16 September, 2021
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Dopo l’incontro tenutosi lo scorso 30 agosto tra Azienda e Sindacato, all’assessorato regionale del Lavoro, è stato convocato un nuovo incontro, in videoconferenza, per il prossimo 21 settembre, sul procedimento per il rilascio del provvedimento unico regionale in materia ambientale (P.A.U.R), relativo al progetto “Riavvio dello Stabilimento di alluminio primario di Portovesme presentato della Società SiderAlloys Italia S.p.A.”
A tal fine, è stata convocata la Conferenza di Servizi, aggiornata dopo l’ultima documentazione integrativa in materia di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.)
La Conferenza di servizi dovrà definire:
– l’esito dell’istruttoria sulla valutazione di impatto ambientale;
– il rilascio da parte degli enti competenti, dei titoli abilitativi richiesti dall’Azienda, che nel caso specifico sono:
  • autorizzazione integrata ambientale
  • autorizzazione paesaggistica,
Armando Cusa

Nuovo incontro stamane all’assessorato regionale del Lavoro sulla vertenza Sider Alloys. L’obiettivo: evitare la cassa integrazione e riavviare la produzione di alluminio. Intorno allo stesso tavolo si sono trovati Regione, Azienda e Sindacati.
L’assessore del Lavoro, Alessandra Zedda, ha riepilogato le principali criticità che allo stato attuale non consentono l’avvio dei lavori finalizzati alla ripartenza della produzione.
L’assessore della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis, ha ripercorso le vicende legate alla Conferenza dei Servizi e riconvocherà la conferenza solo dopo il ricevimento di alcuni documenti fondamentali ancora non trasmessi. E’ quindi ipotizzabile – ha proseguito Gianni Lampis -, che se gli atti vengono trasmessi nei tempi richiesti, la conferenza verrà convocata in una data compresa tra il 20 e il 25 settembre 2021.
Per l’Azienda ha preso la parola il dott. Eros Brega che ha comunicato che tra il 20 e il 25 settembre si terrà la conferenza dei servizi decisoria e la Giunta probabilmente potrà deliberare tra il 15 e 20 del mese di ottobre. Solo dopo quella data l’azienda, potrà chiedere le autorizzazioni al comune di Portoscuso e i lavori potranno iniziare orientativamente a fine novembre.
Eros Brega ha aggiunto che l’Azienda non è in grado di garantire i circa 100 lavoratori sino alla partenza del cantiere e ha evidenziato che le tempistiche rappresentate hanno delle implicazioni oltre che sui lavoratori anche sul contratto ENEL e a livello finanziario.
A tal proposito, è intervenuta l’assessore dell’Industria, Anita Pili, che si è resa disponibile ad attivarsi immediatamente con l’ENEL, al fine di garantire l’eventuale traslazione dell’inizio del contratto di fornitura, per compensare i ritardi nel riavvio degli impianti.
Le parti hanno convenuto di convocare un nuovo incontro il 30 agosto, alle ore 10.00, per il monitoraggio e la verifica della reale anticipazione delle scadenze fissate per i mesi di settembre e ottobre 2021, compreso il rispetto minimo dei termini di legge per la deliberazione della Giunta regionale.
Eros Brega inoltre ha comunicato che laddove le date e il percorso condiviso non dovesse essere mantenuto l’azienda si riserva di attivare le procedure per la Cassa Integrazione.
A tale riguardo le organizzazioni sindacali hanno sottolineato di non concordare sulla possibilità di attivare le procedure di Cassa Integrazione, in quanto la riapertura dello stabilimento è vitale per la ripresa produttiva e per tutto il territorio.
Ancora una volta il sindacato ha rivolto un appello alla Regione affinché vengano ridotti i tempi previsti per le autorizzazioni.
Hanno partecipato all’incontro gli assessori regionali Alessandra Zedda, Anita Pili, Gianni Lampis e Mario Nieddu; il presidente del Consiglio regionale Michele Pais; i consiglieri regionali Giorgio Oppi e Michele Ennas; il Direttore generale dell’assessorato della Sanità Marcello Tidore; per l’Azienda Eros Brega, Marzia Borgese e Carla Cicilloni; per le organizzazioni sindacali Samuele Piddiu, Roberto Forresu e Francesco Bardi per la CGIL; Rino Barca per la CISL; Renato Tocco per la UIL e Angelo Diciotti per la CUB.
Armando Cusa

La vertenza Sider-Alloys è ad un bivio. Il passo compiuto dall’Azienda con il ricorso alla cassa integrazione in deroga, ha provocato l’intervento dell’assessore regionale del Lavoro, Alessandra Zedda, che ha convocato per domani, in assessorato, l’Azienda ed i Sindacati.
La situazione è diventata insostenibile e la Regione è chiamata ad assumere un ruolo determinante per arrivare alla soluzione definitiva.
Armando Cusa

Si allungano sempre più i tempi per la soluzione della vertenza Sider-Alloys. Non sono positive le novità emerse nell’ultimo incontro svoltosi a Cagliari qualche giorno fa che ha visto la partecipazione delle rappresentanze sindacali.
Lunedì pomeriggio l’Azienda avrà un nuovo incontro con i Sindacati per fare il punto della situazione.
Da fonti aziendali trapelano notizie su possibile ricorso  alla Cassa integrazione guadagni.
Armando Cusa

Pende il via il nuovo progetto del Teatro Tragodia, il viaggio tra le città ed i paesi dell’Isola.
Interessanti le pieces teatrali che fanno parte del viaggio itinerante: “Just Forever” e le variazioni sulla fiaba di “Baracca & Burattori(con Cenerentola)”, oltre il ritratto di una banditessa ne “Le Spose della Luna” e alle leggende sull’origine della tessitura  con “Istos”.
Le “Anime resilienti” del Teatro Tragodia hanno trasformato il tempo “vuoto” della “sospensione” delle manifestazioni in una vera opportunità di crescita e nell’occasione per sperimentare nuovi linguaggi, dando così forma a nuove iniziative e progetti, capaci di raccontare il presente attraverso la creazione di reti e preziose sinergie e contestualmente di ridisegnare la “mappa” dei luoghi della cultura in Sardegna.
“Travelling Tragody” unisce sostanzialmente ed idealmente decine di palcoscenici dell’isola in una quasi vertiginosa tournée quasi a voler contraddire le limitazioni imposte dal lockdown e dare nuova forma e vita ad un movimento teatrale con artisti e tecnici “On the road”, per ridisegnare una nuova costellazione di incontri con il pubblico a cui è indirizzato per dare così la possibilità di assistere ad uno spettacolo dal vivo.
La nuova produzione del Teatro Tragodia con drammaturgia e regia ed anche protagonista sono diretti da Virginia Garau con Nigeria Floris, Daniela Melis, Carmen Porcu e con i siparietti Finali dei Quadri, a cura di Marco Nateri.
“Travelling Tragody” è realizzato con il patrocinio ed il sostegno del MIC/Ministero della Cultura, dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna e dei Comuni dell’Isola e in collaborazione con la Cooperativa Il Sole/Natura e Cultura in Sardegna.
Il Teatro Tragodia di Mogoro fa parte del Collettivo di Intersezioni 2021/rete di festival senza rete a cura di Fed.It.Art. Sardegna per la promozione e la valorizzazione del teatro e della cultura dell’Isola e nell’Isola.
Armando Cusa

Il consigliere regionale Aldo Salaris, coordinatore regionale dei Riformatori sardi, ha rilevato l’eredità del compianto Roberto Frongia alla guida dell’assessorato regionale dei Lavori pubblici.
A 70 giorni dal suo insediamento, abbiamo rivolto alcune domande al neo assessore.
Quali le priorità dei Lavori pubblici in Sardegna?
«La rete viaria della Sardegna è certamente la priorità da affrontare. Dobbiamo garantire ai sardi di potersi muovere in sicurezza e agevolmente. La stagione invernale appena trascorsa ha creato gravi problemi che mi hanno toccato da vicino, e mi riferisco al tratto di SS 131 franato in prossimità di Bonorva. Stiamo lavorando per risolvere e a supporto di ciò, abbiamo da poco incontrato l’amministratore delegato di Anas, al quale ho chiesto di accelerare sull’esecuzione dei lavori, ed abbiamo fatto il punto della situazione.»
Quanto la pandemia sta condizionando il lavoro?
«La Sardegna, forse più di altre regioni italiane, sta soffrendo la crisi. Le aziende turistiche, più delle altre, hanno avuto grossi cali di fatturato, andando ad incidere, a catena, sui problemi dei lavoratori diretti e sull’indotto. Ad ogni modo, grazie al comportamento responsabile dei sardi, siamo riusciti a fronteggiare l’epidemia ed ora siamo pronti per la stagione turistica. Il protocollo “Sardegna Sicura” portato avanti dalla Giunta regionale ha garantito e sta garantendo ingressi controllati nell’Isola e contiamo di essere una destinazione scelta anche per questo motivo. Se lo scorso anno il Governo ci avesse ascoltato quando il presidente Christian Solinas aveva proposto il passaporto sanitario, forse le cose sarebbero andate diversamente. Ora bisogna pensare a lavorare.»
Le risorse a disposizione sono sufficienti?
«No, abbiamo bisogno di nuove risorse. Per questo, come Riformatori sardi, portiamo avanti quella che è la nostra grande battaglia sul riconoscimento dello stato di insularità. Non vogliamo elemosine, ma pari diritti e pari dignità.»
Recovery Plan: per la Sardegna, che possibilità concrete di sviluppo possono arrivare da questo strumento?
«È nostra volontà far ripartire la Sardegna. Tra i principali obiettivi la transizione energetica e la sostenibilità ambientale, con un occhio di riguardo alla mitigazione del rischio idrogeologico, alla gestione dei rifiuti e delle risorse idriche, ai trasporti sostenibili con il completamento della rete ferroviaria. Il potenziamento della rete dei porti turistici e lo sviluppo della portualità commerciale, l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione della pubblica amministrazione, con diffusione delle competenze digitali e completamento della rete in fibra ottica, sostegno alla competitività delle nostre filiere strategiche (agroalimentare, industria, patrimonio culturale, turistico e paesaggistico), formazione, ricerca e politiche attive del lavoro. Il tutto, con una particolare attenzione per giovani, donne e persone con disabilità.»
Quali sono le priorità del vostro gruppo politico?
«Abbiamo un patrimonio archeologico unico al mondo da valorizzare e far conoscere attraverso una forte azione di marketing capillare, e diffuso ancor di più nel momento in cui il patrimonio nuragico otterrà, come auspichiamo, il riconoscimento Unesco. Questa è la via maestra: identità e sviluppo della Sardegna all’unisono.»
Armando Cusa

«La situazione è in continua evoluzione e stiamo seguendo il tutto con estrema attenzione. Noi siamo pronti ad accelerare ulteriormente con la macchina industriale e produttiva. Se i tempi della ripresa produttiva si sono ulteriormente allontanati, questo è da ascrivere alla mancanza dell’autorizzazione VIA (Valutazione d’impatto Ambientale).»
Eros Brega, responsabile delle relazioni industriali della Sider Alloys, sintetizza così la situazione dello stabilimento di Portovesme.
«Noi siamo nella condizione di ripartire, ma se dovesse calare ulteriormente il silenzio, allora ci sarebbe veramente di che preoccuparsi ed il Sulcis Iglesiente, che si aspetta un nuovo sviluppo, ne risentirebbe pesantemente.»
La parola d’ordine è “fare presto” e non ci si può concedere ulteriori ritardi, questo in sintesi l’appello del responsabile delle relazioni industriali.
La fabbrica è in attesa di ulteriori forniture da parte della Chinalco, i tempi delle consegne si sono allungati anche a causa della pandemia.
«La politica regionale è chiamata a svolgere il ruolo che le compete attivandosi in tempi breviconclude Eros Brega, affinché le relative autorizzazioni pervengano quanto prima, per consentire al polo dell’alluminio di riprendere la produzione e di imprimere un nuovo impulso ad un territorio che da troppo tempo ormai è privato di un futuro per le nuove generazioni.»

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Che la ripresa produttiva nello stabilimento Sider Alloys di Portovesme non sarebbe maturata a breve scadenza lo si sapeva ma la situazione si è aggravata ulteriormente a causa del Covid-19 che ha determinato un ulteriore allungamento dei tempi.
«L’ultima assemblea generalespiega Angelo Diciotti, segretario CUB -, è stata fatta l’11 maggio scorso nella sala dell’oratorio San Giovanni Bosco, a Carbonia, dopodiché con l’avvento del Covid è sopraggiunta la quarantena. Da allora abbiamo vissuto di notizie vere ed anche di bugie. La firma dell’accordo con l’ENEL è avvenuta il 27 agosto 2020, anche se la Sider-Alloys SPA ci aveva comunicato per iscritto che nei giorni precedenti era stato firmato il contratto con l’ENEL già nel comunicato del 27 luglio. Successivamente il MISE aveva deciso di convocare tutte le parti il 4 settembre ma poi l’incontro è stato rinviato all’11 settembre 2020, quando è stato presentato il piano industriale in videoconferenza e in quell’occasione è stato difficile per tutti leggere gli slide e ascoltare le spiegazioni molto generiche che ci venivano fornite, capirne i contenuti.»
«Il 16 settembre abbiamo ricevuto dalla Sider-Alloys una copia del Piano Industriale maaggiunge Angelo Diciotti -, non sono stati in grado di spiegarcene i contenuti ed abbiamo chiesto un tavolo tecnico che si è tenuto il 29 settembre. Dopo aver letto e sviscerato questo Piano ci siamo resi conto che lo stesso non era uguale al precedente e che presenta notevoli difformità. Innanzitutto, l’avvio del Revamping non avverrà – a detta della Sider-Alloys – prima del mese di marzo 2021, conseguenza del fatto che non prima di quella data non arriveranno macchine e strumenti dalla Cina, in quanto non si parla di ingegneria di base e, inoltre, dobbiamo aspettare i tecnici cinesi, in quanto pensiamo che al momento in stabilimento non ci sia un quadro dirigenziale in grado di riavviare lo stabilimento. La ricostruzione delle nuove celle con catodi e rivestimento nuovi, passa da 328 celle a 139, inoltre i tempi del riavvio di tutte le celle passa da 12 mesi ad oltre a 24, a ciò dobbiamo anche aggiungere che in questo Piano è stato deciso di riavviare anche le 52 celle lasciate pronte da Alcoa, 26 in prima linea e 26 in seconda linea.»
«Un’ultima considerazione va fattasottolinea Angelo Diciotti -, circa il carico di 180 KA che le vecchie celle dovrebbero tollerare e ciò suscita in noi molte perplessità. La fonderia è un altro settore che stiamo seguendo con attenzione, in quanto la Sider-Alloys vorrebbe partire con la produzione della vergella (Propersi), ma stanno studiando come poter alimentare questa macchina, forse con un Forno di Rifusione che ancora è in fase di studio. Appare evidente che il Revamping non è ancora partito.»
Angelo Diciotti, infine, si sofferma sulla problematica della mobilità in deroga.
«La “mobilità in deroga” per le aree di crisi non è stata cambiata e/o modificata e quindi la decurtazione è inesorabile. E’ drammatico, ai fini della stessa sopravvivenza, che non è certamente facile, quando si hanno disponibili dai 465,48 ai 652,72 euro al mese. Rivolgiamo un appello alle Istituzioni e alle Parti sociali che, tra l’altro, avevano garantito il loro interessamento. Non si è mosso nulla. A tal propositoconclude Angelo Diciottiè necessario intensificare i contatti con la Regione Sardegna, anche per verificare la possibilità di fare dei corsi di formazione mirati alla collocazione in stabilimento e, pertanto, dobbiamo essere molto pragmatici e muoverci tutti.»
Armando Cusa

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Firmato l’accordo e fissato il prezzo de l’energia per i prossimi cinque anni, ora il revamping per lo stabilimento Sider Alloys di Portovesme.
Qual è lo stato della ripresa produttiva? Lo abbiamo chiesto ad Angelo Diciotti. segretario territoriale CUB.
«Al momento l’unica cosa certa è che l’11 settembre ci verrà presentato ufficialmente il Piano e solamente allora sarà possibile dare un giudizio compiutodice Angelo Diciotti –. Questo è il terzo Piano che ci viene presentato. Ad oggi, tutti i buoni propositi sono stati disattesi e inoltreconclude Angelo Diciotti – sulla stampa (leggi Sole 24 Ore) è apparso un articolo nel quale non viene evidenziato che l’accordo sull’energia prevede l’utilizzo in stabilimento dal gennaio 2022.»
Armando Cusa

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Gli ultimi contagi da Coronavirus registrati in Sardegna confermano in maniera inequivocabile quanto sia necessario tenere alta la guardia ed essere vigili.
Gli esperti dell’Istituto Superiore della Sanità, in occasione del Ferragosto hanno ventilato la possibilità di un’ulteriore recrudescenza dei contagi e questo, purtroppo, si è puntualmente verificato. Il numero delle persone positive al Covis-19 è aumentato sensibilmente.
La Sardegna non è rimasta indenne, i contagi sono aumentati e le zone interessate sono sparse a macchia di leopardo.
Il caso di Santo Stefano è emblematico, il controllo forse sarebbe dovuto essere maggiore e la movida ha veicolato il virus.
C’è da chiedersi cosa accadrà nei prossimi giorni e bisogna augurarsi che i controlli sanitari vengano intensificati, proprio per inibire un ritorno pericoloso della pandemia.
Indubbiamente, la situazione, sia quella sarda si quella nazionale, è preoccupante e non vorremmo che ciò possa essere preludio di un nuovo lockdown.
Armando Cusa