17 May, 2021
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Dopo la presentazione della proposta progettuale per la costruzione e la gestione del dell’itinerario storico, culturale, ambientale e religioso denominato “Cammino Minerario di Santa Barbara del Nord-Ovest nel territorio della Nurra”, avvenuta lo scorso 22 gennaio con il coordinamento della Provincia di Sassari quale capofila del progetto, questo pomeriggio nella Sala Angioy del Palazzo della Provincia di Sassari è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra gli assessori del Turismo e della Programmazione della Regione Sarda, la provincia di Sassari, i comuni di Sassari, Alghero, Porto Torres, Olmedo, Putifigari ed Uri, l’arcidiocesi di Sassari, la diocesi di Alghero Bosa, il XIII Vicariato Arcivescovile della Chiesa Ortodossa, l’Associazione Pozzo Sella e la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara.
La proposta progettuale fa parte del progetto più generale presentato alla Regione Autonoma della Sardegna nel mese di maggio 2020 per la realizzazione di un “Brand Identitario del Turismo Lento Minerario della Sardegna” che, oltre al Cammino Minerario di Santa Barbara del Nord Ovest, comprende il Cammino Minerario di Santa Barbara del Sud Est, il Cammino Minerario di Santa Barbara del Centro Sud e quello già operativo nel Sud-Ovest dell’Isola.
Il Cammino Minerario di Santa Barbara del Nord-Ovest nel territorio della Nurra è un itinerario ad anello della lunghezza di circa 200 km, da percorrere a piedi in 11 tappe, che include l’Argentiera, Canaglia, le miniere di Olmedo e quella di Cala Bona e le diverse chiese dedicate alla Santa patrona dei minatori oggi perse in tante parti del territorio. Un’infrastruttura di pubblica utilità e di libera fruizione finalizzata a valorizzare con la pratica del turismo lento lo straordinario patrimonio storico, culturale e religioso connesso alla millenaria attività estrattive svoltasi nella regione storica della Nurra ed inserito in un contesto paesaggistico e ambientale di grande fascino e bellezza.
Dopo il positivo avvio del Cammino Minerario di Santa Barbara del Sud-Ovest nel Sulcis Iglesiente Arburese Guspinese, la costruzione dei tre nuovi itinerari nelle restanti aree minerarie dismesse della Sardegna, conferisce al progetto una dimensione di carattere regionale che consente di proporre nel mercato del turismo lento, sempre in continua crescita anche nel periodo di restrizioni dovute al contrasto del Covid -19, la realizzazione di un “Brand Identitario del Turismo Lento Minerario della Sardegna” che consentirà di lanciare sul mercato nazionale e internazionale un prodotto turistico nuovo per la Sardegna da praticare in tutte stagioni e caratterizzato dalla sostenibilità ambientale capace di contrastare lo spopolamento e di favorire la transizione ecologica della Sardegna.
«Uno progetto importante ha affermato l’Amministratore Pietro Fois un filo rosso che unisce all’interno del nostro territorio uno straordinario patrimonio culturale, ambientale e religioso. Un progetto di fede e riscoperta della storia, capace di creare nuove prospettive di sviluppo economico e culturale.»

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Il Tribunale di Cagliari, ravvisando l’evidente illegittimità dell’espulsione dal M5S del consigliere regionale Carla Cuccu, ha disposto con decreto emesso nel pomeriggio di oggi, la sospensione dell’efficacia di detto provvedimento, accogliendo l’istanza cautelare presentata dagli avvocati Patrizio Rovelli e Lorenzo Borrè che hanno annunciato la decisione con una nota diffusa nel pomeriggio. Carla Cuccu era stata espulsa venti giorni fa da Vito Crimi con un provvedimento del Comitato di Garanzia che, rigettando il reclamo proposto dalla consigliera avverso il provvedimento di sospensione, aveva aggravato la sanzione, deliberando la sua espulsione richiamando genericamente condotte contrarie al movimento, senza però specificare in cosa queste consistessero e senza contestarle previamente all’incolpata, violando così, tra l’altro, i più elementari principi del diritto di difesa.

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Sono 81 i nuovi casi di positività al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, 2.600 i test eseguiti. Salgono a 41.488 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. In totale sono stati eseguiti 786.233 tamponi. Il rapporto casi positivi-tamponi eseguiti segna per l’Isola un tasso di positività dello 3,1%.

Si registrano 4 decessi (1.177 in tutto). Sono 193 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+1), 23 (+3) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 12.485. I guariti sono complessivamente 27.420 (+82), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono attualmente 190.

Sul territorio, dei 41.488 casi positivi complessivamente accertati, 9.901 (+29) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 6.629 (+9) nel Sud Sardegna, 3.493 (+5) a Oristano, 8.226 (+8) a Nuoro, 13.239 (+30) a Sassari.

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Poste Italiane celebra anche quest’anno la Festa della Donna dedicandogli una cartolina filatelica e un annullo speciale. Un’occasione unica per ogni collezionista o per chi, semplicemente, desidera ricordare in modo originale una giornata particolare, facendo dono della cartolina a una persona cara o inviando un messaggio a chi è lontano.
L’immagine della cartolina raffigura il volto di una donna contemporanea che si affaccia al Terzo Millennio, adornata da fiori avvolti in un gioco di luminosi colori.

Il prodotto filatelico sarà disponibile dal 4 all’11 marzo nei 4 uffici postali con sportello filatelico di Cagliari Centro (piazza del Carmine), Cagliari 10 (via San Benedetto), Iglesias Centro (corso Colombo), Quartu Sant’Elena 2 (via Verdi) oltre che nei dieci “Spazio Filatelia” del territorio nazionale, insieme all’annullo speciale rettangolare dedicato, che dovrà essere utilizzato esclusivamente in abbinamento al bollo con datario mobile.

Poste Italiane è un’azienda con una presenza femminile molto alta nella sua forza lavoro anche nella città metropolitana di Cagliari e nella provincia del Sud Sardegna: la grande attenzione che da sempre l’Azienda rivolge a tematiche come la parità di genere ha portato a registrare 13 uffici “rosa”, dove cioè la presenza dei propri dipendenti è quasi interamente al femminile, soprattutto nei ruoli di responsabilità.

Il nostro territorio affronta una crisi economico-sociale senza fine, solo acuita dall’incessante emergenza sanitaria determinata dal persistere della diffusione del Covid-19. Tale stato è fonte di enorme preoccupazione in quanto, da troppo tempo non si vedono segnali di ripresa che possano incoraggiare nuovi investimenti.
Sotto questo profilo, si palesano, pertanto, determinanti i prossimi mesi, nei quali verranno prese importanti decisioni sullo sviluppo del territorio, passando dalla conversione in senso ecologico del polo industriale di Portovesme, alla realizzazione delle indispensabili infrastrutture viarie, solo per citare alcune delle criticità attualmente persistenti.
Le sollecitazioni che arrivano dalle Parti Sociali, quali i Sindacati e i Movimenti spontanei delle varie categorie imprenditoriali, impongono a tutti i soggetti politico-amministrativi del territorio un’ulteriore assunzione di responsabilità.
Riprendo da ultimo la proposta avanzata dal Consigliere Regionale Fabio Usai che – citando le risorse del “Next Generation EU” e del “Just Transition Fund” (per la transizione energetico-ecologica del polo industriale) nonché derivanti dalla rimodulazione dei fondi residui del “Piano Sulcis” – chiama a raccolta tutti i soggetti attivi del territorio, affinché possano collaborare unitariamente e tracciare la linea di sviluppo economico-sociale del Sulcis.
Più che stare a guardare cosa decidono o, come spesso capita, non fanno gli altri, i Sindaci dell’Unione dei Comuni del Sulcis sono pronti per collaborare attivamente con le altre Istituzioni, al fine di proporre un concreto piano di sviluppo territoriale.

Andrea Pisanu
Presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis

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Il Consiglio regionale ha approvato i primi 4 articoli del testo unificato per la riforma dell’asseto territoriale della Regione. La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha proseguito l‘esame dell’ordine del giorno con gli articoli e gli emendamenti del Testo unico sulla riforma delle Autonomie locali.

Prima dell’avvio della discussione, prendendo la parola sull’ordine dei lavori, il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha espresso apprezzamento per la decisione dei capigruppo di concedere al Consiglio qualche giorno in più per l’esame del testo. Inoltre, ha sollecitato la presidenza ad intervenire presso la commissione Sanità per una seduta dedicata alla campagna vaccinale, con la presenza dell’assessore e dei vertici delle aziende sanitarie.

Il presidente ha assicurato l’intervento della commissione.

Intervenendo sull’art. 1 del Testo unico sulle Autonomie locali, il consigliere deiProgressisti Massimo Zedda ha ricordato che diversi emendamenti discussi in  commissione hanno fatto emergere questioni molto rilevanti: riduzione delle competenze dei Comuni sul Pul (Piano urbano dei litorali) che vengono trasferito alla Regione, Autorità d’Ambito dove si ripropone la sovrapposizione delle figure di “controllore e controllato”, il taglio del percorso formativo dei segretari generali dei Comuni che ora potranno accedere alle strutture di grandi dimensioni solo dopo aver ricoperto il ruolo di funzionario o il vice segretario, “mettendo nei guai i Sindaci”.

Ancora una volta, ha concluso, al di là dei nobili principi, si fa una legge che moltiplica gli assetti e indica risorse solo per gli organi di governo prendendole dal fondo unico, mentre resta sullo sfondo la riforma della Regione, vero “cuore” del problema.

Subito dopo il Consiglio ha approvato l’art. 1 (Finalità).

E’iniziata poi la discussione dell’art. 2 al quale è collegato un emendamento sul quale relatore e Giunta si sono rimessi all’Aula. La proposta, formulata dal consigliere Giovanni Antonio Satta (Misto), cambia la denominazione della provincia Gallura in “Provincia Nord Est Sardegna”

Prima di procedere, il presidente ha sospeso brevemente la seduta.

Alla ripresa dei lavori, è ripresa la discussione dell’art. 2.

Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha messo l’accento sul punto che riguarda la Città metropolitana di Sassari, mentre la questione centrale è quella della mancata spesa delle risorse assegnate alla Rete metropolitana, istituita nel 2016 ma priva di strutture amministrative. Ciò, a suo giudizio, dipende solo dal prolungato commissariamento della Provincia di Sassari, al pari di tutte le altre. Sulle Unioni dei Comuni, ha aggiunto, la legge non distingue fra quelle che hanno fatto bene e quelle che non hanno funzionato.

Sempre per i Progressisti il capogruppo Francesco Agus, tornando sulla Città metropolitana di Sassari, ha sottolineato che questo organismo rappresenta oggettivamente uno dei più grandi “flop” della storia repubblicana perché non funziona la “governance” con le elezioni di secondo livello, si avvantaggiano le realtà più forti, si provocano squilibri nella distribuzione delle risorse. Solo in Sardegna, come Regione autonoma, la Cm viene definita qualcosa di utile ma utilizzando proprio il modello nazionale che non ha dato risultati positivi.

Ancora per i Progressisti, il consigliere Antonio Piu ha ribadito che a suo giudizio l’istituzione della Cm di Sassari è un grande passo avanti ma, ha avvertito, la battaglia inizia ora perché, per esempio, la metropolitana di superficie di Sassari è  ferma pur essendo partita prima di quella di Cagliari. Questo significa, ha spiegato, che il problema delle competenze non può essere aggirato e nello specifico devono essere decentrate a livello locale. Senza questo cambio di rotta, ha avvertito, non sarà possibile fermare lo spopolamento.

Il consigliere Diego Loi, anch’egli dei Progressisti, ha evidenziato che mettendo a confronto la volontà dichiarata ed il contenuto della legge, restano inalterati i motivi di dissenso del suo gruppo. In gioco, ha aggiunto, c’è l’esercizio concreto della democrazia nei territori i quali finora non hanno avuto risposte al loro bisogno di spazi più larghi di quelli locali. La legge non dà risposta a questa domanda, ha precisato, e ciò depotenzia le stesse finalità del provvedimento.

Intervenendo sull’emendamento presentato il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha osservato che il nome dovrebbe identificare, più che la geografia, coloro che vivono in quel territorio e perciò forse sarebbero preferibili toponimi legati ad una storia comune.

Il consigliere del Pd Giuseppe Meloni, firmatario dell’emendamento, ha chiarito che il nome Nord Est era quello di una proposta di legge precedente, poi respinta. Ed inoltre, è importante lasciare aperta la porta di quanti vorranno aderire in seguito al nuovo ente.

Il capogruppo della Lega Dario Giagoni, dopo aver premesso di voler apporre la firma all’emendamento, si è detto soddisfatto per la visione lungimirante che consente l’adesione di altri Comuni.

Anche il consigliere sardista Giovanni Satta ha chiesto di sottoscrivere la proposta, definita di “buon senso”.

Il consigliere Giovanni Antonio Satta, primo firmatario, ha ricordato che la volontà di attribuire alla nuova Provincia il nome di Nord Est appartiene ad un intero territorio, che per ora comprende 26 Comuni, del quale fa parte una realtà importante come il Monte Acuto. Forse, ha osservato, anche le discussioni passate sul nome hanno fatto perdere tempo.

Il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi ha annunciato voto favorevole.

Successivamente il Consiglio ha approvato l’emendamento e, a seguire, l’art. 2 (Riforma dell’assetto territoriale complessivo).

Dopo è iniziata la discussione dell’art. 3 (Città metropolitana di Sassari). Desirè Manca, del M5S, si è espressa favorevolmente sull’istituzione della Città metropolitana di Sassari, che potrà ripartire con quella dignità che negli anni si era perduta, anche a causa di una pesante crisi economica e sociale. Desirè Manca ha quindi annunciato il voto favorevole, pur ribadendo la posizione contraria del suo gruppo nei confronti degli altri contenuti della legge.

Dopo l’on. Desirè Manca ha preso la parola l’on. Massimo Zedda (Progressisti) che ha chiesto all’Aula: “Che differenza c’è tra la città metropolitana e la provincia se i Comuni della prima sono gli stessi della seconda? Sarebbe il caso che riflettessimo su questo. E dovremmo anche ricordarci che possiamo realizzare nuovi enti ma i poteri restano sempre in capo alla Regione, che tiene per sé risorse e personale».

Per l’on. Antonio Piu (Progressisti) «è necessario introdurre in legge il concetto del decentramento amministrativo, se vogliamo che i servizi siano erogati a tutti i cittadini e non soltanto a chi vive a Cagliari. Se la politica non ha idee chiare e non ha una visione chiara sulla funzione degli enti locali le riforme non servono e non si capisce nemmeno di chi è l’errore».

Per l’on. Gianfranco Satta (Progressisti) «questa norma è comunque un riconoscimento per il nord Sardegna e io voto a favore della istituzione della città metropolitana di Sassari. Avevo presentato un’altra proposta nei mesi scorsi ma comunque voterò a favore. Siamo però ancora in tempo per rivedere alcune questioni dirimenti, specie nel campo dei servizi».

Dai banchi dell’Udc l’on. Antonello Peru ha detto: «Certo che se a un ente non dai risorse e non dai energia non potrà funzionare. Ma noi dobbiamo impegnarci a dare quel che serve perché i territori più distanti possano unirsi. Questo è l’obiettivo della nuova città metropolitana, questa è la visione organica della riforma».

Approvato l‘articolo 3, l’Aula è passata all’esame degli emendamenti dell’articolo 4.

L’on. Dario Giagoni (Lega) ha illustrato l’emendamento 8 e gli ha replicato l’on. Massimo Zedda: «Dal punto di vista finanziario state creando le premesse di un fallimento per questi enti».

Per il Pd l’on. Piero Comandini ha detto, citando l’ex presidente Pietrino Soddu: «Sedersi in  quest’Aula significa svestirsi del ruolo avuto in qualche ente locale e vestirsi da legislatore, perché qui si governano tempi ben più ampi di un Comune o di una provincia. Dobbiamo oggi allargare lo sguardo e dare dignità politica ai Comuni attualmente esclusi dalla città metropolitana. Come si fa a bloccare lo spopolamento se si concentra tutta l’attività politica su Cagliari e Sassari?»

Anche l’on. Eugenio Lai (LeU) si è associato al discorso dell’oratore precedente e ha aggiunto: «Non è giusto che due città decidano tutto per tutti. La Sardegna non ha città metropolitana ma  città medie e grossi paesi. Non serve a nulla istituire scatole se non darete servizi ai territori».

Per l’on. Fausto Piga (FdI) «la città metropolitana di Cagliari è una forzatura tutta sarda, perché non ha mantenuto il perimetro storico di tutta la Provincia e non c’è giustificazione per questa scelta, politica e forzata. Rinnovo la proposta di scongiurare il commissariamento della città metropolitana di Cagliari». Sempre dai banchi dei Fratelli d’Italia il capogruppo Francesco Mura ha detto: «Certo Cagliari non è Città del Messico con 20 milioni di abitanti ma la città metropolitana per Cagliari ha certamente un senso. Dopo Monastir c’è un mondo e anche i territori più periferici devono trovare identità dentro la città metropolitana».

Per i Progressisti l’on. Maria Laura Orrù ha detto: «Uscire da quest’aula senza un percorso comune il risultato sarà che i cittadini non avranno fiducia in noi. Il rischio è l’astensionismo crescente e la tenuta democratica». Per il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, «le province che un referendum ha abolito non erano il male assoluto e noi allora lo abbiamo detto. Sicuramente non erano apprezzate dai cittadini né percepite positivamente, nonostante lavorassero».

L’articolo 4 (Modifica della circoscrizione territoriale della Città metropolitana di Cagliari) è stato approvato e i lavori dell’Aula sono sospesi.

Riprenderanno martedì prossimo alle 16.00.

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Sul sito internet dell’ASPAL – Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro e sul portale online SardegnaLavoro, è stato pubblicato l’avviso pubblico di selezione per l’assunzione a tempo determinato di personale da impiegare nei cantieri di nuova attivazione relativi al programma integrato per il lavoro “LavoRAS”, presso il comune di Iglesias.
Le selezioni riguarderanno le figure professionali:
– Impiegati tecnici (geometri o equipollenti) – 9 posti
– Impiegati amministrativi – 5 posti
– Impiegati amministrativi (assistenti di archivio e di biblioteca) – 1 posto
– Impiegati d’ordine (addetti a mansioni d’ordine di segreteria) – 4 posti
– Operai qualificati (muratori in pietra e mattoni) – 9 posti
– Operai qualificati (piastrellisti) – 1 posto
– Operai qualificati (idraulici) – 2 posti
– Operai qualificati (elettricisti ed installatori di impianti elettrici nelle costruzioni civili) – 4 posti
– Operi qualificati (giardinieri/vivaisti) – 1 posto
– Operai comuni (personale non qualificato addetto alla manutenzione del verde) – 10 posti
Le persone interessate a partecipare alle selezioni, potranno presentare la domanda, previa registrazione, attraverso la procedura online sul portale SardegnaLavoro.

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«Il Sulcis Iglesiente è, allo stesso modo di tutta la Sardegna e dell’intera nazione, a un bivio epocale: a fronte di una situazione economico-sociale impietosa, soprattutto, negli ultimi tempi si sono aperte delle importanti opportunità per provare a invertire la tendenza negativa che dal 2009, progressivamente, ha visto il territorio deindustrializzarsi e impoverirsi sotto tutti i punti di vista. Tra esse, a pieno titolo, quelle potenzialmente finanziabili con le risorse del “Next Generation EU”, del “Just Transition Fund” (per la transizione energetico-ecologica del polo industriale) ma anche della rimodulazione dei fondi residui del “Piano Sulcis”.»

Lo sostiene, in una nota, Fabio Usai, consigliere regionale del Partito Sardo d’Azione.

«Attualmente, purtroppo, non siamo ancora pronti per cogliere in pieno le sfide inerenti il reperimento, la rimodulazione, programmazione, pianificazione e spendita di queste ingenti risorse – aggiunge Fabio Usai -. Il territorio, debilitato negli strumenti di rappresentanza politico-istituzionale territoriale, procede in ordine sparso e talvolta nemmeno procede. Non esiste ad oggi, infatti, una sinergia tra i principali attori istituzionali, politici e sociali, propedeutica all’elaborazione di una visione comune di ciò che dovrebbe essere realizzato nel territorio per rilanciarlo sotto gli aspetti infrastrutturale, economico e occupazionale. In altre parole, il Sulcis Iglesiente non riesce a tradurre le proprie necessità, esigenze, peculiarità ed i propri punti di forza, in piattaforme di rivendicazione e proposte progettuali da far valere nei livelli istituzionali superiori dei governi regionale e nazionale. Questo deficit di rappresentanza è pericolosissimo in quanto si rischia innanzitutto di perdere importanti risorse finanziarie e successivamente di non promuovere un’adeguata programmazione e pianificazione delle risorse assegnate, realmente rispondente alle esigenze concrete e impellenti del territorio.»

«In prospettiva l’attuale ricostituzione delle province, tra cui a pieno titolo quella di “Carbonia-Iglesias”, potrebbe supplire perlomeno in linea generale a questo deficit rimarca il consigliere regionale sardista -. Ma in attesa dell’entrata a regime dei nuovi enti intermedi, viste anche le impellenti scadenze per l’accoglimento delle opportunità sopraelencate, è indispensabile mobilitarsi e organizzarsi. Perciò già dalle prossime ore intensificherò le interlocuzioni con tutte le altre forze istituzionali, politiche e sociali del territorio affinché si identifichino dei percorsi che portino alla strutturazione di tavoli di confronto ed elaborazione di una piattaforma di rivendicazioni e proposte da presentare ai livelli sovraordinati dei governi regionale e nazionale e, soprattutto, in prospettiva, propedeutici alla creazione di un organismo sovracomunale che avochi a se (ad esempio tramite lo strumento dell’Unione dei Comuni) il compito di monitorare e stimolare l’attuazione dei processi di investimento delle risorse economiche previste dai sopracitati (“Next Generation EU”, “Just Transition Fund”, rimodulazione fondi “Piano Sulcis”) processi di finanziamento, investimento, infrastrutturazione e riconversione produttiva del territorio.»

«Il tempo è pococonclude Fabio Usai e, come già denunciato dall’organizzazione sindacale della Cgil nelle sue articolazioni confederale e di categoria, bisogna fare in fretta.»

 

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«Oggi, abbiamo appreso con sgomento, da stampa, tv e forze dell’ordine, la sgradevole notizia relativa ad un pensionato trasferitosi negli anni scorsi a Portoscuso dal Centro Italia e, purtroppo, iscritto alla nostra Anagrafe.
Tale persona è coinvolta in un episodio molto grave che lo vede protagonista di minacce ed insulti a sfondo razziale nei confronti della Senatrice Liliana Segre. Minacce e insulti pubblicati tra i commenti di un post pubblicato dalla stessa Illustre Senatrice il 18 febbraio scorso.
Tutta la Comunità di Portoscuso, condanna fermamente gli atti, le minacce, gli insulti e le espressioni di odio razziale compiuti dal pensionato in questione.
Il Sindaco, l’Amministrazione comunale tutta e i Cittadini di Portoscuso esprimono massima solidarietà e vicinanza alla Senatrice Segre per gli inaccettabili, ingiusti e codardi attacchi che riceve quotidianamente, con parole d’odio, violenza, ignoranza e razzismo.
Portoscuso manifesta inoltre la più sincera stima e ammirazione per la Signora Liliana Segre, non solo per le offese, ingiustizie e sofferenze subite, ma ancor di più per le battaglie che infaticabilmente, da anni, porta avanti, contro il razzismo, la xenofobia, l’antisemitismo e l’indifferenza, coinvolgendo e sensibilizzando tantissimi giovani su questi temi.
Per esprimere tutto ciò, domani verrà inoltrata una lettera alla Senatrice, a cui l’Amministrazione e il Consiglio comunale vorrebbe conferire presto anche la cittadinanza onoraria.
I cittadini di Portoscuso sono persone sensibili, rispettose e civili, aperte e accoglienti che non abbandonano i più deboli e si sentono indignati che la propria cittadina possa essere conosciuta o citata per episodi così odiosi e deprecabili dovuti a personaggi che pure hanno avuto accoglienza mal riposta.»
Il Sindaco, l Amministrazione comunale e la Comunità di Portoscuso

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Sarà un 8 marzo speciale quello che si celebrerà quest’anno nel Sulcis Iglesiente. La data della Giornata Internazionale della Donna coinciderà con l’inaugurazione del nuovo Centro Antiviolenza e Antistalking attivato dai Plus di Carbonia e Iglesias ed affidato alla gestione dell’Associazione Donne al Traguardo OdV.
Il nuovo presidio per la lotta alla violenza contro le donne avrà sede in un ampio caseggiato sito in via Porceddu 12 (traversa di via Filzi) a Carbonia.
All’apertura, fissata per le ore 11.00, parteciperanno i Sindaci e gli assessori delle Politiche sociali delle amministrazioni locali del territorio, rappresentanti dell’assessorato e della direzione generale delle Politiche sociali della Regione Sardegna, della Commissione regionale Pari opportunità, della Prefettura, delle forze dell’ordine, dell’Ausl, dei consultori e la consigliera di Parità.
Oltre alla sede centrale di Carbonia, il Centro attiverà sei sportelli operativi nei Comuni di Iglesias, Gonnesa, Sant’Antioco, San Giovanni Suergiu, Giba e Portoscuso.
L’evento si svolgerà nel rispetto della normativa anti Covid.