7 October, 2022
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Il 18 novembre 2013 decolla il trattamento sperimentale di dialisi notturna all’ospedale Sirai di Carbonia.

Ospedale Sirai CarboniaMaurizio Calamida 9 copia

Il 18 novembre 2013 decolla il progetto sperimentale “Emodialisi notturna intermittente” (INHD), approvato dalla Direzione Generale della ASL 7 questa mattina. Si tratta di un nuovo trattamento che consentirà ai pazienti del Sirai sottoposti a dialisi di avere una migliore qualità di vita e diversi vantaggi clinici. Per sei mesi, dal 18.11.2013 al 15.05.2014, l’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi del P.O. Sirai, diretta dal dr. Giorgio Mirarchi, porterà avanti il progetto, unico in Sardegna ma già consolidato nei Centri Dialisi di Bergamo, Torino e Foggia. Il trattamento prevede la sperimentazione della INHD con protocollo tipo Tassin della durata di 8 ore (dalle 21.00/22.00 alle 5.00/6.00) per 3 volte la settimana, rivolta a 5-7 pazienti già teoricamente eleggibili, idonei e disponibili.

Nei tre Centri, dove si eseguono di notte, in pazienti selezionati, le dialisi di questo tipo, tali protocolli hanno dimostrato un’importante riduzione della mortalità, della morbilità e del consumo dei farmaci. D’altra parte, l’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi del Sirai ha una tradizione di dialisi lunghe: il 90% degli attuali 80 pazienti sono in trattamento dialitico Low-flux a basso costo.

«L’introduzione di questo trattamento sperimentale è un segnale dell’attenzione che rivolgiamo alle richieste dei nostri pazienti» – ha sottolineato il Direttore generale Maurizio Calamida -. «Sono stati, infatti, proprio loro a fare richiesta di accedere all’INHD, ritenuta la miglior terapia dialitica al momento a disposizione. Confidiamo nel fatto che riusciranno a trarre gli stessi benefici osservati nei pazienti degli altri Centri che hanno adottato la dialisi notturna».

«La INHD è attualmente il protocollo di dialisi che garantisce al paziente la maggiore sopravvivenza, la minore morbilità e il maggior grado di riabilitazione» – ha spiegato il primario del reparto, dr. Giorgio Mirarchi -. «L’aspettativa, altamente probabile, è di una maggiore efficacia clinica complessiva, che riguarda in particolare la qualità di vita, non solo sul piano clinico ma anche sul versante sociale, lavorativo e relazionale». Altri aspetti positivi della INHD sono la diminuzione dei giorni di ricovero, delle complicanze intradialitiche (crampi, ipotensioni, collassi), e la riduzione dei costi per farmaci, presidi sanitari e beni non sanitari.

Una sperimentazione che va quindi nella direzione di migliorare ancora di più il trattamento offerto ai pazienti dializzati del Sirai, che già da ora può vantare dei numeri estremamente positivi: il tasso di mortalità e morbilità dei pazienti della nostra struttura è inferiore di oltre il 50% rispetto alla media regionale e nazionale.

A Iglesias la mostra
Lunedì 4 novembre 2

giampaolo.cirronis@gmail.com

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