2 August, 2026
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Il sindaco di Iglesias, Mauro Usai, ha revocato oggi con effetto immediato e con immediata cessazione dalla carica, il mandato all’assessore dei Lavori pubblici, Rigenerazione urbana e Grandi opere Alberto Cacciarru. Lo ha annunciato quest’ultimo, con un post pubblicato nel suo profilo Facebook a metà pomeriggio.

«Mi è stato appena notificato dal messo comunale il decreto di revoca immediata del mio mandato di assessore ai LL.PP.. Nei giorni scorsi avevo rimandato al mittente la richiesta delle mie dimissioni. L’accordo, per il quale – ingenuamente – credevo bastasse una stretta di mano e la parola tra uomini d’onore e che prevedeva durasse 5 anni, è così stato disatteso dal Sindaco.»

Alberto Cacciarru aveva ricevuto le deleghe assessoriali dei Lavori pubblici, della Rigenerazione urbana e delle Grandi opere, il 12 giugno 2023, dopo le elezioni del 28 e 29 maggio, vinte trionfalmente dalla coalizione che sosteneva la candidatura alla carica di sindaco di Mauro Usai, impostosi con il 73,73% delle preferenze. Era stato candidato nella lista Progetto per Iglesias, risultando primo dei non eletti con 110 preferenze.

«Il provvedimento di revoca ha scritto Mauro Usai nel decreto sindacale n° 2 del 14 maggio 2025non è da intendersi riferito a qualsivoglia genere di valutazione afferente a qualità personali o professionali dell’assessore revocato, ne è da intendersi sanzionatorio, ma è legato a nuovi equilibri politici.»

Mauro Usai dovrebbe nominare il nuovo assessore domani mattina e nei prossimi giorni seguirà un secondo avvicendamento in Giunta, con l’assessore in uscita destinato ad altro ruolo.

 

Oggi 11 maggio ricorre, ad Iglesias, la drammatica giornata in cui, nel 1920, durante una manifestazione di protesta, vennero uccisi, intorno alle 10 del mattino, 5 minatori tra la via Satta e la centralissima piazza Municipio ad opera delle guardie regie. Altri due minatori, feriti gravemente, morirono alcuni giorni dopo. Oltre i morti almeno una trentina di minatori riportarono ferite da arma da fuoco.

Lo scorso anno l’Amministrazione comunale di Iglesias ed il Consiglio comunale hanno proclamato questo giorno “Giornata Identitaria Iglesiente” proprio «per ricordare le vittime che hanno sacrificato la propria vita per chiedere condizioni di vita e di lavoro migliori – ebbe a dire il sindaco Mauro Usai -. Una giornata divenuta il simbolo della nostra identità costruita sui valori della democrazia, del lavoro e della giustizia sociale».

Da diversi anni la ricorrenza viene mantenuta viva, nella memoria collettiva, attraverso una rievocazione storica che ha visto protagonisti gli alunni della scuola primaria e secondaria dell’Istituto Comprensivo Eleonora D’Arborea, veri artisti in erba, riproponendo una pagina tragica della nostra storia cittadina.

La rievocazione è sempre seguitissima da un folto pubblico per il suo impatto estremamente emozionale. Per questa ragione lo scorso anno parecchie decine di persone, quindi non solo i ragazzi delle scuole, hanno deciso di partecipare attivamente alla manifestazione vestendo gli abiti dell’epoca, facendo rivivere l’atmosfera di quegli anni, gli usi e i costumi in voga allora. Il centro storico di Iglesias, con le sue piazze e le strette vie, si è così trasformato, per un giorno, in un vastissimo set cinematografico con donne, uomini, giovani e meno giovani e tanti bambini intenti nelle attività quotidiane, attori improvvisati per un giorno ma straordinariamente calati nella propria parte.

Dallo scorso anno la rievocazione è organizzata dalla neo costituita “Associazione 11 maggio 1920”, col patrocinio del Comune, portando avanti con grande dedizione questa ricorrenza, investendo il proprio tempo per far crescere la rievocazione, attraverso la ricerca storica documentale, perché questi tragici eventi siano il monito per un futuro migliore.

Carlo Martinelli

 

 

E’ stato ufficializzato oggi il passaggio di consegne tra il comune di Narcao e la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara per la gestione degli Ostelli di “Rosas”, all’interno del villaggio che tutt’oggi esprime una delle più affascinanti testimonianze di archeologia mineraria nel cuore del Sulcis.

L’accordo, siglato tra il sindaco di Narcao, Antonello Cani, e il presidente della Fondazione CMSB, Mauro Usai, rappresenta un passo importante per promuovere il turismo sostenibile e la valorizzazione del territorio, attraversato dai pellegrini nella tappa 17 del Cammino Minerario di Santa Barbara che, da Orbai, conduce a Rosas, collegando due importanti siti minerari con un ricco patrimonio di archeologia come il nuraghe Monte Scorra.

La convenzione tra i due enti, inizialmente di durata biennale, prevede che la struttura ricettiva, già esistente, venga trasformata in “posada” attraverso interventi di riqualificazione e potenziamento dei servizi, con l’obiettivo di attrarre un numero crescente di camminatori appassionati di storia e natura. La Miniera di Rosas, infatti, è una delle più antiche dell’isola: fu scoperta nel 1832, e il suo sfruttamento fu concesso dal Regno di Sardegna nel 1851, poco dopo Monteponi e Montevecchio.

«Il valore strategico della collaborazione con la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, protagonista di un processo di sviluppo culturale, ambientale ed economico che coinvolge i territori, creando nuove opportunità per i pellegrini e, al contemporaneo, per le comunità locali», ha detto il sindaco di Narcao, Antonello Cani.

«La firma della convenzione permette di preservare e valorizzare un luogo simbolo della nostra storia e di rafforzare, ulteriormente, il proprio valore culturale e ambientale, continuando a raccontare, anche in chiave turistica, l’identità dei nostri territori», ha aggiunto il presidente della Fondazione del Cammino Minerario di Santa Barbara, Mauro Usai.

Con due appuntamenti pubblici nel cuore della città, il comune di Iglesias conclude le celebrazioni dedicate ai 100 anni di Porto Flavia, iniziate ufficialmente il 27 aprile 2024, quando il Consiglio comunale si è riunito in seduta straordinaria proprio a Porto Flavia, approvando all’unanimità l’avvio di un percorso di valorizzazione condiviso. In questi mesi progettisti, creativi, graphic designer e video artisti hanno lavorato allo sviluppo di idee, interventi e nuove proposte per rinnovare l’attrattività di questo straordinario sito, grazie al ridisegno visivo e sonoro del percorso di visita a cura di StudioLanda, alla nuova immagine coordinata firmata da Sabina Era e alla definizione di un calendario di eventi e attività.
Nel mese di maggio, anticipando anche le celebrazioni per l’eccidio dei minatori del 1920 e la Giornata nazionale delle miniere, Porto Flavia è al centro di alcuni eventi pubblici di restituzione del percorso di co-progettazione sviluppato in questi mesi.
L’8 maggio, alle ore 18.30, in Piazza Municipio, sarà inaugurata la mostra urbana “Paesaggi dell’anima da Nebida a Porto Flavia in 14 fotografie”, a cura di Dario Coletti. L’esposizione vuole rinnovare la relazione tra la comunità e il sito minerario, occupando simbolicamente il cuore della città con una narrazione artistica ed emotiva di questi luoghi.
L’allestimento, ideato da Giovanni Maria Filindeu con Giampaolo Scifo, prevede strutture espositive leggere che richiamano le geometrie della galena argentifera attraverso i suoi contorni.
Il 9 maggio, alle ore 20.30, in Piazza Sella, sarà la volta di “Cubo, un volume in volo”, una performance spettacolare di danza verticale e circo aereo della compagnia Eventi Verticali, con regia di Andrea Piallini.
«Come Amministrazione comunalecommenta il sindaco Mauro Usaiabbiamo scelto di credere nel valore della cultura come strumento di rigenerazione, di consapevolezza, di bellezza condivisa. Perché guardare con occhi nuovi ciò che ci circonda significa anche avere il coraggio di immaginare nuovi orizzonti, nuove forme di futuro. In questi cento anni, Porto Flavia ha rappresentato per Iglesias una straordinaria sintesi di ingegno e lavoro; oggi vogliamo che sia anche simbolo della nostra capacità di reinventare il futuro attraverso la cultura, l’arte e l’innovazione.»

Dal 7 al 10 maggio, Iglesias ospita un gruppo di studiosi, esperti e professionisti di rilievo internazionale, riuniti nel board scientifico dei 100 anni di Porto Flavia. Tra loro Annalisa Metta, architetto del paesaggio e presidente della Società Italiana di Architettura del Paesaggio; Marc Tortoioli Ricci, designer e docente esperto di comunicazione dei territori; Isabella Inti, architetto e urbanista impegnata nei progetti di rigenerazione temporanea; Lucio Nardi, architetto e promotore di programmi culturali partecipati; Linda Di Pietro, manager culturale e direttrice artistica di BASE Milano; e Simone Mangili, esperto internazionale di sostenibilità urbana e direttore della Carbon Neutral Cities Alliance.
Le attività si inseriscono in un percorso più ampio di celebrazione e valorizzazione del sito minerario, avviato ufficialmente il 27 aprile 2024 con una seduta straordinaria del Consiglio comunale a Porto Flavia. Da quel momento, su mandato dell’Amministrazione, progettisti, creativi e operatori culturali hanno lavorato alla costruzione di nuove idee, alla definizione di un’immagine rinnovata del sito e alla progettazione condivisa di eventi pubblici, in collaborazione con il Parco Geominerario, le associazioni e i gestori locali.
Durante la loro permanenza, i membri del board visiteranno i luoghi simbolo dell’epopea mineraria della città, raccoglieranno testimonianze, si confronteranno con amministratori e la comunità locale, elaborando prospettive, visioni e azioni concrete per il futuro del territorio.
Gli esiti delle giornate di studio saranno raccolti in un documento che costituirà il fondamento della “Carta di Porto Flavia”, un manifesto di indirizzo strategico per orientare il futuro del paesaggio minerario e per promuovere la valorizzazione culturale ed economica di Iglesias.
«Accogliere a Iglesias un board scientifico di questo livellosottolinea il sindaco Mauro Usai è motivo di grande orgoglio. Le loro competenze ed esperienze internazionali saranno preziose per costruire una visione condivisa e ambiziosa del futuro del nostro patrimonio minerario. Lavoriamo affinché la memoria del nostro passato sia anche leva di sviluppo e di innovazione per le nuove generazioni.»

Città di Iglesias

Biografie dei componenti del Board Scientifico:

Annalisa Metta
Architetto, PhD in Architettura dei Parchi, Giardini e Assetto del Territorio, è professore ordinario di Architettura del Paesaggio presso l’Università Roma Tre. Nel 2017 è stata selezionata dalla School of Design – University of Pennsylvania tra i 16 studiosi emergenti più interessanti nel campo dell’architettura del paesaggio. Attualmente è presidente della Società Italiana di Architettura del Paesaggio.

Marco Tortoioli Ricci
Designer e docente, si occupa di progettazione di sistemi di identità visiva e comunicazione dei territori. È fondatore di Bcpt Associati e del collettivo Co.Mo.Do per la comunicazione sociale. Insegna all’ISIA di Urbino e all’Accademia di Belle Arti di Perugia ed è presidente dell’Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva (AIAP).

Isabella Inti
Architetto, tecnico del paesaggio e PhD in Pianificazione Territoriale presso l’IUAV di Venezia. Docente di Urban Planning al Politecnico di Milano e direttrice tecnica del Corso post-laurea in Riuso Temporaneo. Fondatrice e presidente dell’associazione Temporiuso.net, attiva nella progettazione partecipata e nella rigenerazione urbana.

Lucio Nardi
Architetto e PhD IUAV, vive e lavora a Berlino. Opera come progettista e docente universitario (Bauhaus-Universität Weimar, IUAV Venezia, Università degli Studi di Cagliari) ed è specializzato in programmi culturali partecipati che coinvolgono comunità locali.

Linda Di Pietro
Laureata in Semiotica dell’Arte all’Università di Siena e specializzata nella gestione di progetti culturali presso la Fondazione Fitzcarraldo. Direttrice artistica e culturale di BASE Milano, docente di progettazione culturale contemporanea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Simone Mangili
Executive Director della Carbon Neutral Cities Alliance, laureato al Bard College e con un Master in Pianificazione Regionale presso la Cornell University. Esperto internazionale di sostenibilità urbana ed equità sociale, ha collaborato con università e città in Europa, Stati Uniti e Medio Oriente.

Giovedì 8 maggio, a Iglesias, si terrà l’incontro pubblico “Sulcis Iglesiente, il territorio si ascolta”, organizzato dall’assessorato regionale della Programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L’appuntamento sarà un momento di confronto aperto con il territorio, durante il quale condividere il percorso partecipativo della Programmazione Territoriale del Sulcis Iglesiente.

All’incontro, interverranno:

  • Mauro Usai, sindaco di Iglesias
  • Giuseppe Meloni, assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio
  • Emanuele Cani, assessore all’Industria
  • Ilaria Portas, assessora della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport
  • Elisabetta Neroni, direttore generale Centro Regionale di Programmazione
  • Veronica Rocco, facilitatrice Intellettuale
  • Luigi Scarola, moderatore Intellera

L’appuntamento è alle ore 15.30 di giovedì 8 maggio 2025 al Centro Culturale di via Carlo Cattaneo 82, a Iglesias.
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Pasqua 2025 nel Sulcis Iglesiente si preannuncia ricca di appuntamenti tra Villamassargia e Iglesias in cooperazione tra loro per il rilancio turistico del territorio. I due Comuni, guidati rispettivamente da Debora Porrà e Mauro Usai, propongono infatti una programmazione di eventi di forte richiamo spirituale e artistico dedicati alla Settimana Santa, grazie al riconoscimento ottenuto dell’assessorato regionale al Turismo.
Mistero, fede, folclore e riti atavici ad Iglesias si uniscono a quelli caratterizzati da un ponte culturale tra Villamassargia e Gerusalemme con i loro simboli più rappresentativi: s’Ortu Mannu e il Getsemani, i cui olivi, secondo lo studio commissionato da Ausi all’Università di Sassari, sarebbero coevi. Un mix di culture e tradizioni che pone la Sardegna al centro del Mediterraneo e che vede, per una promozione di qualità, lo sforzo congiunto dell’Amministrazione della città mineraria e quella degli alberi secolari. Una sinergia tra Enti iniziata a luglio scorso con la proposta di prodotti turistici “intercomunali” e rinnovata anche in occasione degli appuntamenti della Settimana Santa ormai imminente.
Da una parte le grandi processioni della Settimana Santa (15-17-18 aprile) che inscenano la Passione e la morte di Cristo nelle vie della città medievale, dall’altra musiche antiche e spettacoli teatrali sulle ultime ore della vita di Gesù, scritti dall’autore e regista Gianluca Medas, che accompagnano i fedeli nel percorso della Pasqua massargese. Tra questi spicca la pièce teatrale “Il tradimento di Giuda”, al monumento naturale s’Ortu Mannu in programma lunedì 14 aprile, alle ore 17.00.
Per poter offrire un’occasione unica di turismo integrato ed esperienziale, comune di Villamassargia e comune di Iglesias, con il coinvolgimento della Pro Loco di Villamassargia e Iglesias Turismo, hanno sottoscritto una convenzione che propone un tour guidato per i turisti e chiunque fosse interessato.
«Dopo gli ottimi risultati riscossi l’estate scorsa, proseguiamo convintamentehanno dichiarato i sindaci Debora Porrà e Mauro Usaiuna proficua collaborazione in un’ottica univoca che mette al centro la crescita e la promozione del Sulcis Iglesiente e permettendo a chi viene a visitarci di conoscere aspetti troppo spesso sottovalutati del nostro territorio.»
Iglesias Turismo metterà a disposizione un minibus con una guida professionale, in partenza dalla città mineraria lunedì 14 aprile, alle ore 16.00, per offrire un pacchetto che prevede l’arrivo a S’Ortu Mannu, alle ore 16.30 circa, per la visione dello spettacolo teatrale, visita culturale presso il Monumento Naturale, con degustazione di prodotti tipici a cura della Pro Loco e, al ritorno, visita alla galleria Villa Marina. Il costo è di 10 euro. Per informazioni e iscrizioni si può telefonare all’ufficio del Turismo di Iglesias al numero 0781 274507. La sede è aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.

Questa mattina il sindaco di Iglesias Mauro Usai e l’amministratore unico di IGEA Spa, Salvatore Mattana, hanno sottoscritto due importanti contratti di comodato d’uso che rivestono una rilevanza strategica per la valorizzazione del sito minerario di Porto Flavia.

Grazie al primo accordo, il comune di Iglesias potrà utilizzare l’ex area camper di Masua, mentre il secondo consentirà di migliorare sensibilmente l’accessibilità alla spiaggia di Masua e al sito stesso di Porto Flavia. Sarà  realizzato, infatti, un percorso interno al cantiere IGEA, utilizzabile da bus turistici e mezzi di soccorso, contribuendo così a un’efficace gestione della viabilità locale.

«La Società è a disposizione degli Enti locali per contribuire a valorizzare il patrimonio minerario», ha detto Salvatore Mattana, amministratore unico di IGEA Spa.

«La firma di oggi ha un valore epocale perché permetterà di costruire un piano complessivo di accessibilità e fruibilità del sito di Porto Flavia, creando nuovi parcheggi e un’area di passaggio e di sosta per i bus, migliorando così la gestione dei flussi turistici», ha detto il sindaco Mauro Usai.

Soddisfazione anche per l’assessore della Programmazione Daniele Reginali, il quale ha sottolineato che «grazie a questo accordo, il Comune potrà partecipare al bando della Presidenza del Consiglio dei ministri per il finanziamento di Piani di Sviluppo in aree dismesse o in disuso».

Il consigliere regionale Alessandro Pilurzu ha espresso il suo plauso alla collaborazione tra istituzioni per lo sviluppo del territorio, affermando che «questo è un primo passo significativo».

 

Quale futuro per l’industria nel Sulcis Iglesiente? E’ il tema dibattuto martedì 1 aprile nell’incontro organizzato dalle segreterie territoriali FIOM-CGIL, FSM-CISL e UILM-UIL, nell’anfiteatro di piazza Marmilla, a Carbonia. All’invito degli organizzatori hanno risposto in tanti: sette sindaci (Pietro Morittu, Carbonia; Ignazio Atzori, Portoscuso; Pietro Cocco, Gonnesa; Debora Porrà, Villamassargia; Paolo Dessì, Sant’Anna Arresi; Andrea Pisanu, Giba, presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis; Marcellino Piras, Villaperuccio); due consiglieri regionali, Luca Pizzuto di Sinistra Futura e Gianluigi Rubiu di Fratelli d’Italia; amministratori di diversi Comuni del Sulcis Iglesiente; don Antonio Mura, responsabile della Pastorale per il Sociale e il Lavoro della diocesi di Iglesias; i sindacalisti Franco Bardi (segretario generale della Camera del Lavoro CGIL della Sardegna Sud Occidentale), Simona Fanzecco (CGIL Cagliari), Efisio Lasio (segretario SPI CGIL), Federico Matta (UIL territoriale); lavoratori di varie aziende; rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei pensionati; cittadini.

I lavori sono stati aperti dalla relazione del segretario regionale della FIOM CGIL Roberto Forresu, che a nome delle tre organizzazioni sindacali FIOM-CGIL, FSM-CISL e UILM-UIL, ha esposto le ragioni che hanno portato all’organizzazione dell’incontro, che ha parlato a braccio sulla base del testo che riportiamo integralmente.

«Grazie a tutti per la partecipazione, non era scontata la riuscita di un’iniziativa del genere. Il nostro ringraziamento va a tutti i sindaci del territorio per la disponibilità dimostrata immediatamente, ma soprattutto al sindaco di Carbonia Pietro Morittu per l’accoglienza e l’attenzione dimostrata sin dalla prima richiesta. Noi lo abbiamo scritto nel comunicato, abbiamo la convinzione che l’attenzione dedicata al territorio dalla politica ai massimi livelli, vada ricercata nelle mobilitazioni messe in campo in questo periodo. Contrariamente a quanto pensa qualcuno, non intendo le sole iniziative dei metalmeccanici, ma le metto insieme tutte, a partire da quella che i sindaci hanno promosso alla Portovesme srl, guarda caso qualche giorno prima della venuta dei ministri e della Presidente della Regione Alessandra Todde insieme agli assessori il 27 dicembre 2024. Così come hanno sicuramente dato risonanza i tanti appelli lanciati dalla Chiesa ed in particolare da don Antonio Mura, sempre presente a tutte le iniziative delle Lavoratrici e dei Lavoratori. Lo sono stati anche i tanti articoli sui giornali e sulle Tv, delle Confederazioni, dalle categorie, direttamente interessate agli accadimenti industriali contemporanei. Perché dico questo? Per sgomberare il campo da equivoci o da alibi, che vogliono assegnare titolo di prim’ordine ai metalmeccanici, colpevoli secondo alcuni, di voler primeggiare in una contesa che in realtà non ci appartiene. Vogliamo primeggiare in una contesa che mette al centro le difficoltà, che parla delle Lavoratrici e dei Lavoratori. Vogliamo lavorare fianco a fianco con tutti coloro che sentono il problema della decadenza industriale, come un problema proprio e non accettano le imposizioni aziendali, le delocalizzazioni industriali, la mancanza di politica industriale, che ci sta portando a perdere economia nel territorio, abitanti, giovani che sempre più spesso decidono di partire per cercare fortuna, o semplicemente lavoro altrove. Di sicuro abbiamo bisogno di chiarezza su quello che deve essere il futuro industriale del territorio e, allo stesso tempo, abbiamo urgenza che questa chiarezza venga a realizzarsi nel più breve tempo possibile. Perché come andiamo a ripetere da tempo, non esprimersi, o perdere del tempo nel decidere il futuro, equivale a bocciare prospettive di rilancio occupazionale e produttivo. Pensiamo a quanto sta avvenendo nella fabbrica di alluminio primario. Invitiamo tutti a pensare cosa deriva dalla fabbrica di alluminio primario. Qualsiasi prodotto che noi utilizziamo ha a che fare con l’alluminio, pensiamoci, pentole, infissi, telefonini, tv, motorini, biciclette, antenne, qualsiasi cosa ha a che fare con l’alluminio. Pensate che dal 2012 non si produce più un kg di alluminio in Italia. Uno pensa, beh sarà andato in crisi il mercato cosa ci possiamo fare? Eh no, il mercato dell’alluminio non è mai andato in crisi, anzi è sempre rimasto costante. Il Paese Italia ha semplicemente deciso di dipendere totalmente dalle produzioni straniere. Ma col passare del tempo ha fatto anche peggio, ha regalato lo stabilimento ad un privato, la Sider Alloys, anzi non è che l’ha solo ceduto, gli ha dato pure dei soldi, 148 milioni di euro dall’accordo di programma più 20 milioni di euro dall’Alcoa per il riavvio. In 4 anni si dovevano rioccupare oltre 500 persone e tornare alla produzione. Sapete cosa è accaduto? Pandemia, Via, Aia, PAUR, accordo bilaterale, piano industriale stravolto ogni sei mesi, hanno fatto passare sette anni inutilmente, dove di produzione non se ne parla neanche, e dove anziché fare il revamping per rilanciare lo stabilimento si è andati incontro ad uno smantellamento della sala elettrolisi e l’impianto è diventato una discarica a cielo aperto. Dopo la denuncia delle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici ai massimi livelli, al prefetto, al MIMIT, all’assessore dell’Ambiente, alla Provincia, hanno cominciato a porre dei sigilli all’azienda. Siamo soddisfatti? Assolutamente no, perché il nostro unico intento è far ripartire quello stabilimento. Ci preoccupa che, nonostante tutto, il 27 marzo scorso sia venuta nuovamente Invitalia a visitare lo stabilimento, lo abbia fatto in compagnia di un’importante società straniera interessata all’acquisizione dello stesso, e dopo due di giri a vuoto, in cui non gli si è fatto vedere nulla di interessante, si torna a casa. Capite che c’è qualcosa nella politica che non funziona? Mesi e mesi a chiedere verifiche, controlli, poi avvengono, e si ricomincia da capo. Vogliamo, pretenderemo, che il 7 aprile prossimo, quando ci sarà una nuova convocazione al MIMIT, il Governo ci relazioni sulla visita in stabilimento, e ci chiarisca del perché una visita di quel valore, non viene affrontata con le dovute attenzioni. Vorrei ricordare che in quello stabilimento dovevano rientrare al lavoro oltre 500 unità, il picco massimo si è raggiunto a ottobre 2023 con poco più di 110 persone, oggi sono diventate meno di 70. Stiamo chiedendo la discontinuità rispetto a quanto avvenuto sino ad oggi. Sider Alloys, secondo noi, non è in grado di far ripartire un bel niente, il Governo assuma rapide decisioni che portino alla sostituzione in tempi brevi dell’attuale proprietà, alla quale non deve essere riconosciuto nessun altro tipo di finanziamento. Che attendono questo cambio, ci sono oltre 350 lavoratrici e lavoratori ancora in mobilità che hanno fatto lotte, subito denunce in conseguenze delle tante battaglie fatte per garantire il rilancio dello smelter di alluminio primario. Portovesme srl. La crisi della Portovesme, non è iniziata il 5 settembre 2024, lo sanno anche i muri, non prendiamoci in giro. Il patto con il territorio la Glencore lo decide quando alla guida dello stabilimento arriva l’attuale amministratore, che con azioni mirate decide di tagliare il personale incorporando determinate lavorazioni che prima erano di competenza degli appalti e vengono assegnate ai lavoratori diretti. Per un tozzo di pane vengono incorporate delle lavorazioni che danno qualcosa in più ai lavoratori ma riducono gli appalti all’interno dello stabilimento. Si passa nel giro di qualche anno da 1.500 lavoratori a 1.200, vengono interrotte le produzioni derivanti dal calcinato, prodotto nei reparti di arrostimento e lisciviazione, si ferma successivamente la linea del piombo, l’azienda nel periodo della pandemia decide di abbandonare le tariffe energetiche agevolate che attraverso accordi specifici le permettevano di avere costi energetici competitivi e passare per sua scelta al mercato del giorno prima. L’energia, non si consumava, c’era la pandemia, la gente era reclusa in casa, non si poteva uscire, i consumi energetici erano ridotti ai minimi termini, l’ente erogatore abbatteva i costi, quasi sino a regalarla l’energia. I profitti di quel momento erano esorbitanti, ma si sapeva che prima o poi sarebbero terminati. Passa la pandemia fortunatamente, ma questo mondo in cui viviamo non si fa mancare nulla, scoppiano le guerre aggiuntive, vicine come non mai, i mercati impazziscono per la mancanza di circolazione delle materie come avveniva precedentemente, i semiconduttori garantiti per le auto non si trovano più, mandando in crisi una delle più importanti filiere mondiali, quella dell’auto. I governi più industrializzati cominciano a interrogarsi sulle facili delocalizzazioni favorite negli anni, ma è tardi, è tremendamente tardi. Le guerre ci toccano da vicino, scelte discutibili impongono piani di investimento sul riarmo, il prezzo dell’energia elettrica torna ad aumentare a dismisura, e coloro che prima si erano avvantaggiati delle scelte derivanti dal mercato corrente, che prima avevano fatto utili a non finire, cominciano a porsi il problema del costo energetico. A come rinunciare volontariamente ad accordi energetici, favorevoli per guadagnare di più, intaschi soldi a palate dalle scelte che hai deciso di portare avanti, e non appena il mercato ti fa pagare il conto sulla tua ingordigia scarichi tutto sulla collettività? Allora diventa inconveniente produrre in Italia, ed ecco che si portano le produzioni di zinco in altri paesi come Spagna e Germania che garantiscono tariffe energetiche migliori delle nostre. Certo anche noi abbiamo bisogno di tariffe energetiche che permettono alle aziende di essere competitive, ma non abbiamo bisogno di aziende, che privatizzano gli utili e condividono le perdite, perché questo è quello che è avvenuto con Glencore. Che porta alla situazione attuale in cui si rinuncia a produrre zinco in Italia. Attenzione, si rinuncia a produrlo attraverso il processo elettrolitico, non si rinuncia alle produzioni attraverso il Waelz, dove vengono bruciati i fumi di acciaieria.

Veniamo al dunque. Quelle scelte, che ripeto, partono da lontano e non dal 5 settembre 2024, ad oggi fanno varcare i tornelli a poco più di 300 lavoratrici e lavoratori. Siamo davanti a un bivio, dettato dalle dichiarazioni dei ministri e della Presidente della Regione, fatte in fabbrica il 27 dicembre 2024, in cui hanno dichiarato strategiche le produzioni di piombo, zinco e alluminio. Vogliamo provare a conservarle davvero queste produzioni o vogliamo permettere che si continui a produrre solo attraverso i fumi di acciaieria, inventandosi i possibili rilanci produttivi derivanti dal litio e dalle black mass, o dalle filiere terminanti il ciclo con le batterie? Quanti anni ci vorranno? Soprattutto delle due l’una: mettiamo insieme due considerazioni: Glencore dichiara di non volere più produrre zinco in Italia e spara l’idea del litio in futuro. Il Governo dichiara che oltre a essere strategica la produzione di zinco, ci sono soggetti definiti importanti interessati allo stabilimento, e che questo non potrà essere fatto a spezzatino (parole del ministro Adolfo Urso), che quindi non ci potranno essere due galli nel pollaio. Quindi o si produce zinco o si punta al litio, tutte e due le cose non si possono perseguire, io propendo per la prima, sapete perché? Perché la seconda è un salto nel buio, perché la prima è un processo noto che occupava almeno mille persone, e vorrei provare a sfidare il Governo a rispettare gli impegni presi, ma il motivo più importante che fa pendere la bilancia verso quella decisione è essenzialmente uno: le imprese d’appalto e tutti i loro lavoratori, non reggono a lungo l’attuale situazione di 20 a lavoro e 80 in cassa integrazione, guardate che questa situazione l’abbiamo già vissuta in Eurallumina ed in Alcoa. Tutte le aziende in appalto sono fallite e noi vogliamo provare a non rivivere una situazione simile. Per questo siamo disponibili a mettere in campo ulteriori iniziative di lotta.

Poi ci sono le situazioni contingenti che sicuramente non sono meno importanti. Abbiamo urgente bisogno dell’arrivo del gas, della soluzione del DPCM Sardegna, perché sono soluzioni che potrebbero rilanciare l’Eurallumina, azienda che è pronta a mettere a correre un investimento imponente di oltre 300 milioni di euro e che permetterebbe l’assorbimento di gran parte della mano d’opera che sta per perdere il lavoro, che soddisferebbe la fame di lavoro delle aziende che fino a ieri hanno lavorato e in regime di monocommittenza in Glencore, e che permetterebbe di far trovare sfogo a nuove occupazione, non più attraverso gli ammortizzatori sociali CHE NON VOGLIAMO PIÙ, CHE SIA CHIARO. VOGLIAMO IL LAVORO! Così come diventa importante il futuro della centrale dell’Enel e fare in modo che continui la ricerca di appalto all’esterno. Con mano d’opera che non viene pagata, proveniente dall’esterno. È quanto sta accadendo in quella centrale. Vogliamo parlare, infine, dell’importanza del dragaggio del porto è di cosa potrebbe scaturire se si riuscisse a puntare sull’opportunità derivante dal polo nautico. Insomma, non solo crisi ma opportunità importanti che bisogna perseguire giorno dopo giorno. Il momento è adesso.»

Sono intervenuti, nell’ordine: don Antonio Mura, responsabile della Pastorale per il Sociale il Lavoro della Diocesi di Iglesias; Pietro Morittu, sindaco di Carbonia; Luca Pizzuto, consigliere regionale e segretario regionale di Sinistra Futura; Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia; Ignazio Atzori, sindaco di Portoscuso; Renato Tocco, segretario territoriale della UILM UIL; Andrea Pisanu, sindaco di Giba e presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis; Giuseppe Masala, segretario territoriale e componente della segreteria regionale della FSM CISL; Manolo Mureddu, assessore dei Lavori pubblici e dell’Ambiente del comune di Carbonia; Giacomo Guadagnini, presidente della commissione Lavori pubblici del comune di Carbonia e consigliere d’amministrazione del Consorzio industriale provinciale Carbonia Iglesias; Mauro Manca (FIOM CGIL,), Massimiliano Lampis, Mauro Usai (RSU CQ-NOL), Luigi Manca, un lavoratore della Portovesme srl in pensione, Elio Cancedda.

Al termine è stato sottolineato che l’incontro è la prima tappa di un nuovo percorso che le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici hanno deciso di iniziare, auspicando la massima unità fra tutte le segreterie e le categorie delle organizzazioni sindacali, le forze politiche e sociali, per rilanciare la vertenza dell’intero polo industriale di Portovesme e restituire al territorio quanto gli è stato tolto in termini di lavoro e quindi di economia, per costruire tutti insieme un futuro migliore a breve, medio e lungo termine, partendo dall’industria e diversificando il tessuto produttivo.

Vediamo le interviste realizzate al termine dell’incontro, in piazza Marmilla, con i segretari Roberto Forresu, Giuseppe Masala e Renato Tocco.

 

 

Carbonia e il Sulcis Iglesiente hanno festeggiato questa sera Antonello Pilloni, neo cittadino onorario di Carbonia, per i suoi 91 anni. Si sono ritrovati in tanti nella sala polifunzionale di Carbonia, per la cerimonia di consegna della pergamena che attesta la cittadinanza onoraria. L’intero Consiglio comunale con il sindaco Pietro Morittu e la Giunta; i sindaci di diversi Comuni del Sulcis Iglesiente; l’assessora regionale della Cultura e Pubblica istruzione Ilaria Portas; i consiglieri regionali Alessandro Pilurzu e Luca Pizzuto; altre autorità civili e militari; la famiglia, dirigenti e funzionari della Cantina Santadi che Antonello Pilloni ha presieduto dal 1976 al 2024.

La cerimonia si è aperta con l’intervento del presidente del Consiglio comunale Federico Fantinel, seguito da quello del sindaco di Carbonia Pietro Morittu che ha letto i messaggi di auguri inviati ad Antonello Pilloni dal cardinale Arrigo Miglio e del vescovo della diocesi di Iglesias Mario Farci, impossibilitati a partecipare per concomitanti impegni pastorali, e ha consegnato la pergamena ad Antonello Pilloni. Il festeggiato, visibilmente emozionato, ha ringraziato tutti, con la proverbiale modestia che lo ha sempre contraddistinto. Si sono susseguiti alcuni interventi: dall’assessora regionale Ilaria Portas, ai consiglieri regionali Alessandro Pilurzu e Luca Pizzuto; ai sindaci di Iglesias Mauro Usai (presidente della Fondazione Cammino Minerario Santa Barbara), di Giba Andrea Pisanu (presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis), di Nuxis Romeo Ghilleri (che ha sottolineato “Antonello resta IL SINDACO DI NUXIS”), di Santadi Massimo Impera. Tutti hanno messo in evidenza quanto fatto da Antonello Pilloni per la valorizzazione dei prodotti del territorio e quanto fatto anche in politica, il tutto proteso all’unità, esempio per le giovani generazioni.

Al termine della cerimonia, nella sala riunioni del primo piano della Torre civica, si è tenuto un incontro conviviale per completare i festeggiamenti di Antonello Pilloni.

Antonello Pilloni è figlio di Antonio, classe 1895 e di Doloretta Pubusa, classe 1904, entrambi originari di Nuxis. E’ nato il 28 marzo 1934, unico maschio di tre figli. Ha frequentato le scuole elementari a Nuxis e poi ha lavorato con i genitori nell’allevamento del gregge di capre. Il 1° settembre 1951 la famiglia si trasferì a Carbonia, dove il padre Antonio acquistò un negozio di generi alimentari. Il 1° maggio 1955 ne acquistò un altro, alla cui gestione badava il 21enne figlio Antonello. Nel mese di ottobre successivo Antonello accettò la proposta di fare il commerciante per la “Ferrero”, lavoro che lo impegnò a tempo pieno e che portò avanti fino a tutto il 1959. Alla fine degli anni ’50 Antonello Pilloni sposò la signora Luciana, compaesana, originaria di una famiglia di allevatori di pecore e bovini e proprietari di terreni agricoli. Dal matrimonio nacquero tre figli: nel 1961 Patrizia, nel 1965 Cristina e nel 1969 Luca che gestisce l’enoteca di via Oristano, a Carbonia.

Conclusa l’esperienza con la Ferrero, Antonello Pilloni lavorò per la Simmenthal e la Curtiriso fino al 1968, l’anno successivo impiantò i primi 13 ettari di vigna con i vitigni autoctoni Monica e Nuragus, nei terreni di sua moglie Luciana, ancora oggi in produzione.

Nonostante il lavoro lo impegnasse tanto, Antonello Pilloni fin da giovanissimo si interessò alla politica e appena 18enne, nel 1952 entrò nel movimento giovanile di Carbonia del Partito sardo d’Azione guidato da Mario Granella (ricordato anche nel suo intervento odierno) e dopo qualche anno venne eletto segretario della federazione del Sulcis ed entrò nel comitato regionale. L’impegno in politica lo portò a ricoprire per 12 anni l’incarico di presidente della Comunità Montana e per ben 38 anni quello di sindaco del comune del suo paese di nascita, Nuxis. Ha lasciato la politica attiva nel 2003.

Dopo i primi dieci anni da sindaco di Nuxis, nel 1976, Antonello Pilloni iniziò un’altra straordinaria esperienza, quella di presidente della Cantina sociale di Santadi. Fu l’allora presidente Peppino Sais a proporgli di rilevarne il testimone e lui, dopo un’iniziale titubanza, accettò. La sua presidenza è durata 48 anni! Quasi mezzo secolo di lavoro che ha creato un’eccellenza assoluta, il carignano, con la produzione di vini di altissima qualità esportati ed apprezzati in tutti i continenti. Il 25 luglio 2007 è stato costituito il Consorzio di Tutela Vino Carignano del Sulcis per la valorizzazione dei vini a denominazione di origine controllata (doc), presieduto da Antonello Pilloni.

Le notizie sulla biografia di Antonello Pilloni sono tratte dal volume Terroir Sulcis, pubblicato dalla Cantina Santadi in occasione dell’evento di promozione del Carignano del Sulcis Doc e della sua filiera, organizzato nell’ambito del progetto “Enotria: percorsi e paesaggi del vino” e della strategia di sviluppo enoturistico del territorio, il 14 luglio 2024.