18 May, 2022
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«Arriva con oltre due mesi di ritardo, ma la decisione di annullare il bando per la scelta del nuovo direttore generale di Agris Sardegna, adottata poco prima di Natale, è comunque un passo positivo.»

Lo scrive in una nota Cristina Malavasi, segretario generale dello SDIRS, Sindacato dei dirigenti e direttivi della Regione Sardegna.

«L’assessore regionale dell’Agricoltura avrebbe potuto ripensarci già ad ottobre, quando lo SDIRS aveva segnalato la dubbia legittimità della procedura di selezione appena avviata, e non attendere il nostro sollecito di dicembre. Ora possiamo solo sperare che “il rispetto delle procedure e della conformità alla legge” di cui parla l’assessore Falchi in una nota stampa non sia un pretesto per coprire ulteriori ritardi e incertezze.»

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Virginia Mura 2 copia

Con una delibera proposta dall’assessore del Lavoro Virginia Mura, la Giunta regionale ha preso atto delle modifiche all’articolazione finanziaria del Programma Operativo del FSE 2007-13, con particolare riferimento al rafforzamento dell’Asse IV, destinato agli interventi sul capitale umano, approvate dalla Commissione europea (con la decisione n. 8883) lo scorso 8 dicembre.
L’atto suggella la revisione del Programma Operativo, avviata dall’Esecutivo nell’agosto scorso, che ha permesso di rendere più efficace l’impatto degli interventi posti in atto con il PO FSE, apportando un significativo avanzamento nella certificazione della spesa complessiva di queste risorse comunitarie nel corso del 2015, che raggiunge ad oggi l’89.38% della dotazione complessiva (603.365.892,90 euro su 675.053.206,00 euro).
Le modifiche alla programmazione degli interventi sono state orientate a rafforzare gli interventi di sostegno all’istruzione-formazione, in modo da concentrare la strategia del FSE in Sardegna su alcuni dei principali fattori di debolezza rilevati nel contesto socio economico della Regione, fra i quali la scarsa qualità del capitale umano. Una criticità questa testimoniata dal basso livello di istruzione che caratterizza la popolazione regionale e dall’alto livello di dispersione scolastica. È apparso, dunque, opportuno rafforzare le politiche a sostegno dell’istruzione e della formazione per colmare il gap che caratterizza la forza lavoro regionale.
Quanto sopra si è tradotto in un aumento della capacità di intervento dell’Asse IV – Capitale umano, in linea con la valenza strategica che tale Asse ha avuto fin dalla prima impostazione del Programma e che oggi ancor più si conferma quale direttrice fondamentale per i processi di sviluppo che la Regione ha promosso (anche con risorse regionali) e intende promuovere. Nello specifico l’Asse IV viene incrementato del 10,02% (raggiungendo una dotazione pari a 274.564.324,06 euro): risultato ottenuto attraverso riduzioni minime degli Assi II (-4,98 %), III (-1,34%), V (-3,68%) e più rilevanti sull’Asse I (-11,92%).
Con gli interventi inquadrati nella rimodulazione approvata all’Asse IV – Capitale umano risultano avviate oltre 4.700 operazioni con il coinvolgimento di circa 82.000 destinatari. Tra questi l’azione di sistema volta a rafforzare il raccordo tra le Università e le scuole secondarie superiori, che, in coerenza con gli Obiettivi di Europa 2020, contribuisce ad elevare il numero di persone che completano gli studi universitari, in un contesto che è in forte ritardo rispetto alla media italiana. Da ricordare anche gli interventi, realizzati dalla Regione direttamente o con il coinvolgimento delle Università (Centri linguistici di Ateneo, dottorati, assegni e borse di studio), rivolti prevalentemente al mondo della ricerca. Significativi sono gli interventi attivati per il contrasto alla dispersione scolastica (“Ardisco” e “Ardisco ancora”), mentre l’obiettivo del sostegno alla formazione di eccellenza ed all’incontro con il sistema delle imprese sarde è perseguito principalmente con il programma “Master and Back” che offre ai laureati sardi opportunità di imparare presso realtà formative di eccellenza fuori dal territorio regionale, e di mettere a frutto le competenze acquisite attraverso i percorsi di rientro ovvero esperienze di lavoro presso realtà in Sardegna.
La delibera approvata dall’Esecutivo individua inoltre le dotazioni finanziarie definitive delle Linee di azione e le attribuisce ai diversi Responsabili di linea e opera inoltre un assestamento finanziario delle linee di attività di ciascun Asse prioritario, al fine di garantire che le azioni programmate siano coerenti con il quadro strategico definito dalla Regione.

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Nuovo passo avanti del percorso previsto nel Piano di chiusura della miniera di Nuraxi Figus approvato dalla Commissione Europea il 1° ottobre 2014, che tra le varie misure di accompagnamento prevedeva gli incentivi all’esodo per i lavoratori della Carbosulcis Spa. Con la delibera proposta dall’assessore Maria Grazia Piras è stato dato mandato all’amministratore unico della Carbosulcis di utilizzare le disponibilità finanziarie della società per anticipare la corresponsione degli incentivi. Le fuoriuscite del personale avverranno gradualmente, in quattro scaglioni. Il personale che usufruirà del provvedimento non potrà essere assunto in nessun’altra società partecipata, controllata o in house della Regione.
La Giunta guidata da Francesco Pigliaru ha approvato, in materia di sanità, su proposta dell’assessore Luigi Arru, il nuovo schema di contratto e dei tetti di spesa per gli anni 2016-2018 per prestazioni di specialistica ambulatoriale dalle strutture private accreditate, nel settore della salute mentale e delle Rsa. Confermati per tre mesi gli attuali commissari di Asl e Aziende ospedaliere. Via libera anche al documento con gli indirizzi strategici sull’appropriatezza e l’efficacia dei ricoveri ospedalieri, con relativo sistema di controllo; al tetto di spesa per gli erogatori privati di assistenza termale e il riparto, per quest’ultima, tra le Asl di Sassari, Oristano e Sanluri. Sono state inoltre attribuite alle Asl le risorse destinate al finanziamento indistinto della spesa sanitaria di parte corrente per l’esercizio 2015 e approvate le modifiche del procedimento di autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio e di accreditamento istituzionale.
Su proposta dell’assessore degli Gianmario Demuro, sono state approvate le linee guida per autorizzare le delegazioni convenzionali di pagamento mediante trattenute sullo stipendio dei dipendenti della Regione. Rispondendo alle richieste crescenti dei dipendenti regionali di poter accedere a prestiti personali con delegazione sullo stipendio, tramite questo istituto, disciplinato dalle norme del Codice Civile, il lavoratore affida all’amministrazione regionale l’incarico di corrispondere, mediante trattenute sulla busta paga, le somme dovute al proprio creditore a seguito di un contratto di finanziamento o assicurazione. Approvati gli indirizzi per la contrattazione collettiva a favore del personale regionale di turno presso la Protezione Civile per il triennio 2013-2015 e affidato al direttore generale della Protezione Civile la gestione del lavoro straordinario con riferimento alle attività svolte in occasione di eventi urgenti ed emergenze che richiedono l’intervento del personale in base allo modalità previste dalla legge approvata dal Consiglio regionale lo scorso 23 dicembre.
Carbosulcis 2

 

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Palazzo della Regione 3 copia
La Giunta regionale, su proposta dell’assessore della Programmazione e del Bilancio, Raffaele Paci, alla manovra finanziaria per il 2016. Una manovra da 7 miliardi e 400 milioni di euro che si pone un duplice obiettivo: sostenere la ripresa, e quindi mantenere i livelli di spesa e le politiche attive nei diversi settori, e continuare l’opera di risanamento dei conti della sanità.
La manovra approvata mantiene l’impostazione generale già definita nel 2015. Prima di tutto la Programmazione Unitaria delle risorse regionali, statali e comunitarie che permette di dare forte impulso e accelerazione alla spesa dei fondi europei sin dall’inizio del nuovo ciclo di programmazione: nel 2015 sono state già approvate le delibere di programmazione delle risorse per le principali strategie regionali, alcuni bandi sono già usciti e molti saranno pubblicati nei primi mesi del 2016 rendendo così disponibili ingenti risorse per lo sviluppo. Il secondo elemento è il Piano regionale delle infrastrutture che ha iniziato il suo iter nel 2015 con la contrazione del mutuo e l’attuazione di tutte le procedure necessarie per avviare i lavori. Nel 2016 i lavori saranno a pieno regime e si prevede di realizzare infrastrutture per un valore di circa 120 milioni con gli indubbi benefici in termini di riduzione del gap infrastrutturale e rilancio della domanda interna.
Nella manovra 2016 una particolare attenzione viene dedicata alla sanità, alla quale vengono destinati 350 milioni in più rispetto al 2015 per affiancare il piano di risanamento della sanità approvato in dicembre dalla giunta regionale. Questo risanamento viene realizzato senza ridurre gli stanziamenti del 2015, anzi incrementando la spesa in alcuni settori cruciali per le nostre politiche – lavoro, istruzione, cultura solo per fare alcuni esempi -, utilizzando in gran parte risorse interne al bilancio (spending review e miglioramento di entrate dovuto al ciclo economico) e con un sacrificio temporaneo chiesto a imprese e cittadini più abbienti mirato esclusivamente ad accompagnare il piano di risanamento della sanità, dunque un aumento di tasse a tempo fino al raggiungimento degli obiettivi di risanamento.

L’anno finanziario appena concluso ha rappresentato una svolta radicale nella gestione economica della Regione con l’introduzione delle regole del bilancio armonizzato e l’abolizione dei limiti di spesa legati al patto di stabilità. Altro elemento importante è la certezza delle entrate da compartecipazioni erariali spettante alla Regione grazie alla conclusione positiva, dopo 10 anni, della Vertenza Entrate.
La Sardegna sta uscendo, con fatica, da una lunga e profonda recessione. Nel 2015 il Prodotto Interno Lordo (PIL), per la prima volta dopo cinque anni consecutivi di riduzione, mostra segnali di crescita (+0,2%) e un aumento ancora maggiore è atteso per il 2016. Altre indicazioni incoraggianti provengono dall’andamento positivo della stagione turistica e dall’incremento delle esportazioni nel settore agroalimentare (due punti di forza della nostra economia) e gli indicatori sulle aspettative delle imprese mostrano una ritrovata fiducia degli imprenditori sulle prospettive future dell’economia. Anche il mercato del lavoro inizia a mostrare segnali di ripresa, con 31mila occupati in più dal 2014 e il tasso di disoccupazione sceso al 16.7 % (era pari al 19.7% all’inizio del 2014). Obiettivo finale della Finanziaria appena approvata e delle politiche della Giunta è dunque rafforzare questi segnali, stabilizzarli e farli crescere nei prossimi mesi.
La Giunta ha approvato anche il disegno di legge per l’autorizzazione all’esercizio provvisorio di bilancio per i primi due mesi del 2016.

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Ore decisive per il progetto di rilancio dell’Eurallumina. Si è conclusa nel tardo pomeriggio la prima parte della conferenza di servizi, convocata nel palazzo regionale di viale Trento, a Cagliari, per il pronunciamento definitivo sul progetto.

Al termine della giornata di lavoro, iniziata alle 10.30, dedicata all’illustrazione del progetto da parte dei proponenti, non è stata assunta nessuna decisione. Con alcune richieste di chiarimenti arrivate dal tavolo composto da Regione e da tanti altri enti che si devono pronunciare, in particolare, sui possibili riflessi ambientali dell’intervento. Fuori dal palazzo per tutta la giornata, come hanno fatto dall’inizio della procedura con i sit-in davanti all’assessorato della Difesa dell’Ambiente, i lavoratori Eurallumina hanno manifestato con fischietti, tamburi e caschi.

Il progetto prevede l’impiego di 270 lavoratori degli appalti per la realizzazione delle opere per 36 mesi (150 resteranno poi per le manutenzioni ordinarie), 357 dipendenti diretti con circa 80 assunzioni. Poi gli addetti alle mense, i trasporti, servizi, fornitori: circa mille unità – spiegano i rappresentanti – che con il minimo del moltiplicatore economico diventano 3.000. L’investimento ammonta complessivamente a circa 190 milioni di euro. 

«Auspico – ha commentato Luca Pizzuto, consigliere regionale e coordinatore regionale di Sinistra Ecologia Libertà – che si tratti davvero dell’ultimo nodo da sciogliere per garantire la riapertura della fabbrica, che porta con se non solo la speranza di ripresa del lavoro dei dipendenti diretti ma anche un utile volano di ripartenza dell’economia industriale del Sulcis. Occorre, anche in questo frangente, ribadire con forza il sostegno ai lavoratori, che da tempo chiedono la ripartenza della fabbrica, consapevoli che la stessa debba avvenire in quadro di rispetto delle norme a tutela dell’ambiente e della sostenibilità dei processi industriali. Anche oggi, in difesa del Sulcis, del lavoro e dei lavoratori noi ci siamo e ci saremo sempre”.

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Industrie Portovesme 3
La Giunta regionale, nella riunione odierna, ha deciso di presentare al ministero dello Sviluppo economico l’istanza di riconoscimento della situazione di “Crisi industriale complessa” per i poli industriali di Portovesme e Porto Torres.

«Si tratta di due casi di deindustrializzazione di interesse nazionale, che hanno vissuto periodi di grande sviluppo industriale e che oggi registrano un crollo occupazionale e imprenditoriale molto marcato – sottolinea l’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras -. Ciò si verifica in una regione, come la Sardegna, che ha sofferto più di altre in Europa gli effetti della crisi internazionale. Oggi chiediamo al MISE il riconoscimento di area di crisi complessa per queste due realtà territoriali e siamo già pronti a produrre pianificazione e progettazione utili al rilancio produttivo e manifatturiero. Non ci fermeremo qui: a breve, infatti, presenteremo istanza al MISE per il riconoscimento di area di crisi per i territori del Nuorese e dell’Ogliastra, come previsto dalla legge finanziaria del 2015.»

In base all’articolo 1 del decreto del ministro dello Sviluppo economico del 31 gennaio 2013, sono considerate situazioni di crisi industriale complessa quelle che, a seguito di istanza di riconoscimento della Regione interessata, riguardano specifici territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale, derivante dalla crisi di una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull’indotto, oppure da una grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione nel territorio, qualora tali crisi non risultino risolvibili con risorse e strumenti di competenza regionale.

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15 milioni di euro per migliorare le competenze degli studenti, combattere la dispersione scolastica e favorire l’inclusione. E’ l’impegno assunto dalla Giunta regionale con il progetto “Tutti a Iscol@”, pubblicato sul portale istituzionale. Le scuole potranno presentare domanda dal 21 gennaio al 1 febbraio 2016.

«In questo anno abbiamo parlato moltissimo del progetto – ha detto l’assessore della Pubblica Istruzione Claudia Firino – l’abbiamo fatto crescere portandolo sui territori e discutendone con tutti i soggetti coinvolti, e finalmente arriviamo alla pubblicazione del bando. E’ una importantissima azione strategica e strutturale della Giunta, che ha una durata di tre anni e va a incidere e investire su ciò che di più importante abbiamo: i giovani e la loro formazione. Non possiamo più permetterci che i nostri ragazzi abbandonino gli studi.»

Dispersione scolastica. «La Sardegna è tra le regioni italiane con il più alto livello di abbandono scolastico – ha aggiunto l’assessore Firino – con una percentuale del 24,7% contro una media nazionale del 17%. Anche per ciò che concerne le percentuali di difficoltà di apprendimento c’è stato un aumento negativo negli ultimi anni, che fa registrare un 27% nella lettura e un 33% in matematica. Il progetto ‘Tutti a Iscol@’ è rivolto agli istituti che fanno registrare i tassi più elevati di abbandono, e con studenti che si trovano in particolari situazioni di difficoltà e svantaggio.»

Per rafforzare i processi di apprendimento degli studenti sono previsti progetti integrativi, che serviranno a favorire la piena inclusione dei giovani nell’ambiente scolastico. «Per realizzare questo tipo di attività curriculari ed extracurriculari sarà indispensabile che gli istituti abbiano una dotazione di personale aggiuntivo – ha detto l’assessore – sia docente che Ata che sarà selezionato dalle graduatorie provinciali e di istituto, creando così anche occupazione».

“Tutti a Iscol@” si sviluppa su tre grandi linee di intervento che prevedono il miglioramento dell’apprendimento di base, scuole aperte e inclusione e sostegno psicologico.

Miglioramento competenze di base. Questa linea, finanziata con 5 milioni di euro, si prefigge di colmare il deficit di competenze che, spesso, dà luogo anche a fenomeni di abbandono, ed è rivolto soprattutto alle scuole secondarie di primo grado e al biennio delle scuole superiori di secondo grado. «L’azione è uno degli elementi principali del programma e punta ad aggredire il divario che separa i nostri ragazzi dai coetanei delle altre regioni italiani ed europee. Lo fa immettendo nelle scuole nuovi docenti che daranno supporto agli insegnanti ordinari per potenziare il percorso didattico nelle abilità in cui gli studenti fanno più fatica, ovvero la capacità di comprensione e riutilizzo di un testo scritto e le competenze logico-matematiche.»

Scuole aperte. Per questa linea di “Tutti a Iscol@” la Giunta Pigliaru ha stanziato 4,5 milioni di euro per ampliare l’offerta formativa con progetti e percorsi extracurriculari. «La scuola – ha sottolineato l’assessore Firino – è uno dei nuclei centrali di una comunità e deve essere chiamata a fare rete con il territorio che, a sua volta, deve cooperare per rafforzare l’offerta formativa. Saranno previsti laboratori didattici con la realizzazione di prodotti digitali multimediali come siti web, blog, narrazioni digitali. L’obiettivo è il supporto nell’uso delle nuove tecnologie finalizzate alla didattica e allo studio di nuove strategie di insegnamento e apprendimento. Con questo investimento saranno potenziate le nuove tecnologie e i nuovi linguaggi con i quali gli studenti, lavoratori di domani, dovranno confrontarsi. All’interno di “Scuole aperte” sono state individuate due azioni pilota innovative: la diffusione del coding (programmazione), anche alla luce anche dell’accordo tra la Regione Sardegna e Codecademy, e la sperimentazione dei Fab Lab: laboratori in piccola scala di digital fabrication, per dare sostegno alla formazione tecnica, molto debole soprattutto nelle scuole superiori».

Inclusione e sostegno psicologico. «Il dialogo tra gli studenti e tra alunni e docenti, appartenenti a culture e condizioni sociali diverse – ha sottolineato ancora Claudia Firino – è fondamentale e serve a combattere qualsiasi forma di discriminazione. Per fare questo sono stati messi in campo 5,5 milioni. Psicologi, pedagogisti e mediatori saranno i professionisti che si occuperanno del sostegno ai ragazzi e alle famiglie, con una particolare attenzione agli studenti non italiani e a quelli con disabilità, per il superamento degli ostacoli psico-sociali, favorendo così l’inclusione e un ambiente scolastico democratico e improntato ai valori dell’uguaglianza».

Per dare vita al progetto saranno chiamati oltre 250 tra docenti e personale Ata. La selezione avverrà per entrambe le categorie dalle graduatorie provinciali e di istituto. Il contratto per i docenti sarà stipulato con le Autonomie scolastiche ammesse al finanziamento per una attività non inferiore alle 250 ore tra docenza e attività funzionali al progetto. Per il personale Ata è previsto un impegno non inferiore alle 250 ore complessive.

«Il finanziamento sarà mirato – ha concluso Firino – non saranno distribuiti soldi in maniera casuale. Per questo motivo ci sarà un monitoraggio iniziale e una valutazione finale attraverso la compilazione di appositi test e questionari, e il supporto alle scuole per la presentazione dei progetti».

Claudia Firino copia

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I Riformatori sardi hanno promosso una manifestazione contro l’aumento delle tasse deciso dalla Giunta Pigliaru per domani, mercoledì 30 dicembre, alle 10.00, davanti all’Agenzia delle entrate, in via Vesalio, a Cagliari.

«Basta con le prese in giro – dice il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa – la Giunta ha aumentato le tasse ai sardi creando nuovi problemi all’economia.»

«Altro che novelli Robin Hood sono solo dei mistificatori – aggiungono Franco Meloni e Sergio Pisano del Centro Studi dei Riformatori sardi – facendo bene i conti viene fuori che tartasseranno quei pochi che hanno qualcosa da investire  e che, così facendo,  aiuterebbero l’economia: danno un’elemosina a pioggia, senza risolvere alcun problema reale. Basti pensare che il frutto dell’operazione Robin Hood prevederà l’elargizione a circa 800.000 contribuenti di una cifra variabile tra 1,33 e 3,5 euro al mese.»

Michele Cossa

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Palazzo del Consiglio regionale 3 copia

La prima commissione Autonomia del Consiglio regionale, presieduta dall’on. Francesco Agus (Sel), comincerà questo pomeriggio alle 15.30 l’esame degli emendamenti al disegno di legge 176/A sul riordino degli Enti locali. I lavori proseguiranno anche nella giornata di domani 30 dicembre, sia di mattina che di pomeriggio.

Nella stessa sessione, la commissione predisporrà inoltre uno specifico calendario di sedute riguardanti lo schema delle nuove norme di attuazione dell’art. 8 dello Statuto (Entrate della Regione).

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L’Unione cacciatori Sardegna chiede l’allungamento della stagione venatoria, con la dilazione della caccia al tordo sino al 31 gennaio. «L’organismo preposto alle decisioni in merito al calendario venatorio – spiega il presidente dell’associazione Bonifacio Cuccu – è convocato per il prossimo 13 gennaio, con all’ordine del giorno l’approvazione del piano faunistico venatorio. Un elaborato che disciplina i metodi di prelievo nel rispetto dell’ecosistema ambientale».

Non è però la sola questione sul tavolo. Un monito arrivato anche da Caccia, pesca e ambiente e da Federazione della Caccia. «Con le altre associazioni dell’universo venatorio abbiamo infatti sollecitato la modifica dell’ordine del giorno, con una discussione mirata al prolungamento della stagione venatoria ai turdidi, alla beccaccia e ai beccaccini. Un provvedimento che si prefigura come un vincolo imposto dalla sentenza del Tribunale amministrativo della Liguria, che ha dato il lasciapassare alla caccia al tordo sino al 31 gennaio rendendo legittimo il prelievo della specie relativa ai turdidi. Non comprendiamo – conclude Bonifacio Cuccu – come mai la Sardegna resti a guardare, mentre le altre Regioni hanno un calendario esteso sino al termine di gennaio.»