11 July, 2026
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Fra tradizione, storia d’Italia, mitologia e originalissime fiabe prosegue il “Festival Internazionale della Sostenibilità – Giardini Aperti”, organizzato da Abaco Teatro sotto la direzione artistica di Rosalba Piras e giunto alla sua XIX edizione. Una manifestazione dalle mille sfaccettature artistiche che trasforma parchi e luoghi storici in palcoscenici naturali per fondere l’arte con una visione evoluta dell’umanità, dove il rispetto per la Terra si intreccia alla bellezza delle differenze.

Il viaggio del Festival fa tappa a Siliqua il 16 e 17 luglio, nella splendida cornice verde del Parco Comunale, per un’intensa maratona di emozioni sotto le stelle. Si comincia giovedì 16 luglio alle ore 19,30 con “Fiabe Sarde”, una produzione firmata Abaco Teatro, scritta e diretta da Carla Orrù sul palco con Marta Proietti Orzella. In scena, la bizzarra signorina Nara Conta gira il mondo insieme a un simpaticissimo Ranocchio e a un libro magico ricco di storie e formule matematiche. Tra scenografie coloratissime, musiche, indovinelli e canti in lingua sarda, i piccoli spettatori vengono catapultati in un tempo lontano, interagendo direttamente con creature fantastiche dell’antica isola come Janas e Giganti, fino a un festoso finale collettivo.

La serata prosegue alle ore 22.00 con l’appuntamento firmato ASMED Balletto di Sardegna “Perseo e Medusa”, ideazione e regia di Senio G.B. Dattena, coreografia di Cristina Locci. In scena lo stesso Senio G.B. Dattena insieme a Luca Mameli, Luana Maoddi e Martina Spiga. L’affascinante produzione, dal forte impatto visivo, unisce la fisicità della danza contemporanea alla parola teatrale per rileggere uno dei miti greci più avventurosi, strutturato come una fiaba classica tra eroi, mostri marini e interventi divini. Sul palco i corpi dei danzatori si fanno sculture in movimento per incarnare le paure ancestrali, veicolando un profondo messaggio pedagogico sul valore del coraggio, della giustizia e dell’amore.

Infine, gli appuntamenti a Siliqua si concludono venerdì 17 luglio con due spettacoli per grandi e piccini. Spazio al pubblico più giovane alle ore 19,30 con Il Crogiuolo che porta in scena “La Principessa Ribelle e altre storie di ribellione”, testo di Marta Gessa e Nicolò Del Piano interpretato dalla stessa Marta Gessa. L’opera, dinamica e pungente, segue le vicende di una bambina appassionata di lettura che rifiuta i vecchi cliché delle principesse indifese per rivendicare il diritto all’indipendenza, desiderando trasformarsi in una vera e propria “principessa azzurra” cacciatrice di draghi, stimolando così le nuove generazioni a superare i condizionamenti e gli stereotipi di genere. A chiudere la tappa di Siliqua, alle ore 22.00 “Ottavio Bottecchia – Vite in volata” un’opera di Abaco Teatro interpretata da Tiziano Polese, autore anche di una profonda ricerca storica sul personaggio, con la partecipazione e la regia di Rosalba Piras, voce fuori campo di Antonio Luciano.

 

Con i canti antichi dell’apprezzato repertorio del Tenore Murales di Orgosolo che hanno risuonato in piazza Pilar, preludio della celebrazioni religiose della domenica di Pasqua, si è concluso il ricco programma di eventi organizzati dal Comune di Villamassargia con il finanziamento della Regione Sardegna.
«Con la collaborazione avviata con l’autore e regista Gianluca Medas, che ringraziamoha dichiarato la sindaca di Villamassargia Debora Porràabbiamo realizzato momenti artistici e culturali di qualità che hanno accompagnato i fedeli per tutta la Settimana Santa.»
Dopo la pièce teatrale Passio Christi a s’Ortu Mannu, il pubblico si è spostato negli spazi di casa Fenu che ha ospitato altre scene create dalla penna ispirata di Gianluca Medas per offrire suggestioni e riflessioni su quello che accadde in Palestina in un tempo che a tratti non sembra troppo lontano. Il dialogo delle donne, alle prese con le attività quotidiane, interpretate da alcune signore massargesi e dall’attrice Simonetta Piras nel ruolo della Madonna, ha inteso condividere il pensiero rivoluzionario di Gesù che capovolse il mondo col monito «Chi serve è più grande di chi è servito».
Nel giorno della deposizione del Cristo dalla croce, il lungo e raffinato monologo di Gianluca Medas sulla scena della crocifissione ha diffuso un messaggio di speranza e fede per cui la morte non è un confine, ma un ponte; un varco di luce irradiato anche nella notte del sabato Santo, prima della veglia nella parrocchia della Madonna della Neve, dalla superba bravura di Marta Proietti Orzella che, dismessi i panni di Satana nel “Tradimento di Cristo nell’orto degli ulivi”, ha interpretato con versatilità a casa Fenu “Il pianto di Maria”. Accompagnata dalla chitarra e dai suoni live di Nicola Agus che hanno creato un’atmosfera straziante e commuovente, la Madonna incarna il volto di tutte le madri del mondo che hanno perso il proprio figlio in guerra e prova a non piangere per infondere loro la forza.
Al centro della scena una donna addolorata e al contempo generatrice di perdono che ripercorre le ultime ore della vita del figlio non compreso dai più. Un messaggio sempre attuale che inverte le logiche terrene ed è rivolto all’umanità intera ancora in ricerca: «Vi amo nella vostra fame di senso e di luce», conclude Maria prima di allontanarsi silenziosa e ieratica, avvolta da uno scialle nero che non ne offusca la fede.
«Siamo molto soddisfatti della riuscita del programma che ha visto un coinvolgimento positivo da parte della comunità ed è nostra intenzione, sulla base delle possibilità finanziarie future, rinnovare questa proposta anche l’anno prossimo», ha aggiunto la sindaca Debora Porrà.

Intrattenimento per tutti a cominciare da giovedì 25 luglio alle ore 19.00 con “CARTONI ANIMALI” di e con Alvalenti prodotto da Abaco Teatro. Spazio quindi ai più piccoli con uno spettacolo/laboratorio in cui l’artista, tra musica e colpi di scena, svelerà ai bambini i sorprendenti trucchi per disegnare vignette buffe e umoristiche, animandole al tempo stesso. Un momento di grande coinvolgimento in cui i giovani saranno condotti in un magico mondo nel quale parole, segni ed emozioni si trasformano in disegni e improvvisazioni. “CARTONI ANIMALI” coniuga la valenza artistica a quella istruttiva, educando a guardare la realtà con occhi diversi, liberi da condizionamenti, per riuscire a scoprire quello che gli altri non vedono.

Alle ore 21,30 ancora Abaco Teatro in scena con la replica de “IL GIARDINO DI EVA MAMELI CALVINO”, testo, regia e interpretazione di Valentina Sulas e Andrea Mameli, fonti biografiche della professoressa Maria Cristina Secci dell’Università di Cagliari. Un originale omaggio a una figura femminile, forte e volitiva. Una pioniera nell’ambito della scienza che è stata la prima donna a conseguire la libera docenza in una università italiana in Botanica, nel 1915, e la prima donna a dirigere (dal 1926 al 1929) l’Orto Botanico di Cagliari.

Il Festival prosegue venerdì 26 luglio, alle ore 19.00, con “LA VECCHIA MACCHINA” messo in scena da Le Compagnie del Cocomero, allestimento e regia Rahul Bernardelli, con Rahul Bernardelli, Selene Manca, Giulia Sarzi, Monica Pistidda, Enrico Picchiri. Uno spettacolo per bambini con musica, testi, canzoni e pupazzi per comunicare ai più piccoli il vero valore delle cose e degli oggetti che ci circondano, non solo per il loro uso immediato e contingente, ma anche per quello sentimentale e rappresentativo. Riscoprire dunque la “costruzione” di un gioco o di un giocattolo, contestualizzarla nell’ambito delle emozioni per arginare l’ormai diffuso “usa e getta” che toglie anima e valore a qualsiasi cosa.

La serata si conclude alle ore 21,30 con Abaco Teatro e la replica di “LE TOPASTRE” liberamente ispirato ai testi di Sergio Atzeni e Stefano Benni,  drammaturgia e regia di Marta Proietti Orzella con Marta Proietti Orzella, Carla Orrù e con la partecipazione di Antonio Luciano. Tre atti unici irresistibili e mordenti, animati da donne ironiche, vivaci, piene di umorismo ma anche ben determinate a non farsi mettere i piedi addosso da nessun uomo.

   

Carloforte sarà la prima tappa della VII Rassegna Itinerari letterari e storici dell’Identità sarda con una serata culturale e musicale dedicata alle donne del periodo Giudicale per promuovere e valorizzare l’identità della nostra Isola attraverso un itinerario storico-culturale raccontato da esperti medievalisti dell’Università degli studi di Cagliari. La prof.ssa Olivetta Schena e il prof. Andrea Pala, docenti del Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali, e Antonello Figus, presidente della Fondazione Sardegna Isola del Romanico, ci guideranno alla scoperta di questo straordinario periodo Storico.
La manifestazione organizzata da Maristella Casula, presidente dell’Associazione culturale La Casa Rosa sarà presentata da Alessandra Addari giornalista di Giulia Giornaliste Sardegna, che nel salotto storico-culturale darà voce con gli ospiti e gli artisti alla rievocazione di personaggi femminili del periodo Medievale: saranno presentate le Regine-Giudicesse che hanno avuto un ruolo significativo nel quadro storico-politico tra il IX e il XV secolo: Elena di Gallura del Giudicato Di Gallura, Adelasia di Torres ultima regina del Giudicato di Torres, Eleonora d’Arborea del Giudicato d’Arborea, Benedetta di Cagliari del Giudicato di Cagliari e personaggi minori.
La rassegna, patrocinata dal comune di Carloforte, con la collaborazione della Pro Loco, dell’associazione Saphyrina e dell’associazione Botti di Shcoggiu, della Coop. Casa del Proletariato di Carloforte e del Comitato Quartiere Castello di Iglesias, si realizza grazie al contributo dell’assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, e vanta tra i propri partners, già dalla precedente edizione: La Fondazione Isola del Romanico, l’APS Itinera Romanica, l’Università degli Studi di Cagliari e Giulia Giornaliste.
La manifestazione partirà alle ore 17.00, con il corteo medievale dalla calata Mamma Mahon sino a Piazza Pegli per concludersi al Teatro Cavallera dove alle 18.00 inizierà la serata culturale e musicale, interverranno per i saluti istituzionali il sindaco Stefano Rombi e la vice sindaca Elisabetta Di Bernardo. Tra gli ospiti della serata: la Vox Modulata Ensemble con la partecipazione del soprano Chiara Loi, di Maria Ganga, di Mario Tardini, di Davide Mura e di Raimondo Belfiori che si esibiranno con brani dal X al XV secolo, con loro la voce recitante di Susanna Mannelli dell’associazione Botti du Schoggiu e Marta Proietti Orzella che si esibiranno con la lettura di brani tratti dai libri: Donne protagoniste del Medioevo curato dalla prof.ssa Rossana Martorelli commissionato dalla Aps Itinera Romanica – edizione Carlo Delfino, Eleonora D’Arborea di Camillo Bellieni, Carta de logu, e Vita di Eleonora D’Arborea di Bianca Pitzorno.
Alle 20.00 è prevista nel teatro anche l’inaugurazione di un’esposizione delle eccellenze dell’artigianato artistico e agroalimentare locale, con la presentazione guidata delle tipicità del territorio.

E’ tutto pronto per gli ultimi tre appuntamenti del 2022 della VI Rassegna “Itinerari Letterari e Storici dell’Identità Sarda”, organizzati da Maristella Casula, ideatrice del progetto e Presidente dell’Associazione Culturale la Casa Rosa, in collaborazione con i Comuni di Sanluri, Iglesias e Oristano.
Il programma di fine anno prevede l’apertura del sipario il 27 dicembre nel Teatro Comunale di Sanluri, il 29 al Teatro Electra di Iglesias ed il 30 nel Centro Culturale ex Hospitalis Sancti Antoni di Oristano, con inizio alle 18.30.
La Rassegna dedicata alle Donne protagoniste del Medioevo Sardo, ha la finalità di promuovere e valorizzare l’identità della Sardegna attraverso un itinerario storico-culturale che racconta le dominazioni nel Medioevo, per porre in evidenza come i rapporti con le famiglie Aragonesi, Pisane e Genovesi hanno condizionato il contesto politico e l’identità della nostra Isola.

Attraverso la rievocazione di personaggi femminili del periodo Medievale, saranno presentate le Regine-Giudicesse che hanno avuto un ruolo significativo nel quadro storico-politico tra il IX e il XV secolo: Elena di Gallura del Giudicato di Gallura, Adelasia di Torres ultima regina del Giudicato di Torres, Eleonora d’Arborea del Giudicato d’Arborea, Benedetta di Cagliari del Giudicato di Cagliari e personaggi minori.
La Rassegna, patrocinata dal Consiglio Regionale della Sardegna, dalla CRPO Commissione Regionale per le Pari Opportunità, dai Comuni di Sanluri, Iglesias e Oristano, dall’Università degli studi di Cagliari Unica, da Giulia Giornaliste Sardegna, realizzata grazie al contributo dell’Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna, vanta tra i propri partners: La Fondazione Isola del Romanico, l’APS Itinera Romanica, Carlo Delfino Editore, le Pro Loco dei territori coinvolti, la Fidapa BPW Italy con le Sezioni del Distretto Sardegna di Sestu, Iglesias e Oristano e Giulia Giornaliste.


La Rassegna si distingue per i contenuti storico culturali, artistici e musicali volti ad un intrattenimento dell’ampio pubblico, che prevedono recitazioni, esibizioni corali e interviste sul tema trattato.
Tra gli ospiti del salotto storico culturale moderati da Simona Scioni e Alessandra Menesini di Giulia Giornaliste, Antonello Figus Presidente della APS Itinera Romanica Amici del Romanico, Michela Floris Prof. Associata Unica, Roberto Ibba Storico, Daniela Aretino e Celestina Sanna dell’Archivio Storico di Iglesias, Le socie delle Sezioni Fidapa BPW Italy di Iglesias, Sestu e Oristano, l’Associazione Argonautilus di Iglesias, Piergiorgio Spanu Prof. Ordinario di Archeologia Cristiana e Medievale dell’Università degli studi di Sassari Uniss, l’avv. Maria Rosaria Manconi Presidente della Camera penale di Oristano e Pupa Tarantini Presidente della Fidapa BPW Italy della Sezione di Oristano.
Durante gli eventi introdurrà la serata Maristella Casula, interverranno per i saluti istituzionali a Sanluri il Sindaco Alberto Urpi e l’Assessora alla Cultura Antonella Pilloni, a Iglesias l’Assessora alle Politiche Sociali e Giovanili Angela Scarpa, a Oristano il Sindaco Massimiliano Sanna e il Vicesindaco con delega alla Cultura, Istituzioni, Turismo e Pubblica Istruzione Luca Faedda, a tutti gli eventi parteciperà l’Assessorato Regionale al Turismo, Artigianato e Commercio.

Durante gli spettacoli si potrà assistere anche al concerto vocale della LUX Vocal Ensamble con la partecipazione del Soprano Chiara Loi che si esibiranno con brani dal X al XV secolo, con loro la voce recitante di Marta Proietti Orzella che leggerà brani tratti dai libri: Donne protagoniste del Medioevo curato dalla Prof.ssa Rossana Martorelli, Eleonora D’Arborea di Camillo Bellieni, Carta de logu, e Vita di Eleonora D’Arborea di Bianca Pitzorno.
Alle 20.30 è prevista oltre all’esposizione delle eccellenze dell’artigianato artistico e agroalimentare locale, una degustazione delle tipicità del territorio riservata al pubblico presente agli eventi.

La Rassegna è finanziata dall’Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna: Legge Regionale 21 aprile 1955 n. 7 “Provvedimenti per manifestazioni, propaganda e opere turistiche”, Art. 1, comma 1 lett. c). D.G.R.: n. 20/53 del 30/06/2022 – Annualità: 2022 / 2023 / 2024. organizzazione di manifestazioni pubbliche di grande interesse. “CARTELLONE REGIONALE DELLE MANIFESTAZIONI DELLO SPETTACOLO E DELLA CULTURA”.

Doppio appuntamento con “Paese d’ombre”, l’adattamento teatrale dell’omonimo romanzo di Giuseppe Dessì (vincitore del Premio Strega nel 1972) prodott0 dalla compagnia Figli d’Arte Medas in collaborazione con la Fondazione Dessì. Dopo aver debuttato lo scorso 18 settembre a Villacidro nell’ambito del trentasettesimo premio letterario intitolato a Giuseppe Dessì, lo spettacolo andrà in scena questo mercoledì (2 novembre) alle 20.30 al teatro Fratelli Medas di Guasila e l’indomani – giovedì 3 – alle 21.00 – a Cagliari, nella sala M2 del Teatro Massimo, ad inaugurare la rassegna Shanà Aleph.
Gianluca Medas firma la drammaturgia e la regia; Marta Proietti Orzella, Alessio Arippa, Valentino Pili, Sofia Quagliano ed Alessandro Redegoso sono gli attori in scena con le musiche dal vivo di Nicola Agus, i disegni in movimento di Fabio Coronas ed i costumi di Marco Nateri.
Lo spettacolo ricostruisce le varie fasi della vita di Angelo Uras, il protagonista del romanzo di Giuseppe Dessì, fino alla sua morte: testimone del passaggio drammatico della modernità nella vita della gente sarda, al contrario dei suoi contemporanei si pone davanti al mondo che cambia con un’attitudine aperta.

«La drammaturgia dello spettacolo scrive nelle sue note di regia Gianluca Medasci propone una favola epica interpretata da cinque attori che sulla scena con canti e cambi di intensità, accompagnati dai bellissimi disegni animati di Fabio Coronas, proiettati sul fondale scenico, trasformeranno in un volo d’ali denso di poesia la vicenda umana di Angelo Uras, creando uno spettacolo a tratti commovente che racconta la vita.»

 

Sul palco di Casa Dessì, a Villacidro, domenica 18 settembre è arrivata una folata di dinamicità, colore e movimento, con “Paese d’ombre”, la cui drammaturgia e regia sono state curate da Gianluca Medas. Inserito nel vasto ventaglio della 37ª edizione Premio Letterario Giuseppe Dessi, lo spettacolo si presenta legato alle radici dell’indimenticabile e storico drammaturgo ma proiettato nel presente. Le discussioni dei ragazzi, la loro energia e voglia di credere in quel che fanno manda un messaggio positivo sulla realizzazione dei desideri.

Su musiche dal vivo di Nicola Agus, gli artisti Marta Proietti Orzella, Alessio Arippa, Valentino Pili, Sofia Quagliano ed Alessandro Redegoso hanno dialogato sprigionando energia pura, la stessa ritrovata nei disegni in movimento di Fabio Coronas. Alle luci la maestria di Andrea Piras che ha saputo donare a quel luogo la giusta dimensione da favola.

Il 3 novembre replica al Teatro Massimo nell’ambito del cartellone Cedac, non resta che aspettare per poter riassaporare una serata come quella appena trascorsa.

Nadia Pische

Ai blocchi di partenza, a Villacidro, il 37° Premio “Giuseppe Dessì”: domenica 18 settembre si dà il via alla settimana culturale a cornice del concorso letterario promosso dalla Fondazione Giuseppe Dessì e dal Comune di Villacidro con il patrocinio del Consiglio regionale della Sardegna, dell’assessorato regionale della Pubblica Istruzione, della Fondazione di Sardegna, del ministero della Cultura e del GAL Linas Campidano. Fino a domenica 25 settembre sono in programma nella cittadina del Sud Sardegna otto giornate dense di presentazioni editoriali, incontri con gli autori, spettacoli, concerti e appuntamenti dedicati alle scuole.

Tra gli ospiti Marco Tarquinio, l’attore Paolo Calabresi, la giornalista Carola Carulli, lo storico direttore di Radio 3 Marino Sinibaldi, Ermal Meta con il suo romanzo d’esordio, gli attori Marco Paolini e Debora Villa, la cantautrice Grazia Di Michele. La serata di sabato 24 settembre è il momento più atteso del premio letterario e del suo programma culturale, con la cerimonia di proclamazione e premiazione dei vincitori delle due sezioni, Narrativa e Poesia, in cui si articola il concorso letterario. Tre i finalisti di ciascuna sezione, selezionati dalla giuria presieduta dall’italianista Anna Dolfi. In lizza per la Narrativa sono Paolo Colagrande con “Salvarsi a vanvera” (Einaudi), Raffaele Nigro con “Il cuoco dell’imperatore” (La Nave di Teseo) e Fabio Stassi con “Mastro Geppetto” (Sellerio); per la sezione Poesia la gara sarà invece tra Silvia Bre con “Le campane” (Einaudi), Valerio Magrelli con “Exfanzia” (Einaudi) e Mary B. Tolusso con “Apolide” (Mondadori). Nel corso della serata saranno anche consegnati i premi speciali a tre personalità che hanno inciso in modo particolare sulla vita culturale del Paese: la drammaturga e regista Emma Dante, Premio Speciale della Giuria, il giornalista e scrittore Matteo Collura e l’attore e regista Michele Placido, insigniti del Premio Speciale della Fondazione di Sardegna.

Il taglio del nastro della settimana culturale è domenica 18 settembre, alle 18.00, al Mulino Cadoni, con Paolo Calabresi. L’attore romano, conduttore televisivo e radiofonico e regista (è, tra l’altro, una de Le Iene dell’omonimo programma televisivo di Italia 1) presenta, in conversazione con Manuela Arca, “Tutti gli uomini che non sono” (Salani): tra finzione e realtà, il romanzo racconta le portentose capacità nascoste che tutti possiamo tirar fuori quando crediamo di non aver più nulla da perdere.

Alle 19.00, si parlerà invece di politica nazionale e internazionale con Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire, in un’intervista a tutto tondo con il collega sardo Nicola Scano.

La serata si conclude a Casa Dessì dove va in scena, alle 21.30, “Paese d’ombre”, adattamento teatrale dell’omonimo romanzo di Giuseppe Dessì (vincitore del Premio Strega nel 1972), con drammaturgia e regia di Gianluca Medas. Sul palcoscenico Marta Proietti Orzella, Alessio Arippa, Valentino Pili, Sofia Quagliano, Alessandro Redegoso. Le musiche sono di Nicola Agus, i disegni in movimento di Fabio Coronas ed il disegno luci di Andrea Piras. Lo spettacolo si propone di ricostruire le varie fasi della vita di Angelo Uras – protagonista del libro di Dessì – fino alla sua morte. Testimone del passaggio drammatico della modernità nella vita della gente sarda, al contrario dei suoi contemporanei si pone davanti al mondo che cambia con un’attitudine aperta.

«La drammaturgia dello spettacolo scrive nelle sue note di regia Gianluca Medasci propone una favola epica interpretata da cinque attori che sulla scena con canti e cambi di intensità, accompagnati dai bellissimi disegni animati di Fabio Coronas, proiettati sul fondale scenico, trasformeranno in un volo d’ali denso di poesia la vicenda umana di Angelo Uras, creando uno spettacolo a tratti commovente che racconta la vita.»

Nuovi appuntamenti per il Capoterra Teatro Festival, evento estivo dedicato allo spettacolo dal vivo organizzato dalla compagnia Anfiteatro Sud con la direzione artistica di Susanna Mameli e giunto quest’anno alla sua decima edizione. 
Il festival, che sarà ospitato nel centralissimo Anfiteatro del Parco Urbano, in via Palermo 1 a Capoterra, vedrà in scena le compagnie isolane Circo Maccus, Akroama, Origamundi Teatro, Effimero Meraviglioso, Anfiteatro Sud, Teatro del Segno e i bolognesi Teatro delle Temperie per otto appuntamenti, tra 24 luglio e 13 agosto, all’insegna dell’ironia, della commedia musicale, della retrospettiva culturale, della prosa contemporanea. 
Il programma. Il Capoterra Teatro Festival prenderà il via domenica 24 luglio con il Circo Maccus e “Madame Brulée”, ovvero le quotidiane acrobazie del vivere viste attraverso la lente del circo e del gioco. Lo spettacolo racconta le vicissitudini di una donna comunemente straordinaria: Madame Brulée, governante/diva della Caravan Perdù Maison, in costante tensione tra il peso della realtà e la leggerezza dei sogni; tra cadute vertiginose e voli inebrianti. Lo spettacolo è scritto e interpretato da Virginia Viviano. 
Simeone Latini sarà protagonista de “Il deserto dei tartari” prodotto da Akroama per la regia di Lelio Lecis nel secondo appuntamento venerdì 29 luglio. Tratto dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati, racconta la storia di Giovanni Drogo, giovane ufficiale costretto a lasciare il suo paese per presidiare Fortezza Bastiani, luogo che un tempo ospitò gloriosi combattimenti e ora spazio desolato dove il tempo scorre immobile. L’opera parla di solitudine e paura, ed è un drammatico affresco del senso di impotenza e disillusione di quegli anni. 
Venerdì 5 agosto in scena la compagnia Origamundi con “Chi ti credi di essere?” di e con Marta Proietti Orzella. E’ un one woman show dove l’attrice, con la complicità della cantante Stefania Secci Rosa e del musicista Fabrizio Lai, interpreta diversi personaggi un po’ sopra le righe e alle prese con la propria identità. Spettacolo ironico e dissacrante su pregiudizi, etichette e luoghi comuni.
Il giorno dopo, sabato 6 agosto, spazio a “Volevo vedere il cielo” scritto da Massimo Carlotto e diretto da Maria Assunta Calvisi per una produzione de L’Effimero Meraviglioso: in scena Miana Merisi e Michela Cidu. Una donna, di cui non si conosce neanche il nome. E una figlia, “la ragazzina” che cerca in tutti i modi di sfuggire dalle grinfie della madre che la vorrebbe velina o concorrente del Grande Fratello, anche battona purché non come lei, frustrata e infelice. Un’infelicità annegata nel vermouth, offerte speciali e sogni consumati nel cesso. 
“S’accabadora” di Anfiteatro Sud, scritto e diretto da Susanna Mameli, sarà protagonista del quinto appuntamento domenica 7 agosto. Siamo nella tana de s’accabadora, la sua serva, mentre sistema e rassetta la stanza, racconta i fatti della padrona; attraverso il filtro dei pettegolezzi e dell’amore-odio della serva verso la sua padrona, ecco levarsi l’immagine castigata di Antonia, ora come levadora, ora come incantadora e infine accabadora. Levatrice, donna delle medicine, donna che pone fine alle sofferenze dei moribondi, ma anche figura crepuscolare solitaria, sfuggente e schiva. Lo spettacolo, interpretato da Marta Proietti Orzella ed Elisa Pistis e accompagnato dalle musiche di Paolo Fresu, ha vinto il premio alla drammaturgia al Roma Fringe Festival 2020 e al Premio Nazionale Lauretta Masiero. 
Martedì 9 agosto “Baroni in laguna”, spettacolo di Teatro del Segno di e con Stefano Ledda con le musiche di Andrea Congia e Juri Deidda, racconta un’Isola fuori dal tempo tra paesaggi arcaici e avanzi di Feudalesimo; in una sapiente alternanza tra fatti di cronaca, testimonianze e immagini d’epoca viene raccontata la rivolta dei pescatori del paese del Campidano di Oristano sulle rive dello stagno conosciuto come Mari Pontis contro l’anacronistico sistema di potere che sanciva come immutabile un diritto di proprietà ormai superato dalla Storia e dalle leggi. 
Il giorno dopo, mercoledì 10 agosto, ancora Anfiteatro Sud per “Chi dice donna dice Dante” scritto da Francesco Civile, diretto e interpretato da Francesco Civile e Daniel Dwerryhouse: in scena un Dante contemporaneo che si è perso di nuovo e che ha ancora bisogno del suo Virgilio per ritrovarsi, raccontato dal punto di vista di chi ha dato al poeta la possibilità di diventare “sommo”, la donna. Non solo Beatrice, ma molte e curiose figure femminili accompagneranno Dante attraverso un viaggio grottesco ed esilarante.
Chiuderà il Capoterra Teatro Festival la compagnia bolognese Teatro delle Temperie con “Circo capovolto”, di e con Andrea Lupo per la regia di Andrea Paolucci: in scena la storia di Branko Hrabal, che in fuga dall’Ungheria si rifugia in un campo rom in Italia; porta con sé dieci scatoloni, ereditati da suo nonno, contenenti quel che rimane del famoso circo di famiglia, che interruppe la sua attività quando i nazisti sterminarono tutti gli artisti. Liberamente tratto dal romanzo di Milena Magnani, lo spettacolo è stato premiato al Roma Fringe Festival 2017, al Palio Ermo Colle 2020 e al Premio Mauro Rostagno. 
 

Ultima giornata di appuntamenti, domani 5 settembre a Fluminimaggiore, per “Terra!” la 19ª edizione de “L’isola del teatro & l’isola raccontata”, organizzata dal Teatro del Sale. A chiudere la rassegna sarà proprio una produzione originale del Teatro del Sale, “La distanza della Luna”, con protagonisti Marta Proietti Orzella e Stefano Guzzetti. 

Lo spettacolo andrà in scena alle ore 21.30 all’Anfiteatro Parco Riola. Si tratta di una rappresentazione teatrale ispirata a “Le Cosmicomiche” di Italo Calvino. Le letture saranno a cura di Marta Proietti Orzella e le musiche dal vivo saranno eseguite da Stefano Guzzetti. Il protagonista de “La distanza della Luna” si chiama Qfwfq. Altro non si sa, non è nemmeno detto che sia un uomo. La trama è semplice: la Luna è vicina alla Terra, «L’avevamo sempre addosso, la Luna, smisurata», così vicina che «quando era plenilunio quasi si bagnava nel mare, perché anche le maree erano particolarmente alte, non quelle poche decine di centimetri a cui siamo abituati oggi». E se Terra e Luna si sfiorano, che cosa c’è di più naturale per il protagonista, il suo cugino sordo, il capitano e sua moglie, se non prendere una scaletta, andar sotto la Luna con una barca e, proprio quando il satellite è alla massima vicinanza, salirvi agilmente sopra?

Domani si concludono anche i laboratori che hanno animato e impreziosito la XIX edizione del Festival. Alle 18.00, al Parco Riola Sardo, il Teatro Botanico allestirà “Crescere consapevole – TetrArt”, laboratorio di riciclo con il tetrapak. A corredo delle iniziative, per la prima volta e primo seme della edizione numero 20 prevista per l’estate 2022, in questi giorni ha preso vita anche la residenza di ricerca e produzione artistica “Tutti su per terra!”, di Davide Volponi.