7 December, 2022
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Oggi, alle ore 18.00, presso l’Istituto Minerario di Iglesias, in via Roma 47, verrà inaugurato il MuMiSa – Museo di Mineralogia Sardo. Verrà aperta al pubblico la seconda sala del Museo, con gli arredamenti storici arricchiti dai dettagli moderni, grazie ad un progetto curato dall’architetto Olindo Merone.

Il Museo custodisce circa 4.000 reperti mineralogici, petrografici e paleontologici provenienti da tutto il mondo, ospitati su un fronte espositivo di circa 350 metri quadri, oltre ad un centinaio di reperti archeologici di epoca nuragica, fenicio-punica, romana, medievale, pisana e aragonese, provenienti dalle attività estrattive minerarie. La seconda sala del Museo, la “Sala delle colonne”, è scandita da 8 teche centrali, 17 perimetrali e 1 teca singolare intarsiata. Tra le teche sono disposte 10 “colonne” dotate di postazioni audio. Il nuovo layout espositivo permetterà di riconfigurare l’esposizione, mantenendo invariati i contenuti delle storiche vetrine, arricchendoli con nuovi reperti conservati nelle “teche colonne”, permettendo inoltre di programmare i contenuti audio.

Un’importante “appendice” dell’esposizione sarà la “Sala dei Ritrovamenti”, nella quale saranno conservati gli utensili minerari di epoca medioevale ritrovati nel XIX secolo da Leon Gouin, ingegnere e archeologo francese, autore di importanti pubblicazionisulla storia delle attività minerarie in Sardegna.

Contestualmente all’inaugurazione della nuova sala del MuMiSa, è prevista inoltre l’intitolazione dell’Aula Magna dell’Istituto Minerario a Quintino Sella.

Venerdì 16 luglio, alle ore 18.00, presso l’Istituto Minerario di Iglesias, in via Roma 47, verrà inaugurato il MuMiSa – Museo di Mineralogia Sardo.
Verrà aperta al pubblico la seconda sala del Museo, con gli arredamenti storici arricchiti dai dettagli moderni, grazie ad un progetto curato dall’architetto Olindo Merone.
Il Museo custodisce circa 4.000 reperti mineralogici, petrografici e paleontologici provenienti da tutto il mondo, ospitati su un fronte espositivo di circa 350 metri quadri, oltre ad un centinaio di reperti archeologici di epoca nuragica, fenicio-punica, romana, medievale, pisana e aragonese, provenienti dalle attività estrattive minerarie.
La seconda sala del Museo, la “Sala delle colonne”, è scandita da 8 teche centrali, 17 perimetrali e 1 teca singolare intarsiata. Tra le teche sono disposte 10 “colonne” dotate di postazioni audio.
Il nuovo layout espositivo permetterà di riconfigurare l’esposizione, mantenendo invariati i contenuti delle storiche vetrine, arricchendoli con nuovi reperti conservati nelle “teche colonne”, permettendo inoltre di programmare i contenuti audio.
Un’importante “appendice” dell’esposizione sarà la “Sala dei Ritrovamenti”, nella quale saranno conservati gli utensili minerari di epoca medioevale ritrovati nel XIX secolo da Leon Gouin, ingegnere e archeologo francese, autore di importanti pubblicazioni sulla storia delle attività minerarie in Sardegna.
Venerdì 16 luglio, contestualmente all’inaugurazione della nuova sala del MuMiSa, è prevista inoltre l’intitolazione dell’Aula Magna dell’Istituto Minerario a Quintino Sella.
Successivamente verranno premiati gli studenti che hanno partecipato al progetto di elaborazione grafica del logo per i 150 dalla fondazione della Scuola.
«In questo modo ha spiegato il sindaco Mauro Usai – viene completato il Museo di Mineralogia, ospitato nell’Istituto Minerario. Sarà il Museo più importante di Iglesias e avrà una rilevanza nazionale ed internazionale, in quanto al suo interno verrà ospitata la collezione raccolta da Leon Gouin. Un traguardo importante, in continuità con quanto svolto dal sindaco Emilio Gariazzo e che si conclude con questa Amministrazione.»
«Chiudiamo un progetto a cui ci siamo dedicati per mesi insieme agli uffici comunali, all’Università di Cagliari (Corso di Laurea in Geologia), all’Associazione Mineraria Sarda e all’Istituto Asproni-Fermi – ha concluso Claudia Sanna, assessore della Cultura -. La pandemia ha rallentato i lavori più volte, ma ora ci siamo: dal 16 luglio Iglesias potrà vantare il  Museo Sardo di Mineralogia.»

 

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Martedì 29 maggio, alle 19.00, presso la Sala Conferenze dell’Archivio Storico Comunale di Iglesias si terrà un convegno nel quale saranno comunicate alcune buone e nuove pratiche per la valorizzazione dell’importante patrimonio documentario dell’Archivio Storico cittadino.

Il primo e più importante documento in esso conservato è notoriamente il Breve di Villa di Chiesa, statuto della città risalente al 1300 e ratificato dall’Infante Alfonso d’Aragona l’8 giugno del 1327.

Il lavoro di valorizzazione del Breve, portato avanti ormai da diverso tempo, si concretizza questa volta con l’avvio di un progetto di traduzione, che partendo dal III libro (o sezione) del prezioso documento, prevede di allargarsi anche agli altri tre libri. La lingua del Breve, infatti, trascritto dapprima dal Baudi di Vesme ed in tempi recenti dalla dott.ssa Sara Ravani, che ne ha emendato alcuni errori e sviste, è un volgare italiano dai tratti toscani ma ricco di influssi lessicali anche dal sardo e dal germanico antico. La traduzione, curata dalla dott.ssa Daniela Aretino e dalla dott.ssa Sara Ravani, tende a rendere la lettura di questo testo, difficile di per sé in quanto testo giuridico, più accessibile al pubblico moderno, anche non specializzato in materia legislativa.

Fino ad ora visionabile su richiesta e in occasioni particolari, quali Monumenti Aperti, mostre, convegni e conferenze, il prezioso documento avrà finalmente una collocazione consona e degna del suo incalcolabile valore. Verrà infatti aperta al pubblico la prima sala dell’Esposizione Multimediale del Breve di Villa di Chiesa. Il progetto complessivo sarà presentato dall’architetto Olindo Merone.

Nella serata troverà anche spazio l’intitolazione della Sala Studio dell’Archivio Storico Comunale all’archivista Giovanni Casti, che vi operò negli anni compresi fra il 1940 ed il 1965, producendone un primo inventario.

Poichè però l’Archivio Storico Comunale non conserva e valorizza solo il Breve di Villa di Chiesa ma un notevole patrimonio documentario, che giunge fino al secolo scorso, si propone anche una delle modalità in cui esso opera in direzione di una maggiore divulgazione dei contenuti storici in esso racchiusi: i progetti con le scuole ed in particolare i progetti di Alternanza Scuola/Lavoro.

In quest’ottica, si avrà modo di apprezzare e dare il giusto riconoscimento al lavoro curato, lo scorso anno scolastico, dagli studenti della V Liceo Scienze applicate dell’Istituto d’Istruzione Superiore Minerario “Asproni-Fermi”, Istituto tecnico, settori Tecnologico ed Economico, Liceo delle Scienze Applicate di Iglesias. Gli studenti coinvolti in questo progetto hanno affrontato un percorso in cui sono venuti a contatto con le modalità e fasi lavorative del lavoro da archivista (in modalità back-office) e contemporaneamente hanno sviluppato un percorso e un progetto di valorizzazione dei documenti, in stretto legame con la realtà storica del nostro territorio, producendo uno “strumento di corredo” cioè un aiuto alla ricerca per gli utenti. I documenti esaminati sono i cosiddetti “permessi di seppellimento” ed in particolare quelli di fine ‘800 e inizi ‘900, dai quali si sono potute trarre diverse informazioni storiche importanti per la città ed il nostro territorio.

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E’ stato inaugurato ieri pomeriggio il nuovo ufficio turistico IAT (Informazioni e Accoglienza Turistica) realizzato dal comune di Iglesias nei locali al piano terra del Municipio con le risorse a disposizione recuperate dalla legge 37/98. Si tratta di un progetto multimediale assolutamente innovativo, elaborato dall’architetto Olindo Merone, con il supporto grafico della società Riganera di Luca Melis e video dell’operatore Gianni Alvito. I lavori per la trasformazione della sede sono stati realizzati dalla società diretta da Giuseppe Perseu. Un lavoro durato mesi, che ha visto la luce in tempo utile per essere messo a disposizione delle migliaia di turisti che affollano la città di Iglesias ed il territorio in questa caldissima estate 2017.

Durante la presentazione, cui hanno partecipato il sindaco Emilio Gariazzo e il vicesindaco ed assessore della Cultura, Turismo, Spettacolo e Grandi Eventi, Comunicazione Istituzionale Simone Franceschi, è stato possibile rendersi conto della qualità del lavoro svolto e delle potenzialità di un servizio che promette di far fare alla città di Iglesias un ulteriore passo in avanti verso la piena valorizzazione del suo territorio a fini turistici.

Vediamo ora l’intervento dell’architetto Olindo Merone, nel quale spiega le caratteristiche del progetto, e una breve intervista con il vicesindaco di Iglesias, Simone Franceschi.