30 September, 2022
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«C’è un dramma nel dramma che stiamo vivendo in Italia e nella nostra Isola, c’è una categoria di persone particolarmente a rischio e per le quali esprimiamo la più viva preoccupazione e lanciamo un appello: sono gli ex lavoratori delle industrie chimiche sarde e non solo», ha dichiarato Sabina Contu, avvocato, segretaria nazionale AIEA, Associazione Italiana Esposti Amianto e presidente AIEA Sardegna- Si tratta di persone colpite da asbestosi e placche pleuriche, che presentano delle interstiziopatie polmonari che aumentano il rischio di mortalità in caso di contatto con il Covid 19″.
Sono complessivamente circa 3.000 gli ex lavoratori delle industrie chimiche sarde,e non solo, iscritti al Registro Esposti Amianto, sparsi  un po’ in tutta la regione, di cui 1.000 nella sola provincia di Nuoro, prevalentemente legati  all’industria chimica di Ottana.
«Siamo fortemente preoccupati – ha aggiunto Sabina Contu – per la loro particolare condizione  per il pericolo incombente relativo all’epidemia: chiediamo che venga attivato con urgenza un protocollo specifico, che ne consenta lo screening per il Coronavirus Covid-19 in tempi rapidi, affinché vengano individuati le eventuali positività e presi i necessari provvedimenti, per limitare  il più possibile le ulteriori gravi conseguenze.»
Si tratta di persone  che hanno già pagato duramente per aver lavorato nelle industrie chimiche e petrolchimiche sarde, ma anche nell’edilizia e in altre attività, in presenza di amianto, senza le necessarie tutele e precauzioni. Come è noto, ci sono  voluti anni di lotte e iniziative, promosse da AIEA, CGIL, ANMIL per imporre all’attenzione della Regione e delle Istituzioni nazionali il caso ex Enichem Ottana, in cui si negava la presenza di amianto in quantità pericolose per la salute.
«Migliaia di lavoratori – ha dichiarato Saverio Ara, ex tecnico Enichem Ottana, Direttivo AIEA – hanno subito nei decenni passati la grave ingiustizia  di non poter accedere ai provvedimenti di legge, in termini di prevenzione, tutele e sorveglianza sanitaria specifica. In troppi si sono ammalati di gravi patologie, con sofferenze e lutti dolorosi, che hanno portato via uomini ancora nel vigore degli anni agli affetti delle famiglie e della comunità.»
Sono oltre 200 i morti per mesotelioma, carcinomi polmonari e patologie amianto correlate, che è stato possibile “catalogare” riferiti alla sola fabbrica di Ottana, ma sono troppi i casi che sfuggono al controllo, non essendo operativo a tutti gli effetti il Registro Regionale Tumori.
«Da tempo – ha detto Francesco Tolu, Direttivo AIEA, ex lavoratore Ottana – chiediamo una maggiore collaborazione tra l’INAIL,  i medici del lavoro e gli specialisti  che si occupano degli ex lavoratori iscritti nel Registro Esposti Amianto, ai sensi della legge regionale 22 del 2005,  al fine di scambiare le informazioni utili alla sorveglianza sanitaria e alla tutela delle malattie professionali degli ex lavoratori delle industrie sarde, una collaborazione che però stenta a decollare e a produrre gli effetti necessari, nonostante gli impegni sottoscritti.»
«Stiamo vivendo una emergenza eccezionale – ha aggiunto Sabina Contu – che ha sconvolto la nostra esistenza, e in cui alcuni rischiano di pagare un prezzo troppo alto. Esprimiamo, per questo, il nostro più profondo cordoglio e  vicinanza ai familiari dei medici,  deceduti per l’epidemia del Coronavirus Covid-19 , 24 ad oggi,  il cui conto rischia di crescere e toccarci purtroppo da vicino. Si tratta di vittime del lavoro: è una strage, che rischia di mietere vittime anche nella nostra isola fra il personale sanitario e che occorre fermare in tutti i modi.»
Siamo di fronte, infatti, a una situazione sconcertante, perché se è  vero che in campo nazionale è salito ormai al 10% il numero degli operatori sanitari  sul totale dei  54.030 casi positivi, in Sardegna il contagio per i medici e il personale paramedico è oltre il 50%.
«A loro va la nostra solidarietà e la più profonda riconoscenza per quanto hanno fatto – ha detto Sabina Contu -. Come AIEA Sardegna  lanciamo un forte appello e una mobilitazione affinché questa immane tragedia  sia l’occasione per imprimere una svolta decisiva nella gestione della salute in Sardegna, su cui occorrerà aprire un confronto fra Regione e tutti gli attori coinvolti: Non molleremo su nulla. La tutela della salute delle persone non si può mediare.»
Per  fronteggiare la grave situazione di criticità, AIEA Sardegna ha sospeso gli incontri settimanali con gli iscritti per le consulenze nelle sezioni di Cagliari, Nuoro e Sassari e ha provveduto ad attivare la consulenza telefonica sul numero 331 17 18 095, a partire da giovedì 26 sine die, dalle ore 10.00 alle ore 12.00.

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Il Partito democratico ha ritrovato l’unità lunedì scorso, ad Arborea, nella prima Assemblea regionale che ha proclamato il segretario regionale Giuseppe Luigi Cucca e i 160 delegati, eletti alle primarie del 30 aprile.

Nella sala Congressi dell’Horse Country, oltre agli eletti, era presente una folta delegazione di rappresentanti del partito nelle istituzioni locali e nazionali, ex dirigenti, esponenti del Consiglio e della Giunta regionale.

«Il Pd – ha detto il neo segretario – deve ritrovare lo spirito di coesione per essere più forte e competitivo nello scenario politico. E’ necessario aprire il partito, di renderlo più inclusivo, favorendo il dialogo nei territori e potenziando la presenza dei Circoli. Solo in questo modo possiamo recuperare la distanza con l’elettorato e contrastare le derive populiste.»

«Il Pd ha dimostrato di essere l’unico partito in grado di favorire una reale partecipazione alla vita democratica ma – ha aggiunto Giuseppe Luigi Cucca – deve ritrovare la sua vocazione popolare rivolgendosi innanzitutto ai giovani, a quella fascia di elettori che negli ultimi anni si sono allontanati e a chi è distante perché non ha fiducia nel PD e non crede nella politica.»

L’Assemblea all’unanimità ha eletto presidente Laura Pulga, ex sindaco di Quartucciu ed ex assessore del Bilancio e Personale della provincia di Cagliari, e vicepresidenti l’ex sindaco di Oristano Guido Tendas e l’ex consigliere regionale Dino Pusceddu.

Oggi sono stati ufficializzati i 70 componenti eletti nella nuova Direzione regionale: Claudio Atzori, Francesca Barracciu, Antonio Biancu, Gino Cadeddu, Verdiana Canu, Gianni Carbini, Orlando Carcangiu, Carlo Carta, Luciano Casula, Aldo Deiana, Caterina Deidda, Patrizia Desole, Paolo Fanni, Tonino Loi, Annamaria Manca, Luigi Mastino, Luca Mereu, Nicola Montaldo, Giovanni Moro, Michela Mura, Rosanna Mura, Chicco Porcu, Giovanni Maria Sciretti, Monica Spanedda, Mirko Vacca, Lino Zedda, Gavino Zirattu, Carlo Balloi, Alessandro Bianchi, Alma Cardi, Maddalena Corda, Salvatore Corona, Franco Corosu, Alessandro D’Avanzo, Monica Fois, Carla Fundoni, Alberta Grudina, Tatiana Isoni, Giovanni Ligios, Marina Madeddu, Pietro Morittu, Domenico Murgioni, Antonio Orgiana, Laura Picasso Pisano, Anita Pili, Roberto Pili, Cinzia Porceddu, Antonio Spano, Claudio Trogu, Stefania Atzei, Barbara Cadeddu, Giulio Calvisi, Davide Carta, Licia Cau, Nino Cogoni, Sabina Contu, Massimo Cossu, Giuseppina Demurtas, Marinella Grosso, Sandra Mancosu, Giusy Marrosu, Roberto Martani, Carla Medau, Francesco Melis, Stefano Piras, Fabrizio Rodin, Renato Soru, Giuseppe Tinnirello, Rossano Vacca, Andrea Viola.

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«Con la nostra iniziativa, insieme a quella di alcuni parlamentari sardi, sindacati ed associazioni, riteniamo di aver dato un contributo importante al riconoscimento dei diritti di tanti lavoratori sardi esposti all’amianto, finora ingiustamente discriminati.»

Lo ha dichiarato la consigliera del Pd Daniela Forma che, con il capogruppo di Sel Daniele Cocco, ha presentato un’interrogazione per sollecitare il presidente della Regione «ad un concreto e celere impegno del Governo a sostenere gli emendamenti presentati alla legge di stabilità 2017, presentati da diversi parlamentari sardi, che puntato al riconoscimento da parte dell’Inps dei benefici previdenziali previsti per le esposizioni ultradecennali all’amianto».

«Si tratta in sostanza – ha aggiunto Daniela Forma – di intervenire a favore non solo dei lavoratori dell’ex polo chimico di Ottana, ma anche di quanti (non solo sardi) hanno presentato a suo tempo le domande senza risposte positive ed ora potranno beneficiare della riapertura dei termini, pur trovandosi in pensione o in mobilità.»

La nostra proposta ha ricevuto numerose adesioni, ha poi affermato il deputato di Sinistra Italiana-Sel Michele Piras, firmatari degli emendamenti, «segno che sta facendo sempre più strada la precisa volontà di chiudere una nebulosa stagione industriale in cui si è fatto un uso massiccio dell’amianto, non solo nei siti produttivi, determinando conseguenze gravissime per i lavoratori, molti dei quali hanno perso la vita o contratto gravi malattie permanenti».

A nome della Cgil Salvatore Pinna ha definito la battaglia parlamentare per il riconoscimento dei diritti degli ex esposti all’amianto come un «dovere verso una classe operaia che ha lavorato in condizioni pericolosissime senza i livelli minimi di sicurezza» mentre Sabina Contu, rappresentante dell’associazione degli ex esposti all’amianto, ha sostenuto che «siamo davanti ad una svolta per i lavoratori sardi, anche in mobilità, che avrebbero dovuto essere in pensione già da 10 anni». «E’necessario – ha concluso – che il presidente del Consiglio Matteo Renzi ed il presidente della Regione Francesco Pigliaru si impegnino a fondo, nelle rispettive competenze, per arrivare ad una soluzione positiva che interessa in Sardegna come nel territorio nazionale decine migliaia di lavoratori.»