28 July, 2021
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Mons. Giuseppe Baturi: «Abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio, di sua Madre e dei suoi Santi, perché il flagello dell’epidemia si plachi»

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La situazione che si è venuta a creare a causa della diffusione del Coronavirus ha cambiato il nostro modo di vivere e di riflettere con più profondità sul senso della vita. Tutti noi siamo stati testimoni di quante vittime il Coronavirus ha mietuto, ma certamente non va dimenticato il sacrificio di medici, infermieri volontari e protezione civile ed anche le forze dell’ordine. Anche tra loro ci sono state vittime. Va fatta una profonda riflessione, rivolgendo lo sguardo al resto del mondo, impegnato nella lotta contro questo temibile virus.

In questo frangente non va dimenticata la presenza e la voce potente di Papa Francesco. Mai come oggi la Sua Santa presenza è stata così forte e noi tutti, smarriti, tremanti, abbiamo ascoltato le sue parole nel chiedere a Nostro Signore la fine di questa Pandemia. La Preghiera si è levata altissima e tutti noi siamo grati a Sua Santità.

In una fase storica così difficile, abbiamo chiesto all’arcivescovo di Cagliari, mons. Giuseppe Baturi qual è il suo pensiero e cosa la Chiesa sta facendo per far sentire la sua presenza e vicinanza a tutta la comunità cristiana.

«La Pandemia in atto ha trasformato le nostre vite, modificando non solo le abitudini quotidiane ma soprattutto la percezione del vivere personale e socialedice l’arcivescovo di Cagliari -. Siamo stati messi davanti agli enigmi che interrogano nel profondo l’animo dell’uomo e che riguardano la fragilità dell’uomo, la malattia, la sofferenza e la morte, ma anche la convivenza, la responsabilità per gli altri e il dovere della solidarietà vicendevole.

Nel nuovo inizio che ci attende non possiamo lasciar cadere alcuna di queste domande. Il Papa ha chiesto fin dall’inizio di dare “un senso evangelico anche a questo momento di prova e di dolore”. Avere uno sguardo di fede significa percepire dentro questa circostanza la presenza consolante del Risorto ed il compito di ciascuno.

È, anzitutto, il compito di suscitare ed accompagnare la domanda sul senso ultimo del vivere e sulle ragioni della convivenza tra gli uomini.

È poi l’appello a sfidare ogni forma di indifferenza individualistica e a lasciarsi muovere a compassione per la sofferenza ed il disagio degli altri.»

«Guardiamo con ammirazione a gratitudine agli esempi di generosa dedizione degli operatori della sanità e dei custodi del bene pubblico, dei sacerdoti, dei volontari della carità che si preoccupano dei più poveri, dei senza tetto, dei disoccupati e delle persone soleaggiunge mons. Giuseppe Baturi -. Ciascuno è custode del bene dell’altro e insieme siamo chiamati a “portate i pesi gli uni degli altri” (Gal 6, 2). Questa emergenza, inoltre, è stata una grande lezione di convivenza: abbiamo imparato che le scelte individuali e il destino degli altri e della società sono fortemente correlati.»

«È possibile un nuovo inizio solo nella semplicità con cui accetteremo di spartire con gli altri un destino comune e di far posto nei nostri cuori alle necessità degli altri. Ho rivolto più volte un “Atto di affidamento” a Sant’Efisio a favore della comunità e dell’intero nostro Paese, così come mi sono rivolto a Nostra Signora di Bonaria. I tanti morti di questi mesi siano accolti nelle braccia misericordiose del Padre conclude l’arcivescovo di Cagliari, mons. Giuseppe Baturi -. Abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio e dell’intercessione di sua Madre e dei suoi Santi, perché il flagello dell’epidemia si plachi, perché siano guariti gli infermi, preservati i sani, illuminati chi opera per la salute di tutti, e perché il nostro amore ci spinga a cooperare al bene dei fratelli e alla dilazione del regno di Dio.»

Armando Cusa

Sono 7 i nuovi casi
Cagliari e Sud Sarde

giampaolo.cirronis@gmail.com

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