17 April, 2021
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La commissione Sanità presieduta da Raimondo Perra (Cps-Psi) ha ascoltato le relazioni delle associazioni più rappresentative dei disabili uditivi nell’ambito dell’esame della PL n. 453 (Moriconi e più) sottoscritta da gruppi di maggioranza ed opposizione.

A nome dell’Ens (Ente nazionale sordi) il presidente regionale Gianfranco Cappai ha auspicato che la nuova legge aumenti le opportunità di inclusione dei disabili nella vita sociale.

Sempre in rappresentanza dell’Ens, Alessandra Farris ha definito la legge “un ottimo punto di partenza”, sottolineando che il mondo della sordità è composto da tanti differenti percorsi sul piano riabilitativo ed educativo, frutto di scelte legittime che vanno rispettate. «L’importante – ha sottolineato – è che tutti si sentano cittadini titolari di diritti avendo a disposizione le stesse opportunità anche se, ovviamente, il mondo è a misura di persone udenti». «La sordità tuttavia – ha proseguito – non è una malattia ma un deficit da compensare e può essere compensato benissimo con una serie di interventi mirati: dallo screening neo-natale all’utilizzo delle tecnologie, dalla formazione degli operatori di supporto all’affermazione di una cultura nuova che, ad esempio, non confini i sordi in lavori a bassa capacità perché invece possono fare tutto e per questo si sentono più integrati se valutati in base al merito ed alla competenza e non per la loro condizione».

In rappresentanza della Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) il presidente regionale Alfio Desogus ha espresso alcune riserve sulla parte della legge che, in nome della libertà di scelta, prevede il riconoscimento della Lis (linguaggio dei segni) sostenendo che, in realtà, «il riferimento corretto è quello alla Convenzione Onu del 1948 sui diritti umani che equipara la comunicazione ad un diritto umano e individua la parola come verso umano accompagnato da espressioni del viso con caratteri di universalità tali da consentire all’individuo di entrare in relazione con le altre persone».

«Questo diritto umano – ha aggiunto – non può essere esercitato con il linguaggio dei segni che, come strumento di comunicazione mediata, non è di inclusione ma di discriminazione oltre che limitativo dell’autonomia personale.»

«Va poi considerato – ha concluso, il diritto alla salute che in Sardegna richiede – lo screening audiologico neonatale, la diagnosi precoce, un servizio logopedico organizzato sul territorio per la presa in carico del bambino presso i centri specializzati.»

Anche Cesarina Pibiri, esponente dell’associazione Audientes, ha osservato che la legge «propone un approccio superato alla sordità equiparando il linguaggio dei segni all’intervento linguistico vero e proprio, perché soprattutto i bambini tendono a scegliere la strada più facile salvo poi trovarsi in difficoltà durante l’età dello sviluppo». «Come mamma di un bambino nato sordo – ha ricordato – dopo un primo periodo con gli insegnanti di sostegno ho girato l’Italia per trovare una cura efficace ed anche ora la situazione in Sardegna non è molto diversa soprattutto per i bambini piccoli: a volte nelle strutture sanitarie mancano strumenti che costano pochissimo, mancano reparti di chirurgia infantile e perfino le protesi sono a pagamento mentre nella Penisola rientrano all’interno dei Lea. Ciò che bisogna privilegiare – ha concluso – è l’accompagnamento degli individui col deficit uditivo alla formazione di una personalità autonoma perché solo questo consente una vera integrazione».

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La consigliera regionale del Partito Democratico Daniela Forma lo scorso mese di marzo ha depositato un’interrogazione indirizzata al presidente della Regione Francesco Pigliaru e all’assessore regionale della Sanità Luigi Arru, per rappresentare le difficoltà della Comunità terapeutica “Approdo” di Nuoro che opera nel campo dei sofferenti mentali. L’intervento si era reso necessario in seguito al preoccupante appello lanciato dalla Cooperativa Nuorese che corre il rischio concreto di chiudere a causa del limitato numero di ospiti in carico che non consentirebbero una gestione finanziariamente sostenibile.

«Contestualmente – dichiara Daniela Forma – ho richiesto che la Commissione Sanità, presieduta da Raimondo Perra audisse sul tema l’assessore regionale Luigi Arru e votasse in merito una Risoluzione. L’argomento è stato così inserito all’ordine del giorno dei lavori della commissione Sanità del 12 aprile che ha registrato un’ampia discussione sulla rete di strutture ad alta intensità che nel contesto regionale si occupano di salute mentale e sulle relative problematiche.»

«Al termine della discussione – aggiunge Daniela Forma – la commissione Sanità ha votato all’unanimità una risoluzione nella quale impegna il presidente della Regione e la Giunta Regionale a mettere in atto tutte le azioni finalizzate alla salvaguardia delle Comunità terapeutiche che operano nel campo della salute mentale, tra le quali in particolare la “Comunità Approdo” con sede in Nuoro, garantendo la prosecuzione del servizio offerto.»

«L’assessore regionale Luigi Arru – conclude Daniela Forma – ha confermato l’attenzione con la quale si sta seguendo la vicenda ed ha ribadito il lavoro di interlocuzione che si sta portando avanti con tutti i direttori dei dipartimenti di Salute mentale, presentando le caratteristiche di una Comunità che opera con serietà e che è a disposizione dell’intero sistema regionale.»

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La commissione Sanità e Politiche sociali presieduta da Raimondo Perra (Cps-Psi) ha ascoltato l’assessore della Sanità Luigi Arru ed il Direttore generale dell’Azienda “Brotzu” di Cagliari Graziella Pintus su alcune importanti problematiche del sistema sanitario regionale.

Con l’assessore Luigi Arru, in particolare, sono stati affrontati i temi delle strutture private che operano nell’area della salute mentale, del nuovo tariffario veterinario e dei servizi funerari e cimiteriali.

Per quanto riguarda la salute mentale, dopo un positivo confronto con l’assessore Luigi Arru, la commissione ha approvato all’unanimità una risoluzione che, prendendo spunto dalla vicenda della crisi della comunità “Approdo” di Nuoro, rilancia il ruolo di queste strutture «nel quadro di una ridefinizione generale dell’offerta (già avviata dall’Ats) che tenga conto della distribuzione dei centri sul territorio e della coerenza fra bisogni terapeutici ed assistenziali dei pazienti e strumenti disponibili».

Illustrando i contenuti del nuovo tariffario veterinario, predisposto da uno specifico tavolo tecnico, l’assessore della Sanità ha sottolineato la necessità di un intervento di revisione sia perché il precedente risaliva agli anni ’90, con tipologie di prestazioni e sistemi di calcolo non più attuali, sia per assicurarne una applicazione unitaria sul territorio superando la frammentazione legata alle diverse Aziende sanitarie.

Sullo schema delle tariffe molti esponenti della commissione hanno espresso riserve, relative soprattutto all’impatto sul mondo agricolo e sul comparto dell’agro-alimentare. Rossella Pinna, del Pd, ha ipotizzato un consistente aggravio reale dei costi per le manifestazioni equestri, sia agonistiche che religiose o laiche, mentre Augusto Cherchi del Pds si è soffermato sugli effetti negativi che potrebbero derivare sulle certificazioni, la movimentazione del bestiame ovino e la circolazione dei prodotti agro-alimentari nei Paesi Ue ed extra Ue, evidenziando in definitiva che «la delibera non affronta il nodo politico della grande sofferenza del nostro mondo agricolo».

L’assessore Luigi Arru ha manifestato ampia disponibilità politica a rivedere in modo puntuale alcuni aspetti «di una delibera certamente molto complessa che, comunque, nel panorama regionale, presenta anche specificità favorevoli alla Sardegna e va inquadrata in una ottica complessiva di sostenibilità del sistema, soprattutto per quanto riguarda le prestazioni extra-Lea a totale carico della finanza regionale».

Sintetizzando l’andamento del dibattito, il presidente Raimondo Perra ha proposto di rinviare l’argomento, per consentire alla commissione di formulare osservazioni di dettaglio sulle singole voci del tariffario, da inserire eventualmente in una risoluzione da sottoporre al Consiglio. La proposta è stata accolta.

La commissione, inoltre, ha deciso di rinviare l’esame della proposta di legge (Comandini e più) sui servizi funerari e cimiteriali per iniziare un ciclo di audizioni con i soggetti interessati.

L’audizione della dr.ssa Graziella Pintus, direttore generale dell’Azienda “Brotzu” di Cagliari, ha invece riferito sulla situazione del settore oncologico dopo che il problema era stato sottoposto all’attenzione della commissione da alcune associazioni di pazienti donne. Graziella Pintus ha ricordato in apertura che la nuova configurazione della rete ospedaliera assegna all’ex ospedale Businco il ruolo di hub regionale oncologico insieme a quelli di Sassari e Nuoro ma questo significa, ha precisato, che l’hub deve essere il terminale di una rete territoriale. «Nel caso dell’area di Cagliari – ha spiegato – abbiamo invece verificato un 35% di accessi in più alle nostre strutture di pazienti che arrivano da Carbonia, Oristano, Sanluri e Lanusei, un dato che da una parte determina un surplus di lavoro non sempre facile fa fronteggiare e dall’altra segnala che la rete territoriale è ancora troppo debole».

Sulle liste d’attesa, altro tema sensibile segnalato dalle associazioni delle pazienti, la responsabile dell’Azienda Brotzu ha fatto una distinzione fra quelle diagnostiche e quelle chirurgiche, nel senso che se per le prime si può parlare di 40/50 giorni, per le seconde c’è un problema di gestione non omogenea ed aggiornata dei dati informatici sul quale è in corso un’approfondita verifica interna.

Dal punto di vista strutturale, inoltre, la Pintus ha segnalato che, a breve e medio termine, il settore oncologico dovrà trovare rimedio alla carenza di alcune figure importanti come gli anestesisti ma soprattutto gli anatomo-patologi, specializzazione finita in fondo alle scelte dei medici con l’effetto collaterale di una forte competizione fra Regioni.

Nel corso delle audizioni con l’assessore Luigi Arru e la dr.ssa Graziella Pintus, sono intervenuti tutti i componenti della commissione. Con la responsabile dell’Azienda “Brotzu” è stato deciso di calendarizzare un nuovo incontro su temi specifici che la commissione si è riservata di individuare.

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La settimana di lavoro delle commissioni sarà aperta domani (mercoledì 4 aprile), alle 10.30, dalla riunione della V (Agricoltura e attività produttive), presieduta da Luigi Lotto (Pd). In programma l’audizione della sezione scienze zootecniche della Facoltà di Agraria di Sassari sulla proposta di legge n. 495 (Lotto e più) – Disposizioni per la valorizzazione della suinicoltura sarda.

Sempre domani alle 10.30 la IV commissione (Governo del territorio) presieduta da Antonio Solinas (Pd) proseguirà l’esame del testo unificato sull’urbanistica.

Ancora domani ma nel pomeriggio, con inizio alle 15.30, riunione per la sesta commissione (Sanità e Politiche sociali) presieduta da Raimondo Perra (Cps-Psi). All’ordine del giorno l’audizione del Coni Sardegna collegata all’esame delle proposte di legge in materia di sport n. 116 (Deriu e più) e 317 (Busia e più). La commissione si occuperà anche delle proposte di legge riguardanti i servizi funebri e cimiteriali n. 223 (Comandini e più) e 466 (Perra e più).

Nel caso pervenisse dall’assessorato della Sanità la necessaria documentazione, la commissione esaminerà poi la proposta n. 189 riguardante il Tariffario unico regionale per le prestazioni nell’interesse di privati rese dall’area Igiene e Sanità pubblica veterinaria e della sicurezza alimentare.

Nella giornata di giovedì 5, alle ore 12.00, sono previste, davanti alla I commissione (Autonomia) presieduta da Francesco Agus (Cp) le audizioni degli assessori degli Affari generali Filippo Spanu e dell’Ambiente Donatella Spano per riferire sui risultati dei tavoli tecnici attivati per il nuovo contratto del personale dell’Agenzia Forestas. Sull’argomento sono state presentate diverse proposte: il Dl n. 416 della Giunta e le proposte di legge n. 274 (Moriconi e più), 304 (Pittalis e più), 358 (Lai e più) e 485 (Comandini e più).

La commissione, inoltre, dovrà esprimere un parere sulla proposta di legge n. 164 (Pinna e più) relativa ad Interventi per la promozione e la valorizzazione dell’amministratore di sostegno a tutela dei soggetti deboli.

Infine, sul tavolo della commissione Autonomia, anche l’ipotesi di un adeguamento della procedura elettorale alle modifiche apportate dalla legge Statutaria 1/2018 che ha introdotto la doppia preferenza di genere.

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La commissione Sanità e Politiche sociali, presieduta da Raimondo Perra (Cps-Psi) ha ascoltato questa mattina le rappresentanti delle associazioni “Fondazione Taccia per la ricerca sul cancro” e “Mai più sole contro il tumore ovarico” sulla condizione delle pazienti oncologiche.

A nome della “Fondazione Taccia per la ricerca sul cancro”, la presidente Albachiara Bergamini ha auspicato in apertura che il primo confronto con la commissione sia «un ponte fra donne oncologiche ed istituzioni per far emergere in tutta la sua complessità la condizione delle donne ed il loro rapporto con la sanità pubblica». Riferendosi in particolare alla realtà di Cagliari, la Bergamini ha lamentato che l’accorpamento fra gli ospedali Brotzu, Oncologico e Microcitemico ha, di fatto, snaturato l’identità della struttura oncologica «dove regnano confusione ed approssimazione ma soprattutto mancano sia la capacità di una presa in carico complessiva della persona che quella di assicurare risposte umane in tempi certi».

Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo, diritti e riforme” ha richiamato l’attenzione della commissione «sull’enorme peso psicologico con cui devono convivere le donne-pazienti che cercano di lottare per la loro integrità» ed ha proposto una conferenza pubblica su questi temi con la partecipazione di istituzioni, medici ed operatori, per arrivare a tracciare «un percorso dal quale, attraverso il confronto fra tutte le figure interessate, emerga una strategia nuova che consenta fra l’altro alle pazienti oncologiche di evitare la mobilità passiva e restare in Sardegna accanto ai propri familiari».

Molto significativa la testimonianza coraggiosa di due pazienti oncologiche che hanno raccontato alla commissione «cosa si prova quando scopri di avere una malattia che ti cambia per sempre la vita e può portati alla morte», uno stato d’animo di profondo disagio interiore in cui tutto assume una dimensione diversa: il modo di essere accolte in una struttura, le parole ed il contesto con cui viene formulata la diagnosi, la tempestività degli accertamenti diagnostici e delle visite di controllo, il semplice rinvio di un appuntamento, l’impossibilità (a volte) di perdere il contatto con i propri affetti più vicini e la famiglia.

Nel dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Giorgio Oppi (Udc Sardegna), Edoardo Tocco (Forza Italia), Augusto Cherchi (Pds), Luigi Ruggeri (Pd), Emilio Usula (Misto-Rossomori) e Luca Pizzuto (Art.1-Mdp). Pizzuto si è espresso in modo fortemente critico sulla mancata attuazione della arte della riforma che riguarda l’oncologia e, dopo aver proposto una risoluzione della commissione, ha dichiarato che «dalle risposte che riceveremo su questi problemi dipenderà la conferma della nostra fiducia all’assessore».

Nelle conclusioni il presidente della commissione Raimondo Perra ha parlato di una audizione «preziosa, perché porta alla luce la sofferenza fisica e psicologica di tante persone e delle loro famiglie, in modo particolare di quelle costrette alla mobilità passiva; se quelle risorse fossero investite nel potenziamento delle nostre strutture ne deriverebbe un grande giovamento sia ai pazienti che al sistema sanitario regionale».

«La previsione di una rete oncologica nella recente riforma della rete ospedaliera – ha concluso Raimondo Perra – non ci esime dal continuare a lavorare con il massimo impegno, anche perché se la condizione complessiva dei malati che si rivolgono alla rete non migliora, il fatto che magari possano migliorare di qualcosa i conti vale fino ad un certo punto.»

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La commissione Sanità del Consiglio regionale presieduta da Raimondo Perra (Cps-Psi) ha visitato questa mattina l’ospedale “Antonio Segni” di Ozieri che, in base alla riforma ospedaliera approvata nell’ottobre scorso dal Consiglio regionale, dovrebbe costituire unico presidio con le strutture sanitarie di Alghero.

La commissione ha compiuto un breve giro fra i reparti con particolare attenzione a quelli di Ortopedia, Neurologia e Radiologia, oltre ai laboratori ed alle attrezzature diagnostiche. Successivamente nella sala riunioni del “Segni” i commissari hanno ascoltato i numerosi interventi dei primari e dei medici della struttura, che hanno esposto le problematiche più significative legate al funzionamento della struttura: carenza di personale, difficoltà di coprire alcune posizioni specialistiche e di fornire (pur essendo un ospedale) veri servizi e propri di assistenza territoriale, fronteggiando le crescenti richieste degli utenti, che continuano a percepire l’ospedale come un luogo di cura “generalista”.

Per quanto riguarda più in dettaglio le tematiche riguardanti la riforma della rete ospedaliera, i medici dell’ospedale di Ozieri hanno sottolineato con preoccupazione l’oggettiva complessità di far funzionare con efficienza un presidio diviso in due stabilimenti anche fisicamente lontani come Ozieri ed Alghero, aggiungendo che non tutta la sanità sarda si deve esaurire nei due hub principali.

Nel dibattito hanno preso la parole numerosi consiglieri regionali: Giorgio Oppi dell’Udc, Daniele Cocco di Art.1-Mdp, Antonello Peru e Marco Tedde di Forza Italia, Augusto Cherchi del Pds e Domenico Gallus del Psd’Az – La Base.

Nelle conclusioni, il presidente della commissione Raimondo Perra ha ricordato che il sopralluogo di Ozieri è il primo effettuato dalla commissione nel “dopo-riforma”, a testimonianza del fatto che «la politica non può e non deve limitarsi a fare leggi ma deve anche essere capace di verificare sul campo se le stessi leggi hanno un impatto positivo sui cittadini, capacità che nel nostro caso è quanto mai necessaria visto che ci occupiamo di salute. Abbiamo ascoltato con molta attenzione i temi sollevati dai medici del “Segni” – ha concluso Raimondo Perra – ed assicuro anche a nome della commissione che saranno valutati con la massima attenzione in sede di attuazione concreta della riforma della rete ospedaliera».

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Le criticità degli ospedali nel nord Sardegna, le emergenze della sanità sul territorio e la necessità di nuovi investimenti per i servizi, saranno al centro del vertice in programma questa sera, alle 17.30, nel municipio di Piazza Gallura, con il sindaco di Tempio Pausania Andrea Biancareddu. Il vicepresidente della commissione salute Edoardo Tocco (FI) avrà la lente d’ingrandimento sulle condizioni del presidio ospedaliero “Paolo Dettori”. Probabile anche una perlustrazione all’interno del nosocomio.

«La riforma della sanità sta cancellando anche in Gallura pezzi fondamentali della rete ospedaliera – spiega Edoardo Tocco – mettendo a rischio il diritto alla salute.»

Domani mattina, alle 10.30, appuntamento ad Ozieri, nell’ospedale “Antonio Segni”, per un sopralluogo della commissione Sanità del Consiglio regionale. Una perlustrazione del parlamentino, presieduto dal consigliere Raimondo Perra (esponente dei socialisti), che conta tra le sue fila anche l’ex assessore della Sanità Giorgio Oppi ed il rappresentante del territorio Daniele Cocco, per valutare le condizioni della struttura.

«Anche il nosocomio di Ozieri è stato depotenziato dai provvedimenti della Giunta Pigliaru – aggiunge Edoardo Tocco – con le sforbiciate dei reparti e la cancellazione di diversi servizi indispensabili per i cittadini. Il riordino della rete ospedaliera sta producendo effetti devastanti, con la drastica riduzione dei dipartimenti all’interno dei presidi sanitari. L’esecutivo deve rivisitare questa legge, con misure urgenti per salvaguardare i pazienti costretti lunghe liste d’attesa o, ancora peggio, viaggi della speranza per le cure necessarie.»

Il presidente della commissione indica le finalità del sopralluogo: «Sarà – conclude Raimondo Perra – un momento di verifica sullo stato organizzativo dell’ospedale, per capire da medici, personale e pazienti se ci sono condizioni e margini di miglioramento all’interno della riforma, per dare risposte più adeguate ed efficienti ai cittadini del territorio».

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Un dibattito pubblico per discutere del futuro dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari. E’ la richiesta avanzata in una mozione sottoscritta dai consiglieri regionali Francesco Agus, primo firmatario, Raimondo Perra, Anna Maria Busia, Pierfranco Zanchetta, Piero Comandini, Lorenzo Cozzolino, Alessandro Collu, Paolo Zedda, Emilio Usula, rivolta al presidente della Regione per decidere insieme ai residenti del centro storico della città, l’amministrazione comunale e l’Università di Cagliari il destino dell’ospedale cagliaritano, la cui futura destinazione d’uso non è stata stabilita nella riorganizzazione delle rete ospedaliera regionale.

Recentemente, con una petizione sottoscritta da 1.500 cittadini, i residenti del quartiere hanno espresso al sindaco di Cagliari le loro preoccupazioni sul futuro dell’ospedale.

Così Francesco Agus illustra le motivazioni contenute nella mozione:  «La completa soppressione dei servizi sanitari nel centro storico di Cagliari sarebbe un grave danno non solo nei confronti dei numerosi residenti dei quartieri limitrofi, ma per tutta la città. L’area è frequentata quotidianamente da migliaia di persone che accedono a servizi e attività commerciali, e l’imponente aumento dei flussi turistici riscontrato in città negli ultimi anni ci obbliga a ragionare tutti insieme se un’ utenza così consistente possa avere bisogno di un presidio sanitario stabile nel centro di Cagliari, mantenendo alcuni servizi indispensabili per la sicurezza e l’emergenza sanitaria».

A mettere in allarme l’esponente di Campo Progressista Sardegna è anche la possibilità che in futuro possa ripetersi un nuovo caso “ex ospedale marino”,  questa volta nel centro storico della città.

«In passato la scarsa sinergia tra le istituzioni ha trasformato la vicenda dell’ex ospedale marino di Cagliari in un emblema dell’inefficienza dell’azione politica e amministrativa, una brutta storia che solo dopo tanti anni di totale abbandono e  interminabili contenziosi finalmente sembra avviata verso una soluzione positiva – conclude Francesco Agus -. Ora stabiliamo insieme, quanto prima, il futuro dell’Ospedale San Giovanni di Dio evitando che la struttura possa nel tempo decadere e divenire un rudere su cui, in futuro, dover dibattere solo per deciderne la demolizione

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La commissione Sanità e Politiche sociali, presieduta da Raimondo Perra (Cps), ha approvato con l’astensione della minoranza il Piano per l’emigrazione 2018/2020 che prevede un investimento di oltre 2.1 milioni di euro per anno.

«Il Piano – ha spiegato nella sua relazione l’assessore del Lavoro Virginia Mura – valorizza la realtà della nostra emigrazione sia come elemento dell’identità sarda nel mondo che come soggetto propulsivo di un sistema di nuove relazioni economiche, commerciali, culturali e sociali; infatti la maggior parte delle risorse è destinata alla realizzazione di progetti coerenti con questa missione e sostenuti o dalla Regione in forma diretta o co-finanziati con l’intervento delle varie istituzioni pubbliche e private dei Paesi in cui operano i Circoli.»

«Inoltre – ha aggiunto l’assessore del Lavoro – l’azione congiunta della Regione e dei sardi nel mondo va inquadrata nella strategia complessiva del governo regionale e, in particolare, degli assessorati del turismo, dell’agricoltura e dell’industria; alla fine del mese gli assessori interessati e i rappresentanti degli emigrati si incontreranno proprio per rendere sempre più stringente ed efficace la reciproca collaborazione.»

«Con la nuova programmazione triennale – ha concluso Virginia Mura – ci proponiamo in definitiva di dare risposte nuove ad un fenomeno, come quello dell’emigrazione sarda nel mondo, che in questi anni è profondamente cambiato: oltre ai flussi tradizionali, fuori dalla Sardegna ci sono molti giovani con un livello elevato di istruzione, imprenditori, persone con un forte senso di appartenenza alla Sardegna ma anche aperte, dinamiche, molto ben inserite nelle società di residenza.»

Nel dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Emilio Usula (Misto-Rossomori), Giorgio Oppi (Udc), Rossella Pinna (Pd) e Mariano Contu (Forza Italia).

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Riprenderanno domani, martedì 20 marzo, i lavori delle commissioni permanenti del Consiglio regionale.

In mattinata si riuniranno la Prima e la Terza Commissione. Alle 10,30 il parlamentino del Bilancio, presieduto da Franco Sabatini sentirà in audizione i rappresentanti delle categorie produttive sullo stato di attuazione degli interventi per il sostegno delle imprese previsti dalla Programmazione Unitaria 2014-2010 e dagli incentivi della legge 949/1952. I lavori proseguiranno mercoledì 21 marzo 2018, ore 10.30, con lo stesso ordine del giorno. In programma le audizioni degli gli assessori competenti in materia di programmazione, industria e artigianato, del direttore generale del Centro regionale di programmazione e del presidente della SFIRS.

Per le 11,00 è invece convocata la Prima Commissione “Autonomia”. All’ordine del giorno l’elezione di un segretario, lo Schema di Norma di Attuazione 5/XV (Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Sardegna per l’istituzione del Collegio dei revisori dei Conti) e la questione insularità con l’esame di tre diverse proposte di legge nazionale per la modifica dell’articolo 3 dello Statuto. L’organismo consiliare si occuperà inoltre di alcuni provvedimenti in materia di ordinamento e funzionamento del Corpo forestale della Sardegna

Nel pomeriggio, alle 16.00, si riuniranno la Quarta e la Quinta Commissione.  

Il parlamentino del “Governo del territorio”, presieduto da Antonio Solinas, esaminerà il Programma n. 181 “Modifiche allo statuto dell’Ente di Governo dell’ambito della Sardegna”. Prevista l’audizione dell’assessore regionale dei Lavori pubblici Edoardo Balzarini. All’ordine del giorno della Commissione anche il disegno di legge n. 409 (Nuova legge urbanistica) e le proposte di legge nn. 19, 418 e 438. I lavori della Commissione proseguiranno nei giorni successivi. Mercoledì 21 marzo, alle 16.00, la Commissione si occuperà del progetto di realizzazione di un impianto solare-termodinamico a San Quirico (OR). Previste le audizioni dell’Assessore regionale dell’Industria Maria Grazia Piras, dei Sindaci dei comuni di Oristano e di Palmas Arborea, del Comitato per la salute e la qualità della vita San Quirico – Tiria e della Solar Power s.r.l., titolare del progetto.

Quattro le proposte di legge all’attenzione della commissione “Attività produttive” presieduta da Luigi Lotto: 1) la n. 437 “Norme per le cooperative di comunità in Sardegna”; 2) la n. 178 “Norme per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali naturali, di sorgente e termali”; 3) la n.306 “Disciplina della ricerca e utilizzazione delle risorse idrotermominerali e geotermiche”; 4) la n. 495 “Disposizioni per la valorizzazione della suinicoltura sarda”.

I lavori della Commissione proseguiranno mercoledì 21 marzo 2018. alle ore 10,30. con il medesimo ordine del giorno e, occorrendo, nel pomeriggio.

Giovedì 22 marzo, infine, si riunirà la Sesta Commissione “Salute e politiche sociali”. I lavori dell’organismo consiliare guidato da Raimondo Perra si apriranno alle 10,00 con l’audizione dell’assessore del Lavoro Virginia Mura sul Piano triennale per l’emigrazione. Successivamente, la Commissione si occuperà dei programmi n. 189 e 190 sul tariffario unico per i veterinari e sui Plus. All’ordine del giorno anche il Testo unico sulla dislessia e le proposte di legge n. 164 “Interventi per la promozione e la valorizzazione dell’amministratore di sostegno a tutela dei soggetti deboli”; n. 280 e n. 56 “Gioco d’azzardo”; n. 453 “Disciplina normativa sulla disabilità uditiva”; n. 116 e 317 “Sport”, n. 472 “Istituzione del reddito di libertà per le donne vittime di violenza”, n. 223 e n. 466 “Norme i materia funebre e cimiteriale”.