1 November, 2026
HomePosts Tagged "Mauro Usai."

Conoscere il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, intervenire nei corsi d’acqua e prevenire l’inquinamento delle coste e del mare. Sono questi gli obiettivi del progetto “Tutti i fiumi portano al mare”, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa ospitata nella sede della Provincia del Sulcis Iglesiente, a Carbonia.
All’incontro sono intervenuti Gianluigi Loru, vicepresidente della Provincia e consigliere delegato all’Ambiente, e la dottoressa Simona Spanu, consulente del presidente Mauro Usai, che ha illustrato gli aspetti scientifici, le modalità operative e le finalità dell’iniziativa.
Il progetto, promosso e finanziato dall’Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna nell’ambito del Programma sperimentale triennale finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, punta a realizzare un’attività di monitoraggio, raccolta e classificazione dei rifiuti presenti lungo alcuni corsi d’acqua del Sulcis Iglesiente.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che una parte importante dell’inquinamento marino ha origine sulla terraferma. I rifiuti abbandonati nelle campagne, lungo le strade e in prossimità dei corsi d’acqua, infatti, possono essere trasportati dalle piogge e dalle correnti fino alle coste, contribuendo al degrado degli ecosistemi fluviali e marini.
«La presenza di rifiuti nei nostri corsi d’acqua non è soltanto una questione di decoro, ma un problema ambientale che riguarda direttamente la qualità del territorio in cui viviamo – ha dichiarato il vicepresidente Gianluigi Loru -. Con questo progetto vogliamo intervenire prima che il danno arrivi al mare, affiancando alla raccolta dei rifiuti un’attività di conoscenza e prevenzione. Il Sulcis Iglesiente possiede un patrimonio ambientale straordinario che abbiamo il dovere di proteggere. Non si tratta di organizzare semplici giornate di pulizia, ma di promuovere una maggiore responsabilità collettiva e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, cittadini e realtà del territorio. La tutela del mare comincia dalla terra e dai comportamenti quotidiani di ciascuno di noi.»

Gli interventi nei corsi d’acqua del Sulcis Iglesiente

Le attività interesseranno diversi corsi d’acqua individuati dall’Autorità di Bacino, con interventi programmati nel territorio provinciale a partire dai primi giorni di novembre.

Il calendario operativo prevede:
– 3 novembre: Rio Palmas, nel territorio di San Giovanni Suergiu;
– 4 novembre: Riu Mannu, nel territorio di Fluminimaggiore;
– 7 novembre: Rio Su Spurgu e Rio S’Arriali, nel territorio di Iglesias;
– 8 novembre: Riu Cixerri, nel territorio di Villamassargia.
Le aree di intervento sono state individuate attraverso sopralluoghi e valutazioni che hanno tenuto conto della presenza di rifiuti, dell’accessibilità dei luoghi e delle condizioni di sicurezza per gli operatori.
Il progetto non si limiterà alla rimozione dei materiali abbandonati. Nei tratti selezionati, della lunghezza di 100 metri, i rifiuti saranno raccolti, contati, catalogati per tipologia, pesati per categoria e avviati alla raccolta differenziata.
Le informazioni ottenute contribuiranno a costruire un quadro conoscitivo del fenomeno, utile a comprendere quali rifiuti siano maggiormente presenti, dove tendano ad accumularsi e quali possano essere le principali fonti di provenienza.

Dalla raccolta dei rifiuti alla conoscenza scientifica

Nel corso della conferenza stampa, la dottoressa Simona Spanu ha approfondito il rapporto tra l’inquinamento dei corsi d’acqua e quello marino, richiamando i risultati delle attività di monitoraggio condotte a livello nazionale e l’importanza di disporre di dati scientifici confrontabili.
Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di superare una logica esclusivamente emergenziale, passando dalla semplice rimozione dei rifiuti alla comprensione delle dinamiche che ne determinano l’accumulo e il trasferimento verso il mare.
«Raccogliere i rifiuti significa eliminare una criticità immediata, ma conoscerne quantità, composizione e distribuzione ci permette di comprendere meglio il fenomeno e di individuare possibili strategie di prevenzione – ha spiegato la dottoressa Simona Spanu -. Il valore di questo progetto risiede proprio nell’unione tra intervento concreto e analisi scientifica. Ogni oggetto raccolto e classificato diventa un dato utile per valutare la pressione dei rifiuti sui nostri ecosistemi. Le informazioni raccolte potranno contribuire ai sistemi di conoscenza ambientale su scala regionale, nazionale ed europea. L’obiettivo non è soltanto avere corsi d’acqua più puliti, ma costruire una maggiore consapevolezza sulle cause dell’inquinamento e sull’importanza di prevenirlo.»

La collaborazione con i territori e i centri di educazione ambientale

Un ruolo importante sarà svolto dalla collaborazione con i Comuni interessati e con i Centri di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità (CEAS) del territorio, coinvolti nelle attività previste dal progetto.
La partecipazione delle realtà locali consentirà di affiancare agli interventi sul campo un’azione di sensibilizzazione, promuovendo una maggiore attenzione verso i corsi d’acqua e il loro ruolo nella salvaguardia dell’ambiente marino.
L’iniziativa si propone infatti di trasformare un’attività di monitoraggio e raccolta in un’occasione di educazione ambientale e cittadinanza attiva, rafforzando il legame tra la tutela del territorio e la responsabilità delle comunità.
Conoscere, intervenire e prevenire sono le tre parole chiave di un progetto che intende affrontare il problema dell’abbandono dei rifiuti partendo dai luoghi in cui si manifesta, prima che le conseguenze raggiungano il mare.
Un percorso che conferma l’attenzione della Provincia del Sulcis Iglesiente verso la salvaguardia del patrimonio naturale e la promozione di iniziative concrete per la sostenibilità ambientale.

Un’aula a cielo aperto, tra le onde e il vento, per trasformare le conoscenze acquisite sui banchi di scuola in esperienze concrete di navigazione.
Ha preso il via ieri, 28 ottobre, a Carloforte, il percorso di alternanza scuola-lavoro che vede protagonisti gli studenti dell’Istituto Tecnico Trasporti e Logistica “Cristoforo Colombo”, lo storico Istituto Nautico cittadino, impegnati in attività formative a bordo di una prestigiosa imbarcazione a vela Beneteau, di grande valore, acquistata dalla Provincia del Sulcis Iglesiente.
Un investimento importante che testimonia la volontà dell’ente provinciale di puntare sulla qualità della formazione, mettendo a disposizione degli studenti uno strumento di elevato livello per avvicinarsi concretamente al mondo della navigazione e alle professioni del settore marittimo.
L’imbarcazione rappresenta una risorsa didattica di particolare valore, capace di offrire ai ragazzi la possibilità di confrontarsi direttamente con le attività di bordo, approfondire le conoscenze tecniche e sviluppare competenze fondamentali per il loro futuro professionale.
L’iniziativa assume un significato ancora più importante in un territorio come quello del Sulcis Iglesiente, dove il mare rappresenta una componente essenziale dell’identità, della storia e delle prospettive di sviluppo economico e occupazionale.
«L’acquisto di questa imbarcazione rappresenta una scelta precisa: investire concretamente sui nostri giovani e sulla qualità della loro formazione – dichiara il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai -. Non vogliamo limitarci a parlare di opportunità, ma creare le condizioni affinché i nostri studenti possano vivere esperienze formative di alto livello, utilizzando strumenti adeguati alle esigenze del mondo del lavoro. Mettere a disposizione dell’Istituto Nautico di Carloforte una barca a vela di grande valore significa riconoscere l’importanza di questa scuola e della sua tradizione, ma soprattutto credere nelle potenzialità dei ragazzi. Il mare è una delle grandi risorse del nostro territorio e dobbiamo fare in modo che diventi sempre più una concreta occasione di crescita, professionalità e occupazione,»
Soddisfazione viene espressa anche dalla consigliera provinciale delegata Daniela Massa, che evidenzia il valore educativo e sociale dell’iniziativa.
«Vedere questi ragazzi salire a bordo e iniziare un percorso di formazione direttamente in mare è la dimostrazione più bella di quanto sia importante investire nella scuola – sottolinea Daniela Massa -. Questa imbarcazione non è soltanto un bene di grande valore economico, ma soprattutto uno strumento prezioso di crescita e di apprendimento. A bordo i ragazzi imparano a lavorare insieme, ad assumersi responsabilità, a rispettare le regole e a mettere in pratica ciò che studiano ogni giorno. È questa la scuola che vogliamo sostenere: una scuola capace di offrire esperienze concrete, di valorizzare i talenti e di costruire un legame sempre più forte tra formazione e territorio. Per Carloforte e per tutto il Sulcis Iglesiente è un’opportunità che merita di essere valorizzata.»
L’esperienza formativa a bordo della Beneteau costituisce un esempio concreto di come gli investimenti pubblici possano tradursi in opportunità dirette per gli studenti, rafforzando il rapporto tra istruzione, competenze professionali e vocazioni produttive locali.
La Provincia del Sulcis Iglesiente conferma così la propria attenzione verso il mondo della scuola e, in particolare, verso quei percorsi formativi che valorizzano le specificità del territorio, contribuendo a preparare nuove generazioni di professionisti nel settore della nautica e della navigazione.
Un investimento che guarda lontano, proprio come la rotta che questi giovani studenti hanno iniziato a tracciare in mare: perché il futuro del Sulcis Iglesiente si costruisce anche offrendo ai ragazzi gli strumenti e le opportunità per realizzare le proprie aspirazioni.

Otto chilometri e mezzo tra gli oliveti del Basso Sulcis, una cantina simbolo dell’enologia sarda e i sapori di una terra che ha fatto della biodiversità una ricchezza. Poi il mare, la storia della pesca e il tonno rosso, protagonista della tradizione gastronomica di Carloforte. Passi di Gusto 2026 si prepara al gran finale con due appuntamenti, il 31 ottobre tra Nuxis e Santadi e il 1° novembre sull’isola di San Pietro, che intrecciano cammino, cultura gastronomica e identità locali.

La seconda edizione della manifestazione promossa dalla Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara accompagna i partecipanti alla scoperta delle produzioni e dei saperi che rendono unico il territorio, con un’esperienza che unisce il piacere di camminare a quello di conoscere e assaporare le eccellenze locali.

Sabato 31 ottobre, da Nuxis a Santadi, il percorso sarà un viaggio dall’olivo alla vigna. Otto chilometri e mezzo attraverso le campagne del Basso Sulcis, tra oliveti e macchia mediterranea, fino alla Cantina di Santadi, realtà cooperativa di riferimento per il Carignano del Sulcis e per la crescita enologica del territorio.

Qui il vino incontrerà gli altri prodotti della biodiversità locale in un’esperienza gastronomica affidata agli chef Ivano Congiu e alla pastry chef Barbara Congiu, che cucineranno in collaborazione con gli studenti e i docenti dell’Istituto Alberghiero di Sant’Antioco. Un incontro tra tradizioni, creatività e formazione, nel segno delle materie prime e delle produzioni del territorio.

Domenica 1° novembre, a Carloforte, il protagonista sarà il tonno rosso. Dopo la camminata, i partecipanti visiteranno la tonnara, entrando nei luoghi che raccontano una parte fondamentale della storia dell’isola: gli ambienti della lavorazione, le reti e gli attrezzi legati alla mattanza, le strutture che testimoniano una tradizione capace per secoli di segnare l’economia e la vita della comunità tabarchina.

Il percorso si concluderà a tavola, con il tonno proposto in tre diverse preparazioni e un dolce della tradizione ligure. A firmare il menu saranno gli chef Andrea e Cristiano Rosso, anche loro in collaborazione con l’Istituto Alberghiero di Sant’Antioco, in un incontro tra cultura gastronomica, formazione e radici storiche dell’isola.

«La bellezza del Cammino – ha sottolineato il presidente della Fondazione CMSB, Mauro Usai – sta anche in quello che succede lungo le tappe: nelle persone che si incontrano, nelle storie che si ascoltano, nei sapori che si condividono. Il vino, l’olio e il tonno non sono soltanto eccellenze della nostra terra, ma raccontano il lavoro, la passione e l’identità delle comunità. Con Passi di Gusto vogliamo dare spazio proprio a queste storie, perché è attraverso le persone che un territorio si fa conoscere e continua a guardare al futuro.»

Un importante passo avanti verso il completamento dell’impianto sportivo Ceramica di Iglesias, struttura di riferimento per l’intero territorio provinciale. La Provincia del Sulcis Iglesiente è tra gli enti beneficiari dei finanziamenti regionali destinati alla riqualificazione, alla ristrutturazione e al completamento delle infrastrutture sportive della Sardegna.

Con la determinazione n. 2712 del 27 ottobre 2026, la Regione Autonoma della Sardegna ha approvato l’esito dell’istruttoria e l’elenco provvisorio degli interventi finanziabili nell’ambito dello stanziamento complessivo di 15 milioni di euro previsto dalla legge regionale n. 20 del 21 settembre 2026.

Alla Provincia del Sulcis Iglesiente è stato riconosciuto un contributo di 2.642.415,17 euro, a fronte di una richiesta iniziale di 4 milioni di euro, per l’intervento denominato”Lavori di ristrutturazione dell’impianto sportivo di Ceramica a Iglesias”.

Un impianto centrale per lo sport agonistico provinciale.

Il complesso di Ceramica riveste un ruolo centrale nel panorama sportivo provinciale: grazie alla presenza di spazi per numerose discipline, è stato storicamente uno dei più importanti impianti del territorio per lo svolgimento dell’attività agonistica, punto di riferimento per società, atleti e manifestazioni sportive dell’intero Sulcis Iglesiente.

Ammodernamento e un nuovo spazio verde per la comunità.

L’intervento consentirà, oltre all’ammodernamento degli impianti esistenti, la realizzazione di un’area di accesso esterna alberata, progettata secondo le migliori tecnologie e soluzioni green. Il nuovo spazio sarà al tempo stesso luogo di pratica sportiva e area dedicata ad attività ricreative, di incontro e di ritrovo, aperta alla cittadinanza e pensata per rafforzare il legame tra l’impianto e la comunità.

L’Amministrazione provinciale potrà ora procedere alla rimodulazione del progetto sulla base del finanziamento riconosciuto, individuando le lavorazioni prioritarie per raggiungere l’obiettivo di completare e valorizzare l’impianto.

«Questo finanziamento rappresenta un risultato estremamente significativo per la nostra Provincia e per la città di Iglesias – dichiara il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai -. Il completamento dell’impianto sportivo Ceramica è un obiettivo importante, che riguarda non soltanto la riqualificazione di una struttura, ma anche la possibilità di restituire al territorio uno spazio destinato allo sport, alla socialità e alla crescita delle nuove generazioni. Come Amministrazione provinciale siamo impegnati a valorizzare il patrimonio pubblico e a trasformare le risorse disponibili in opere concrete. Questo intervento si inserisce in una visione più ampia di rilancio delle infrastrutture e dei servizi del Sulcis Iglesiente. Adesso sarà fondamentale procedere con determinazione per tradurre questa opportunità in risultati tangibili per i cittadini.»

«L’impianto Ceramica rappresenta una risorsa importante per Iglesias e per l’intero territorio provinciale. Il finanziamento ottenuto ci consente di guardare con maggiore fiducia al suo completamento e alla prospettiva di mettere a disposizione delle associazioni sportive, degli atleti e soprattutto dei giovani una struttura adeguata alle loro esigenze. Lo sport è uno straordinario strumento di aggregazione, educazione e inclusione sociale, e le istituzioni hanno il dovere di creare le condizioni affinché possa essere praticato in spazi sicuri e funzionali. Continueremo a seguire con attenzione ogni fase del percorso, con l’obiettivo di arrivare quanto prima alla piena valorizzazione dell’impianto.»

La Provincia del Sulcis Iglesiente sarà ora impegnata nei successivi adempimenti tecnici e amministrativi previsti dalla Regione, a partire dalla rimodulazione degli interventi in funzione delle risorse attribuite.

L’obiettivo dell’Amministrazione provinciale è trasformare questo importante finanziamento in un’opera concretamente al servizio della comunità: un polo sportivo moderno, sostenibile e accogliente, capace di rafforzare l’offerta di infrastrutture sportive e di creare nuove opportunità per tutto il territorio.

Nella foto di copertina il pistino coperto dell’impianto sportivo Ceramica di Iglesias

Nella serata di ieri, venerdì 23 ottobre, la Sala Remo Branca di Iglesias ha ospitato la presentazione della seconda edizione del volume “Paesaggi e miniere della Sardegna dall’alto”, un’opera che unisce gli straordinari scatti aerei del fotografo cagliaritano Gianni Alvito ai testi del compianto scrittore e studioso Paolo Fadda (con traduzioni di Francesca Arca). L’iniziativa è stata organizzata in stretta sinergia dal Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, dal comune di Iglesias, dal Movimento Nuova Iglesias e dal Centro Servizi Sardegna CSS ETS.
L’incontro si è aperto con la presentazione del consigliere comunale Antonio Zedde, a cui sono seguiti i saluti istituzionali del sindaco di Iglesias, Mauro Usai, e del commissario straordinario del Parco Geominerario, Roberto Curreli. Il dibattito, moderato da Eleonora Deidda, ha visto gli interventi di Gianni Alvito, Alberto Monteverde e Roberto Rizzo.

Oltre al profondo valore culturale e documentario dell’opera, l’evento è stato l’occasione per accendere i riflettori sul futuro del patrimonio immobiliare ex minerario del territorio. Durante la sua presentazione, il consigliere Antonio Zedde ha annunciato di aver depositato una richiesta formale alla commissione consiliare competente per convocare i vertici di IGEA.

«La Giunta regionale ha avviato un percorso di dismissione di diversi immobili di IGEA, molti dei quali si trovano nel nostro Comune – ha dichiarato il consigliere Antonio Zedde -. Parliamo di aree minerarie, edifici storici e terreni che possono avere un ruolo importante per il futuro di Iglesias. Per questo ritengo fondamentale fare chiarezza, conoscere quali beni sono coinvolti e condividere con il Comune le sinergie da adottare per tutelare l’interesse pubblico.»

Oltre 4.300 prestazioni sanitarie, un ambulatorio fisso a Iglesias, un poliambulatorio mobile capace di raggiungere diversi centri del territorio e una rete di collaborazione tra enti locali, professionisti volontari, servizi pubblici e Terzo settore. Sono i risultati e le prospettive dI Talità Kum, gli ambulatori di Casa Emmaus che, nella mattinata di venerdì 23 ottobre, ha riunito a Iglesias istituzioni, rappresentanti dei Comuni, professionisti e partner per fare il punto sulle attività e presentare la nuova fase del progetto Comuni-Care, con l’estensione del modello anche a Nuoro.
L’incontro ha rappresentato un momento di restituzione pubblica del percorso avviato nel giugno 2025 e di confronto sul ruolo che esperienze di questo tipo possono svolgere nel rispondere ai bisogni sanitari e sociali delle persone, soprattutto di chi incontra maggiori difficoltà nell’accesso alle cure.
I numeri di un’esperienza cresciuta insieme al territorio
Nel corso della giornata, Gianni Salis, responsabile degli Ambulatori Talità Kum, ha illustrato i dati di attività aggiornati al 16 ottobre 2026. La presentazione restituisce un bilancio complessivo ben al di sopra delle più rosee aspettative, con ben 4.381 prestazioni: 3.793 erogate negli ambulatori fissi di Iglesias e 588 attraverso il poliambulatorio mobile CareVan, impegnato nelle attività di screening sul territorio.
Gli utenti registrati sono 1.177. Le attività dell’ambulatorio fisso comprendono visite mediche, prestazioni psicologiche e altri interventi sanitari, distribuiti tra numerose specialità. Accanto alla risposta diretta ai bisogni di salute, il progetto investe nella prevenzione e nell’informazione: 16 incontri tra seminari e workshop dedicati a temi come salute mentale, prevenzione dei tumori femminili, malattie rare, diabete, salute cardiovascolare, primo soccorso e benessere hanno coinvolto complessivamente 893 partecipanti.
I dati mostrano un’esperienza che non si limita a offrire prestazioni, ma cerca di avvicinare i servizi alle persone, rafforzando la capacità delle comunità di riconoscere e affrontare i bisogni emergenti.
Le istituzioni: portare i servizi vicino alle persone
Nel corso degli interventi istituzionali è emersa con forza la necessità di intercettare il disagio sociale e sanitario, in particolare nelle periferie e nei contesti in cui l’accesso ai servizi può risultare più difficile.
Il sindaco di Iglesias e presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, ha sottolineato che il disagio deve essere «intercettato, capito, se possibile anche anticipato». Ha inoltre definito Talità Kum «il progetto più importante della propria amministrazione», evidenziando il valore dei risultati raggiunti e le ulteriori prospettive di sviluppo.
L’onorevole Alessandro Pilurzu, componente della Commissione regionale Sanità, ha richiamato il numero delle prestazioni che, senza questa realtà, non sarebbero state effettuate, sottolineando anche la scelta di Nuoro di replicare il modello.
Un tema ripreso da Francesca Piras, direttrice generale delle Politiche sociali della Regione Sardegna, che ha evidenziato la necessità di affiancare alla rigidità del sistema sanitario tradizionale modelli più flessibili, capaci di rispondere ai bisogni reali. «Bisogna pensare alle istituzioni che vanno dalle persone, non il contrario», ha affermato, richiamando anche la possibilità di leggere i bisogni sociali attraverso quelli sanitari.
Marika Batzella, della Direzione generale delle Politiche sociali della Regione Sardegna, ha posto l’accento sull’importanza della collaborazione tra istituzioni locali, aziende sanitarie ed enti del Terzo settore, anche alla luce dell’evoluzione del quadro normativo in materia di disabilità. Perché le norme possano tradursi in risposte efficaci, ha sottolineato, sono fondamentali regolamenti attuativi, linee operative e tavoli di lavoro condivisi.
Nel suo intervento, monsignor Mario Farci, vescovo della Diocesi di Iglesias, ha richiamato il significato del nome Talità Kum, traducibile con l’espressione «Fanciulla, io ti dico: risorgi!», formulando l’augurio che il progetto possa continuare ad aiutare le persone a ritrovare fiducia e possibilità di una vita nuova.
Comuni-Care: la cura come risorsa condivisa
Il progettista di Comuni-Care, Vincenzo Castelli, ha ripercorso la genesi dell’esperienza, nata da un’intuizione condivisa e cresciuta grazie al coinvolgimento delle comunità. Un percorso reso possibile anche dal sostegno della Fondazione Intesa Sanpaolo e della Banca d’Italia, che hanno scelto di finanziare il progetto.
Castelli ha descritto Talità Kum come un’esperienza di «medicina circolare»: un modello in cui competenze scientifiche, mediche e sociali vengono messe a disposizione della comunità e le risorse presenti nei territori diventano parte essenziale della risposta ai bisogni.
La sfida, ha spiegato, è costruire una clinica di comunità capace di generare valore condiviso, nella quale la collaborazione tra soggetti diversi consenta di raggiungere le persone e contribuire allo sviluppo di un welfare di prossimità, virtuoso e sostenibile. Un’esperienza nata localmente che può offrire indicazioni utili anche su scala regionale.
Carlo Perelli, del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Cagliari e valutatore esterno del progetto, ha richiamato il rapporto tra geografia, modelli di intervento e trasformazioni dei territori. Talità Kum, ha osservato, è un progetto nato a livello locale che ha già acquisito una portata regionale. In questo percorso, l’università può svolgere un ruolo di collegamento e contribuire alla lettura e alla valutazione delle esperienze.
Una rete che si costruisce attraverso le persone
La giornata ha dato spazio anche agli interventi dei Comuni convenzionati, delle professioniste e dei professionisti sanitari e infermieristici volontari, veri protagonisti quotidiani delle attività. La loro presenza ha ricordato che dietro i numeri ci sono persone, competenze e relazioni che rendono possibile il funzionamento del servizio.
A chiudere l’incontro, Giovanna Grillo ha rivolto un ringraziamento a tutte le persone che lavorano negli Ambulatori Talità Kum, richiamando il valore della riconoscenza e della responsabilità verso gli altri. «Ognuno è chiamato a fare la propria parte, senza riservare in maniera egoistica ciò che è possibile fare per gli altri», ha ricordato: un impegno che può trasformare la solidarietà in una possibilità concreta di speranza.
Con la nuova fase di Comuni-Care e l’estensione del modello a Nuoro, Talità Kum si prepara ora a proseguire il proprio percorso, mettendo al centro la prossimità, la collaborazione tra istituzioni e comunità e il diritto delle persone ad accedere alle cure. Perché la salute non sia soltanto un servizio da raggiungere, ma una responsabilità condivisa capace di avvicinare le istituzioni ai bisogni reali dei territori.

Iglesias porta a casa un risultato di grande valore: l’approdo alla finale per il titolo di Capitale italiana del Libro 2027, con un progetto ambizioso che mette al centro il libro, la filiera editoriale e la dimensione mediterranea. La proclamazione, avvenuta oggi nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, segna una tappa importante per la città e per i dieci Comuni partner del Sulcis Iglesiente che hanno condiviso il percorso.

La candidatura “Iglesias – Il Libro nel Mediterraneo. Comunità, Filiera, Futuro” ha portato all’attenzione nazionale una visione che intreccia promozione della lettura, patrimonio storico e paesaggistico, sviluppo delle comunità e nuove prospettive per la filiera editoriale. La finale rappresenta un riconoscimento del lavoro svolto e apre una nuova fase di progettazione, anche alla luce della possibilità di finanziamento prevista per i progetti meritevoli delle città finaliste. Il progetto si fonda sull’idea di un “Rinascimento del Libro”, una visione che considera la lettura, la produzione editoriale e la circolazione della conoscenza leve fondamentali per la crescita sociale, economica e civile. “Comunità, Filiera, Futuro” sono le tre direttrici che orientano questa prospettiva, con l’ambizione di costruire un programma capace di coinvolgere istituzioni, scuole, biblioteche, associazioni, operatori del settore e cittadini. La dimensione mediterranea costituisce il filo conduttore della candidatura. Iglesias porta in questa visione la propria storia, dalle radici medievali documentate dal Breve di Villa di Chiesa al patrimonio minerario e paesaggistico, con luoghi emblematici come Porto Flavia e itinerari come il Cammino Minerario di Santa Barbara. Un patrimonio che diventa punto di partenza per nuove narrazioni, occasioni di conoscenza e connessioni tra territori. La collaborazione dei dieci Comuni partner del Sulcis Iglesiente rappresenta uno degli elementi qualificanti del percorso: Carbonia, Gonnesa, Portoscuso, Sant’Antioco, Calasetta, Carloforte, Fluminimaggiore, Buggerru, Musei e Domusnovas, una rete che ha spartito obiettivi e prospettive, ampliando la dimensione del progetto e rafforzando la possibilità di sviluppare iniziative corali. Un’esperienza che lascia in eredità relazioni operative, competenze e una visione condivisa del ruolo del libro nella vita delle comunità.

«Arrivare alla finale di una selezione nazionale tanto importante è un risultato di cui Iglesias può essere orgogliosa. Desidero ringraziare tutte le persone, le istituzioni e i Comuni – dichiara il sindaco Mauro Usai – che hanno creduto in questa candidatura e hanno contribuito a realizzarla. Abbiamo portato avanti una visione ambiziosa per la nostra città e per il suo futuro e, non a caso, abbiamo scelto Porto Flavia quale fulcro visivo e metafora del nostro dossier. Qui la montagna incontra il mare, il lavoro minerario si immette sulle rotte mediterranee. Vogliamo trasferire questa stessa identità sul piano culturale: dalla memoria industriale alla produzione di conoscenza, dalla miniera al libro, da Iglesias al Paese. Scegliere il nostro territorio significa premiare un modello di sviluppo che fa della cultura la propria leva di transizione economica, oltre che uno strumento essenziale di coesione sociale.»

L’assessora Carlotta Scema sottolinea il valore della collaborazione: «Questo percorso ha rafforzato il dialogo tra Iglesias e i dieci Comuni partner, mettendo in comune idee, competenze e obiettivi. La promozione della lettura è un impegno che coinvolge le persone in tutte le fasi della vita e che può generare per i nostri giovani strumenti preziosi nelle progettazione del loro percorso, creando occasioni stabili, relazioni internazionali e competenze specialistiche. Sono le stesse competenze racchiuse nella storia delle attività estrattive di Iglesias e del Sulcis Iglesiente, che hanno segnato uno spartiacque tra passato e futuro. Nonostante l’insularità, il fazzoletto metallifero dell’Iglesiente era centrale nei processi industriali nordeuropei e, in seguito, nella rivoluzione industriale del nostro Paese. Come un territorio apparentemente marginale ha potuto diventare protagonista di una fase di sviluppo tecnologico e industriale, così può diventarlo attraverso la cultura. E la rete costruita è una risorsa preziosa per proseguire insieme». 

Per Maurizio Cristella, responsabile del progetto, la finale conferma il valore della visione elaborata: «Abbiamo presentato un progetto che guarda al libro nella sua interezza: dalla lettura alla filiera editoriale, dalla memoria dei luoghi alla produzione e alla condivisione della conoscenza. Il Mediterraneo è il nostro orizzonte, mentre “Comunità, Filiera e Futuro” indicano le direttrici del lavoro. La possibilità di accedere ai finanziamenti previsti per i progetti meritevoli delle città finaliste rappresenta un’opportunità da sviluppare con determinazione, per tradurre questa visione in iniziative concrete». Il percorso prosegue, dunque, con una prospettiva chiara: valorizzare il lavoro svolto, consolidare la rete dei partner e individuare le opportunità per dare attuazione alle progettualità elaborate. La candidatura ha portato Iglesias al centro dell’attenzione nazionale e lascia una base concreta su cui continuare a investire.

La Provincia del Sulcis Iglesiente conferma il proprio sostegno ai lavoratori Eurallumina/Rusal, impegnati in una vertenza decisiva per il futuro occupazionale e industriale del territorio. Questa mattina il Presidente della Provincia Mauro Usai, il Vice Presidente Gianluigi Loru e il consigliere delegato Romeo Ghilleri hanno incontrato i lavoratori a Portovesme, ribadendo la vicinanza dell’amministrazione provinciale e la necessità di individuare rapidamente soluzioni concrete.

Prima dell’incontro, il consigliere Romeo Ghilleri ha partecipato al tavolo convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), durante il quale sono emerse alcune novità, tra cui l’interesse di tre potenziali investitori.
Le ipotesi prospettate riguardano una possibile cessione negoziata dello stabilimento oppure, qualora ne ricorrano i presupposti, il ricorso all’amministrazione straordinaria.

Restano tuttavia da chiarire le questioni legate alla gestione transitoria, alla sicurezza ambientale e alle risorse finanziarie necessarie.

«Il Sulcis Iglesiente non può permettersi un’ulteriore crisi industriale – dichiara il presidente Mauro Usai -. Le novità emerse al Ministero rappresentano un possibile spiraglio, ma devono tradursi rapidamente in impegni concreti. La Provincia continuerà a essere al fianco dei lavoratori per difendere l’occupazione e garantire un futuro produttivo allo stabilimento».

«Al tavolo ministeriale ho ribadito che non è più possibile rinviare le risposte ai lavoratori – sottolinea il consigliere delegato Romeo Ghilleri -. Ho richiamato l’attenzione anche sui rischi affrontati dalle persone impegnate nella protesta sul silos. Servono garanzie immediate e tempi certi. Il prossimo incontro dovrà fornire risposte precise.»

Al termine dell’incontro a Portovesme, i lavoratori hanno deciso di scendere dal silos, in attesa del prossimo confronto con il Ministero, previsto indicativamente per il 29 o 30 ottobre.

Una decisione accolta positivamente dalla Provincia, soprattutto per la sicurezza dei lavoratori, che non riduce tuttavia l’urgenza di trovare una soluzione alla vertenza.

 

«Più di 4.000 prestazioni sanitarie in un anno. Questi sono i numeri degli Ambulatori Talità Kum. Un’idea nata ad Iglesias che oggi rappresenta l’impegno di gran parte dei comuni del territorio: abbiamo iniziato mettendo le tende e dalla protesta siamo passati alla proposta. 4.000 cittadini del Sulcis Iglesiente hanno avuto la possibilità di accedere a visite specialistiche che spaziano dall’oculistica alla psichiatria passando dalla cardiologia, ginecologia e tanto altro. Sono numeri incredibili perchè rappresentano concretamente il bisogno di cure che vive questo territorio.»
Lo scrive in un post su Facebook il sindaco di Iglesias Mauro Usai dopo l’incontro svoltosi oggi a Iglesias, per fare il bilancio di un anno e quattro mesi di attività, con oltre 4.000 prestazioni sanitarie gratuite, e importanti prospettive future, nella seconda fase dell’iniziativa. I risultati raggiunti e il crescente coinvolgimento del territorio aprono ora una nuova prospettiva: l’apertura di una seconda sede a Nuoro, che segna un ulteriore sviluppo dell’esperienza Talità Kum e l’avvio di una nuova fase di lavoro per estendere il modello di assistenza.
«Il percorso è lungo, ma attraverso questa esperienza vogliamo chiedere alla Regione Sardegna di fare propria questa esperienza e di inserirla a pieno titolo dentro il servizio sanitario regionale – aggiunge Mauro Usai -. Chiedete a queste 4mila persone se è vero che facciamo solo concerti. Chiedete agli ospedali di Carbonia e Iglesias quante diagnosi sono state anticipate e quanti pazienti hanno potuto prendere in tempo tante patologie senza aspettare che diventassero acute. È il progetto più bello di questi anni di mandato», conclude Mauro Usai.

Un intervento che va oltre la dimensione locale e rivendica, a livello nazionale e regionale, il ruolo strategico delle Province. All’Assemblea nazionale dell’Unione delle Province d’Italia, a Imperia, il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente e dell’Unione Province della Sardegna, Mauro Usai, ha preso parte alla tavola rotonda sulle politiche territoriali e sugli strumenti per la pianificazione strategica, parlando a nome dell’intero sistema provinciale sardo.
Al centro del suo intervento i grandi nodi che attraversano il Paese: spopolamento, divari territoriali, aree interne, politiche di coesione e sostenibilità finanziaria degli enti. Un messaggio chiaro: senza Province forti, riconosciute e adeguatamente finanziate, non è possibile una programmazione capace di ridurre le disuguaglianze.
Partendo dall’esperienza del Sulcis Iglesiente, Usai ha sottolineato che la crescita economica, da sola, non basta a frenare il declino demografico. Serve una programmazione che arrivi anche nelle comunità più piccole e periferiche, garantendo a tutti pari accesso a servizi e investimenti.
È qui che le Province diventano decisive: sono l’unico livello istituzionale in grado di fare da raccordo tra Regione e Comuni, soprattutto quelli più piccoli, che spesso non hanno strutture tecniche e amministrative sufficienti per progettare e realizzare interventi complessi. Coordinare infrastrutture, scuole e mobilità, collegare le aree interne ai centri di servizio, superare la frammentazione amministrativa: funzioni che rendono le Province indispensabili per lo sviluppo dei territori.
Un ruolo che non può essere svolto senza risorse adeguate. Usai ha portato all’attenzione nazionale la situazione delle Province sarde, chiamate nel 2026 a versare o accantonare a favore dello Stato 41,65 milioni di euro, e oltre 206 milioni di euro nel quinquennio 2026-2030: un prelievo che, secondo i dati dell’UPI Sardegna, assorbe in media più del 100% delle entrate tributarie provinciali. Da qui la richiesta di coinvolgere le Province nei tavoli finanziari tra Stato e Regione e di ridurre progressivamente il contributo, per garantire risorse coerenti con le responsabilità affidate.
Guardando alla prossima programmazione europea 2028-2034, Usai ha chiesto un ruolo più forte delle Province nelle politiche di coesione e criteri di riparto che tengano conto degli svantaggi demografici, economici e territoriali.
«Le Province devono essere messe in condizione di fare ciò che né la Regione né i Comuni, da soli, possono fare: tenere insieme i territori», ha affermato il presidente Mauro Usai.
Un principio che restituisce alle Province la loro funzione più autentica: non semplici enti amministrativi, ma istituzioni di coesione, chiamate a fare in modo che lo sviluppo non si concentri solo nelle aree più forti, ma raggiunga anche le comunità più fragili. Con l’intervento di Imperia, la Sardegna si conferma protagonista nel
dibattito nazionale sul futuro degli enti intermedi.