30 September, 2022
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Tiro e Sulky, a distanza di secoli, si uniscono per il dialogo e l’integrazione mediterranea. Oggi (venerdì 14 giugno) in Libano meridionale, presso la Municipalità di Tiro, si è svolta un’importante iniziativa di cooperazione internazionale, nell’ambito del gemellaggio tra la Municipalità di Tiro ed il comune di Sant’Antioco.

Il fil rouge dell’archeologia ha accompagnato l’intera giornata che si e’ aperta con i saluti istituzionali per poi proseguire con il confronto scientifico tra i ricercatori italiani e libanesi. Presenti, per il comune di Sant’Antioco, l’assessore della Cultura Rosalba Cossu e la curatrice del MAB Museo archeologico Ferruccio Barreca, Sara Muscuso. Con loro, la delegazione sarda è composta da Piero Bartoloni, direttore del MAB, e dallo staff dell’Università di Sassari (Michele Guirguis, Elisa Pompianu, Rosana Pla). Le autorità presenti: il ministro della Cultura del Libano, Mohamed Dawood; il sindaco di Tiro, Hassan Dbouk; il comandante Missione Unifil Stefano Del Col; il presidente dell’associazione per la Protezione ed il Patrimonio del Sud del Libano Randa Assi Berri. Gli studiosi partecipanti, oltre ai già citati componenti della delegazione sarda, sono Leila Badre, Helen Sader, Hassan Badawi, Zeina Fani, Grace Homsi, Alì Badawi.

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«Il gemellaggio tra Sant’Antioco e la Municipalità di Tiro (Libano) non è soltanto la mera sottoscrizione di un protocollo ufficiale, quanto semmai un concreto progetto di condivisione culturale destinato a durare nel tempo, in un reciproco scambio di professionalità, competenze e conoscenza. Quel ponte ideale tra Sant’Antioco e Tiro, rinsaldato a distanza di millenni il 22 agosto scorso in Libano con la firma dell’accordo d’intesa, verrà ricostruito con i mattoni della conoscenza, della cultura, delle occasioni di crescita e sviluppo, sia economico che sociale.»

Lo scrivono, in una nota, Ignazio Locci, sindaco del comune di Sant’Antioco, e Rosalba Cossu, assessore della Cultura del comune di Sant’Antioco.

«Siglato il gemellaggio – aggiungono Ignazio Locci e Rosalba Cossu – si apre adesso una fase di ricerca fondi con particolare riferimento a specifiche linee di finanziamento rivolte alla cooperazione transfrontaliera. Il primo passo sarà quello di predisporre una congiunta programmazione delle attività di valorizzazione che potranno riguardare la mobilità di studenti per attività di ricerca scientifica da e verso i territori coinvolti; lo scambio di collezioni librarie relative al patrimonio archeologico di ciascun territorio e di best pratics da applicare nel campo della didattica e dell’archeologia sperimentale, con particolare riferimento ai laboratori rivolti alle scuole. E ancora, l’accordo favorirà la creazione e lo scambio di realtà virtuali e immersive relative ai monumenti archeologici Fenici di entrambi i siti. L’obiettivo comune, appunto, è promuovere la conoscenza, favorire il dialogo interculturale e la collaborazione transfrontaliera attraverso la valorizzazione del patrimonio archeologico, sulla scorta del legame antico e profondo che lega Sant’Antioco e Tiro: furono i Fenici, provenienti da Tiro, tra la fine del IX e dell’VIII secolo a.C., infatti, a fondare la città di Sulky, l’attuale Sant’Antioco.»

«L’accordo tra le due realtà istituzionali – concludono Ignazio Locci e Rosalba Cossu – è stato patrocinato dal contingente militare italiano impiegato nella missione UNIFIL, in particolare dal generale di Brigata “Granatieri di Sardegna” Francesco Olla, illustre cittadino antiochense, comandante della Joint Task Force – Lebanon Sector West. La delegazione antiochense è stata ospitata proprio negli spazi militari gestiti dal contingente militare. Per noi è stata l’occasione per toccare con mano la grande professionalità con cui, quotidianamente, le Forze militari si prodigano con grande umanità per garantire la pace in un territorio per niente semplice.»

La delegazione italiana era composta dal sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci, dall’assessore alla Cultura Rosalba Cossu, dal dottor Piero Bartoloni, già professore ordinario di archeologia fenicio-punica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari e direttore del Museo archeologico “Ferruccio Barreca” di Sant’Antioco, e dalla dottoressa Sara Muscuso, curatrice del Museo. In rappresentanza della Municipalità di Tiro, il sindaco Hassan Dbouk, il prof. Hassan Baddahui, docente all’Università di Beirut e la dottoressa Helen Sader, docente di archeologia presso l’American University of Beirut. Era presente alla firma anche Randa Assi Berri, moglie dello speaker della Camera libanese Nabih Berri e promotrice di innumerevoli iniziative culturali e sociali per i libanesi.