11 May, 2021
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Stefano Asili è scomparso prematuramente colpito da un male crudele. Negli ultimi vent’anni ha avuto un rapporto ininterrotto e fecondo con la Città di Carbonia. Con i colleghi del Dipartimento di Architettura dell’Università di Cagliari ha partecipato all’impostazione e allo sviluppo del programma di rigenerazione della Città industriale di fondazione che ha avuto il riconoscimento del Consiglio d’Europa con il prestigioso Premio europeo del paesaggio. Nell’équipe degli universitari, lui si è occupato della resa grafica dei lavori, degli allestimenti e della comunicazione.
Si devono a lui i loghi del CICC, Centro Italiano della Cultura del Carbone, del museo dei Paleo Ambienti Sulcitani, il PAS e del CIAM, Carbonia Itinerari di Architettura Moderna, museo a cielo aperto della Città.
Fu sua l’ideazione della sindone dei minatori, il lenzuolo bianco che conserva le impronte delle mani degli anziani minatori, le mani del lavoro. Avviò questa emozionante opera, come solo le persone dotate di profonda sensibilità sanno fare, il giorno dell’inaugurazione del CICC nell’ormai lontano 3 novembre 2005. E’ da conservare come una reliquia sacra. Suo il manifesto gremito di croci, uno per ogni minatore caduto sul lavoro, affisso nella lampisteria: non si può guardarlo senza commuoversi.
Per Carbonia e per la sua comunità, aveva maturato innanzitutto rispetto. La Città ha perso un suo colto amico.
Tore Cherchi

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Sabato 26 settembre, alle ore 16.30, nella sala della Lampisteria del Museo del Carbone, si svolgerà la cerimonia ufficiale di apposizione della firma del designer Stefano Asili sull’opera da lui realizzata e denominata “Sindone di Serbariu”.

La Sindone è un’opera permanente allestita nella sala docce della Lampisteria, dove ogni minatore ha lasciato la propria firma e la qualifica a memoria delle giovani generazioni.

L’evento, organizzato con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Carbonia, che ha riconosciuto il valore dell’opera di Stefano Asili, mira a mostrare ai visitatori il progetto di restauro che ha interessato la lampisteria, diventata un vero e proprio contenitore museale in grado di conservare l’esposizione permanente sulla storia del carbone, della miniera e della città di Carbonia.

È presente una preziosa collezione di lampade da miniera, attrezzi da lavoro, strumenti, oggetti di uso quotidiano, fotografie, documenti, filmati d’epoca e videointerviste ai minatori.

L’allestimento museografico si è avvalso della competenza e della creatività del designer Stefano Asili, che ha interpretato la Lampisteria come uno spazio bidimensionale che pone in relazione le due facce della città, quella in superficie e quella sotterranea e nel contempo come lo spazio di avvicendamento dei minatori nei turni di lavoro dal giorno alla notte.

La Lampisteria rappresenta quindi un luogo di transito denso di significato antropologico, la cui valenza viene ampliata con la realizzazione di una Sindone di Serbariu, un sudario della memoria, una tela grezza sulla quale tutti i minatori superstiti di Serbariu hanno lasciato l’impronta annerita delle loro mani.

Di seguito, i nominativi dei minatori che hanno contribuito a scrivere questa importante pagina della nostra storia:

Diego Piazza; Antonio Matta; Giuseppe Pingiori; Antonio Vargiolu; Giovanni Trebini; Giuseppe Massaiu; Francesco Bardi;
Giuseppe Frau; Calcedonio Granella; Filippo Benvenuto; Sergio Murtas; Vito Orrù; Gino Sanna; Adolfo Salvatore Frau; Egidio Uccheddu; Nicolò Porcu; Antioco Mongittu; Antonio Tramonte; Claudio Ghiani; Gaetano Zonnedda; Vito Ferro; Angelo Valdes; Sebastiano Giua; Paolo Locci; Salvatore Murgia; Giovanni Secci; Marcello Mele; Salvatore Macaluso; Antonio Rampanti; Giovanni Puddu; Eugenio Tatti; Piero Minghetti; Antonio Arca; Giovanni Cugis; Genoveffa Valdarchi; Mario Arangino; Salvatore Murtinu; Ovidio Lisci; Luigi Pinna; Raffaele Usai; Giovanni Mongitore; Efisio Matteu; Florenzo Farci; Maria Locci; Guerino Aresti; Maurizio Scano; Francesco Vinelli; Luigi Mereu; Nicolò Pileri; Giovanni Perdighe; Giuseppe Canepa; Antonio Marongiu; Genesio Fois; Giovanni Vacca; Natalino Manielli; Enrico Piu; Guerino Matteu; Luigi Usai; Giuseppe Atzori; Frongia Maria; Giovanna Curcas; Mario Pala; Arnaldo Mezzena; Emilio Camboni; Salvatore Muscas; Salvatore Dessì; Remo Mezzena; Franco Crisafulli; Nicola Acuti; Giovanni Simbula; Piero Pusceddu; Delfina Dessì; Giuseppe Angius; Giuseppe Lolliri; Emilio Bernardini; Modesto Melis; Giovanni Mocci; Ubaldo Sessini; Salvio Murgia; Giuseppe Intilla.

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Sabato 26 settembre, alle ore 16.30, nella sala della Lampisteria del Museo del Carbone, si svolgerà la cerimonia ufficiale di apposizione della firma del designer Stefano Asili sull’opera da lui realizzata e denominata “Sindone di Serbariu”.

La Sindone è un’opera permanente allestita nella sala docce della Lampisteria, dove ogni minatore ha lasciato la propria firma e la qualifica a memoria delle giovani generazioni.

L’evento, organizzato con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Carbonia, che ha riconosciuto il valore dell’opera di Stefano Asili, mira a mostrare ai visitatori il progetto di restauro che ha interessato la lampisteria, diventata un vero e proprio contenitore museale in grado di conservare l’esposizione permanente sulla storia del carbone, della miniera e della città di Carbonia.

È presente una preziosa collezione di lampade da miniera, attrezzi da lavoro, strumenti, oggetti di uso quotidiano, fotografie, documenti, filmati d’epoca e videointerviste ai minatori.

L’allestimento museografico si è avvalso della competenza e della creatività del designer Stefano Asili, che ha interpretato la Lampisteria come uno spazio bidimensionale che pone in relazione le due facce della città, quella in superficie e quella sotterranea e nel contempo come lo spazio di avvicendamento dei minatori nei turni di lavoro dal giorno alla notte.

La Lampisteria rappresenta quindi un luogo di transito denso di significato antropologico, la cui valenza viene ampliata con la realizzazione di una Sindone di Serbariu, un sudario della memoria, una tela grezza sulla quale tutti i minatori superstiti di Serbariu hanno lasciato l’impronta annerita delle loro mani.

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Transistor – nuove generazioni e.mo.ti.con (memoria emotiva), giornata numero tre, ancora densa di appuntamenti. Il festival dedicato alle giovani generazioni ideato e organizzato da Cada Die Teatro, in collaborazione con l’associazione Cultarch e con “I libri aiutano a leggere il mondo”, e diretto da Mauro Mou, propone per domani, sabato 3 novembre, al Teatro La Vetreria di Pirri, un menù ricco e variegato.

Si parte dalla mattina, quando, dalle 10.00 alle 13.00, Antonio Catalano porterà a termine Piccoli diari sentimentali, il suo laboratorio di costruzione poetica per re-imparare a meravigliarsi!
L’artista artigiano piemontese ritorna anche nella sessione serale, a partire dalle 21.00, al Teatro La Vetreria, proprio con “Piccoli diari sentimentali”, installazione collettiva con la direzione musicale del maestro e compositore Daniele Ledda (Casa degli Alfieri/ Antonio Catalano/ TiconZero). Daniele Ledda utilizzerà il suo sistema “Snake”, un vocabolario gestuale nato per guidare le improvvisazioni musicali, per creare delle composizioni istantanee del gruppo, coordinando corpi, suono, parola, movimento e visione.

Subito dopo “Tessiture tipografiche”, con Stefano Asili (Associazione CAP09), laurea in Fisica, grafico, docente alla Facoltà di Architettura dell’Università di Cagliari, si occupa di identità visiva, design, di allestimenti e architettura di interni. Le Tessiture Tipografiche sono un modo nuovo di raccontare la Sardegna, l’amore per la propria terra, attraverso la lettura e le lettere, rispettandone l’anima e la storia ma inventando qualcosa che prima non c’era per cercare di sorprenderla.

Sarà poi Pierpaolo Piludu, attore storico di Cada Die Teatro, a salire sul palco del Teatro La Vetreria con Pòsidos. Molto legato alle tematiche della Sardegna, per oltre un mese ha ascoltato ininterrottamente, mattina, sera e talvolta anche di notte, storie e leggende del Montiferru.  

Infine, alle 23.00, ma al Muzak – genuine music, in via Stretta 3 a Cagliari, Eleonora Marroccu, in arte Su Fogu, giovane fotografa sarda, originaria di Pimentel, presenta Tempus – Diario fotografico emotivo con didascalia -, con la partecipazione di Francesco Bachis, antropologo, e musicista, e Marco Trincas, educatore.

 

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L’assessore dell’Artigianato, Barbara Argiolas, ha presentato oggi il nuovo contrassegno e la linea grafica coordinata in materia di tutela della panificazione e delle tipologie da forno tipiche della Sardegna, approvati dalla Giunta regionale nella seduta di mercoledì scorso. 

«Un marchio grafico semplice, riconoscibile, contemporaneo ma con un forte richiamo alla tradizione, che identificherà in modo chiaro i produttori di pane fresco della Sardegna – ha detto Barbara Argiolas – ed aiuterà i consumatori a trovare un prodotto sano, fresco e di qualitàCon la legge n. 4 del 21 marzo 2016 la Regione ha normato e disciplinato in maniera organica l’attività di produzione e di vendita del pane, sostenendo e valorizzando l’intera filiera della Sardegna e delle sue tipologie tipiche, con l’obiettivo di modernizzare e rendere più efficiente un settore nel quale l’eccellenza dell’agroalimentare sardo si esprime in una molteplicità di produzioni tipiche conosciute anche al di fuori dell’isola. Un altro degli scopi della legge era quello di garantire maggiore tutela e informazione a chi il pane lo compra e consuma quotidianamente. E in questa direzione va, dunque, l’approvazione del nuovo contrassegno e dell’identità visiva coordinata, che realizza quanto previsto dall’articolo 7 della legge del 2016 e si affianca a una campagna di comunicazione partita prima di Natale: mirata alle famiglie, ai giovani e ai giovanissimi, vuole incentivare l’acquisto ed il consumo di pane fresco e l’educazione alimentare».
Per favorire al massimo il coinvolgimento di operatori e territori, il nuovo marchio del pane fresco in Sardegna è scaturito da un concorso di idee bandito dall’assessorato alla fine dello scorso mese di ottobre. «Abbiamo ricevuto – ha spiegato Barbara Argiolas – circa 65 proposte grafiche, a riprova del grande interesse verso un prodotto tanto semplice quanto rappresentativo delle nostre comunità». La commissione di valutazione ha selezionato 5 finaliste, per poi decretare come prima classificata quella di Stefano Asili: due spighe che si intersecano e compongono l’immagine della Sardegna all’interno di un cerchio, con un segno grafico in equilibrio tra le tradizioni più antiche e le espressioni artistiche contemporanee della Sardegna.
Contestualmente alla formalizzazione della scelta del contrassegno, la giunta regionale ha confermato il disciplinare per il rilascio e la revoca dello stesso. Il marchio, di cui è proprietaria la Regione Sardegna, potrà essere richiesto attraverso il SUAPE (Sportello Unico per le Attività produttive e per l’edilizia) da parte del produttore del pane fresco e potrà essere esposto in maniera visibile nelle sedi di produzione e vendita o sui sacchetti o le altre modalità di confezionamento. Non potrà essere modificato, alterato o contraffatto in alcun modo e potrà essere revocato qualora, durante l’opera di vigilanza e controllo esercitata dalle ASL e dai Comuni competenti, vengano riscontrate violazioni di quanto normato dalle legge 4/2016 o comportamenti che danneggiano la filiera di qualità rappresentata dal contrassegno.
«Grazie anche allo stanziamento di 200mila euro previsto dalla nuova Finanziaria – ha sottolineato ancora Barbara Argiolas – la Regione vuole continuare l’opera di tutela, rilancio e valorizzazione di una delle nostre produzioni agroalimentari più autentiche e legate al nostro vivere quotidiano, ma anche più minacciate dalla crescita dell’offerta di pane congelato o precotto. Il pane non è solo un alimento base del nostro mangiare, un pilastro dell’identità culturale delle comunità sarde e del nostro vivere quotidiano ma anche un motore di sviluppo sociale ed economico soprattutto nelle nostre zone interne, dove i panifici e le piccole attività artigianali e commerciali ricoprono il ruolo di autentici presidi del territorio. In questi mesi, abbiamo portato avanti un lavoro molto proficuo col tavolo tecnico istituito dalla legge del 2016, nella quale, oltre ai rappresentanti dell’assessorato del Turismo, dell’Agricoltura e delle agenzie regionali AGRIS e LAORE, siedono gli esperti indicati dalle associazioni di categoria dell’artigianato e del commercio.» 
Per il 2018, nominato dal Mibact come “Anno del cibo”, «vogliamo continuare nel solco dell’anno appena trascorso, durante il quale, grazie alla collaborazione con le agenzie agricole, gli enti locali, le Camere di commercio, abbiamo proposto una serie di iniziative e manifestazioni sia sul territorio che fuori dall’isola per far conoscere e valorizzare le nostre produzioni d’eccellenza. Inoltre – ha concluso Barbara Argiolas – vogliamo dare piena attuazione alla legge del 2016: uno degli obiettivi della Regione sarà quello di agevolare, assistere e incentivare i produttori locali che intendano accedere al regime delle denominazioni di origine protetta, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite. Sono una garanzia di qualità del prodotto ma anche un veicolo che favorisce una più facile diffusione sui mercati».

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Nuovi appuntamenti, domani 15 novembre, per il festival “SulciScienza”, evento organizzato dall’Associazione di Promozione sociale S’Ischiglia-Università Popolare del Sulcis con il patrocinio ed il contributo economico del comune di Carbonia. 

Dalle 9.00 alle 12.00, nella Sezione di Storia locale della Grande Miniera di Serbariu, si terrà la tavola rotonda “Città e architettura smart e sostenibile”, a cura del DICAAR (Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura), coordinata dal professor Antonello Sanna e moderata da Adriano Dessì, con Chiara Garau, Ivan Blecic, Maurizio Memoli e Stefano Asili.

Al pomeriggio, dalle 16.00 alle 17.30, nella sala convegni della Sotacarbo, si terrà l’incontro “Presente! Le tre dimensioni del tempo alla luce della ricerca scientifica contemporanea”, con Silvano Tagliagambe e Luciano Burderi, moderato da Roberto Paracchini.

Dalle 17.30 alle 19.00, nella stessa sala, “Il giornalismo oggi”, a cura di Giacomo Mameli, moderatore Andrea Corda.

Dalle 17.00 alle 18.00, infine, nella sala consiliare di San Giovanni Suergiu, “Le imprese spaziali, dall’uomo sulla luna alle sonde Voyager e Cassini”, a cura di Manuel Floris, ricercatore presso il Dipartimento di Energia e Processi Chimici del CRS4, responsabile scientifico del Planetario dell’Unione Sarda.

Le fotografie allegate si riferiscono alla presentazione del Festival, svoltasi ieri sera nella sala convegni della Sotacarbo, con gli interventi del direttore scientifico del Festival Nino Dejosso, dell’assessore della Cultura del comune di Carbonia Sabrina Sabiu e del coordinatore del Piano Sulcis Salvatore Cherchi; la partecipazione dell’attrice Monica Zuncheddu che ha letto il brano: “IL VALORE DELLA SCIENZA”, discorso tenuto dal premio Nobel Richard P. Feynman nel 1955, in occasione della consegna del Premio; di Manuel Floris e, infine, la lectio magistralis di Micaela Morelli, prorettore alla Ricerca dell’Università di Cagliari: “Quale ruolo per la Scienza in un mondo che cambia e che è sempre più difficile comprendere”.

   

Entra nel vivo, a Neoneli, la sesta edizione de “Sa festa de sa fregula istuvada e de sa cassola – Licanìas de Barigadu”, manifestazione enogastronomica e culturale promossa dal comune in provincia di Oristano. Oggi la rassegna propone un programma di giornata ricco e variegato, tra rievocazioni di tradizioni locali, uno spazio di approfondimento sulla qualità della vita nei piccoli paesi, incontri letterari e all’insegna delle arti visive.

Alle 17, Casa Cherchi ospita la tavola rotonda dal titolo “La poetica dei paesi – Sui paesaggi della natura e dell’anima”. Coordinati dal giornalista Umberto Cocco, intervengono Gabriella Belloni (titolare dell’albergo diffuso Antica Dimora del Gruccione, a Santu Lussurgiu), Maria Antonietta Mongiu, presidente regionale del F.A.I. (Fondo Ambientale Italiano) e l’architetto Antonello Cuccu. La tutela del paesaggio, della terra e della cultura immateriale nei piccoli paesi, la quiete dei centri abitati rurali, ma anche il turismo lento e altre buone pratiche, sono alcuni degli spunti al centro del dibattito.

Alle 19.00 ci si trasferisce all’Oratorio San Filippo Neri per il taglio del nastro della mostra di Angelo Monne “Com-me-dia. 300 illustrazioni per la Commedia di Dante”, accompagnato da un incontro dell’autore con il grafico Stefano Asili. Il progetto espositivo trae linfa dai disegni realizzati nel 2010 dal grafico editoriale e illustratore di Dorgali, utilizzando esclusivamente un pennello cinese da calligrafia, per un’edizione della Commedia di Dante Alighieri destinata ai licei, edita da Zanichelli.

Chiusura di serata in piazza Italia, alle 21.30, con due momenti dal sapore letterario. Il primo è nel segno dei Diari di Lalla, il racconto della giornata appena vissuta con gli aneddoti e le storie di Lalla Careddu: un appuntamento che si rinnoverà per tutte le sere successive. Spazio quindi agli Scrittori Da Palco: in scena – per una riflessione collettiva sulla passione, la fissazione, i tic e le mode, in Italia e in Sardegna, sul tema del cibo, del vino, del mangiare bene, lentamente o di gran fretta – i racconti di Flavio Soriga, Nicola Mameli, Elio Satta, Eugenio Cossu, Bachisio Bachis, Nicola Muscas, Giovanni Dessole, Federico Porcu e della stessa Lalla Careddu, con incursioni della cantautrice Chiara Effe.

Flavio Soriga  Chiara EffeLalla Careddu (s)

Prende il via domani, a Neoneli, la sesta edizione de “Sa festa de sa fregula istuvada e de sa cassola – Licanìas de Barigadu”. La quattro giorni enogastronomica e culturale promossa dal comunein provincia di Oristano prende il via domani (giovedì primo ottobre) con la proiezione – alle 21.00 in piazza Italia – del film “L’Arbitro”, di Paolo Zucca, ospite della serata a colloquio con Alessandra Marchi.

Nel lungometraggio realizzato nel 2013 dal regista sardo (classe 1972, cagliaritano di nascita e con radici tra la provincia di Oristano e Roma), le vicende di due squadre isolane di terza categoria si alternano, in un affresco grottesco, con l’ascesa professionale dell’arbitro Cruciani (interpretato da Stefano Accorsi). Nel cast di attori del film compaiono, tra gli altri, Geppi Cucciari, Jacopo Cullin, Alessio Di Clemente, Grégoire Oestermann e Benito Urgu.

L’indomani (venerdì 2 ottobre) la manifestazione dedicata alla tradizionale pasta di semola e ai due piatti tipici del paese nel Barigadu (la “fregula istuvada”, condita col pecorino e lo strutto, e “sa cassola”, a base di carne di pecora) entra nel vivo del lungo weekend che animerà il piccolo centro fino a domenica (4 ottobre).

Il fitto cartellone di spettacoli, mostre, concerti, incontri, prove culinarie, degustazioni, esposizioni di prodotti tipici e dell’artigianato sardo, prende il via dal primo mattino con “S’innenna a s’antiga”, la tradizionale pratica della vendemmia qui rispolverata con i bambini della scuola primaria di Neoneli come protagonisti. Appuntamento alle 8.30, nel piazzale delle scuole (in via Antonio Scano), per la raccolta dell’uva e il suo trasporto con l’antico carro a buoi in piazza Barigadu, dove alle 11.00 è prevista la pigiatura (con una colazione tradizionale offerta al pubblico presente).

Il pomeriggio, alle 17.00, a Casa Cherchi, spazio a un momento di riflessione sul futuro (e sulla sopravvivenza) possibile dei piccoli centri rurali dell’Isola attraverso il loro ricco patrimonio di specificità culturali e ambientali, nella tavola rotonda “La poetica dei paesi – Sui paesaggi della natura e dell’anima”. La tutela del paesaggio, della terra e della cultura immateriale nei piccoli paesi, la quiete dei centri abitati rurali, ma anche il turismo lento e altre buone pratiche, sono alcuni degli spunti al centro del dibattito, coordinato dal giornalista Umberto Cocco. Intervengono Gabriella Belloni (titolare dell’albergo diffuso Antica Dimora del Gruccione, a Santu Lussurgiu), Maria Antonietta Mongiu, presidente regionale del F.A.I. (Fondo Ambientale Italiano) e l’architetto Antonello Cuccu.

Alle 19.00, all’Oratorio San Filippo Neri, si inaugura invece la mostra di Angelo Monne “Com-me-dia. 300 illustrazioni per la Commedia di Dante”, un progetto espositivo che trae linfa dai disegni realizzati nel 2010 dal grafico editoriale e illustratore di Dorgali, utilizzando esclusivamente un pennello cinese da calligrafia, per un’edizione della Commedia di Dante Alighieri destinata ai licei, edita da Zanichelli. Il taglio del nastro è accompagnato da un incontro dell’autore con il grafico Stefano Asili.

La serata si conclude in piazza Italia, con un carico di suggestioni narrative. Le prime sono offerte, alle 21.30 , dai diari di Lalla, il racconto della giornata appena vissuta con gli aneddoti e le storie di Lalla Careddu, un appuntamento che si rinnoverà per tutte le sere successive. Spazio quindi agli Scrittori Da Palco: in scena – per una riflessione collettiva sulla passione, la fissazione, i tic e le mode, in Italia e in Sardegna, sul tema del cibo, del vino, del mangiare bene, lentamente o di gran fretta – i racconti di Flavio Soriga, Nicola Mameli, Elio Satta, Eugenio Cossu, Bachisio Bachis e della stessa Lalla Careddu, con incursioni della cantautrice Chiara Effe.

Neoneli (3) Fregula (s)Un piatto a base di fregula (3)