24 October, 2026
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Talità Kum supera le 4.300 prestazioni e guarda a Nuoro: presentata a Iglesias la nuova fase di Comuni-Care

Oltre 4.300 prestazioni sanitarie, un ambulatorio fisso a Iglesias, un poliambulatorio mobile capace di raggiungere diversi centri del territorio e una rete di collaborazione tra enti locali, professionisti volontari, servizi pubblici e Terzo settore. Sono i risultati e le prospettive dI Talità Kum, gli ambulatori di Casa Emmaus che, nella mattinata di venerdì 23 ottobre, ha riunito a Iglesias istituzioni, rappresentanti dei Comuni, professionisti e partner per fare il punto sulle attività e presentare la nuova fase del progetto Comuni-Care, con l’estensione del modello anche a Nuoro.
L’incontro ha rappresentato un momento di restituzione pubblica del percorso avviato nel giugno 2025 e di confronto sul ruolo che esperienze di questo tipo possono svolgere nel rispondere ai bisogni sanitari e sociali delle persone, soprattutto di chi incontra maggiori difficoltà nell’accesso alle cure.
I numeri di un’esperienza cresciuta insieme al territorio
Nel corso della giornata, Gianni Salis, responsabile degli Ambulatori Talità Kum, ha illustrato i dati di attività aggiornati al 16 ottobre 2026. La presentazione restituisce un bilancio complessivo ben al di sopra delle più rosee aspettative, con ben 4.381 prestazioni: 3.793 erogate negli ambulatori fissi di Iglesias e 588 attraverso il poliambulatorio mobile CareVan, impegnato nelle attività di screening sul territorio.
Gli utenti registrati sono 1.177. Le attività dell’ambulatorio fisso comprendono visite mediche, prestazioni psicologiche e altri interventi sanitari, distribuiti tra numerose specialità. Accanto alla risposta diretta ai bisogni di salute, il progetto investe nella prevenzione e nell’informazione: 16 incontri tra seminari e workshop dedicati a temi come salute mentale, prevenzione dei tumori femminili, malattie rare, diabete, salute cardiovascolare, primo soccorso e benessere hanno coinvolto complessivamente 893 partecipanti.
I dati mostrano un’esperienza che non si limita a offrire prestazioni, ma cerca di avvicinare i servizi alle persone, rafforzando la capacità delle comunità di riconoscere e affrontare i bisogni emergenti.
Le istituzioni: portare i servizi vicino alle persone
Nel corso degli interventi istituzionali è emersa con forza la necessità di intercettare il disagio sociale e sanitario, in particolare nelle periferie e nei contesti in cui l’accesso ai servizi può risultare più difficile.
Il sindaco di Iglesias e presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, ha sottolineato che il disagio deve essere «intercettato, capito, se possibile anche anticipato». Ha inoltre definito Talità Kum «il progetto più importante della propria amministrazione», evidenziando il valore dei risultati raggiunti e le ulteriori prospettive di sviluppo.
L’onorevole Alessandro Pilurzu, componente della Commissione regionale Sanità, ha richiamato il numero delle prestazioni che, senza questa realtà, non sarebbero state effettuate, sottolineando anche la scelta di Nuoro di replicare il modello.
Un tema ripreso da Francesca Piras, direttrice generale delle Politiche sociali della Regione Sardegna, che ha evidenziato la necessità di affiancare alla rigidità del sistema sanitario tradizionale modelli più flessibili, capaci di rispondere ai bisogni reali. «Bisogna pensare alle istituzioni che vanno dalle persone, non il contrario», ha affermato, richiamando anche la possibilità di leggere i bisogni sociali attraverso quelli sanitari.
Marika Batzella, della Direzione generale delle Politiche sociali della Regione Sardegna, ha posto l’accento sull’importanza della collaborazione tra istituzioni locali, aziende sanitarie ed enti del Terzo settore, anche alla luce dell’evoluzione del quadro normativo in materia di disabilità. Perché le norme possano tradursi in risposte efficaci, ha sottolineato, sono fondamentali regolamenti attuativi, linee operative e tavoli di lavoro condivisi.
Nel suo intervento, monsignor Mario Farci, vescovo della Diocesi di Iglesias, ha richiamato il significato del nome Talità Kum, traducibile con l’espressione «Fanciulla, io ti dico: risorgi!», formulando l’augurio che il progetto possa continuare ad aiutare le persone a ritrovare fiducia e possibilità di una vita nuova.
Comuni-Care: la cura come risorsa condivisa
Il progettista di Comuni-Care, Vincenzo Castelli, ha ripercorso la genesi dell’esperienza, nata da un’intuizione condivisa e cresciuta grazie al coinvolgimento delle comunità. Un percorso reso possibile anche dal sostegno della Fondazione Intesa Sanpaolo e della Banca d’Italia, che hanno scelto di finanziare il progetto.
Castelli ha descritto Talità Kum come un’esperienza di «medicina circolare»: un modello in cui competenze scientifiche, mediche e sociali vengono messe a disposizione della comunità e le risorse presenti nei territori diventano parte essenziale della risposta ai bisogni.
La sfida, ha spiegato, è costruire una clinica di comunità capace di generare valore condiviso, nella quale la collaborazione tra soggetti diversi consenta di raggiungere le persone e contribuire allo sviluppo di un welfare di prossimità, virtuoso e sostenibile. Un’esperienza nata localmente che può offrire indicazioni utili anche su scala regionale.
Carlo Perelli, del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Cagliari e valutatore esterno del progetto, ha richiamato il rapporto tra geografia, modelli di intervento e trasformazioni dei territori. Talità Kum, ha osservato, è un progetto nato a livello locale che ha già acquisito una portata regionale. In questo percorso, l’università può svolgere un ruolo di collegamento e contribuire alla lettura e alla valutazione delle esperienze.
Una rete che si costruisce attraverso le persone
La giornata ha dato spazio anche agli interventi dei Comuni convenzionati, delle professioniste e dei professionisti sanitari e infermieristici volontari, veri protagonisti quotidiani delle attività. La loro presenza ha ricordato che dietro i numeri ci sono persone, competenze e relazioni che rendono possibile il funzionamento del servizio.
A chiudere l’incontro, Giovanna Grillo ha rivolto un ringraziamento a tutte le persone che lavorano negli Ambulatori Talità Kum, richiamando il valore della riconoscenza e della responsabilità verso gli altri. «Ognuno è chiamato a fare la propria parte, senza riservare in maniera egoistica ciò che è possibile fare per gli altri», ha ricordato: un impegno che può trasformare la solidarietà in una possibilità concreta di speranza.
Con la nuova fase di Comuni-Care e l’estensione del modello a Nuoro, Talità Kum si prepara ora a proseguire il proprio percorso, mettendo al centro la prossimità, la collaborazione tra istituzioni e comunità e il diritto delle persone ad accedere alle cure. Perché la salute non sia soltanto un servizio da raggiungere, ma una responsabilità condivisa capace di avvicinare le istituzioni ai bisogni reali dei territori.
Iglesias protagonist
La sanità a pagamen
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