28 June, 2026
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La Giunta regionale, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, ha espresso l’intesa con l’Ufficio Circondariale Marittimo di Carloforte sull’aggiornamento del Piano di raccolta e gestione dei rifiuti delle navi del porto di Carloforte e del porticciolo turistico di Villamarina per il periodo 2025-2030.

Il Piano disciplina l’organizzazione dei servizi destinati alla raccolta e alla corretta gestione dei rifiuti prodotti dalle unità da diporto, dai traghetti di collegamento e dalle imbarcazioni da pesca che operano nello scalo tabarchino, assicurando il conferimento dei rifiuti in condizioni di sicurezza ambientale e nel rispetto della normativa nazionale ed europea.

L’aggiornamento approvato non prevede la realizzazione di nuovi impianti né modifiche sostanziali agli assetti esistenti, ma adegua il sistema organizzativo alle esigenze operative registrate negli ultimi anni, garantendo la continuità e l’efficienza del servizio.

«La tutela del mare passa anche attraverso una gestione efficiente dei rifiuti prodotti dalle attività portuali e marittime dichiara l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi -. Con questa intesa confermiamo un modello organizzativo che consente di prevenire l’abbandono dei rifiuti in mare, sostenere la qualità ambientale delle nostre coste e assicurare servizi adeguati a uno dei principali scali dell’Isola dedicati alla mobilità, alla pesca e alla nautica da diporto. La collaborazione tra Regione, Autorità Marittima e Comune rappresenta uno strumento essenziale per coniugare tutela ambientale, sicurezza e sviluppo delle attività economiche legate al mare. La corretta gestione dei rifiuti portuali è infatti una componente fondamentale delle politiche di protezione dell’ambiente marino e costiero.»

L’aggiornamento del Piano costituisce inoltre un’integrazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti e garantisce la piena coerenza con gli indirizzi regionali in materia di economia circolare e tutela dell’ambiente marino.

L’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha istituito ufficialmente con decreto n. 10/2026, ai sensi della L.R. 31/1989, il Monumento Naturale “Grotta di Acquacadda – Su Montixeddu”. Si tratta di un riconoscimento straordinario per il lavoro di recupero e valorizzazione del sito portato avanti da alcuni lustri dallo Speleo Club di Nuxis guidato fino ad alcuni mesi fa dal presidente Roberto Curreli, oggi commissario straordinario del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, d’intesa con il comune di Nuxis e con l’Università degli studi di Cagliari, rappresentata dal professor Riccardo Cicilloni, docente e ricercatore di Preistoria e Protostoria presso il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali, dal 2 settembre 2019 direttore scientifico della campagna di scavi archeologici nella grotta di Acquacadda e dal 31 luglio 2025 cittadino onorario di Nuxis.

«Un grande traguardo per la comunità di Nuxisha detto il sindaco, Romeo Ghilleri l’istituzione del Monumento Naturale “Grotta di Acquacadda – Su Montixeddu” riconosce il grande valore naturalistico, scientifico e culturale del sito Grotta Acquacadda – Sa Marchesa. Un sentito ringraziamento va alla Regione Autonoma della Sardegna e all’assessorato della Difesa dell’Ambiente per l’attenzione, il sostegno e l’impegno dimostrati nella tutela e valorizzazione del nostro patrimonio naturale. Un risultato importante frutto della collaborazione tra l’Amministrazione comunale, l’associazione Speleo Club Nuxis e l’Università degli Studi di Cagliari, con il contributo scientifico del professor Riccardo Cicilloni – ha concluso Romeo Ghilleri, che ha seguito da vicino il percorso di valorizzazione del sito, con al suo fianco l’assessore Damiano Cani -. Un riconoscimento che rafforza la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio naturale e che rappresenta una grande opportunità di crescita per il territorio, soprattutto dal punto di vista turistico e culturale. Continuiamo a lavorare insieme per valorizzare le nostre bellezze e il nostro paese, che merita sempre il meglio.»

«La grotta di Acquacadda ha ottenuto un altro importante riconoscimento dopo quello dell’ISPRA come geosito d’interesse nazionale, anche quello decretato dall’assessora dell’Ambiente come Monumento Naturale in base alla L.R. 31/89ha commentato Roberto Curreli -. Logicamente in base al ruolo che attualmente ricopro i siti del Parco Geominerario per me sono tutti importanti ma a questo, come credo sia facilmente comprensibile, tengo particolarmente, perché l’ho visto nascere e ne ho seguito l’evoluzione.»
Giampaolo Cirronis

La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, assieme all’assessora dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha partecipato oggi a Roma alla riunione del Consiglio dei ministri, nel corso della quale sono stati esaminati diversi progetti di impianti eolici e agrivoltaici riguardanti il territorio regionale.

«Ho preso parte ai lavori insieme all’assessora dell’Ambiente, Rosanna Laconi, per rappresentare e difendere gli interessi della Sardegna in un passaggio particolarmente rilevante per il futuro energetico dell’Isola», dichiara la presidente Alessandra Todde.

Nel corso della riunione, la Regione Sardegna ha ribadito il parere negativo già espresso sui progetti in esame. Il Consiglio dei ministri, tuttavia, ha richiesto ulteriori approfondimenti tecnici su alcune delle proposte, aprendo una fase di confronto che coinvolgerà la Regione, le comunità locali e il ministero dell’Ambiente.

«La nostra posizioneprosegue la presidente della Regionenasce da valutazioni tecniche puntuali elaborate dagli uffici regionali, che saranno ora integrate da un ascolto attento e diretto dei territori interessati.»

La Regione Sardegna conferma il proprio impegno nel percorso di transizione ecologica, sottolineando la necessità di scelte equilibrate e condivise.

«La transizione energetica richiede decisioni fondateconclude Alessandra Toddecapaci di tenere insieme tutela del paesaggio, sviluppo e consenso delle comunità. Nelle prossime settimane lavoreremo per costruire una sintesi che tenga conto di tutti questi elementi, nel pieno rispetto delle esigenze della Sardegna.»

Via libera all’intervento di adeguamento della S.S. 126 dir “Sud Occidentale Sarda” nel tratto Sant’Antioco – Calasetta, approvando la deliberazione che conclude positivamente l’iter di verifica ambientale e consente l’avvio della fase realizzativa delle opere.

Il provvedimento stabilisce che il progetto, presentato da ANAS S.p.A., non sia assoggettato a ulteriore procedura di Valutazione di impatto ambientale, subordinatamente al rispetto di specifiche condizioni ambientali, definite all’esito di un’istruttoria tecnica approfondita.

Si tratta di un passaggio atteso che sblocca un intervento strategico per il territorio del Sulcis, finalizzato al miglioramento della sicurezza e della funzionalità di un’arteria che presenta criticità strutturali legate alla geometria del tracciato e alla visibilità. Il progetto, del valore di circa 6,5 milioni di euro, prevede interventi puntuali quali rettifiche di curve, adeguamenti della sede stradale, realizzazione di una rotatoria, piazzole per il trasporto pubblico e opere di messa in sicurezza complessiva.

«Con questo provvedimentodichiara l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconisi sblocca un intervento atteso e necessario su un’arteria viaria fondamentale per le comunità del Sulcis. Si apre ora una fase operativa che dovrà procedere con la necessaria rapidità, per garantire maggiori condizioni di sicurezza per gli automobilisti, nel pieno rispetto dell’ambiente e dell’equilibrio del territorio.»
Nel corso del procedimento sono stati acquisiti i contributi istruttori degli enti competenti, tra cui ARPAS, Corpo forestale, Genio civile e Direzione generale dei trasporti, che hanno consentito di definire un quadro puntuale di prescrizioni e misure di mitigazione, con particolare attenzione agli aspetti idraulici, paesaggistici e alla gestione dei materiali di scavo.

La Giunta regionale della Sardegna, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, di concerto con l’assessore dell’Agricoltura e Riforma agro-pastorale Francesco Agus, ha approvato la deliberazione con la quale sono state aggiornate le modalità di realizzazione dei censimenti delle popolazioni di Cormorano (Phalacrocorax carbo), superando il metodo adottato con la deliberazione del 2015.

Il provvedimento rappresenta una prima risposta concreta alle esigenze del comparto della pesca e dell’acquacoltura lagunare, che negli ultimi anni ha segnalato con crescente preoccupazione l’impatto della specie sugli stock ittici degli stagni sardi. Il censimento dei cormorani costituisce infatti la base tecnica per la determinazione del numero medio degli individui presenti e per la successiva quantificazione economica dei danni arrecati alle produzioni ittiche.

Alla luce delle risultanze scientifiche emerse dai censimenti regionali e dalla letteratura internazionale di settore, la deliberazione introduce una revisione del metodo di campionamento dell’attività di pesca nei compendi ittici. In luogo delle cinque fasce di rilevazione giornaliere previste dal metodo adottato nel 2015, i rilievi verranno ora effettuati in tre fasce orarie mattutine – 08:00, 10:00 e 12:00 – ritenute più rappresentative dell’effettiva attività di predazione della specie. Gli studi evidenziano infatti che, durante il periodo invernale, la maggior parte dei cormorani concentra l’attività alimentare nelle prime ore del giorno, mentre l’intensità della pesca tende progressivamente a diminuire nel corso della giornata.

«Con questo provvedimentodichiara l’assessora Rosanna Laconi interveniamo su un elemento fondamentale per la corretta gestione del fenomeno, aggiornando il metodo con cui vengono raccolti i dati e rendendo le rilevazioni più aderenti alla realtà. Disporre di dati più accurati significa poter valutare meglio l’impatto della specie e sostenere in modo più efficace e trasparente le imprese della pesca e dell’acquacoltura che operano nei nostri sistemi lagunari.»

L’aggiornamento metodologico approvato dalla Giunta si colloca nella prospettiva della realizzazione di uno studio scientifico più ampio, previsto dalla legge regionale di stabilità per il 2026, che ha autorizzato uno stanziamento di 70mila euro annui per il biennio 2026-2027 a favore delle Università della Sardegna per attività di censimento del cormorano e per lo sviluppo di nuove metodologie di studio e gestione della specie.

Lo studio consentirà di aggiornare ulteriormente le metodiche di rilevazione alla luce dei progressi scientifici e tecnologici maturati negli ultimi anni, con l’obiettivo di affinare gli strumenti di monitoraggio e avvicinare sempre di più le stime della presenza della specie ai dati reali, migliorando anche i criteri di determinazione degli indennizzi. Il lavoro di ricerca potrà inoltre valorizzare il significativo patrimonio di esperienza e di conoscenza maturato nel tempo dagli operatori del comparto ittico dei compendi lagunari, che rappresenta una risorsa preziosa per il miglioramento delle metodologie di osservazione e di analisi del fenomeno.

«La gestione dei rapporti tra fauna selvatica e attività produttive aggiunge l’assessora Rosanna Laconi richiede conoscenze scientifiche solide, strumenti di monitoraggio aggiornati e una collaborazione costante con il sistema della ricerca. Il lavoro che avvieremo con le università sarde ci permetterà di compiere un ulteriore salto di qualità nella conoscenza del fenomeno e nella capacità di costruire risposte sempre più efficaci per il comparto.»

La deliberazione stabilisce inoltre che le nuove modalità di censimento trovino applicazione a partire dalla stagione 2024-2025, dando mandato agli uffici competenti di assicurare la diffusione dei nuovi criteri presso le amministrazioni territoriali affinché ne venga garantita un’applicazione uniforme.

Con questo intervento la Regione Sardegna conferma il proprio impegno nel coniugare la tutela della biodiversità con la salvaguardia delle attività economiche tradizionali, promuovendo strumenti di gestione sempre più fondati sulla conoscenza scientifica e sulla corretta valutazione degli equilibri ecosistemici dei sistemi lagunari dell’isola.

Questa mattina l’assessora dell’Ambiente della Regione Rosanna Laconi ha firmato il decreto di approvazione del Piano di eradicazione del cinghiale e il relativo Disciplinare. Tra qualche giorno sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna.
«La Provincia ha ascoltato fin dall’inizio le esigenze della nostra comunità, sostenendo un piano specifico per l’Isola di San Pietrocommenta Stefano Rombi, sindaco del comune di Carloforte -. Ringrazio tutte le componenti, politica e amministrativa, per la leale collaborazione che non è mai mancata. Adesso la Provincia ha la responsabilità dell’attuazione del Piano, non mancherà come sempre l’apporto collaborativo del Comune. La Forestale, invece, anch’essa preziosa per giungere a questo risultato, avrà compiti fondamentali di vigilanza.»

Un Parco al passo con la natura ma anche con i tempi: il Parco di Gutturu Mannu diventa interattivo. L’appuntamento è per sabato 24 gennaio, alle ore 9.30, all’infopoint Pantaleo – Santadi, per parlare di natura e territorio e del valore del patrimonio storico archeologico del Parco di Gutturu Mannu.

Ma soprattutto per presentare “il progetto dell’ecomuseo digitale”, che rende fruibili e accessibili a un pubblico illimitato le conoscenze sulla storia del parco. Protagonisti di questa rivoluzione saranno un sito web, la postazione interattiva di Pantaleo con video divulgativi, una cartellonistica progettata per essere installata in punti strategici, e molto altro ancora.

– indagare le prospettive di sviluppo di un vero e proprio ecomuseo: fisico e puntuale, all’interno di una struttura di accoglienza dei visitatori, ma anche estensivo e in campo, sul modello già adottato da altri Parchi (es. Porto Conte).

A confrontarsi sulle prospettive di sviluppo dell’Ecomuseo saranno i soggetti che hanno collaborato al progetto e che potranno avere un ruolo negli sviluppi futuri, facendo convergere le rispettive competenze intorno alla stessa visione.

A intervenire dunque, diverse personalità con le loro competenze:

Massimo Impera, sindaco di Santadi

Giovanni Cafiero, Telos • Comunità di patrimonio tra archeologia e natura: l’Ecomuseo di Gutturu Mannu

Dalia MallusGiovanna Rizzo, Telos • La storia insediativa del Parco

Francesco Muscolino, Museo Archeologico Nazionale di Cagliari • Le collezioni di Monte Arcosu e Perda ‘e accuzai

Chiara Pilo, Giovanna Pietra, soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio

Lo stato della ricerca archeologica all’interno e nell’intorno del Parco

Cecilia Fassò, Fo.Re.S.T.A.S. • La storia nei boschi, tra gestione forestale e fruizione

Mariano Mariani, Parco Naturale Regionale di Porto Conte • Da Parco a Ecomuseo: l’esperienza di Porto Conte

Giovanna Cocco, Ecoistituto MED • Programmi e attività per la conoscenza del Parco di Gutturu Mannu

Stefano Crispu, Museo di Santadi • I custodi dell’identità e della memoria

Enrico Trogu, Archivio di Stato • Storia moderna e contemporanea. Il patrimonio documentale negli archivi storici

Rosanna Laconi, assessora della Difesa dell’Ambiente Regione Sardegna

Walter Cabasino, presidente Parco Gutturu Mannu

Luca Pulina, Università di Sassari • Le strategie di innovazione e valorizzazione dello Spoke 2

Moderano Marta Battaglia, Gianluca Cadeddu

La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, la programmazione delle risorse destinate al completamento e al rafforzamento della rete impiantistica regionale per la gestione dei rifiuti urbani, stanziando oltre 14 milioni di euro nel triennio 2025–2027. Il provvedimento dà attuazione all’assestamento di bilancio 2025 e si inserisce nel quadro del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, con l’obiettivo di rendere il sistema sardo sempre più efficiente, autosufficiente e capace di sostenere gli obiettivi di economia circolare, in particolare il 70% di recupero di materia, che passa in larga parte da una corretta gestione della frazione organica, la più rilevante per quantità in Sardegna.

«Stiamo investendo su infrastrutture concrete, indispensabili per superare fragilità storiche del sistema e garantire continuità del servizio ai cittadiniafferma l’assessora Rosanna Laconi -. La gestione dei rifiuti è una questione ambientale, ma anche di equità territoriale e di responsabilità istituzionale.»

Le risorse sono destinate a interventi distribuiti nei principali poli impiantistici regionali, con una visione di equilibrio territoriale e di rafforzamento delle filiere strategiche:

  • 9 milioni di euro al Consorzio industriale Nord Est Sardegna-Gallura per la realizzazione della digestione anaerobica nell’impianto di Olbia, fondamentale per il trattamento dell’organico;
  • 1,46 milioni di euro al Consorzio industriale di Cagliari per la realizzazione di platee coperte nell’impianto di compostaggio di Carbonia;
  • 267 mila euro al Consorzio di Macomer per il ripristino funzionale dell’impianto di compostaggio;
  • 4,12 milioni di euro al Consorzio industriale di Cagliari per la riconversione a biostabilizzazione dell’impianto di Capoterra, così da garantire la continuità del servizio anche durante le fermate programmate del termovalorizzatore.

«Questi interventisottolinea ancora l’assessoraservono a chiudere il ciclo dei rifiuti in Sardegna, riducendo le emergenze, migliorando la qualità ambientale e rafforzando la fiducia dei cittadini in un sistema pubblico che deve funzionare sempre, anche nei momenti più delicati.»

 

«Al netto della scontata preoccupazione e dell’appello ai cittadini per una ‘raccolta differenziata con rigore’, nella comunicazione dell’assessore Laconi è mancata la proposta. Neanche un accenno ad una soluzione fattibile per l’intero sistema regionale, lasciando nell’incertezza Comuni e cittadini.»

Ignazio Locci, presidente del Cal (Consiglio delle Autonomie locali) ha commentato così le parole dell’assessore della Difesa dell’ambiente, Rosanna Laconi, sulle difficoltà nello smaltimento della plastica.

«I cittadini non potranno tenersi a casa la plastica, parte più voluminosa dei rifiuti solidi urbani, per troppo tempo, perciò aumenta il rischio di un conferimento illecitoha aggiunto Ignazio Locci -. L’altro rischio che si prefigura è che la plastica venga considerata rifiuto secco indifferenziato, determinando un incremento dei costi a carico dei cittadini e degli enti locali. È opportuno che la Regione dia immediate indicazioni ad amministratori e cittadini per uscire da questo difficile momento di incertezza.»

La Giunta regionale, su proposta dell’assessorato della Difesa dell’Ambiente, ha approvato il programma di utilizzo di 1 milione e 501.869 euro destinati a finanziare nuovi interventi di caratterizzazione, analisi di rischio e messa in sicurezza delle discariche dismesse e delle aree potenzialmente contaminate presenti nel territorio regionale. Le risorse provengono dal gettito del tributo sullo smaltimento in discarica e dal relativo avanzo vincolato, secondo quanto previsto dalle normative nazionali e regionali in materia. Il finanziamento si inserisce nel quadro del Piano regionale di Bonifica dei Siti Inquinati, che ha censito 404 discariche monocomunali e definito le priorità d’intervento sulla base delle condizioni ambientali e del rischio sanitario.

«Il tema delle bonifiche non è un’operazione tecnica isolata, ma un investimento sulla salute pubblica e sulla rigenerazione dei territori. Sostenere i Comuni in questi percorsi significa accelerare la messa in sicurezza delle comunità e restituire valore alle aree degradate», dichiara l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi. Il programma approvato finanzia nove interventi in altrettanti Comuni, selezionati sulla base delle istruttorie tecniche condotte dal Servizio tutela dell’atmosfera e del territorio e delle richieste pervenute dagli enti locali.

Gli interventi riguardano attività diverse: dalla caratterizzazione dei siti alla validazione delle indagini, fino alla messa in sicurezza permanente (MISP) e ai primi interventi di messa in sicurezza di emergenza (MISE). Comuni e interventi finanziati:

  • Villaperuccio – Discarica Isca de Candiazzus: completamento della caratterizzazione e validazione delle indagini – 15mila euro
  • Osini – Discarica Osini vecchio: caratterizzazione ed eventuale analisi di rischio – 50mila euro
  • Quartucciu – Discarica Rio Musungilis: completamento MISP – 750mila euro
  • Atzara – Discarica Triala: caratterizzazione ed eventuale analisi di rischio – 50mila euro
  • Tratalias – Vecchio borgo: caratterizzazione, analisi di rischio e primi interventi MISE – 186.869 euro
  • Villasor – Aree Via Togliatti e Ponti Becciu: rimozione rifiuti, caratterizzazione e analisi di rischio – 150mila euro
  • Oristano – Area ex Via Rockfeller: caratterizzazione, analisi di rischio e primi interventi MISE – 250mila euro
  • Ozieri – Discarica Monte Coldianu: completamento MISE – 50mila euro.

Le attività saranno attuate tramite convenzioni di finanziamento e saranno sottoposte alle procedure autorizzative previste dalla normativa ambientale e sulle opere pubbliche, oltre che alle rendicontazioni e ai monitoraggi finanziari, fisici e procedurali. Con questo provvedimento la Regione dà continuità al percorso avviato negli anni precedenti, utilizzando il fondo alimentato dal tributo sullo smaltimento in discarica per finalità ambientali: riduzione dei rifiuti, recupero di materia, bonifiche dei siti contaminati, sostegno agli enti locali e protezione dei cittadini. Le risorse programmate consentiranno ai Comuni di accelerare l’iter tecnico-amministrativo e di affrontare situazioni spesso complesse, contribuendo alla sicurezza ambientale e alla rigenerazione delle aree degradate.