16 April, 2024
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Il Consiglio di Stato ha rinviato al prossimo 16 novembre il suo pronunciamento sul ricorso della Regione Sardegna al DPCM energia, per consentire, nei prossimi 9 mesi, alla stessa Regione ed alla presidenza del Consiglio dei ministri, le necessarie interlocuzioni per arrivare alla revisione dei contenuti dello stesso decreto.

Questa decisione, di fatto, congela per quasi un anno il progetto della SNAM sull’arrivo del GNL in Sardegna che il DPCM prevedeva dovesse avvenire attraverso la collocazione di due FSRU nei porti di Portovesme e Porto Torres e di un rigassificatore nel porto di Oristano, soluzione fortemente contestata dall’amministrazione comunale di Portoscuso e da alcune associazioni ambientaliste, con in testa Legambiente che non più tardi di due settimane fa ha tenuto una conferenza stampa a Portoscuso, nella sala consiliare e al porto di Portovesme, con i suoi massimi rappresentanti, il presidente nazionale Stefano Ciafani, la presidente regionale Annalisa Columbu ed il responsabile energia per la Sardegna Vincenzo Tiana, per dire no sia alla FSRU sia al gasdotto che, in base all’accordo stipulato esattamente un mese fa tra il presidente del Consiglio dei ministri italiano Giorgia Meloni ed il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune, dovrebbe portare il gas in Italia attraversando la Sardegna con il Galsi.

I vertici nazionale (il presidente Stefano Ciafani) e regionale (la presidente Annalisa Columbu ed il responsabile energia Vincenzo Tiana) di Legambiente sabato mattina hanno tenuto una conferenza stampa nella sala consiliare del comune di Portoscuso, presenti anche il sindaco Ignazio Atzori e gli assessori Attilio Sanna ed Ornella Pilisio, per ribadire la propria opposizione al progetto SNAM della supermetaniera e al progetto Galsi, e rivendicare priorità al disinquinamento dell’area industriale. Dopo l’incontro in Municipio, ambientalisti ed amministratori comunali si sono recati al porto di Portovesme.

Allegata, una breve intervista con il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani.

Legambiente è critica sull’accordo internazionale di cooperazione energetica Italia-Algeria siglato in questi giorni e sul possibile progetto del Galsi (Gasdotto Algeria Sardegna Italia) che riprende sempre più quota. Per l’associazione ambientalista, che già conduce da tempo una battaglia contro le FSRU previste dal Dpcm energia per la Sardegna, a Portovesme e Porto Torres, non è questa la strada da seguire per rendere l’Italia davvero indipendente dal punto di vista energetico. Per Legambiente occorre, invece, accelerare lo sviluppo e la diffusione delle rinnovabili, dell’efficienza, delle reti e degli accumuli, e far in modo che anche la Sardegna possa dare l’esempio diventando un laboratorio della transizione energetica ed ecologica del Paese e per il Green Deal europeo.

«Evocare il metanodotto del Galsi progettato nel 2002/2005, allo stato attuale, è improponibile e vorrebbe dire far arretrare l’ambiente e l’economia della Sardegna di trent’annidichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente -. La nostra associazione conosce bene il progetto Galsi perché in quegli anni se ne era occupata con attenzione formulando numerose osservazioni nella procedura di VIA e dando anche una valutazione in generale positivaDa allora sono passati 20 anni ed il mondo dell’energia ha preso un’altra direzione di chiusura netta nei confronti delle fonti fossili in conformità alle indicazioni dell’IPCC e della UE. Per questo e per uscire dalla dipendenza dall’estero è fondamentale accelerare la diffusione delle rinnovabili, delle comunità energetiche, delle reti e degli accumuli, e realizzare tanti grandi impianti a fonti rinnovabili, da quelli eolici a mare a quelli a terra, passando per l’agrivoltaico, velocizzando gli iter autorizzativi. Evitiamo inutili passi indietro che di certo non fanno bene al Paese.»

«Siamo convinti – aggiunge Annalisa Columbupresidente di Legambiente Sardegna  che lo sviluppo ambientale ed energetico incentrato sulle rinnovabili sia la base per promuovere anche quello economico e sociale. Tema su cui stiamo lavorando molto a livello territoriale ed il nostro auspicio è che la Sardegna elabori con urgenza proposte forti e convincenti, definendo una programmazione ambiziosa e orientata alla transizione energetica incentrata sulle fonti pulite. L’affermazione delle rinnovabili e la rivoluzione digitale rappresentano i due motori di sviluppo e i punti cardine della lotta ai cambiamenti climatici, secondo le linee prioritarie indicate dalla UE. La sfida che si apre per gli scenari regionali è di fare in modo che la transizione energetica sia sostenibile anche dal punto di vista sociale diventando un’occasione di inclusione e di sviluppo economico del territorio.»

«La Sardegna conclude Vincenzo Tiana, responsabile Energia di Legambiente Sardegna – affronti con un ruolo attivo la sfida della innovazione per riconvertire il comparto produttivo e creare anche nuova occupazione. Riteniamo pertanto che la prospettiva obbligata per la Sardegna sia l’applicazione ancora più rigorosa del PNIEC Piano Nazionale Integrato Energia Clima. Come associazione, a livello territoriale, continueremo il nostro impegno per mettere al centro del nuovo sistema produttivo la valorizzazione delle risorse primarie dell’isola: sole, vento e paesaggio, anche per ridurre la dipendenza dei sistemi locali e non esporsi a ricatti geopolitici!»

«Il via libera arrivato oggi dalla Commissione europea al piano Just Transition Fund per l’Italia da 1 miliardo di euro con azioni mirate nelle aree di Taranto, in Puglia, e del Sulcis, in Sardegna rappresenta un’ottima notizia per il nostro Paese, per l’ambiente e soprattutto per quei territori della Penisola feriti da inquinamento, veleni ed emergenze croniche ancora irrisolte. L’Italia non perda questa importante occasione per far decollare, davvero, la transizione ecologica ed energetica incentrandola su innovazione, rinnovabili e tecnologie pulite, e per avviare una nuova stagione di risanamento ambientale garantendo il diritto al lavoro e alla salute in quei territori ad oggi ancora feriti e dove le bonifiche procedono a rilento, a partire da Taranto, in Puglia, e dalle zone del Sulcis Iglesiente, in Sardegna. Queste aree, che vivono ancora l’era del carbone, del petrolio e dell’inquinamento, grazie alle misure previste dal Just Transition Fund per l’Italia, possono diventare il simbolo del riscatto e un esempio da seguire coniugando innovazione, tecnologie pulite e rigenerazione urbana e dimostrando che sia possibile ripensare l’industria e l’economia in chiave ambientale riconvertendo la fonte energetica fossile più inquinante, quale il carbone, con l’utilizzo dell’energia rinnovabile. Un primo importante passo è stato compiuto a Taranto lo scorso aprile con l’inaugurazione del primo parco eolico off-shore del mar Mediterraneo, realizzato dopo 14 anni di ritardi e insensate lungaggini burocratiche. Ora si continui in questa direzione anche nel resto d’Italia puntando su progetti di rigenerazione urbana, realizzando tanti grandi impianti a fonti rinnovabili – da quelli eolici a mare a quelli a terra passando per l’agrivoltaico – promuovendo l’integrazione tra lo sviluppo delle energie rinnovabili e la tutela del paesaggio, accelerando la diffusione delle comunità energetiche, e soprattutto velocizzando gli iter autorizzativi.»

Lo ha detto Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.

«La città di Taranto deve candidarsi ad essere la capofila in Italia per la riconversione industriale nell’ottica della sostenibilità ambientale. Da sempre la nostra associazione sostiene che il capoluogo ionico può essere il luogo della sperimentazione di un nuovo modello economico e industriale che tenga insieme salute, tutela ambientale e diritto al lavoro. È evidente che ora la priorità è la decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico il cui piano industriale non è ancora noto se non per generici accenni all’utilizzo di uno o due forni elettrici e di idrogeno nel ciclo produttivo. Contestualmente bisogna puntare ad un progetto ambizioso in cui la decarbonizzazione e la bonifica del territorio tarantino vadano di pari passo con l’innovazione energetica, ambientale e sociale e gli investimenti su formazione e ricerca. Soprattutto sarà necessario avere tempi certi e rapidi, perché Taranto e la Puglia non possono più aspettare», hanno aggiunto Ruggero Ronzulli presidente di Legambiente Puglia e Lunetta Franco presidente del circolo di Taranto. 

«Le risorse del piano Just Transition Fund per il Sulcis ha concluso Annalisa Colombu, presidente di Legambiente Sardegnapermettono alle comunità di questo territorio di consolidare e accelerare il percorso già avviato per una transizione ecologica giusta, per uno sviluppo sostenibile che mette al centro le persone e gli straordinari valori ambientali e culturali del Sulcis. Uno sviluppo sostenibile incentrato sull’energia da fonti rinnovabili, l’economia circolare e le bonifiche dei tanti siti inquinati, sulla valorizzazione delle bellezze ambientali e paesaggistiche, che guarda alla salute delle persone, al bene comune e al lavoro, in contrapposizione all’industrializzazione del passato che ha sovraccaricato questo territorio di veleni.»

La strada maestra dell’elettrificazione di usi e consumi, accompagnata ad un sempre più deciso ricorso alle fonti di energia rinnovabile, è il percorso vincente per ottenere benefici ambientali, economici e sociali: è la conclusione di BIRDIE-S (Build the Innovative Renewable and Digitally Inclusive Electrified – Sardinia), progetto di studio con cui Fondazione Enel, Università di Cagliari e Politecnico di Torino dimostrano con numeri e riscontri scientifici che grazie alle sue particolari caratteristiche la Sardegna, diventando completamente “birdi” (verde in  lingua sarda), ha la concreta opportunità di diventare un polo di eccellenza internazionale della transizione energetica.

Le specificità fisiche e socioeconomiche della Sardegna la rendono un unicum nel panorama energetico italiano: l’insularità e le condizioni climatiche, unite alla bassa densità demografica, alle caratteristiche del settore industriale e alla mancanza di connessione con la rete di trasmissione del gas, infatti, hanno creato il contesto ideale ad una consistente penetrazione dell’energia elettrica negli usi finali. Posizione di vantaggio, quella nell’elettrificazione, che è speculare a quella goduta dall’isola anche in tema di produzione da fonte rinnovabile, grazie all’ampia disponibilità di sole e vento.

Proprio da questi fattori lo studio BIRDIE-S prende le mosse per proporre uno scenario di sviluppo energetico in cui l’affrancamento totale dai combustibili fossili, tramite il connubio tra elettrificazione dei consumi e fonti rinnovabili, è non solo auspicabile ma concretamente realizzabile e, soprattutto, conveniente: a livello ambientale (riduzione dell’inquinamento atmosferico, acustico e marittimo, con emissioni di CO2 che si riducono di un valore compreso tra il 40% e il 70%, e il particolato tra il 30% e il 50%), sociale (progettazione, installazione e gestione delle fonti rinnovabili richiederà figure professionali altamente qualificate, per una richiesta di circa 38.000 addetti al 2030 e 57.000 al 2050) ed economico (maggiore efficienza dei processi significa costi minori per gli utenti finali, e le rinnovabili permettono una migliore qualità dell’aria, che a sua volta comporta un decremento delle malattie respiratorie e quindi una riduzione della spesa sanitaria).

Il Progetto BIRDIE-S è stato presentato presso l’aula magna di Palazzo Belgrano dell’Università degli Studi di Cagliari, con l’apertura dei lavori del prorettore prof. Gianni Fenu dell’Università di Cagliari, del vicesindaco del comune di Cagliari Giorgio Angius. e del direttore Italia Enel Nicola Lanzetta. All’analisi del prof. Fabrizio Pilo, prorettore delegato per il territorio e l’innovazione dell’Università di Cagliari, sono seguiti gli interventi di vari relatori tra cui: Maurizio De Pascale, presidente Confindustria Sardegna, Prof. Ettore Bompard EST@energycenter, Politecnico di Torino e Stefano Ciafani, presidente di Legambiente oltre che di autorevoli rappresentanti della RAS, della Fondazione Enel, di E-Distribuzione, di Enel Green Power e di Enel X.

 

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Le località più belle d’Italia si affacciano sul Tirreno. Lo dice la guida di Legambiente e Touring Club Italiano, Il mare più bello 2019, che quest’anno assegna il riconoscimento delle 5 vele a ben sette comprensori turistici bagnati da quelle acque. In testa alla classifica c’è il Cilento Antico guidato da Pollica (Sa), la perla del Cilento e comune capofila tra quelli del comprensorio campano. A seguire il litorale della Maremma Toscana guidato da Castiglione della Pescaia (Gr), quindi la Baronia di Posada (Nu) e il Parco di Tepilora, il Litorale di Chia con Domus De Maria (Sud Sardegna)Baunei (Nu), l’Alto Salento Jonico guidato da Nardò (Le), la Planargia con Bosa (Or), la Costa d’Argento e l’Isola del Giglio (Gr), le Cinque Terre guidate da Vernazza (Sp), l’isola di Pantelleria (Tp), la Gallura Costiera e l’area marina protetta di Capo Testa Punta Falcone guidata da Santa Teresa di Gallura (Ss), la Costa del Mito e l’area marina protetta Coste degli Infreschi e della Masseta guidata da San Giovanni a Piro (Sa), l’Alto Salento Adriatico guidato da Melendugno (Le), la costa del Parco agrario degli Ulivi secolari guidata da Polignano a Mare (Ba), il Litorale Trapanese Nord guidato da San Vito lo Capo (Tp) e l’isola di Ustica (Pa). E nella guida entra un nuovo simbolo: quello dei comuni “plastic free”.

La guida sul “meglio del mare e dei laghi italiani” – dove trascorrere una vacanza attenta all’ambiente, all’insegna di natura e acqua pulita ma anche di eccellenze enogastronomiche e luoghi d’arte – è stata presentata questa mattina a Roma a villa Celimontana nell’ambito del workshop conclusivo del progetto MedSeaLitter. All’appuntamento – che si è concluso con la premiazione dei sindaci dei comprensori turistici che si aggiudicano quest’anno le “5 vele” ed è stato coordinato dal responsabile mare e turismo di Legambiente, Sebastiano Venneri – sono intervenuti, tra gli altri, il Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Salvatore MicilloStefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente e Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano.

«Anche quest’anno raccontiamo quanto di buono fanno le amministrazioni locali costiere lungo la nostra penisola – ha dichiarato Sebastiano Venneri, responsabile Mare e Turismo Legambiente -. Il mondo del mare, infatti, si trova a dover dare risposte all’altezza delle sfide imposte dalla crisi ambientale planetaria e ha messo su un bel ventaglio di proposte e iniziative: enti locali, imprenditori privati, associazioni e regioni si sono impegnati a proporre soluzioni avanzate per una vacanza amica dell’ambiente. Tante pratiche concrete sulle quali, ne siamo più che mai convinti, cominciare a cambiare le sorti del pianeta.»

«La guida, frutto della storica collaborazione tra Touring Club Italiano e Legambiente, è un periplo lungo i 7.500 chilometri di coste italiane che stimola la nostra voglia di viaggio e vacanze, ma è anche, anzi soprattutto, un vaglio rigoroso dello stato di salute dei nostri mari – ha affermato Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano -. La rigorosa selezione proposta dalla guida rappresenta bene la nostra missione: valorizzare il paesaggio, il patrimonio artistico culturale e le economie produttive dei territori. Ne risulta non una classifica, ma una mappatura geografica che fotografa le straordinarie ricchezze dei nostri mari e dei nostri laghi e segnala le buone pratiche ambientali, amministrative, turistiche che contribuiscono a conservarle e a farle conoscere. Un contributo, speriamo, all’anima attiva e green che sempre più spazio sta conquistando nella nostra società. Il tema delle coste ripropone una grande opportunità di sviluppo turistico, laddove si può trovare un rapporto virtuoso tra coste ed entroterra, perché è la condizione ideale per uno sviluppo sostenibile dell’intero territorio e per una pratica turistica che sia esperienziale, personale e sostenibile.»

Sono in tutto 97 i comprensori turistici individuati sulla base dei dati raccolti da Legambiente sulle caratteristiche ambientali e sulla qualità dell’ospitalità. I dati sono stati integrati dalle valutazioni espresse dai Circoli locali e dall’equipaggio della Goletta Verde.

Il giudizio attribuito a ciascun comprensorio, dalle 5 vele assegnate ai migliori fino a 1 vela, è frutto di valutazioni approfondite. I parametri sono divisi in due principali categorie: qualità ambientale e qualità dei servizi ricettivi. Così, vi saranno zone naturalisticamente più significative dei premiati con le 5 vele, ma con servizi turistici non eccellenti. Altri comprensori possono contare su località con strutture ricettive impeccabili in aree dove però mare e coste sono state più compromesse.

Comprensori a Cinque vele

La Sardegna è la regione più premiata con 5 comprensori a 5 vele: dalle terre della Baronia di Posada, poco sotto Olbia, all’area, più a nord, che comprende la Gallura costiera; a sud le Cinque vele sventolano invece sul litorale di Baunei e su quello di Chia, la famosa spiaggia del comune di Domus De Maria. Cinque vele anche sulla costa nord occidentale, lungo il litorale della Planargia, che comprende il Comune di Bosa.

Importanti anche i riconoscimenti ottenuti da Sicilia, Puglia, Campania e Toscana. Nel primo caso la vacanza a Cinque vele è assicurata in ben tre comprensori fra i primi classificati: il Litorale Nord di Trapani, le coste dell’isola di Pantelleria, sempre in provincia di Trapani, e quelle dell’isola di Ustica, in provincia di Palermo. In Puglia è possibile godere di una vacanza a Cinque Vele lungo la costa del Parco Agrario degli Ulivi secolari, tra le provincie di Bari e Brindisi e, poco più sotto, nell’Alto Salento Adriatico e nell’Alto Salento Jonico, entrambi in provincia di Lecce. La Campania piazza due comprensori al top: il Cilento Antico, vincitore di quest’anno e la Costa del Mito entrambi in provincia di Salerno. Due comprensori a Cinque vele anche per la Toscana, i comuni della Maremma Toscana e, poco più a sud, quelli della Costa d’Argento e dell’isola del Giglio, tutti in provincia di Grosseto, mentre in Liguria le Cinque vele sventolano sui tre Comuni delle Cinque Terre.

Comprensori a Quattro vele

Anche i comprensori premiati con le Quattro vele si possono considerare luoghi di grande eccellenza, in grado di coniugare un territorio di qualità con gestione dei servizi di buon livello. Le Quattro vele sventolano in Sardegna su ben 10 comprensori turistici: sul litorale di Pula a sud dell’isola, nel Golfo degli Angeli, lungo la costa sud occidentale e le isole sulcitane, sulla Costa Verde, nel Golfo di Oristano, in quello dell’Asinara, nell’arcipelago de la Maddalena, nel Golfo di Olbia che comprende l’area marina protetta di Tavolara e ancora nel Golfo di Orosei e, poco più a sud, lungo il litorale dell’Ogliastra. Per quanto riguarda la Toscana, le Quattro vele vanno all’isoletta di Capraia, nell’Arcipelago Toscano. Quattro Vele in Puglia al versante Sud del Gargano, alle Isole Tremiti e al Basso Salento Adriatico. In Sicilia a due arcipelaghi, quello delle Egadi e quello delle Pelagie, all’isola di Salina e al Golfo di Noto. Le Quattro vele sventolano anche sul Golfo dei Poeti e lungo la Baia di Levante, in Liguria. In Lazio lungo le coste delle isole Ponziane, la Riviera di Ulisse e la Maremma Laziale; sui comuni della Costiera Amalfitana e l’Isola di Capri e nella Penisola Sorrentina, in Campania, e poi in Basilicata lungo la Costa di Maratea e sulla Costa dei Gelsomini, il tratto meridionale jonico della Calabria. Risalendo il mar Adriatico Quattro vele sono state assegnate quest’anno alla costa dell’Area Marina Protetta del Cerrano in Abruzzo e alla Riviera del Conero, nelle Marche.

Laghi

La guida dedica anche una sezione alle località del turismo lacustre. In questo caso è il Trentino-Alto Adige la regione al top per numero di comprensori tra i primi classificati, con ben tre laghi dei sette a Cinque vele: il lago di Molveno, quello di Fiè e quello di Monticolo. Cinque vele anche per il lago dell’Accesa, in Toscana, quello di Avigliana Grande, in Piemonte, il lago del Mis in Veneto e la riva Occidentale del Lago di Garda.

Tra le azioni messe in campo per migliorare la sostenibilità ambientale delle nostre località turistiche, sono state le isole Tremiti le prime, un anno fa, ad adottare un provvedimento per bandire la plastica monouso sul proprio territorio, seguite poi dai comuni plastic free a cominciare proprio dai Comuni presenti sulla Guida di Legambiente e Touring Club Italiano e premiati con le 5 Vele. Ma negli ultimi mesi, c’è stata anche la bandiera Tartalove per gli stabilimenti che adottano per la propria attività sull’arenile criteri rispettosi di eventuali siti di nidificazione di tartarughe marine. E l’etichetta Ecospiagge per tutti, il marchio coniato da Legambiente e Village for All per gli stabilimenti che abbiano saputo mettere in atto misure di sostenibilità e di inclusività che consentano un accesso al mare anche ai meno abili. Infine la decisione di alcuni comuni adriatici di vietare il fumo di sigaretta sulle loro spiagge e l’iniziativa della Regione Puglia che bandisce la plastica monouso su tutti suoi lidi.

Quest’anno entra nella guida un nuovo simbolo: è quello dei comuni “plastic free”, cioè che hanno adottato misure per ridurre la plastica monouso sul proprio territorio.

Sono 32 quelli presenti nella guida Il mare più bello 2019: San Vito Chietino (Ch), Maratea (Pz), Castellabate (Sa), Pollica (Sa), Capri (Na), Ischia (Na), Sperlonga (Lt), Riomaggiore (Sp), Vernazza (Sp), Bordighera (Im), Otranto (Le), Isole Tremiti (Fg), Carloforte (Sud Sardegna), Domus de Maria (Sud Sardegna), Realmonte (Ag), Capo d’Orlando (Me), Taormina (Me), Favignana (Tp), Noto (Sr), Malfa (Me), Santa Marina Salina (Me), Lampedusa e Linosa (Ag), San Vito lo Capo (Tp), Pantelleria (Tp), Campo nell’Elba (Li), Capoliveri(Li), Marciana Marina (Li), Porto Azzurro (Li), Castiglione della Pescaia (Gr), Follonica(Gr), Scarlino (Gr), Chioggia (Ve).

Queste realtà all’avanguardia nella lotta alla plastica dimostrano come sia tanto urgente quanto possibile vietare l’uso delle stoviglie di plastica, stimolando all’utilizzo del riutilizzabile sui propri territori e anticipando e anticipando i tempi prevista dalla direttiva europea sul monouso approvata a fine marzo.

La presentazione della guida ha visto anche l’intervento dell’artista delle Cinque Terre Margot Bertonati, che ha consegnato a Legambiente il suo “pesce spazzino”, dal ventre squarciato e carico di bottiglie di plastica, affinché faccia il giro della Penisola a bordo della Goletta Verde, per sensibilizzare i cittadini sui danni dell’inquinamento da plastica nei nostri mari e sottolineare l’importanza di ogni buona pratica.

Non a caso la presentazione di Il mare più bello 2019 e la premiazione dei comuni dei comprensori a 5 vele hanno chiuso il workshop conclusivo di MedSeaLitter, un progetto cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Interreg Med) e guidato dal Parco Nazionale delle Cinque Terre, per sviluppare e validare all’interno del bacino del Mediterraneo un protocollo per il monitoraggio dei macro rifiuti galleggianti e dei rifiuti ingeriti nel biota, valutando anche il rischio di esposizione delle specie marine inserite nelle direttive europee.

L’incontro è stato, inoltre, l’occasione per aprire il bando per le candidature di quest’anno al
Premio Angelo Vassallo, promosso da ANCI e Legambiente – insieme a Libera, Slowfood e Federparchi ed al comune di Pollica – per premiare ogni anno la realtà amministrativa che meglio ha saputo cogliere l’eredità morale e politica del Sindaco pescatore, barbaramente ucciso nel settembre del 2010.

Classifica dei laghi

Posizione Regione Comune PR Lago Vele 2019
1 Trentino Alto Adige MOLVENO Tn Lago di Molveno 5
2 Veneto SOSPIROLO Bl Lago del Mis 5
3 Lombardia GARDONE RIVIERA Bs Lago di Garda – Riva occidentale 5
3 Lombardia GARGNANO Bs
3 Lombardia LIMONE SUL GARDA Bs
3 Trentino Alto Adige RIVA DEL GARDA Tn
3 Lombardia TIGNALE Bs
4 Trentino Alto Adige FIE’ ALLO SCILIAR Bz Lago di Fiè 5
5 Trentino Alto Adige APPIANO SULLA STRADA DEL VINO Bz Lago di Monticolo 5
6 Toscana MASSA MARITTIMA Gr Lago dell’Accesa 5
7 Piemonte AVIGLIANA To Lago di Avigliana Grande 5

 

Classifica dei comprensori 5 Vele

1 Cilento Antico (Sa) 5 Pollica, Acciaroli e Pioppi – Castellabate – San Mauro Cilento – Montecorice
2 Maremma Toscana (Gr) 5 Castiglione della Pescaia – Scarlino – Marina di grosseto – Follonica
3 Baronia di Posada e Parco di Tepilora (Nu) 5 Posada – Siniscola
4 Litorale di Chia (Sud Sardegna) 5 Domus de Maria
5 Baunei (Nu) 5 Baunei
6 Alto Salento Jonico (Le) 5 Nardò – Gallipoli – Porto Cesareo – Racale
7 Planargia (Or) 5 Bosa
8 Costa d’Argento e Isola del Giglio (Gr) 5 Isola del Giglio – Capalbio – Orbetello – Magliano in Toscana – Monte Argentario
9 Cinqueterre (Sp) 5 Vernazza – Riomaggiore – Monterosso al mare
10 Pantelleria (Tp) 5 Pantelleria
11 Gallura costiera e AMP Capo Testa (Ss) 5 Santa Teresa di Gallura – Palau – Arzachena
12 Costa del Mito e AMP Costa degli Infreschi e Masseta (Sa) 5 San Giovanni a Piro –Camerota – Palinuro – Pisciotta
13 Alto Salento Adriatico (Le) 5 Melendugno – Otranto – Vernole
14 Parco agrario degli Ulivi secolari (Ba e Br) 5 Polignano a mare – Ostuni – Monopoli – Fasano – Carovigno
15 Litorale Trapanese Nord (Tp) 5 San Vito lo Capo – Custonaci – Erice
16 Ustica (Pa) 5 Ustica

 

Classifica delle regioni

1) Sardegna

2) Sicilia

3) Puglia

4) Campania

5) Toscana

6) Liguria

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Il mare più bello d’Italia è quello della Sardegna, anche quest’anno la regione più premiata con 5 comprensori a 5 vele da Legambiente e Touring Club Italiano.

Le più belle località di mare e di lago per scegliere la propria meta estiva all’insegna della responsabilità e della qualità ambientale. Rimangono al top delle classifiche la Sardegna con 5 comprensori marini a 5 vele e il Trentino Alto-Adige con Molveno (Tn) in testa alle località lacustri

Ci sono perle ammirate in tutto il mondo come le Cinque Terre o la Costiera amalfitana, luoghi densi di storia e tradizione come Maremma e Salento, aree come Ustica dove la natura è meno segnata dall’intervento umano. E, al di là dell’iconografia classica del binomio “spiaggia dorata più mare cristallino”, non mancano paradisi naturali come il Delta del Po o l’aspra Lampedusa e una selezione di laghi. La guida annuale di Legambiente e Touring Club Italiano, Il mare più bello 2018, è stata presentata questa mattina a Roma.

La Sardegna è anche quest’anno la regione più premiata con 5 comprensori a 5 vele: dalle terre della Baronia di Posada, poco sotto Olbia, all’area più a Nord che comprende la Gallura costiera; e poi più a Sud dal comprensorio di Baunei e lungo il litorale di Chia per arrivare alla costa occidentale, lungo il litorale della Planargia, che comprende il comune di Bosa. Importanti anche i riconoscimenti ottenuti da Sicilia (4 comprensori a 5 vele), Puglia, Campania, Toscana (tutte e tre con due comprensori a 5 vele), Liguria e Basilicata.

All’appuntamento, coordinato dal responsabile Turismo di Legambiente Sebastiano Venneri, sono intervenuti Maurizio Gubbiotti, presidente RomaNatura, Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente, Giulio Lattanzi, direttore generale Touring Club Italiano, Corrado Matera, assessore Turismo e Sviluppo sostenibile Regione Campania, Angelo Gentili, segreteria nazionale Legambiente, Tore Sanna, vice presidente di Federparchi, Giuseppe Dodaro, Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Leonardo Rubattu, direttore generale Iccrea Banca, Antonio Fentini, sindaco isole Tremiti, Roberto Vitali, presidente Village for All, Gianfranco Conti, direttore Fondazione Cesare Serono e Federica Barbera, progetto Clean Sea Life.

«Per il secondo anno abbiamo confermato la divisione del territorio costiero in comprensori turistici dichiara il presidente di Legambiente Stefano Ciafani -. Abbiamo preferito cioè valutare territori un po’ più ampi del singolo comune costiero, nella convinzione che il turista ormai si muova su un areale che non rispetta confini amministrativi. Inoltre, ci preme raccontare come le reti territoriali e le comunità riescano a valorizzare le località e il loro patrimonio naturale. I turismi che coltivano uno stretto legame con il territorio stanno infatti diventando veri e propri apripista dell’intero sistema turistico, il modo migliore per raccontare le eccellenze è lanciare la sfida di distretti turistici che guardino alla sostenibilità come ingrediente principale. Intanto, le località a cinque vele non sono solo le più belle del nostro Paese, ma anche quelle più capaci a rispondere alle sfide del cambiamento del turismo prossimo venturo, più in grado di rinnovarsi e rilanciare la loro proposta di vacanza.»

«La scelta di promuovere territori più che singoli comuni è una scelta che abbiamo sposato con convinzione perché i territori rappresentano il contesto integratore della evoluzione dell’offerta turistica e valorizzano l’identità plurale del paese – afferma Giulio Lattanzi, Direttore Generale del Touring Club Italiano -. La selezione rigorosa proposta dalla guida rappresenta bene la nostra missione di valorizzazione del paesaggio, del patrimonio artistico culturale e delle economie produttive dei territori. La collaborazione tra il Touring e Legambiente – conclude Lattanzi – si basa non tanto e non solo sul lavoro comune che sfocia in questa guida quanto sul principio della condivisione di quello che è il ruolo della pratica turistica italiana, che ci vede uniti e vicini rispetto ai grandi temi del Paese.»

«Per molti il tempo delle vacanze è quello dei giorni in cui si ritrova la voglia e la gioia di fare qualcosa, di rimettere in moto il proprio corpo e pedalare, camminare, scalare, remare e quant’altro – dice Sebastiano Venneri, responsabile Turismo Legambiente -. Sono le cosiddette ‘vacanze attive’ che hanno preso il posto della vacanza sedentaria di un tempo. Si tratta di un vero e proprio esercito di villeggianti che da tutto il mondo sceglie le mete che offrono proposte di turismo dinamico. In questo senso il nostro Paese ha margini molto ampi di miglioramento, un’occasione anche per affrancarsi da un cliché che rischia di costringere l’Italia fra i confini del Belpaese, un luogo cioè attraente solo per la sua storia, le sue tradizioni, il suo passato insomma. Un po’ rischioso se si considera che nel 2025, fra pochi anni, il 50% dei turisti sarà costituito dai cosiddetti millennials di oggi, un pubblico giovanile cui piace individuare mete in grado di soddisfare la loro voglia di esperienza. Le nostre migliori mete, quelle a cinque vele per intendersi, hanno saputo raccogliere da tempo questa sfida e si stanno attrezzando di conseguenza.»

La guida racconta 44 tra le più belle zone balneari del nostro Paese e una serie di località lacustri. Non pretende di essere un censimento dei comprensori balneari italiani ma ne rappresenta una selezione in base a criteri principalmente ispirati alla qualità delle acque e, più in generale, all’attenzione all’ambiente. Alla base della selezione ci sono le analisi e le valutazioni della Goletta Verde, che per il secondo anno consecutivo assegna le “vele” non più alle località balneari ma a interi comprensori turistici. Una particolare attenzione è rivolta, inoltre, alle possibilità di escursioni, immersioni, percorsi in bicicletta, noleggio di canoe, luoghi che meritano una visita speciale o piccole esperienze che sarà difficile dimenticare. Il racconto delle località costiere, insomma, è integrato con proposte e consigli per una vacanza verde, di sole e di mare ma anche, per chi vuole, di attività fisica.

Sono 17 i comprensori marini che hanno ottenuto il riconoscimento delle cinque vele e 6 quelli lacustri. In totale, i comprensori turistici marini raccolti nel volume sono 96 e 40 quelli lacustri. Individuati sulla base dei dati raccolti da Legambiente sulle caratteristiche delle qualità ambientali e di quelle dei servizi ricettivi: uso del suolo, degrado del paesaggio e biodiversità, attività turistiche; stato delle aree costiere; mobilità; energia; acqua e depurazione; rifiuti; iniziative per la sostenibilità; sicurezza alimentare e produzioni tipiche; mare, spiagge ed entroterra, struttura sociale e sanitaria. Sono territori vasti che possono contenere anche più comuni, una scelta dettata dal fatto che chi va in vacanza non si ferma al confine amministrativo, ma visita spesso un territorio più ampio optando per modalità di turismo itinerante.

In testa alla classifica dei comprensori turistici a cinque vele ci sono le terre della Baronia di Posada e del Parco di Tepilora (in provincia di Nuoro sulla costa occidentale della Sardegna, con Posada come miglior comune, seguito da Siniscola), il litorale di Chia (a sud della Sardegna che interessa l’area del comune di Domus de Maria in provincia di Cagliari) al secondo posto e al terzo la Maremma Toscana (con Castiglione della Pescaia come miglior comune, seguito da Scarlino, Marina di Grosseto e Follonica in provincia di Grosseto). Al quarto posto svettano le Cinque Terre (in Liguria guidate da Vernazza, Riomaggiore e Monterosso al Mare), al quinto la costa del Parco Agrario degli Ulivi secolari (in Puglia, guidata dal comune di Polignano a Mare seguito da Ostuni, Monopoli, Fasano e Carovigno nelle provincie di Bari e Brindisi), al sesto il Cilento Antico (in Campania, in provincia di Salerno, con Pollica-Acciaroli e Pioppi, Castellabate, San Mauro Cilento e Montecorice). Seguono in graduatoria la costa d’Argento e l’isola del Giglio (in testa l’isola del Giglio, e poi Capalbio, Magliano in Toscana, Orbetello e Monte Argentario tutti in provincia di Grosseto), il Litorale di Baunei (sulla costa orientale sarda), l’isola di Ustica (in Sicilia), il litorale Nord Trapanese (un comprensorio nella Sicilia orientale con al vertice il comune di San Vito Lo Capo, seguito da Custonaci e Erice), la Planargia (ovvero il litorale del comune di Bosa), l’Alto Salento Adriatico (con i comuni di Melendugno e Otranto in provincia di Lecce), la costa di Maratea (in provincia di Potenza in Basilicata). E poi l’isola di Salina (nell’arcipelago delle Eolie in Sicilia), la costa della Gallura (in provincia di Olbia-Tempio, in testa Santa Teresa di Gallura, poi Palau e Arzachena), la costa del Mito (in Campania, in provincia di Salerno, con il comune di Camerota in testa seguito da Centola-Palinuro e Pisciotta) e Pantelleria (Sicilia).

Nella classifica dei comprensori lacustri a cinque vele svetta al primo posto il Lago di Molveno (Tn), seguito da quelli di Fiè (Bz) e di Monticolo (Bz), tutti in Trentino Alto Adige. Seguono in graduatoria il Lago del Mis in Veneto, il Lago dell’Accesa (Toscana) ed il lago di Avigliana Grande (in Piemonte). Il Trentino Alto-Adige si conferma la regione con il maggior numero di comprensori tra i primi classificati.

Ad Antonio Fentini, sindaco delle isole Tremiti, questa mattina è stato consegnato il premio Io sono amico del mare, assegnato da Legambiente a coloro che nel corso dell’ultimo anno si sono distinti per iniziative a tutela del mare. Il Comune è stato premiato per la messa al bando, a partire dal 1 maggio scorso, delle stoviglie in plastica monouso in tutto l’Arcipelago.

Sul tema della plastica, inoltre, sono stati presentati i progetti Clean Sea Life e Med Sea Litter, con gli obiettivi di promuovere la consapevolezza sui rischi dell’inquinamento da plastica e strumenti di monitoraggio.

Da segnalare, infine, due appuntamenti per i prossimi mesi che vedranno protagoniste le località premiate da Legambiente e Touring Club Italiano. Il primo, “A scuola di Trentino”, si terrà a Molveno dal 18 al 22 settembre all’interno dell’iniziativa Laghinfesta a cura di Legambiente e Comune di Molveno: cinque giorni di studio e vacanza per quanti vogliono imparare a fare turismo ambientale. Il 19 e 20 ottobre si terrà invece a Capalbio l’appuntamento con la Comunità delle Vele, il workshop per la condivisione delle buone pratiche costiere con le località premiate con i vessilli di Legambiente e Touring Club Italiano.

La guida Il mare più bello, edita dal Touring Club Italiano in collaborazione con BCC Credito Cooperativo, è in libreria al prezzo di 19.90 euro (256 pagine).

  Classifica comprensori marini a cinque vele

 

 
1 Baronia di Posada e Parco di Tepilora

Posada e Siniscola (Nu)

Sardegna
2 Litorale di Chia

Domus De Maria (Ca)

Sardegna
3 Maremma Toscana

Castiglione della Pescaia, Scarlino, Marina di Grosseto e Follonica (Gr)

Toscana
4 Cinque Terre

Vernazza, Monterosso al Mare e Riomaggiore (Sp)

Liguria
5 Costa del Parco agrario degli Ulivi secolari

Polignano a Mare, Ostuni, Monopoli, Fasano e Carovigno (Ba e Br)

Puglia
6 Cilento Antico

Pollica, Castellabate, S. Mauro del Cilento, Montecorice (Sa)

Campania
7 Costa d’Argento e Isola del Giglio

Isola del Giglio, Capalbio, Orbetello, Magliano in Toscana e Monte Argentario (Gr)

Toscana
8 Litorale di Baunei

Baunei (Og)

Sardegna
9 Isola di Ustica

Ustica (Pa)

Sicilia
10 Litorale Nord Trapanese

San Vito Lo Capo, Custonaci, Erice (Tp)

Sicilia
11 Planargia

Bosa (Or)

Sardegna
12 Alto Salento Adriatico

Melendugno e Otranto (Le)

Puglia
13 Costa di Maratea

Maratea (Pz)

Basilicata
14 Isola di Salina

Santa Maria Salina, Malfa, Leni, (Me)

Sicilia
15 Gallura costiera e AMP Capo Testa

Santa Teresa Gallura, Palau, Arzachena (Ot)

Sardegna
16 Costa del Mito

Camerota, Centola-Palinuro, Pisciotta (Sa)

Campania
17 Isola di Pantelleria (Tp)

Pantelleria (Tp)

Sicilia

 

  Classifica delle Regioni
1 Sardegna
2 Sicilia
3 Puglia
4 Campania
5 Toscana
6 Liguria
7 Basilicata

 

Classifica comprensori lacustri a 5 vele
Regione Comune PR Lago Vele 2017
Trentino Alto Adige MOLVENO Tn Lago di Molveno 5
Trentino Alto Adige FIE’ ALLO SCILIAR Bz Lago di Fiè 5
Trentino Alto Adige APPIANO SULLA STRADA DEL VINO Bz Lago di Monticolo 5
Veneto SOSPIROLO Bl Lago del Mis 5
Toscana Massa Marittima Gr Lago dell’Accesa 5
Piemonte AVIGLIANA To Lago di Avigliana Grande 5

MOTIVAZIONI 5 VELE

BARONIA DI POSADA E PARCO DI TEPILORA – SARDEGNA

Comuni di Posada e Siniscola (Nu)

Si compone dei territori dei Comuni di Siniscola e Posada, contraddistinti dalla presenza di ampie zone umide retrodunali e da un lungo litorale sabbioso che delimita l’articolata foce a delta del Rio Posada che poche settimane fa ha festeggiato l’inserimento all’interno della convenzione internazionale di RAMSAR. Il Comune di Posada in quest’anno ha potenziato il servizio di mobilità sostenibile per i turisti con mezzi elettrici sostitutivi delle auto private per la fruizione delle spiagge e il servizio di bike sharing comunale. Il Comune ha recuperato al patrimonio pubblico il Monte Orvile, affidandolo all’Ente Foreste che prosegue negli interventi di riforestazione ed ha visto finanziarsi dalla Regione Sardegna un corposo progetto di recupero di un antico palazzo del centro storico destinato a diventare vetrina delle produzioni tipiche del territorio. Il parco di Tepilora è stato riconosciuto come “Riserva della Biosfera” dall’UNESCO.

LITORALE DI CHIA – SARDEGNA

Comune di Domus De Maria (Ca)

Il comprensorio coincide con il territorio del Comune di Domus De Maria. Parzialmente interessato dal Parco Naturale Regionale di Gutturu Mannu, il Comune ha recentemente concluso l’aggiornamento dei piani di gestione delle aree natura 2000. Quest’anno sono andati a buon fine inoltre gli studi istruttori avviati con ISPRA che hanno permesso all’Area Marina Protetta di Capo Spartivento di essere inserita dall’ultima legge di stabilità fra le aree marine di prossima istituzione. Buono il lavoro di difesa dell’imponente sistema delle dune di retrospiaggia, realizzato con il progetto Life Providune. Continuano gli scavi a Bithia con la prospettiva della visitabilità del sito archeologico fenicio-punico e si rafforzano le azioni di tutela del patrimonio archeologico costiero portato alla luce dalle mareggiate dello scorso anno. Da segnalare ancora l’opera del Centro di Educazione Ambientale “Acqua Durci” con funzione informativa sulla corretta fruizione del territorio e il lavoro di formazione agli operatori turistici svolto dall’Unione dei Comuni del territorio con il corso ASTA, Alta Scuola di Turismo Ambientale.

MAREMMA TOSCANA – TOSCANA

Comuni di Castiglione della Pescaia, Scarlino, Marina di Grosseto e Follonica (Gr)

Solida terra di località a cinque vele che ha fatto, nel corso degli anni, del turismo ambientale il tratto distintivo del suo territorio. Grazie alla presenza di aree naturalisticamente eccezionali, come la Diaccia Botrona o la spiaggia di Cala Violina, sapientemente valorizzate dalla presenza del parco regionale della Maremma e dall’attività amministrativa di località come Castiglione della Pescaia che da tempo porta avanti politiche avanzate di gestione e promozione sostenibile del territorio. Da segnalare a questo proposito le azioni messe in campo quest’anno per la pulizia degli arenili, le nuove attrezzature per lavaggio e pulizia stradale, la riorganizzazione e il potenziamento delle postazioni di raccolta differenziata, il nuovo erogatore raccogli-cicche e l’utilizzo di stoviglie biodegradabili per gli stabilimenti balneari.

CINQUE TERRE – LIGURIA

Comuni di Vernazza, Monterosso al Mare e Riomaggiore (Sp)

Presenza storica e consolidata nel novero delle Cinque Vele, le Cinque Terre si confermano anche quest’anno fra le località più abili nella capacità di coniugare buon turismo e attenzione al territorio. Tra le novità degli ultimi mesi la smaterializzazione della famosa Cinqueterre Card, la tessera che permetta al turista di usufruire di una serie di servizi e opportunità ora facilmente scaricabile sul proprio cellulare. Grazie alla Cinque Terre Card l’Ente Parco può impegnare in agricoltura fondi che arrivano dal settore turistico: il Parco assegna agli agricoltori le pietre per la ricostruzione ed il mantenimento dei muretti a secco, ma anche la manutenzione dei sentieri stessi, facilita il trasporto di pietrame con l’elicottero nei siti di difficile accessibilità e consegna le piantine di vite per la futura coltivazione. Il Parco Nazionale delle Cinque Terre, tra le principali attività di sostegno all’agricoltura con i proventi derivanti dalla Card (e per favorire l’integrazione), ha istituito la Banca del Lavoro che offre ai richiedenti la disponibilità gratuita di personale qualificato individuato fra i migranti a supporto delle attività agricole di recupero e manutenzione dei terrazzamenti ricadenti nei Comuni di Riomaggiore, Monterosso al Mare e Vernazza. Grazie agli introiti derivanti dalla Card è possibile inoltre il mantenimento delle monorotaie indispensabili all’agricoltura per il trasporto verticale di pesi. Da segnalare infine il lavoro svolto per fronteggiare i fenomeni di erosione costiera e il progetto MedSea Litter, realizzato con Legambiente, per ridurre la presenza di plastica in mare.

COSTA DEL PARCO AGRARIO DEGLI ULIVI SECOLARI – PUGLIA

Polignano a Mare, Monopoli, Fasano, Ostuni e Carovigno (Ba e Br)

Un patrimonio storico, culturale e paesaggistico all’interno della Piana degli Olivi Monumentali che si estende dalla collina al mare, inserito di recente all’interno dell’Albo Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici da parte del Mipaaf. Un paesaggio unico nel suo genere, che comprende splendidi borghi dalla calce bianca, elementi storici di pregio tra cui la via Traiana e Francigena del Sud, simboli di antichità con aree archeologiche di pregio, masserie storiche fortificate e ben due parchi naturali, cioè l’Area Marina Protetta di Torre Guaceto e il Parco Naturale Regionale Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo. Le amministrazioni di questo comprensorio hanno puntato su mobilità dolce, gestione sostenibile dei rifiuti e del ciclo di tutela delle acque. Degno di nota il sistema di affinamento di Fasano-Lago Forcatella dove le acque reflue vengono riutilizzate in agricoltura. Inoltre, dallo scorso luglio 2017 è stata attivata anche la prima fontana di acqua potabile dai reflui, nell’ambito della sperimentazione «potabilizzazione acque reflue» con finalità zootecniche.

COSTA D’ARGENTO E ISOLA DEL GIGLIO – TOSCANA

Comuni di Isola del Giglio, Capalbio, Orbetello, Magliano in Toscana e Monte Argentario (Gr)

Può rappresentare una sorta di porta d’ingresso meridionale al Santuario dei mammiferi marini. Si sviluppa quindi tra dune costiere, le spiagge ben curate del litorale di Capalbio e le limpide acque dell’isola del Giglio con un entroterra di straordinaria qualità. L’isola dell’arcipelago ha rapidamente recuperato sul fronte turistico dopo le stagioni segnate dalla presenza del relitto della Costa Concordia.

CILENTO ANTICO – CAMPANIA

Comuni di Castellabate, Montecorice, San Mauro del Cilento, Pollica (Sa)

Una fascia costiera che corre da Santa Maria di Castellabate fino alla frazione di Pioppi del Comune di Pollica, impreziosito da un’area marina protetta, dalla presenza del Parco nazionale del Cilento e dall’iniziativa del Comune di Pollica. Il piccolo Comune cilentano ha svolto e continua ad esercitare una funzione di traino rispetto al resto del territorio, sviluppando in particolare i temi della promozione della Dieta mediterranea che qui ha trovato la sua culla e la sua consacrazione voluta dall’Unesco patrimonio immateriale dell’Umanità. Da sottolineare più recentemente la realizzazione della Cilento Card che consente di integrare in un percorso virtuoso le aree di eccellenza del territorio e il lavoro portato avanti con Slow Food per la promozione del pescato di qualità, a cominciare dalle alici di menaica, oggi sottoposte a un prelievo esagerato che sottrae risorse alla piccola pesca costiera artigianale.

LITORALE DI BAUNEI – SARDEGNA

Comune di Baunei (Og)

Noto per gli incredibili paesaggi di una costa tra le più suggestive della Sardegna, il comprensorio, che coincide con il territorio di Baunei, offre percorsi naturalistici unici nel Mediterraneo (il famoso sentiero Selvaggio Blu) che consentono il raggiungimento in sicurezza, via terra, di cala Goloritzè, Ispuligidenie (cala Mariolu), cala Biriola, cala Sisine e cala Luna. Dal 1 luglio inoltre su Cala Mariolu e Cala Biriola sarà istituito il numero chiuso, o “numero comodo”, come preferiscono chiamarlo qui, per limitare l’impatto antropico su aree di particolare pregio naturalistico. Presso la spiaggia di Ispuligidenie è stato installato un pontile amovibile come unico punto di attracco al fine di regolare gli accessi e contingentare le presenze a tutela del delicato ecosistema. Nella marina di Baunei-Santa Maria Navarrese la mobilità a servizio del porto è garantita dall’uso di bici e veicoli elettrici alimentati con energia solare ed è a disposizione dei turisti un servizio di bike sharing comunale. Una convenzione fra amministrazione locale e operatori costieri e balneari consentirà di migliorare il servizio di pulizia dell’arenile e di vigilanza contro i furti di sabbia. Infine nell’area del Supramonte sono stati recentemente sostituiti 5 inquinanti e rumorosi gruppi elettrogeni con linea di alimentazione interrata.

ISOLA DI USTICA – SICILIA

Comune di Ustica (Pa)

L’isola che può vantare la prima area marina protetta istituita nel nostro Paese. Nel corso degli ultimi anni ha saputo dare una decisa accelerazione alle politiche di tutela ambientale chiudendo il ciclo virtuoso delle acque con la realizzazione di un desalinizzatore ad osmosi inversa che consente il risparmio del 75% di energia elettrica e prevedendo il riutilizzo a scopo irriguo delle acque chiare. Il dissequestro dell’area di trasferimento dei rifiuti, bloccata da anni, ha permesso di partire con la raccolta differenziata. Infine l’impiego delle canoe a fondo trasparente per apprezzare la meglio la zona A della riserva. Questa e altre iniziative hanno fatto registrare un vero e proprio boom dell’affluenza turistica con incrementi percentuali a due cifre nel corso del 2017.

LITORALE NORD TRAPANESE – SICILIA

Comuni di San Vito Lo Capo, Custonaci, Erice (Tp)

È un tratto di costa tra i più suggestivi e ricchi dell’intera isola. Incastonata fra il promontorio di Monte Cofano e la riserva dello Zingaro quest’area, guidata sapientemente dalle iniziative del comune di San Vito lo Capo, alterna coste frastagliate, spiagge imponenti e altrettanto maestose falesie a picco sul mare. Buona l’attività di lotta al piccolo abusivismo edilizio che ha portato all’abbattimento di numerosi manufatti. Esemplare anche il lavoro che è stato fatto per promuovere il tema dell’accessibilità presso le strutture turistiche.

PLANARGIA – SARDEGNA

Comune di Bosa (Or)

Rappresentato lungo il litorale dal territorio di Bosa, il comprensorio è caratterizzato dalla presenza di uno dei borghi fluviali tra i più affascinanti che aderisce alla rete dei Borghi più belli d’Italia. Bosa vanta un impegno sul fronte della salvaguardia dei valori ambientali del vasto ed imponente sistema costiero che per 30 km si sviluppa fino ad Alghero e di studio e tutela della biodiversità: in partenariato con l’Università  di Sassari il Comune realizza una campagna di monitoraggio dei cetacei con giornate di informazione e divulgazione e sempre con l’Università, la Regione e il Corpo forestale effettua studi e mette in atto azioni di salvaguardia dell’habitat dei grifoni e di informazione per cittadini e turisti.

ALTO SALENTO ADRIATICO – PUGLIA

Comuni di Melendugno e Otranto (Le)

A contraddistinguere i Comuni di Otranto e Melendugno che rientrano in questo comprensorio una politica di tutela ed educazione ambientale tesa al recupero dei beni paesaggistici e culturali presenti sul territorio, grandi attrattori turistici. Notevole l’impegno per la definizione dell’Area Marina Protetta, strumento fondamentale per la tutela della biodiversità.

COSTA DI MARATEA – BASILICATA

Comune di Maratea (Pz)

L’area della costa di Maratea abbraccia il tratto tirrenico della provincia di Potenza. Qui da tempo si lavora per percorsi di identità e valorizzazione del paesaggio e per la definizione di politiche turistiche fortemente centrate sui temi dell’attenzione all’ambiente, al turismo attivo e alle attività all’aria aperta. Da segnalare al proposito il lavoro per la realizzazione di ben 60 pareti di climbing lungo il litorale, di sentieri di mezza costa e in quota per provetti escursionisti e di un outdoor centre che ospiterà le associazioni sportive del territorio. In questo senso si è dato vita al recupero di antichi sentieri di costa per un turismo sostenibile e fuori stagione, itinerari mozzafiato che creano accessi a baie e spiagge nascoste.

GALLURA COSTIERA E AREA MARINA PROTETTA CAPO TESTA PUNTA FALCONE – SARDEGNA

Comuni di Santa Teresa Gallura, Palau, Arzachena (Ot)

I tre comuni del comprensorio rappresentano un sistema turistico fortemente integrato che ha il suo territorio di maggior pregio nell’area marina protetta di Capo Testa-Punta Falcone, il cui iter istruttorio si è concluso qualche settimana fa con l’istituzione della nuova area protetta. Molto interessanti le azioni di efficientamento del sistema della mobilità, dalla realizzazione di parcheggi decentrati alle azioni di incentivazione degli spostamenti a piedi funzionali alla riduzione del traffico, alla riduzione del numero di auto in sosta e alla scoperta dei caratteri di autenticità del centro abitato e del territorio rurale.

COSTA DEL MITO – CAMPANIA

Comuni di Centola-Palinuro, Pisciotta, Camerota, (Sa)

È il tratto di costa cilentana più imponente, caratterizzato da maestose falesie e ampie grotte paradiso di subacquei ed amanti del mare. Anche in questo caso la presenza di un’area marina protetta, quella della Costa degli Infreschi, suggella la ricchezza paesaggistica e naturalistica di un territorio ben gestito. Tra le buone pratiche vale la pena segnalare l’esperienza dei Lidi del Parco, gli stabilimenti balneari che ogni anno vengono montati e smontati interamente sul litorale di Marina di Camerota.

ISOLA DI SALINA – SICILIA

Comuni di Santa Marina Salina, Malfa, Leni, (Me)

Nel corso di quest’ultimo anno sull’isola siciliana sono state portate avanti importanti iniziative di salvaguardia ambientale. In particolare sull’isola è stato implementato il sistema di raccolta “porta a porta spinto” per una corretta raccolta differenziata e l’adozione di pratiche di compostaggio domestico. Ciò ha permesso in pochi mesi di raddoppiare le percentuali di raccolta giungendo a circa il 50%. Prossimi obbiettivi sono la creazione di un Centro Comunale di Raccolta a Santa Marina e un piccolo impianto di compostaggio di comunità, al fine ridurre ulteriormente l’utilizzo delle discariche.

Importante slancio è stato dato alla programmazione e progettazione di azioni di difesa degli abitati e del litorale, soggetto a continua e costante erosione, così come per la messa in sicurezza di alcuni torrenti e costoni rocciosi. Entro fine anno dovrebbero essere avviati i lavori di salvaguardia della costa nella frazione di Lingua, tra località nero e il Faro di Punta Lingua, mettendo in sicurezza tutta l’area del Laghetto, sito archeologico e riconosciuta come Z.P.S. per l’alta valenza naturalistica, nonché del circostante abitato.

In tema di fonti rinnovabili e risparmio energetico, è in corso di istituzione la figura dell’Energy Manager e nel mese di giugno (23 e 24) è in programma la manifestazione “Energy Days” per promuovere l’utilizzo di tecnologie solari e fotovoltaiche per la produzione di energia elettrica. È stata avviata inoltre una progettazione per aderire alla misura 8.5 del PSR per il miglioramento della pubblica illuminazione.

ISOLA DI PANTELLERIA – SICILIA

Comune di Pantelleria (Tp)

È una delle più grandi, nonché tra le più suggestive isole minori italiane. Dopo il violento incendio del 2016 è stato istituito il Parco nazionale completato con la più recente nomina del Presidente e del Consiglio direttivo che ha permesso finalmente l’avvio di un’intensa opera di promozione e tutela di uno dei paesaggi agrari fra i meglio conservati del nostro Paese. Famosa per i vitigni ad alberello e per gli antichi terrazzamenti a picco sul mare che disegnano un paesaggio particolarmente pittoresco, l’isola e la sua piccola comunità hanno saputo custodire un territorio ancora integro con eccezionali emergenze naturalistiche e geologiche.

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È una fotografia sicuramente molto positiva quella scattata da Goletta Verde in Sardegna, ma che evidenzia comunque delle criticità che vanno affrontate subito. Sui 27 punti monitorati lungo le coste della Sardegna, infatti, quattro presentano un carico batterico elevato: nel mirino finiscono foci di fiumi e canali, nei quali confluiscono evidentemente scarichi non depurati adeguatamente o addirittura scarichi illegali. Nello specifico non passano l’esame i campionamenti eseguiti alla foce del canale sul lungomare Barcellona in località San Giovanni di Alghero; alla foce del canale Modolo in località Turas a Bosa; alla foce del canale Fontanamare di Gonnesa e alla foce del rio Foxi a Quartu Sant’Elena. Da qui l’appello alle Amministrazioni comunali, sia della costa che dell’entroterra, per affrontare il deficit depurativo ancora presente. È questa la richiesta avanzata dalla storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, che ieri ha chiuso la sua tappa in Sardegna. L’istantanea regionale sulle acque costiere dell’equipe tecnica dell’imbarcazione ambientalista è stata presentata ieri mattina, in conferenza stampa ad Alghero da Stefano Ciafani,vicepresidente Nazionale Legambiente, e Luciano Deriu, segreteria Legambiente Sardegna,alla presenza di Mario Bruno, sindaco di Alghero, Gianni Carbini, vicesindaco di Sassari e Sandro Murtas, direttore Generale Abbanoa.

«Questa Regione ha già fatto più volte da apripista in Italia sulla tutela ambientale, proprio per questo confidiamo che si prosegua su questa strada e si possa far sempre meglio anche sul fronte della depurazione – dichiara Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente -. Occorre non abbassare la guardia come dimostrano i punti critici scovati dai nostri tecnici. Questa splendida isola va difesa, così come abbiamo denunciato in questi giorni, anche dall’assalto delle compagnie petrolifere pronte a trivellare per cercare idrocarburi in quello che rappresenta un vero paradiso per una scellerata scelta di politica energetica portata avanti dal Governo nazionale che avvantaggia soltanto la lobby dell’oro nero. Così come va affrontato con urgenza il tema delle bonifiche, ancora ferme al palo dopo quasi quindici anni».

L’obiettivo del monitoraggio di Goletta Verde èquello di individuare le pressioni inquinanti che ancora gravano sulla costa, analizzando il carico batterico che arriva in mare prevalentemente dalle foci di fiumi, canali o scarichi non depurati. Il nostro è quindi un monitoraggio puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né assegniamo patenti di balneabilità, ma restituiamo comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni. «Ci sono delle criticità individuate da Goletta Verde che vanno subito analizzate per capire le cause dell’elevato carico batterico rilevato – commenta Luciano Deriu, segreterio Legambiente Sardegna -. Un esempio su tutti è quello riscontrato a San Giovanni ad Alghero, dove ci sono state diverse segnalazioni da parte dei bagnanti, alcuni dei quali hanno accusato anche malori. Sicuramente il carico antropico in estate arriva a picchi altissimi in tutta la Sardegna, ma questa non può essere una scusante. È evidente che ci sono in alcune aree i problemi sono strutturali, di una rete fognaria obsoleta e non adeguata e con probabili scarichi abusivi. Gli stessi campionamenti Arpas ad Alghero nei mesi scorsi hanno dato esiti negativi e per questo chiediamo al sindaco e a tutti i soggetti coinvolti, anche attraverso il Tavolo tecnico convocato dallo stesso sindaco, di mettere in atto al più presto le dovute azioni per risolvere questi problemi. Appello che ovviamente estendiamo alla Giunta Regionale affinché affronti i nodi ancora aperti sul fronte della depurazione».

Secondo l’Istat (dati 2012) in Sardegna ad essere trattati in maniera adeguata è il 61,4% del totale del carico generato, rispetto ad una media del Mezzogiorno del 55,3 per cento. Diverse criticità ancora da risolvere sono state evidenziate anche nell’ultima procedura d’infrazione aperta dall’Ue nei confronti dell’Italia che comprende anche 64 agglomerati urbani sardi (il 26% rispetto ai 242 agglomerati urbani dell’Isola). Inadeguatezza che, secondo i calcoli del Governo, comporterebbe, a partire dal 2016 e fino al completamento degli interventi di adeguamento richiesti, una multa da parte dell’Unione Europea di 19 milioni di euro all’anno (11,6 euro pro capite). Per far fronte alla prima condanna dell’Italia del 2012 era stato stimato un fabbisogno per questa regione di circa 55 milioni e 600mila di euro e di questi la delibera CIPE 60/2012 ne stanziava 46 milioni (più altri 9 milioni e mezzo da altre risorse). Ad oggi sono state sbloccate 13 opere per un totale di circa 48 milioni mentre restano bloccate due opere per 7 milioni e mezzo di euro. Le analisi di Goletta Verde I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente tra il 24 e il 27 luglio scorso. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. Come detto sono in totale 27 i punti totali monitorati. Oltre i 4 campionamenti che hanno evidenziato cariche batteriche elevate, tutti gli altri hanno superato gli esami con esiti di inquinanti contenuti entro i limiti di legge. Si tratta dei campionamenti effettuati alla foce del fiume Coghinas e del Rio Cuggiani in località San Pietro a Mare a Valledoria. Per quanto riguarda la foce del Cuggiani, nonostante sia risultato entro i limiti, le cariche batteriche riscontrate nel campione si avvicinano alla soglia rendendo quindi necessari ulteriori controlli e verifiche per risolvere la situazione. Sempre in provincia di Sassari gli altri campioni sono stati prelevati alla spiaggia di Porchile a Sorso; a sud della spiaggia de La Pelosa a Stintino; alla foce del canale spiaggia di Mugoni e alla spiaggia di aria ad Alghero. Passando alla provincia di Oristano i campionamenti positivi sono quelli effettuati alla spiaggia presso Rio Jana a Tresnuraghes; alla foce del fiume Temo a Bosa Marina; allo sbocco del canale di stagni di Cabras a Marina di Torre Grande a Oristano. Passando alla provincia di Carbonia Iglesias entro i limiti i prelievi alla foce del canale Paringianu a Portoscuso e alla foce del Rio Palmas a San Giovanni Suergiu. In provincia di Cagliari alla foce Rio presso viale Nereidi a Pula; alla spiaggia del Poetto a Cagliari; alla spiaggia presso il fiume Flumendosa a Villaputzu. Nella provincia di Ogliastra i due prelievi sono stati effettuati alla spiaggia Sarrala, presso Rio Manna a Tertenia e alla spiaggia presso il Rio Girasole a Lotzorai. Tre campionamenti in provincia di Nuoro: alla foce del fiume Cedrino a Orosei; alla foce del rio Siniscola; alla spiaggia a destra del porto a Marina di Porto Ottiolu a Budoni. Entro i limiti anche i quattro campionamenti nella provincia di Olbia Tempio: alla spiaggia Cala d’Ambra a San Teodoro; alla foce del Rio Bados a Olbia; alla spiaggia presso la foce del Rio Sarru a Palau; alla spiaggia Villaggio Maya a Trinità d’Agultu. Da migliorare anche l’informazione ai cittadini. La vigente direttiva sulle acque di balneazione impone, infatti, ai Comuni di divulgare l’informazione sulla qualità dei singoli tratti di mare, secondo la media degli ultimi quattro anni di prelievi (qualità scarsa, sufficiente, buona, eccellente). Eppure in nessuno dei punti campionati, né nelle immediate prossimità, i nostri tecnici hanno trovato traccia della cartellonistica informativa. Anche in alcuni punti critici che non vengono campionati dalle autorità competenti non sono presenti cartelli informativi che sconsiglino la balneazione: si tratta, ad esempio, di foci di fiumi e canali dove spesso si trovano diversi bagnanti. Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è main partner della storica campagna estiva di Legambiente. Attivo da 31 anni, il COOU garantisce la raccolta degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale, che vengono poi avviati al recupero. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare.

«La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione», ha spiegato il presidente del COOU Paolo Tomasi. L’operato del Consorzio con la sua filiera non evita solo una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese.

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