17 May, 2022
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Ora è ufficiale: le elezioni Amministrative si terranno domenica 3 e lunedì 4 ottobre 2021 nelle regioni a statuto ordinario. Lo ha deciso il ministero dell’Interno. Vengono così cancellate tutte le voci che accreditavano la possibilità di un anticipo o di un posticipo, in conseguenza dell’evoluzione dei contagi da Coronavirus.

In Sardegna, regione a statuto speciale, dove si potrebbe votare in altra data (10 e 11 ottobre?), i Comuni chiamati ad eleggere i nuovi Sindaci e i Consigli comunali, sono 101. 1 capoluogo di Provincia, Carbonia. 3 i Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, Carbonia, Capoterra ed Olbia, nei quali è previsto un secondo turno di ballottaggio, tra i due candidati alla carica di sindaco più votati, qualora al primo turno nessuno dovesse superare la maggioranza del 50% + 1 dei voti validi.

Di seguito l’elenco completo dei 101 Comuni.

Città Metropolitana di Cagliari, 3 Comuni: Capoterra, Elmas e Sarroch.

Provincia di Nuoro, 23 Comuni: Aritzo, Baunei, Belvì, Borore, Cardedu, Dorgali, Dualchi, Fonni, Gadoni, Loculi, Lotzorai, Orani, Orgosolo, Orosei, Orotelli, Ovodda, Silanus, Siniscola, Sorgono, Talana, Tertenia, Triei, Ulassai.

Provincia di Oristano, 19 Comuni: Albagiara, Baradili, Bonarcado, Cuglieri, Gonnoscodina, Marrubiu, Nureci, Ollastra, Riola Sardo, Ruinas, Scano di Montiferro, Seneghe, Senis, Siris, Solarussa, Tadasuni, Tramatza, Villaurbana, Zerfaliu.

Provincia di Sassari, 23 Comuni: Alà dei Sardi, Ardara, Banari, Benetutti, Bonorva, Borutta, Bulzi, Cargeghe, Codrongianus, Esporlatu, Luras, Martis, Monteleone Rocca Doria, Mores, Muros, Nughedu San Nicolò, Olbia, Olmedo, Sennori, Telti, Trinità d’Agultu e Vignola, Tula, Uri.

Provincia del Sud Sardegna, 33 Comuni: Armungia, Barrali, Buggerru, Carbonia, Decimoputzu, Domusnovas, Escalaplano, Genuri, Gergei, Gesico, Gonnesa, Isili, Las Plassas, Masainas, Narcao, Nuragus, Pauli Arbarei, Perdaxius, San Giovanni Suergiu, San Nicolò Gerrei, San Vito, Sant’Andrea Frius, Sardara, Selegas, Setzu, Soleminis, Turri, Villacidro, Villamar, Villanova Tulo, Villanovaforru, Villaperuccio, Villasalto.

Giampaolo Cirronis

A circa due mesi dalle elezioni, la vice ministro del Mise Alessandra Todde (M5S) scende in campo al fianco di Gian Luca Lai, candidato a sindaco di Carbonia.

«Il mio impegno per il Sulcis in questi due anni di esperienza governativa non ha avuto soste – scrive Alessandra Todde in un post pubblicato oggi nel suo profilo Facebook -. Il Sulcis ha la possibilità di ospitare una filiera d’alluminio di eccellenza, che é strategica per il nostro paese. Non si può pensare di avere incisività nella meccanica di precisione, nell’Aerospazio o nella nuova mobilità senza una produzione di alluminio nazionale. L’unica strada per produrre in modo compatibile, smaltendo e bonificando secondo norma i siti, è quella di valorizzare le aziende che già lo fanno e far ripartire chi vuole investire in questi termini.»

«Per fare in modo che questa filiera riparta é necessario che la Regione Sardegna, il Consorzio Industriale, le aziende presenti nell’area, i sindaci del territorio – con la regia del Governo nazionale -, siano in grado di dare le giuste risposte ai lavoratori e di spendere correttamente l’enorme quantità di soldi pubblici che stanno ricevendo per questa ripartenzaaggiunge Alessandra Todde -. Di una cosa ho la certezza, il mio lavoro non sarebbe stato possibile senza il continuo supporto del comune di Carbonia, del suo sindaco e dei suoi assessori che mi hanno aiutato continuamente a decifrare la complessa geografia di questo territorio fornendomi un polso continuo e la giusta visione.»

«La presenza del MoVimento 5 Stelle alla guida di Carbonia ha rappresentato la possibilità di poter lavorare con le giuste informazioni e con il supporto necessario per muoversi in questa complessità – sottolinea la n° 2 del ministero dello Sviluppo economico del Governo Draghi -. Per questo voglio sostenere con convinzione la candidatura a Sindaco per le amministrative di ottobre di Gian Luca Lai, attuale vicesindaco di Carbonia e assessore dell’Ambiente.»

«Per cambiare realmente il Sulcis ad ottenere lavoro, reali investimenti sull’ambiente e sviluppo non serve replicare modelli vecchi che ancora oggi si muovono per zavorrare il territorio e che hanno prodotto sussistenza ma non dignità, ma credere e lavorare per un rinnovamento realeconclude Alessandra Todde -. Fatto di aziende vive, che rispettano le leggi ambientali e di un territorio competitivo.»

Sono 210 i nuovi casi positivi al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, su 2.780 test eseguiti (7,55%). 

Si registra 1 decesso: una donna di 90 anni, residente nella provincia del Sud Sardegna (1.505 in totale). I ricoveri ospedalieri sono 80 in area medica (+3 rispetto al report precedente) e 19 in terapia intensiva (numero stabile).

Attualmente in Sardegna sono 5.301 le persone in isolamento domiciliare.

 

Il vino rosso e le sue capacità antiossidanti e terapeutiche nel paziente neoplastico. E’ il titolo della tesi di laurea di una giovane  neodottoressa dell’Università degli studi di Sassari, dipartimento di Medicina e Chirurgia, Corso di laurea magistrale in Scienze dell’alimentazione, Salute e Benessere dell’uomo, Giulia Santina Arminu. Relatore dottor Andrea Cossu, correlatore dottor Antonio Macciò.

Il vino scelto per la locandina e oggetto di studio, è il prestigioso Terre Brune della Cantina Santadi, vino di punta della cantina sulcitana presieduta da Antonello Pilloni.

Continuano a crescere i casi di positività al Covid-19 a Portoscuso. In seguito all’ultimo aggiornamento pervenuto dall’ATS, il sindaco Giorgio Alimonda ha reso noto che «si registrano ad oggi 21 casi conclamati di positività al virus nel territorio comunale. Ben 9 nuovi casi in più rispetto all’aggiornamento precedente».
«Il numero dei concittadini in quarantena obbligatoria salgono a 15, scontando coloro che si sono nel frattempo positivizzati anche a seguito del tampone molecolareha aggiunto Giorgio Alimonda -. In 15 giorni il virus ha ripreso pericolosamente a trasmettersi anche nel nostro comune, colpendo in particolare i non vaccinati. Se la situazione dovesse ulteriormente peggiorare si valuterà, di concerto con le autorità sanitarie, l’introduzione di misure specifiche di contenimento del virus.»
«La situazione è seria, per questo si fa appello a tutti per porre in essere da subito in modo più rigoroso le note regole anti-Covid 19 che riguardano l’igiene delle mani, il distanziamento e l’uso della mascherina se in luogo chiuso o anche all’esterno in luoghi assembrati – ha concluso il sindaco di Portoscuso – Ricordiamo che tali misure sono ancora più opportune e necessarie in presenza della variante delta che risulta molto contagiosa. Si invitano le Forze dell’Ordine a riprendere controlli più serrati ed ai concittadini e turisti ad osservare, comunque, la massima prudenza nei comportamenti a rischio e proseguire con le vaccinazioni.»

Il presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana, ha inviato una nota al ministro per la transizione energetica, Roberto Cingolani, e all’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili e, per conoscenza, al sindaco di Portoscuso, Giorgio Alimonda, sulle problematiche dell’Area industriale di Portovesme, con specifico riferimento alle politiche energetiche ed allo sviluppo territoriale.

«Giunge a questa Associazione la posizione del comune di Portoscuso sui progetti dell’area industriale di Portovesme in merito ai processi della cosiddetta “transizione ecologica”scrive Emiliano Deiana -. In particolare, il Comune pone l’attenzione come alcune iniziative in itinere che prevedrebbero il posizionamento di una nave gasiera FSRU di oltre 100.000 mc all’interno del porto industriale adiacente il centro abitato, contrastino con lo sviluppo futuro del porto industriale, limitandone fortemente la fruibilità non solo alle aziende esistenti ma anche a nuove iniziative che potrebbero invece limitare o assorbire le maestranze che perderebbero il posto di lavoro a causa della transizione energetica.»

«Senza entrare nel merito delle politiche energetiche che meriterebbero ben altri approfondimenti e terreni di confronto e dialogo fra Governo, Regione e rappresentanze delle comunità locali, finora pressoché inesistentiaggiunge Emiliano Deiana qui preme sottolineare il fatto che esiste una contrarietà della municipalità di Portoscuso rispetto alle iniziative che si intenderebbero adottare sull’area di Portovesme e sul suo porto. Solo con una mediazione fra programmi nazionali, strategie regionali e locali si possono prospettare soluzioni durature e di prospettiva. Anci Sardegna chiede, pertanto, al Ministero e alla Regione Sardegna – conclude il presidente di Anci Sardegnail pieno coinvolgimento del comune di Portoscuso nella definizione delle strategie generali calate in ambito locale, di accettare il confronto e di valutare soluzioni alternative, predisponendosi al dialogo e all’ascolto delle comunità locali.»

Questa mattina la sala riunioni del Consorzio Industriale Provinciale di Portovesme, ha ospitato l’Assemblea Unitaria di tutti i quadri e delegati del Polo Industriale, organizzata dalle segreterie territoriali di CGIL CISL e UIL, per discutere del futuro energetico della Sardegna e della ripresa delle attività e del rilancio del polo stesso.

Nei numerosi interventi dei quadri e delegati è emersa la preoccupazione di lavoratrici e lavoratori sui tempi e modi per l’arrivo del gas metano necessario come combustibile di transizione indispensabile per la ripresa delle attività già da troppo tempo ferme e l’avvio delle nuove intraprese che possano garantire vecchia e nuova occupazione.

«E’ necessario che anche la Regione Sardegna diventi parte attiva nella definizione di progetti di rilancio dell’intero polo industrialesostengono i segretari Antonello Congiu (CGIL), Salvatore Vincis (CISL) ed Andrea Lai (UIL) -. Progetti e prese di posizione che siano compatibili con le tempistiche previste per il rilancio delle attività produttive che attendono da troppo tempo e delle aprioristiche possibilità previste dagli appositi finanziamenti europei per la ripresa e resilienza piuttosto che per la transizione energetica ed occupazionale.»

L’Assemblea ha dato mandato alle Segreterie Territoriali Confederali perché organizzino una manifestazione con sit-in statico da tenersi presso la sede istituzionale della Regione Sardegna, a Cagliari, venerdì 6 agosto 2021, a partire dalle ore 10.00. Verranno impegnate, a tal proposito, tutte le strutture di CGIL CISL e UIL, perché adottino tutti i provvedimenti necessari ad agevolare lo svolgimento della manifestazione alla quale, stante il carattere di istanza dell’intero territorio provinciale, con il coinvolgimento di tutti i sindaci dei Comuni del territorio.

Sono 178 i nuovi casi positivi al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, su 6.947 test eseguiti (2,56%). Salgono a 62.543 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza.

Si registrano 2 decessi: 1 uomo di 54 anni, marittimo, sbarcato da una nave e 1 uomo di 84 anni residente nella Città metropolitana di Cagliari. (1.504 in totale). I ricoveri ospedalieri sono 77 in area medica (+3 rispetto al report precedente) e 19 in terapia intensiva (+2).

Attualmente in Sardegna i positivi sono 5.291, 5.195 le persone in isolamento domiciliare.

 

Al via, a Sant’Antioco, la gara d’appalto per i lavori di sistemazione della voragine di piazza De Gasperi, sono attesi da quasi 30 anni.

Era l’ottobre del 2017 quando l’Amministrazione comunale guidata da Ignazio Locci muoveva i primi ma decisivi passi verso la soluzione della ferita di piazza De Gasperi, nota come il “buco” o la “voragine”. Erano trascorsi pochi mesi dal suo insediamento e la Giunta approvava il progetto per gli “interventi di messa in sicurezza e riqualificazione dell’area prospiciente piazza De Gasperi”, adottando specifica variante al PUC ed apponendo il vincolo preordinato all’esproprio delle aree private interessate dal progetto di recupero. Da quel momento, dopo la successiva approvazione in Consiglio comunale, prese avvio un procedimento amministrativo lungo e articolato segnato dal coinvolgimento di svariati enti, compresa la Soprintendenza, giacché su quelle aree sono presenti alcune evidenze archeologiche. A distanza di quasi quattro anni dai primi atti, oggi arriva la svolta con l’indizione della gara d’appalto per l’esecuzione dei lavori: e così, al posto della “voragine”, sorgerà una nuova piazza che eliminerà una volta per tutte quello sfregio nel cuore del centro storico.

«Dopo il grandissimo lavoro fatto dai nostri uffici commenta il Sindaco Ignazio Locci siamo riusciti a bandire la gara d’appalto per porre fine a questa ferita che sanguina da quasi trent’anni nel cuore pulsante del centro storico di Sant’Antioco: si tratta di lavori per 380 mila euro. Sono sicuro che quello raggiunto sia un grande traguardo ma ancora più grande sarà quello che tutta la città raggiungerà quando i lavori saranno finiti, quando la piazza avrà una nuova vita e una nuova luce.»

Il “buco” altro non è che uno squarcio a due passi dalla Basilica di Sant’Antioco Martire, sorto a causa dallo smantellamento di un edificio disposto per motivi di sicurezza nel lontano 1994. Durante i lavori emerse un’area di interesse storico (sono evidenti tombe puniche riutilizzate in età Romana, già indagate da un punto di vista archeologico).

L’assessore dei Lavori pubblici e dell’Urbanistica, Francesco Garau, spiega il progetto: «Dal punto di vista urbanistico l’aspetto più importante è quello di ricostruire uno spazio continuo tra la Basilica e tutti i lati della piazza, compreso quello compromesso dal “buco“. La soluzione architettonica prevede la ricopertura totale con piastre in calcestruzzo che, attraverso uno scorcio vetrato, consentiranno di vedere al di sotto, ovvero il punto in cui sono presenti i retaggi archeologici. Al di sopra, invece, arredo urbano coerente con i luoghi mentre l’unica parete della nuova piazza riprenderà tutte le essenze arboree tipiche del nostro paese mediterraneo».

Dopo 23 anni sono state riaperte al pubblico le aree archeologiche della Necropoli Punica e dell’Acropoli, due siti di straordinaria importanza che arricchiscono il patrimonio culturale di Sant’Antioco. Un’attesa durata oltre due decenni, per le due perle incastonate nel cuore del centro storico e archeologico antiochense, da venerdì 30 luglio fruibili in forma permanente, tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. Per l’inaugurazione, presso la Necropoli (settore Nord) si sono tenuti il consueto taglio del nastro e una conferenza stampa di presentazione dei siti archeologici, alla presenza della rappresentante della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, la dott.ssa Giovanna Pietra, il sindaco Ignazio Locci, la consigliera comunale delegata alla Cultura, Rosalba Cossu, la direttrice del Parco archeologico, l’archeologa Sara Muscuso, e  una rappresentanza del partner di gestione del Parco, la Cooperativa Archeotur, che si occuperà della fruizione del sito.

Necropoli punica e Acropoli di età romana sono due aree che, inserite nel fulcro del centro storico antiochense, hanno consentito all’archeologia sulcitana di  ricostruire importanti momenti storici e sviluppi diacronici dell’insediamento dell’antica Sulky. Indagate dagli anni 50 del secolo scorso, le due aree sono state oggetto di interventi recenti. Il settore  nord della Necropoli, grazie al finanziamento della Fondazione di Sardegna, è stato dotato di un punto ristoro e di nuovi e moderni supporti didattici. E ancora si è provveduto a creare un impianto di illuminazione esterna e interna alle tombe, unitamente ai percorsi dei camminamenti  esterni totalmente reversibili e autoportanti che condurranno i visitatori al tragitto sotterraneo. Ma cosa vedranno i visitatori? Sarà possibile accedere al settore della Necropoli punica utilizzato con la medesima funzione fin dall’epoca romana e nell’età tardo antica con il collegamento di diverse tombe contigue per la costruzione di un piccolo  complesso catacombale. All’interno, un arcosolio di pregio e ulteriori testimonianze di rilievo. Attraverso i cantieri archeologici del Cammino minerario di Santa Barbara è stato invece possibile valorizzare l’adiacente area dell’Acropoli romana, luogo che almeno a partire dal II sec. a.C. ospita un importante tempio di tipo italico della prima città romana. Anche in questo caso i lavori hanno riguardato un sistema di illuminazione notturna, i camminamenti del percorso di visita, i supporti didattici e il restauro di antiche pavimentazioni.

«Queste due aree archeologiche commenta la direttrice del Parco Archeologico Sara Muscusoconfermano come l’antico e il contemporaneo possano coesistere e compenetrarsi in un interessante esempio di archeologia urbana che dalla Piazza De Gasperi, cuore pulsante del centro storico, si articola in un vero Parco archeologico urbano con ben sette siti visitabili: luoghi ricchi di storia, cultura, tradizioni, per concludersi più a nord con il tofet e il Museo archeologico Ferruccio Barreca.»

«Siamo felicissimicommenta il sindaco Ignazio Locci abbiamo creduto alle intuizioni della dottoressa Sara Muscuso, che aveva proposto di investire il finanziamento della Fondazione di Sardegna in un progetto teso alla riapertura della Necropoli, e oggi possiamo dire di averci visto giusto. Grazie anche al lavoro del Cammino minerario di Santa Barbara che ha consentito la realizzazione di alcuni lavori all’interno dell’Acropoli romana.»