8 November, 2026
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Cinque giorni di cinema, incontri e contaminazioni tra linguaggi artistici: dall’11 al 15 novembre torna il Carbonia Film Festival. Promossa dal CSC Carbonia della Società Umanitaria, con la direzione artistica di Francesco Giai Via, la manifestazione rinnova il proprio impegno per un cinema capace di interrogare il presente, mettere in relazione storie personali e collettive e trasformare la visione in un’occasione di incontro. Il programma 2026 propone cinque titoli italiani in concorso accompagnati dagli incontri con gli autori: White Lies di Alba Zari, Idda di Irene Dionisio, Balcanica di Nicola Sorcinelli, I figli della scimmia di Tommaso Landucci, e Caro mondo crudele di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti. 
 Fuori concorso, il regista palestinese-siriano Abdallah Al-Khatib presenterà Chronicles from the Siege, e Marco Amenta l’anteprima di Odio gli indifferenti. Torna, come di consueto, l’appuntamento di chiusura tra musica e parole con Dimartino, protagonista di una performance in esclusiva per il festival, accompagnato sul palco da Fabrizio Cammarata. Un’edizione che unisce continuità e innovazione, anche grazie alla nuova identità visiva del festival, affidata all’art direction delle registe Valentina e Nicole Bertani, già vincitrici del festival nel 2025.
 Tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito e si terranno tra la Fabbrica del Cinema, all’ombra della Grande Miniera di Serbariu, e il Cine Teatro Centrale, in piazza Roma, con incursioni tra Museo del carbone e il Palazzetto dello sport.

I film in concorso. Il concorso riunisce cinque sguardi del nuovo cinema italiano, tra ricerca intima e personale, il mondo dei più giovani alle prese con difficoltà e salute mentale, legami femminili, migrazioni, disabilità e famiglia. Film diversi per forme e linguaggi, che offrono uno spaccato del nostro paese grazie al lavoro di cinque nuovi autori e autrici tra i più interessanti e significativi del panorama nazionale.
 A inaugurare la presentazione dei titoli (giovedì 12, ore 18.00, in Fabbrica del Cinema) è White Lies di Alba Zari, artista e fotografa al suo esordio nel lungometraggio, che firma un documentario autobiografico: nata all’interno della controversa setta dei Bambini di Dio, Zari cerca di ricostruire la propria infanzia attraverso archivi familiari, fotografie e il confronto con la madre e la nonna. Ne nasce un’indagine sulle omissioni e sulle ferite trasmesse fra generazioni, ma anche sulla possibilità di recuperare la propria identità attraverso le immagini. Secondo titolo in concorso (giovedì 12, ore 21.00, in Fabbrica del Cinema) Caro mondo crudele di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti, ambientato ad Albinia, in Maremma, alla fine degli anni Novanta. Protagonista è Giovanna, una dodicenne dalla fantasia fuori dal comune che, dopo la misteriosa scomparsa del suo unico amico Mirko, decide di mettersi sulle sue tracce, sfidando le reticenze degli adulti e le regole di un piccolo mondo di provincia. Un racconto di formazione che esplora, con uno sguardo tenero e anticonformista, il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta, impreziosito da irresistibili interventi di animazione realizzati da Zerocalcare.
Si prosegue con Idda, secondo lungometraggio di Irene Dionisio, che arriva a Carbonia (venerdì 13, ore 21.00 in Fabbrica del Cinema) dopo le anteprime al Toronto Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma. Interpretato dalle nuove star del cinema italiano Tecla Insolia e Romana Maggiora Vergano, il film segue due amiche d’infanzia che si ritrovano da adulte per realizzare un vecchio sogno: raggiungere la cima dell’Etna. La rotta migratoria verso l’Europa è invece al centro di Balcanica (sabato 14, ore 18.00, al Cine Teatro Centrale, esordio nel lungometraggio di Nicola Sorcinelli, vincitore del Premio del Pubblico a Venezia alle Giornate degli Autori. Quando in Afghanistan la musica viene proibita, il direttore d’orchestra Nazar e il figlio Jalil, giovane suonatore di tuba, sono costretti alla fuga. Il loro viaggio lungo la rotta balcanica, verso l’Italia, si intreccia con l’incontro con Greta, una dottoressa italiana interpretata da Matilda De Angelis. Altra opera prima è I figli della scimmia di Tommaso Landucci (sabato 14, ore 21.00, al Cine Teatro Centrale), che vede protagonista Riccardo Scamarcio nei panni di un padre di un bambino con disabilità che sviluppa un legame sempre più forte con il nipote adolescente. Premiato alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, nella sezione Orizzonti, per la sceneggiatura e per l’interpretazione maschile di Scamarcio, il film è il racconto di un conflitto intimo affrontato con delicatezza e profondità.

Fuori concorso: anteprima di “Odio gli indifferenti”, il nuovo film documentario di Marco Amenta dedicato ad Antonio Gramsci.

Nel centenario dell’arresto di Antonio Gramsci da parte del regime fascista, il Carbonia Film Festival (mercoledì 11, ore 21.00, in Fabbrica del Cinema) presenta in anteprima Odio gli indifferenti, il nuovo film documentario di Marco Amenta che restituisce un ritratto inedito del grande intellettuale e pensatore politico, indagandone la dimensione più intima e privata. Attraverso le lettere scritte durante gli anni della prigionia, il film ricostruisce i legami con la famiglia, l’amore per la moglie Julca, l’affetto per la madre e i figli, che non potrà più incontrare dopo l’arresto. Un viaggio nella vita e nei pensieri di Gramsci, tra parole, ricordi e immagini evocative che ne restituiscono la profondità umana, oltre la figura storica e politica.

Omaggio al regista palestinese.siriano Abdallah Al-Khtib con la proiezione dei pluripremiati Chronicles from thethe siege e little Palestine, diary of a siege

Ospite internazionale dell’edizione 2026, il regista Abdallah Al-Khatib arriverà a Carbonia (domenica 15, ore 18.00, al Cine Teatro Centrale) con Chronicles from the Siege, presentato fuori concorso. L’opera, premiata all’ultimo festival di Berlino quale migliore opera prima, intreccia le vite di persone comuni in una città sotto assedio, costrette a compiere scelte estreme per sopravvivere. Attraverso una narrazione corale, il film mette al centro l’esperienza umana della guerra e le contraddizioni che attraversano la quotidianità quando ogni gesto può diventare decisivo. L’omaggio comprenderà anche una proiezione del documentario Little Palestine, Diary of a Siege, uno dei film più significativi degli ultimi anni dedicato alla questione palestinese. Il film e la presenza del regista confermano l’importanza per il festival di uno sguardo verso i conflitti che agitano il Medio Oriente.

DiMartino: i luoghi che ci portiamo dentro

Nel segno di un dialogo tra il cinema e le altre arti, il Carbonia Film Festival propone anche per l’edizione 2026 una serata di chiusura speciale che vedrà Dimartino protagonista di uno spettacolo tra musica e parole insieme a Fabrizio Cammarata (domenica 15, dalle 21.00, al Cine Teatro Centrale). Cantautore e autore tra le voci più riconoscibili della scena italiana, dopo i successi condivisi con Colapesce, da Musica leggerissima a Splash, e il percorso che lo ha portato anche al cinema con La primavera della mia vita, torna nel 2026 alla dimensione solista con L’improbabile piena dell’Oreto, il quinto album di studio, pubblicato a maggio a sette anni di distanza da Afrodite. Dimartino sarà ospite del CFF, accompagnato dal cantautore palermitano Fabrizio Cammarata, per I luoghi che ci portiamo dentro, un evento speciale capace di mettere al centro il racconto e l’ascolto, in dialogo con il direttore artistico del festival, Francesco Giai Via.

La nuova identità visiva di CFF 2026

L’edizione 2026 segna anche un nuovo capitolo dell’identità visiva del Carbonia Film Festival. L’art direction è affidata a Valentina e Nicole Bertani, che hanno scelto Tommaso Buldini per realizzare il manifesto e Robotina per trasformarne l’universo in una sigla animata, accompagnata dalla musica di Angus Bit.
Nel manifesto di Buldini, Carbonia diventa un paesaggio sotterraneo e fantastico: minatori-goblin attraversano tunnel misteriosi, mentre sopra di loro una sala cinematografica si riempie di creature psichedeliche e sullo schermo appare un omaggio a Ingmar Bergman. È una visione che unisce la memoria della città mineraria a un immaginario pittorico surreale. Yassmin Yaghmai e Sara Taigher raccolgono e compongono le animazioni create da Buldini, curando il montaggio e la title animation: Robotina riassembla l’immaginario del manifesto e dà vita a un vero e proprio racconto in movimento, con musiche tratte dal brano Zizzimureddu di Angus Bit, per il sound design di Lorenzo Confetta.

Murale e arte pubblica

Dopo il successo del murale realizzato da Camilla Falsini in occasione del Carbonia Film Festival 2025, anche quest’anno si è deciso di realizzare un’opera muraria con la finalità di rafforzare, anche visivamente, la connessione della manifestazione con la città che la ospita e le dà il nome, oltre a valorizzare e riqualificare la parete frontale della biglietteria all’ingresso del Palazzetto dello Sport di Carbonia. L’opera sarà realizzata da Emanuele Boi, in arte Skan, utilizzando immagini tratte dal catalogo Carbonia in chiaroscuro (Envisual 2002), i cui fondi sono custoditi presso la Sezione di Storia Locale – S.B.I.S. Taglio del nastro mercoledì 11 novembre a partire dalle 10.00. Skan è un artista visivo e street artist noto per aver realizzato numerosi interventi sia sul territorio regionale sardo, sia in diverse località italiane. La sua ricerca artistica ruota attorno alla rappresentazione della figura umana, con una particolare attenzione al volto, inteso come espressione di memoria, identità e vissuto emotivo. Mediante l’impiego di frammentazioni, sovrapposizioni e distorsioni formali, l’artista indaga la sfera interiore dell’essere umano e le dinamiche più profonde dell’inconscio, componendo immagini di forte impatto visivo ed emotivo, capaci di suscitare riflessioni e suggestioni.

Sguardi Plurali

Mercoledì 11 novembre, alle 18.00, al Museo del Carbone nella Grande Miniera di Serbariu, inaugura la terza edizione di Sguardi Plurali sull’Italia Plurale, mostra fotografica dedicata a giovani autori e autrici under 35 di seconda generazione o con background migratorio. Il concorso nazionale ha coinvolto 23 fotografe e fotografi, invitati a raccontare l’Italia contemporanea da prospettive capaci di mettere in discussione narrazioni dominanti e stereotipi. La mostra presenta il progetto vincitore Grana Beldia di Ariman Scriba, fotografa italiana di origini marocchine, accanto a Intreccio di Davide Abbas Pour e Mare di Ricardo Aleodor Venturi. Sono inoltre presenti, attraverso due installazioni, i lavori delle menzioni speciali Shuai Peng con Paesaggio Nostrano e Jasmin Barri con Alf Mabrook. Nel loro insieme, le opere intrecciano esperienze personali, memorie familiari e riferimenti culturali plurali, usando la fotografia come strumento di autorappresentazione e di negoziazione dell’identità.
Sguardi Plurali è promosso dal CSC Carbonia della Società Umanitaria – La Fabbrica del Cinema, Memory Lab – Centro di ricerca del Dipartimento di Storia Cultura e Civiltà dell’Università di Bologna e FIERI, in collaborazione con ARCI nazionale e Associazione Zona. La nuova identità grafica è curata da Lilia Di Bella; l’allestimento ha potuto contare sulla consulenza curatoriale di Andrea Tinterri e Marco Trulli.

Amoramnesia, Video mapping e memoria visiva

Venerdì 13 novembre, alle 18.00, il Festival presenta Amoramnesia, installazione audiovisiva del regista e compositore Giorgio Ferrero, realizzata con Rodolfo Mongitore alle musiche e Carlo Cagnasso al video, prodotta da MYBOSSWAS per il Carbonia Film Festival, in occasione dei 60 anni della Cineteca Sarda. A partire da una domanda pronunciata da Eleonora Duse in Cenere, unico film dell’attrice tratto dall’opera di Grazia Deledda, l’installazione riflette sull’impermanenza dell’amore, sulla fragilità delle immagini e sulla capacità della memoria di generare significato attraverso ciò che perde. Materiali tratti da film conservati negli archivi della Società Umanitaria, tra cui Cenere e Cainà, diventano materia di una metamorfosi visiva: gesti e corpi si sovrappongono, le temporalità si confondono, le immagini si frammentano e si dissolvono. Il deterioramento non è soltanto perdita, ma occasione per interrogare ciò che resta quando la forma originaria non è più riconoscibile. Giorgio Ferrero è regista, compositore e artista visivo, autore di installazioni presentate in musei e istituzioni internazionali e socio fondatore dello studio multidisciplinare MYBOSSWAS. Rodolfo Mongitore è compositore, musicista e sound designer, attivo tra cinema, teatro e installazioni multimediali. Fondata a Torino nel 2011, MYBOSSWAS è uno studio creativo e una casa di produzione cinematografica che lavora tra cinema, arte, installazioni audiovisive e progetti transmediali.

Interzone, musica e visioni

Venerdì 13 novembre, al termine della proiezione delle 21.00, in piazza Roma, Tommaso Buldini presenta Interzone, spettacolo di musica elettronica dal vivo, onirica e psichedelica. Le proiezioni delle sue creature animate prendono vita sul set suonato dall’artista, accompagnando poesie e storie strampalate e ossessive in una discesa lisergica negli abissi interiori. Pittore e videoanimatore, Buldini ha esposto in città e gallerie internazionali. Nel 2021 ha vinto il premio per il miglior videoclip indipendente con Luna Araba di Colapesce Dimartino feat. Carmen Consoli; dal 2023 sviluppa progetti sperimentali in cui dà una dimensione sonora al proprio immaginario visivo.

Spazio Sardegna

Venerdì 13 novembre, alle 18.45, al Cine-Teatro Centrale, Spazio Sardegna propone tre opere che attraversano identità, memoria e paesaggio. In programma gli incontri con autrici e autori: Alessandra Atzori, Vittoria Soddu e Andrea Mura. Doppia Pupilla di Alessandra Atzori e Milena Tipaldo (Collettivo MIRA, Italia, 2025, 30’) segue cinque giovani a Nuoro sulle tracce di Cosima di Grazia Deledda e riflette sul desiderio di partire, sulla possibilità di scegliere chi diventare e sul significato della parola casa. Una die de pitzinnia di Vittoria Soddu (Italia, 2026, 20’) ricostruisce, attraverso le voci di familiari e amici e materiali d’archivio, il legame tra l’artista Costantino Nivola e il paese natale di Orani. Il film recupera anche immagini girate da Nivola nei primi anni Cinquanta, nel giardino di Long Island e durante il primo ritorno in Sardegna dopo la guerra. Il primo suono di Andrea Mura (Italia, 2026, 20’) racconta un musicista e costruttore che, convivendo con una malattia degenerativa, trasforma legno, ferro e dolore in suono, cercando nell’ascolto della natura e nella disobbedienza creativa una voce segreta delle cose.

Djset con Nando Campesi

Sabato 14 novembre, alle 23.30, al Caffè Impero, è in programma il dj set di Nando Campesi. Attivo dietro la consolle dal 1985, Campesi è diventato nei primi anni Novanta un punto di riferimento della club culture del sud Sardegna. Nei suoi set, rigorosamente in vinile, intreccia radici della black music e dell’hip hop più ricercato con suoni dance e new wave degli anni Settanta e Ottanta e suggestioni nostalgiche degli anni Novanta.

Documentary school & Rolling Stones

Domenica 15 novembre, alle 16.00, saranno presentati al pubblico i cortometraggi delle studentesse e degli studenti della Documentary School, il programma di formazione dell’Università degli Studi di Cagliari in corso a Carbonia durante i giorni del festival. Il progetto è promosso dall’Università degli Studi di Cagliari, Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, di AUSI e della Fondazione Umanitaria Sardegna, in partnership con il Carbonia Film Festival. A impreziosire il pomeriggio anche il teaser di Rolling Dreams. Una squadra, una città, l’omaggio al Carbonia Calcio firmato da Karim Galici, che ripercorre i momenti più significativi della storia della squadra cittadina, dalle stagioni gloriose in cui si è sfiorata la serie B, alle crisi, alla rinascita.

Premiazioni

Domenica 15 novembre, a partire dalle 21.00, spazio alle premiazioni di questa edizione. I film competeranno per il “Premio del pubblico concorso CFF”, assegnato dal pubblico in sala per un valore di 1.500 euro; e per il “Premio Ucca Carbonia Cinema Giovani”, offerto dal festival in collaborazione con l’Unione Circoli Cinematografici Arci, per un valore di 1.000 euro. Una collaborazione che sancisce la condivisione con il festival dell’impegno nella promozione della cultura cinematografica e della formazione di nuovi pubblici. Anche quest’anno, infatti, il festival conferma il legame con il tessuto formativo e culturale del territorio, grazie alla partnership con il corso magistrale in produzione multimediale di cinema, organizzato e promosso dall’Università di Cagliari. Un gruppo di studenti e studentesse del corso parteciperà infatti a Carbonia Cinema Giovani, il programma di formazione del festival, assegnando un premio e seguendo un programma di masterclass appositamente pensato per loro. Dal 2025, in occasione della decima edizione, il Carbonia Film Festival ha inoltre istituito il Premio Città di Carbonia. Il riconoscimento viene conferito congiuntamente dal festival e dall’amministrazione comunale di Carbonia a una personalità del cinema il cui percorso artistico e personale ha saputo coniugare consapevolezza, visione e un legame profondo con la realtà e il territorio. Lo scorso anno è stato assegnato al regista Salvatore Mereu; nei prossimi giorni verrà annunciata la personalità a cui verrà conferito per questa edizione.

CFF Scuole

Sullo stesso solco (promozione della cultura cinematografica e della formazione di nuovi pubblici) interviene il progetto CFF Scuole, il programma di proiezioni e incontri rivolto alle scuole del territorio. Giovedì 12 novembre, a partire dalle 10.00, in Fabbrica del Cinema, appuntamento con Marco Amenta per la proiezione di Odio gli indifferenti. Venerdì 13 novembre protagonisti Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti per Caro mondo crudele. Giornata conclusiva, sabato 14 al Cine Teatro Centrale, con la proiezione di Balcanica.

Carbonia razionalista

Domenica 15 novembr, alle 10.30, è in programma una visita guidata alla Città di Fondazione, parte del CIAM – Carbonia Itinerari di Architettura Moderna, a cura di SIMUC (Sistema museale Carbonia). Il percorso attraversa il tessuto urbano e, attraverso soste nei principali edifici pubblici e nelle opere di artisti locali e della penisola, racconta le vicende della fondazione della città e i suoi progettisti. La visita partirà alle 10.30 da piazza Roma, con ritrovo sotto la Torre, e durerà circa due ore. Per info e prenotazioni: museicarbonia@gmail.com, 0781 186 0812, +39 340 268 9043.

Spazio Food&Drinks: gusto locale, spirito conviviale

La proposta di cibo e ristoro del Carbonia Film Festival, un meeting point informale in cui il pubblico potrà, tra un film e l’altro, mangiare e bere un drink, conversare con gli ospiti e ascoltare buona musica. Ad animare questi momenti saranno Momy, ottimo street food sardo con proposte vegane e vegetariane, e Caffè Im…Pero. Tutti i giorni alla Fabbrica del Cinema e in piazza Roma.

Paolo Serra, direttore dei Centri Servizi Culturali della Società Umanitaria in Sardegna: «Che cosa rende peculiare un festival cinematografico come il Carbonia Film Festival? Fin dalla sua prima edizione del 1999, svoltasi sotto una diversa denominazione, la manifestazione ha saputo coniugare una pluralità di fattori che trasformano la longevità in un autentico valore. Tra questi spicca anzitutto la stretta relazione con il territorio: il legame con la comunità locale si è fatto così profondo da indurre i cittadini a riconoscere l’evento come una componente essenziale del proprio orgoglio culturale. L’edizione 2026 rappresenta, in tal senso, l’esito più maturo di un percorso progettuale ormai consolidato, riconducibile in larga misura alla crescente attenzione che la Regione Autonoma della Sardegna, per il tramite dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali, riserva ai Centri di Servizi Culturali isolani e, in particolare, al presidio di Carbonia. Nelle cinque giornate in programma, il dispositivo cinematografico sarà nuovamente assunto come strumento ermeneutico d’elezione: mezzo per indagare il reale, interpretare la congiuntura storica attuale e affrontare questioni controverse, in dialogo con momenti di elevato spessore artistico e culturale. La pluralità degli eventi collaterali concorre inoltre a delineare un’esperienza urbana inclusiva, volta a riscoprire il valore della visione collettiva».

Moreno Pilloni, Direttore del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria: «Il Carbonia Film Festival è il risultato di un percorso che negli anni ha consolidato una precisa identità culturale, costruendo relazioni con il panorama cinematografico nazionale e mantenendo un legame profondo con la città e il territorio. È la dimostrazione di come un progetto culturale radicato localmente possa aprirsi a un confronto più ampio e generare nuove opportunità. Come Centro Servizi Culturali, lavoriamo affinché il Festival sia non soltanto una rassegna cinematografica, ma uno spazio di incontro, scoperta e partecipazione, capace di avvicinare pubblici diversi al cinema contemporaneo e di offrire soprattutto ai giovani occasioni di formazione e confronto. Crediamo che la cultura possa contribuire concretamente alla vitalità del territorio, favorendo collaborazioni, sostenendo le attività locali e rafforzando l’attrattività di Carbonia e del SulcisIglesiente. Il nostro impegno è continuare a far crescere il Festival, valorizzandone l’identità e sviluppandone le potenzialità come occasione di crescita culturale e sociale per l’intera comunità».

Francesco Giai Via, direttore artistico Carbonia Film Festival: «Guardare il mondo da Carbonia significa partire da un luogo preciso per interrogare ciò che ci riguarda tutti. Il programma 2026 attraversa nuovamente confini e appartenenze, memorie familiari e collettive, conflitti che entrano nella vita quotidiana e desideri di cambiamento. Il cinema ci porta dentro queste tensioni, avvicina esperienze lontane e ci invita a riconoscere la complessità di quelle più vicine. In una città segnata dal lavoro e dalle migrazioni, le immagini trovano altre storie con cui dialogare e nuove domande da condividere. È in questo incontro fra la dimensione locale e quella globale che il festival rinnova il suo senso: uno spazio aperto in cui guardare, ascoltare, partecipare».

Ilaria Portas, assessora pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport Regione Autonoma della Sardegna:
«Il Carbonia Film Festival si conferma una delle realtà più vivaci e significative del panorama culturale della nostra isola. Come Regione e come assessorato Cultura e Spettacolo riteniamo fondamentale sostenere iniziative che sappiano coniugare la qualità dell’offerta artistica con un forte radicamento territoriale. Questo festival non soltanto valorizza la memoria storica e la specificità del paesaggio del Sulcis, ma trasforma il territorio in un laboratorio di idee e di formazione attiva per le giovani generazioni. Attraverso il coinvolgimento delle scuole, delle università e il sostegno al cinema d’autore, il Carbonia Film Festival dimostra quanto la cultura sia una risorsa preziosa per la crescita, l’inclusione e il riscatto per le nostre comunità».

Pietro Morittu, sindaco di Carbonia, e Giorgia Meli, assessora della Cultura, Sport, Spettacolo, Patrimonio, Decentramento:
«Il Carbonia Film Festival rappresenta un’importante occasione per arricchire la vita culturale della nostra città, favorendo l’incontro tra persone, storie e sensibilità diverse. Attraverso il cinema, le proiezioni e gli appuntamenti in programma, Carbonia si apre al confronto e alla partecipazione, offrendo ai cittadini nuove opportunità di conoscenza e condivisione. Ringraziamo la Società Umanitaria per l’impegno e la dedizione con cui porta avanti un progetto di grande valore, capace di coinvolgere la comunità e di far conoscere la città anche oltre i confini del territorio. Sostenere iniziative come questa significa investire nella cultura e contribuire alla crescita e alla vitalità di Carbonia».

“Carbonia Film Festival” è organizzato dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria – La Fabbrica del Cinema, su fondi cineportuali della Regione Autonoma della Sardegna (L.R. 28 dicembre 2018 n. 48, art.11 comma 26), insieme al Comune di Carbonia, in collaborazione con Ucca – Unione Circoli Cinematografici Arci, il corso di Laurea Magistrale in Produzione Multimediale dell’Università degli Studi di Cagliari, il Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis e la Cooperativa Progetto S.C.I.L.A., Fondazione Umanitaria Sardegna, CSC Cagliari della Società Umanitaria – Cineteca Sarda, CICC – Centro Italiano della cultura del carbone, SIMUC – Sistema Museale di Carbonia, Il Calderone APS. Sponsor tecnologico Medianet Info e contatti Tel. +39 0781 67 15 27 info@carboniafilmfest.org carboniafilmfest.org www.facebook.com/CarboniaFilmFestival www.instagram.com/carboniaff Ufficio stampa nazionale Studio Sottocorno – Delia Parodo delia.p@sottocorno.it +39 3204048063 Ufficio stampa per la Sardegna Nicola Muscas muscasnicola@gmail.com +39 347 568 4450

Giovedì 10 settembre si conclude la rassegna «Cinema in valigia – Ciak si gira nei medaus», la prima edizione della manifestazione che per tutta l’estate ha portato il grande schermo nelle piazze dei Medaus e delle frazioni di Carbonia. L’ottava e ultima proiezione si sposta a Flumentepido, nella Piazza della Chiesa Sant’Antonio. L’appuntamento, a ingresso libero e gratuito, è per le ore 21.30 e sarà presentato da Daniela Vitellaro. Ospite della serata il regista Salvatore Mereu.

Il film. Zuppo d’acqua fin dentro alle ossa, Costantino si avvita sul pagliaio come un vecchio legno restituito alla terra dal mare in burrasca. La pioggia torrenziale ha appena finito di spegnere il fuoco che si è mangiato in una notte sola l’agriturismo in mezzo al bosco, Assandira. Ma la pioggia non ha spento il dolore, il rimorso bruciante per il figlio che è morto in mezzo alle fiamme e che non è riuscito a salvare.

All’alba, i primi ad arrivare sono i carabinieri e il giovane magistrato: Costantino prova a raccontare loro cosa è successo in quell’ultima notte, a spiegare come tutto è cominciato….

Nuovo appuntamento della rassegna di cinema all’aperto nei Medaus e nelle frazioni di Carbonia. Giovedì 3 settembre 2026, alle ore 21.30, a Barbusi nella Piazza della Chiesa Santa Maria delle Grazie, la proiezione gratuita del film “Tutti i cani muoiono soli” di Paolo Pisanu. In piazza sarà presente il regista.
L’appuntamento, a ingresso libero e gratuito, è per le ore 21.30 e sarà presentato da Myriam Mereu. Ospite della serata il regista Paolo Pisanu con il suo film “Tutti cani muoiono soli”.
«Cinema in valigia – Ciak si gira nei medaus» è la prima azione operativa della linea Cinebus del progetto «Bussola», il sistema di servizi di prossimità del comune di Carbonia sviluppato nell’ambito del Programma nazionale Metro plus e Città Medie Sud 2021-2027. Otto proiezioni gratuite, dal 30 luglio al 10 settembre, portano il grande schermo nelle piazze dei Medaus e delle frazioni, con un percorso dedicato al cinema d’autore sardo e alle storie dell’Isola, accompagnato di sera in sera dalla presenza dei registi e degli autori. Fortemente promossa dal comune di Carbonia, la rassegna è realizzata da una partnership composta da Cooperativa Millepiedi, Associazione Culturale Babel, Fondazione RTS – Radio Televisione Sarda, My Culture e Terra de Punt srl.
La rassegna si concluderà giovedì 10 settembre a Flumentepido con «Assandira» di Salvatore Mereu.

Prende il via giovedì 30 luglio 2026, dall’Arena Mirastelle di Piazza Roma, la rassegna «Cinema in valigia – Ciak si gira nei medaus»: otto serate di cinema all’aperto che per tutta l’estate portano il grande schermo direttamente nelle piazze dei Medaus e delle frazioni del territorio. Le proiezioni, a ingresso libero e gratuito, si tengono con inizio alle ore 21.30 e propongono un percorso interamente dedicato al cinema d’autore sardo e alle storie dell’Isola, accompagnato di sera in sera dalla presenza dei registi e degli autori delle opere.

La rassegna costituisce la prima azione operativa della linea Cinebus del progetto «BUSSOLA», il sistema di servizi di prossimità del Comune di Carbonia – Bibliobus, Informabus e Cinebus – sviluppato nell’ambito del Programma nazionale Metro plus e Città Medie Sud 2021-2027. La bussola è lo strumento che indica la rotta a chi è in cammino: non impone una direzione, la rende visibile. È questo che il servizio intende essere per i cittadini dei Medaus e delle frazioni, e in particolare per i più giovani.

Una cultura di prossimità

Ci sono luoghi che troppo spesso vengono considerati lontani dalla cultura e dal sapere. La prima edizione di «Cinema in valigia» nasce per portare nei medaus e nelle frazioni della città il grande schermo, insieme alle occasioni di dibattito e confronto che il cinema può generare.

L’obiettivo per i prossimi anni è fare di questi appuntamenti uno spazio di incontro e di scambio, in cui condividere esperienze e storie di vita. Ma anche valorizzare le specificità, le capacità, le produzioni delle tante realtà che compongono il territorio di Carbonia, ciascuna con la propria comunità e la propria identità.

Dal 30 luglio al 10 settembre otto proiezioni gratuite trasformeranno piazze e spazi di comunità in sale cinematografiche all’aperto. Un’idea di cultura di prossimità, capace di raggiungere le persone nei luoghi in cui vivono, si incontrano e condividono la quotidianità.

Carbonia, Is Gannaus, Medau Desogus, Medau Brau, Serbariu, Medadeddu, Barbusi e Flumentepido ospiteranno una rassegna dedicata al cinema del Sulcis, alla memoria dei medaus e alle produzioni che raccontano identità e cultura.  Portare cultura nei quartieri, nelle frazioni e nei medaus significa rendere la partecipazione più vicina e accessibile. È da questi luoghi che passa anche la costruzione di una comunità sempre più viva e coesa.

Il cinema che raggiunge i medaus

Il Comune di Carbonia ha una struttura insediativa policentrica e frammentata: accanto al centro urbano vivono numerosi Medaus e frazioni nati dalla vicenda agricola e mineraria. Micro-comunità che custodiscono un’identità forte ma scontano una distanza strutturale dai servizi culturali, concentrati nel centro. La rassegna nasce da una scelta programmatica: leggere la questione delle periferie come una questione di diritto alla fruizione culturale collettiva. Per questo, a eccezione della serata inaugurale nel centro urbano, le proiezioni sono collocate interamente nei Medaus e nelle frazioni. La piazza del Medau è un luogo di comunità. E l’estate, quando rientrano gli emigrati, si moltiplicano le sere all’aperto, feste e sagre, è il momento in cui un evento culturale serale raggiunge il pubblico più ampio e intergenerazionale.

La rassegna è fortemente promossa dal Comune di Carbonia ed è realizzata da una partnership composta da Cooperativa Millepiedi, Associazione Culturale Babel, Fondazione RTS – Radio Televisione Sarda, My Culture e Terra de Punt srl.

Il calendario delle otto serate

Le serate di proiezione, a ingresso libero e gratuito, inizieranno alle ore 21.30 e saranno presentate da Myriam Mereu.

Giovedì 30 luglio

ore 21.30

Carbonia – Arena Mirastelle  ·  Piazza Roma

«Quasi Grazia» di Peter Marcias

Serata inaugurale. Ospite: il regista Peter Marcias

Sabato 1 agosto

ore 21.30

Is Gannaus  –  Piazzetta fronte ex Circoscrizione, Via Donato Bramante 1

«L’amore e la gloria» di Maria Grazia Perria

Serata dedicata a Grazia Deledda. Ospite: la regista Maria Grazia Perria.

Giovedì 6 agosto

ore 21.30

Medau Desogus  –  Piazza dell’Amicizia Antonio Proietti

«L’Agnello» di Mario Piredda

Ospite: il regista Mario Piredda.

Giovedì 13 agosto

ore 21.30

Medau Brau  –  Piazzetta Medau Brau

«L’Arbitro» di Paolo Zucca

Ospite: il regista Paolo Zucca.

Giovedì 20 agosto

ore 21.30

Serbariu  –  Piazza della Chiesa (fronte Chiesa San Narciso)

«Emilio Lussu: il processo» di Gianluca Medas

Serata dedicata a Emilio Lussu. Ospite: Gianluca Medas.

Mercoledì 26 agosto

ore 21.30

Medadeddu  –  Piazza Santa Rita

«Anna» di Marco Amenta

Giovedì 3 settembre

ore 21.30

Barbusi  –  Piazza della Chiesa Santa Maria delle Grazie

«Tutti i cani muoiono soli» di Paolo Pisanu

Ospite: il regista Paolo Pisanu.

Giovedì 10 settembre

ore 21.30

Flumentepido  –  Piazza della Chiesa Sant’Antonio

«Assandira» di Salvatore Mereu

Serata di chiusura. Ospite: il regista Salvatore Mereu.

Il film di apertura: «Quasi Grazia» di Peter Marcias

Ad aprire la rassegna, giovedì 30 luglio all’Arena Mirastelle di Piazza Roma, sarà «Quasi Grazia» di Peter Marcias, ritratto della scrittrice nuorese Grazia Deledda, prima e tuttora unica donna italiana a ricevere il Premio Nobel per la letteratura. Alla serata inaugurale sarà presente il regista. Tre momenti cruciali scandiscono la vita della celebre scrittrice sarda Grazia Deledda: l’arrivo inaspettato di sua madre da Nuoro, le ore che precedono la vittoria del premio più prestigioso al mondo e gli attimi in cui un dottore la guarda negli occhi per trovare parole che non facciano troppo male. In mezzo, la vita intera dell’unica donna italiana ad aver vinto il Premio Nobel per la letteratura. Ed è seguendo con calore quella vita che il film arriva a indagare sia il rapporto tra donne e letteratura sia la questione femminile contemporanea. A differenza di un biopic tradizionale, Peter Marcias costruisce un film che si concentra su tre momenti precisi della vita di Grazia Deledda, affidati a tre interpreti diverse. Come dichiara lo stesso regista: «Non volevo fare un film a episodi, ma concentrarmi su tre momenti che raccontano una vita intera». Il film non è solo un omaggio a Deledda, ma una riflessione su cosa significhi essere artisti fuori luogo, su come la creazione possa essere insieme salvezza e condanna. La scelta di concentrarsi su tre momenti specifici, piuttosto che su una cronologia completa, permette di mostrare come fino all’ultimo Deledda abbia cercato di trasformare il dolore in parola, di dare forma al caos dell’esistenza.

Con l’arrivo dell’estate Piazza Europa a Narcao si trasforma in una grande sala per accogliere spettacoli collettivi sotto il cielo stellato. La piazza è celebre per ospitare daì trentasei anni il seguitissimo Narcao Blues, festival internazionale animato da artisti di fama nazionale e internazionale.
L’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Antonello Cani e dall’assessore Gianni Lai dopo i successi dell’estate scorsa ha proposto alla comunità il cinema open air per incontrarsi, dialogare, ridere, emozionarsi insieme; il cinema inteso non solo come intrattenimento e svago ma come prezioso momento di aggregazione e riflessione.
Un’esperienza culturale collettiva, questa di Narcao, garantita dalla qualità delle pellicole proposte da Visioni Sarde, rassegna organizzata e diretta dalla Cineteca di Bologna con il sostegno di Sardegna Film Commission e delle Federazione delle Associazioni Sarde in Germania e Italia. Il supporto mediatico è assicurato dal portale CinemaItaliano.info.
Sotto il cielo estivo a Narcao scorreranno immagini che raccontano la Sardegna di oggi attraverso storie, luoghi e stili diversi. Insieme i film compongono un mosaico di linguaggi e visioni che restituisce la vitalità del nuovo cinema isolano. Ajò West! di Sara Corbioli è un corto animato che mescola immaginario western, tradizione sarda e tono avventuroso, costruendo un piccolo racconto fantastico e identitario. Si cambia registro con Brigas di Lorenzo Spinelli che si fa apprezzare per la contaminazione sperimentale dei linguaggi tesi a esplorare la ciclicità delle relazioni di coppia e il rapporto con un territorio segnato dalla memoria. Mamma di Matteo Martinez è un’opera sperimentale che spiazza lo spettatore convinto di trovarsi negli incubi di un thriller. A sorpresa il racconto sfocia nella inquietante dimensione psicologica di una malata di Alzheimer. Su cane est su miu di Salvatore Mereu mette al centro la spietatezza di bambini in un mondo senza adulti attenti, dove vivono la violenza con la naturalezza di un gioco terribile.True love waits di Simone Cicalò è una struggente storia d’amore sospesa tra realtà e dimensione onirica nel desiderio ostinato di recuperare ciò che sembra perduto e superare la linea che divide vita e morte. Una faccia da cinema di Alberto Salvucci è un’esilarante commedia sul desiderio di fare cinema, tra ambizione, precarietà e situazioni paradossali. “Vida e morti di unu maragotti” di Stefano Cau. Due millenni di storia della Sardegna, nel racconto di un buffo fantasma morto in epoca romana e che ancora aleggia tra i presenti, in attesa della definitiva transustanziazione.
A Narcao il 15 luglio al calar del sole, alle ore 21.30, Piazza Europa diventa un intimo cinema all’aperto dove incontrarsi, discutere, commuoversi insieme accarezzati dalla brezza estiva sotto il cielo di stelle.
L’ingresso è libero.

Ultimo atto del 10° Carbonia Film Festival. Il pomeriggio, al Cine-Teatro Centrale, è dedicato alla cerimonia di chiusura, durante la quale verranno proclamati i vincitori del concorso CFF10, che quest’anno ha messo in gara cinque film italiani tra i più originali dell’intera stagione cinematografica. A decretare il miglior film sarà il gusto del pubblico in sala, che in questi cinque giorni ha espresso il suo gradimento al termine di ogni proiezione. In palio anche il premio Ucca Carbonia Cinema Giovani, assegnato dalle studentesse e dagli studenti dell’Università di Cagliari che hanno partecipato al programma di masterclass e formazione attivato dal festival come ogni anno. Nel corso dell’incontro, con inizio alle 17.00, verrà consegnato anche il Premio Città di Carbonia a Salvatore Mereu, riconoscimento istituito per la prima volta quest’anno per valorizzare le figure del cinema capaci di coniugare visione artistica e legame profondo con il territorio. A seguire sarà proiettato il suo cortometraggio Su cane est su miu, presentato in anteprima mondiale a Locarno e già vincitore del Premio Visioni Sarde. Mereu viene premiato come personalità del cinema il cui percorso, artistico e personale, ha saputo intrecciare consapevolezza, visione e connessione profonda con la realtà, restituendo al pubblico una prospettiva capace di raccontare la complessità del presente con profondità e lucidità.

A seguire trova spazio anche la proiezione, fuori concorso, de Il quieto vivere, tragicommedia di Gianluca Matarrese che attraversa con ironia e tenerezza i confini tra documentario e finzione. Il regista sarà presente in sala per incontrare il pubblico, in uno degli ultimi momenti di dialogo di un’edizione particolarmente partecipata.

Gran finale in serata, alle 21.00, con Ballate per il presente che sfugge, un appuntamento che unisce musica e parola: Francesco Bianconi, voce e autore dei Baustelle, sarà protagonista di una performance esclusiva accompagnato al pianoforte da Alberto Bazzoli. Un incontro in dialogo con il direttore artistico Francesco Giai Via, concepito come un viaggio intimo nel linguaggio della canzone d’autore, tra suggestioni letterarie e rimandi cinematografici.

Con la serata di Francesco Bianconi si chiude un’edizione del Carbonia Film Festival capace, ancora una volta, di attraversare il presente con lo sguardo del cinema e la sensibilità delle arti, restituendo alla città e al suo pubblico il senso di una comunità che cresce intorno alle immagini e alle storie.

Sabato 8 novembre prosegue il Carbonia Film Festival con una giornata che intreccia formazione, cinema d’autore e buona musica. Come ogni mattina, la città si risveglia insieme agli studenti protagonisti del ciclo CFF Scuole: alle 9.45, al Cine-Teatro Centrale, è il turno di “Le bambine” di  Nicole e Valentina Bertani. Le due registe incontreranno ragazze e ragazzi per discutere insieme del loro film d’esordio, una storia intima e visionaria che indaga il passaggio dall’infanzia all’età adulta con un linguaggio personale e sorprendente. L’appuntamento, che chiude la serie di matinée dedicate alle scuole, conferma il legame profondo tra il festival e il mondo della formazione, in un dialogo che mette al centro lo sguardo giovane e la scoperta del cinema come strumento di conoscenza.

Nel pomeriggio il pubblico si ritroverà al Cine-Teatro Centrale di piazza Roma per un programma che si muove fra i grandi temi della memoria, dell’identità e dell’immaginario collettivo. Alle 16.00 appuntamento con i registi iraniani Firouzeh Khosrovani e Morteza Ahmadvand per “Radiograph of a Family”, film pluripremiato che intreccia autobiografia e storia dell’Iran in un racconto commovente e lucido sulle fratture del Novecento e sulle contraddizioni di un Paese in bilico tra tradizione e modernità.

Alle 18.00 spazio all’ultimo film in concorso, “Testa o croce?” di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis, un affascinante western rurale ambientato nelle campagne laziali di fine Ottocento, con Alessandro Borghi e Nadia Tereszkiewicz protagonisti di un racconto sospeso tra realismo e leggenda.

La prima serata del sabato porta sul grande schermo uno dei film più attesi del festival: “La valle dei sorrisi” di Paolo Strippoli, già applaudito a Venezia. Un horror d’autore, inquieto e misterioso, che indaga il confine tra paura e trasformazione personale. A presentarlo sarà Romana Maggiora Vergano, tra i volti emergenti del cinema italiano, lanciata in “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi e oggi protagonista di una carriera in piena ascesa.

Dopo la proiezione, il pubblico potrà spostarsi verso un altro tipo di esperienza sensoriale: alle 23.30 il GSG Concept Store ospita “Smells Like Elicriso”, il dj-set di Ava Hangar, icona della scena queer italiana, che trasformerà la notte del festival in un viaggio sonoro tra grandi hit e gemme nascoste del dancefloor. Un set che riflette lo spirito del Carbonia Film Festival: inclusivo, curioso, sempre aperto alla contaminazione tra linguaggi e generazioni.

Carbonia Film Festival si chiude domenica 9 novembre con il premio Città di Carbonia assegnato a Salvatore Mereu, la proclamazione dei film vincitori della decima edizione, e l’attesa performance di Francesco Bianconi “Ballate per il presente che sfugge”.

La città si risveglia piena di colori. È il segno inconfondibile di Camilla Falsini ad aprire ufficialmente il Carbonia Film Festival 2025, con l’inaugurazione del grande murale realizzato sulla facciata della scuola elementare Deledda di via Roma. Appuntamento mercoledì 5 novembre alle 16.30, alla presenza dell’artista romana, per il taglio del nastro di un’opera che unisce arte pubblica e comunità, un dono permanente alla città e un simbolo del legame tra il festival e il territorio. Con il suo stile  fatto di linee nette, forme essenziali e colori decisi, Falsini trasforma l’edificio in un racconto visivo che parla di incontro e di cultura condivisa.

Dopo il vernissage all’aperto, il festival si sposta nella Fabbrica del Cinema, ai piedi della Grande Miniera di Serbariu, dove alle 18.00 si accendono i proiettori con “Orfeo” di Virgilio Villoresi, sorprendente debutto ispirato al Poema a fumetti di Dino Buzzati, che mescola animazione artigianale e visioni sperimentali. A dialogare con gli spettatori sarà Luca Vergoni, protagonista del film.
La serata prosegue, alle 21.00, con “Paternal Leave”, primo lungometraggio da regista dell’attrice tedesca Alissa Jung, un film intimo e potente sostenuto dalle interpretazioni di Luca Marinelli e Juli Grabenhenrich, che celebra l’energia dei giovani e la loro capacità di costruire nuove connessioni. Anche in questo caso, la regista sarà in sala per un incontro con il pubblico.

Da giovedì a domenica il Carbonia Film Festival proseguirà tra proiezioni, incontri e performance, con ospiti italiani e internazionali. Tra i nomi più attesi Firouzeh Khosrovani, che presenterà i suoi film Gli uccelli del Monte Qaf e Radiograph of a Family; Romana Maggiora Vergano, protagonista de La valle dei sorrisi; Salvatore Mereu, cui sarà assegnato il nuovo Premio Città di Carbonia; e Gianluca Matarrese con Il quieto vivere.

Cuore del festival sarà il concorso CFF10, che celebra la decima edizione con cinque opere della recente stagione cinematografica, valutate dal pubblico e dai giovani di Carbonia Cinema Giovani. A chiudere la manifestazione, domenica 9 novembre, l’attesissimo evento speciale con Francesco Bianconi, voce dei Baustelle, che proporrà al Cine-Teatro Centrale una performance esclusiva tra musica e parole in dialogo con il direttore artistico Francesco Giai Via: un finale poetico nel segno dell’incontro tra cinema e altre arti.

Il quindici e il venti luglio, a Baradili, si terrà la seconda edizione de “I corti nel paese più corto”, ovvero una rassegna di documentari d’autore, ideata da Marcello Atzeni, che è anche il direttore artistico. La rassegna organizzata dall’Associazione “Terras Onlus”, sarà possibile grazie al finanziamento dell’amministrazione comunale, con in testa la sindaca Maria Anna Camedda.
Nel 2022 fu un successo rilevante, se ne occupò tutta la stampa isolana e a Baradili arrivò gente da mezza Sardegna. Tra le strade del paese passeggiarono prima, parlarono poi, Salvatore Mereu, Antioco Floris, Enrico Pau, Paola Cireddu, Sergio Falchi, Antonello Zanda e altri. Fu una cosa mai vista per il paese più piccolo dell’isola. Tredici opere in vetrina e solo una donna regista, Paola Cireddu con “L’uomo del mercato”. Nel 2023 saranno dodici i film presentati, sei il quindici luglio e altrettanti il venti. Proiezioni in piazza Santa Margherita, ore 20 e ingresso gratuito. «Quest’anno porteremo a Baradili cinque registe con altrettante loro opere – spiega Marcello Atzeni – cinque su dodici, vuol dire che si sfiora la parità di genere. Trovo che sia bellissimo. Finalmente allo scoperto anche donne, numerose, dietro la macchina da presa. Dunque non solo attrici, soggettiste, sceneggiatrici, parrucchiere e costumiste, per altro tutti ruoli di assoluto livello, ma anche direttrici e questo è il così detto salto in più.»

Tra l’altro a Baradili, la fascia tricolore di primo cittadino è indossata da una donna, Maria Anna Camedda, che da qualche mese è anche la presidente dell’Unione di Comuni dell’Alta Marmilla, con sede ad Ales.

Il programma della prima giornata. Sabato quindici luglio, ore 20.00, in piazza Santa Margherita: dopo i saluti della sindaca Maria Anna Camedda e quelli di Marcello Atzeni, proiezione de “La cena delle anime” di Ignazio Figus, un meraviglioso lavoro socio antropologico curato dal regista nuorese, che per tanti anni, è stato un pilastro dell’Isre. A seguire “Faulas”, una bella favola di Michela Anedda, giovane regista con origini a Villacidro. Quindi “Bella di notte”, un corto di Paolo Zucca, uno tra i più grandi registi sardi. Solo un’indicazione: la voce narrante è di Stefano Accorsi. Seguirà “L’albero del riccio”, lavoro a quattro mani, realizzato da Chiara Sulis e Juan Carlos Concha. Le storie di Antonio Gramsci, nativo proprio della Marmilla, raccontate in maniera deliziosa. Salvatore Mereu con “La vita adesso”, con il suo corto impegnato, che fornirà molteplici spunti di riflessione. Chiuderà “Un fenicottero chiamato tango”, della lussurgese Antonella Arca. Un corto d’animazione nella quale la giovane regista mischia natura e amore. Colonna sonora del marito argentino, il musicista Gustavo Gini.
A parlare con i registi Ignazio Figus, Michela Anedda, Paolo Zucca, Salvatore Mereu e Antonella Arca, sarà Antioco Floris, professore di cinema all’ Università di Cagliari, oltre allo stesso direttore artistico Marcello Atzeni.

La seconda serata, giovedì venti luglio, sempre alle venti e sempre in piazza Santa Margherita, s’inizierà con” Lo sguardo esterno” bel lavoro di Peter Marcias. Peter, originario di Uras, si trasferisce a Cagliari e poi a Roma. “Memorie in movimento” di Simone Paderi, Denise Maria Paulis e Niccolò Sirigu, ricostruisce i quattro secoli dell’Università di Cagliari. Eccomi (Flamingos) è il lavoro d’esordio di Sergio Falchi, brillante regista nuorese. Jambitè, bella storia raccontata da Alessandra Usai. Qui non si è più in Sardegna ma in Irlanda. Da vedere con la massima attenzione. Binario morto del sassarese Antonio Maciocco, storia particolarmente favolistica che ha già conquistato l’intera isola. Si chiude con “Il bambino “di Silvia Perra: la giovane regista parla del mondo musulmano in Italia.
A parlare con i registi Peter Marcias, Simone Paderi, Alessandra Usai, Sergio Falchi e Antonio Maciocco sarà Antonello Zanda, direttore della Cineteca sarda – Società Umanitaria, oltre a Marcello Atzeni.
«Anche quest’anno insieme a Marcello – spiega Maria Anna Camedda, sindaca di Baradili – abbiamo voluto proporre ai nostri ospiti storie che raccontino e offrano spunti di confronto su diverse tematiche. A questo proposito la presenza di cinque registe sarde, espressione e orgoglio isolano ben oltre i confini della nostra Sardegna, esorta già di per sé a riflessioni. Le facciamo immersi nella bellezza dei loro lavori, cercando di non banalizzare questioni importanti legate a modelli culturali ancora ben radicati nella nostra società ed è bello che succeda a Baradili, il “più corto” dei Comuni, ma ancora una volta è dai piccoli che possono partire iniziative che portano lontano.»
Quindici e venti luglio, dunque, ore 20.00, s’inizierà con i saluti di rito e poi quattro chiacchiere con gli autori. Con il calare delle tenebre, spazio alle proiezioni e poi spazio ai registi, critici cinematografici e operatori culturali.
“I corti nel paese più corto”, è finanziato dall’amministrazione comunale di Baradili e ha il sostegno economico della “Fondazione di Sardegna” e la collaborazione dell’Isre e della Cineteca sarda – Società Umanitaria.

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Venerdì 9 ottobre il “Carbonia Film Festival Cinema-Lavoro-Migrazioni”, ha ospitato fuori concorso, in una delle serate più attese, “Assandira”, film di Salvatore Mereu, vincitore di numerosi premi. Il regista era presente in sala con due degli attori protagonisti, Corrado Giannetti e Marco Zucca.

Assandira è il nome dell’agriturismo nel bosco che nasce per volontà del figlio e della nuora di Costantino, un pastore sardo non molto contento di questo progetto. Dopo poco tempo però un incendio distrugge tutto e nel rogo il figlio perde la vita ed il padre sarà distrutto dal rimorso di non essere riuscito a salvare il figlio. Intorno tanti altri fatti che danno al film corpo ed importanza nel racconto della splendida terra sarda. Un rapporto complicato tra padre e figlio che hanno una prospettiva del vivere la vita molto differente e quasi opposta.

Un film italiano del 2020 che ha ricevuto grandi applausi in una sala gremita di gente ma rispettosa delle norme anti Covid-19.

Di seguito l’intervista con il regista del film, Salvatore Mereu.

Nadia Pische

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10224213471912423