2 August, 2026
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Dopo il voto contrario al PUC, a Iglesias il consigliere Federico Melis lascia la maggioranza che sostiene la Giunta di Mauro Usai.

«Con la presente nota intendo rendere pubblica la mia decisione di uscire dal gruppo di maggioranza in seno al Consiglio comunale di Iglesiasscrive in una nota il consigliere comunale del gruppo “Iglesias Avanti” Federico Melis -. La scelta, meditata e sofferta, non è frutto di dinamiche personali, ma di ragioni politiche e istituzionali precise, che ritengo doveroso illustrare ai cittadini che mi hanno accordato la loro fiducia.»

«Nel corso della recente seduta consiliare di ieri, ho espresso voto contrario all’adozione del Piano Urbanistico Comunaleaggiunge Federico Melis -. In queste ore sento molti parlare di “risultato storico”, di un traguardo raggiunto dopo 46 anni. Ebbene, vorrei offrire una lettura diversa di quei 46 anni. Se Iglesias non ha mai approvato un piano urbanistico in quasi mezzo secolo, non è stato per incapacità o inerzia: è stato perché, in passato, sedevano in questo Consiglio persone di cultura e di spessore istituzionale che mai avrebbero apposto il proprio voto favorevole su un atto di tale portata senza conoscerne il contenuto nel dettaglio, senza un indirizzo politico condiviso e senza aver svolto fino in fondo il proprio ruolo di rappresentanti dei cittadini. Quella era responsabilità. Quella era serietà amministrativa.»

«Oggi, invece, assistiamo a una situazione paradossale e, a mio avviso, istituzionalmente inaccettabile: ai consiglieri comunali è stato fatto firmare un documento attestante le proprie incompatibilità – atto con rilevanti implicazioni personali e giuridiche – mentre analoga cautela non è stata richiesta ai componenti della Giunta, i quali hanno invece svolto un ruolo ben più incisivo sull’atto: hanno dato l’indirizzo politico al PUC, lo hanno predisposto, e hanno condotto le interlocuzioni con gli organi della Regione – rimarca Federico Melis -. Una asimmetria che non ha giustificazione logica né giuridica, e che la dice lunga sul metodo con cui questo procedimento è stato gestito. Non mi è stato possibile votare a favore di un atto portato in aula in queste condizioni.»

«Ciò che ha reso insostenibile la mia permanenza nella maggioranza non è soltanto questo singolo episodio, ma un metodo di governo che si è rivelato, nel tempo, privo di vera collegialità sottolinea il consigliere comunale di “Iglesias Avanti” -. Le decisioni vengono assunte senza un reale coinvolgimento di tutti i componenti della coalizione; il confronto interno è ridotto a una mera formalità; le posizioni critiche vengono ignorate anziché valorizzate come contributo al miglioramento dell’azione amministrativa. Non è questo il modo in cui intendo esercitare il mandato che i cittadini mi hanno conferito.»

«Uscire dalla maggioranza non significa abbandonare l’impegno per Iglesias. Continuerò a svolgere il mio ruolo di consigliere comunale con la stessa dedizione e lo stesso senso di responsabilità di sempre, nell’interesse esclusivo della città e dei suoi abitanti, al di fuori di logiche di appartenenza che hanno dimostrato di non lasciare spazio a un confronto autentico conclude Federico Melis -. Resto disponibile al dialogo con chiunque, maggioranza compresa, ogniqualvolta si tratterà di discutere nel merito di provvedimenti che riguardano il futuro di Iglesias.»

La Provincia del Sulcis Iglesiente ha approvato due importanti provvedimenti che consentiranno l’avvio di interventi per la messa in sicurezza e la manutenzione degli edifici scolastici del territorio per un valore complessivo di 830.000 euro.

Con il decreto del Presidente n. 66 del 3 giugno 2026 è stato approvato il documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP) relativo ai lavori di manutenzione straordinaria degli edifici scolastici provinciali per l’annualità 2026. L’intervento, del valore complessivo di 230.000 euro, sarà finanziato interamente con risorse del bilancio provinciale e consentirà di programmare una serie di opere finalizzate a garantire adeguati livelli di sicurezza, efficienza e funzionalità del patrimonio scolastico.

L’approvazione del documento di Indirizzo alla Progettazione rappresenta il primo passo per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura necessari alla redazione dei progetti esecutivi e alla successiva realizzazione degli interventi.

Con il decreto del Presidente n. 64 del 3 giugno 2026 è stato inoltre approvato il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica relativo ai lavori urgenti di risanamento delle coperture dell’Istituto di Istruzione Superiore “Asproni-Fermi” di Iglesias, nell’ambito del Piano straordinario di edilizia scolastica Iscol@.

L’intervento prevede un investimento complessivo di 600.000 euro, finanziato per 593.897,20 euro dalla Regione Autonoma della Sardegna e per 6.102,80 euro dalla Provincia del Sulcis Iglesiente. Le opere consentiranno di intervenire in modo significativo sulle coperture dell’istituto scolastico di via Giovanni Falcone, migliorando le condizioni di sicurezza e conservazione dell’edificio.

«La scuola rappresenta una priorità assoluta per la nostra amministrazionedichiara il Presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai -. Con questi provvedimenti confermiamo la volontà di investire in edifici scolastici più sicuri, efficienti e adeguati alle esigenze degli studenti e del personale scolastico. Si tratta di interventi concreti che rafforzano il nostro impegno nella tutela del patrimonio pubblico e nel miglioramentoì della qualità degli ambienti destinati alla formazione delle nuove generazioni.»

Alla soddisfazione del Presidente si unisce quella della consigliera delegata all’Edilizia scolastica, Daniela Massa, che sottolinea l’importanza della programmazione degli interventi sul patrimonio scolastico provinciale: «L’approvazione di questi interventi conferma l’attenzione costante della Provincia verso il patrimonio scolastico e la sicurezza degli studenti e del personale. Il nostro obiettivo è garantire scuole sempre più sicure, funzionali e adeguate alle esigenze della didattica moderna. In particolare, il progetto sull’Istituto Asproni-Fermi di Iglesias consentirà di risolvere criticità importanti legate alle coperture dell’edificio, mentre il piano di manutenzione straordinaria 2026 ci permetterà di intervenire in maniera programmata su diversi istituti del territorio. Continuiamo a lavorare affinché le scuole del Sulcis Iglesiente possano offrire ambienti di qualità, accoglienti e all’altezza delle aspettative delle nostre comunità scolastiche».

 

Il Consiglio comunale di Iglesias ha approvato il PUC con 16 voti a favore e 5 contrari. Il via libera al nuovo strumento di pianificazione urbanistica, atteso dalla città di Iglesias da ben 45 anni, è arrivato al termine di quattro ore di un vivace dibattito, con le critiche arrivate da due consiglieri di minoranza (Luigi Biggio di “Fratelli d’Italia” e Antonio Zedde di “Nuova Iglesias”) e tre di maggioranza (Simone Pinna e Marco Loddo di “Progetto Sardegna” e Federico Melis di “Iglesias Avanti”), che hanno rimarcato in particolare la poca attenzione prestata alla valorizzazione del centro storico cittadino e hanno votato contro.

Pieno sostegno al Piano, arrivato a conclusione di un lavoro durato ben otto anni, iniziato nell’ultimo scorcio della consiliatura guidata dal sindaco Emilio Gariazzo e presentato dall’assessora dell’Urbanistica Giorgiana Cherchi, è arrivato dai consiglieri dei gruppi “Mauro Usai sindaco”, “Partito Democratico”, “Uniti per Iglesias”, “Progetto per Iglesias” e “Gruppo Misto” e dagli assessori intervenuti nel dibattito.

Il dibattito è stato concluso dall’intervento del sindaco Mauro Usai che ha definitivo il PUC perfettibile nel percorso che seguirà con i due mesi dedicati alle osservazioni dei cittadini e al successivo vaglio da parte della Regione che precederà, se non interverranno ostacoli insormontabili, l’approvazione definitiva.

La votazione finale è stata preceduta dalle singole votazioni per le sette parti di cui si compone il PUC (ZTO Gruppo 1: A+B, ZTO Gruppo 2: C1-C, ZTO Gruppo: C2 di recupero, ZTO Gruppo: D+G, ZTO Gruppo 5: H+S, ZTO Gruppo 6: F, ZTO Gruppo 7: E).

Giampaolo Cirronis

Allegate le interviste al sindaco Mauro Usai e all’assessora dell’Urbanistica Georgiana Cherchi

Mauro Usai Giorgia Cherchi

 

In una cornice carica di commozione e orgoglio, la storica Caserma “Trieste” di Iglesias ha ospitato oggi la solenne cerimonia di apposizione degli “Alamari” e il giuramento degli allievi carabinieri del 144° Corso, un percorso formativo quest’anno intitolato alla memoria del carabiniere Medaglia d’Oro al Valor Militare Lorenzo Gennari.

A stringersi attorno ai giovani militari, in un abbraccio ideale che unisce le Istituzioni e i cittadini, sono intervenute illustri autorità militari, civili e religiose. Hanno conferito il massimo prestigio alla giornata il Comandante delle Scuole dell’Arma dei carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Marco Minicucci, il Comandante della Legione allievi carabinieri, Generale di Divisione Marco Lorenzoni, il sindaco della città di Iglesias, Mauro Usai, e il vescovo di Iglesias, Sua Eccellenza Monsignor Mario Farci.

Uno dei momenti più toccanti della giornata è stato il profondo e sentito ringraziamento rivolto alle famiglie degli allievi. Il Generale Marco Minicucci, in particolare, ha voluto ricordare con affetto come la coraggiosa e nobile scelta di questi giovani di indossare l’uniforme sia il riflesso prezioso dell’educazione ricevuta in casa. È proprio all’interno delle mura domestiche che sono sbocciati quei valori fondanti di onestà, rispetto e profondo senso civico, indispensabili per chi sceglie di dedicare la propria vita allo Stato e al bene comune.
Con parole altrettanto cariche di emozione e significato, il Comandante della Scuola, il colonnello Saverio Ceglie, ha ricordato agli allievi l’essenza intima degli Alamari che da oggi portano cuciti addosso. Rivolgendosi direttamente ai ragazzi ha sottolineato: «Essere carabiniere non è un mestiere, è una scelta di vita assoluta. Si è carabinieri sempre, in ogni momento, in servizio e fuori servizio, e oggi, con il giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana, state promettendo di essere i custodi della legalità».
La cerimonia ha vissuto passaggi dal profondo valore simbolico, scanditi dall’emozione di tutti i presenti:
– la celebrazione della giornata in onore delle Medaglie d’oro al Valor militare, con la lettura della motivazione dell’onorificenza concessa all’eroe Lorenzo Gennari, cui è intitolato il corso;
– l’apposizione degli alamari agli allievi da parte dei familiari che sono entrati nello schieramento. All’allievo carabiniere maggiormente distintosi per rendimento, gli alamari sono stati apposti direttamente dal Generale di Corpo d’Armata Marco Minicucci;
– il Giuramento solenne. Al cospetto della Bandiera d’Istituto, gli allievi hanno prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana. Al grido all’unisono di “Lo giuro”, ha fatto seguito l’Inno nazionale.
La mattinata si è conclusa con il tradizionale ammassamento e lo sfilamento in parata di tutti i reparti in armi: una splendida dimostrazione di ferrea disciplina, affiatamento e dell’eccellente livello di addestramento raggiunto dai frequentatori del 144° Corso.

Oggi la grande famiglia dell’Arma accoglie questi nuovi carabinieri. Presto raggiungeranno i rispettivi reparti territoriali, pronti ad essere non solo custodi della legge, ma un volto amico, un saldo presidio di protezione, umanità e vicinanza per le comunità di tutta Italia.

Questa mattina, a Carloforte, si è svolta la cerimonia di intitolazione del Centro velico dell’Istituto globale al professor Giuseppe Bonifai, storico preside dell’Istituto Nautico e figura di riferimento per intere generazioni di studenti e per la tradizione marinaresca dell’isola di San Pietro.
Alla cerimonia hanno preso parte il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai, la consigliera delegata alla Pubblica Istruzione Daniela Massa e il consigliere delegato Pierangelo Rombi, insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali, del mondo scolastico e della comunità carlofortina.
Il Centro velico, inaugurato nel 2025, rappresenta una struttura di grande valore didattico, sportivo e culturale, nata grazie alla collaborazione tra scuola e istituzioni per valorizzare il legame storico tra Carloforte, il mare e la formazione nautica.

«Intitolare questo Centro velico al professor Giuseppe Bonifai significa rendere omaggio a una figura che ha segnato profondamente la storia della scuola e della comunità di Carloforte – ha dichiarato il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai -. Questa intitolazione rappresenta un gesto di memoria e riconoscenza verso una persona che ha lasciato un segno indelebile nel territorio.»
«La scuola non è soltanto un luogo di formazione, ma anche uno spazio di identità e di memoria collettivaha sottolineato la consigliera delegata Daniela Massa -. Dedicare il Centro velico al professor Bonifai significa offrire ai ragazzi un esempio positivo di passione, dedizione e servizio alla comunità scolastica.»
«Il mare è parte integrante della storia e della cultura di Carloforte e il professor Bonifai ha saputo valorizzare questa vocazione attraverso il suo lavoro educativoha aggiunto il consigliere delegato Pierangelo Rombi -. Questo Centro velico rappresenta oggi un punto di riferimento importante per i giovani e per tutto il territorio.»

L’intitolazione del Centro velico si inserisce nel percorso di valorizzazione della memoria storica e delle eccellenze del territorio promosso dalla Provincia del Sulcis Iglesiente insieme alle istituzioni scolastiche e locali.

Il sindaco Mauro Usai e l’assessora della Cultura Carlotta Scema hanno presentato stamane alla stampa, nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sala riunioni del Centro direzionale di via Isonzo, la candidatura di Iglesias a Capitale italiana del Libro 2027 con il progetto “Iglesias, il Libro nel Mediterraneo”. Hanno partecipato alla conferenza stampa, Maurizio Cristella, direttore artistico della Fiera del libro di Iglesias,; Roberto Curreli, presidente del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, uno degli enti sostenitori del progetto; Alberto Francu, presidente della commissione Cultura del comune di Iglesias.

Si tratta di un percorso costruito insieme a Comuni, istituzioni, scuole, biblioteche, associazioni e realtà culturali del Sulcis Iglesiente, con l’obiettivo di lasciare un’eredità concreta e duratura. Cuore del progetto saranno gli Stati Generali dell’Editoria e la nascita dell’Istituto Mediterraneo per il Libro e la Lettura, che sorgerà negli spazi della Biblioteca Comunale Nicolò Canelles, per fare di Iglesias un punto di riferimento nazionale e mediterraneo per la cultura del libro.

Nel 2027 ricorreranno i 700 anni del Breve di Villa di Chiesa, una delle più importanti testimonianze normative medievali della Sardegna: un legame profondo tra memoria, scrittura e futuro.

I Comuni candidati sono 31, i primi 10 entreranno in finale a fine giugno e verranno presentati al ministero della Cultura. Tra loro scaturirà il vincitore a fine luglio. Oltre 250 iniziative accompagneranno questo percorso tra incontri, letture, attività educative ed eventi diffusi sul territorio.

Vediamo le interviste realizzate stamane con l’assessora della Cultura del comune di Iglesias Carlotta Scema e il direttore artistico della Fiera del libro di Iglesias Maurizio Cristella.

Carlotta Scema Maurizio Cristella

#CIDL #CIDL2027 #MIC

 

 

 

Dal 24 al 26 luglio piazza Sella, a Iglesias, sarà teatro della 5ª edizione di DiscoItaliaLive, rassegna ideata e finanziata dall’Amministrazione comunale di Iglesias guidata dal sindaco Mauro Usai e organizzata da Capricorn Concerti di Massimo Deidda.

Sul palco di Piazza Sella il 24 luglio si esibiranno gli Zero Assoluto e Alexia, il 25 luglio Dargen D’Amico e Pupo, il 26 luglio Noemi.

La rassegna è stata presentata dal sindaco Mauro Usai e dall’assessora della Cultura, Spettacolo e Grandi Eventi Carlotta Scema, nella sala riunioni del Centro direzionale di via Isonzo.

Allegate le interviste realizzate con Mauro Usai e Carlotta Scema.

Carlotta Scema Mauro Usai

Si è conclusa a Iglesias, nello storico sito minerario di Pozzo Sella a Monteponi, la seconda edizione degli Stati Generali del Cammino Minerario di Santa Barbara: due giornate di confronto, visione e progettazione condivisa che hanno riunito istituzioni, esperti, operatori del turismo, amministratori, associazioni e comunità locali attorno ai grandi temi dello sviluppo sostenibile dei territori.

L’evento si è aperto con il videomessaggio di Raffaele Fitto, Commissario europeo per la Politica regionale, che ha indicato il Cammino Minerario di Santa Barbara come un esempio concreto di politica di coesione capace di trasformare un patrimonio storico, culturale e ambientale in una leva di sviluppo territoriale, inclusione e valorizzazione delle comunità.

Per due giorni si è parlato di turismo lento e sostenibile, accessibilità, destagionalizzazione, innovazione digitale, vino ed enogastronomia, ma soprattutto di accoglienza e identità territoriale, con un focus costante sul ruolo centrale delle comunità locali nella costruzione di esperienze autentiche e durature.

Tra gli ospiti più attesi, Federico Quaranta, conduttore e autore Rai esperto di territorio e ambiente, volto storico di programmi dedicati ai paesaggi italiani e alla cultura del buon vivere, che ha offerto una riflessione intensa sul significato dell’accoglienza: «Accogliere non è ospitare, è riconoscere».

Grande attenzione anche per l’intervento di Andrea Amadei, sommelier e speaker radiofonico di Decanter su Rai Radio2, che ha raccontato il vino come espressione culturale e identitaria del territorio attraverso “I Sentieri del Carignano del Sulcis: voce e identità di una terra da godere passo dopo passo”.

La chiusura degli Stati Generali è stata affidata a Roberto Giacobbo, giornalista, divulgatore e conduttore televisivo, con l’intervento “Il tempo sotto i nostri piedi: 8.000 anni di storia tra terra, uomini e paesaggio”, un viaggio nella memoria profonda del territorio minerario e nella stratificazione culturale che rende unico il Cammino Minerario di Santa Barbara.

Durante i lavori – con la fondamentale collaborazione degli studenti dell’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “Galileo Ferraris” di Iglesias – è emersa con forza la volontà di consolidare il Cammino Minerario di Santa Barbara come modello europeo di rigenerazione territoriale, capace di connettere patrimonio minerario, paesaggio, cultura, spiritualità, ospitalità diffusa e produzioni identitarie.

«Questi Stati Generali hanno confermato che il Cammino Minerario di Santa Barbara non è soltanto un itinerario, ma una comunità in cammino che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici – ha dichiarato Mauro Usai, presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara -. Abbiamo costruito una rete di relazioni, competenze e visioni che mette al centro le persone, i territori e la qualità dell’esperienza. La sfida ora è continuare a crescere mantenendo autenticità, sostenibilità e capacità di accoglienza, perché il vero valore del Cammino risiede nelle comunità che lo rendono vivo ogni giorno.»

Gli Stati Generali, inoltre, hanno rappresentato un’occasione per fare il punto sui progetti realizzati attraverso l’Investimento Territoriale Integrato (ITI), sulle prospettive future del Cammino e sulle nuove opportunità di sviluppo legate alla federazione europea degli itinerari minerari di Santa Barbara.

Con la partecipazione di numerosi sindaci, enti territoriali, operatori culturali e professionisti del settore, l’edizione 2026 si chiude con la consapevolezza che il turismo lento può essere uno strumento concreto di rigenerazione economica, sociale e culturale, capace di generare valore duraturo per i territori e per chi li abita.

Domani 15 e sabato 16 maggio, Pozzo Sella, nella Miniera di Monteponi a Iglesias, ospiterà la seconda edizione degli Stati Generali del Cammino Minerario di Santa Barbara, appuntamento dedicato al confronto tra istituzioni, operatori, imprese, esperti e protagonisti del turismo lento e sostenibile.

Due giornate di incontri, tavole rotonde e approfondimenti per riflettere sulle prospettive di crescita del Cammino Minerario di Santa Barbara, oggi sempre più riconosciuto come modello di valorizzazione territoriale capace di generare sviluppo economico, coesione sociale e nuove opportunità per le comunità locali.

Al centro dell’edizione 2026 ci saranno i temi degli investimenti, dell’accoglienza, della costruzione di una rete territoriale di operatori e della crescita del turismo esperienziale lungo il Cammino. Un focus particolare sarà dedicato alle opportunità di sviluppo per imprese, strutture ricettive, servizi e attività locali legate ai percorsi del turismo lento.

La manifestazione si aprirà con una sessione dedicata agli investimenti e ai progetti realizzati per il territorio, con gli interventi del presidente della Fondazione CMSB Mauro Usai, dell’assessore regionale della Programmazione Giuseppe Meloni e dei rappresentanti tecnici e amministrativi della Fondazione.

Ampio spazio sarà riservato anche al racconto dei cammini come strumento di rigenerazione culturale e sociale, attraverso il confronto con esperti del settore, divulgatori, amministratori e protagonisti del turismo lento nazionale ed europeo.

Tra gli ospiti attesi figurano il divulgatore e conduttore Rai Federico Quaranta, il conduttore e autore di programmi tv Roberto Giacobbo, il giornalista e narratore del territorio Andrea Amadei, il creator internazionale del turismo lento Tom Search insieme a tanti altri professionisti del turismo, studiosi e rappresentanti delle reti dei cammini italiani ed europei.

Le tavole rotonde affronteranno temi centrali per il futuro del settore: accoglienza e comunità, inclusione e accessibilità, turismo lento e rigenerazione culturale, narrazione dei territori, promozione digitale e sviluppo delle reti europee dei cammini minerari.

La seconda edizione degli Stati Generali conferma così il ruolo del Cammino Minerario di Santa Barbara come laboratorio di innovazione territoriale e turismo sostenibile, capace di mettere in relazione patrimonio ambientale, memoria mineraria, identità culturale e nuove economie locali.

L’evento si svolgerà nella suggestiva cornice di Pozzo Sella, simbolo della storia mineraria del Sulcis Iglesiente e luogo emblematico della trasformazione del patrimonio industriale in spazio di cultura, incontro e sviluppo.

«Oggi il Cammino rappresenta molto più di un itinerario escursionistico: è una vera infrastruttura culturale e sociale capace di mettere in rete territori, comunità, amministrazioni, associazioni e operatori economici. Attorno al Cammino si sta consolidando un sistema che crea opportunità, valorizza identità e patrimoni locali e genera nuove prospettive di sviluppo sostenibile per tutto il territorio. Gli Stati Generali ruotano proprio intorno a questo obiettivo: costruire confronto, condividere esperienze e rafforzare una visione comune per il futuro del turismo lento in Sardegna»,dichiara il presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, Mauro Usai.

«Questa seconda edizione rappresenta anche un momento importante di ascolto e programmazione. Vogliamo consolidare la rete degli operatori che ogni giorno contribuiscono alla crescita del Cammino – strutture ricettive, guide, imprese, associazioni, produttori locali e amministrazioni – perché il valore di questo progetto risiede soprattutto nella capacità di generare partecipazione e comunità. Investire sul Cammino significa investire sulla qualità dell’accoglienza, sull’occupazione, sulla permanenza dei giovani nei territori e sulla valorizzazione di un patrimonio unico dal punto di vista ambientale, storico e culturale.»

«Il Cammino Minerario di Santa Barbara è oggi riconosciuto come una delle esperienze più significative del turismo lento in Italia e in Europa. Il nostro obiettivo – conclude il presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, Mauro Usai – è continuare a crescere attraverso una strategia che unisca sostenibilità, innovazione, accessibilità e promozione internazionale, mantenendo sempre al centro l’identità autentica dei luoghi e delle comunità che li abitano.»

Entra nella fase attuativa l’Investimento Territoriale Integrato (ITI) del Cammino Minerario di Santa Barbara, progetto strategico finanziato con le risorse del PR Sardegna FESR 2021-2027 e con fondi regionali, con una dotazione complessiva di 13.137.711 euro, di cui 8.637.711 euro a valere sul FESR.

La presentazione ufficiale si è svolta questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla presenza del vicepresidente della Giunta e l’assessore regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio, Giuseppe Meloni, e del presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara e sindaco di Iglesias, Mauro Usai.

«Con questo passaggio, l’ITI del Cammino Minerario di Santa Barbara entra nella fase della realizzazione ha dichiarato l’assessore Giuseppe Meloni -. Finanziamo una strategia integrata che si basa su identità, patrimonio culturale, ambiente, mobilità dolce, accoglienza e nuove opportunità per le comunità locali.»
Il presidente della Fondazione, Mauro Usai ha evidenziato come «l’ITI rappresenta un riconoscimento importante da parte della Regione Sardegna ovvero l’idea che, uno sviluppo realmente sostenibile non solo sia possibile, ma già in atto».

Per dimensione finanziaria, ampiezza territoriale e numero di Comuni coinvolti, il progetto è tra gli interventi più significativi di sviluppo territoriale integrato dedicati ai territori minerari della Sardegna. La stipula delle convenzioni e il trasferimento delle prime risorse consentono ora di avviare la fase operativa, con l’obiettivo di rigenerare il patrimonio storico, ambientale e culturale delle aree minerarie dismesse e creare nuove opportunità per i territori interessati. L’ITI permette di trasformare la strategia del Cammino Minerario di Santa Barbara in azioni mirate, a partire dalla riqualificazione strutturale dell’antica viabilità storica e dei beni in disuso nella disponibilità delle amministrazioni locali. L’esperienza del Cammino ha già mostrato una significativa capacità di attrazione e può contribuire al miglioramento dell’economia locale e al rilancio dei territori attraversati.

«I territori segnati dalla storia mineraria della Sardegna – ha sottolineato Giuseppe Melonicustodiscono una memoria profonda, ma anche potenzialità importanti per il futuro. Il nostro compito, come Regione, è accompagnare questa trasformazione: recuperare ciò che rischiava di restare in disuso e farlo diventare un insieme di infrastrutture capaci di produrre sviluppo, coesione e lavoro. Programmare significa investire dove esistono energie locali, patrimoni da valorizzare e potenzialità ancora non pienamente espresse. Il Cammino Minerario di Santa Barbaraha aggiunto l’assessore della Programmazione risponde pienamente a questa visione e indica una strada possibile per costruire crescita sostenibile e turismo diffuso a partire dai patrimoni locali. Come Regione continueremo a seguire questo percorso con attenzione, perché le risorse programmate devono tradursi in opere, servizi e risultati misurabili per i territori e per le persone che li abitano.»

Nato nel Sud-Ovest della Sardegna, il Cammino Minerario di Santa Barbara ha oggi una dimensione regionale grazie all’estensione del progetto a nuovi itinerari territoriali: il CMSB Nord Ovest nella Nurra, il CMSB Centro Sud nell’Ogliastra, Barbagia di Seulo e Sarcidano e il CMSB Sud Est nel Sarrabus Gerrei, coinvolgendo 51 Comuni e oltre 295 mila abitanti. Negli ultimi anni, il cammino ha già ottenuto risultati significativi: tra il 2022 e il 2025 le presenze sono cresciute di oltre il 464%, confermando la capacità di attrarre flussi turistici anche nei periodi di bassa stagione e contribuendo alla destagionalizzazione dell’offerta turistica regionale.

«Nei primi mesi del 2026 abbiamo registrato una crescita del 30% delle presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – ha sottolineato il presidente della Fondazione, Mauro Usaicon camminatori provenienti da tutta Italia e dall’Europa, anche in mesi tradizionalmente considerati di bassa stagione, quando la Sardegna è storicamente meno presente nei flussi turistici. Questo risultato racconta una trasformazione profonda: il patrimonio minerario, a lungo associato a crisi, abbandono e partenze, oggi si sta rivelando una risorsa viva, capace di generare lavoro stabile e di restituire identità e orgoglio alle comunità locali. Con oltre 13 milioni di euro di investimenti, tre nuovi itinerari che attraversano l’Isola da Nord a Sud e 51 Comuni coinvolti, stiamo dimostrando che l’esperienza costruita nel Sulcis Iglesiente, nell’Arburese e nel Guspinese non è un progetto circoscritto, ma un modello di sviluppo che può parlare a tutta la Sardegna.»

Infrastrutture, accoglienza e accessibilità sono i tre assi principali della strategia dell’investimento. Le azioni previste riguardano il miglioramento e la messa in sicurezza di sentieri, ciclovie e ippovie, insieme al recupero delle ferrovie minerarie dismesse come infrastrutture di mobilità dolce. Sul fronte dell’accoglienza, il progetto prevede il riuso di immobili pubblici per la realizzazione delle posadas, strutture dedicate all’ospitalità di pellegrini ed escursionisti, oltre ad azioni di efficientamento energetico e alla creazione di comunità energetiche a beneficio dei borghi attraversati dal Cammino. Un’attenzione particolare è riservata alla segnaletica, alla sicurezza e all’accessibilità universale, secondo i principi del Design for All.