18 August, 2026
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Giovedì 30 luglio il centro storico di Sant’Antioco si trasformerà in un grande evento diffuso con Gruttas Obertas, l’appuntamento che invita cittadini e visitatori a riscoprire la storia della comunità antiochense attraverso un percorso che intreccia archeologia, memoria, tradizioni popolari e linguaggi contemporanei a cura della Cooperativa Archeotur e del comune di Sant’Antioco.

Per una sera, il cuore del Parco Storico Archeologico di Sant’Antioco e il suggestivo rione di Is Gruttas diventeranno il palcoscenico di un’esperienza immersiva che restituirà voce a un luogo unico nel Mediterraneo. Le antiche abitazioni ipogee, ricavate dal riutilizzo in età contemporanea di un settore della vasta necropoli punica, racconteranno la storia delle famiglie che, fino a pochi decenni fa, hanno abitato questi ambienti scavati nella roccia, trasformando antiche tombe in case, cantine e spazi di vita quotidiana. In via del tutto eccezionale sarà inoltre possibile visitare alcune antiche tombe puniche oggi inglobate negli edifici moderni e ancora utilizzate come cantine o magazzini di proprietà privata.

Un’occasione rara per entrare in luoghi normalmente non accessibili e comprendere come il patrimonio archeologico sia parte integrante della storia e dell’identità della città. Ad animare i vicoli del centro saranno oltre quaranta espositori di prodotti tipici e numerose postazioni esperienziali dedicate ai gesti, ai saperi e alle tradizioni che hanno accompagnato la vita della comunità antiochense. Al Museo Etnografico, l’Associazione Antica Città di Solky proporrà la vestizione dell’abito tradizionale dedicato al matrimonio, un momento ricco di significati simbolici che permetterà di conoscere usanze, valori e rituali tramandati nel tempo. Nel Villaggio Ipogeo, l’Associazione Terza Età di Sant’Antioco guiderà grandi e piccoli nell’esperienza “Mani in Pasta”, dedicata alla preparazione dei tradizionali formati di pasta, trasformando la manualità in un momento di incontro e condivisione. In via Necropoli, grazie all’associazione Is Suerxinus di San Giovanni Suergiu, prenderanno vita gli antichi mestieri con dimostrazioni dedicate alla lavorazione della fregula, del pane, della pasta, dei coccoietti artistici, dei dolci decorati e alle tecniche tradizionali di intreccio per la cestineria e i fondi delle sedie.

Ogni dimostrazione sarà un’occasione per osservare da vicino competenze e conoscenze custodite ancora oggi dalla comunità. Il percorso sarà arricchito da un articolato programma artistico che interpreterà la memoria del territorio attraverso musica, danza, immagini e performance contemporanee. Nel cortile dell’Archivio Storico, il concerto Piano Solo di Matteo Scano dialogherà con la proiezione del cortometraggio QBR Gruttas di Marta Massa, dando vita a un racconto fatto di suoni, immagini e ricordi. Nel Villaggio Ipogeo, il Trio di Launeddas dell’Associazione Su Stracasciu accompagnerà il pubblico lungo il percorso tra le antiche abitazioni, le esposizioni artigianali e gli antichi mestieri, creando una suggestiva colonna sonora capace di unire archeologia e tradizione.

Alle ore 22.30 il centro storico sarà attraversato dallo spettacolo itinerante “Voci dai Vicoli”, dove danza, musica dal vivo, elettronica e narrazione si fonderanno in un percorso performativo con Ivana Busu alla fisarmonica elettronica, Michele Marinaro al trombone, Silvia Bandini alla danza-performance e Stefano Aresu alla voce narrante. Ogni vicolo diventerà parte integrante del racconto, trasformando lo spazio urbano in un grande teatro diffuso. Al Forte Sabaudo, infine, l’Associazione Ottovolante Sulcis, in collaborazione con il CSC Carbonia, la Società Umanitaria e lo SBIS, presenterà un’installazione video dedicata alla memoria dell’isola, composta da fotografie storiche e filmati d’epoca che accompagneranno il pubblico in un viaggio attraverso i volti, i mestieri e la vita quotidiana della Sant’Antioco del Novecento.

Gruttas Obertas rappresenta molto più di una manifestazione culturale: è un progetto di valorizzazione che restituisce centralità alla memoria della comunità, mettendo in dialogo patrimonio archeologico, tradizioni popolari e produzione artistica contemporanea. Un’occasione per riscoprire un luogo straordinario dove la storia non è soltanto conservata, ma continua a vivere nelle case, nei vicoli, nei racconti e nei gesti tramandati di generazione in generazione. Per una notte, Sant’Antioco aprirà le porte del suo patrimonio più autentico, invitando il pubblico a percorrere un viaggio nel tempo in cui archeologia, cultura e identità si incontrano per raccontare una storia ancora viva.

Sesta e ultima giornata, a Sant’Antioco, per Passaggi d’Autore – Intrecci mediterranei, il festival dei cortometraggi del Mediterraneo organizzato dal Circolo del Cinema “Immagini” con la direzione artistica di Dolores Calabrò e del regista bosniaco Ado Hasanović. Partita sabato scorso, la sei giorni dedicata al cinema breve nella cittadina costiera del Sud Sardegna giunge domani (giovedì 8) all’approdo della sua diciottesima edizione.
Si comincia alle 16.30, nell’Aula Consiliare del Comune, con la proclamazione dei vincitori dei due Premi Giuria Giovani assegnati ai migliori film brevi delle sezioni Intrecci Mediterranei e Intrinas dagli studenti universitari e delle scuole superiori del territorio che hanno partecipato ai laboratori di critica radiofonica e di formazione Giuria Giovani curati da Claudio De Pasqualis e da Francesco Crispino in collaborazione con Unica Radio. Nel corso dell’appuntamento sarà proiettato “L’Ulisse”, un documentario di dieci minuti realizzato da Marta Massa e Patrik Varsi sull’artista di Sant’Antioco Antonio Cauli, autore delle sculture che andranno in premio ai vincitori.
Alle 18.00, in prima visione per la Sardegna, è in programma la proiezione di “Margini” (Italia, 2022, 91′), il film di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti – co-sceneggiatore e attore protagonista, presente alla proiezione – che ha ricevuto il premio del pubblico alla Settimana Internazionale della Critica della settantanovesima Mostra del Cinema di Venezia. Il lungometraggio trasporta lo spettatore a Grosseto nel 2008: al centro del racconto tre giovani membri di un gruppo punk che, stanchi di suonare tra sagre e feste dell’Unità, hanno finalmente l’occasione di riscattarsi aprendo la data bolognese di una famosa band americana, i Defense. Il concerto viene però annullato, ma i tre non si danno per vinti: se non possono andare a Bologna a suonare con i Defense, allora saranno i Defense a venire a Grosseto. ll piano, però, si rivela più difficile del previsto: i paradossi della vita di provincia trasformano ogni dettaglio in un problema insormontabile, mettendo in discussione la riuscita dell’impresa ma soprattutto ciò a cui i tre tengono di più: la loro amicizia.
E proprio la musica è la protagonista assoluta dell’ultimo evento in programma: alle 21.30, nella sala del ristorante Da Achille presso l’albergo Moderno (in via Nazionale, 82), ritornano gli Intrecci musicali, l’appuntamento ormai consueto di Passaggi d’Autore che suggellerà anche questa edizione; diretto dal sassofonista e compositore (nonché direttore musicale del festival) Emanuele Contis, il progetto propone stavolta una collaborazione con la Francia: ad essere ospitata è, infatti, un’intera band transalpina, Levita, con la cantante di origine lituana Vita Levina, Arthur Links alla chitarra, il contrabbassista sardo (ma da anni a Parigi) Maurizio Congiu, e Bruno Marmey alla batteria, affiancati per l’occasione dallo stesso Emanuele Contis al sassofono ed alla cura degli arrangiamenti; un concerto che si annuncia come un viaggio immaginario tra i vicoli di Parigi, e per questo ricco di contaminazioni e generi diversi, tra jazz, manouche e musica popolare, spaziando dagli omaggi alle più belle chansons francaises di Georges Brassens, Henri Salvador ed Edith Piaf, al sound più nostalgico dei Noir Désir, passando per Mayra Andrade, Tété e tanti altri, non senza alcuni brani originali di Levita. Un concerto dal sound rotondo ed avvolgente, portato in scena da musicisti di livello internazionale.

 

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Prende il via martedì 5 dicembre, a Sant’Antioco, alle 17.30, la tredicesima edizione di Passaggi d’Autore: Intrecci Mediterranei, il festival del cortometraggio mediterraneo organizzato dall’associazione culturale Circolo del Cinema “Immagini”, diretta da Luciano Cauli con la programmazione culturale di Dolores Calabrò e la direzione artistica di Ado Hasanović. Una finestra inedita sui paesi che si affacciano sul Mare Nostrum per scoprire e conoscere la bellezza di quei luoghi, la vita e le emozioni di chi li abita, con una attenzione particolare anche alle produzioni di cortometraggi di autori sardi. E a inaugurare la prima serata del festival sarà proprio un omaggio alla Sardegna, terra di origine del regista sassarese (bolognese di adozione) con l’opera di Mario Piredda “A Casa mia”, Italia, 2016, 19’, David di Donatello 2017 per il Miglior Cortometraggio. Un tributo alla sua terra e alla lingua sarda che racconta temi di grande attualità quali lo spopolamento e la perdita di autenticità del territorio e delle sue tradizioni, la solitudine degli anziani e il disagio delle nuove generazioni. Primo corto della sezione Intrecci Mediterranei (inizio ore 18.00), cuore pulsante del festival che vede registi e registe provenienti da diverse aree del Mediterraneo con le loro opere pluripremiate nei più prestigiosi festival nazionali e internazionali. A convincere la giuria che assegna gli Oscar del cinema italiano, per la premiazione del film di Piredda, «il severo rigore nelle scelte di regia e sceneggiatura. Una storia non banale che racconta della ricerca di felicità e di un sentimento di speranza destinato ad alimentarsi nel tempo, nonostante le circostanze avverse. Quasi una metafora delle ambizioni del miglior cinema italiano». 

Subito dopo dalla Spagna “Tarde de pesca” di Hugo De La Riva, 2017, 7′; Kötu Kiz (“Vilaine Fille”), Ayce Kartal, Turchia-Francia, 2016, 8’ che ha guadagnato numerosi premi nei più importanti festival di animazione del mondo, quali il Festival du cinéma méditerranéen de Montpellier (CINEMED), Grand Prix du court-métrage, France (2017), St Louis International Film Festival come Best International Short Award, USA (2017), Paris International Animation Film Festival, Jury Award, France (2017); “Mirrors“, Marta Massa e Emanuele Massa, Italia, 2017, 15′; Khallina Hakka Khir (On est bien comme ça), Mehdi M. Barsaoui, Tunisia, 2015, 19’, premi: FESPACO (Burkina Faso – Africa) 2017: Poulain de Bronze, Terzo Miglior Cortometraggio; Dubai International Film Festival: Best Mhur Short (Miglior Cortometraggio Muhr), 2016; “Sub Terrae”, Nayra Sanza Fuentes, Spagna, 2017, 7′; “Mon amour, mon ami“, Adriano Valerio, Italia, 2017, 15’, applaudito alla 74ª Rassegna Cinematografica di Venezia; “U plavetnilo (Into the blue)”, Antoneta Kusijanovic, Croazia, 2017, 21’, tra i tanti premi: Croatian Audiovisual Center support e Berlinale Short Film Festival; “Deux égarés sont morts”, Tommaso Usberti, Francia-Italia, 2017, 27’, terzo premio a Cinéfondation, Festival di Cannes 2017. Saranno presenti in sala, a disposizione del pubblico per rispondere alle domande o alle curiosità sulla realizzazione del film, i registi: Mario Piredda (A Casa mia), Marta Massa e Emanuele Massa (“Mirrors”, in collegamento via skype), e Nayra Sanz Fuentes (Sub Terrae).

Per tutta la durata del festival sarà inoltre visitabile la mostra della fotografa cagliaritana Daniela Zedda. Un percorso espositivo insolito che si snoderà per le vie del centro, tra le facciate delle case e del palazzo comunale, restituendo una diversa chiave interpretativa dell’ambiente circostante. Un affascinante  viaggio tra i suoi scatti fotografici al di là del mare, risultato di un’alchimia complessa in cui giocano, come nel consueto stile dell’artista, curiosità, rispetto, capacità e introspezione e possibili affinità esistenziali. I sardi che hanno scelto di vivere lontano dall’isola, ritratti dall’obbiettivo di Daniela Zedda durante due anni di lavoro in molte città italiane ed europee, sono scrittori, musicisti, attori, registi, scienziati, medici, artisti, architetti, sacerdoti, carabinieri, imprenditori, cuochi, operai, storici dell’arte e giornalisti.

 

Riprese a Gubbio del Film “Mon amour mon ami” (titolo provvisorio) di Adriano Valerio