La ricerca artistica di Lupa Maimone, Vinka Delgado e Antonio J. López apre al pubblico venerdì 6 febbraio al Teatro Bottega di Carloforte
La prima serie delle nuove residenze Rizomi 2025 – 2027 della compagnia Tersicorea, diretta da Simonetta Pusceddu, apre al pubblico con Monster Porcelain (titolo provvisorio) venerdì 6 febbraio alle ore 18 presso il Teatro Bottega di Carloforte, con ingresso gratuito. Dopo l’inizio, il 19 gennaio scorso, ecco concretizzarsi la prima tappa del progetto di ricerca performativa e installativa di Lupa Maimone e Vinka Delgado, con il paesaggio sonoro originale di Antonio J. López, proposta in forma installativa: un momento di condivisione che precede la messa in scena e rende visibili le fabbricazioni, le costruzioni e i materiali sviluppati durante la residenza.
Attraverso maschere, protesi scultoree, oggetti e partiture fisiche, Monster Porcelain esplora l’identità come fenomeno ibrido e in continua trasformazione, muovendosi tra umano e mostruoso, corpo reale e forma espansa, in un dialogo costante tra performance e installazione.
Lupa Maimone performer, coreografa e autrice multidisciplinare attiva sulla scena internazionale. Formata in danza contemporanea e arti circensi, fonde danza, teatro e oggetti scenici, esplorando l’ibridazione tra forma visiva e movimento. Fondatrice della compagnia Oltrenotte, ha presentato opere come Zoologia, Simposio del Silenzio e Racconti dell’illusione, riconosciute per la capacità di unire ricerca fisica e poetica.
Vinka Delgado performer, acrobata e artista visiva spagnola, co-fondatrice della compagnia La Víspera. La sua ricerca indaga la trasformazione corporea attraverso maschere, marionette e dispositivi scenici non convenzionali, come nel progetto Fragments, selezionato tra i Lauréats CircusNext 2024. Il suo lavoro crea un linguaggio performativo immersivo, che integra oggetti scenici e movimento estremo per esplorare l’identità in metamorfosi.
Antonio J. López compositore e artista sonoro spagnolo, specializzato in paesaggi sonori immersivi per danza, circo contemporaneo e performance visiva. Formato in oboe, tecnologie del suono e music composition, fonde musica elettronica, field recording e composizione sperimentale, creando ambienti acustici che amplificano la percezione scenica e dialogano con corpo e spazio.