16 September, 2021
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Si è svolta ieri, in videoconferenza con l’Austria, una determinante videoconferenza alla quale hanno partecipato, oltre all’Amministrazione comunale di Iglesias rappresentata dall’assessore Francesco Melis, il prof. Aldo Accardo presidente del Comitato Sardo Grandi Eventi, il dott. Alberto Carta ideatore ed animatore della cooperazione italo – austriaca per l’Asinara, i rappresentanti della Croce Nera Austriaca nelle persone del Dott. Hermann Hotter presidente della Croce Nera del Tirolo, dott. Phd Franz Birkfellner, dott.ssa Karin Mascher ed il dottor Ernest Murrer tutti appartenenti al prestigioso Ente austriaco, alla videoconferenza ha partecipato inoltre una rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Porto Torres.
La Croce Nera Austriaca (OSK) costituita sin dal 1919 è un’associazione che, per conto del Ministero della Difesa della Repubblica d’Austria, cura i luoghi di sepoltura e i sacrari militari dove sono sepolti soldati austriaci, al fine di preservarne la memoria.
Il Comune di Iglesias nell’imminente allestimento del Memoriale nel Parco della Rimembranza, oltre ai nomi dei caduti iglesienti, ha voluto ricordare i nominativi dei prigionieri di guerra austro ungarici nonché gli internati civili appartenenti all’Impero asburgico morti in Città durante la Grande Guerra.
La Croce Nera Austriaca ha espresso vivo apprezzamento per il gesto dell’Amministrazione Comunale di Iglesias, assicurando la partecipazione di una propria delegazione all’inaugurazione del percorso della memoria stabilita per la seconda decade del mese di novembre.
Un grande gesto di civiltà e amicizia tra i popoli che, ad oltre cento anni dalla conclusione del tragico conflitto, realizza ponti di pace e consentirà agli austriaci e agli altri paesi che costituirono l’ex Impero austro ungarico di rendere omaggio alla memoria dei loro connazionali caduti in Città.
Dall’incontro è inoltre emersa la volontà dei comuni di Iglesias e Porto Torres di farsi capofila e avviare delle relazioni finalizzate alla realizzazione in Sardegna di un percorso della memoria che coinvolga i paesi che hanno visto l’impiego nei diversi lavori dei prigionieri di guerra austro ungarici e, in numerosi casi, persino la loro prematura morte.

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Martedì 29 ottobre, alle ore 9.00, a Cagliari, presso l’Aula Magna del Liceo Linguistico “Eleonora D’Arborea” (via Carboni Boy 1), si terrà una conferenza sul tema “Unità Nazionale e Forze Armate”.

L’iniziativa apre un più articolato programma di ulteriori momenti celebrativi che si svilupperà nei giorni successivi.

L’evento (che prevede la partecipazione di circa 180 studenti delle classi quinte del Liceo Linguistico “Eleonora D’Arborea”, del Liceo Classico “G M. Dettori” e del Liceo Scientifico “L.B. Alberti” di Cagliari) sarà aperto dal Comandante della Legione Carabinieri Sardegna, Generale di Divisione Giovanni Truglio (nella circostanza rappresentante di tutte le Forze Armate dell’Isola) alla presenza dei vertici regionali delle Forze Armate e della Guardia di Finanza, e costituisce un significativo momento di avvicinamento dei giovani al mondo militare.

Al tavolo dei relatori è prevista la partecipazione di autorevoli figure civili del mondo della cultura e della storia (prof. Aldo Accardo, presidente della Fondazione Istituto Storico “Giuseppe Siotto”, e prof. Gianluca Borzoni, docente dell’Università degli studi di Cagliari) che, con la moderazione della dott.ssa Mariangela Lampis (Videolina) illustreranno i fatti storici successivi alla conclusione del I Conflitto Mondiale.

Al termine dell’illustrazione storica, si aprirà una “tavola rotonda” che costituirà un momento di confronto sui temi trattati tra il pubblico, i citati relatori e qualificati Ufficiali di ciascuna Forza Armata e della Guardia di Finanza.

Domenica 9 giugno, a Cagliari, secondo appuntamento per 5×88, la rassegna dedicata al pianoforte solo organizzata dalla Fondazione di ricerca “Giuseppe Siotto”, sotto la direzione artistica della compositrice e pianista Irma Toudjian. La serata, in programma alle 21.00, nella suggestiva sede del Palazzo Siotto (via Dei Genovesi 114), vedrà protagonista il pianista cagliaritano Samuel Tanca. Per l’occasione, l’artista proporrà un programma che vuole essere un omaggio a grandi compositori della Sardegna come Franco Oppo, Ennio Porrino e Lao Silesu. L’appuntamento sarà introdotto dal presidente della fondazione “Siotto Aldo Accardo che si soffermerà in particolare sulla figura di Franco Oppo musicista, compositore e amico. Di Oppo verranno suonate le Berceuses, le Bagattelle e la Sonata, quest’ultima di notevole difficoltà esecutoria. Di Ennio Porrino sarà invece proposta la Serenade Passionée, mentre di Lao Silesu Samuel Tanca affronterà la Sonata drammatica. Chiusura di serata nel segno di Sergeij Prokofiev, con brani tratti dalle opere Romeo e Giulietta e Cenerentola.

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Domani, sabato 13 aprile, a Cagliari si chiude con un doppio appuntamento “Musica e Storia”, la rassegna organizzata dalla Fondazione di ricerca Giuseppe Siotto dedicata quest’anno ai genocidi perpetrati tra l’Ottocento ed il Novecento.

Si comincia la mattina, alle 9,30, nel Palazzo Siotto di via dei Genovesi 114, con “Raccontare la storia”, un incontro rivolto alle scuole in cui insigni studiosi spiegheranno ai giovani e alle giovani i massacri che hanno colpito interi gruppi di popolazioni.

Dal genocidio armeno alla Shoah, sino al genocidio in Rwanda, gli studenti percorreranno un pezzo di storia recente insieme ai docenti di Storia dell’Università di Cagliari Aldo Accardo e Giampaolo Salice, al presidente dell’Associazione delle istituzioni di cultura italiana (già ministro dell’Ambiente, sottosegretario agli Esteri e sottosegretario alla Difesa) Valdo Spini, e a Nicoletta Zannier, assistente legale ai richiedenti protezione internazionale.

La manifestazione prosegue alle 19, sempre nel Palazzo Siotto, con Hotel Rwanda, una serata dedicata alla lotta tra Hutu e Tutsi e il genocidio del Ruanda del 1994. Saranno ospiti per l’occasione Francoise Kankindi, ed Eric Wibabara, dell’associazione Bene Rwanda Onlus, che faranno il punto su uno dei più sanguinosi fatti che hanno segnato la storia dell’Africa nel ventesimo secolo. Eric Wibabaraparlerà in particolare della sua esperienza di combattente nei ranghi del fronte patriottico rwandese.

In occasione della giornata di sabato da ieri notte, nel quartiere Sant’Elia, sono esposti di fronte allo stadio dei poster curati da Alonso Crespo e Giulia Casula del collettivo Home. Si tratta di lavori che indagano i concetti di “confine” e “genocidio culturale”.

 

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Sabato 13 aprile a Cagliari si chiude con un doppio appuntamento Musica e Storia, la rassegna organizzata dalla Fondazione di ricerca Giuseppe Siotto dedicata quest’anno ai genocidi perpetrati tra l’Ottocento ed il Novecento.

Si comincia la mattina alle 9,30, nel Palazzo Siotto di via dei Genovesi 114, con Raccontare la storia, un incontro rivolto alle scuole in cui insigni studiosi spiegheranno ai giovani ed alle giovani i massacri che hanno colpito interi gruppi di popolazioni.

Dal genocidio armeno alla Shoah, sino al genocidio in Rwanda, gli studenti percorreranno un pezzo di storia recente insieme ai docenti di Storia dell’Università di Cagliari Aldo Accardo e Giampaolo Salice, al presidente dell’Associazione delle istituzioni di cultura italiana (già ministro dell’Ambiente, sottosegretario agli Esteri e sottosegretario alla Difesa) Valdo Spini, e a Nicoletta Zannier, assistente legale ai richiedenti protezione internazionale.

La manifestazione prosegue alle 19.00, sempre nel Palazzo Siotto, con Hotel Rwanda, una serata dedicata alla lotta tra Hutu e Tutsi ed il genocidio del Ruanda del 1994. Saranno ospiti per l’occasione Francoise Kankindi ed Eric Wibabara, dell’associazione Bene Rwanda Onlus, che faranno il punto su uno dei più sanguinosi fatti che hanno segnato la storia dell’Africa nel ventesimo secolo. Eric Wibabara parlerà in particolare della sua esperienza di combattente nei ranghi del fronte patriottico rwandese.

In occasione della giornata di sabato da ieri notte, nel quartiere Sant’Elia, sono esposti di fronte allo stadio dei poster curati da Alonso Crespo e Giulia Casula del collettivo Home. Si tratta di lavori che indagano i concetti di “confine” e “genocidio culturale”.

 

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Giovedì mattina, alle ore 10.30, nella sede della Fondazione di Sardegna, in via San Salvatore da Horta, a Cagliari, si terrà la conferenza stampa per la presentazione del progetto ‘Seminari sulla Democrazia’ promosso dall’associazione ACCuS Associazione per la Cooperazione Culturale in Sardegna, con la collaborazione di UNIMED – Università del Mediterraneo, Reset DOC – Dialogues on Civilization, Comunità di Sant’Egidio, UNIPOLIS, Università di Sassari e Cagliari Fondazione di Sardegna.

Parteciperanno: Tore Virdis (Accus), Carlo Salis, Antonello Cabras (Fondazione di Sardegna), Aldo Accardo (Accus), Gianni Locci (Legacoop Unipolis) e rappresentanti delle altre realtà partecipanti.

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Si è concluso domenica sera, a Cagliari, presso il Comando Militare Esercito della Sardegna, con la rappresentazione teatrale “Donne al fronte. Memorie e musiche della Grande Guerra” l’evento storico denominato «I Vessilli della Vittoria. Le Bandiere di Guerra della Brigata “Sassari” e della Brigata “Reggio” in Sardegna nel centesimo anniversario della conclusione della Grande Guerra».

La chiusura dell’evento, alla presenza del Comandante del Comando Militare Esercito Sardegna Generale Giovanni Domenico Pintus, è stata preceduta venerdì scorso da un convegno nazionale tenutosi in due sessioni, titolato “Ornamenta Triumphalia 1918. L’anno della Vittoria tra storia e memoria”.

Nella prima parte del convegno due lezioni magistrali tenute rispettivamente dell’ex Capo di Stato Maggiore Difesa, Generale Vincenzo Camporini, e dal vice capo reparto del V Reparto Affari Generali dello SME, generale di Brigata Fulvio Poli. Essi hanno catalizzato l’attenzione e l’interesse delle autorità e dei numerosi studenti convenuti presso la sala Conferenze della Fondazione di Sardegna. L’incontro, organizzato dal Comando Militare Esercito Sardegna, dal Club Modellismo Storico Cagliari, dal Comitato Sardo Grande Guerra con il sostegno della Fondazione di Sardegna, ha avviato alla conclusione il fitto programma di manifestazioni che sono state svolte in Sardegna per celebrare il centesimo anniversario dalla conclusione della Grande Guerra.

Il generale Fulvio Poli ha illustrato la figura del Maresciallo d’Italia Armando Diaz.

Chiamato a ricoprire l’incarico di Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito nel momento più drammatico della guerra, la ritirata di Caporetto, il napoletano Diaz, ex allievo della Nunziatella, ha messo in luce, a dire di Fulvio Poli, caratteristiche di brillante Comandante di uomini, già peraltro messe in evidenza sia nella guerra italo – turca, dove fu ferito ad un braccio mentre guidava all’attacco il 21° reggimento fanteria, sia nella prima guerra mondiale, dove da comandante della 49ª Divisione fu nuovamente ferito mentre con i suoi soldati combatteva in trincea. L’esperienza di combattente e ufficiale a lungo impiegato nello Stato Maggiore del Regio Esercito, ha spiegato il relatore, ha sicuramente influito sul modo con cui Diaz ha riorganizzato l’Esercito e, soprattutto, ha in primis migliorato il trattamento dei soldati. Con il suo insediamento fu eliminata la pratica crudele della decimazione, fu elevata la qualità del rancio e furono introdotte turnazioni più brevi in prima linea. Fu inoltre incrementata la paga e le licenze furono più frequenti, con durata calibrata alla lunghezza del viaggio occorrente per arrivare a casa. Non da meno fu istituita una polizza assicurativa gratuita per i soldati, allo scopo di dare sostegno economico alle famiglie dei caduti e dei feriti, e si diede vita a spettacoli ricreativi e tornei di calcio e boxe.

Il generale Vincenzo Camporini ha invece analizzato l’attuale situazione geopolitica internazionale con fino acume discriminativo, ripercorrendo la storia europea a partire dalla guerra dei 30 anni, mettendo in luce la necessità di riflettere bene sulla storia per evitare il ripetersi di errori già più volte commessi.

Nella sessione pomeridiana, dopo lo storico militare Lorenzo Cadeddu e la professoressa Marina Moncelsi, che hanno seguito il professor Aldo Accardo, sono stati presentati due filmati inediti del primo conflitto mondiale, ritrovati tra i reperti storici del National Archives di Washington e dell’Imperial War Museum di Londra. Il primo realizzato da operatori cinematografici dell’esercito tedesco nei giorni dell’offensiva di Caporetto nell’ottobre del 1917  il secondo, girato a Vicenza nel febbraio 1918 da un cineoperatore francese, che mostra la Brigata Sassari accolta trionfalmente a Vicenza dopo la battaglia dei Tre Monti, prima vittoria italiana dopo Caporetto.

Domenica sera, infin,e la pièce teatrale, con dapprima una presentazione di abiti storici riferiti al periodo della Grande Guerra curati dalle creazioni Marì di Cagliari.

A seguire la rappresentazione scritta ed interpretata da Adriana Monteverde e Eliana Carrus, attraverso la lettura di inedite testimonianze, diari e memorie, che hanno illustrato il variegato ruolo delle donne nel corso del primo conflitto mondiale. Crocerossine, madrine di guerra, portatrici carniche, intellettuali, prostitute e altro, rappresentando le donne che hanno condiviso con i soldati le fatiche, gli affanni e i lutti della trincea. Fra tutte sono state ricordate Teresa Guerrato Nardini, madrina di guerra della Brigata “Sassari” ed Agnes von Kuroswsky, la crocerossina “Catherine” di Addio alle Armi, che si prese cura di Ernest Hemingway ferito gravemente sul Piave.

La serata si e conclusa con l’esibizione del tenore “Su Populu Sardu” di Oliena, che ha suscitato nel numeroso pubblico grande emozione attraverso canti e cori ricordanti la Grande Guerra.

Il percorso letterale e storico iniziato il 3 novembre scorso con l’apertura della mostra ha suscitato vivo interesse nei tanti visitatori e in numerosi studenti degli istituti cittadini, ai quali non è sfuggito l’alto valore storico e morale dei drappi che sventolarono sul Carso, sull’Altopiano di Asiago, sul Piave e a Trieste redenta, che non consentono di dimenticare il tributo di sangue e il sacrificio degli oltre 14.000 soldati sardi caduti nel corso del conflitto.

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Si è tenuto oggi, nell’Aula del Consiglio regionale, il convegno dal titolo “Le Trincee profonde del Novecento”. I lavori sono stati aperti dal vice presidente del Consiglio regionale Eugenio Lai che, nel suo intervento di saluto, ha ricordato il 100° anniversario della Grande Guerra come grande fatto tragico che ha segnato profondamente la Sardegna. Dopo i saluti delle autorità presenti, è stata la volta delle due relazioni la prima delle quali, “Un paese nella Grande Guerra”, è stata svolta da Luciano Carta della Fondazione Siotto. Carta ha ricordato in apertura il progetto di ricostruzione della memoria di quel tempo condotto dal comune di Bolotana. Un progetto, ha affermato, rivolto a tutte le comunità della Sardegna delle quali Bolotana (che ebbe un numero di caduti superiore alla media nazionale) è stato in qualche modo il simbolo, con le sue 546 schede di combattenti della Prima Guerra Mondiale, coordinate da un gruppo di ricerca e raccolte soprattutto con il contributo delle famiglie del Paese.

«Da queste schede – ha detto Luciano Carta – emergono le figure dei protagonisti (prevalentemente contadini e pastori con pochi laureati e qualche diplomato) ed una sorta di letteratura povera fatta dalle lettere dei soldati al fronte indirizzate alle famiglie e da alcuni componimenti poetici, a testimonianza di un legame profondo dei sardi con la loro terra, con temi ricorrenti come il lavoro nei campi, l’andamento delle stagioni e del raccolto, la crescita della famiglia, la sofferenza delle donne.»

La ricostruzione più puntuale del contesto storico di allora è stata al centro della seconda relazione (“Le trincee da colmare”), di Aldo Accardo dell’Università di Cagliari. Aldo Accardo si è soffermato sulle vicende del trattato di pace che concluse la Grande Guerra, oggetto di un volume del grande economista John Maynard Keynes che criticò in modo radicale le classi dirigenti del tempo per non aver saputo o voluto comprendere i veri problemi dell’Europa e le ferite profonde del Continente che poi determinarono la Seconda Guerra Mondiale.

Stabilendo un parallelismo col mondo attuale, Aldo Accardo ha osservato che «anche oggi viviamo in una Europa divisa nella testa della gente, ferita ed in grande cambiamento con tutti i suoi errori, dove le classi dirigenti non riescono a cogliere il fondamento della legittimità dei governi che nasce dalla politica e pensano di trovarlo (ma è la strada sbagliata) nella burocrazia».

I lavori sono stati conclusi da una breve riflessione del sindaco di Bolotana, Annalisa Motzo, discendente di Leonardo Motzo, ufficiale della Brigata Sassari e Medaglia d’Argento al valor militare.

 

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Le “Trincee profonde del Novecento” a cent’anni di distanza dalla fine della Grande Guerra. E’ il tema di un convegno che si terrà questo pomeriggio, alle 15.30, nell’Aula del Consiglio regionale.

Dopo i saluti del vice presidente dell’Assemblea, Eugenio Lai, sono previsti gli interventi dell’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu, del sindaco di Cagliari Massimo Zedda, del prefetto di Cagliari Romilda Tafuri e del generale Giovanni Domenico Pintus, del Comando militare della Sardegna.

In programma anche le relazioni tematiche di Luciano Carta (Fondazione Siotto-Un paese nella Grande Guerra) ed Aldo Accardo (Università di Cagliari-Le trincee da colmare).

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Si conclude domani, martedì 6 novembre, dalle ore 10.00, nell’aula magna del Liceo Classico “G. Siotto Pintor” di Cagliari (Viale Trento, 103), con la conferenza storico-culturale incentrata sul tema della Grande Guerra, sulle cause che hanno scatenato il primo conflitto mondiale e sul contributo risolutivo dato dall’Italia per giungere alla vittoria dell’Intesa, il progetto scolastico “Trincee profonde del ‘900.

Si tratta dell’ultima “tappa” del ciclo di conferenze storico-culturali a favore degli studenti, promosso dal Comando Militare Esercito Sardegna, realizzato in collaborazione con Comitato Sardo Grandi Eventi, di concerto con Regione Autonoma Sardegna, Club modellismo storico Cagliari e Ufficio Scolastico Regionale Sardegna, per commemorare il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale.

In apertura, l’introduzione e presentazione del progetto di analisi storica e culturale incentrato sulla ricorrenza del 100° anniversario della fine della Grande Guerra, da parte del Comandante del Comando Militare Esercito Sardegna, Generale di Divisione Giovanni Domenico Pintus; a seguire l’intervento del professor Luciano Carta, che terrà una conferenza dal titolo “Un Paese della Sardegna nella Grande Guerra”, e del professor Aldo Accardo, che focalizzerà la sua esposizione sul significato intrinseco che si cela dietro il titolo del progetto storico-culturale “Trincee profonde del ‘900”.

In chiusura sarà dato ampio spazio a domande e riflessioni.