
Cgil, Cisl e Uil regionali esprimono forte preoccupazione per la mancata convocazione del tavolo sulla vertenza Sider Alloys Alcoa nonostante le reiterate richieste delle organizzazioni sindacali e gli impegni assunti dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy nel corso dell’incontro del 17 settembre scorso, e sostengono la richiesta dei metalmeccanici affinché Urso convochi un incontro e faccia il punto sulla due diligence chiesta dalla multinazionale greca e non ancora concessa.
Secondo i segretari generali Fausto Durante, Pier Luigi Ledda e Fulvia Murru, «il perdurare di questa situazione contribuisce ad aggravare una crisi industriale già profonda, lasciando lavoratrici e lavoratori in una condizione di incertezza inaccettabile e privando un intero territorio di prospettive concrete di sviluppo».
I sindacati contestano inoltre le dichiarazioni rese a Report l’11 gennaio dalla Sider Alloys, che tenta di scaricare ogni responsabilità e ruolo nella realizzazione delle bonifiche: «Siamo al paradosso – hanno detto i segretari – lo stabilimento Ex Alcoa ceduto a Sider Alloys è stato destinatario di ingenti risorse pubbliche, attraverso accordi di programma e finanziamenti finalizzati alla ripresa produttiva e alla salvaguardia occupazionale. Sono ormai passati quasi otto anni e quelle risorse non hanno prodotto nulla se non lo stallo attuale.»
Per queste ragioni Cgil, Cisl e Uil chiedono al Governo di assumere responsabilità immediate e scelte nette. «Occorre chiarire – sottolineano – se esista una reale volontà di mantenere e rilanciare una filiera strategica come quella dell’alluminio primario in Italia oppure se si intenda continuare a rinviare decisioni fondamentali, con effetti sociali ed economici devastanti per i lavoratori e per il territorio.»
Cgil, Cisl e Uil ribadiscono che la vertenza Sider Alloys non può essere affrontata come un caso isolato, ma deve inserirsi in un ragionamento complessivo sul futuro industriale della Sardegna: una strategia che tenga insieme energia, infrastrutture, filiere produttive e qualità del lavoro.
«La crisi dello stabilimento – concludono Fausto Durante, Pier Luigi Ledda e Fulvia Murru – ha ricadute profonde sul Sulcis, un territorio già fragile sul piano sociale e demografico, e incide anche sull’intera filiera dell’alluminio e sull’indotto, oggi fortemente ridimensionati. Per questo le confederazioni ritengono indispensabile un confronto generale, condiviso e strutturato che coinvolga pienamente il sindacato confederale, il Governo e la Regione, per costruire una visione di sviluppo che dia prospettive reali ai lavoratori e ai territori.»
«Alla ripresa autunnale, la Sardegna sarà chiamata a decisioni cruciali sul tema dell’energia e sul futuro dell’industria. Arriverà l’atteso DPCM energia, con il ruolo del gas metano come fonte di transizione, e porterà inevitabilmente con sé le scelte che riguardano il futuro dell’industria isolana.»
Lo sottolinea il segretario generale della Cisl, Pier Luigi Ledda, richiamando i prossimi appuntamenti dell’agenda-Sardegna, che riporterà al centro del confronto tra Governo e Regione le politiche energetiche e industriali, «due facce della stessa medaglia – premette il segretario -: senza una politica industriale chiara, la transizione energetica non avrà basi solide; senza un sistema energetico sicuro e sostenibile, l’industria non potrà ripartire”.
Scendendo nello specifico, il leader della Cisl sarda ricorda come le proroghe alle centrali a carbone di Fiume Santo e Portovesme abbiano evitato un vuoto energetico insostenibile. «Ma – aggiunge – non possono essere considerate soluzioni definitive, la Sardegna ha bisogno di una roadmap precisa: tempi della transizione, ruolo delle imprese locali, garanzie occupazionali. Continuare a gestire emergenze senza un disegno complessivo significa rinunciare a costruire futuro. Sul tavolo restano troppe incognite: a Portovesme Srl con l’ipotesi di nuovi investitori, ma nessun piano industriale concreto; alla Sider Alloys con l’incertezza tra proprietà attuale e possibili nuovi soggetti, ancora senza credibilità; per la Chimica verde a Porto Torres, tra annunci e prime risorse, ma assenza di progetti vincolanti; e poi per l’Eurallumina, per cui si attende il via libera al DPCM e lo sblocco dei beni congelati, ma la ripartenza produttiva è ancora un punto interrogativo».
Per la Cisl, «la Sardegna non può più vivere di annunci, è urgente sapere chi investe, con quali risorse, in quali tempi e con quali ricadute sul lavoro. Tra qualche settimana si apre una nuova fase di confronto al ministero delle Imprese e del Made in Italy e lì sarà il momento della verità: non più tavoli interlocutori senza esiti, ma un passaggio che deve produrre impegni vincolanti da parte di governo e aziende. A quel tavolo la Regione non si presenti isolata o divisa, ma che vi sia una linea comune con Governo e parti sociali. Solo così sarà possibile affrontare con efficacia i nodi che bloccano il futuro industriale dell’isola».
Sul ‘fronte energia’, «l’atteso DPCM deve finalmente vedere la luce, dando alla Sardegna un quadro stabile per affrontare la transizione. Il gas naturale – per la Cisl – rimane una fonte indispensabile di accompagnamento, mentre le rinnovabili devono crescere in modo ordinato, sostenute da reti più forti, accumuli diffusi e programmazione di lungo periodo. L’isola non può rischiare di trovarsi costretta a spegnere le rinnovabili per mancanza di infrastrutture. Serve un mix equilibrato di fonti, che garantisca prezzi sostenibili, continuità produttiva e sicurezza di approvvigionamento».
La Cisl Sardegna accoglie con attenzione e responsabilità la convocazione dei tavoli ministeriali dedicati alle principali vertenze industriali del Sulcis Iglesiente, annunciati dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
«Gli appuntamenti fissati a settembre – a partire dal Tavolo Sulcis del 10 settembre e a seguire quelli su Sider Alloys (15 settembre), Eurallumina (16 settembre) e Portovesme (22 settembre) – rappresentano una scadenza cruciale per dare finalmente risposte concrete su sviluppo produttivo, salvaguardia occupazionale e rilancio industriale di un territorio da troppo tempo in sofferenza – commenta il segretario generale Pier Luigi Ledda -. Il sindacato esprime forte preoccupazione per la tenuta occupazionale e per il reddito di centinaia di lavoratori, diretti e dell’indotto, che da anni vivono nell’incertezza e che hanno già pagato un prezzo altissimo in termini sociali e personali. È inaccettabile che a così tanto tempo dalla determinazione delle crisi industriali non siano ancora state tracciate prospettive chiare e sostenibili per il futuro produttivo e occupazionale del Sulcis Iglesiente. Alla luce dell’incontro con l’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani, ribadiamo con forza la necessità di arrivare a questi tavoli con una linea unitaria e condivisa tra istituzioni, sindacati e parti sociali. Solo così sarà possibile garantire certezze sugli investimenti, sui tempi e sulle prospettive occupazionali, evitando ulteriori ritardi che il territorio non può più permettersi. Il Sulcis Iglesiente – sottolinea il segretario Cisl – non può attendere oltre: servono piani industriali credibili, strumenti concreti per la transizione energetica e garanzie immediate per i lavoratori diretti e dell’indotto. Saremo presenti a tutti gli incontri, portando proposte e incalzando Governo e Regione affinché dalle parole si passi ai fatti.»
La Cisl richiama, inoltre, l’urgenza di una visione strategica complessiva per l’intera Sardegna: «La vertenza Sulcis non può essere scollegata da una politica industriale ed energetica regionale capace di coniugare sviluppo, sostenibilità e occupazione. In questo quadro assume rilevanza decisiva anche il futuro di Matrica e della chimica verde, nodo centrale per una filiera industriale innovativa e rispettosa dell’ambiente, che può rappresentare un modello per tutta l’isola. È il momento di una scelta politica chiara: serve un progetto industriale per la Sardegna che guardi al lungo periodo, integri la transizione ecologica con la tenuta sociale e metta al centro il lavoro. La Cisl Sardegna chiede a Governo e Regione di assumersi fino in fondo questa responsabilità storica», conclude Pier Luigi Ledda.
“Rappresentanza del lavoro e partecipazione per uno sviluppo sostenibile“: è il tema del XII Congresso territoriale della Cisl del Sulcis Iglesiente, in programma domani, giovedì 24 aprile, a Carbonia (Lù Hotel, via Costituente), a partire dalle 9.30. I lavori saranno aperti dalla relazione del segretario uscente, Antonello Saba, sono previsti gli interventi del segretario generale del sindacato, Pier Luigi Ledda, e di Andrea Cuccello, della segreteria nazionale.
Nel pomeriggio ci sarà la proclamazione degli eletti e della nuova segreteria territoriale.
«L’incontro di oggi a Portovesme ha un valore importante perché abbiamo avuto conferma che in questa difficile vertenza ci si presenta con un fronte unico, compatto, che vede insieme Governo, Regione, sindacati, lavoratori. E questo fronte può ottenere risposte immediate da Glencore e garanzie da altri eventuali investitori.»
È il commento del segretario generale della Cisl, Pier Luigi Ledda, al termine dell’incontro a Portovesme con i ministri Adolfo Urso e Marina Calderone e la presidente della Regione, Alessandra Todde.
«Attendiamo le prossime interlocuzioni annunciate dal ministro Adolfo Urso – prosegue il segretario della CISL – e gli ammortizzatori per accompagnare i lavoratori fino alla risoluzione della vertenza, con la ripartenza della linea zinco da parte di Glencore o il subentro di altri investitori. Su un punto la Cisl va avanti convinta: occorre rilanciare l’industria pesante nel Sulcis Iglesiente, sfruttando le opportunità offerte dal poter ospitare l’Einstein Telescope e questo fronte compatto, che va oltre casacche e appartenenze, può e deve lavorare da subito per rilanciare il settore nell’Isola.»