18 June, 2026
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Si è conclusa a Iglesias, nello storico sito minerario di Pozzo Sella a Monteponi, la seconda edizione degli Stati Generali del Cammino Minerario di Santa Barbara: due giornate di confronto, visione e progettazione condivisa che hanno riunito istituzioni, esperti, operatori del turismo, amministratori, associazioni e comunità locali attorno ai grandi temi dello sviluppo sostenibile dei territori.

L’evento si è aperto con il videomessaggio di Raffaele Fitto, Commissario europeo per la Politica regionale, che ha indicato il Cammino Minerario di Santa Barbara come un esempio concreto di politica di coesione capace di trasformare un patrimonio storico, culturale e ambientale in una leva di sviluppo territoriale, inclusione e valorizzazione delle comunità.

Per due giorni si è parlato di turismo lento e sostenibile, accessibilità, destagionalizzazione, innovazione digitale, vino ed enogastronomia, ma soprattutto di accoglienza e identità territoriale, con un focus costante sul ruolo centrale delle comunità locali nella costruzione di esperienze autentiche e durature.

Tra gli ospiti più attesi, Federico Quaranta, conduttore e autore Rai esperto di territorio e ambiente, volto storico di programmi dedicati ai paesaggi italiani e alla cultura del buon vivere, che ha offerto una riflessione intensa sul significato dell’accoglienza: «Accogliere non è ospitare, è riconoscere».

Grande attenzione anche per l’intervento di Andrea Amadei, sommelier e speaker radiofonico di Decanter su Rai Radio2, che ha raccontato il vino come espressione culturale e identitaria del territorio attraverso “I Sentieri del Carignano del Sulcis: voce e identità di una terra da godere passo dopo passo”.

La chiusura degli Stati Generali è stata affidata a Roberto Giacobbo, giornalista, divulgatore e conduttore televisivo, con l’intervento “Il tempo sotto i nostri piedi: 8.000 anni di storia tra terra, uomini e paesaggio”, un viaggio nella memoria profonda del territorio minerario e nella stratificazione culturale che rende unico il Cammino Minerario di Santa Barbara.

Durante i lavori – con la fondamentale collaborazione degli studenti dell’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “Galileo Ferraris” di Iglesias – è emersa con forza la volontà di consolidare il Cammino Minerario di Santa Barbara come modello europeo di rigenerazione territoriale, capace di connettere patrimonio minerario, paesaggio, cultura, spiritualità, ospitalità diffusa e produzioni identitarie.

«Questi Stati Generali hanno confermato che il Cammino Minerario di Santa Barbara non è soltanto un itinerario, ma una comunità in cammino che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici – ha dichiarato Mauro Usai, presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara -. Abbiamo costruito una rete di relazioni, competenze e visioni che mette al centro le persone, i territori e la qualità dell’esperienza. La sfida ora è continuare a crescere mantenendo autenticità, sostenibilità e capacità di accoglienza, perché il vero valore del Cammino risiede nelle comunità che lo rendono vivo ogni giorno.»

Gli Stati Generali, inoltre, hanno rappresentato un’occasione per fare il punto sui progetti realizzati attraverso l’Investimento Territoriale Integrato (ITI), sulle prospettive future del Cammino e sulle nuove opportunità di sviluppo legate alla federazione europea degli itinerari minerari di Santa Barbara.

Con la partecipazione di numerosi sindaci, enti territoriali, operatori culturali e professionisti del settore, l’edizione 2026 si chiude con la consapevolezza che il turismo lento può essere uno strumento concreto di rigenerazione economica, sociale e culturale, capace di generare valore duraturo per i territori e per chi li abita.

Domani 15 e sabato 16 maggio, Pozzo Sella, nella Miniera di Monteponi a Iglesias, ospiterà la seconda edizione degli Stati Generali del Cammino Minerario di Santa Barbara, appuntamento dedicato al confronto tra istituzioni, operatori, imprese, esperti e protagonisti del turismo lento e sostenibile.

Due giornate di incontri, tavole rotonde e approfondimenti per riflettere sulle prospettive di crescita del Cammino Minerario di Santa Barbara, oggi sempre più riconosciuto come modello di valorizzazione territoriale capace di generare sviluppo economico, coesione sociale e nuove opportunità per le comunità locali.

Al centro dell’edizione 2026 ci saranno i temi degli investimenti, dell’accoglienza, della costruzione di una rete territoriale di operatori e della crescita del turismo esperienziale lungo il Cammino. Un focus particolare sarà dedicato alle opportunità di sviluppo per imprese, strutture ricettive, servizi e attività locali legate ai percorsi del turismo lento.

La manifestazione si aprirà con una sessione dedicata agli investimenti e ai progetti realizzati per il territorio, con gli interventi del presidente della Fondazione CMSB Mauro Usai, dell’assessore regionale della Programmazione Giuseppe Meloni e dei rappresentanti tecnici e amministrativi della Fondazione.

Ampio spazio sarà riservato anche al racconto dei cammini come strumento di rigenerazione culturale e sociale, attraverso il confronto con esperti del settore, divulgatori, amministratori e protagonisti del turismo lento nazionale ed europeo.

Tra gli ospiti attesi figurano il divulgatore e conduttore Rai Federico Quaranta, il conduttore e autore di programmi tv Roberto Giacobbo, il giornalista e narratore del territorio Andrea Amadei, il creator internazionale del turismo lento Tom Search insieme a tanti altri professionisti del turismo, studiosi e rappresentanti delle reti dei cammini italiani ed europei.

Le tavole rotonde affronteranno temi centrali per il futuro del settore: accoglienza e comunità, inclusione e accessibilità, turismo lento e rigenerazione culturale, narrazione dei territori, promozione digitale e sviluppo delle reti europee dei cammini minerari.

La seconda edizione degli Stati Generali conferma così il ruolo del Cammino Minerario di Santa Barbara come laboratorio di innovazione territoriale e turismo sostenibile, capace di mettere in relazione patrimonio ambientale, memoria mineraria, identità culturale e nuove economie locali.

L’evento si svolgerà nella suggestiva cornice di Pozzo Sella, simbolo della storia mineraria del Sulcis Iglesiente e luogo emblematico della trasformazione del patrimonio industriale in spazio di cultura, incontro e sviluppo.

«Oggi il Cammino rappresenta molto più di un itinerario escursionistico: è una vera infrastruttura culturale e sociale capace di mettere in rete territori, comunità, amministrazioni, associazioni e operatori economici. Attorno al Cammino si sta consolidando un sistema che crea opportunità, valorizza identità e patrimoni locali e genera nuove prospettive di sviluppo sostenibile per tutto il territorio. Gli Stati Generali ruotano proprio intorno a questo obiettivo: costruire confronto, condividere esperienze e rafforzare una visione comune per il futuro del turismo lento in Sardegna»,dichiara il presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, Mauro Usai.

«Questa seconda edizione rappresenta anche un momento importante di ascolto e programmazione. Vogliamo consolidare la rete degli operatori che ogni giorno contribuiscono alla crescita del Cammino – strutture ricettive, guide, imprese, associazioni, produttori locali e amministrazioni – perché il valore di questo progetto risiede soprattutto nella capacità di generare partecipazione e comunità. Investire sul Cammino significa investire sulla qualità dell’accoglienza, sull’occupazione, sulla permanenza dei giovani nei territori e sulla valorizzazione di un patrimonio unico dal punto di vista ambientale, storico e culturale.»

«Il Cammino Minerario di Santa Barbara è oggi riconosciuto come una delle esperienze più significative del turismo lento in Italia e in Europa. Il nostro obiettivo – conclude il presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, Mauro Usai – è continuare a crescere attraverso una strategia che unisca sostenibilità, innovazione, accessibilità e promozione internazionale, mantenendo sempre al centro l’identità autentica dei luoghi e delle comunità che li abitano.»

Entra nella fase attuativa l’Investimento Territoriale Integrato (ITI) del Cammino Minerario di Santa Barbara, progetto strategico finanziato con le risorse del PR Sardegna FESR 2021-2027 e con fondi regionali, con una dotazione complessiva di 13.137.711 euro, di cui 8.637.711 euro a valere sul FESR.

La presentazione ufficiale si è svolta questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla presenza del vicepresidente della Giunta e l’assessore regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio, Giuseppe Meloni, e del presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara e sindaco di Iglesias, Mauro Usai.

«Con questo passaggio, l’ITI del Cammino Minerario di Santa Barbara entra nella fase della realizzazione ha dichiarato l’assessore Giuseppe Meloni -. Finanziamo una strategia integrata che si basa su identità, patrimonio culturale, ambiente, mobilità dolce, accoglienza e nuove opportunità per le comunità locali.»
Il presidente della Fondazione, Mauro Usai ha evidenziato come «l’ITI rappresenta un riconoscimento importante da parte della Regione Sardegna ovvero l’idea che, uno sviluppo realmente sostenibile non solo sia possibile, ma già in atto».

Per dimensione finanziaria, ampiezza territoriale e numero di Comuni coinvolti, il progetto è tra gli interventi più significativi di sviluppo territoriale integrato dedicati ai territori minerari della Sardegna. La stipula delle convenzioni e il trasferimento delle prime risorse consentono ora di avviare la fase operativa, con l’obiettivo di rigenerare il patrimonio storico, ambientale e culturale delle aree minerarie dismesse e creare nuove opportunità per i territori interessati. L’ITI permette di trasformare la strategia del Cammino Minerario di Santa Barbara in azioni mirate, a partire dalla riqualificazione strutturale dell’antica viabilità storica e dei beni in disuso nella disponibilità delle amministrazioni locali. L’esperienza del Cammino ha già mostrato una significativa capacità di attrazione e può contribuire al miglioramento dell’economia locale e al rilancio dei territori attraversati.

«I territori segnati dalla storia mineraria della Sardegna – ha sottolineato Giuseppe Melonicustodiscono una memoria profonda, ma anche potenzialità importanti per il futuro. Il nostro compito, come Regione, è accompagnare questa trasformazione: recuperare ciò che rischiava di restare in disuso e farlo diventare un insieme di infrastrutture capaci di produrre sviluppo, coesione e lavoro. Programmare significa investire dove esistono energie locali, patrimoni da valorizzare e potenzialità ancora non pienamente espresse. Il Cammino Minerario di Santa Barbaraha aggiunto l’assessore della Programmazione risponde pienamente a questa visione e indica una strada possibile per costruire crescita sostenibile e turismo diffuso a partire dai patrimoni locali. Come Regione continueremo a seguire questo percorso con attenzione, perché le risorse programmate devono tradursi in opere, servizi e risultati misurabili per i territori e per le persone che li abitano.»

Nato nel Sud-Ovest della Sardegna, il Cammino Minerario di Santa Barbara ha oggi una dimensione regionale grazie all’estensione del progetto a nuovi itinerari territoriali: il CMSB Nord Ovest nella Nurra, il CMSB Centro Sud nell’Ogliastra, Barbagia di Seulo e Sarcidano e il CMSB Sud Est nel Sarrabus Gerrei, coinvolgendo 51 Comuni e oltre 295 mila abitanti. Negli ultimi anni, il cammino ha già ottenuto risultati significativi: tra il 2022 e il 2025 le presenze sono cresciute di oltre il 464%, confermando la capacità di attrarre flussi turistici anche nei periodi di bassa stagione e contribuendo alla destagionalizzazione dell’offerta turistica regionale.

«Nei primi mesi del 2026 abbiamo registrato una crescita del 30% delle presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – ha sottolineato il presidente della Fondazione, Mauro Usaicon camminatori provenienti da tutta Italia e dall’Europa, anche in mesi tradizionalmente considerati di bassa stagione, quando la Sardegna è storicamente meno presente nei flussi turistici. Questo risultato racconta una trasformazione profonda: il patrimonio minerario, a lungo associato a crisi, abbandono e partenze, oggi si sta rivelando una risorsa viva, capace di generare lavoro stabile e di restituire identità e orgoglio alle comunità locali. Con oltre 13 milioni di euro di investimenti, tre nuovi itinerari che attraversano l’Isola da Nord a Sud e 51 Comuni coinvolti, stiamo dimostrando che l’esperienza costruita nel Sulcis Iglesiente, nell’Arburese e nel Guspinese non è un progetto circoscritto, ma un modello di sviluppo che può parlare a tutta la Sardegna.»

Infrastrutture, accoglienza e accessibilità sono i tre assi principali della strategia dell’investimento. Le azioni previste riguardano il miglioramento e la messa in sicurezza di sentieri, ciclovie e ippovie, insieme al recupero delle ferrovie minerarie dismesse come infrastrutture di mobilità dolce. Sul fronte dell’accoglienza, il progetto prevede il riuso di immobili pubblici per la realizzazione delle posadas, strutture dedicate all’ospitalità di pellegrini ed escursionisti, oltre ad azioni di efficientamento energetico e alla creazione di comunità energetiche a beneficio dei borghi attraversati dal Cammino. Un’attenzione particolare è riservata alla segnaletica, alla sicurezza e all’accessibilità universale, secondo i principi del Design for All.

Prende il via Giacimenti | Nutrimenti, il cantiere aperto per la costruzione del Piano strategico della provincia del Sulcis Iglesiente: un processo partecipativo che coinvolge direttamente le comunità locali nella definizione della visione strategica del territorio.
«Questo Piano Strategico nasce dalla nuova operatività della Provincia del Sulcis Iglesiente – restituita al pieno esercizio delle sue funzioni dopo anni di blocco imposto dalla Legge Del Rio – e dalla volontà di costruire uno spazio reale di ascolto e confronto attorno al suo futuro.»

Lo dice Mauro Usai, presidente della provincia del Sulcis Iglesiente che aggiunge: «Un territorio complesso, attraversato da memorie profonde, grandi trasformazioni e nuove domande, che oggi ha bisogno di rimettere in relazione persone, comunità, competenze ed energie diverse. Lo abbiamo pensato come un cantiere aperto, che prova a partire proprio da qui: dalla capacità di riconoscere ciò che questo territorio è stato, ma soprattutto ciò che può ancora diventare, pensandosi unito».

Il percorso, già avviato nelle scorse settimane, nasce dalla volontà degli amministratori della Provincia di costruire una strategia di sviluppo condivisa e concreta, fondata su un’analisi approfondita delle dinamiche economiche, sociali e demografiche del territorio, sull’ascolto dei bisogni reali delle comunità e sulla valorizzazione delle vocazioni territoriali.
I sindaci della Provincia, primi rappresentanti delle comunità locali e interlocutori privilegiati nella lettura delle esigenze del territorio, sono stati protagonisti della prima fase del lavoro, contribuendo alla definizione del quadro conoscitivo di base e delle principali priorità strategiche.

Giacimenti | Nutrimenti: Il nome dato al cantiere nasce da una considerazione, la necessità di tenere uno sguardo, come base metodologica di questo programma di lavoro, in continua oscillazione fra la memoria di questo territorio e il suo futuro. Se nei racconti delle persone delle comunità della Provincia del Sulcis Iglesiente, a vincere sono spesso i ricordi, quelli lontani, archetipici e dei popoli fondatori come quelli più vicini della sfida alla modernità, delle miniere e delle promesse di ricchezza, si vive nel rischio del sedimento di un’identità retroflessa in cui le aspettative su ogni progetto di rinnovamento e sviluppo è tinto di rivalsa e riscatto e manca di concentrarsi sulle nuove necessità e sui tanti talenti esistenti.
La decisione è stata quindi di scegliere un nome che fosse una parola ‘oscillante’, duale in cui il suffisso potesse considerarsi in continua alternanza: Giaci/Nutri.
Il prefisso iacēre nella sua etimologia latina non si limita all’essere distesi e alla stasi, ma riferisce anche una volontà di risiedere in un luogo; quando accoppiato al suffisso – mento, che rende ‘attiva’ la parola che lo precede, ne risulta quindi uno ‘stare’ come condizione attiva. Nella sua oscillazione il prefisso nutrire indica la crescita, il nutrire verso l’alto. Il risultato in questa accezione è quindi una parola variabile che possiamo leggere in modo nuovo, dinamico, come decisione di stare in un luogo ma con l’attitudine al poterlo nutrire e cambiare dal di dentro, partendo dalla sua profonda comprensione.
Il processo prosegue, articolandosi attraverso una metodologia strutturata di animazione territoriale, organizzata per ambiti, individuati sulla base delle caratteristiche geografiche, socioeconomiche, infrastrutturali e identitarie delle diverse aree del Sulcis Iglesiente. Per ciascuno saranno organizzati incontri aperti a cittadini, associazioni, imprese, operatori economici, realtà culturali, soggetti del terzo settore e stakeholder privilegiati, finalizzati a raccogliere contributi, criticità, proposte progettuali e visioni di sviluppo sui principali temi strategici: sviluppo economico e lavoro, turismo e cultura, ambiente ed energia, infrastrutture e mobilità, servizi alla persona, innovazione e qualità della vita.
Parallelamente alle attività tecnico-specialistiche, prenderà avvio un lavoro etnografico di ascolto del territorio:
una mappatura delle percezioni, delle suggestioni immaginifiche e dei desideri di cittadine e cittadini, finalizzata alla costruzione di un sistema di identità visiva e narrativa della Provincia.
Il 13 maggio si apre il Cantiere dedicato a questo percorso: tre workshop a Iglesias, Santadi e Sant’Antioco, aperti a cittadini e operatori locali, per dare forma simbolica e culturale alla visione condivisa dell’Ente.
Ogni appuntamento riunirà 15/20 persone – cittadini, operatori, rappresentanti del territorio – per costruire insieme, attraverso memorie, storie e oggetti, una grammatica visiva e simbolica condivisa del Sulcis Iglesiente.
Il metodo proposto si fonda sull’idea di “disimparare l’ovvio”: osservare il territorio con uno sguardo nuovo, isolare gli elementi del patrimonio visivo/narrativo comune e restituirli in forme inaspettate. I partecipanti dovranno portare un oggetto personale che rappresenti il proprio legame con il territorio. Da lì il workshop si svilupperà attraverso fasi di ascolto, costruzione simbolica e restituzione collettiva, fino a prefigurare unoscenario futuro: come sarà il Sulcis Iglesiente tra 10 anni?
Gli output dei workshop – mappe concettuali, oggetti narrativi, parole chiave e visioni di futuro – confluiranno nel Piano Strategico e contribuiranno a definirne l’identità comunicativa e progettuale.
I workshop si svolgeranno il 13, 27 maggio e 10 giugno, dalle 14.30 alle 19.30, rispettivamente a Iglesias, Sant’Antioco e Santadi.
E’ possibile dare il proprio contributo al piano strategico o manifestare l’interesse a partecipare attraverso la pagina https://pianosulcisiglesiente.it/partecipa/

Domani, martedì 12 maggio, alle 12.00, nella Sala Senior (5° piano) del Centro Regionale di Programmazione, in via Cesare Battisti a Cagliari, l’assessore del Bilancio e Programmazione, Giuseppe Meloni e il presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, Mauro Usai terranno una conferenza stampa di presentazione dell’Investimento Territoriale Integrato – Cammino Minerario di Santa Barbara, finanziato con fondi del PR Sardegna FESR 2021-2027 e con fondi regionali, giunto alla fase attuativa con la stipula della convenzione che consolida il quadro degli impegni finanziari assunti dalla Regione Sardegna nei confronti della Fondazione CMS e il trasferimento di 13 milioni di euro.

L’ITI Cammino Minerario di Santa Barbara avrà inoltre, uno spazio dedicato all’interno della II edizione de “Gli Stati Generali del Cammino di Santa Barbara 2026”, in programma il 15 e 16 maggio a Iglesias, evento annuale, organizzato dalla Fondazione CMSB, che riunisce istituzioni, operatori turistici, imprese locali e stakeholder per fare il punto sullo sviluppo del percorso, sui risultati raggiunti e sulle linee strategiche future.

 

Sette lavoratori persero la vita mentre chiedevano dignità, diritti e giustizia. Una ferita profonda nella storia della nostra città, ma anche una radice viva della nostra identità collettiva.
La cerimonia ha rinnovato il dovere della memoria e l’impegno della comunità per il lavoro, per la giustizia sociale, per la difesa dei diritti e per nuove opportunità di sviluppo.
«Il lavoro non è solo reddito. Il lavoro è libertà, dignità, possibilità di restare, di costruire, di immaginare una vita nella propria terra. Ricordare i caduti dell’11 maggio significa non accettare la rassegnazione e continuare a difendere, ogni giorno, il valore della giustizia sociale», ha dichiarato il sindaco Mauro Usai.
L’11 maggio di Iglesias si inserisce nel filo delle grandi lotte minerarie della Sardegna, da Buggerru a Gonnesa e Nebida: pagine diverse, unite dallo stesso coraggio e dalla stessa domanda di dignità.
Un ringraziamento sincero all’associazione “11 maggio 1920” per la rievocazione storica e per l’impegno costante nel mantenere viva una memoria che appartiene a tutta la comunità.
Grazie a S.E. Mons. Mario Farci, Vescovo della Diocesi di Iglesias, alle autorità militari e alle organizzazioni sindacali per aver preso parte alla cerimonia e per aver reso omaggio, insieme alla città, ai caduti dell’11 maggio.
Da quella memoria Iglesias rinnova il proprio sguardo verso il futuro: con dignità, responsabilità e attenzione al valore del lavoro.

Il piazzale del Centro direzionale del comune di Iglesias, in via Isonzo, ha ospitato ieri pomeriggio l’assemblea pubblica organizzata dalle segreterie territoriali dei lavoratori metalmeccanici, FIOM CGIL, FSM CISL e UILM UIL, sui temi legati al futuro del territorio del Sulcis Iglesiente: lavoro, industria, ambiente e sviluppo.

Hanno partecipato i segretari nazionali di categoria, Loris Scarpa (FIOM CGIL), Valerio D’Alò (FIM CISL) e Guglielmo Gambardella (UILM UIL), con i segretari territoriali Roberto Forresu (FIOM CGIL), Giuseppe Masala (FSM CISL) e Renato Tocco (UILM UIL). Al loro fianco e al fianco dei lavoratori, c’erano il sindaco di Iglesias e presidente della provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai, il presidente del Consorzio industriale e sindaco di Carbonia Pietro Morittu, diversi colleghi sindaci dei Comuni del Sulcis Iglesiente tra i quali è intervenuto Ignazio Atzori primo cittadino di Portoscuso, i consiglieri regionali Alessandro Pilurzu (PD) e Gianluigi Rubiu (FDI).

“Insieme per decidere il futuro – Il territorio ha bisogno di rispetto, impegno e risposte” è uno messaggi intorno ai quali si sono sviluppati tutti gli interventi, perché è finito il tempo dei rinvii mentre il territorio vive il tempo delle risposte che si chiedono al Governo nazionale e alla Regione Sardegna per rilanciare l’apparato industriale e l’economia di un territorio che vive tempi di sempre maggiore difficoltà.

Con la soluzione delle annose vertenze aperte, Eurallumina, Sider Alloys e Portovesme srl ma anche quella della Centrale Grazia Deledda dell’Enel, il territorio necessita di interventi urgentissimi per la realizzazione delle bonifiche, che sono indispensabili per l’individuazione di nuove aree attrezzate da mettere a disposizione di nuovi imprenditori. Il territorio chiede progetti rispettosi dell’ambiente, perché sono finiti i tempi che lo hanno visto, sotto il ricatto occupazionale, subire una pesantissima devastazione.

Nel corso degli interventi si è parlato anche del nuovo incontro ministeriale che dovrebbe svolgersi il prossimo 3 giugno, annunciato via social ma non ancora ufficializzato alle organizzazioni sindacali, che non potrà essere come i precedenti privo di risposte.

Al termine dell’assemblea abbiamo intervistato il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, e i segretari territoriali Roberto Forresu (FIOM CGIL), Giuseppe Masala (FSM CISL) e Renato Tocco (UILM UIL).

 

La Provincia del Sulcis Iglesiente prosegue senza sosta gli interventi di pulizia e manutenzione degli alvei fluviali nel territorio. Si tratta di un’attività fondamentale per la tutela dell’ambiente e la sicurezza delle nostre comunità, volta a prevenire il rischio idrogeologico e a garantire il corretto deflusso delle acque, soprattutto in vista delle stagioni più piovose.
Le operazioni, portate avanti con impegno e continuità, interessano diversi tratti dei corsi d’acqua e prevedono la rimozione della vegetazione infestante, dei detriti e di ogni elemento che possa ostacolare il normale scorrimento.
«Questi interventi rappresentano una priorità per il nostro territorio. La manutenzione costante degli alvei fluviali è essenziale per prevenire criticità e garantire maggiore sicurezza ai cittadini, unendo prevenzione e cura del territorio», ha detto il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai.
«Si tratta di un lavoro importante e programmato, che prosegue con metodo e attenzioneha aggiunto il vicepresidente e consigliere delegato Gianluigi Loru -. L’obiettivo è mantenere in efficienza i corsi d’acqua e ridurre il rischio idraulico, con interventi mirati e continui. Si tratta di un lavoro silenzioso ma essenziale, che contribuisce concretamente alla salvaguardia del territorio e alla qualità della vita dei cittadini. Continueremo a monitorare e intervenire con responsabilità e attenzione, per un ambiente più sicuro e sostenibile per tutti.»
Gli interventi nelle foto allegate si riferiscono a Riu Bau Viana – direzione Siliqua limitrofa alla SP2, Riu Cixerri – Villamassargia e Riu de Foras – Villamassargia – parallela alla SP88.

Il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, ha approvato tre decreti deliberativi riguardanti altrettanti progetti di fattibilità tecnico-economica per interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della rete viaria provinciale.
Gli interventi, finanziati riguardano in particolare:
– la SP 2 – tratto Villamassargia, per un investimento complessivo di 500.000 euro
– la SP 1 – Santadi per un importo di 100.000 euro
– la SP 82 – tratto bivio SS 126 Gonnesa – bivio SP 2 Portoscuso, con un finanziamento complessivo di oltre 411.000 euro
Si tratta di opere fondamentali per migliorare la sicurezza stradale, la percorribilità e la qualità delle infrastrutture in un territorio strategico per mobilità, sviluppo e collegamenti tra i centri urbani.
«Con questi provvedimenti proseguiamo con determinazione nel lavoro di messa in sicurezza della nostra rete viaria. Investire sulle strade significa tutelare i cittadini, sostenere le attività produttive e garantire collegamenti più efficienti tra i territori. Questi interventi rappresentano un passo concreto verso una viabilità più moderna e sicura», ha detto il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai.
«L’approvazione dei progetti di fattibilità è un passaggio fondamentale che ci consente di accelerare verso la realizzazione delle opere. Abbiamo individuato interventi prioritari su tratti particolarmente critici, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e rispondere alle esigenze delle comunità locali», ha aggiunto il consigliere delegato alla Viabilità, Sasha Sais.

Questa mattina il Consiglio provinciale ha approvato il Rendiconto della gestione per l’esercizio finanziario 2025, il primo della Provincia del Sulcis Iglesiente dalla sua istituzione con autonomia gestionale a partire dal 1° giugno 2025.
Il documento rappresenta la “fotografia” dell’attività amministrativa al 31 dicembre 2025 e assume un valore particolarmente significativo: si tratta infatti del primo rendiconto approvato da un organo eletto dopo oltre 13 anni, segnando l’avvio concreto di una nuova fase istituzionale per il territorio.

Nonostante la gestione limitata a sette mesi effettivi, l’Amministrazione ha garantito il rispetto degli equilibri di bilancio, registrando un equilibrio pari a 1.254.483,08 euro e un equilibrio complessivo di 628.840,48 euro. Il risultato di amministrazione si attesta a 22.104.888,36 euro, di cui oltre 18 milioni di euro vincolati e circa 2,2 milioni di euro disponibili.

Nel corso del 2025 sono stati approvati gli atti fondamentali per il funzionamento dell’Ente, avviato il rafforzamento della struttura amministrativa attraverso nuove assunzioni e realizzata una prima rimodulazione della spesa con priorità a scuole e viabilità. Tra i risultati più rilevanti, l’ottenimento di nuovi finanziamenti, tra cui 13 milioni di euro per la realizzazione di piste ciclabili, e l’avvio della progettazione di ulteriori interventi strategici.

Importanti anche le scelte sul piano territoriale e istituzionale: l’adesione all’AUSI e al Cammino Minerario di Santa Barbara, il subentro nella gestione dei bandi PNRR per l’edilizia scolastica e nella tutela ambientale, con l’approvazione del piano di eradicazione dei cinghiali nell’isola di San Pietro.

Sul fronte dei servizi, la Provincia ha garantito la gestione autonoma del diritto allo studio, con particolare attenzione al supporto agli studenti con disabilità e al trasporto scolastico, e ha avviato progettualità in ambito sociale e giovanile, tra cui il progetto “Province x Giovani”, finanziato nei primi mesi del 2026.

Il rendiconto è stato inoltre influenzato da due fattori straordinari: l’avvio dell’attività a metà anno e la gestione della fase liquidatoria della cessata Provincia del Sud Sardegna, che ha comportato rilevanti movimentazioni finanziarie legate al trasferimento delle risorse agli enti subentranti.

Tra i dati principali, si evidenziano entrate accertate per oltre 173 milioni di euro e spese impegnate per circa 105 milioni di euro con una forte incidenza dei trasferimenti correnti legati alla redistribuzione delle risorse della precedente Provincia.
Significativo anche il Fondo Pluriennale Vincolato, pari a oltre 16 milioni di euro, a testimonianza della programmazione degli investimenti su più annualità, in particolare per opere pubbliche.
Dal punto di vista economico-patrimoniale, il conto economico registra un utile di 25,6 milioni di euro, mentre il patrimonio netto dell’Ente raggiunge i 63,6 milioni di euro.

«L’approvazione del rendiconto 2025 segna un passaggio fondamentale per la nostra giovane Provincia – ha dichiarato il presidente Mauro Usai -. In pochi mesi abbiamo costruito le basi amministrative e finanziarie dell’Ente, garantendo equilibrio di bilancio e avviando interventi concreti su scuola, viabilità, ambiente e sviluppo territoriale. È un risultato che testimonia la capacità dell’Amministrazione di affrontare una fase complessa e straordinaria, guardando però con decisione al futuro del Sulcis Iglesiente.»
Il Presidente ha inoltre sottolineato come il lavoro svolto nel 2025 rappresenti solo l’inizio di un percorso più ampio: «Stiamo costruendo una Provincia che vuole essere protagonista della programmazione e dello sviluppo del territorio, attraverso una visione strategica condivisa e orientata alla crescita sostenibile».

Contestualmente, l’Ente ha avviato il percorso per la redazione del Piano Strategico Provinciale, attualmente in fase di predisposizione, che definirà le linee di sviluppo e valorizzazione del territorio nei prossimi anni.
Con l’approvazione del rendiconto, la Provincia consolida il proprio percorso istituzionale e rafforza la propria struttura organizzativa, ponendo le basi per una programmazione sempre più efficace e orientata ai bisogni della comunità.