12 August, 2026
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Dopo quattordici anni di iter amministrativo, progettuale e autorizzativo, la bonifica della Valle del Rio San Giorgio entra finalmente nella fase realizzativa. Il comune di Iglesias ha pubblicato il 4 agosto la gara per l’affidamento dei lavori del primo lotto funzionale, dando seguito alla validazione del progetto esecutivo avvenuta lo scorso 24 luglio.

È il passaggio che segna l’avvio concreto del primo grande intervento organico di bonifica mineraria della Valle del Rio San Giorgio, per dimensione finanziaria, estensione delle aree interessate e quantità di residui che saranno messi in sicurezza.

La Valle ricade nel Sito di interesse nazionale del Sulcis Iglesiente Guspinese ed è classificata dal Piano regionale delle bonifiche tra le aree a maggiore priorità ambientale. Decenni di attività estrattiva hanno lasciato scavi, discariche minerarie, bacini di sterili e grandi quantità di residui mineralurgici esposti all’azione degli agenti atmosferici e delle acque di ruscellamento. Un’eredità che appartiene alla storia mineraria e industriale del territorio ma che, sul piano ambientale, continua a produrre effetti che richiedono un intervento strutturale.

«Per dimensione e carattere organico siamo davanti a un passaggio senza precedenti per la Valle del Rio San Giorgiodichiara l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi -. Non interveniamo su una singola criticità, ma affrontiamo finalmente in modo strutturale le conseguenze ambientali accumulate in decenni di attività mineraria. Mettere in sicurezza oltre un milione di metri cubi di residui significa proteggere il suolo e le acque, ridurre una pressione ambientale storica e avviare il recupero di un territorio che deve poter guardare al proprio futuro senza continuare a sopportare le ferite del passato.»

La dimensione finanziaria restituisce la portata dell’operazione. La realizzazione del sito di raccolta ha un costo complessivo di 99,239 milioni di euro: 80,171 milioni di euro provengono dal Programma nazionale Just Transition Fund Italia 2021-2027 – Piano territoriale Sulcis Iglesiente, Azione 1.4 “Bonifica di siti da destinare a nuove attività economiche”, attraverso la convenzione tra il Centro Regionale di Programmazione e il comune di Iglesias; altri 19,068 milioni di euro sono assicurati dal bilancio regionale attraverso l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente. A queste risorse si aggiungono 7,844 milioni di euro destinati all’impianto centralizzato di trattamento e alle attività accessorie. Complessivamente, il quadro degli investimenti mobilitati supera quindi i 107 milioni di euro.

«La qualità della programmazione si misura nelle scelte che riusciamo a realizzare attraverso le risorse disponibilisottolinea l’assessore regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio, Giuseppe Meloni -. La Valle del Rio San Giorgio è un intervento di grande rilievo, che consente di affrontare in modo organico le conseguenze ambientali lasciate da decenni di attività mineraria in un’area centrale nella storia economica e sociale dell’Iglesiente. Far convergere risorse europee e regionali su un progetto strategico permette oggi di dare risposta a una questione aperta da molti anni e di creare, attraverso il risanamento e il recupero di queste aree, nuove condizioni di sviluppo per il Sulcis Iglesiente e le sue comunità.»

Il cuore dell’intervento è la realizzazione, in località Casa Massidda, nel territorio comunale di Iglesias, di un sito destinato alla messa in sicurezza permanente di oltre un milione di metri cubi di residui minerari provenienti dalle aree prioritarie della Valle. Saranno interessati in particolare i distretti di Campo Pisano, Monte Agruxiau, Seddas Moddizzis e il Rio San Giorgio. Il progetto comprende inoltre la rimozione dei residui mineralurgici fini dispersi lungo l’alveo e la realizzazione di un impianto centralizzato per il trattamento del percolato del sito di raccolta e dei permeati provenienti dai bacini sterili che recapitano nel Rio San Giorgio.

Il primo lotto funzionale riguarda la riqualificazione ambientale delle aree minerarie di Campo Pisano, Monte Agruxiau e Seddas Moddizzis, attraverso la rimozione dei depositi minerari e mineralurgici e la realizzazione dei primi tre livelli del sito di raccolta in località Casa Massidda. L’importo dei lavori posto a base di gara è di 41,430 milioni di euro, oltre a 1,942 milioni di euro per gli oneri di sicurezza; il valore massimo stimato dell’appalto, comprensivo delle opzioni previste, raggiunge 57,640 milioni di euro. Le offerte potranno essere presentate attraverso la piattaforma SardegnaCAT entro il 13 settembre.

Parallelamente è in corso la progettazione esecutiva del secondo lotto, preceduta dalla caratterizzazione integrativa del Rio San Giorgio, con l’obiettivo di garantire continuità tra le due fasi e completare l’intervento sull’intera area interessata.

La pubblicazione della gara rappresenta l’approdo di un percorso particolarmente complesso. Nel 2012 la Giunta regionale espresse il giudizio positivo di compatibilità ambientale sul progetto e, nello stesso anno, venne approvato il progetto di bonifica. Nel 2015 il Comune di Iglesias fu individuato quale soggetto attuatore; nel 2016 Regione, Comune e IGEA sottoscrissero l’Accordo di programma per disciplinare competenze e modalità di attuazione. Sono seguiti l’aggiornamento delle soluzioni progettuali approvato dal Ministero nel 2020, la trasmissione del progetto esecutivo nel 2022, la conclusione nel 2023 dell’ulteriore fase di verifica ambientale e, infine, la validazione del progetto esecutivo nel luglio 2026.

Un percorso lungo, dunque, che oggi assume per Iglesias un significato che va ben oltre la pur fondamentale messa in sicurezza ambientale.

La bonifica della Valle del Rio San Giorgio assume così un valore che tiene insieme memoria, ambiente e futuro. L’attività mineraria ha contribuito in maniera decisiva a costruire la storia economica, sociale e persino identitaria dell’Iglesiente; intervenire oggi sulle conseguenze ambientali che quella stagione ha lasciato significa non cancellarne la storia, ma affrontarne finalmente l’eredità più difficile.

Il risanamento diventa, in questa prospettiva, anche una condizione per lo sviluppo: ridurre il rischio ambientale, recuperare porzioni di territorio e restituire nuove possibilità di utilizzo alle aree interessate significa creare le basi perché tutela dell’ambiente, ricerca, innovazione e nuove attività economiche possano concorrere alla costruzione di una nuova stagione per Iglesias e per il Sulcis Iglesiente.

I sindaci dell’assemblea dell’Unione dei Comuni del Sulcis hanno inviato un sollecito alla presidente della Regione Alessandra Todde, agli assessori dell’Ambiente Rosanna Laconi e dei Lavori pubblici Antonio Piu, e al direttore generale della Protezione civile della Sardegna Mauro Merella, per l’assegnazione delle risorse per il ripristino dei danni causati dal ciclone Harry.

I sindaci manifestano forte preoccupazione per il perdurare dell’incertezza, nonostante siano trascorsi diversi mesi dagli eventi calamitosi e i Comuni abbiano provveduto tempestivamente ad effettuare le ricognizioni richieste, trasmettendo tutte le segnalazioni e la documentazione necessaria gli uffici competenti, ad oggi non risultano ancora note le risorse che saranno assegnate né le tempistiche previste per la loro erogazione.

Particolarmente critica – aggiungono – appare la situazione della viabilità rurale comunale e delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico, per le quali permangono numerosi interventi da realizzare al fine di ripristinare condizioni adeguate di sicurezza e prevenire ulteriori situazioni di disagio.

Nel frattempo, molte Amministrazioni comunali hanno dovuto sostenere con risorse proprie interventi urgenti e indifferibili, pur in presenza di bilanci sempre più limitati e insufficienti a far fronte autonomamente a opere di tale portata.

I sindaci chiedono alla Regione di fornire con urgenza aggiornamenti sullo stato delle procedure in corso, sulle risorse disponibili e sui tempi previsti per l’approvazione dei piani di intervento e la conseguente assegnazione dei finanziamenti ai Comuni interessati.

Le comunità locali attendono risposte concrete e i Comuni, che hanno adempiuto con puntualità a tutti gli obblighi richiesti, confidano che si possa giungere rapidamente all’attuazione degli interventi necessari per la messa in sicurezza del territorio. fiduciosi nella possibilità di collaborare per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e transizione energetica.

 

Con l’indicazione dei quattro sindaci, designati dal Cal (Consiglio delle autonomie locali), e la nomina da parte della presidente della Regione, si è costituito il Comitato territoriale di Forestas (Agenzia forestale regionale per lo sviluppo del territorio e dell’ambiente della Sardegna). Lo presiede l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, e ne fanno parte Carlo Lai, Renato Melis, Francesco Ledda e Romeo Ghilleri, sindaci di Jerzu, Esterzili, Alà dei Sardi e Nuxis, comuni dove sono presenti terreni amministrati dall’Agenzia.
«Le autonomie locali vogliono esercitare compiutamente il proprio ruolo, arricchendo gli organi regionali con le proprie competenze e dando vita a proficui momenti di confronto. Così da assicurare che le politiche forestali tengano conto delle esigenze delle diverse comunità, sempre all’insegna dell’obiettivo comune della tutela e della valorizzazione del patrimonio forestale», ha sottolineato il presidente del Cal, Ignazio Locci.

Nella foto di copertina Romeo Ghilleri, sindaco di Nuxis

La Giunta regionale, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, ha espresso l’intesa con l’Ufficio Circondariale Marittimo di Carloforte sull’aggiornamento del Piano di raccolta e gestione dei rifiuti delle navi del porto di Carloforte e del porticciolo turistico di Villamarina per il periodo 2025-2030.

Il Piano disciplina l’organizzazione dei servizi destinati alla raccolta e alla corretta gestione dei rifiuti prodotti dalle unità da diporto, dai traghetti di collegamento e dalle imbarcazioni da pesca che operano nello scalo tabarchino, assicurando il conferimento dei rifiuti in condizioni di sicurezza ambientale e nel rispetto della normativa nazionale ed europea.

L’aggiornamento approvato non prevede la realizzazione di nuovi impianti né modifiche sostanziali agli assetti esistenti, ma adegua il sistema organizzativo alle esigenze operative registrate negli ultimi anni, garantendo la continuità e l’efficienza del servizio.

«La tutela del mare passa anche attraverso una gestione efficiente dei rifiuti prodotti dalle attività portuali e marittime dichiara l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi -. Con questa intesa confermiamo un modello organizzativo che consente di prevenire l’abbandono dei rifiuti in mare, sostenere la qualità ambientale delle nostre coste e assicurare servizi adeguati a uno dei principali scali dell’Isola dedicati alla mobilità, alla pesca e alla nautica da diporto. La collaborazione tra Regione, Autorità Marittima e Comune rappresenta uno strumento essenziale per coniugare tutela ambientale, sicurezza e sviluppo delle attività economiche legate al mare. La corretta gestione dei rifiuti portuali è infatti una componente fondamentale delle politiche di protezione dell’ambiente marino e costiero.»

L’aggiornamento del Piano costituisce inoltre un’integrazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti e garantisce la piena coerenza con gli indirizzi regionali in materia di economia circolare e tutela dell’ambiente marino.

L’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha istituito ufficialmente con decreto n. 10/2026, ai sensi della L.R. 31/1989, il Monumento Naturale “Grotta di Acquacadda – Su Montixeddu”. Si tratta di un riconoscimento straordinario per il lavoro di recupero e valorizzazione del sito portato avanti da alcuni lustri dallo Speleo Club di Nuxis guidato fino ad alcuni mesi fa dal presidente Roberto Curreli, oggi commissario straordinario del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, d’intesa con il comune di Nuxis e con l’Università degli studi di Cagliari, rappresentata dal professor Riccardo Cicilloni, docente e ricercatore di Preistoria e Protostoria presso il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali, dal 2 settembre 2019 direttore scientifico della campagna di scavi archeologici nella grotta di Acquacadda e dal 31 luglio 2025 cittadino onorario di Nuxis.

«Un grande traguardo per la comunità di Nuxisha detto il sindaco, Romeo Ghilleri l’istituzione del Monumento Naturale “Grotta di Acquacadda – Su Montixeddu” riconosce il grande valore naturalistico, scientifico e culturale del sito Grotta Acquacadda – Sa Marchesa. Un sentito ringraziamento va alla Regione Autonoma della Sardegna e all’assessorato della Difesa dell’Ambiente per l’attenzione, il sostegno e l’impegno dimostrati nella tutela e valorizzazione del nostro patrimonio naturale. Un risultato importante frutto della collaborazione tra l’Amministrazione comunale, l’associazione Speleo Club Nuxis e l’Università degli Studi di Cagliari, con il contributo scientifico del professor Riccardo Cicilloni – ha concluso Romeo Ghilleri, che ha seguito da vicino il percorso di valorizzazione del sito, con al suo fianco l’assessore Damiano Cani -. Un riconoscimento che rafforza la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio naturale e che rappresenta una grande opportunità di crescita per il territorio, soprattutto dal punto di vista turistico e culturale. Continuiamo a lavorare insieme per valorizzare le nostre bellezze e il nostro paese, che merita sempre il meglio.»

«La grotta di Acquacadda ha ottenuto un altro importante riconoscimento dopo quello dell’ISPRA come geosito d’interesse nazionale, anche quello decretato dall’assessora dell’Ambiente come Monumento Naturale in base alla L.R. 31/89ha commentato Roberto Curreli -. Logicamente in base al ruolo che attualmente ricopro i siti del Parco Geominerario per me sono tutti importanti ma a questo, come credo sia facilmente comprensibile, tengo particolarmente, perché l’ho visto nascere e ne ho seguito l’evoluzione.»
Giampaolo Cirronis

La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, assieme all’assessora dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha partecipato oggi a Roma alla riunione del Consiglio dei ministri, nel corso della quale sono stati esaminati diversi progetti di impianti eolici e agrivoltaici riguardanti il territorio regionale.

«Ho preso parte ai lavori insieme all’assessora dell’Ambiente, Rosanna Laconi, per rappresentare e difendere gli interessi della Sardegna in un passaggio particolarmente rilevante per il futuro energetico dell’Isola», dichiara la presidente Alessandra Todde.

Nel corso della riunione, la Regione Sardegna ha ribadito il parere negativo già espresso sui progetti in esame. Il Consiglio dei ministri, tuttavia, ha richiesto ulteriori approfondimenti tecnici su alcune delle proposte, aprendo una fase di confronto che coinvolgerà la Regione, le comunità locali e il ministero dell’Ambiente.

«La nostra posizioneprosegue la presidente della Regionenasce da valutazioni tecniche puntuali elaborate dagli uffici regionali, che saranno ora integrate da un ascolto attento e diretto dei territori interessati.»

La Regione Sardegna conferma il proprio impegno nel percorso di transizione ecologica, sottolineando la necessità di scelte equilibrate e condivise.

«La transizione energetica richiede decisioni fondateconclude Alessandra Toddecapaci di tenere insieme tutela del paesaggio, sviluppo e consenso delle comunità. Nelle prossime settimane lavoreremo per costruire una sintesi che tenga conto di tutti questi elementi, nel pieno rispetto delle esigenze della Sardegna.»

Via libera all’intervento di adeguamento della S.S. 126 dir “Sud Occidentale Sarda” nel tratto Sant’Antioco – Calasetta, approvando la deliberazione che conclude positivamente l’iter di verifica ambientale e consente l’avvio della fase realizzativa delle opere.

Il provvedimento stabilisce che il progetto, presentato da ANAS S.p.A., non sia assoggettato a ulteriore procedura di Valutazione di impatto ambientale, subordinatamente al rispetto di specifiche condizioni ambientali, definite all’esito di un’istruttoria tecnica approfondita.

Si tratta di un passaggio atteso che sblocca un intervento strategico per il territorio del Sulcis, finalizzato al miglioramento della sicurezza e della funzionalità di un’arteria che presenta criticità strutturali legate alla geometria del tracciato e alla visibilità. Il progetto, del valore di circa 6,5 milioni di euro, prevede interventi puntuali quali rettifiche di curve, adeguamenti della sede stradale, realizzazione di una rotatoria, piazzole per il trasporto pubblico e opere di messa in sicurezza complessiva.

«Con questo provvedimentodichiara l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconisi sblocca un intervento atteso e necessario su un’arteria viaria fondamentale per le comunità del Sulcis. Si apre ora una fase operativa che dovrà procedere con la necessaria rapidità, per garantire maggiori condizioni di sicurezza per gli automobilisti, nel pieno rispetto dell’ambiente e dell’equilibrio del territorio.»
Nel corso del procedimento sono stati acquisiti i contributi istruttori degli enti competenti, tra cui ARPAS, Corpo forestale, Genio civile e Direzione generale dei trasporti, che hanno consentito di definire un quadro puntuale di prescrizioni e misure di mitigazione, con particolare attenzione agli aspetti idraulici, paesaggistici e alla gestione dei materiali di scavo.

La Giunta regionale della Sardegna, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, di concerto con l’assessore dell’Agricoltura e Riforma agro-pastorale Francesco Agus, ha approvato la deliberazione con la quale sono state aggiornate le modalità di realizzazione dei censimenti delle popolazioni di Cormorano (Phalacrocorax carbo), superando il metodo adottato con la deliberazione del 2015.

Il provvedimento rappresenta una prima risposta concreta alle esigenze del comparto della pesca e dell’acquacoltura lagunare, che negli ultimi anni ha segnalato con crescente preoccupazione l’impatto della specie sugli stock ittici degli stagni sardi. Il censimento dei cormorani costituisce infatti la base tecnica per la determinazione del numero medio degli individui presenti e per la successiva quantificazione economica dei danni arrecati alle produzioni ittiche.

Alla luce delle risultanze scientifiche emerse dai censimenti regionali e dalla letteratura internazionale di settore, la deliberazione introduce una revisione del metodo di campionamento dell’attività di pesca nei compendi ittici. In luogo delle cinque fasce di rilevazione giornaliere previste dal metodo adottato nel 2015, i rilievi verranno ora effettuati in tre fasce orarie mattutine – 08:00, 10:00 e 12:00 – ritenute più rappresentative dell’effettiva attività di predazione della specie. Gli studi evidenziano infatti che, durante il periodo invernale, la maggior parte dei cormorani concentra l’attività alimentare nelle prime ore del giorno, mentre l’intensità della pesca tende progressivamente a diminuire nel corso della giornata.

«Con questo provvedimentodichiara l’assessora Rosanna Laconi interveniamo su un elemento fondamentale per la corretta gestione del fenomeno, aggiornando il metodo con cui vengono raccolti i dati e rendendo le rilevazioni più aderenti alla realtà. Disporre di dati più accurati significa poter valutare meglio l’impatto della specie e sostenere in modo più efficace e trasparente le imprese della pesca e dell’acquacoltura che operano nei nostri sistemi lagunari.»

L’aggiornamento metodologico approvato dalla Giunta si colloca nella prospettiva della realizzazione di uno studio scientifico più ampio, previsto dalla legge regionale di stabilità per il 2026, che ha autorizzato uno stanziamento di 70mila euro annui per il biennio 2026-2027 a favore delle Università della Sardegna per attività di censimento del cormorano e per lo sviluppo di nuove metodologie di studio e gestione della specie.

Lo studio consentirà di aggiornare ulteriormente le metodiche di rilevazione alla luce dei progressi scientifici e tecnologici maturati negli ultimi anni, con l’obiettivo di affinare gli strumenti di monitoraggio e avvicinare sempre di più le stime della presenza della specie ai dati reali, migliorando anche i criteri di determinazione degli indennizzi. Il lavoro di ricerca potrà inoltre valorizzare il significativo patrimonio di esperienza e di conoscenza maturato nel tempo dagli operatori del comparto ittico dei compendi lagunari, che rappresenta una risorsa preziosa per il miglioramento delle metodologie di osservazione e di analisi del fenomeno.

«La gestione dei rapporti tra fauna selvatica e attività produttive aggiunge l’assessora Rosanna Laconi richiede conoscenze scientifiche solide, strumenti di monitoraggio aggiornati e una collaborazione costante con il sistema della ricerca. Il lavoro che avvieremo con le università sarde ci permetterà di compiere un ulteriore salto di qualità nella conoscenza del fenomeno e nella capacità di costruire risposte sempre più efficaci per il comparto.»

La deliberazione stabilisce inoltre che le nuove modalità di censimento trovino applicazione a partire dalla stagione 2024-2025, dando mandato agli uffici competenti di assicurare la diffusione dei nuovi criteri presso le amministrazioni territoriali affinché ne venga garantita un’applicazione uniforme.

Con questo intervento la Regione Sardegna conferma il proprio impegno nel coniugare la tutela della biodiversità con la salvaguardia delle attività economiche tradizionali, promuovendo strumenti di gestione sempre più fondati sulla conoscenza scientifica e sulla corretta valutazione degli equilibri ecosistemici dei sistemi lagunari dell’isola.

Questa mattina l’assessora dell’Ambiente della Regione Rosanna Laconi ha firmato il decreto di approvazione del Piano di eradicazione del cinghiale e il relativo Disciplinare. Tra qualche giorno sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna.
«La Provincia ha ascoltato fin dall’inizio le esigenze della nostra comunità, sostenendo un piano specifico per l’Isola di San Pietrocommenta Stefano Rombi, sindaco del comune di Carloforte -. Ringrazio tutte le componenti, politica e amministrativa, per la leale collaborazione che non è mai mancata. Adesso la Provincia ha la responsabilità dell’attuazione del Piano, non mancherà come sempre l’apporto collaborativo del Comune. La Forestale, invece, anch’essa preziosa per giungere a questo risultato, avrà compiti fondamentali di vigilanza.»

Un Parco al passo con la natura ma anche con i tempi: il Parco di Gutturu Mannu diventa interattivo. L’appuntamento è per sabato 24 gennaio, alle ore 9.30, all’infopoint Pantaleo – Santadi, per parlare di natura e territorio e del valore del patrimonio storico archeologico del Parco di Gutturu Mannu.

Ma soprattutto per presentare “il progetto dell’ecomuseo digitale”, che rende fruibili e accessibili a un pubblico illimitato le conoscenze sulla storia del parco. Protagonisti di questa rivoluzione saranno un sito web, la postazione interattiva di Pantaleo con video divulgativi, una cartellonistica progettata per essere installata in punti strategici, e molto altro ancora.

– indagare le prospettive di sviluppo di un vero e proprio ecomuseo: fisico e puntuale, all’interno di una struttura di accoglienza dei visitatori, ma anche estensivo e in campo, sul modello già adottato da altri Parchi (es. Porto Conte).

A confrontarsi sulle prospettive di sviluppo dell’Ecomuseo saranno i soggetti che hanno collaborato al progetto e che potranno avere un ruolo negli sviluppi futuri, facendo convergere le rispettive competenze intorno alla stessa visione.

A intervenire dunque, diverse personalità con le loro competenze:

Massimo Impera, sindaco di Santadi

Giovanni Cafiero, Telos • Comunità di patrimonio tra archeologia e natura: l’Ecomuseo di Gutturu Mannu

Dalia MallusGiovanna Rizzo, Telos • La storia insediativa del Parco

Francesco Muscolino, Museo Archeologico Nazionale di Cagliari • Le collezioni di Monte Arcosu e Perda ‘e accuzai

Chiara Pilo, Giovanna Pietra, soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio

Lo stato della ricerca archeologica all’interno e nell’intorno del Parco

Cecilia Fassò, Fo.Re.S.T.A.S. • La storia nei boschi, tra gestione forestale e fruizione

Mariano Mariani, Parco Naturale Regionale di Porto Conte • Da Parco a Ecomuseo: l’esperienza di Porto Conte

Giovanna Cocco, Ecoistituto MED • Programmi e attività per la conoscenza del Parco di Gutturu Mannu

Stefano Crispu, Museo di Santadi • I custodi dell’identità e della memoria

Enrico Trogu, Archivio di Stato • Storia moderna e contemporanea. Il patrimonio documentale negli archivi storici

Rosanna Laconi, assessora della Difesa dell’Ambiente Regione Sardegna

Walter Cabasino, presidente Parco Gutturu Mannu

Luca Pulina, Università di Sassari • Le strategie di innovazione e valorizzazione dello Spoke 2

Moderano Marta Battaglia, Gianluca Cadeddu