sulla distanza di 168,3 km, che si concluderà a Tortolì.

Giampaolo Cirronis

Calasetta stamane ha dato l’estremo saluto a don Giovanni Cauli, “suo” parroco per 60 anni, morto il 14 gennaio scorso all’età di 101 anni. La chiesa di San Maurizio Martire non è riuscita a contenere tutti i parrocchiani che fino alla fine hanno deciso di stare vicini a “Don Cauli” e, al termine della cerimonia religiosa officiata dal vescovo della diocesi di Iglesias, mons. Mario Farci, con il parroco don Francesco Lay e diversi presbiteri delle chiese della diocesi, lo hanno accompagnato nell’ultimo viaggio, fino al cimitero.
All’inizio della Messa don Francesco Lay ha letto un profilo di don Giovanni Cauli, canonico onorario del Capitolo della Cattedrale di Iglesias e Cavaliere dell’Ordine dei Ss. Maurizio e Lazzaro, del quale riportiamo la prima parte (l’intervento integrale verrà pubblicato nella prossima edizione del giornale cartaceo).
Don Giovanni Cauli nacque a Sant’Antioco il 10 ottobre 1924 e fu ordinato presbitero il 30 luglio del 1950 dall’allora vescovo di Iglesias mons. Pirastru. Un arco di tempo davvero eccezionale che ha attraversato un secolo, da papa Pio XI a Papa Leone XIV… ben 9 Romani pontefici e 8 vescovi (contando anche il periodo di Amministrazione Apostolica del cardinale Arrigo Miglio) fino al nostro attuale vescovo di Iglesias mons. Mario Farci che presiede questa santa Eucarestia.
Settantacinque gli anni trascorsi nel presbiterato prima a Sant’Antioco Martire come vice-parroco, parroco a Narcao e, infine, parroco a Calasetta per sessant’anni.
Il cardinale Arrigo Miglio, impossibilitato ad essere presente, ha inviato un messaggio, che riportiamo integralmente.
«Ringrazio vivamente il Signore che mi ha concesso di incontrare ancora una volta Don Cauli, non molti giorni fa. Ho potuto salutarlo e ringraziarlo in un momento in cui era pienamente lucido e cosciente. Sentivo il dovere di ringraziarlo per come mi ha accolto fin dai primi giorni del mio arrivo ad Iglesias, ormai più di 33 anni fa, e per come mi è stato vicino durante gli anni del mio episcopato iglesiente e poi ancora ultimamente nel periodo qui trascorso come Amministratore apostolico. Gli ho detto grazie e abbiamo pregato insieme, poi io ho chiesto a lui di darmi la sua benedizione, la benedizione di un Patriarca, proprio come nella Bibbia, e lui ha tracciato adagio e in silenzio il segno della Croce ed ha posato la sua mano sul mio capo. Non nascondo la commozione. Con lo sguardo ci siamo ridette tante cose, quelle che mi disse al mio arrivo come vescovo e quelle che mi disse nella visita di congedo, sette anni dopo, chiudendo un periodo di vicinanza saggia e paziente, una presenza che è stata molto importante per il mio legame con il Sulcis, assieme ad altre presenze sagge di confratelli che ricordo con affetto.
E come non ricordare il viaggio fatto insieme, con lui e con don Agus, a Manila, per la Giornata Mondiale della Gioventù del 1995, alla quale partecipavo come vescovo ma anche come assistente generale dell’Agesci. Viaggio lungo e avventuroso la sua parte!
Il suo rapporto con la diocesi e con la Chiesa, il suo impegno pastorale nella parrocchia unito alla sua attenzione sempre informata sui problemi del territorio, la sua attenzione alle caratteristiche delle diverse stagioni che ha attraversato nella sua lunga vita, senza mai smettere di guardare in avanti, ci consegna oggi un tipo di prete certamente unico, come lo è ciascuno di noi, ma anche capace di ispirarci ancora a lungo per saper essere sempre attenti e fedeli al tempo che il Signore ci regala.
Anche il dono della sua lunga vita mi pare un invito a mantenere uno sguardo sereno sul cammino delle nostre comunità, cogliendo sempre il filo doro che lo Spirito non cessa mai di tendere attraverso i tempi e le persone, per educarci a dire grazie e a camminare ancora.
Don Giovanni, così ti ricordiamo e tu prega per noi.»
Il sindaco di Calasetta, Antonello Puggioni, ha salutato “Don Cauli” con un breve intervento carico di emozione, nel quale ha rimarcato la sua grandezza, non solo di uomo di chiesa, sempre vicino ai suoi parrocchiani.
Al termine della Messa, il vescovo mons. Mario Farci ha guidato il corteo funebre che ha raggiunto il cimitero per la sepoltura.
Giampaolo Cirronis

Il messaggio di Natale del vescovo di Iglesias mons. Mario Farci
Seme di fratellanza, unità e corresponsabilità
Per Natale tutti scrivono messaggi. Si rischia l’inflazione e anche la banalità. Volendo indirizzare gli auguri alla nostra Chiesa, mi sono chiesto: “Ma cosa ho in particolare da dire, così che si legga il mio messaggio e non quelli di altri, che sono certamente più bravi e importanti di me?” Ha senso che io scriva qualcosa solo se in riferimento alla nostra Chiesa di Iglesias. Ho pensato perciò a quel che abbiamo vissuto di particolare in questo Avvento nella nostra comunità locale. Del resto, se nel Natale Dio viene a condividere la nostra umanità, il miglior modo di accoglierLo è guardare alla nostra vita concreta! Ho pensato perciò a due “visite” – tra le tante – che il Signore ci ha fatto, molto diverse tra loro: l’inizio degli incontri della Scuola per l’Evangelizzazione e i Ministeri Ecclesiali (SEME), e la vertenza sul polo industriale di Portovesme.
Mi soffermo anzitutto sulla prima “visita”: il nome SEME ci parla già del Natale. Dio sceglie di farsi “seme piccolo” affidato alla nostra terra. Nasce nella povertà, nascosto agli occhi del mondo, eppure portatore di una forza che trasforma la storia. Il Natale ci ricorda che non siamo chiamati a compiere grandi imprese, ma a custodire ciò che Dio semina. Maria lo accoglie nel silenzio; Giuseppe custodisce nella fedeltà; i pastori lo annunciano con stupore. Anche noi, come comunità di Iglesias, vogliamo accogliere questo dono, lasciando che la luce di Cristo illumini i nostri percorsi di evangelizzazione, rianimi le nostre parrocchie e trasformi i nostri ministeri in segni credibili della sua presenza. Il Natale e la nostra Scuola sono semi piantati nella nostra storia: ora spetta a noi farli germogliare e crescere.
La seconda “visita” è stata la vertenza sul polo industriale di Portovesme, questa volta in modo particolare sulla situazione della Eurallumina. In occasione del Natale, ho pensato di chiedere un messaggio a Davide, Emiliano, Enrico e Simone, cioè i quattro operai che hanno iniziato questo avvento sul silo (uno di essi – spero non mi denunci per violazione della privacy – è guarito dal raffreddore solo l’altro ieri), e a Nicola che faceva loro da supporto. Ci hanno scritto così:
«Nel tempo di Avvento, che ci accompagna dall’attesa alla speranza, come lavoratori Eurallumina abbiamo vissuto giorni difficili di lotta e responsabilità, dal 17 al 29 novembre, per difendere il lavoro e il futuro del Sulcis. Dalla cima del silo n.3, a quaranta metri di altezza, abbiamo sentito accanto a noi un territorio intero, dalle istituzioni regionali a quelle provinciali e comunali, nonché la sentita vicinanza della stessa Diocesi e autorità religiose, uniti assieme al fianco dei lavoratori. Questo sostegno, pur tra tante sofferenze, ci incoraggia a credere che con l’impegno e la solidarietà di tutti possano arrivare risultati concreti per restituire dignità alle famiglie del Sulcis. Un pensiero speciale e una sincera vicinanza vanno a chi lotta ogni giorno con problemi di salute, di lavoro e con le difficoltà dell’indigenza economica».
Nelle loro parole traspare coraggio, speranza, lotta, gratitudine, impegno… Soprattutto, mi colpisce l’invito alla solidarietà. In fondo è il messaggio del Natale: Dio manda il suo Figlio perché noi diventiamo tutti fratelli e sorelle. E viviamo così.
Questo allora è l’augurio che voglio rivolgere alla mia Chiesa: che questo Natale per noi sia SEME di fratellanza, di unità e di corresponsabilità. Se saremo in grado di farlo crescere, vivremo il Vangelo di Gesù e… risolveremo tanti problemi della nostra terra e della nostra Chiesa. Soprattutto saremo felici! Auguri di cuore.
don Mario, con Davide, Emiliano, Enrico, Simone e Nicola

Questa mattina Carbonia ha festeggiato l’87° della sua inaugurazione… con l’inaugurazione ufficiale del Parco Lineare e del Parco Sud, in via Giovanni Maria Angioy. Sono intervenuti all’inaugurazione, con il sindaco Pietro Morittu, l’assessore dei Lavori pubblici Manolo Mureddu, gli altri assessori, il presidente del Consiglio comunale Federico Fantinel e diversi consiglieri, il vescovo della diocesi di Iglesias mons. Mario Farci, l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, i consiglieri regionali Alessandro Pilurzu e Luca Pizzuto, il vicepresidente della Provincia del Sulcis Iglesiente Gianluigi Loru, il dirigente dei Lavori pubblici ingegner Mario Mammarella, il progettista professor Adriano Dessì, il responsabile dell’impresa esecutrice Renato Giganti, il professor Antonello Sanna, gli ex sindaci Ugo Piano e Antonangelo Casula, alcune centinaia di persone, tra le quali studenti, professori, la dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore “G.M. Angioy” Teresa Florio.

La cerimonia è stata aperta dagli interventi del sindaco Pietro Morittu, del vescovo mons. Mario Farci, del consigliere regionale Emanuele Cani, dell’assessore dei Lavori pubblici Manolo Mureddu, del dirigente dei Lavori pubblici ingegner Mario Mammarella, del progettista professor Adriano Dessì, del responsabile dell’impresa esecutrice Renato Giganti. Al termine, è stato tagliato il nastro inaugurale.

L’area è stata completamente rigenerata grazie al finanziamento della Presidenza del Consiglio dei ministri per la riqualificazione delle periferie. Ospita percorsi pedonali e ciclabili, nuove alberature e aree verdi, spazi pensati per il tempo libero. Accanto alle aree relax trovano posto i campi polivalenti, lo skate park e gli spazi dedicati alle attività all’aperto, creando un unico grande parco urbano che unisce sport e socialità. È un luogo che dà un volto nuovo a questa parte della città e che sarà vissuto dalle famiglie, dai giovani e dalle associazioni.

Allegate le interviste all’assessore dei Lavori pubblici Manolo Mureddu e al sindaco Pietro Morittu.

 

E’ in programma domani, giorno dell’87° dell’inaugurazione della città di Carbonia, alle 10.30, l’inaugurazione ufficiale del Parco Lineare e del Parco Sud, in via Giovanni Maria Angioy. L’area è stata completamente rigenerata grazie al finanziamento della Presidenza del Consiglio per la riqualificazione delle periferie, e oggi ospita percorsi pedonali e ciclabili, nuove alberature e aree verdi, spazi pensati per il tempo libero. Accanto alle aree relax trovano posto i campi polivalenti, lo skate park e gli spazi dedicati alle attività all’aperto, creando un unico grande parco urbano che unisce sport e socialità. È un luogo che dà un volto nuovo a questa parte della città e che sarà vissuto dalle famiglie, dai giovani e dalle associazioni.

Il sindaco Pietro Morittu ha rivolto un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto che cura una ferita aperta da oltre 70 anni. Un grazie particolare all’intero Consiglio Comunale, alla Giunta, all’Università di Cagliari, agli Uffici, ai dirigenti e ai tecnici, al Consorzio ARCO lavori e alla ditta S.T.A. Carbonia, che con professionalità, costanza e cura del dettaglio hanno seguito tutte le fasi dei lavori, contribuendo in modo decisivo a trasformare quest’area in uno spazio bello, vivibile e a misura di comunità.

Il programma prevede gli interventi del sindaco Pietro Morittu, dell’assessore dei Lavori pubblici Manolo Mureddu, del dirigente dei Lavori pubblici ingegner Mario Mammarella, del progettista professor Adriano Dessì, del responsabile dell’impresa esecutrice Renato Giganti. Interverranno per i saluti il vescovo della diocesi di Iglesias monsignor Mario Farci e dell’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani.

 

Anche quest’anno il comune di Iglesias e la Caritas Diocesana promuovono il Miracolo di Natale, iniziativa solidale giunta alla sua undicesima edizione in città e dedicata alla raccolta di beni di prima necessità per le famiglie in difficoltà. Una tradizione che, anno dopo anno, vede la comunità rispondere con grande generosità, confermando il valore della solidarietà come elemento centrale della vita cittadina.

L’iniziativa è realizzata con il supporto dell’Emporio della Solidarietà Caritas di Iglesias, delle numerose associazioni coinvolte, delle forze dell’ordine e degli istituti scolastici, che contribuiscono in modo determinante alla buona riuscita della raccolta.

L’evento del Miracolo di Natale si terrà giovedì 18 dicembre, presso l’Emporio della Solidarietà della Caritas, nell’ex Mattatoio, dalle ore 9.00 alle ore 21.00.

Durante tutta la giornata sarà possibile donare generi alimentari e beni di prima necessità. Le donazioni sono già in corso grazie alle iniziative di pre-raccolta attivate nei supermercati cittadini, rese possibili dall’impegno dei volontari delle associazioni e di tanti singoli cittadini.

La serata del 18 dicembre sarà inoltre arricchita da momenti di intrattenimento e brevi esibizioni curate dalle associazioni partecipanti.

L’assessora della Cultura Carlotta Scema e il presidente del Consiglio Matteo Demartis sottolineano: «Questa iniziativa rappresenta un momento significativo per tutta la comunità. Vedere il lavoro instancabile dei volontari e dei tanti cittadini che si impegnano per il Miracolo di Natale è motivo di profonda gratitudine e orgoglio per tutti noi».

Sua Eccellenza Monsignor Mario Farci, vescovo di Iglesias, afferma: «Anche quest’anno il Miracolo di Natale ci sorprende con la sua forza silenziosa e concreta: persone, famiglie, associazioni e comunità si sono unite per sostenere chi vive la fatica della povertà, raccogliendo cibo e beni di prima necessità per i più fragili. In questo segno semplice e grande riconosciamo la luce del Vangelo che continua ad accendersi nella nostra terra. Desidero esprimere la mia profonda gratitudine a tutti coloro che, con generosità e discrezione, hanno scelto di farsi dono. Ogni gesto diventa una scintilla di speranza che scalda i cuori e rinnova la fiducia nel bene che abita la nostra comunità. Il Signore che viene ci trovi vigilanti, capaci di compassione e aperti all’incontro. Possa il Natale portare a ciascuno pace, gioia e la certezza che Dio cammina con noi».

Si è svolta ieri a Iglesias una riunione del Consiglio provinciale in modalità aperta per favorire la discussione sulla vertenza Eurallumina e sul futuro del polo industriale di Portovesme. Dopo la votazione all’unanimità degli altri due punti all’ordine del giorno, adesione alle Province d’Italia e qualità servizi erogati, il presidente Mauro Usai ha aperto la seduta al confronto e all’esposizione coinvolgendo i rappresentanti di tutte le sigle sindacali, la classe politica provinciale regionale e la Chiesa grazie alla presenza del Cardinale Arrigo Miglio e del vescovo diocesano Mario Farci. La cronistoria dell’azienda Eurallumina è stata ripercorsa nei suoi 16 anni travagliati fatti di lotte operaie, cassaintegrazione e un proprietario, la Rusal, che non ha mai abbandonato il territorio e i lavoratori. Ma da tutti gli interventi è arrivata la richiesta di un impegno maggiore e definitivo alla risoluzione di questa vertenza e di tutte le altre in corso. A mettere l’accento su questo aspetto lo stesso assessore regionale all’Industria, Emanuele Cani, che plaude alla sinergia tra le varie istituzioni e all’agenda di unitarietà del Sulcis Iglesiente che «rappresenta un elemento di forza per le istanze». Il ragionamento a detta di Emanuele Cani «si deve necessariamente spostare su un vero cronoprogramma del polo industriale per rivendicare il principio fondamentale della competitività delle nostre imprese in ambito europeo».
Il vescovo Mario Farci ha assicurato la vicinanza della Chiesa a sostegno del fragile tessuto sociale che si vede ulteriormente minacciato dal crollo di questa importante fetta di economia legata al lavoro nelle industrie.
Ma spetta alla Provincia, come ha sottolineato Mauro Usai, l’attività di pianificazione territoriale: «Siamo convinti che una politica industriale non solo sia necessaria ma rappresenta la base per lo sviluppo della nostra società e delle nostre comunità. I processi di innovazione tecnologica e di progresso in tutto il mondo non prescindono da una politica industriale seria, moderna e sostenibile. E noi la percorreremo come consiglio provinciale e di pari passo con le altre economie del Sulcis Iglesiente».