21 August, 2026
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Teulada e “Is Messaias de Santu Sidoriu”

Eh, sì, ci sanno proprio fare queste donne de “Is Messaias de Santu Sidoriu”, tutte unite, tutte genuinamente prese dal proprio ruolo: il ruolo di Teuladine che del loro paese si impegnano a conservare e vivacizzare tradizioni e costumi. Le aveste viste la sera del 20 agosto, sulla piazza che fa da tetto al fiume…un gruppo tutto colorato nelle divise che sembravano voler mettere in risalto l’orgoglio di appartenenza ad una associazione che fa dell’amore per Teulada il filo conduttore delle proprie iniziative, sempre tutte coinvolgenti. Quella sera il loro motto è stato “Pani e Casu”, un continuo sfornare pagnotte di pane lievitato, impastato e cotto secondo la tradizione, per il piacere e l’entusiasmo dei tanti turisti presenti – che pubblicità ha fatto al paese il film di Riccardo Milani! – e loro lì, con il sorriso disponibile delle persone che ci credono a quel che fanno e sanno di fare cosa graditissima nel mostrare come una volta certi compiti della quotidianità si svolgevano nelle case, riproponendo quella fatica antica in un luogo che della quotidianità è diventato un accogliente palcoscenico. Ed il forno? Beh, anche il forno era lì, un forno su ruote, ma un forno vero, a cupola, di quelli che una volta si vedevano nei cortili delle case e che ora è sempre pronto ad essere trasportato dove serve. E non solo pane di ogni genere – sempre della tradizione, però! – cuoceva quella sera, ma anche magnifiche focacce, per la delizia di chi assisteva a tutte le fasi della preparazione. Con, alla fine, un assaggio – e che assaggio! – accompagnato da pezzi di formaggio. “Pani e Casu”, appunto!

Ma non finiva qui, perché poco discoste alcune “Messaias” davano dimostrazione di come si preparano i fantastici ravioli di formaggio fresco, e lì vicino alcuni bambini pigiavano l’uva in un mastello
improvvisato ma con tutti i crismi di un mastello autentico: una volta il vino prendeva vita in questo modo, cari signori, diceva quella messa in scena! E che empatia, che giovialità in tutte quelle donne, che pur nella confusione esaltata da musiche tradizionali sempre accattivanti, si muovevano agili, con l’evidente disponibilità a rispondere a chi chiedeva informazioni su quanto si stava realizzando. Ma pronte anche a prender parte a qualche ballo cui quelle musiche, tra l’altro eseguite benissimo con l’accompagnamento de “su sonittu”, invitavano a partecipare. Una serata, dunque, che non ha deluso le aspettative di chi altre volte ha assistito alle manifestazioni di una associazione composta, sì, di sole donne, ma alla quale gli uomini non lesinano il proprio aiuto, magari indossando anch’essi la loro uniforme. E li aveste visti, lì, indaffarati davanti al forno, rossi in volto e tutti sudati, ma con la letizia evidente di chi ha la consapevolezza che ci si sta dando da fare per tramandare memorie, ricordi, usi e costumi dei tempi passati, che sono, innegabilmente, l’anima di una comunità.

Da aggiungere, questa “Pani e Casu”, alle altre manifestazioni di cui Is Messaias ci stanno abituando ad assistere e sempre con grande piacere da parte nostra. Originalissima “S’arroliu in dì de festa” con is Messaias vestite a “nostrada” e nei bei costumi tradizionali, un vero e proprio rimettere in scena i “raduni” da vicinato, una volta così comuni, occasione di chiacchiere ma anche di informazioni dell’ultima ora, oggi soppiantati da mezzi di comunicazione ben diversi, più immediati, forse, ma anche tanto meno “esaltanti” e piacevoli! Facile chiedersi quale possa essere la ragione di tanto affiatamento in queste donne, che ci sembra di poter individuare nel sentirsi tutte sullo stesso piano, guidate da una presidente che non si sente presidente – figuriamoci prima donna! – ma solo guida, appunto, e attenta dispensatrice di ruoli e compiti, ma sempre con sensibilità ed empatia! Sono tante le componenti de “Is Messaias”, impegnate anche nelle processioni religiose ed in un coro – sono state invitate anche fuori regione, in Sicilia ultimamente, tanta sta diventando la loro fama – tante da non poterne elencare qui i nomi, né quelli degli uomini collaboratori, ma ci preme far giungere a tutte loro le nostre congratulazioni ed i nostri complimenti più sinceri.

Con ammirazione e gratitudine

Lucia M. Tanas

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Da Grazia Deledda ag
Il 27 agosto 2026, a
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