8 April, 2026

Proseguono i sopralluoghi negli istituti scolastici superiori della provincia del Sulcis Iglesiente. Questa settimana è stato il turno delle scuole di Sant’Antioco.

La visita del presidente Mauro Usai e degli amministratori provinciali e comunali rispetta gli impegni presi a favore di un percorso di attenzione verso il mondo della scuola nel nostro territorio.
Accompagnato dal sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci, dall’assessore Luca Mereu e dai tecnici della Provincia, il presidente Mauro Usai con la consigliera delegata all’Istruzione Daniela Massa – ha potuto constatare le criticità più evidenti degli istituti, la funzionalità degli spazi e programmare le manutenzioni.

«La sicurezza dei nostri studentidice Mauro Usaie delle strutture che gli accoglie è una priorità per questa amministrazione provinciale. Il nostro impegno è diretto a verificare lo stato degli edifici scolastici e monitorare le condizioni generali delle strutture al fine di mettere a regime la programmazione delle manutenzioni. La prossima settimana sarà convocato un incontro con tutti i dirigenti scolastici degli istituti superiori della provincia per concordare i passi successivi, inclusi i piani di manutenzione prioritari.»

«Considero la sicurezza degli studenti, del personale docente e di tutto il personale scolastico una priorità assoluta – aggiunge Daniela Massa -. Le scuole devono essere luoghi sicuri, accoglienti e adeguati, nei quali i nostri ragazzi possano studiare, crescere e formarsi con serenità. Garantire ambienti sicuri significa investire concretamente nel futuro della nostra comunità. Continueremo a lavorare in sinergia con le istituzioni scolastiche per assicurare standard adeguati e risposte tempestive alle esigenze che emergeranno.»

«Il sopralluogo effettuato questa mattina dal presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, insieme ai funzionari provinciali, nei plessi del Liceo “Emilio Lussu” e dell’IPIA di Sant’Antiocosottolinea Ignazio Locci -, rappresenta un passaggio fondamentale per affrontare in modo concreto le criticità strutturali degli edifici scolastici del nostro territorio. Come Amministrazione comunale riteniamo che la sicurezza e la qualità degli spazi scolastici siano una priorità assoluta. La presenza della Provincia e la disponibilità al confronto dimostrano una forte sinergia istituzionale, indispensabile per individuare soluzioni rapide ed efficaci. Ringrazio il presidente Usai e i tecnici per l’attenzione e la sensibilità dimostrata. Solo attraverso una collaborazione costante tra enti possiamo garantire ambienti scolastici adeguati, sicuri e dignitosi per studenti, docenti e personale.»

«Il sopralluogo di oggi nei due plessi superiori di Sant’Antioco segna un momento importante di lavoro condiviso tra Comune e Provincia – dice Luca Mereu -. La presenza del presidente Mauro Usai e dei funzionari provinciali ha permesso di analizzare direttamente sul posto tutte le principali criticità strutturali del Liceo Lussu e dell’IPIA. Questa azione dimostra quanto sia determinante il dialogo tra istituzioni per affrontare problematiche complesse come quelle legate all’edilizia scolastica. La scuola non è solo un edificio, ma un luogo di crescita e ormazione che deve essere messo nelle condizioni migliori per svolgere il suo ruolo. Continueremo a lavorare
in stretta sinergia con la Provincia, nella consapevolezza che solo attraverso una rete istituzionale coesa si possono dare risposte concrete alle esigenze della comunità scolastica.»

A San Gavino Monreale è tutto pronto per la grande festa del Carnevale Storico Sangavinese: servizi, accoglienza, trasporti e spettacoli per vivere il Carnevale fin dalla mattina.

Mancano ormai solo due giorni al momento più atteso dell’anno e l’atmosfera a San Gavino Monreale è quella delle grandi occasioni. Domenica 15 febbraio 2026, la Grande Sfilata Regionale del Carnevale Storico Sangavinese riporterà nelle strade del paese migliaia di figuranti, carri allegorici, gruppi a piedi e maschere singole, celebrando un traguardo che ha il sapore della storia condivisa: 40 anni di Carnevale.

La 40ª edizione del Carnevale Storico Sangavinese è promossa dal Comune di San Gavino Monreale, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, ed è organizzata dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.

Nato ufficialmente nel 1985, il Carnevale Sangavinese ha attraversato epoche e difficoltà senza mai fermarsi. Dalle prime sfilate, realizzate con pochi mezzi ma tanta passione, fino all’attuale dimensione regionale, il Carnevale è diventato un vero e proprio grande evento regionale capace di coinvolgere generazioni diverse e  per un giorno trasformare il volto del paese.

«Quarant’anni di Carnevale Sangavinese significano soprattutto continuità sottolinea Riccardo Pinna, assessore della Cultura -. San Gavino può ancora contare su cinque gruppi carnevaleschi attivi e su migliaia di figuranti. Un risultato tutt’altro che scontato. Qui il Carnevale non è mai stato solo un evento, ma un patrimonio collettivo, costruito nel tempo da artisti, associazioni, volontari e famiglie».

Domenica 15 febbraio: il cuore della festa

Il clou della manifestazione è ormai alle porte. Domenica 15 febbraio, la Grande Sfilata Regionale porterà in strada 26 carri allegorici, gruppi a piedi e maschere singole provenienti da tutta la Sardegna, per un totale di quasi 7.000 maschere partecipanti ai carri.

Il circuito, completamente interno al centro abitato, partirà da Piazza Cesare Battisti, attraverserà Via Roma, Viale Rinascita e Via Dante, per concludersi in Piazza Montevecchio. Cuore della sfilata sarà Piazza Resistenza, dove i carri passeranno due volte davanti alla giuria, offrendo al pubblico la possibilità di apprezzare movimenti, coreografie e dettagli artistici.

Ad aprire il corteo saranno gruppi provenienti da tutta l’Isola, affiancati dai cinque storici gruppi di San Gavino Monreale – Rewind, Fibra Ottica, New Generation, Vertigo e The Music Express.

Gran finale tra musica e premiazioni

Al termine della sfilata, la festa proseguirà sul palco coperto allestito nel parcheggio di Piazza Montevecchio. Il gran finale musicale sarà affidato a Sandro Murru, tra i DJ più seguiti della scena sarda. Durante la serata si terranno le premiazioni ufficiali, dal miglior carro allegorico al premio per la miglior maschera singola intitolato alla memoria di Kikki Pilloni, fino al riconoscimento per i migliori movimenti dei carri dedicato a Enrico Garau.

La manifestazione si chiuderà martedì 17 febbraio con il Carnevale delle famiglie, tra pentolacce, animazione e il tradizionale Rogo de Su Baballotti, a cura della Pro Loco, dell’Associazione La Maschera e della Consulta Giovanile.

 

L’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente esprime grave preoccupazione per quanto accaduto nel territorio di Iglesias e del Sulcis in relazione all’evento segnalato nel sito di discarica gestito dalla Portovesme srl, con possibili effetti sull’ambiente, sulle acque e sulle attività economiche dell’area.

Sono in corso le analisi e gli accertamenti tecnici da parte degli enti competenti per verificare l’entità del fenomeno e le sue conseguenze. Sono inoltre programmati ulteriori campionamenti e controlli sui corsi d’acqua interessati e a valle del sito, al fine di monitorare in modo puntuale l’evoluzione della situazione.

In base alla severa normativa ambientale vigente, il gestore è tenuto ad attuare immediatamente tutte le misure necessarie a contenere il fenomeno e a mettere in sicurezza il sito, evitando qualsiasi ulteriore impatto.

A seguito delle prime azioni urgenti dovrà essere effettuata la completa caratterizzazione dell’area per accertare eventuali contaminazioni e definire, se necessario, gli interventi di risanamento.

La Regione garantirà il supporto tecnico al comune di Iglesias e alla provincia del Sulcis Iglesiente nella gestione dell’emergenza e nella predisposizione degli atti urgenti a tutela della popolazione e del territorio, operando in pieno coordinamento con le amministrazioni locali.

Resta fermo che la responsabilità della messa in sicurezza immediata e del rispetto delle prescrizioni autorizzative ricade integralmente sul gestore del sito, senza alcuna possibilità di rinvio o attenuazione.

«Il Sulcis non può più essere il luogo dove si scaricano costi ambientali e si accumulano ferite», dichiara l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi -. Parliamo di un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in termini di salute, ambiente e opportunità di sviluppo. Chi opera in questa terra deve farlo nel pieno rispetto dei cittadini e delle regole. Non saranno tollerati ritardi, omissioni o sottovalutazioni. La messa in sicurezza deve essere immediata, completa e trasparente. La Regione sarà inflessibile nel pretendere il rispetto degli obblighi e nel tutelare una comunità che non può continuare a sopportare le conseguenze di scelte irresponsabili.»

L’Assessorato continuerà a monitorare costantemente l’evoluzione della situazione, assicurando aggiornamenti puntuali e la massima collaborazione con il territorio.

Il Governo Nazionale ha bloccato le risorse desinate alla mobilità in deroga, strumento di supporto fondamentale per l’intero comparto industriale di Portovesme.

«Apprendiamo dal comunicato delle sigle sindacali che il Governo centrale ha deciso di bloccare le risorse destinate alla mobilità in deroga, uno strumento che da anni coinvolge e sostiene numerosi lavoratori del nostro territoriodice Romeo Ghilleri consigliere delegato dell’industria della provincia del Sulcis Iglesiente –. Si tratta di una situazione sempre più grave, che aggrava ulteriormente la crisi del comparto industriale del polo di Portovesme. Da troppo tempo si combatte per far ripartire le tante aziende presenti e per salvaguardare ciò che ancora oggi resiste, tra difficoltà e incertezze.»

«Nel frattempo, si registra un assordante silenzio politico, sia a livello regionale che nazionale, su vertenze che restano sospese e prive di risposte concrete – commenta Gianluigi Loru. vice presidente della Provincia e consigliere delegato dell’Ambiente -. Tante famiglie, da anni tra mobilità e cassa integrazione, continuano a vivere una condizione di forte disagio economico e sociale nel nostro territorio. La decisione di bloccare un ammortizzatore sociale che garantiva tutela e un minimo di respiro in attesa del rientro al lavoro rappresenta un ulteriore colpo per lavoratori e famiglie già provati».

«Su questi temidichiara il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usaiè indispensabile aprire un confronto serio e definire una programmazione chiara e concreta sul futuro del polo industriale di Portovesme, offrendo finalmente prospettive e risposte certe alle tante famiglie che da troppo tempo attendono soluzioni. All’orizzonte non si intravedono soluzioni concrete sul futuro del polo industriale di Portovesme e a pagarne il prezzo più alto sono, ancora una volta, i lavoratori, le loro famiglie·»

«Ancora una volta assistiamo all’ennesima beffa perpetrata ai danni delle lavoratrici e dei lavoratori di Sider Alloys. Il ministero dell’economia, ora, si trincera dietro una norma della legge di bilancio. Risultato i lavoratori non potranno più beneficiare di quel minimo sostegno al reddito in attesa di uno spiraglio sul futuro produttivo dell’azienda.»

Lo scrive in una nota la senatrice M5s Sabrina Licheri, capogruppo commissione Industria e attività produttive a Palazzo Madama.

«A niente sono valsi gli impegni assunti fino a ora – aggiunge Sabrina Licheri – così come all’orizzonte non si intravede alcun piano industriale degno di questo nome. Stiamo parlando di un asset strategico per il Paese, soprattutto, se lo si guarda all’interno di una politica industriale geopolitica che vede l’alluminio tra i primi materiali essenziali per il futuro. Il futuro di Sider Alloys è la chiave per lo sviluppo economico della Sardegna e del Paese, il fatto che dal governo non arrivino risposte preoccupa lavoratori e cittadini.»

Il MEF, attraverso la legge di bilancio, non autorizza il trattamento di mobilità in deroga per il 2026. Doppia beffa per Lavoratrici e Lavoratori ex Alcoa e per le aree di crisi complessa. Proprio in questi giorni i metalmeccanici del territorio, unitamente alle segreterie regionali e a quelle nazionali, hanno rimesso al centro dell’agenda, il problema delle politiche industriali che non riescono a dare sviluppo occupazionale ed economico al territorio, nonostante le opportunità di rilancio derivanti in particolare dalle produzioni di alluminio primario, ormai da otto anni in mano ad una realtà, la SiderAlloys, ritenuta da tutti incompetente in materia. Tra i temi affrontati quello legato alle aree di crisi complessa ed alle 330 famiglie in mobilità in deroga e ancora in attesa di possibili rilanci industriali. Ma dal documento del Ministero del Lavoro sugli ammortizzatori sociali del 10 febbraio 2026 quello che emerge risulta essere una doppia presa in giro per i lavoratori e per le produzioni. Infatti, non solo non si riesce a procedere alla discontinuità più volte richiesta dalle organizzazioni sindacali in merito all’attuale proprietà, ma addirittura si azzera quel piccolo sostegno al reddito, di cui ancora godevano coloro che aspettano da anni la ripresa produttiva dell’ex Alcoa. Le motivazioni per cui non si è trovato risposta alle tante richieste di incontro avanzate al MIMIT, erano forse legate a questo pasticcio? FIOM, FSM e UILM chiedono ai Ministeri competenti, di recuperare urgentemente a quanto emerso nella legge di bilancio, e chiedono con maggiore fermezza la convocazione al MIMIT, alla presenza del Ministero del Lavoro e delle strutture regionali interessate. Allo stesso tempo convocano per lunedì mattina alle ore 8.00, presso i cancelli della SiderAlloys un’assemblea con carattere di urgenza di tutti i lavoratori coinvolti, non escludendo nessuna iniziativa per sostenere il ripristino di una situazione di per sé già grave e che non ha bisogno di ulteriori peggioramenti.

Segreterie territoriali FIOM, FSM, UILM

Il Governo volta le spalle alla Sardegna e alle sue aree di crisi più fragili: la mobilità in deroga per il 2026 non sarà rifinanziata, lo si legge nell’ultima legge di Bilancio nazionale e viene confermato da una Circolare ministeriale adottata lo scorso 10 febbraio. Il risultato è drammatico: oltre 300 famiglie di ex lavoratori delle aziende attive nelle aree di crisi complessa di Porto Torres e Portovesme, nel Sulcis Iglesiente, vengono lasciate senza alcun sostegno.

«Una scelta politica precisasottolinea l’assessora del Lavoro Desirè Mancache ancora una volta colpisce le fragilità e calpesta i territori più vessati. Parliamo di lavoratrici e lavoratori già segnati da anni di crisi industriale, di promesse mancate, di riconversioni mai compiute. Negare la mobilità in deroga significa mandare sul lastrico centinaia di famiglie in uno dei territori più colpiti dalla desertificazione produttiva.»

«La Legge di Bilancio nazionaleprosegueha escluso questi lavoratori, sottraendo alla Sardegna risorse che, secondo una stima, ammontano a circa 6 milioni e 300mila euro. Ci siamo immediatamente attivati per sollecitare una risposta e lo abbiamo fatto in più sedi: attraverso la Commissione Lavoro della conferenza delle Regioni, dove in accordo con le altre Regioni abbiamo presentato emendamento per ripristinare la norma scritta come negli anni precedenti, lo abbiamo fatto chiedendo lumi direttamente agli uffici del Ministero del Lavoro e anche nell’ultima seduta della Commissione Lavoro, nella quale è stata accolta all’unanimità la mia richiesta di inviare una missiva alla Ministra per sottolineare questa grave mancanza. Dal Ministero è arrivata una comunicazione chiara: per la Sardegna per il 2026 la mobilità in deroga non è stata prevista. Chi lo spiega adesso ai lavoratori del Sulcis che, ancora una volta, vedono la Sardegna relegata in fondo all’agenda politica nazionale? Chi spiega alle famiglie chela manovra di guerra si è dimenticata di loro?»

«Si tratta di persone che vivono in un’area tra le più martoriate dell’Isola, dove il lavoro non è solo reddito ma riscatto sociale e dignità. Togliere questo sostegno significa ignorare consapevolmente le condizioni reali delle comunità locali. Non possiamo accettare in silenzio questa decisione. Non resteremo a guardare mentre oltre 300 famiglie vengono abbandonate. Insieme ai sindacati, a livello regionale e nazionale, daremo battaglia affinché il Governo torni sui propri passi e garantisca la copertura della mobilità in deroga per il 2026. La tutela del lavoro e delle fragilità sociali non può essere subordinata a logiche ragionieristiche. Qui non si parla di numeri – concludema di famiglie, di diritti, di futuro.»

A tanti abitanti di Iglesias e del circondario, interessati all’argomento, non è passato inosservato il livello di riempimento del lago Corsi, il bacino artificiale generato dallo sbarramento del Rio Canonica in località Punta Gennarta. A fronte di informazioni quasi quotidiane sulla situazione degli invasi della Sardegna, dopo le copiose piogge di queste settimane, che registrano nella quasi totalità dei bacini artificiali della Sardegna il livello di riempimento al massimo della loro capacità o prossimo al massimo livello, nella diga di Iglesias, dati di oggi, si registra “solo” un 42 percento della sua capacità massima stabilita in poco più di 12 milioni di metri cubi.

Al 31 gennaio, come si vede nella tabella del Distretto Idrografico della Sardegna, la capacità di riempimento era al 27,60 percento. Il che vuol dire che in circa dieci giorni il bacino di Punta Gennarta ha raccolto circa 1,7 milioni di metri cubi d’acqua.

Un buon risultato, che poteva essere ancora migliore se l’acqua che sgorga dalle sorgenti di Domusnovas, attraverso il Rio Sa Duchessa, dopo aver attraversato le magnifiche grotte di San Giovanni, venisse, in parte, intercettata per essere pompata e riversata, appunto, nell’invaso di Punta Gennarta. Una soluzione, divenuta una necessità, anche per sostenere le attività minerarie e il fabbisogno idrico della zona, in quanto la grotta rappresenta “un sistema carsico attivo”. Questo vuol dire che quando le piogge si fanno copiose ed abbondanti, come appunto quelle di queste settimane, riempiono i condotti sotterranei, in particolare quelli noti come “Su stampu’e Pireddu”, generando portate d’acqua notevoli, richiedendo, quindi, una gestione idraulica del sistema. In realtà la stazione di pompaggio realizzata “a bocca di grotta” ha sempre assolto ai suoi compiti, quando le piogge, ovviamente, lo permettono. Da qualche tempo, però, si è verificata un’interruzione di questo servizio, denunciata perfino con una nota pubblica del consigliere regionale di FdI Gigi Rubiu che parla di “assurdi sprechi e gestione superficiale della preziosa risorsa idrica” sollecitando, da parte dell’Enas, l’immediato ripristino della stazione di pompaggio. Il direttore generale dell’Enas, Ente Acque della Sardegna, responsabile della gestione del sistema idrico regionale, ing. Giuliano Patteri, contattato al telefono, ha spiegato che “è in atto un completo revamping della stazione di pompaggio finanziato con i fondi del PNRR”. Ha puntualizzato anche che i Comuni interessati sono a conoscenza dell’intervento che ha preso avvio circa due anni fa e che dovrà essere, necessariamente, portato a termine entro agosto, termine ultimo per la spendita delle risorse comunitarie del “Next Generation EU”.

Ci sarebbe però, in territorio di Iglesias, un altro invaso artificiale, oggi non utilizzato, che potrebbe raccogliere circa un milione di metri cubi: è la diga di Monteponi, sul Rio Bellicai. risalente al 1955, anno di collaudo da parte della Società mineraria Monteponi, che finanziò l’opera perché funzionale alle proprie attività minero-metallurgiche.

A corredo della diga, la Monteponi costruì anche la Casa di Guardia che affidò ad un dipendente con compiti di custodia. Il fabbricato di Guardia venne anche utilizzato come Stazione Meteorologica della rete di stazioni del Genio Civile di Cagliari, con raccolta e registrazione delle precipitazioni e temperatura ambiente (pluviografo statico + termografo meccanico) a cadenza quotidiana.

 La casa, successivamente, è stata praticamente abbandonata dalla fine degli anni ’90 del secolo scorso. Nell’insieme si tratta di una struttura curata nei dettagli costruttivi e pregevole nelle finiture che, già recuperata, andrebbe salvaguardata dall’incuria e dagli atti di vandalismo ed utilizzata per diventare, ad esempio, un piccolo museo con punto d’appoggio per i tanti escursionisti amanti della Sardegna e della sua straordinaria natura.

Dal 2003 sia la Diga Monteponi che la Casa di Guardia sono passate alla competenza, prima, del Consorzio di Bonifica del Cixerri e oggi all’ENAS (Ente Acque della Sardegna).

Carlo Martinelli

(Le foto sono tratte dal sito ufficiale dell’ENAS)

A Carbonia è già iniziata una lunghissima campagna elettorale, ad oltre un anno dalle elezioni Amministrative in programma nella Primavera 2027. I maggiori fermenti si registrano da tempo tra i partiti che governano la Regione, più che mai divisi in città dopo la frattura maturata nelle elezioni dell’autunno 2021. Negli oltre quattro anni di consiliatura, la frattura che portò alla candidatura di Luca Pizzuto, oggi consigliere regionale e leader regionale di Sinistra Futura, candidato alla carica di sindaco in alternativa al candidato del PD Pietro Morittu risultato eletto sindaco al primo turno, non è stata sanata e le distanze si sono addirittura ampliate. La conferma arriva dall’iniziativa avviata lo scorso 6 febbraio da una parte del cosiddetto “Campo largo regionale” per la formazione di un Polo Progressista per Carbonia. Intorno allo stesso tavolo si sono ritrovate le delegazioni di Sinistra Futura Carbonia, M5S, PSI, Orizzonte Comune, Cattolici per Carbonia, forze politiche, movimenti e cittadini, tra i quali anche il consigliere comunale del gruppo misto Daniele Mele, candidato nella lista dei Riformatori sardi alle elezioni regionali 2024, «interessati alla costruzione di una coalizione progressista alternativa all’attuale maggioranza del polo civico con aree di centrodestra che governa la città di Carbonia», si legge nella nota diffusa questa sera.
«Tra i partecipanti è emersa una domanda: Il Partito Democratico si unirà al campo progressista locale? – si legge ancora nella nota -. Nella discussione sono state evidenziate le principali criticità dell’azione amministrativa attuale e la necessità di un cambio di rotta, con l’urgenza di ripartire da temi centrali come il lavoro, le politiche sociali, i servizi pubblici, l’ambiente, la partecipazione democratica, la valorizzazione delle frazioni e delle periferie. È l’inizio di un percorso condiviso, basato sull’unità delle forze progressiste e sull’ascolto della società civile, con l’obiettivo di costruire un progetto politico credibile ed ambizioso, capace di restituire a Carbonia una prospettiva per il futuro e ridarle il ruolo guida del territorio».
«Siamo e rimaniamo aperti al dialogo e all’incontro con cittadini e cittadine, e alle aree politiche che condividano questa visione, per costruire insieme un progetto per il futuro della nostra comunità», conclude la nota.

Sarà la poesia, nella sua capacità di generare una coralità di emozioni e di attraversare le differenze linguistiche, il cuore di Creature, il nuovo progetto triennale di residenze artistiche della compagnia La Fabbrica Illuminata, che prenderà il via, per la prima annualità, il 14 febbraio a Portoscuso.

I versi in sardo e in italiano delle poetesse Anna Cristina Serra di San Basilio e Antonella Anedda nata a Roma ma di origini sarde, costituiscono l’asse drammaturgico del progetto, dedicato a nove giovanissime artiste. La poesia, archetipo della parola che svela e rivela, è giocata nell’incontro-scontro tra la lingua sarda e l’italiano: Serra scrive in sardo e la traduzione in italiano è successiva e personalmente curata dall’autrice; Anedda compone invece direttamente in italiano ma, forte delle sue radici isolane, inserisce in alcune raccolte anche qualche poesia in lingua sarda. L’attraversamento tra i due codici linguistici genera una sinergia inedita capace di interferire, mescolarsi e sviluppare nuove risonanze.

Quest’anno si inizia con le allieve attrici Anna-Lou Toudjian del Teatro delle Albe, Manila Tunesi della scuola bolognese Galante Garrone e la giovane cantante sardofona Maria Atzori, allieva di Claudia Aru. Il percorso è condotto dall’attrice Martina Carpi del Piccolo di Milano e da Renata Palminiello, attrice e pedagoga già insegnante alla Scuola di Teatro di Bologna Galante Garrone, alla Paolo Grassi di Milano, alla Scuola dello Stabile di Torino e al Laboratorio Nove di Sesto Fiorentino; dalla cantante e autrice Anna Lisa Mameli e dal musicista Corrado Aragoni. La consulenza tecnico-letteraria è di Laura Medda.

Poesie e canzoni saranno sapientemente cucite su una poesia del tessuto diretta dal costumista Marco Nateri, con il coinvolgimento della sarta locale Mariangela Musu, in sintonia con la scelta drammaturgica alla radice di Creature, che la direttrice artistica e ideatrice Elena Pau definisce: «L’incontro tra lingue, tra artisti, tra discipline e tra arte e territorio. Recitazione, canto tessuti e movimento scenico si intrecciano in un’esperienza che valorizza l’interdisciplinarità delle arti e il confronto tra sensibilità artistiche diverse. Quel che offriamo non è solo una concreta opportunità di formazione attoriale, ma anche dialogo con il pubblico e il confronto reciproco tra talenti con il coinvolgimento del tessuto culturale locale in un’ottica di scambio e partecipazione attiva della comunità». I laboratori sono infatti aperti alla comunità di Portoscuso e coinvolgono associazioni culturali, il Coro polifonico femminile diretto da Nadia Fois e la Banda musicale Ennio Porrino diretta da Ambra Beretta.

Le restituzioni pubbliche si svolgeranno nella Sala Corpus della Tonnara Su Pranu il 22 febbraio con Bentu Maistu e il 1° marzo con Bentu de Soli.

In allegato la locandina e le 3 giovani attrici Anna-Lou Toudjian, Manila Tunesi, Maria Atzori.