Filctem CGIL-Femca CISL-Uiltec UIL e RSA Eurallumina: «Senza risorse, si va verso l’insolvenza»
A quasi un anno dall’aggravarsi della crisi, la vertenza Eurallumina resta senza una soluzione, anzi la situazione si aggrava.
Come noto da settembre 2025 RUSAL non gestisce più direttamente lo stabilimento, mentre il congelamento patrimoniale disposto dal Comitato di sicurezza finanziaria (CSF) nel maggio 2023 è ancora vigente. Fino a febbraio 2026 l’azienda ha utilizzato le proprie risorse; da marzo 2026 è stata sostenuta, in modo del tutto insufficiente, da fondi statali, anticipati tramite l’Agenzia del Demanio e sotto la supervisione di un amministratore anticipi. Dopo le proteste dei lavoratori e l’incontro al Mimit del dicembre 2025, il Governo aveva annunciato un percorso promettendo, e non rispettando, risorse per 9,6 milioni di euro finalizzate a garantire la continuità nel primo semestre 2026. A luglio 2026 il ministro Urso ha ribadito l’intenzione di risolvere la crisi, anche attraverso interventi normativi, convocando un nuovo tavolo per il 15 settembre. Appare utile ricordare che preservare il bene dell’asset non è una mera concessione bensì un obbligo di legge.
Quel tavolo si è chiuso, come già dichiarato dalle nostre organizzazioni sindacali, con un giudizio negativo: nessuna soluzione sul congelamento delle azioni, forti ritardi nell’erogazione delle risorse promesse, interlocuzioni con Rusal in difficoltà e, come unica novità del tutto fumosa, l’ipotesi di un’amministrazione controllata con commissario ad hoc, che lascia forti perplessità.
Il quadro è precipitato il 29 settembre scorso, nell’incontro convocato da Confindustria Sardegna Meridionale. L’azienda ha comunicato di aver trasmesso all’Agenzia del Demanio, MEF, Mimit, MASE, Regione Sardegna e all’Amministratore nominato ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. 109/2007 una formale nota sulla situazione finanziaria. Dopo il CdA del 23 settembre, la società ha dichiarato che le disponibilità non sono sufficienti a garantire le obbligazioni aziendali né le attività indispensabili per il presidio ambientale e la sicurezza del sito: trattamento delle acque, manutenzione e conservazione nonché messa in sicurezza degli impianti e del patrimonio aziendale.
Ad oggi la situazione debitoria della Società ammonta a circa un milione di euro, mentre le necessità per la gestione ordinaria da qui a fine anno sono quantificabili in un fabbisogno di circa 6.000.000,00 di euro; senza risorse adeguate, il CdA Eurallumina valuterà le determinazioni conseguenti, compresa la sussistenza dei presupposti previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Lasciare esaurire le risorse significherebbe mettere a rischio le bonifiche, il bacino dei fanghi rossi, la barriera idraulica e le retribuzioni dei lavoratori, già provati da dodici mesi di forte riduzione del reddito. Significherebbe anche esporre lo Stato a costi di messa in sicurezza e bonifica che l’azienda stessa stima in circa 300 milioni di euro, a fronte di pochi milioni necessari oggi.
Chiediamo perciò l’immediata erogazione delle risorse dovute e promesse, la copertura della gestione ordinaria fino a fine anno o comunque per il tempo necessario alla risoluzione della situazione determinata dal Governo italiano. Chiediamo l’urgente convocazione del tavolo al Mimit, così come già preannunciato nella scorsa riunione svoltasi in data 15 settembre scorso che meglio formalizzi un percorso certo verso la soluzione di prospettiva per la vertenza.
Nel frattempo come organizzazioni sindacali e RSA si è avviato il confronto unitario per definire le inevitabili iniziative di mobilitazione adeguate ad una situazione tale e che verranno prontamente condivise con le lavoratrici e i lavoratori qualora nel brevissimo termine non dovessero giungere riscontri e risposte soddisfacenti in tal senso.
Come noto da settembre 2025 RUSAL non gestisce più direttamente lo stabilimento, mentre il congelamento patrimoniale disposto dal Comitato di sicurezza finanziaria (CSF) nel maggio 2023 è ancora vigente. Fino a febbraio 2026 l’azienda ha utilizzato le proprie risorse; da marzo 2026 è stata sostenuta, in modo del tutto insufficiente, da fondi statali, anticipati tramite l’Agenzia del Demanio e sotto la supervisione di un amministratore anticipi. Dopo le proteste dei lavoratori e l’incontro al Mimit del dicembre 2025, il Governo aveva annunciato un percorso promettendo, e non rispettando, risorse per 9,6 milioni di euro finalizzate a garantire la continuità nel primo semestre 2026. A luglio 2026 il ministro Urso ha ribadito l’intenzione di risolvere la crisi, anche attraverso interventi normativi, convocando un nuovo tavolo per il 15 settembre. Appare utile ricordare che preservare il bene dell’asset non è una mera concessione bensì un obbligo di legge.
Quel tavolo si è chiuso, come già dichiarato dalle nostre organizzazioni sindacali, con un giudizio negativo: nessuna soluzione sul congelamento delle azioni, forti ritardi nell’erogazione delle risorse promesse, interlocuzioni con Rusal in difficoltà e, come unica novità del tutto fumosa, l’ipotesi di un’amministrazione controllata con commissario ad hoc, che lascia forti perplessità.
Il quadro è precipitato il 29 settembre scorso, nell’incontro convocato da Confindustria Sardegna Meridionale. L’azienda ha comunicato di aver trasmesso all’Agenzia del Demanio, MEF, Mimit, MASE, Regione Sardegna e all’Amministratore nominato ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. 109/2007 una formale nota sulla situazione finanziaria. Dopo il CdA del 23 settembre, la società ha dichiarato che le disponibilità non sono sufficienti a garantire le obbligazioni aziendali né le attività indispensabili per il presidio ambientale e la sicurezza del sito: trattamento delle acque, manutenzione e conservazione nonché messa in sicurezza degli impianti e del patrimonio aziendale.
Ad oggi la situazione debitoria della Società ammonta a circa un milione di euro, mentre le necessità per la gestione ordinaria da qui a fine anno sono quantificabili in un fabbisogno di circa 6.000.000,00 di euro; senza risorse adeguate, il CdA Eurallumina valuterà le determinazioni conseguenti, compresa la sussistenza dei presupposti previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Lasciare esaurire le risorse significherebbe mettere a rischio le bonifiche, il bacino dei fanghi rossi, la barriera idraulica e le retribuzioni dei lavoratori, già provati da dodici mesi di forte riduzione del reddito. Significherebbe anche esporre lo Stato a costi di messa in sicurezza e bonifica che l’azienda stessa stima in circa 300 milioni di euro, a fronte di pochi milioni necessari oggi.
Chiediamo perciò l’immediata erogazione delle risorse dovute e promesse, la copertura della gestione ordinaria fino a fine anno o comunque per il tempo necessario alla risoluzione della situazione determinata dal Governo italiano. Chiediamo l’urgente convocazione del tavolo al Mimit, così come già preannunciato nella scorsa riunione svoltasi in data 15 settembre scorso che meglio formalizzi un percorso certo verso la soluzione di prospettiva per la vertenza.
Nel frattempo come organizzazioni sindacali e RSA si è avviato il confronto unitario per definire le inevitabili iniziative di mobilitazione adeguate ad una situazione tale e che verranno prontamente condivise con le lavoratrici e i lavoratori qualora nel brevissimo termine non dovessero giungere riscontri e risposte soddisfacenti in tal senso.
Segreterie territoriali Filctem CGIL – Femca CISL – Uiltec UIL
Emanuele Madeddu, Nino D’Orso, Pierluigi Loi
RSA Eurallumina
Enrico Pulisci, Simone Zucca, Davide Boi
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