12 August, 2026
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Lo spirito creativo, oggi, trova la sua cellula embrionale in un percepibile, ma indescrivibile senso di eternità: ‘Sembra essere sospesa nelle stagioni del tempo’, Cagliari pietrosa e ventosa, Cagliari città del sole e del mare, eretta e ripida, nobile e fiera della sua storia millenaria, dove l’archetipo si identifica con la sacralità di una identità granitica e la storia coesiste con il mito. E’ simile a una miniatura che ricorda Gerusalemme – scrive, nel 1925, David Herbert Lawrence sulla città di Cagliari, affascinato dalle peculiarità della città e dai suoi secolari contrasti tra il moderno e l’antico, tra l’accoglienza e la difesa – e scrive ancora, simile alla città di un messale monastico miniato – la città, dalla pianura alla collina, svetta elevandosi verso il cielo, sovrasta le acque cristalline di una insenatura naturale e informe dello splendido Golfo degli Angeli, mentre lo sguardo si snoda attraverso il lungo e luminoso arenile del Poetto.
Forte, viscerale e antico, dunque, è il rapporto del popolo sardo con la luce e con il mare. Rocce, ciottoli, fine e bianchissima sabbia, e verdi trasparenti fondali marini fanno da supporto al riverbero dei raggi del sole, permettendo alla luce di creare giochi affascinanti chiari o chiaroscurali e offrirlo allo sguardo stupito dell’osservatore, uno sguardo che va oltre l’occhio retinico…
Un luogo, quello, appunto del lungomare del Poetto o del Golfo degli Angeli, dove il tempo sembra dilatarsi al profumo di salsedine e al ritmo rasserenante delle onde… ma vi è anche un luogo che si fa fiaccola di speranza, tempo, memoria, storia, accoglienza: La MEM- Mediateca del Mediterraneo, polo culturale e detentrice di valori multiculturali del comune di Cagliari, già in corsa per il titolo di Capitale italiana del Mare 2026 con il progetto Cagliari città del mare e, oggi, tre artisti, con la concessione del patrocinio del medesimo Comune, sono stati accolti nello spazio espositivo della Medesima.
Le loro rappresentazioni che vanno dal figurativo all’astratto, differenti nelle loro tecniche e nei loro stili, suggeriscono all’ interlocutore pause di silenzio per dialogare empaticamente con lo spirito delle loro opere, raffiguranti il mare con la sua energia, con le sue forme e con i suoi colori: Mario Biancacci, Rita Caredda, Rosetta Murru.
L’acqua, nella sua valenza segnica e simbolica, sprigiona nell’artista Mario Biancacci una particolare tensione emotiva che lo conduce alla ricerca dei valori primordiali, stabilendo un rapporto profondo e intimo con essa, che va oltre ‘la fisica dei corpi’. Dipingere il mare, tema principale del progetto, con la tecnica dell’acquerello significa dare il senso del vero alla natura, fondersi in essa, riconoscendo che quell’elemento primordiale della gestazione, quale è l’acqua, accoglie e genera la vita. Trasparente, spumeggiante, fluente, increspato, rilassante e ipnotizzante, così il Nostro elabora la raffigurazione artistica del mare – presente anche in alcune tavole, illustrate dall’artista stesso, nel suo libro Celeste e Terreno – diventando esso materia e soggetto contemporaneamente. La capacità del Nostro di rendere elegante e sobrio il gesto della mano, il peso del pennello e la tempestività dell’azione rende le opere dell’artista leggere nella loro essenzialità illuministica: la scenografia spaziale è libera da ogni struttura sintattica e accademica e dipinta in piena libertà e quiete della mente. Pennellate sinuose e morbide cromie avvolgono figure al femminile sospese tra un alone di romanticismo e un soffio di religiosità naturale, figure al femminile di una bellezza diafana ed eterea, spesso accarezzate dalle onde spumeggianti del mare si fanno momento illuminante per divenire altro, per trasformarsi in sogno, poesia, luce e vento come appare nel suo acquerello Vento del Mare in giallo.
Tra calore e colore e… cera e acqua di mare, le opere dell’artista Rita Caredda sprigionano una certa luminosità ‘vellutata’ che accarezza i sensi dell’osservatore: è l’Arte perduta e magicamente ritrovata nel tempo, simbolo che accomuna in modo significativo tutti i popoli del Mare Mediterraneo e le loro civiltà culturali: è la pittura a fuoco degli antichi – egiziani, romani, greci- la pittura a encausto, quella che con passione e con rigore esprime la Nostra.
Dipingere con gli elementi primari, il fuoco e l’acqua, come simboli di vita, di purificazione, di trasformazione e di rinascita e di memoria, evidentemente significa ripercorrere la storia, donando continuità al passato, ai fini di tenere viva, appunto, la memoria in un presente in continuo divenire altro e l’artista ne è ben consapevole. Le sue opere sono vive e dinamiche, emanano riflessi, effetti luministici, sfumature cromatiche, intrecci e cavità, dando spesso la percezione di una tridimensionalità dell’insieme artistico. Stratificazioni di colori, fluenti e ondeggianti, rendono dinamiche le composizioni: una tonalità Tiffany, scelta dalla Nostra per dipingere straordinari fondali trasparenti, come l’opera stessa Identità marina mostra, rinvia alle acque cristalline del Golfo di Cagliari e al lungomare del Poetto confermando e suggellando religiosamente l’identità della Città di Cagliari, perché le opere dell’artista Rita Caredda dovrebbero essere meditate esteticamente prima e trascese poi per farne magia, per farne pura poesia.
Artista nella storia e oltre la storia, Rosetta Murru, originaria di Sassari, ma nuorese di adozione, maestra d’Arte di generazioni, decàna e testimone prezioso dell’arte contemporanea in Sardegna, si fa sacerdotessa di quel messaggio che unisce la coscienza umana a quella cosmica. Il suo modo di essere eclettica, nella sua indomabile curiosità intellettuale, la conduce dentro un rapporto di scambio tra il gesto tradizionale e la sperimentazione, tra il figurativo, prima, e l’Arte d’Avanguardia, poi, per abbracciare, in seguito, l’Optical Art, diventato, oggi, il suo universo cromatico in continuo divenire metamorfico concettuale e spirituale. Si snoda così la narrazione artistica della Nostra caricando sempre di significato profondo le sue armoniose e danzanti pennellate cromatiche, tracciate e modellate con magistero tecnico e alimentate dall’artista medesima da un soffio di religiosità vitale. Segni e linee su una profondità spaziale rimandano all’immagine di una oasi coloristica in evoluzione, e in libertà si dileguano e si ripresentano in una continua decodificazione e sillabazione dell’immagine, carica di valenza archetipica e simbolica, custodita, per l’appunto, in quelle linee e in quei segni cromatici che spesso rinviano all’immagine dell’acqua. L’acqua come elemento di gestazione, come simbolo di regressus ad uterum, come simbolo dell’eterno femminino che tutto genera e tutto rigenera. In occasione del progetto Cagliari città del mare, Rosetta Murru dedica le sue opere, presenti alla Rassegna artistica, alla città e alle acque cristalline del suo mare, specchio di luce che si riflette in quei bagliori luminosi resi vivi nel suo dipinto, appunto, Bagliori marini e liberi nel loro continuo rigenerarsi poetico, tesi verso la redenzione e l’armonia universale. Momenti di epifania, come momenti di luce e di verità che la Nostra ha vissuto attraverso l’esperienza d’amore per la sacralità della vita, dell’energia, della luce e della forza del mare.

Eugenia Cervello

L’ottava edizione della Biennale d’arte e letteratura “Lumen”, dopo il successo espositivo e dei convegni al Museo del Costume di Nuoro, è approdata a Carbonia con una serata indimenticabile nella sala convegni della Biblioteca Comunale “Pietro Doneddu”.
Le parole e le riflessioni della curatrice della mostra Eugenia Cervello, le 66 opere create da 33 artisti (rappresentati all’incontro da Rosetta Murru, Maria Antonietta Fois, Maria Rita Mainas, Maria Rita Sanna e Cristoforo Puddu) hanno riproposto il significativo percorso del progetto “Psicogenesi: La Maschera e l’Ombra”. Dalla curatrice, oltre all’attento esame dei vari aspetti e significati che si rapportano nel profondo esistenziale essere di maschera e ombra, è venuto un forte richiamo perché istituzioni e collettività operino per salvaguardare le tradizioni, l’ambiente, le arti e tutti i diritti necessari per attivare un futuro di popolo, nell’identità culturale della Madre Terra sarda. L’incontro, promosso dall’Università Popolare del Sulcis – Unisulky, presieduta da Laura Arisci, è stato seguito con partecipazione da un numeroso pubblico che ha interagito con interesse e passione con la relatrice e con gli artisti presenti.
Nell’occasione è stata commemorata la poetessa e scrittrice Maria Chiara Firinu, socia Unisulky e attiva figura intellettuale, recentemente scomparsa dopo una lunga malattia. La Firinu, voce sensibile e di ricca umanità, aveva pubblicato numerose opere liriche e in prosa; assai nota anche per i tanti e significativi riconoscimenti nazionali. Aveva conseguito anche i massimi attestati (diversi primi premi e il premio speciale della FASI – Federazione Associazioni Sarde in Italia) nelle diverse edizioni del concorso letterario “Su Contixeddu”, il mitico premio che organizzava il Circolo Culturale Sardo di Brescia. L’associazionismo culturale del Sulcis Iglesiente, a breve, ricorderà Maria Chiara Firinu con una giornata di studi e di valorizzazione dell’ampia produzione letteraria che ha ben rappresentato il contesto sociale e l’ambiente lavorativo minerario.
L’intera manifestazione in biblioteca, ripresa dal noto artista fondatore di “Sardonia” e creatore di eventi artistici Vittorio E. Pisu, è visibile nel circuito Vimeo.

Cristoforo Puddu

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Unisulky, Università Popolare del Sulcis, lunedì 13 gennaio, dalle 16.00, propone nella sala convegni della Biblioteca Comunale “P. Doneddu”, in viale Arsia (Parco Villa Sulcis), a Carbonia, un incontro su “Psicogenesi: La Maschera e l’Ombra”, il grande progetto che ha caratterizzato il Museo del Costume di Nuoro, ospitando l’ottava edizione della Biennale d’Arte e Letteratura della Lumen, e l’Istituto Superiore Regionale Etnografico.
Il suggestivo tema dell’evento, proposto dalla curatrice Eugenia Cervello si è genialmente concretizzato in 66 opere di 33 artisti, impegnati nell’interpretazione contemporanea delle maschere tradizionali sarde attraverso pittura, scultura, ceramica, arti orafe, fotografia e tecniche digitali. Attraverso questo Simposio la curatrice E. Cervello ha lanciato al nostro popolo un appello di urgente salvataggio delle nostre tradizioni, del nostro ambiente, delle nostre arti e dei nostri diritti come condizione prioritariamente necessaria per attivare il futuro del nostro popolo e della nostra terra.
La curatrice del progetto intratterrà anche un interessante dialogo con alcuni dei protagonisti.
Le artiste: Rosetta Murru, Maria Antonietta Fois, Maria Rita Mainas e la scrittrice Maria Rita Sanna.

Pittori, scultori e ceramisti sardi saranno in mostra, dal 2 al 29 febbraio 2024, alla Octopus Gallery di Bruxelles (Art Center – Rue Haute 253). Per gli artisti Rosetta Murru, Piergiorgio Barranca, Mario Biancacci, Rita Caredda, Antonello Cosseddu, Sandro Giordano, Dolores Mancosu, Augusto Mola, affermatisi e distinti nella XIV e XV Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Roma, dopo l’esposizione belga è prevista una collettiva a Malta, nel mese di marzo 2024, e il seguito con la partecipazione a manifestazioni artistiche in prestigiose sedi di Parigi e Londra.
Una conferma dell’attuale stato di grazia e concetto estetico che vive l’arte sarda moderna; una ripresa e reazione sorprendente, dopo il periodo
pandemico, che dimostra anche la forza di rialzarsi e riprendere un percorso ricostruttivo di vita e società, nel segno della bellezza e di creativa umanità resiliente.

Cristoforo Puddu

L’Airport Library di Cagliari-Elmas, l’unica biblioteca d’Italia a livello aeroportuale, con la sala espositiva dall’aspetto museale e struttura dai segni culturali di grande internazionalità, è stata la degna e prestigiosa sede per la proclamazione degli artisti che rappresenteranno la Sardegna alla XV Biennale 2024.

Il primo premio assoluto è stato assegnato all’opera fotografica “Delle creature il battito”, realizzata in luce naturale dalla sontuosa e identitaria artista Dolores Mancosu; il secondo premio è conseguito dalla concettuale scultura, in ferro e legno, “Postbellica” dell’artista nuorese Antonello Cosseddu, mentre il terzo posto sul podio è stato conquistato dall’opera pittorica, tecnica a olio e spatola su tela, titolata “Discarica: la natura si ribella” dell’originale e creativo Piero Barranca. Tutti e tre gli artisti, con le loro opere di eccellenza, porteranno la Sardegna nelle storiche sale del Museo Domiziano in Piazza Navona a Roma. A seguire, hanno conquistato la possibilità di portare la loro arte alla vetrina internazionale romana, gli artisti “Nama Ku” Alessandra Delogu, Antonio Milleddu, Nicoletta Brocchi, Vincenza Demuro e Mariella Rosu. Attestati di merito nella categoria scultura ad Augusto Mola e in quello pittorico a Valeria Murtas. Le segnalazioni di merito CIAC (Centro Internazionale Artisti Contemporanei) sono state assegnate a Silvia Vinci per l’aspetto artistico e poetico del quadro “Occhi d’artista” e a Mimmo Abis per la valorizzazione dell’aspetto materico ed identitario dell’opera “Carta da musica”.

All’aeroporto sono state presentate anche le opere che partecipano al concorso poetico-letterario della XV Biennale Internazionale: Mario Biancacci propone l’opera narrativa edita “Celeste e terreno” (ISKRA Edizioni); mentre i poeti Maura Murru e Cristoforo Puddu concorrono con due sillogi inedite, rispettivamente titolate “Tormenti creativi” e “Siamo granelli della stessa clessidra”.

Giuseppe Ungaretti, in un suo scritto degli anni Cinquanta, enunciava con forza: «Chiamo poeta qualsiasi artista – scriva versi o prosa, costruisca palazzi, scolpisca, dipinga o componga musica – che raggiunga l’altezza di forma capace nei suoi effetti a muovere negli animi poesia». E queste parole sembrano risuonare, con assoluto vigore nell’attualità, e permeare le sensazioni emotive ed immaginifiche create dalle opere sarde che la qualificata giuria, composta dalla inossidabile artista Rosetta Murru e dai critici d’arte Cristina Onnis, Davide Bisa e Luca Masala, ha selezionato per la XV Biennale d’Arte Internazionale.

Il fondo di poesia che accomuna l’arte è custodito nel segreto dell’animo umano – si distingue in molteplici espressioni e forme – per esaltare e svelare, con singolare unicità, la necessaria espressione di universale bellezza che alimenta e muove gli animi creativi in liricità. L’arte segna significativamente il nostro tempo e passaggio vitale con il mistero di un linguaggio di emozioni per il cuore che, in mille rappresentative strade, manifestano ed insegnano all’uomo il continuo rinnovamento della sensibilità interiore. Le opere vagliate e soppesate con rigore a rappresentare l’Isola, fascinose idee creative di eccellenza e personalità, posseggono un quantum di umanità e identità; rappresentano il continuo sviluppo-movimento di mente-fantasia e manifestano la singolarità e le idealità concettuali di ciascun artista.

L’arte e gli artisti sardi che ora si propongono per il circuito internazionale e multiculturale romano, pur coltivando scelte delineate dall’orientamento critico, hanno la forte consapevolezza di essere “ambasciatori culturali della Sardegna” e proporre modernità creativa attraverso gli irrinunciabili legami e valori dell’identità; concetto identitario che transita l’inscindibile binomio di etica-estetica per elaborare in modo completo e inventivo l’autentica arte, generata con i tratti partecipi di tutte le esperienze esistenziali dell’essere umano.

Encomiabile l’attività organizzativa e promozionale della PromoVogue di Mario Biancacci che, attraverso l’arte e la bellezza, ha costruito un percorso di positività e coinvolto artisti affermati e talentuosi emergenti, destinati a lasciare un segno significativo nella storia dell’arte in Sardegna. L’esperienza selettiva, sviluppata alle gallerie Picassart di Nuoro e Nova Karel di Cagliari, ha dato visibilità ad un microcosmo di validi artisti multanime e delineato le strade ideali che orientano la crescita dell’arte e il suo ruolo alla luce della valenza etica e sociale.

Cristoforo Puddu