10 May, 2026
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Con l’arrivo della primavera, il Parco Naturale di Gutturu Mannu si anima con un ricco calendario di eventi pensati per valorizzare il territorio e offrire esperienze immersive a contatto con la natura. Tra aprile e maggio, sono numerosi gli appuntamenti in programma, rivolti a famiglie, escursionisti, appassionati di fotografia e curiosi di tutte le età.

Gli appuntamenti di aprile sono già iniziati con una serie di attività educative, visite guidate e laboratori all’aria aperta, e proseguiranno con numerose escursioni nei sentieri dell’Oasi WWF. Il mese si concluderà con eventi di grande richiamo come “Sa Marcia Longa di Sarroch” (25 aprile) e una giornata ricca tra trekking e fotografia (26 aprile).

Maggio amplierà ulteriormente l’offerta, affiancando alle escursioni momenti culturali e artistici. Per tutto il mese, “Casa Melis si veste d’arte” e animerà il territorio con esposizioni ed eventi. Tra gli appuntamenti principali figurano il Gran Tour dell’Oasi WWF (2 maggio), l’escursione lungo l’antica strada romana Nora–Bithia (3 maggio) e la “Passeggiata mitologica” (10 maggio), che unisce natura e narrazione. Spazio anche ai giovani con “Capoterra per i giovani” (9 maggio) e all’arte con l’evento “Genti Arrubia” (22 maggio). Il calendario si chiuderà il 31 maggio con un suggestivo evento serale dedicato alla luna piena, accompagnato da escursioni nel parco.

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per promuovere il patrimonio naturalistico e culturale del Parco di Gutturu Mannu, incentivando un turismo sostenibile e consapevole. Le attività sono curate da diverse realtà locali, tra cui guide escursionistiche, associazioni e operatori culturali impegnati nella valorizzazione del territorio.

Walter Cabasino, sindaco di Pula e presidente del Parco di Gutturu Mannu, rimarca l’importanza di portare i visitatori a scoprire le attrazione dell’area naturalistica che si estende sul territorio di 10 Comuni: «Mostrare nel periodo primaverile boschi, siti di importanza storica e archeologica permette agli escursionisti di apprezzare ancora di più questi luoghi. Il parco è patrimonio delle comunità di questo territorio, vogliamo che i visitatori diventino una presenza costante e possano godere della straordinaria bellezza di questo immenso polmone verde».

Giovanna Cocco, referente del Centro visite di Piscinamanna e Pantaleo, plaude alla collaborazione delle associazioni dei vari territori: «Grazie al loro contributo e a quello delle guide ambientali siamo riusciti a mettere insieme un cartellone denso di appuntamenti, pensato per far conoscere il parco sotto ogni punto di vista. Con “Primavera nel parco” vogliamo dare il via a un percorso di valorizzazione e fruizione di un patrimonio di inestimabile valore come l’oasi di Gutturu Mannu». 

 APRILE

  • 18 aprile (sabato) – Escursione Punta Gianna Daga + attività per bambini
  • 19 aprile (domenica) – 3 escursioni (tra cui “Suoni e profumi di primavera”)
  • 25 aprile (sabato) – Sa Marcia Longa Sarroch
  • 26 aprile (domenica) – Escursioni multiple + corso di fotografia

 MAGGIO

  • Tutto il mese – Casa Melis si veste d’arte (evento a Capoterra)
  • 1° maggio (venerdì) – Escursioni Oasi WWF
  • 2 maggio (sabato) – Gran Tour dell’Oasi
  • 3 maggio (domenica) – Diario dell’esploratore + escursione Nora–Bithia
  • 9 maggio (sabato) – Evento giovani + escursioni
  • 10 maggio (domenica) – Escursione + passeggiata mitologica
  • 17 maggio (domenica) – Escursioni e attività WWF
  • 22 maggio (venerdì) – Evento artistico “Genti Arrubia”
  • 23 maggio (sabato) – Sentiero quota 100 (escursione)
  • 24 maggio (domenica) – Escursione Fanebas + corso fotografia
  • 31 maggio (domenica) – Evento serale luna piena + escursioni

Nove sale espositive in cui verranno esposti i tesori provenienti da Nora, un laboratorio che permetterà ai visitatori di vedere dal vivo le operazioni di restauro dei reperti archeologici: dopo 13 anni riapre i battenti il museo “Giovanni Patroni”, in uno spazio rinnovato e molto più ampio rispetto a quello precedente. Con il Parco archeologico di Nora, la Torre del Coltellazzo, la chiesetta di Sant’Efisio, finalmente i visitatori potranno ammirare nuovamente le collezioni custodite nel museo di corso Vittorio Emanuele, che offre una fotografia perfetta delle varie fasi del passato del territorio di Pula. La gestione del museo, ridisegnato dall’architetto Jari Franceschetto con la collaborazione delle curatrici del progetto scientifico Emanuela Atzeni e Chiara Pilo della Soprintendenza archeologica, sarà affidata alla Fondazione Pula Cultura Diffusa: la direttrice sarà Isabella Atzeni.
Nelle teche del Museo Patroni, che sino al 4 aprile darà la possibilità alle scuole e ai residenti di visitare gratuitamente il nuovo spazio espositivo, troveranno spazio anche gli ultimi reperti recuperati dagli archeologi durante l’ultima campagna di scavo condotta a Nora.
Per il sindaco di Pula, Walter Cabasino, non si tratta di una riapertura, ma di una vera e propria inaugurazione di un museo completamente nuovo: «Gli spazi espositivi sono decuplicati, da due sale siamo passati a nove, ma stiamo parlando di un museo in progress, destinato a crescere ulteriormente. Per ingrandirlo il Comune ha acquisito uno stabile adiacente, e presto ne rilevare dai privati anche un altro: l’obiettivo è quello di rendere questo museo il punto di riferimento per la cultura di questo territorio. Questa riapertura è frutto della collaborazione istituzionale tra Comune, Soprintendenza, Regione e Fondazione Pula Cultura Diffusa: abbiamo lavorato in sinergia per raggiungere questo risultato, e per restituire alla comunità un presidio culturale di grande importanza».
Manuela Serra, assessora alla Cultura, la riapertura del Museo equivale alla riapertura di una finestra sul passato di Pula: «Con il Museo Patroni restituiamo alla città un tesoro che non appartiene solo a Pula, ma anche a tutta la Sardegna, all’Italia e alla comunità internazionale. Un tesoro che rafforza il prestigio culturale di Nora, uno dei siti archeologici più importanti del Mediterraneo, e che aggiunge un nuovo tassello alla rete di luoghi che fanno della nostra città un punto di riferimento per la ricerca, lo studio e la cultura. Questo museo non è soltanto uno spazio espositivo. È uno scrigno prezioso che raccoglie le testimonianze della millenaria civiltà che ha abitato il nostro territorio, il luogo in cui la memoria diventa conoscenza e la conoscenza diventa consapevolezza del nostro valore».
Chiara Pilo, archeologa della Soprintendenza, racconta cosa troveranno i visitatori del Museo a Patroni: «Gli spazi espositivi sono organizzati per aree tematiche, che raccontano le varie epoche di Nora e mostrano i luoghi pubblici della città, quelli di culto e la necropoli. Il nuovo museo non racconta solo Nora, ma parla di un intero territorio. Tra le attrazioni che potranno trovare esposte i visitatori possiamo annoverare le pitture murarie dell’edificio a est del Foro; il balsamario a forma di babbuino ritrovato nella necropoli fenicia; statuette votive rinvenute nell’ex area militare, e monili riaffiorati dalle tombe».
Andrea Boi, presidente della Fondazione Pula Cultura Diffusa, spiega come la riapertura del museo chiuda il cerchio della proposta culturale del paese: «Finalmente potremo offrire ai visitatori una visita completa, offrendo una visione d’insieme del nostro immenso patrimonio storico e archeologico. Negli ultimi tre anni il Parco archeologico di Nora è passato grazie un grande lavoro organizzativo da 65mila ingressi l’anno a oltre 100mila: siamo certi che con il funzionamento a pieno regimi del museo i dati miglioreranno ulteriormente».
Ilaria Portas, assessora regionale della Cultura: «Sono molto felice di questa inaugurazione, ogni presidio culturale aumenta l’offerta per la Sardegna, i sardi e i visitatori di ogni  angolo del mondo. I nostri beni culturali, materiali e immateriali hanno bisogno di essere custoditi e valorizzati per essere trasmessi al meglio alle nuove generazioni». 

Via libera al programma straordinario di manutenzione del Parco di Gutturu Mannu, che permetterà di sistemare le aree boschive del territorio dei dieci Comuni che ne fanno parte, e sistemare le aree per il picnic.

Dopo gli interventi preliminari nella Direzione del Parco a Pantaleo, che hanno permesso di sistemare l’edificio e l’area verde circostante, i lavori sono entrati nel vivo nella zona ricreativa di Santa Lucia, nel territorio di Uta. Il passo successivo sarà quello di sistemare l’area di Fanebas, nel territorio di Assemini, e quella di Is Figueras, a Santadi.

Pulizia del bosco, sistemazione delle aree adibite ad accogliere gli ospiti: l’obiettivo del Parco di Gutturu Mannu è quello di continuare a prendersi cura dell’immensa riserva naturale della Sardegna meridionale, e rendere l’esperienza degli escursionisti ancora più gradevole.

«Passo dopo passo stiamo andando verso la direzione della piena fruibilità delle nostre montagne – spiega il presidente del Parco di Gutturu Mannu, Walter Cabasino -, occuparsi della manutenzione del verde e sistemare le aree adibite ad accogliere gli ospiti significa permettere alle comunità di riappropriarsi di questi spazi. Restiamo convinti che questi boschi debbano essere vissuti, vogliamo che la gente goda della bellezza di questi luoghi”.

Giacomo Porcu, sindaco di Uta ed ex presidente del Parco, spiega come la selvicoltura sia fondamentale non solo per la salute di questi boschi, ma anche per la piena fruibilità dell’immenso polmone verde di Gutturu Mannu: «L’obiettivo del Parco è sempre stato quello di avvicinare le comunità di questo territorio alla montagna, siamo convinti che la cura dei boschi non solo offra la possibilità di creare occupazione, ma rende questi luoghi accessibili a tutti e favorisca la nascita di tante iniziative legate allo sport, il turismo e alla cultura».

Antonio Pilia, titolare dell’impresa che sta effettuando i lavori, descrive gli interventi partiti dalla zona di Santa Lucia: «Abbiamo sistemato l’area picnic attorno alla chiesetta riparando gli arredi danneggiati, i lavori prevedono anche la pulizia del sottobosco, l’eliminazione degli alberi secchi e degli ostacoli che intralciano il regolare deflusso del fiume. Ci attende un lungo lavoro, terminati gli interventi di Uta ci concentreremo sulle altre aree attrezzate presenti nelle montagne».

Non solo bellezze naturalistiche, con la nascita dell’Ecomuseo interattivo storico-archeologico il Parco di Gutturu Mannu mette in rete le sue attrazioni più importanti e offre ai visitatori la possibilità di raggiungere con un click i siti di maggiore interesse dell’area protetta compresa tra i territori di Pula, Villa San Pietro, Siliqua, Domus De Maria, Uta, Assemini, Santadi, Capoterra, Sarroch e Teulada.

La totale digitalizzazione permetterà un’esperienza immersiva sulla storia e sull’archeologia del territorio, spaziando inoltre, vista la plastica opportunità della piattaforma digitale con gli argomenti dedicati all’ambiente. Il progetto, realizzato da un pool di esperti, è stato portato avanti con la collaborazione della Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano e l’Archivio di Stato di Cagliari.

L’obiettivo del progetto è quello di valorizzare un aspetto poco conosciuto e non scontato per un parco naturale che, nel caso di Gutturu Mannu, vede un’insolita ricchezza e densità di testimonianze dall’epoca preistorica a quella moderna e contemporanea: circa 55 siti all’interno e nell’immediato intorno dell’area protetta.

Gli output del progetto, realizzato dalla società Telos, sono una piattaforma web ( https://ecomuseogutturumannu.it/) che consente di esplorare tramite mappe, testi e immagini i tesori presenti sul territorio, e alcuni video divulgativi che saranno accessibili anche tramite una postazione interattiva allestita presso l’infopoint di Pantaleo, porta del Parco nel Comune di Santadi. Strumenti che permetteranno di visitare da qualsiasi parte del mondo siti di grande importanza storica e archeologica come nuraghi, tombe dei giganti e antichi insediamenti abitativi.

Quello intrapreso dal Parco è un primo significativo passo verso la realizzazione di un Ecomuseo a tutto tondo capace di integrare storia, cultura e natura e mettere a sistema tutte le infrastrutture materiali e immateriali per la comprensione e la fruizione dei valori dell’area protetta.

 Walter Cabasino, sindaco di Pula e presidente del Parco di Gutturu Mannu, spiega come attraverso l’Ecomuseo interattivo sarà possibile offrire una visione d’insieme delle bellezze storiche e archeologiche dell’area protetta: «Non puntiamo esclusivamente alle conservazione di questo immenso patrimonio naturalistico, ma vogliamo anche far conoscere tutte le sue attrazioni. Questo territorio ospita siti di grande interesse risalenti a epoche come il Neolitico, l’età del Bronzo, ma anche al periodo Fenicio-Punico e Romano. Questo parco non è solo un punto geografico, ma una comunità con proposte e progetti importanti che puntano ad attirare sempre più visitatori».

Massimo Impera, sindaco di Santadi, sottolinea l’importanza del progetto: «Attraverso operazioni di questo tipo è possibile aprire le porte d’accesso del parco e mostrare alle comunità dei territori che ne fanno parte e ai visitatori tutte le opportunità che questo territorio è capace di offrire».

Beniamino Garau, sindaco di Capoterra, rimarca l’importanza di mettere a sistema le bellezze archeologiche del parco: «Ci sono tanti luoghi di interesse da ammirare, nel nostro territorio, ad esempio, meritano di essere conosciuti da tutti il villaggio di Bidd’e Mores e Su Campusantu ‘e Is Arruus. Il progetto di digitalizzare tutto il materiale relativo alle attrazioni del parco, ci permetterà di compiere un passo in avanti verso l’apertura di un Ecomuseo vero e proprio».

Angelo Dessì, sindaco di Sarroch, spiega come l’Ecomuseo rappresenti un grimaldello per raggiungere una valorizzazione più completa dell’area naturalistica di Gutturu Mannu: «Molto importante mostrare ai visitatori le bellezze storiche e archeologiche di questo territorio, il prossimo passo sarà quello di lavorare al miglioramento della viabilità in modo da permettere anche fisicamente al pubblico di ammirare questo immenso patrimonio».

 Giovanni Cafiero, coordinatore del progetto: «Il patrimonio culturale, è, ancor più di quello naturalistico, una risorsa non rinnovabile. Mentre si può reintrodurre una specie animale – si è fatto proprio qui con la reintroduzione del cervo sardo – non si possono reintrodurre le testimonianze materiali delle civiltà del passato. Le si possono però conservare e valorizzare. L’ecomuseo è il progetto per rigenerare il rapporto tra uomo e natura su nuove basi, rafforzando il senso di identità, la partecipazione pubblica e l’impegno delle istituzioni e delle imprese per una gestione sostenibile del territorio del Parco».

Un Parco al passo con la natura ma anche con i tempi: il Parco di Gutturu Mannu diventa interattivo. L’appuntamento è per sabato 24 gennaio, alle ore 9.30, all’infopoint Pantaleo – Santadi, per parlare di natura e territorio e del valore del patrimonio storico archeologico del Parco di Gutturu Mannu.

Ma soprattutto per presentare “il progetto dell’ecomuseo digitale”, che rende fruibili e accessibili a un pubblico illimitato le conoscenze sulla storia del parco. Protagonisti di questa rivoluzione saranno un sito web, la postazione interattiva di Pantaleo con video divulgativi, una cartellonistica progettata per essere installata in punti strategici, e molto altro ancora.

– indagare le prospettive di sviluppo di un vero e proprio ecomuseo: fisico e puntuale, all’interno di una struttura di accoglienza dei visitatori, ma anche estensivo e in campo, sul modello già adottato da altri Parchi (es. Porto Conte).

A confrontarsi sulle prospettive di sviluppo dell’Ecomuseo saranno i soggetti che hanno collaborato al progetto e che potranno avere un ruolo negli sviluppi futuri, facendo convergere le rispettive competenze intorno alla stessa visione.

A intervenire dunque, diverse personalità con le loro competenze:

Massimo Impera, sindaco di Santadi

Giovanni Cafiero, Telos • Comunità di patrimonio tra archeologia e natura: l’Ecomuseo di Gutturu Mannu

Dalia MallusGiovanna Rizzo, Telos • La storia insediativa del Parco

Francesco Muscolino, Museo Archeologico Nazionale di Cagliari • Le collezioni di Monte Arcosu e Perda ‘e accuzai

Chiara Pilo, Giovanna Pietra, soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio

Lo stato della ricerca archeologica all’interno e nell’intorno del Parco

Cecilia Fassò, Fo.Re.S.T.A.S. • La storia nei boschi, tra gestione forestale e fruizione

Mariano Mariani, Parco Naturale Regionale di Porto Conte • Da Parco a Ecomuseo: l’esperienza di Porto Conte

Giovanna Cocco, Ecoistituto MED • Programmi e attività per la conoscenza del Parco di Gutturu Mannu

Stefano Crispu, Museo di Santadi • I custodi dell’identità e della memoria

Enrico Trogu, Archivio di Stato • Storia moderna e contemporanea. Il patrimonio documentale negli archivi storici

Rosanna Laconi, assessora della Difesa dell’Ambiente Regione Sardegna

Walter Cabasino, presidente Parco Gutturu Mannu

Luca Pulina, Università di Sassari • Le strategie di innovazione e valorizzazione dello Spoke 2

Moderano Marta Battaglia, Gianluca Cadeddu

Per rendere le bellezze naturalistiche del territorio facilmente raggiungibili e per far conoscere a tutti i luoghi di interesse storico e archeologico presenti nelle montagne: il Parco di Gutturu Mannu lancia il suo Piano della viabilità e vuole migliorare la connessione tra l’area naturalistica regionale e i comuni che ne fanno parte.

Il Piano della viabilità del Parco è stato presentato a Capoterra in un incontro al quale hanno partecipato i sindaci dei dieci comuni che fanno parte della comunità del Parco, i rappresentanti della Città metropolitana di Cagliari, della provincia del Sud Sardegna, i funzionari della Regione e dell’Agenzia Forestas.

Walter Cabasino, presidente del parco di Gutturu mannu e sindaco di Pula, spiega i prossimi passi da compiere per aprire definitivamente le porte dell’area naturalistica ai visitatori: «Il Piano della viabilità è stato redatto da un pool di ingegneri che hanno studiato un sistema non solo per migliorare le direttrici di accesso al parco, ma anche per rendere percorribili i principali sentieri di tutto il territorio. Negli interventi, verrà data priorità alle strade di accesso e alla viabilità interna, in modo da rendere i sentieri percorribili, curati ed efficienti. Questo Piano è inserito nel Progetto integrato di sviluppo dell’accessibilità del parco, varato  proprio per rendere questa area naturalistica di assoluto pregio fruibile da tutti i cittadini».
Dopo la presentazione, i sindaci dei comuni che fanno parte del Parco e gli altri enti interessati avranno dieci giorni di tempo per presentare delle osservazioni e chiedere eventuali correttivi.

«Archiviata questa fasespiega il presidente Walter Cabasino -, il Piano della viabilità tornerà sul tavolo del Parco di Gutturu mannu per l’approvazione definitiva, dopodiché lo presenteremo alla Regione per ottenere i finanziamenti che ci permetteranno di realizzare i lavori. Rendere percorribile il parco è un nostro preciso obiettivo, ci sono cascate, scorci naturalistici di rara bellezza, nuraghi e altri siti di interesse storico che vogliamo mostrare ai visitatori.»

Beniamino Garau, sindaco di Capoterra, sottolinea la sintonia tra i Comuni per raggiungere la piena fruibilità del parco, e ricorda come sia fondamentale mettere mano alle strade di accesso: «Un parco senza sbarre e con strade percorribili può intercettare il flusso turistico che attraversa la costa sud-occidentale dell’Isola, ecco perché migliorare la viabilità è molto importante. Grazie all’attenzione del presidente e alla sinergia dell’Assemblea del Parco, che senza barriere politiche sta collaborando per il bene del territorio, si registra un cambio di passo nella gestione dell’area naturalistica di Gutturu mannu: quando il Piano della viabilità verrà finanziato dalla Regione saremo in grado di mostrare ai visitatori zone sino ad oggi irraggiungibili».

«Il turismo lento si candida quale asset nell’ambito della strategia promozionale della Regione: è un segmento basato su sostenibilità ambientale ed economico-sociale, teso a valorizzare un’offerta unitaria, composta da borghi, cammini e destinazioni di pellegrinaggio, che si appresta ad affacciarsi sui mercati nazionali e internazionali.»

Con queste parole l’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, ha sintetizzato oggi (martedì 16 settembre), nel corso della conferenza di presentazione della 4ª edizione di “Noi Camminiamo in Sardegna”, svoltasi al Centro spirituale Nostra Signora del Rimedio di Donigala Fenughedu, la valenza del progetto regionale sul turismo dei cammini, attivato, sviluppato e promosso dall’assessorato regionale.

«Si tratta di un modello turistico esperienziale e sostenibileha aggiunto Franco Cuccureddu – imperniato su valori quali ambiente e natura, identità e autenticità, accoglienza dei territori e delle comunità che li abitano. Alla pari di altri prodotti turistici tematici, complementari al consolidato turismo marino-balneare, rappresenta un potenziale fattore di sviluppo economico per i luoghi coinvolti e un’opportunità di diversificare l’offerta durante tutto l’anno e in tutto il territorio regionale.»

Una parte rilevante dell’attività promozionale è – e sarà – dedicata al turismo nei borghi, in particolare al cluster di 15 località certificate (Borghi caratteristici della Sardegna) che “rappresentano uno spaccato di Sardegna autentica, memorie ‘vive’ che raccontano saperi e sapori, nonché un modello di sostenibilità ambientale, economica e sociale e di valorizzazione in chiave slow delle ricchezze materiali e immateriali”, ha sottolineato l’Assessore.

All’interno del turismo lento rientra anche la promozione dei beni UNESCO della Sardegna, arricchita dalla novità principale del 2025: il recente inserimento delle necropoli a domus de Janas nel Patrimonio dell’Umanità. Queste si affiancano all’unico sito archeologico finora riconosciuto, Su Nuraxi di Barumini, mentre gli altri beni UNESCO sardi sono immateriali (il canto a tenore e la Discesa dei Candelieri) e naturalistici (l’Oasi di Tepilora). Con questa novità la Sardegna si presenterà al WTE di Roma (25-26 settembre prossimi).

La conferenza di Donigala Fenughedu ha offerto l’occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto, con gli interventi dei rappresentanti regionali, degli enti locali protagonisti, dei media e di esperti del settore. L’incontro ha anche introdotto il clima della quarta edizione di Noi Camminiamo in Sardegna, evento di riferimento per i cammini in Sardegna, che per il terzo anno consecutivo ha ricevuto il patrocinio del Ministero del Turismo.

«L’originale e apprezzato format della manifestazione ha spiegato l’assessore Franco Cuccureddu – mira a garantire un progressivo livello di fruibilità complessiva, infrastrutturale e di servizi annessi, dei cammini e degli itinerari proposti dalle destinazioni di pellegrinaggio iscritte al Registro regionale. In questo senso ciascuna componente dell’offerta dovrà essere all’altezza degli standard richiesti e dotarsi di servizi adeguati alle esigenze dei mercati.»

Ampio spazio è stato riservato al programma di Noi Camminiamo in Sardegna 2025, che durerà un’intera settimana, dal 28 settembre al 4 ottobre, con 16 itinerari che si snoderanno lungo gli otto Cammini di Sardegna e le otto Destinazioni di Pellegrinaggio, attraversando circa 53 Comuni. Il format prevede il coinvolgimento di circa 500 partecipanti: ogni itinerario sarà percorso da gruppi di 25-30 “camminatori”, tra cui giornalisti, content creator, esperti, videoreporter, guide turistiche e ambientali, fotografi e appassionati. I gruppi cammineranno in contemporanea sui 16 itinerari per poi riunirsi nella destinazione finale, annunciata dall’assessore Franco Cuccureddu e presentata dal rappresentante del comune di Pula, il sindaco Walter Cabasino.

Il Comune ha sottolineato come Pula meriti di rappresentare la Sardegna sullo scenario nazionale del turismo lento e dei cammini, grazie alle sue attrazioni storico-culturali e religiose e, in particolare, al grande valore identitario del Cammino di Sant’Efisio, in onore del martire più venerato dell’Isola.

Proprio sull’evento conclusivo si concentrano le novità del 2025, illustrate dal responsabile del settore Renato Tomasi:

  • Venerdì 3 ottobre 2025: evento serale “I canti, le musiche, i territori” con artisti, camminatori e giornalisti, condotto da Ambra Pintore e Ottavio Nieddu, in Piazza del Popolo a Pula (ore 19.00-21.00).
  • Sabato 4 ottobre 2025: “A passo lento, si cammina sul percorso di Sant’Efisio”, 10 km lungo lo scenario costiero di Pula. L’evento, aperto a esperti e appassionati, richiede iscrizione sul sito noicamminiamoinsardegna.it. Partenza dal sagrato della chiesa di San Giovanni Battista (ore 8.00-13.00).

Un’ulteriore novità della 4ª edizione è l’invito rivolto ai gestori dei cammini e delle destinazioni di pellegrinaggio a favorire il coinvolgimento di esperti e appassionati, a promuovere l’accessibilità e ad avvicinare i giovani attraverso attività con le scuole.

Il progetto regionale coinvolge e consolida gli otto itinerari dei Cammini di Sardegna: Cammino Minerario di Santa Barbara, Cammino di San Giorgio Vescovo, Cammino di Santu Jacu, Cammino di Sant’Efisio, Cammino 100 Torri, Via dei Santuari e Cammino Francescano in Sardegna. Inoltre, è stato introdotto un nuovo itinerario pilota: il Cammino dei Beati, che comprende i territori di cinque Comuni del Nuorese e della Baronia (Dorgali, Galtellì, Oliena, Orgosolo e Orosei).

Protagoniste dell’evento saranno anche le Destinazioni di Pellegrinaggio: Borutta, Dorgali, Galtellì, Genoni-Gesturi-Laconi, Luogosanto, Orgosolo e Sant’Antioco. Borghi legati a figure di santi e beati, luoghi di ospitalità, silenzio e meditazione, autentici scrigni di rigenerazione fisica e spirituale, rappresentano uno spaccato della Sardegna più autentica.

Venerdì 4 aprile 2025, con inizio alle ore 17.45, si terrà a Pula, presso la Sala consiliare, un incontro pubblico di sensibilizzazione sul tema dei trapianti e delle donazioni di organi organizzato dalla Prometeo AITF ODV in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Parteciperanno, inoltre, alcune associazioni locali: Avis, Libera associazione volontari soccorso – Lavs e Pro Loco.
L’incontro precede di una settimana la Giornata nazionale per la donazione di organi e tessuti, che quest’anno è stata fissata per l’11 aprile. «E’ il momento giusto per fare una scelta di civiltà che non ci costa nulla, perché avviene quando non ci siamo più, ma che può valere tantissimo per chi resta», esorta il direttore del Centro nazionale trapianti (CNT), dott. Giuseppe Feltrin.
Nel 2024 l’attività della Rete italiana dei trapianti ha realizzato il numero più alto di questi interventi: 4.692. Non tutti i dati, però, sono così entusiasmanti. Nel presentare il suo report annuale, infatti, il CNT ha sottolineato che se da un lato, «nelle rianimazioni la percentuale di chi ha rifiutato la donazione nel 2024 è scesa a 29,3% (in lieve calo rispetto al 30,3% del 2023)», dall’altro, «è aumentato il numero di persone che all’atto del rilascio della carta d’identità elettronica ha scelto di registrare un “no” a un’eventuale donazione dopo la morte». Più in dettaglio, le opposizioni costituiscono il 36,3% del totale delle nuove dichiarazioni registrate lo scorso anno, in aumento di circa 5 punti percentuali rispetto al 2023. In più, sempre il CNT segnala che più del 40% dei cittadini italiani che ne ha avuto l’opportunità non si è espresso riguardo alla volontà di donare.
All’interno di questo scenario la Sardegna è un po’ in controtendenza: nell’Isola, infatti, per quanto riguarda le donazioni, l’unica nota dolente per il 2024 sono le opposizioni alla donazione manifestate nelle rianimazioni che – secondo i dati forniti dal CNT – sono state il 33,3% a fronte del 30,4% registrato nel 2023 e del già citato 29,3% nazionale. Consultando il Sistema informativo dei trapianti – SIT, si trova, invece, conferma della tendenza più positiva, già rilevata dalla Prometeo a fine 2024, per quanto riguarda le dichiarazioni rilasciate ai Comuni: attualmente la percentuale sul totale delle dichiarazioni complessivamente registrate dai comuni in Sardegna è il 24,4%, mentre è pari al 32,8% per quanto riguarda il totale italiano.
Guardando al caso specifico di Pula, sempre il SIT mostra che attualmente le opposizioni complessivamente registrate sono il 34,1%: un dato superiore a quelli citati e tra i più alti registrati dai comuni della Città metropolitana. Da qui la scelta della Prometeo di prevedere una tappa della sua campagna annuale di sensibilizzazione in questa comunità.
La proposta ha trovato subito accoglienza da parte dell’Amministrazione comunale, che manifesterà il suo impegno per promuovere la donazione di organi intervenendo all’incontro di venerdì prossimo. In particolare, saranno presenti il sindaco Walter Cabasino e l’assessora Manuela Serra, competente per Pubblica istruzione, cultura, politiche sociali e sanità. Per quanto riguarda, invece, gli aspetti scientifici interverranno operatori sanitari del Centro regionale trapianti (CRT) e del Centro trapianti di fegato e pancreas della Sardegna, che ha sede all’Arnas “G. Brotzu” di Cagliari. Coordineranno questi interventi, come pure le testimonianze dei trapiantati della Prometeo e le domande del pubblico, la dott.ssa Fabrizia Salvago, psicologa clinica dell’Arnas “G. Brotzu” con specializzazione in comunicazione sulla donazione, e il dott. Stefano Dedola, consulente scientifico della Prometeo ed ex responsabile del Day hospital del Centro trapianti di fegato e pancreas.
L’incontro del 4 aprile sarà finanziato dall’assessorato regionale del Lavoro, tramite il contributo di cui alla L.R. n. 13/1991, art. 72. È grazie a queste risorse, ad altri contributi pubblici e al supporto di privati che la Prometeo porta avanti la sua attività: promuove la donazione degli organi e informa sui trapianti d’organo; contribuisce a rafforzare il coordinamento tra istituzioni, strutture sanitarie e medici operanti sul territorio; supporta trapiantati, trapiantandi e familiari; promuove l’attività sportiva e motoria come terapia post-trapianto e come mezzo per dimostrare che “il trapianto è vita” non è solo uno slogan.

Mercoledì 10 luglio, alle ore 10.00, nella sala consiliare del comune di Pula (corso Vittorio Emanuele, 28/a), si terrà la conferenza stampa di presentazione degli eventi sportivi che animeranno l’estate 2024, a cominciare dal “Beach Sport” e dal “Pula Fun Run”. Quest’ultimo servirà anche per raccogliere fondi a favore dell’associazione “Il Paese dei cuori”, che opera a favore del reparto di Cardiologia pediatrica e delle cardiopatie congenite dell’ospedale Brotzu di Cagliari.
I particolari delle iniziative messe in campo dall’Amministrazione comunale, in collaborazione con l’associazione “ViviPula”, saranno illustrati dal sindaco Walter Cabasino, dalla vicesindaca Elisabetta Loi e dal consigliere comunale Salvatore Di Caro.
 

Dopo la Porta di Pantaleo a Santadi aperta nel 2022, il 31 maggio si inaugura l’apertura della porta di Pula del Parco naturale regionale di Gutturu Mannu e insieme il Centro di Pixina Manna. Il nuovo accesso al Parco, in questo versante costiero di Pula, consente di intercettare un nuovo tipo di utenza e di poter programmare un turismo alternativo a quello balneare. Il Parco è molto curato, caratteristico e riconoscibile, con strutture ricettive e di ristorazione nelle vicinanze. La frequentazione del Parco, grazie a questo nuovo accesso, consentirà anche un allungamento della stagione turistica estiva, sia anticipandola in primavera sia portandola avanti verso l’autunno.  

La conferenza stampa sarà anche l’apertura della due giorni di laboratori ed eventi: di seguito il programma.  

Parteciperanno alla conferenza stampa il presidente del Parco di Gutturu mannu, Giacomo Porcu; il sindaco di Pula, Walter Cabasino; l’assessora regionale all’Ambiente, Rosanna Laconi.