25 September, 2022
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Domani, giovedì 28 aprile, per Sa die de sa Sardigna, alle ore 17,00, presso il Parco di Colle Rosmarino, a Carbonia, verrà rappresentato lo spettacolo Pindulas, una particolare e divertentissima “lezione” di lingua sarda, con su Maistu e Curiosella e la sua allieva “unu pagu burricchedda”. Lo spettacolo è rivolto ai bambini ma diverte anche i più grandi. Realizzato in collaborazione con il comune di Carbonia, assessorato del Turismo, Pubblica Istruzione, Cultura e Ambiente. Al termine dello spettacolo, verrà offerta una merenda tipica della tradizione sarda.

Pindulas è una produzione de Le Voci di Astarte, nata nell’ambito delle attività di animazione territoriale del progetto identitario Janas – Lab, Bando CultureLab 2018 Regione Autonoma della Sardegna, Assessoradu de S’istrutzione Publica, Benes Culturales Informatzione, Ispetaculu e Isport, volto alla valorizzazione dei siti archeologici di Sorradile nella provincia di Oristano, Domus de Janas di Prunittu e Su Monte, e ne costituisce azione di promozione e disseminazione. Lo spettacolo, che viene proposto nelle scuole, parchi, siti di interesse storico, paesaggistico e naturalistico, intende contribuire a sensibilizzare riguardo i temi identitari, e all’insegnamento della lingua sarda, affinché possa essere parlata, rinnovarsi e rimanere lingua viva, quale importante elemento della nostra cultura. Lo spettacolo è itinerante e rappresenta una particolare “lezione” di lingua sarda, secondo una dinamica brillante in cui su maistu (Guido Cadoni) insegna all’allieva Curiosella (Gloria Uccheddu), il tutto accompagnato dalla musica dal vivo dei musicisti Alberto Balia e Rafaella Bandiera. Ideazione e regia Sabrina Barlini, supporto tecnico Andrea Manca, collaborazione alle realizzazioni sceniche Simona Barlini Pippieddas Laboriosas, merenda sarda doc, a cura di Umberto Delussu dell’Elicriso di Gonnesa. E’ sembrato perfetto, agli organizzatori e ai referenti dell’amministrazione che hanno collaborato alla realizzazione dell’evento, proporre questo lavoro nel giorno della nostra festa de Sa die de sa Sardigna, in un luogo bellissimo della città di Carbonia, un luogo da valorizzare e promuovere, che costituisce non soltanto un importantissimo polmone verde per la città ma uno spazio ove, praticare sport, passeggiare, giocare e condividere momenti culturali e di comunità. Si ringrazia per la collaborazione l’Amministrazione comunale di Carbonia, gli assessori Michele Stivaletta, Giorgia Meli, Antonietta Melas, Stefano Mascia, dei rispettivi assessorati di competenza.
Costo del biglietto 6,00 €. Al termine dello spettacolo, verrà offerta una merenda genuina, tutta sarda, con prodotti biologici locali. E’ gradita la prenotazione per facilitare organizzazione di posti a sedere e merenda. Per info e prenotazioni 3311697898 – 3495004203 – 338 398 9517 (anche WhatsApp).

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E’ stata inaugurata sabato sera, nella nuova sala espositiva dello Show Room Ellegi Crea, in via Roma, a Carbonia, la mostra del pittore autodidatta carboniense Gianni Lardieri. A tagliare il nastro inaugurale, dopo la breve presentazione della serata fatta da Ilenia Lampis, titolare dello Show Room Ellegi Crea, è stata Paola Massidda, sindaco di Carbonia, presenti anche alcuni assessori, tra i quali la titolare della Cultura Sabrina Sabiu. La serata artistica è stata arricchita da una degustazione dei vini pregiati della Cantina Santadi e dalla voce della cantante Raffaella Bandiera, accompagnata dal gruppo corale Silver Voice.

Dal catalogo di Gianni Lardieri.

Gianni Lardieri, 68 anni, autodidatta, per tanto tempo ha tenuto riservata la sua ispirazione artistica. L’attrazione per l’arte creativa non si manifesta però nell’età matura. Già nell’adolescenza è vissuta come fase di naturale tendenza verso un processo evolutivo che passa dalle piccole costruzioni create con materiali informali, ai temi che nella forma pittorica definiscono un senso compiuto all’innata aspirazione di andare incontro ai mille significati della materia plasmata. Le opere di Gianni Lardieri sono così create col lievito del proprio desiderio, sino a dare forma, la propria forma, all’oggetto creato che diviene sintesi della fantasia infantile sino a giungere alla maturazione del-l’opera compiuta. Dall’esperienza professionale nel campo delle costruzioni, deriva poi una profonda conoscenza dei materiali per le sue opere su tela: dall’acrilico al catrame, smalti, olii, ossidi di ferro, polveri di marmo, varie terre, tessuti e materiali poliuretanici, sfruttando le loro intrinseche possibilità di trasformazione eseguita con particolari impasti e accostamenti. Siamo nell’informale materico, una corrente artistico-pittorica del primo dopoguerra, quando innovatori come Pollok, Franz Kline, Nicola De Stael, Alberto Burri, inaugurano una linea a suo modo rivoluzionaria, dove la pittura si sottrae al figurativo, alla geometria e al rigore matematico che caratterizzano l’astrattismo classico. Nasce allora questo moderno impulso di liberazione estetica, che conduce ad un’idea di arti senza legami col passato, traducendo una visione del futuro attraverso nuovi linguaggi espressivi, dove è evidente l’impegno dell’artista nel cercare il punto di contatto fra la materia e l’oggetto. Di più! Di approdare in un oltre, dove l’oggetto diventa altro corpo, in un immaginario cosmico, un cammino attraverso le sue onde e gli spazi, fra ombre e luci, dove il movimento plasma la materia in un corpo nuovo, lontano dalle contaminazioni del tempo e dalla corrosione del pensiero. La materia si erge quindi in primo piano, elevando ciascun materiale utilizzato ad atto artistico, dove il pittore si appropria della problematica del contrasto e della prevalenza della materia sulla forma. Si attua così l’assoluta identità fra la soggettività dell’artista e l’emblematicità che assume l’opera d’arte, dove i valori estetici ed espressivi sono definiti o conclusi nei materiali utilizzati.

Antonello Dessì