26 January, 2022
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CGIL e FILCAMS della Sardegna Sud Occidentale contestano la nuova gestione del Società Cooperativa Sistema Museo di Carbonia

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La situazione dei lavoratori dipendenti che operano nel sistema museale del comune di Carbonia, è al centro di una nota inviata stamane dalle segreterie CGIL e FILCAMS della Sardegna Sud Occidentale, all’Amministrazione comunale di Carbonia.
«Dal 1° gennaio la Società Cooperativa Sistema Museo – si legge nella nota -. ha unilateralmente cambiato il contratto di riferimento, passando dal Turismo a Multiservizi, senz’altro meno remunerativo per il personale (senza peraltro stipulare con lo stesso un nuovo contratto individuale di lavoro). In questo modo ha, a scapito delle lavoratrici e dei lavoratori, certamente migliorato il suo margine di impresa, cambiando le condizioni proposte al momento della stipula del contratto per l’affidamento dell’appalto ma precarizzato le condizioni economiche e previdenziali del personale che già opera in regime di part-time.»
«Gli inquadramenti applicati al personale dipendente proseguono le segreterie sindacali CGIL e FILCAMSche pure ha le necessarie qualificazioni professionali sicuramente non sono consoni a garantire il servizio richiesto in sede di gara del bando. In particolare, in merito al servizio turistico di guida previsto del capitolato speciale d’appalto, persiste da parte aziendale, la pretesa che il personale, pur inquadrato in qualità di operaio comune, svolga tali attività. Allo stesso modo, anche il servizio di promozione turistica del sistema previsto dal Capitolato speciale d’appalto non sia da tempo reso.»
«Riteniamo tutto ciò illegittimoconcludono le segreterie CGIL e FILCAMS della Sardegna Sud Occidentalee lesivo dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e, non essendo più procrastinabile un intervento autorevole, che pure abbiamo a suo tempo richiesto, con la finalità di ripristinare un minimo di regole, adiremo per vie legali al giudice del lavoro, riservandoci di segnalare gli stessi fatti alla Procura Generale della Corte dei Conti perché li valuti sotto il profilo erariale.»

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