L’accentramento sanitario a Cagliari e il declino del Sulcis
In Sardegna nel corso degli ultimi 10 anni, sì sono affermati due blocchi sanitari provinciali: Cagliari e Sassari. Allo stesso tempo, le norme regionali sul diritto universale alla salute della popolazione, sono entrate in forte crisi esistenziale.
In questo contesto, complesso e difficile da interpretare per i non addetti ai lavori, è cruciale che l’accentramento sanitario a Cagliari e il declino del Sulcis. Nella nostra ricostituita provincia del Sulcis Iglesiente, si intraprendano adeguate iniziative con l’insieme dei 24 sindaci, volte a riorganizzare il nostro sistema sanitario.
È quindi opportuno, in questo ambito, avere una visione la più chiara di dove sono concentrate le strutture sanitarie pubbliche e private, in particolare nella ASL della provincia di Cagliari, e fare una verifica sul come vengono distribuite le risorse economiche, e quelle umane.
Si vedrà dai dati che esiste una forte disparità nella ripartizione dei posti letto, dei dipendenti e del danaro destinato alla Sanità provinciale.
È necessario mettere a conoscenza il pubblico ignaro di alcuni fatti che hanno avuto, come risultato, l’attuale insoddisfacente sistema sanitario regionale.
La Giunta regionale, il 27 aprile 2025, secondo quanto previsto dalla L.R. n. 8/2025, provvedeva a nominare per 6 mesi i commissari straordinari delle 8 Asl della Sardegna, dell’Azienda ospedaliera Brotzu, delle AOU di Cagliari e Sassari, e dell’AREUS.
Per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 198 del 23 dicembre 2025, che dichiarava l’illegittimità costituzionale della legge con la quale tutte le aziende sanitarie sarde erano state commissariate, la Regione prendeva atto della cessazione degli incarichi dei commissari.
Il 31 dicembre 2025, la Giunta regionale, preso atto della decadenza dei Commissari, provvedeva a nominare i nuovi direttori generali delle ASL. Solo tre di queste nomine sono state rinviate (ASL di Cagliari, ASL di Sassari e ASL della Gallura).
È in corso però il ricorso contro la Regione di quei sei ex direttori generali delle ASL sarde, rimossi dalla Giunta regionale. In tale ricorso essi pretendono l’annullamento della procedura di nomina dei nuovi direttori che attualmente occupano i loro posti.
Nel frattempo, l’ex direttore generale dell’ASL 1 di Sassari, ha vinto il ricorso al Tar annullando gli atti della Regione e disponendo il proprio reintegro alla ASL di Sassari. Questo fa capire quanto sia precaria la nomina degli attuali direttori generali.
Ciò determina grande incertezza nel governo di tutto il sistema sanitario regionale.
Ciò premesso, per capire il clima che si respira in generale nella sanità sarda, ora veniamo ad esaminare le strutture sanitarie di nostro interesse.
Il Piano regionale della Rete ospedaliera del 2017/2019, approvata con delibera della G.R. il 25.10.2019, stabiliva uno standard di 3,7 posti letto per 1000 abitanti. Già questo dato è gravemente deficitario se si considera che in Germania hanno come standard 14 posti letto per 1.000 abitanti e in Francia si prevedono 10 posti letto per 1000 abitanti.
La deliberazione della Regione Sardegna che ci interessa stabilisce che:
1 – Alla ASL di Carbonia Iglesias, con 128.554 abitanti, vanno attribuiti 313 P.L., pari a 2,51 P.L. per 1.000 abitanti;
2 – Alla ASL di Cagliari, con 560.827 abitanti vanno attribuiti 2.672 P.L. pari al 4,64 P.L, per 1.000 abitanti;
3 – La Regione Sardegna con 1.633.859 abitanti, deve avere una dotazione complessiva di 5.901 P.L. pari a 3,7 P.L. per 1.000 abitanti.
Nota bene: il lettore scoprirà che il basso numero di posti letto attribuiti alla ASL Sulcis Iglesiente, non solo non sono stati realizzati ma addirittura si è proceduto a ridurli ulteriormente intorno ai 1,5 posti letto per 1.000 abitanti. Bisogna fare molta attenzione a questi dati sui posti letto perché la loro riduzione condiziona, in diminuzione, anche il numero di personale sanitario con cui dotare i nostri ospedali.
Ecco i particolari numerici che sono alla base del nostro fallimento sanitario.
La situazione dei posti letto all’1.01.2026 nella provincia di Cagliari.
1) Azienda Ospedaliera ARNAS-BROTZU a Cagliari.
L’Azienda include l’ospedale Businco. Per missione e statuto essa deve erogare l’assistenza sanitaria polispecialistica anche nell’ambito dell’emergenza-urgenza in qualità di DEA di II livello. Perciò è dotata delle discipline più complesse della medicina dei trapianti e delle patologie oncologiche e pediatriche, ed è identificata quale HUB di riferimento regionale per le reti di cura oncologica, trapiantologica e terapia del dolore.
L’Azienda presenta un totale di 785 posti letto, di cui ordinari 668 e day hospital e diurni 117.
2) Azienda Sanitaria Locale N. 8 di Cagliari.
I comuni della Asl 8, nel 2025 presentavano una popolazione totale di 541.176 abitanti.
I posti letto di ricovero nelle strutture pubbliche sono oggi 494 di cui: San Giuseppe Isili 25; Binaghi 9; Marino 17; SS Trinità 344; San Marcellino Muravera 43; Microcitemico 56;
3) Azienda Ospedaliera Universitaria (AOU). I posti letto sono 446.
4) Le Aziende private. i posti letto delle strutture di ricovero sono: casa di cura sSant’Anna 73 P.L.; Casa di Cura Sant’Antonio Spa 115 P.L.; Casa di Cura Villa Elena 69 P.L.; Kinetika Sardegna 223 P.L.; Nuova casa di cura – Decimomannu P.L. 96.
Per un totale complessivo di 576 posti letto.
È opportuno segnalare che tali strutture non hanno funzioni di ricovero per le urgenza ed emergenze. Infatti, l’emergenza urgenza è riservata solo agli Ospedali pubblici dichiarati DEA di I livello come lo è il Sirai di Carbonia.
Inoltre, nella provincia di Cagliari, per rafforzare l’offerta dei servizi in Città e sul territorio sono stati finanziati, con fondi del PNNR, gli interventi di attivazione, ristrutturazione e riqualificazione delle seguenti strutture: 15 case della comunità; 4 centrali operative territoriali (COT); 2 ospedali di comunità presso l’ospedale Marino e l’ospedale Binaghi.
La situazione dei posti lòetto nella ASL 7 del Sulcis Iglesiente al 31.12.2025.
Rispetto a quanto previsto dalla Piano regionale della Rete ospedaliera del 2017/2019 e dall’Atto Aziendale 2023/2025, la ASL 7 dovrebbe avere 313 posti letto. In realtà le cose sono molto diverse:
– nel P.O. CTO di Iglesias sono attivi circa 80 sui 127 previsti dalla legge;
– al P.O. Sirai di Carbonia, sono attivi 100 P.L. su 186 previsti dalla legge.
La situazione dei costi di produzione dei servizi e del personale
Le aziende, per il 2025 hanno presentano i costi a sostegno della loro attività e erogazione delle prestazioni sanitarie unitamente alla spesa per il numero del personale sottoelencato:
– La ASL 8 di Cagliari delibera un totale per la spesa di 1.180.021.572,26 (un miliardo e 180 milioni); per 4.314 dipendenti la spesa è di 243.085.146,70 (243 milioni);
– L’Arnas Brotzu presenta una spesa di produzione di servizi pari a 426.929.150,38 euro; e per i suoi 3.265 dipendenti una spesa di 188.841.446,47 euro.
– Per l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Cagliari il totale dei costi di produzione di servizi è di 210.719.636,76. Per 1.649 dipendenti la spesa è di 91.063.842,84 euro;
Tutt’altro finanziamento ha a disposizione la ASL 7 del Sulcis Iglesiente:
– La ASL Sulcis dichiara una spesa per la produzione di servizi pari a un totale di 295.541.668,29 euro. Mentre per 1.626 dipendenti presenta un costo di 77.039.793,82 di euro.
– infine, c’è l’Ares (che ha sempre sede a Cagliari), la cui funzione principale è quella di fornire supporto alla produzione di servizi sanitari e socio-sanitari. Essa presenta una spesa per la produzione pari a 78.451.769,81 euro, mentre i costi dei 639 dipendenti, ammontano a 31.065.435,31 euro.
Il quadro complessivo che segue dimostra che la Sardegna ha realizzato un sistema sanitario che si concentra quasi totalmente sulla Città metropolitana di Cagliari. Infatti:
I posti letto pubblici nella ASL 8 sono 494; nel Brotzu 785; nell’AOU 446; per un totale di totale di 1.725 posti letto. Inoltre, nel Cagliaritano ai posti pubblici si sommano altri 576 posti letto delle case di cura private.
Il totale complessivo di posti letto nella provincia di Cagliari è pari a 2.301 posti letto.
Il che vuol dire che la provincia di Cagliari ha a disposizione 4,8 P.L. per 1.000 abitanti.
Per la Sardegna globalmente vennero destinati dalla legge 3,7 posti letto per 1.000 abitanti.
Alla provincia del Sulcis Iglesiente vennero destinati 2,5 posti letto per 1.000 abitanti.
In realtà nella ASL 7 del Sulcis Iglesiente sono presenti solo 1,4 posti letto (180 x 128.000 abitanti).
I dipendenti nella ASL 8 sono 4.314; nel P.O. Arnas Brotzu 3.265; nell’AOU 1.649;
Nella provincia di Cagliari esiste un totale complessivo di 9.228 dipendenti.
Nella ASL 7 della provincia del Sulcis Iglesiente sono presenti 1.626 dipendenti.
Il valore totale della spesa per i presidi sanitari ospedalieri presentano il seguente:
– la ASL 8 di Cagliari, 1.180.021.572,26 – L’Arnas Brotzu 426.929.150,38 – Per l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Cagliari 210.719.636,76;
– per un totale complessivo di 1.816.670.359,40;
– per l’Ares i costi della produzione sono 78.451.769,81;
– la ASL del Sulcis Iglesiente la spesa sanitaria è pari a 295.541.668,29 euro. Per 1.626 dipendenti presenta un costo di 77.039.793,82 di euro.
Oggi, nel 2026, i posti letto nella Asl del Sulcis sono al CTO circa 80 e al Sirai 100, per un totale di 180 posti letto. Rispetto ai 313 previsti dal piano regionale mancano 133 P.L.
La situazione della Giunta regionale, in particolare con l’incertezza che attraversa il governo del sistema sanitario regionale, non consente di aprire processi o confronti per una revisione degli standard dei posti letto e la riorganizzazione delle strutture ospedaliere sia della provincia di Cagliari che del Sulcis Iglesiente.
Quello che però con forza, ora, occorre riaffermare, è perlomeno il ripristino di tutti i posti letto che spettano alla nostra provincia (313), rispetto ai 180 circa attivi. Questo è un compito che spetta alla “Conferenza Sanitaria Provinciale” del Sulcis Iglesiente.
1. In questo contesto, prendendo atto del sistema sanitario che vede la provincia di Cagliari svolgere un ruolo centrale sul piano dell’assistenza ospedaliera, ben oltre i propri confini territoriali, noi, nel nostro ambito, abbiamo il dovere di assumere iniziative volte a garantire nella nostra Asl con i suoi 24 comuni, gli imprescindibili giusti livelli di assistenza ospedaliera nei presidi CTO e Sirai. Con essi dovranno avere una loro sistemazione i presidi di prossimità nei comuni.
È quindi opportuno, rivendicare e sollecitare:
1) la piena attivazione dei 313 posti letto di cui: al P.O. CTO di Iglesias,127, quale stabilimento completamento DEA I livello, con le funzioni di assistenza programmate per tutta la ASL 7 e il pronto soccorso semplice;
1) la piena attivazione al P.O. Sirai di Carbonia, con 186 posti letto, quale DEA I livello, multi-specialistico e punto di riferimento per le attività di Emergenza-Urgenza per tutta la ASL;
1) Espletare con urgenza i concorsi per i direttori di struttura complessa (ex primari) dei reparti quali: Neurologia; Radiologia; Nefrologia e Dialisi; Urologia; Laboratorio di Analisi; Centro Trasfusionale; Diabetologia; Cardiologia e Emodinamica.
1) Piena attivazione nel P.O. Santa Barbara di Iglesias, quale “Grande Casa della Salute” e stabilimento della rete territoriale;
1) Risolvere il problema della carenza del Medici di Famiglia (MMG) e dei pediatri di libera scelta (PDL);
1) abbattere le liste d’attesa;
1) dare piena attivazione alle case della salute/comunità di Fluminimaggiore, Giba, Sant’Antioco e Carloforte, con l’adeguamento organizzativo dei MMG e PLS e la presenza delle attività specialistiche.
Conclusioni.
Occorre che la provincia del Sulcis Iglesiente dia l’incarico (ai 24 sindaci, alla conferenza sanitaria provinciale del Sulcis, ai presidenti dei tre Distretti sanitari), di riorganizzare con urgenza il nostro sistema sanitario provinciale e assicurare un futuro meno problematico alla nostra popolazione. Non ci servono altri programmi. Ci servono risultati.
Se non ora quando.
Tore Arca
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