Cisl Sardegna: «La riunione odierna è stata l’occasione per rilanciare un metodo di lavoro più propositivo nei confronti del Governo nazionale»
«La riunione odierna è stata l’occasione per rilanciare un metodo di lavoro più propositivo nei confronti del Governo nazionale. Come evidenziato dalla presidente Alessandra Todde, la Regione Sardegna deve presentarsi con una proposta organica di politica industriale capace di garantire la tenuta delle filiere strategiche a partire dall’alluminio – investire su infrastrutture, innovazione tecnologica e bonifiche e dare finalmente forma operativa al Libro Bianco sull’industria. In questa prospettiva è stata condivisa la necessità di costituire una cabina di regia stabile con tutti i soggetti istituzionali e sociali per costruire un piano integrato regionale su industria e lavoro.»
Lo scrive, in una nota, la segreteria della Cisl Sardegna.
«Particolare attenzione è stata dedicata al tema della formazione: le risorse ci sono, ma vanno utilizzate meglio, superando frammentazioni territoriali e ragionando in termini regionali, collegando in modo diretto i percorsi formativi alle professionalità richieste dalle imprese. È stata evidenziata l’urgenza di un incontro operativo per promuovere corsi mirati e coerenti con i fabbisogni produttivi dei territori. La CISL ribadisce che il ripristino degli ammortizzatori è una risposta necessaria ma non sufficiente: va accompagnata da politiche attive efficaci e da un vero rilancio del sistema industriale sardo, affrontando con continuità tutte le vertenze aperte e mantenendo il metodo di confronto strutturato già avviato con l’assessorato all’Industria.»
«Il risultato ottenuto sugli ammortizzatori in deroga dimostra che quando le istituzioni lavorano insieme e il territorio fa sentire la propria voce si possono evitare emergenze sociali gravissime – dice Antonello Saba, segretario generale Cisl Sulcis Iglesiente -. Ora però non possiamo limitarci a inseguire le crisi. Il Sulcis e l’intera Sardegna hanno bisogno di una politica industriale vera, stabile, che metta insieme tutela del lavoro, riconversione produttiva, innovazione e formazione. Servono scelte coraggiose e una cabina di regia permanente che trasformi le vertenze in un progetto di sviluppo. Gli ammortizzatori devono essere un ponte verso nuova occupazione, non una soluzione definitiva.»
La Cisl Sardegna riconosce lo sforzo unitario messo in campo da Regione e Governo per superare la criticità e ribadisce che lo stesso impegno, in chiave strutturale e di prospettiva, deve ora essere indirizzato al vero rilancio dell’industria e dello sviluppo dell’Isola.
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