1 March, 2024
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I 28 candidati più votati nella circoscrizione di Carbonia-Iglesias quando mancano ancora solo i dati delle due sezioni del comune di Musei.

Alessandro Pilurzu – Partito Democratico 4.090 voti

Gianluigi Rubiu – Fratelli d’Italia 3.478 voti

Ignazio Locci – Fratelli d’Italia 3.294 voti

Elisabetta Di Bernardo – Partito Democratico 3.170 voti

Andrea Tunis – Riformatori Sardi 3.133 voti

Francesco Melis – Partito Democratico 2.221 voti

Luca Pizzuto – Sinistra Futura 2.188 voti

Michele Ennas – Lega 2.073 voti

Gianluigi Loru – Sardegna al Centro 20Venti 1.931

Elvira Usai – Fratelli d’Italia 1.699 voti

Patrizia Mattioni – Riformatori Sardi 1.192 voti

Daniele Mele – Riformatori Sardi 1.052 voti

Daniela Garau – Fratelli d’Italia 987 voti

Ilaria Portas – Sinistra Futura 951 voti

Paolo Dessì – Partito Sardo d’Azione 902 voti

Francesca Pili – Sinistra Futura 893

Gianluca Lai – Movimento 5 Stelle 2050 890 voti

Bruno Usai – Uniti per Alessandra Todde 790 voti

Laura Cappelli – Riformatori Sardi 768 voti

Alberto Fois – Orizzonte Comune 745 voti

Simone Pinna – Progetto Sardegna 739 voti

Federica Siddi – Progressisti 708 voti

Paola Massidda – Movimento 5 Stelle 2050 638 voti

Simona Zanda – Partito Democratico 630 voti

Ginetto Perseu – Forza Italia 591 voti

Salvatore Massa – PSI 550 voti

Monica Atzori – Sardegna al Centro 20Venti 539 voti

Maurizio Cerniglia – +Europa Azione con Soru 425 voti

Nella foto di copertina Alessandro Pilurzu (Partito Democratico), il più votato tra i 100 candidati della circoscrizione di Carbonia Iglesias, sicuramente tra gli eletti nel XVII Consiglio regionale della Sardegna.

 

 

 

A distanza di 8 giorni dalle elezioni che lo hanno confermato sindaco di Sant’Antioco, con il 68,06% dei voti validi, Ignazio Locci ha assegnato le deleghe assessoriali ed ha scelto quale suo vice Francesco Garau, il consigliere più votato con 767 preferenze. Il Consiglio comunale si insedierà il 29 giugno prossimo.

Ecco la composizione della nuova Giunta con le relative deleghe:

Francesco Garau: Vice sindaco, Lavori pubblici, Pianificazione urbanistica;

Roberta Serrenti: Coordinamento politiche strategiche per la comunità educante, Turismo e Spettacolo;

Pasquale Renna: Edilizia privata, Suape, Manutenzioni, Verde pubblico, Demanio, Patrimonio, Servizi cimiteriali;

Eleonora Spiga: Politiche sociali;

Luca Mereu: Pubblica Istruzione, Cultura, Beni culturali e archivistici, Parco archeologico e Rapporti con le associazioni.

A queste si aggiungono le deleghe assegnate ai consiglieri comunali: «Benché non componenti formali della Giunta, considero i consiglieri comunali con delega, assessori aggiunti a tutti gli effetti».

Si tratta di:

Rosalba Cossu: delega per la Scuola civica di Musica Don Tore Armeni;

Mario Esu: Protezione civile, Ambiente.

«Il lavoro che ci attendecommenta Ignazio Loccisarà molto più duro ed impegnativo del primo mandato. La città ha riposto grandi aspettative in questo gruppo politico e lo ha dimostrato attribuendoci un consenso senza precedenti. Chiederò a tutti i consiglieri di contribuire al governo di Sant’Antioco. Nessuno deve sentirsi escluso. Dovremo tenere conto delle istanze di tutti.»

Il primo cittadino (che nella formazione della Giunta ha rispettato il mandato popolare attribuendo il ruolo di assessore ai primi cinque in ordine di voti ottenuti) tiene per sé le deleghe al Bilancio, Personale, Tributi e Sport: «Si tratta di incarichi di cui già mi occupavo nella precedente consiliatura ha spiegatoai quali ho aggiunto la delega allo Sport perché desidero un ruolo diretto nella gestione dei rapporti con le nostre associazioni sportive».

Ricordiamo la composizione del nuovo Consiglio comunale, con relative preferenze di eletti e non eletti.

Sindaco Ignazio Locci (3.901 voti, 68,06%).

Maggioranza 11 consiglieri, lista “Nautica, Edilizia e Turismo”: Francesco Garau 767 preferenze, Roberta Serrenti 709, Eleonora Spiga 479, Luca Mereu 389, Pasquale Renna 399, Mario Esu 364, Daniela Massa 339,  Giorgio Corsini 303, Salvatorina Iesu 290, Rosalba Cossu 247, Gianni Inguscio 217. I 5 candidati non eletti: Roberta Manunza 205, Gianni Cauli 167, Valeria Lai 162, Pinello Bullegas 127, Daniela Zara 118.

Minoranza 5 consiglieri, lista “Ester Fadda sindaca”: Ester Fadda (candidata sindaco non eletta con 1.831 voti, 31,94%), Daniela Dessena 522 preferenze, Alberto Fois 460, Mariano Gala 316, Mattia Uccheddu 185. I 12 candidati non eletti: Massimiliano Grosso 158, Monica Matta 114, Irene Pinna 113, Martina Siddi 101, Michela Basciu 97, Enrico Pittau 80, Valentina Tocco 78, Pinella Milia 75, Giorgio Capelli 71, Gianni Carboni 43, Mariagrazia Cabras 26, Adriano Cossa 15.

 

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I cinque consiglieri di minoranza del Consiglio comunale di Sant’Antioco, Alberto Fois, Ester Fadda, Daniela Dessena, Massimo Melis e Marco Massa, hanno presentato una mozione sulla questione del possibile incarico assessoriale da assegnare al sindaco Ignazio Locci.

«L’opposizione si è allarmata notevolmente dinnanzi a questa possibilità, visti i recenti trascorsi che ha visto lo stesso Ignazio Locci, protagonista dell’imbarazzante vicenda inerente le sue tardive dimissioni da consigliere regionale quando, nel giugno 2017, è diventato sindaco della città – sottolineano i cinque consiglieri di minoranza -. Poche ore prima che sarebbe stato dichiarato decaduto, Locci si dimise, dopo essersi preso il massimo tempo possibile e pur sapendo che l’incompatibilità era assoluta e sancita dalla legge. Stavolta, Ignazio Locci è alla guida della città e si è impegnato a portare avanti un programma di governo dinnanzi al consiglio comunale e a tutti i cittadini antiochensi.»

«Se ciò che hanno solo ipotizzato i quotidiani fosse vero, siamo qui a domandarci quale sarà l’imminente futuro della nostra città. A tal proposito abbiamo formalizzato l’argomento attraverso la mozione allegata, in modo che il primo cittadino possa pubblicamente informare il consiglio comunale e i cittadini tutti circa le sue intenzioni – aggiungono i cinque consiglieri di minoranza -. La preoccupazione principale è legata all’ipotesi di commissariamento, qualora le dimissioni non arrivassero nei tempi sufficienti per consentire l’indizione delle elezioni la prossima primavera. Un anno di commissariamento significherebbe abbandonare la città ed interrompere il progetto politico attraverso il quale si è ottenuto il consenso per arrivare al governo. Anche nell’ipotesi in cui sarebbe il vice sindaco a governare fino a nuove elezioni, la Giunta comunale non avrebbe più la sua guida politica ed i cittadini si sentirebbero abbandonati per coltivare esclusivamente la propria carriera.»

«Dal punto di vista politico, contesteremo fermamente tale scelta poiché la riterremo non rispettosa della volontà dei cittadini e poco seria nei confronti dello stesso mandato conferitogli – concludono i cinque consiglieri di minoranza -. Sarà ancora più serrata la nostra protesta, qualora anche stavolta dovesse manifestare resistenza alle dimissioni immediate e volontarie, dimostrando nuovamente di essere legato molto agli incarichi e poco alle promesse fatte ai cittadini.»

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«Non saprei dire quante volte ciò sia accaduto, ma stavolta il Consiglio comunale di Sant’Antioco si è pronunciato quasi all’unisono, dimostrando che sulle questioni importanti occorre essere obiettivi ed avere la capacità di superare le contrapposizioni politiche. Non importa che l’opposizione avesse chiesto con specifica mozione questa deliberazione nel mese di luglio, poi a ottobre e, infine, a marzo.»

Lo scrive, in una nota, Alberto Fois, capogruppo di Genti Noa in Consiglio comunale a Sant’Antioco.

«La politica è prima di tutto un’assunzione di responsabilità ed oggi, dai banchi dell’opposizione, Genti Noa, insieme alle altre forze politiche presenti in consiglio comunale, ha assunto una decisione di governo, responsabilmente, nell’esclusivo interesse dei cittadini di Sant’Antioco – aggiunge il leader di Genti Noa -. Il progetto di un ponte e di una circonvallazione, fortemente impattanti dal punto di vista paesaggistico ed ambientale, non avrebbe garantito la possibilità di dare un reale impulso all’economia del territorio. Meglio, allora, un porto polifunzionale dotato di moderni servizi, una laguna dedicata alla sua naturale vocazione ed una viabilità rispettosa della nostra città. In questo modo si possano creare le basi per creare nuove opportunità di lavoro e sviluppo a Sant’Antioco.»

«Questo è in sintesi il nuovo indirizzo politico di tutti i rappresentanti degli antiochensi. Adesso confidiamo nella capacità di sindaco e assessori di attivare tutti i canali  per convincere le amministrazioni competenti a rimodulare le risorse nell’interesse del nostro territorio senza perdere per strada un solo centesimo. La storia, talvolta, si costruisce in un attimo – conclude Alberto Fois -. Speriamo di averlo colto e che non sia troppo tardi!»

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Il Consiglio comunale di Sant’Antioco ieri sera ha approvato la proposta di delibera del Consiglio Comunale che punta alla modifica del piano infrastrutturale di Sant’Antioco, così come previsto nel Piano Sulcis, e alla conseguente rimodulazione delle risorse. Un documento proposto dalle forze politiche cittadine presenti in Consiglio Comunale, firmato da 15 consiglieri su 16, frutto di un dibattito che ha coinvolto maggioranza e opposizione, espressione degli interessi e della volontà della comunità antiochense. In una sala consiliare gremita, gli schieramenti politici (un consigliere si è astenuto) hanno detto sì alla proposta di modifica delle opere previste per Sant’Antioco, stabilendo di richiedere alla Regione Sardegna la modifica del Piano infrastrutturale di Sant’Antioco previsto nel Piano Sulcis relativo a “Nuova connessione dell’istmo e circonvallazione Sant’Antioco”, inserendo quale soluzione più adeguata al contesto paesaggistico, sociale ed economico di Sant’Antioco: la realizzazione di una circonvallazione leggera e alternativa, individuata in buona parte in una rete viaria già esistente, quindi con il minimo consumo del territorio; e la riqualificazione e la ristrutturazione dell’attuale ponte con miglioramento dell’aspetto  visivo, attraverso la realizzazione di un belvedere e l’inserimento della pista ciclabile. Ma non solo: con il documento approvato ieri, si chiede alla Regione di destinare le economie derivanti dalle modifiche progettuali alla realizzazione del nuovo porto polifunzionale del Sud Sardegna sull’Isola di Sant’Antioco. Un progetto di rimodulazione che, nel suo complesso, passa innanzitutto dalla restituzione della titolarità del ponte all’ANAS, così come stabilito dall’assemblea civica.

«Un documento che viene da lontano – commenta il sindaco Ignazio Locci – cui siamo giunti dopo attente valutazioni compiute su tutti i versanti, soprattutto nel merito: la nostra conclusione, concordata con le forze di opposizione, è che la circonvallazione e il cosiddetto ponte alto, così come progettati nell’ambito del Piano Sulcis, produrrebbero un impatto negativo sull’economia della città, sconvolgendone profondamente il contesto paesaggistico, economico e sociale. Rappresenterebbero, di fatto, un ostacolo insormontabile allo sviluppo di Sant’Antioco. Sia chiaro che non intendiamo minimamente rinunciare alle risorse destinate alle infrastrutture: le nostre proposte di modifica sono coerenti con lo spirito iniziale del Piano Sulcis e adeguate alle esigenze economiche e sociali della nostra isola e di tutto il Sud Sardegna. Ora si apre una nuova fase: confidiamo nella leale collaborazione della Regione.»

«Per me è una grande soddisfazione aver partecipato alla scrittura del documento e averlo firmato e approvato quasi all’unanimità, dopo un paio d’anni di lotte politiche che mi hanno visto in prima linea contrastare la realizzazione di queste opere inutili e dannose – commenta il capogruppo di “Sant’Antioco Attiva” Massimo Melis -. Le priorità sono sicuramente altre: abbiamo bisogno di opere che portino sviluppo. Ora dobbiamo fare in modo che la Regione, nei suoi rappresentanti politici, capisca e assecondi la volontà di un paese unito.»

«Non saprei dire quante volte ciò sia accaduto, ma stavolta il Consiglio comunale si è pronunciato quasi all’unisono, dimostrando che sulle questioni importanti occorre essere obiettivi ed avere la capacità di superare le contrapposizioni politiche – commenta il capogruppo di “Genti Noa” Alberto Fois -. Non importa che l’opposizione avesse chiesto con specifica mozione questa deliberazione nel mese di luglio, poi a ottobre e infine a marzo. La politica è prima di tutto un’assunzione di responsabilità ed oggi, dai banchi dell’opposizione, Genti Noa insieme alle altre forze politiche presenti in consiglio comunale, ha assunto una decisione di governo, responsabilmente, nell’esclusivo interesse dei cittadini di Sant’Antioco. Adesso confidiamo nella capacità di sindaco e assessori di attivare tutti i canali  per convincere le amministrazioni competenti a rimodulare le risorse nell’interesse del nostro territorio senza perdere per strada un solo centesimo. La storia, talvolta, si costruisce in un attimo. Speriamo di averlo colto e che non sia troppo tardi.»

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Ieri sera il gruppo consiliare di minoranza Genti Noa ha diffuso una nota sulle dimissioni del sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, dalla carica di consigliere regionale.

«Apprendiamo che il nostro sindaco non è più consigliere regionale grazie alle dimissioni dalla stessa carica intervenute in data odierna – si legge nella nota dei consiglieri Alberto Fois, Daniele Dessena ed Ester Fadda –Eccoci allora, oggi 12 settembre 2017 Ignazio Locci non è più onorevole e, all’esito di un lungo braccio di ferro con le opposizioni del consiglio comunale di Sant’Antioco e del consiglio regionale della sardegna, ha lasciato il doppio incarico decidendo a tempo scaduto di rispettare la legge e gli impegni presi con i cittadini.»

«Che la legge vietasse ad un consigliere regionale di fare anche il sindaco lo si sapeva dal 1948, non doveva arrivare Ignazio Locci a mettere in discussione una norma concepita per garantire il buon governo dei comuni medio grandi e impedire l’accumulo degli incarichi elettivi – aggiungono i tre consiglieri regionali di Genti Noa -. E, infatti, con le osservazioni depositate in Regione prima e in Consiglio comunale poi, Ignazio Locci ha cercato di opporsi, sebbene inutilmente, alle procedure di decadenza, tentando di procrastinare il più possibile la sua incompatibilità. Le sue posizioni a dir poco fantasiose sulla ingiustizia della incompatibilità trascritte nelle suddette osservazioni sono state sonoramente respinte dall’assemblea dei sardi che quindi ha deciso di farlo decadere surrogandolo, come prevede la legge ed estromettendolo dal consiglio regionale.

La verità, quindi, non è che il nostro Ignazio ha deciso di dimettersi da consigliere regionale per puro spirito di liberalità, come oggi vorrebbe far credere, affermando addirittura di agire nel rispetto degli impegni, ma solo perché questo pomeriggio il Consiglio regionale lo avrebbe dichiarato comunque decaduto senza appello! Meglio tardi che mai, dunque, noi siamo soddisfatti di aver rimarcato dopo la campagna elettorale le stesse cose che abbiamo detto prima della stessa competizione. Coerenza talvolta vuol dire sincerità ed onestà intellettuale.»

«Cari concittadini, nei prossimi anni conservate la memoria di quanto è accaduto in questi mesi – sottolineano ancora Alberto Fois, Daniela Dessena ed Ester Fadda -. Non dimenticatevi che il nostro sindaco ha promesso di fare il sindaco e basta! Non dimenticatevi che alle prossime politiche che si terranno nel 2018 il nostro sindaco non si dovrà candidare a fare il parlamentare, ma dovrà restare a Sant’Antioco a risolvere tutti i problemi che si è candidato a risolvere; fare politica vuol dire servire i cittadini non fare campagne elettorali all’infinito.

Antiochensi, allora, non scordatevi mai che Ignazio deve mantenere le promesse sulla nautica, l’edilizia e il turismo che ha fatto in campagna elettorale. Noi saremo sempre presenti e non smetteremo di ricordarlo al sindaco ed alla sua maggioranza.»

«Ora ci rivolgiamo a lei caro Sindaco: siamo sicuri che per cinque anni non si ricandiderà, non cercherà di fare il senatore ed il sindaco insieme, non si rimangerà la parola, manterrà le promesse della campagna elettorale e anche quelle che fa spesso su Facebook risolvendo un sacco di annosi problemi – concludono Alberto Fois, Daniela Dessena ed Ester Fadda -. Noi la sosterremo ogni qualvolta penserà solo al bene della nostra amata Sant’Antioco.»

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A distanza di tre mesi dall’elezione a sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci s’è dimesso dalla carica di consigliere regionale. Alcuni minuti fa ha annunciato la sua decisione con un post pubblicato nel suo profilo facebook.

«Ho depositato le dimissioni dalla carica di consigliere regionale, così come preannunciato nelle settimane passate e, ancor prima, in campagna elettorale – ha scritto Ignazio Locci –. La politica, quella del fare con impegno e serietà, continua con forza e vigore. E non soltanto al servizio della città di Sant’Antioco: fare il Sindaco, infatti, significa essere rappresentante delle istituzioni, quindi dello Stato, della Regione. Andiamo avanti, dunque, con il progetto di rilancio di Sant’Antioco che ha preso il via, senza tentennamenti, il 12 giugno scorso, all’indomani delle elezioni che hanno consegnato a questa Amministrazione la fiducia degli antiochensi. Noi stiamo facendo tutto il possibile per assicurare alla nostra isola un futuro ricco di opportunità. Proseguiremo su questa strada – ha concluso Ignazio Locci -, con l’entusiasmo, la competenza e la professionalità che caratterizzano il gruppo che mi onoro di guidare.»

Il passo compiuto da Ignazio Locci pone così fine al durissimo scontro apertosi in Consiglio comunale, a Sant’Antioco, sul ritardo nell’esercizio dell’opzione tra la carica di sindaco e quella di consigliere regionale, incompatibili secondo quanto previsto dalla legge statutaria della Regione autonoma della Sardegna. Tra i più critici, il capogruppo di “Genti Noa”, Alberto Fois, ed il capogruppo di “Sant’Antioco Attiva”, Massimo Melis, entrambi candidati a sindaco sconfitti da Ignazio Locci nella competizione elettorale dello scorso 11 giugno. Il 25 luglio la Giunta per le elezioni si era riunita per esaminare la situazione di incompatibilità di Ignazio Locci ed aveva deliberato di proporre al Consiglio di formulare al consigliere Locci l’invito a rimuovere l’incompatibilità entro 10 giorni, come prescritto dalla legge. Il Consiglio regionale aveva ratificato la deliberazione a scrutinio segreto.

Le dimissioni di Ignazio Locci dalla carica di consigliere regionale comportano la surroga con il primo dei non eletti, Paolo Luigi Dessì, ex consigliere regionale del Partito Sardo d’Azione dal 2009 al 2014 e sindaco di Sant’Anna Arresi per tre consiliature consecutive. Paolo Luigi Dessì nella precedente esperienza in Consiglio regionale, aveva potuto continuare a ricoprire contemporaneamente la carica di sindaco di Sant’Anna Arresi, in quanto Comune con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti. Paolo Luigi Dessì era risultato il primo dei non eletti nella lista di Forza Italia Sardegna alle elezioni regionali del 16 febbraio 2014, con 2.012 preferenze, alle spalle di Ignazio Locci che aveva ottenuto 2.236 preferenze, davanti a Mario Porcu che si era fermato a 1.707 preferenze.

 

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Dopo il doppio incarico del sindaco eletto l’11 giugno, Ignazio Locci, che a distanza di quasi tre mesi non ha ancora esercitato l’opzione tra la carica di primo cittadino e quella di vicepresidente del Consiglio regionale, c’è un nuovo motivo di scontro aperto tra maggioranza e minoranza al comune di Sant’Antioco, l’avviso pubblico (datato 23 agosto 2017) per il conferimento di un posto di Istruttore amministrativo “Capo di gabinetto” – Cat. C1 da assegnare all’ufficio di staff del Sindaco ai sensi dell’art. 90 del D.lgs. 267/2000.

Due settimane fa il comune di Sant’Antioco ha indetto una procedura selettiva pubblica per titoli e colloquio ai sensi dell’articolo 90, del D.Lgs. 267/2000, finalizzata alla formazione di un elenco di candidati idonei da cui attingere per l’assunzione a tempo determinato, part-time 30 ore settimanali (83,33%), per un anno, di 1 istruttore amministrativo “Capo di Gabinetto”, cat. C1, da destinare all’ufficio di staff del Sindaco e della Giunta, salvo proroga espressa. La durata del mandato non potrà comunque superare la scadenza del mandato del sindaco.

I candidati prescelti dovranno fornire attività di supporto al Sindaco nell’elaborazione ed attuazione delle politiche pubbliche, curare le connesse attività di comunicazione, i processi partecipativi con la cittadinanza e le istituzioni locali; dovrà occuparsi dei rapporti con i componenti della maggioranza consiliare, i partiti politici e gli altri enti locali del territorio; e, infine, svolgere attività di supporto relative alle funzioni di rappresentanza ed onorificenze pubbliche, al cerimoniale di manifestazioni civili, religiose, culturali e sportive.

La reazione delle opposizioni a questa scelta del sindaco e della Giunta di dotarsi della figura del Capo di Gabinetto con le competenze suelencate, è stata durissima ed oggi il gruppo consiliare Genti Noa ha manifestato la sua contrarietà in un video che alleghiamo, realizzato dal capogruppo Alberto Fois e dai consiglieri Ester Fadda e Daniela Dessena.

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Dieci giorni fa il Consiglio regionale, accogliendo la proposta della Giunta per le elezioni, ha invitato Ignazio Locci, neo sindaco di Sant’Antioco, a rimuovere l’incompatibilità tra la nuova carica istituzionale e quella di consigliere regionale (è anche vicepresidente dell’assemblea regionale) entro dieci giorni. La decisione di Ignazio Locci di opporsi al procedimento è stigmatizzata in un comunicato diffuso pochi minuti fa dal gruppo di opposizione in Consiglio comunale “Genti Noa”.

«Con il presente comunicato, intendiamo stigmatizzare la scelta fatta del sindaco Ignazio Locci di opporsi al procedimento di decadenza avviato dal Consiglio regionale. La procedura è stata avviata per far rispettare la legge che, lo ricordiamo, vieta di essere consigliere regionale e sindaco allo stesso tempo, obbligando a scegliere una delle due cariche – scrivono Alberto Fois, Ester Fadda e Daniela Dessena -. Il nostro sconcerto nasce anche dal ricordo della campagna elettorale appena trascorsa, in occasione della quale Ignazio Locci si era impegnato a rinunciare al suo mandato di consigliere regionale e, anche per questo, aveva ottenuto il consenso della maggioranza dei suoi concittadini che avevano creduto alla sincerità delle sue parole.»

«La suddetta promessa era stata ribadita più volte: in occasione del Consiglio comunale di insediamento ed anche tramite l’invio di comunicati stampa che avevano dato luogo ad articoli pubblicati da diverse testate giornalistiche. Per questo motivo ci aspettavamo tutti che, a breve, Locci inoltrasse le dimissioni dalla carica di consigliere regionale, ma è avvenuto esattamente il contrario – aggiungono Alberto Fois, Ester Fadda e Daniela Dessena -. Questa brutta pagina di politica locale, dimostra che Ignazio Locci non ha mai avuto l’intenzione di fare il sindaco a tempo pieno e di abbandonare la regione. Siamo davanti al peggiore gesto che un amministratore potesse fare nei confronti dei suoi elettori: non mantenere la parola data.»

La vicenda coinvolge in prima persona Paolo Luigi Dessì, ex sindaco di Sant’Anna Arresi ed ex consigliere regionale, che nella sua posizione di primo dei non eletti nella lista circoscrizionale di Forza Italia alle elezioni del 16 febbraio 2014, attende le dimissioni di Ignazio Locci per rilevarne il posto sui banchi del Consiglio regionale per l’ultima parte della legislatura, fino al febbraio 2019.

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La posizione del sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci è ancora al centro delle proteste dei consiglieri di opposizione per le sue mancate dimissioni dall’incarico di consigliere regionale, entro i dieci giorni previsti dalle norme in vigore per eliminare la causa di incompatibilità sopravvenuta dopo la sua elezione a primo cittadino. In occasione della riunione consiliare svoltasi il 13 luglio, Massimo Melis (Sant’Antioco Attiva), Alberto Fois, Ester Fadda e Daniela Dessena (Genti Noa), hanno presentato una proposta di delibera, con la quale, dopo aver ricostruito la vicenda, il sindaco viene invitato a rimuovere la causa di incompatibilità o ad esprimere l’opzione per la carica che intende conservare, ai sensi dell’art. 69 comma 4 del D.lgs, 267/2000; la proposta di delibera prevede inoltre che, qualora il sindaco non provveda entro i successivi dieci giorni, il Consiglio comunale lo dichiara decaduto, ai sensi dell’art. 69 comma 5 del D. Lgs. 267/2000.

Gli stessi consiglieri di opposizione, contestualmente, hanno presentato una richiesta di convocazione del Consiglio comunale entro 20 giorni, per discutere la proposta di delibera.

E’ evidente che l’iniziativa dei consiglieri di opposizione ha un significato politico ma non ha speranze di vedere approvata la proposta di delibera, in quanto i numeri della maggioranza porteranno alla sua bocciatura, se approderà sui banchi del Consiglio.