7 May, 2021
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La durissima 17ª tappa, vinta in solitudine dallo sloveno Primoz Roglic, è costata cara a Fabio Aru, arrivato distanziato di 31 secondi dai migliori ed ora al quarto posto in classifica a quattro tappe dalla conclusione del Tour de France. Chris Froome ha conservato la maglia gialla, con 27″ di vantaggio sul francese Romain Bardet e sul colombiano Rigoberto Uran, e 53″ su Fabio Aru. Al quinto posto c’è Mikel Landa, a 1’24” dal compagno di squadra Chris Froome.

Fabio Aru si è staccato dal gruppetto dei migliori nei pressi della vetta del Galibier, la mitica montagna sulla quale l’indimenticabile Marco Pantani, nel 1998, staccò tutti e mise le basi per la vittoria finale del Tour de France. Transitato con 18″ di ritardo sul gruppetto di Chris Froome, ha poi perso ancora qualcosa nella lunghissima discesa che ha portato i corridori al traguardo di Serre-Chevalier.

Fabio Aru alla fine s’è mostrato deluso ma tranquillo e fiducioso nella tappa di domani che prevede un terribile arrivo in salita sul colle dell’Izoard, a quota 2.361 metri, sulla quale potrà accadere ancora di tutto, prima della cronometro di 22 km in programma sabato. Il campione di Villacidro conta ancora di centrare un posto sul podio finale di Parigi, per mettere la classica ciliegina sulla torta di un Tour che, comunque, resterà per lui straordinario, con la vittoria di una tappa e tre giorni in maglia gialla.

 

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Fabio Aru ha difeso brillantemente a Foix la maglia gialla strappata ieri a Chris Froome nel finale della 12ª tappa Pau-Peyragude. La 13ª tappa del Tour de France è stata vinta per distacco da Warren Barguil che ha superato in volata i compagni di fuga Nairo Quintana, Alberto Contador e Mikel Landa. I quattro hanno preceduto il gruppo di Fabio Aru, Chris Froome e Romain Bardet di 1’48”.

La classifica è rimasta praticamente immutata, con Fabio Aru in testa con 6” su Chris Froome, 25′ su Romain Bardet e 35″ su Rigoberto Uran. Tra i fuggitivi, l’unico ad aver tratto concreto vantaggio è stato Mikel Landa (compagno di squadra di Chris Froome nel team Sky) che ha ridotto il suo ritardo dal “Cavaliere dei 4 Mori” da 2’55” a 1’09”.

Fabio Aru ha corso con grande maturità, sopperendo alla mancanza di compagni di squadra nel finale di tappa. Ha lasciato andare la fuga ed ha controllato Froome e Bardet, i rivali più temuti.

Domani, la 14ª tappa porterà i corridori da Blagnac a Rodez (181,5 km), con tre gran premi della montagna, con l’arrivo alla Côte de Saint-Pierre.

 

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Il colombiano Rigoberto Uran Uran (Cannondale-Drapac) ha vinto al fotofinish sul francese Warren Barguil la 9ª tappa del Tour de France, da Nantua a Chambery di 181.5 km, la tappa più temuta, con ben sei gran premi della montagna, tre di prima categoria. Chris Froome, classificato al terzo posto nello sprint tra i sei corridori superstiti della severissima selezione, che ha visto staccarsi Nairo Quintana (giunto a 1’15”) e, soprattutto, Alberto Contador, arrivato al traguardo con 4’19″di ritardo, ha conquistato l’abbuono di 4″ ed ha conservato la maglia gialla, portando a 18″ il vantaggio sul primo inseguitore che è ora Fabio Aru (Astana), giunto quinto, dopo il ritiro del gallese Geraint Thomas, vicecapitano del Team Sky, costretto al ritiro dopo una caduta verificatasi a circa 100 chilometri dal traguardo. Al quarto posto si è classificato Romain Bardet.

Fabio Aru avrebbe voluto tentare di vincere o, comunque, di strappare degli abbuoni per la classifica, potendo contare, unico tra i 6 fuggitivi, della presenza di un compagno di squadra, il 32enne danese Jakob Fuglsang, ma quest’ultimo anziché fare gioco di squadra a vantaggio di Fabio Aru, capitano del team Astana, ha cercato la vittoria, finendo con l’arrivare sesto, davanti al compagno di squadra.

Un altro dei favoriti per la vittoria finale, Richie Porte, è stato costretto al ritiro dopo una caduta rovinosa verificatasi nella discesa successiva all’ultimo gran premio della montagna, nella quale ha trascinato Daniel Martin che è riuscito però a rialzarsi e a ripartire, portando al termine la tappa. Una sola tappa, dunque, a poco più di un terzo della corsa, ha eliminato ben 4 dei “papabili” per la vittoria finale: Geraint Thomas e Richie Porte (ritirati), Nairo Quintana ed Alberto Contador, già pesantemente attardati.

Fabio Aru è parso in splendida forma, attaccando a più riprese e difendendosi sulla salita finale, quando Chris Froome ha tentato più volte di staccare tutti ed il campione di Villacidro ha perso un paio di volte qualche decina di metri, riuscendo sempre a rientrare sui migliori.

Domani è in programma il primo giorno di riposo del Tour 2017.

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Avvio incoraggiante, per Fabio Aru, al Tour de France 2017. Nella cronometro individuale Düsseldorf-Düsseldorf, di 14 km, vinta da Geraint Thomas, con il tempo di 16’04″48, alla media di 52,282 km/h, il “Cavaliere dei 4 Mori” ha corso alla pari con tutti i candidati alla vittoria finale, eccezion fatta per Chris Froome, classificatosi al 6° posto, con il tempo di 16’16”, a 12″ dal vincitore e con 40″ di vantaggio su Fabio Aru che ha chiuso 66° in 16’56”, a 5″ da Richie Porte, 4″ da Nario Quintana e 2″ meglio di Alberto Contador, uno specialista delle corse contro il tempo ma, probabilmente, non più il fuoriclasse di qualche anno fa.

Meglio di Chris Froome ha fatto l’italiano Matteo Trentin, 5° a 10″ da Geraint Thomas. E’ già fuori dalla corsa lo spagnolo Alejandro Valverde, caduto nel finale e ritiratosi, ricoverato in ospedale con una sospetta frattura di una tibia.

Domani è in programma la prima tappa in linea, la Düsseldorf – Liegi, di 203.5 km, con probabile arrivo in volata.

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Inizia questa sera, con la cronometro di 13 km che parte ed arriva a Dusseldorf, in Germania, alle 18.27, la nuova avventura di Fabio Aru al Tour de France. Sarà il quint’ultimo corridore a prendere il via, dopo di lui, nell’ordine, Kung, Contador, Quintana e Froome (vincitore delle ultime due edizioni e dell’edizione del 2013).

Costretto a saltare il Giro d’Italia del centenario partito nella “sua” Sardegna a causa di un infortunio, il campione di Villacidro s’è preparato al meglio, brillando al Giro del Delfinato e trionfando con un’azione solitaria nel campionato italiano, vittoria che gli consente di correre la “Grande boucle” con la maglia tricolore.

Assenti Tom Domoulin e Vincenzo Nibali, protagonisti al Giro d’Italia insieme a Nairo Quintana, i grandi avversari di Fabio Aru, sulla carta, sono Chris Froome, Nairo Quintana, Richie Porte, Alberto Contador, Alejandro Valverde ed Esteban Chaves.

Le prime montagne, terreno privilegiato del “Cavaliere dei 4 Mori”, arriveranno lunedì e mercoledì, ma i primi veri arrivi in salita, sono fissati nelle giornate di sabato 8 (8ª tappa, Dole – Station des Rousses, 187 km) e domenica 9 luglio (9ª tappa, Nantua – Chambéry, 181 km), alla vigilia della prima giornata di riposo. Alla ripresa, 10ª e 11ª tappa pianeggianti, arrivo in alta montagna alla 12ª a Peyragudes, media montagna alla 13ª e 15ª, e nuovo riposo lunedì 17 luglio, a Le Puy en Velay.

La terza settimana, decisiva per la vittoria finale, inizierà martedì 18 luglio, con la 16ª tappa di media montagna e le due successive di alta montagna, con arrivi a Serre.Chevalier e sul mitico Izoard (sul quale l’indimenticabile Marco Pantani trionfò davanti a Lance Armstrong il 17 luglio 2000, al rientro dopo la squalifica ed i tormenti successivi che stravolsero la carriera, fin lì straordinaria, e la vita del campionissimo romagnolo).I corridori “respireranno” nella 19ª tappa, prima della cronometro di 23 km da Marsiglia a Marsiglia, nella quale potrebbe decidersi la vittoria finale, prima della “passerella” finale di 105 km di domenica 23 luglio, da Montgeron ai Campi Elisi, a Parigi, che tutti gli italiani sperano possa consacrare definitivamente il campione italiano Fabio Aru, già vincitore di una Vuelta e due volte sul podio al Giro d’Italia, a 27 anni (festeggerà il suo compleanno lunedì 3 luglio) stella assoluta del ciclismo mondiale.

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In occasione della presentazione del Giro d’Italia 2016, avvenuta oggi a Expo Milano 2015, molti ciclisti che hanno partecipato all’evento hanno approfittato dell’occasione per visitare padiglioni e attrazioni del sito espositivo.

In particolare, la maglia rosa Alberto Contador, il campione italiano Ivan Basso e l’atleta slovacco Peter Sagan hanno deciso di fare tappa al padiglione della Russia, nazione di origine del team Tinkoff-Saxo per la quale i tre corridori gareggiano.

Accolti calorosamente dai rappresentanti russi, i tre hanno brindato con vodka e si sono intrattenuti con i tifosi, firmando autografi e scattando foto e selfie.  

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Fabio Aru dà ancora spettacolo al Sestriere, il 98° Giro d’Italia va ad Alberto Contador ma il futuro è suo. Sulla montagna preferita, sulla quale si allena spesso durante la preparazione invernale, il fuoriclasse di Villacidro ha corso da grandissimo campione, confermando di aver ritrovato la forma migliore e bissando così l’impresa di ieri.
Fabio Aru è giunto sul traguardo ancora in perfetta solitudine, dopo aver staccato uno ad uno tutti i protagonisti di questo splendido finale di Giro d’Italia, precedendo Hesjedal di 18″, Uran Uran e il compagno di squadra Mikel Landa di 24″, Kruijswjk di 34″ e, soprattutto, Alberto Contador di 2’25 (ai quali vanno aggiunti i 10″ di abbuono spettanti al vincitore di tappa).
Il campione spagnolo ha vinto questo Giro che si conclude domani con una tappa priva di significato per la classifica generale, con 2’02” di vantaggio su Fabio Aru e 3’14” su Mikel Landa Meana ma esce sconfitto dalla tappa odierna al di là di ogni aspettativa, dopo aver rischiato persino di saltare rovinosamente e di compromettere la vittoria finale.
La svolta della corsa si è avuta a 32,5 km dal traguardo, sulla penultima salita, quando Landa Meana ha tentato l’allungo andando all’inseguimento del fuggitivo Zakarin, poi raggiunto, Contador ha abbozzato la replica ma ha capito di non avere le gambe dei giorni migliori e lo ha lasciato andare, restando in un gruppetto comprendente anche Aru. La maglia rosa non ha saputo rispondere neppure ai successivi attacchi di Aru, Uran Uran, Kruijswjk e Kangert ed è passato sotto lo striscione del Gran Premio della Montagna con 1’27” di ritardo da Landa e 57″ da Aru. Sull’ultima salita, la sua salita, il Sestriere, Fabio Aru ha sferrato il suo attacco, firmando il suo capolavoro. Ha distanziato i compagni di fuga, ha raggiunto e si è lasciato alle spalle anche il compagno di squadra Landa e Katarin ed è andato a vincere a braccia alzate come faceva un certo… Marco Pantani.
Terzo un anno fa, secondo quest’anno, oggi Fabio Aru si candida già come già grande favorito del Giro d’Italia 2016 che non avrà al via Alberto Contador.
Il Sestriere ha consacrato definitivamente un grande campione, una nuova stella del ciclismo mondiale.

Fabio Aru torna grande e nella 19ª tappa, vince in solitudine con 1’18” di vantaggio (oltre ai 10″ di abbuono) su Contador e Landa e riconquista il secondo posto nella classifica generale del 98° Giro d’Italia, a 4’37” dal leader spagnolo e con 38″ di vantaggio sul compagno di squadra dell’Astana Mikel Landa Meana che lo aveva scavalcato al termine della tappa vinta a l’Aprica.

La tappa odierna è stata vivacizzata da Giovanni Visconti, ma soprattutto dall’impresa di Fabio Aru, che ha dimostrato tutto il suo valore e di aver superato le difficoltà emerse sul Mortirolo. La tappa si è decisa a poco meno di 8 km dal traguardo, quando Fabio Aru ha sferrato il suo attacco ed ha staccato sia il compagno di squadra Mikel Landa sia Alberto Contador che non ha risposto ed ha deciso di controllare la situazione, forte del vantaggio di oltre 6’00” sul campione di Villacidro.

Fabio Aru ha guadagnato la testa della corsa, raggiungendo e distanziando anche Hesjedal, scattato 300 metri prima di lui, ed è volato via in splendida solitudine verso il traguardo, dove si è tolto una grande soddisfazione, manifestando apertamente la sua gioia davanti alla fidanzata Valentina, ai genitori e ai molti tifosi arrivati dalla Sardegna per sostenerlo nelle ultime tappe di questo Giro.

Domani c’è l’ultima tappa di montagna, penultima del Giro, con l’arrivo al Sestriere, la sua montagna preferita, dove si allena spesso durante l’anno, nella quale Fabio Aru promette di essere ancora protagonista, con l’obiettivo di fare il bis di tappa e di conservare il secondo posto in classifica che costituirebbe un grande passo avanti rispetto a un anno fa, quando concluse sul terzo gradino del podio. E dopo un terzo posto, se arrivasse anche il secondo posto, il prossimo anno potrebbe completare la crescita con la conquista del Giro d’Italia. Fabio Aru ha la classe di un grande e chi lo conosce bene è convinto che sia un predestinato, per vincere sia il Giro d’Italia sia il Tour de France.

Fabio Aru Sardegna 5Fanio Aru 3 Fabio Aru sul podio 5  Fabio Aru champagne Classifica 19ª tappa

 

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Alberto Contador è sempre più il padrone del Giro d’Italia. Nella 18ª tappa che ha registrato la seconda vittoria di tappa di Philippe Gilbert, dopo quello sul Monte Berico, il leader della corsa ha compiuto molto probabilmente segnato in maniera definitiva la classifica, ipotecando al 99% la maglia rosa del 98° Giro d’Italia. Mentre tutti aspettavano gli attacchi dei due leader dell’Astana, Mikel Landa Meana e Fabio Aru, sulle strade dalla Svizzera (Melide) a Verbania, il fuoriclasse spagnolo ha dato l’ennesima straordinaria dimostrazione di forza, aumentando il suo vantaggio sui due principali avversari di 1’13”.

Oggi è stato Contador ad approfittare di un episodio sfortunato che ha colpito Mikel Landa Meana, vittorioso due giorni fa nella tappa del Mortirolo con arrivo a l’Aprica, coinvolto in una caduta a circa 49 chilometri dal traguardo. Ha attaccato, ha distanziato i due avversari ed ha allungato ancora in classifica, in misura, a questo punto, quasi incolmabile.

La tappa è stata caratterizzata dalla lunga fuga di un gruppetto guidato da Philippe Gilbert, Alberto Contador ha acceso la corsa a circa 45 km dall’arrivo. Ha iniziato la sua azione sulla salita di Monte Ologno, accumulando un vantaggio diventato presto incolmabile. Mikel Landa Meana è riuscito a recuperare sul gruppetto di Fabio Aru ma il campione di Villacidro, non più in forma come all’inizio del Giro, non è riuscito limitare il distacco da Contador che è riuscito anche a neutralizzare un incidente meccanico (il salto della catena), riuscendo ad evitare persino il cambio della bicicletta.

Alberto Contador ha lasciato spazio ai fuggitivi, tra i quali non c’erano uomini di classifica, e si è preoccupato solo di tenere lontani da sé Landa e Aru. Nel gruppo di testa, a 19 km dal traguardo, Philippe Gilbert ha tentato la fuga solitaria, ha fatto il vuoto ed è andato a prendersi la seconda tappa di questo Giro, il Giro di Alberto Contador.

Mikel Landa Meana e Fabio Aru negli ultimi chilometri hanno recuperato qualcosa, riuscendo a limare il ritardo da 2′ a 1’13” ma il loro ritardo da Alberto Contador è ora rispettivamente di 5’15” e 6’05”. Alla fine mancano ancora tre tappe, due durissime di altissima montagna, domani e sabato, ma con un Alberto Contador così, non c’è più spazio per i sogni rosa dei due portacolori dell’Astana. Il Giro ha già il suo Re: Alberto Contador.

 

La tappa “terribile” che avrebbe potuto mettere in difficoltà Alberto Contador, sotto i colpi dell’Astana di Fabio Aru e Mikel Landa Meana, la squadra più forte del giro, alla fine ha segnato la crisi della stella del ciclismo sardo, la conferma del leader della classifica generale e del 25enne connazionale, alla seconda vittoria di tappa ed ora secondo in classifica davanti al suo capitano.
Alberto Contador è il più forte e oggi lo ha confermato ancora una volta. Ha avuto un momento di difficoltà quando ha forato in discesa ed è stato attaccato dall’Astana di Aru e Landa, rimanendo distanziato di 51” sulla maglia rosa ma proprio in quei momenti, quando è iniziata la scalata del Mortirolo, la montagna che nel 1994 rivelò al mondo il fenomeno Marco Pantani, Alberto Contador si è letteralmente scatenato all’inseguimento di Aru e del gruppo dei migliori, completando l’inseguimento a 42 km dal traguardo e proseguendo la sua azione ha raggiunto il fuggitivo Steven Kruijswijk, andando a formare un terzetto con Mikel Landa che, nel frattempo, ha avuto il via libera da Aru, in evidente difficoltà, per giocare le sue carte. In cima al Mortirolo, Fabio Aru è transitato con un ritardo di 1’50”. Quando in discesa stava iniziando a recuperare qualcosa, è stato sfortunato, costretto a cambiare la bicicletta per un problema alla catena, perdendo 20″, e da lì in avanti, quando è iniziata l’ultima salita per raggiungere il traguardo dell’Aprica, rimasto solo, ha dovuto pensare a limitare i danni, riuscendovi da campione.

Mikel Landa Meana, in smaglianti condizioni di forma, ha tentato l’allungo su Contador e Kruijswijk, riuscendo a guadagnare rapidamente una trentina di secondi di vantaggio, diventati 38 sulla linea del traguardo, sulla quale ha preceduto, nell’ordine, Kruijswijk e Contador, infliggendo 2’51” a Fabio Aru (3’01” con i 10″ di abbono). Ora, in classifica, Alberto Contador guida con 4’02” su Mikel Landa Meana, 4’52” su Fabio Aru e 5’48” sul costaricano Andrey Amador.

Alberto Contador ha compiuto un altro sensibile passo avanti verso la nuova vittoria al Giro d’Italia ma il Giro nei prossimi giorni proporrà ancora tante grandi montagne e tutto potrà accadere. Il Giro promette ancora spettacolo e se l’Astana dovesse decidere di cambiare capitano, da Aru a Landa, o quantomeno dovesse porre i due sulla stessa linea, per Alberto Contador difendersi dagli attacchi che sicuramente gli arriveranno, potrebbe non essere un gioco da ragazzi.

Alberto Contador 1 Mikel Landa Meana 1 Fabio Aru 1