17 January, 2022
HomePosts Tagged "Alessandro Abis"

[bing_translator]

Mattinata di audizioni, ieri, in commissione “Attività Produttive” sulla situazione delle società Igea e Carbosulcis e sulla proposta di legge di riordino delle professioni turistiche con particolare riferimento alle guide ambientali ed escursionistiche.

Igea e Carbosulcis:

La situazione delle due società regionali, una in house (Igea) e l’altra partecipata (Carbosulcis) è stata illustrata alla Commissione dai due commissari Michele Caria e Francesco Lippi.

«Il piano di chiusura dell’ex miniera di Nuraxi Figus, avviato nel 2014, va avanti – ha spiegato Francesco Lippi – stiamo rispettando le prescrizioni e le tempistiche indicate dalla Commissione europea. Nel 2018 c’è stato lo stop definitivo all’attività estrattiva e proseguiamo negli interventi di messa in sicurezza e bonifica del sito che si concluderanno nel 2026». Il commissario della Carbosulcis ha indicato alcune criticità riscontrate nell’attuazione del piano di dismissione: la gestione del personale e la chiusura della discarica delle ceneri provenienti dall’ex centrale Enel di Portovesme: «Sugli esuberi e gli incentivi all’esodo del personale il piano ha subito un rallentamento a causa di alcuni interventi legislativi – ha affermato Francesco Lippi – dai 450 dipendenti del 2014 siamo passati ai 130 attuali, 70 in più rispetto alle previsioni iniziali. Tra gli attuali dipendenti, il numero più consistente è rappresentato dagli impiegati. Per questo abbiamo attivato una procedura di mobilità  che ci consentirà di poter utilizzare 12 persone (10 provenienti da Igea e due dalla miniera di Olmedo) per portare a termine alcuni interventi di ripristino ambientale». Francesco Lippi ha poi parlato dello stato finanziario della società: «Il piano di chiusura aveva una dotazione di 100 milioni di euro per il periodo 2014-2027 – ha detto Francesco Lippi – gran parte delle risorse sono state incamerate, quando la miniera era attiva, sotto forma di aiuti di Stato. Oggi abbiamo in cassa circa 30 milioni di euro che non saranno sufficienti a raggiungere il traguardo del 2027. Il costo attuale è di circa 18 milioni all’anno. Ciò significa che dal 2023 occorrerà pianificare un nuovo percorso per arrivare alla definitiva chiusura della miniera».

Il commissario della Carbosulcis ha poi parlato dei progetti di riconversione, di ricerca scientifica e di promozione di nuova imprenditorialità che stanno interessando il sito: «La buona notizia di questi giorni arriva da Bruxelles – ha rimarcato Francesco Lippi – Nuraxi Figus, insieme a Taranto, sembra essere uno dei siti prescelti per i progetti di riconversione energetica nell’ambito del Green New Deal approvato dal Parlamento europeo e voluto dalla presidente Ursula von Der Leyen. Una partita da 350 milioni che rappresenta un’opportunità straordinaria per la Sardegna». Un’altra grande opportunità  per il rilancio del sito minerario è offerta dalla ricerca e dall’innovazione tecnologica: «Nel 2018 è partito il progetto ARIA, voluto dall’Istituto nazionale di fisica nucleare. La miniera di Seruci ospita la più grande torre di distillazione criogenica del mondo per la produzione di isotopi in purezza da impiegare nella ricerca della materia oscura. In futuro potrebbero esserci sviluppi commerciali con l’utilizzo degli isotopi in campo medico, farmaceutico, ambientale ed agricolo. Ci sono già importanti manifestazioni di interesse da parte di gruppi internazionali che la Regione sta valutando».

Non si parla più di chiusura, invece, per Igea che dopo le grave crisi di qualche anno fa, culminata nell’apertura di una procedura di liquidazione, è stata ricapitalizzata e ha ripreso la sua attività. «Siamo usciti dalla procedura di liquidazione nel 2017 – ha detto il commissario Michele Caria – da tre anni abbiamo ripreso con le bonifiche ambientali e assunto nuovi incarichi anche nel campo della messa in sicurezza le  miniere dismesse. Stiamo inoltre procedendo a un censimento dei siti che una volta concluso sarà trasmesso alla Regione per la predisposizione di un piano complessivo di interventi che avrà bisogno di molte risorse da reperire attraverso i fondi europei. E’ la prima volta nella storia che si predispone un piano di questa portata».

Caria ha poi annunciato il censimento del patrimonio immobiliare di Igea: «Abbiamo ereditato da Emsa un consistente numero di immobili – ha spiegato il commissario – sono oltre 4.500 le posizioni catastali censite. Vogliamo avere un  quadro complessivo del patrimonio disponibile per provvedere alla dismissione dei beni privilegiando la cessione, come previsto dalla legge 33, ai comuni che ne faranno richiesta per pubblica utilità. Igea non ha la forza di gestire un patrimonio di questa consistenza».

Anche Igea, come Carbosulcis, sta intanto pensando a possibili utilizzi alternativi dei siti minerari: «A Lula, nella miniera di Sos Enatos, va avanti un grande progetto di ricerca sulle onde gravitazionali promosso dall’Università di Sassari – ha sottolineato Michele Caria – un altro possibile utilizzo è quello dello stoccaggio di prodotti alimentari (vino e formaggio) per il quale ci sono già delle richieste presentate da alcuni gruppi imprenditoriali. Per finire con i progetti di recupero e riciclaggio dei rifiuti rimossi con le bonifiche».

Piena disponibilità a lavorare a progetti innovativi di sviluppo è arrivata dall’assessore dell’Industria Anita Pili: «E’ importante coinvolgere il Consiglio sul ruolo che le società partecipate potranno avere in questo percorso – ha detto Anita Pili – come assessorato stiamo pensando ad aprire alcuni tavoli tecnici per valutare le proposte. L’avvio della collaborazione per la mobilità del personale tra Igea e Carbosulcis è un importante passo in avanti che consentirà di valorizzare le risorse umane e realizzare una cultura d’impresa condivisa».

Proposta di legge su guide ambientali:

In Commissione va avanti l’esame della proposta di legge presentata dal centrosinistra, primo firmatario il consigliere del Pd Salvatore Corrias, per il riordino delle professioni ambientali. Obiettivo: consentire alle guide ambientali che operano in Sardegna di specializzarsi per poter accompagnare i turisti su percorsi escursionistici attrezzati.

Il parlamentino presieduto da Piero Maieli ha sentito il direttore generale dell’assessorato del Turismo Angela Maria Porcu che ha rilevato alcuni possibili profili di illegittimità costituzionale. «E’ una materia sottoposta alla competenza legislativa concorrente Stato-Regioni che riserva allo Stato la definizione dei principi fondamentali – ha detto Anna Maria Porcu – la proposta di legge interviene su professioni specialistiche che prevedono l’uso di materiali e attrezzature riservati in modo esclusivo alle guide alpine. In passato ci sono stati diversi tentativi di introdurre figure simili che sono stati però vanificati dall’intervento della Corte Costituzionale. Per questo la Giunta sta pensando di avviare dei corsi, in collaborazione con il Conaga (Collegio nazionale delle guide alpine) che permettano alle guide ambientali della Sardegna di conseguire il titolo di Guida alpina o Accompagnatore di media montagna, qualifiche disciplinate dalla legge nazionale n.2 del 1989. In questo modo anche le nostre guide potrebbero accompagnare gli escursionisti nei percorsi ferrati, con corda o in pareti rocciose».

Di diverso avviso il primo firmatario della proposta di legge: «Siamo consapevoli delle criticità presenti nella proposta ma riteniamo che possano essere superate – ha detto Salvatore Corrias – questa iniziativa non mira a creare nuove professioni ma a dare una specializzazione alle guide che già lavorano nei nostri territori. Vogliamo mettere i nostri ragazzi nelle condizioni di operare al meglio. I tratti da percorrere in “ferrata” o con l’ausilio di una corda sono brevi, non è necessaria la presenza di una guida alpina, basta una formazione adeguata che consenta alle guide ambientali di offrire i loro servizi in massima sicurezza».

Posizione condivisa dai rappresentanti delle guide sarde: «Il turismo ambientale non è lo stesso di 20 anni fa – ha detto Alessandro Abis, vice presidente dell’AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche)occorre cambiarlo ed innovarlo. La proposta di legge non è finalizzata alla creazione di nuove figure professionali, si tratta solo della possibilità di dare una ulteriore qualifica alle guide esistenti. La legge nazionale del 1989 non è sacra come hanno dimostrato diverse sentenze del Tar. E’ una norma obsoleta, la proposta di legge va nella giusta direzione. L’esclusiva alle guide alpine dovrebbe essere riservata solo per i percorsi alpini, in questo caso si parla di percorsi escursionistici attrezzati».

«Non vogliamo alzare muri contro le guide alpine – ha aggiunto Gianluigi Paffi di Guide Confesercenti – noi siamo per la massima collaborazione. Ciò che occorre evitare è l’abuso della professione».

«Le guide sarde devono essere messe nelle condizioni di svolgere al meglio il loro lavoro – ha detto Luciano Murgia, rappresentante delle Guide del Supramonte – il turismo ambientale è completamente cambiato nell’ultimo decennio, i professionisti sardi devono essere messi nelle condizioni di svolgere attività che oggi sono precluse. Vogliamo lavorare a casa nostra, il futuro dei piccoli paesi dipende anche da questo.»

Massima disponibilità ad appoggiare le richieste degli operatori è arrivata da tutte le forze politiche rappresentate in Commissione. «Ci confronteremo con la Giunta e con gli uffici per trovare una soluzione percorribile – ha detto il presidente Maieli – le richieste degli operatori sono legittime, nostro obiettivo è dare la possibilità alle guide sarde di lavorare nel nostro territorio e di offrire ai turisti servizi sempre più efficienti e sicuri».

 

[bing_translator]

«Stiamo finalmente facendo un grande passo avanti, dalla tutela passiamo alla messa a valore del paesaggio: se rispettato e regolato, il paesaggio è una risorsa economica straordinaria per i territori costieri e interni della Sardegna.»

Lo ha detto Barbara Argiolas, assessora regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, nell’intervento che ha chiuso ieri, alla Fiera di Cagliari, la tavola rotonda “La valorizzazione del paesaggio (anche costiero) attraverso le nuove direttive tecniche regionali in materia di sentieri (ciclo)escursionistici e ippovie”, organizzata dall’agenzia Forestas nell’ambito delle iniziative ospitate dal Turisport 2018.

L’incontro, molto partecipato, ha riunito funzionari di Forestas, docenti universitari, esperti del Club Albino Italiano, operatori turistici, rappresentanti delle Guide ambientali escursionistiche, con lo scopo di presentare i punti salienti delle Linee guida per la nascita della Rete escursionistica della Sardegna (RES), approvate pochi giorni fa dalla Giunta regionale: la RES, istituita formalmente con la legge regionale 16 del luglio 2017, nasce con circa 1.000 km di percorsi censiti e due obiettivi: accatastare nei prossimi anni all’interno del sistema SIRA dell’assessorato della Difesa dell’Ambiente i 4.000 km stimati di sentieri esistenti e includere nella rete tutti gli attrattori archeologici, culturali, ambientali presenti sul territorio regionale. Inoltre, grazie al progetto INTENSE, cofinanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020, si arricchirà la RES connettendola al circuito della vie del cicloturismo su strada grazie ai cosiddetti “hub ciclo-escursionistici”, punti di contatto tra le ciclovie ed i sentieri escursionistici.

Con la delibera approvata dalla giunta, ha sottolineato la titolare del Turismo, «continuiamo a dare gambe alla legge sul turismo del 2017 e portiamo avanti il lavoro su tutti quei segmenti funzionali allo sviluppo di un turismo lento e attivo in Sardegna che si affianchi a un balneare forte e sempre più di qualità. Oltre alla nascita della RES – ha spiegato Barbara Argiolas – abbiamo progetti importanti sulle ciclovie, sul circuito dei Giardini storici, sui borghi, sui cammini minerari e gli itinerari religiosi, oppure legati al turismo enogastronomico, coi quali vogliamo creare nuove stagionalità che amplino il richiamo turistico della destinazione Sardegna oltre i mesi estivi e generino sviluppo col ruolo fondamentale delle imprese, il coinvolgimento attivo delle comunità e la valorizzazione delle loro peculiarità».

«Sulle linee guida – ha continuato Barbara Argiolas – c’è ancora da lavorare e qualche aspetto avrà bisogno di una successiva messa a punto. Ma oggi dobbiamo sentirci soddisfatti perché, nei due livelli di coordinamento regionale e locale, abbiamo dato un ruolo a tutti gli attori coinvolti. Crediamo, infatti, che il ruolo della politica sia quello di infrastrutturare i progetti e creare le condizioni perché le imprese possano operare, ma soprattutto riteniamo che il sistema turismo possa funzionare soltanto attraverso il coinvolgimento, la corresponsabilità e la suddivisione dei ruoli e dei compiti tra tutti i soggetti coinvolti, in una visione unica e sostenibile che superi l’individualismo e sappia mettere a valore la nostra unicità sotto il profilo ambientale e culturale.»

La tavola rotonda si è articolata in due sessioni nelle quali sono state discusse la strategia della Regione e i compiti di Forestas (cui è demandata la gestione operativa della RES), il ruolo delle associazioni e delle guide ambientali escursioniste, la collaborazione con gli operatori turistici e la possibile estensione dei percorsi marini come ampliamento della RES sulle coste, col coordinamento di Alessio Saba dell’Ufficio comunicazione di Forestas. Nella prima si sono confrontati i “tecnici”: PierFrancesco Boy, presidente CAI di Cagliari, Giorgio Argiolas, coordinatore regionale dell’Organo Tecnico CAI escursionismo; Dionigi Secci e Andrea Murgia, funzionari del Servizio Tecnico – DG Forestas; Marco Marrosu, guida escursionistica e dottore naturalista; Italo Meloni, docente del Dipartimento di Ingegneria dei trasporti, Università di Cagliari. Nella seconda, orientata sulla nuova visione turistica e sostenibile della Sardegna, prima delle conclusioni dell’assessore Barbara Argiolas, sono intervenuti Davide Sanna, Club della Vela a Porto Conte; Paolo Insolera, operatore turistico nel trasporto via mare a Cala Gonone e componente tecnico commissione ambiente del Comune di Dorgali; Alessandro Abis, coordinatore regionale AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche); Matteo Cara, geografo ed scrittore; Giuseppe Pulina, Amministratore Unico dell’Agenzia Forestas.

Proprio Giuseppe Pulina, dopo aver portato i saluti dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano, ha sottolineato «il lungo percorso, quasi ventennale, compiuto per arrivare oggi alla RES, che nasce anche grazie all’esperienza dell’Ente Foreste della Sardegna portata oggi avanti da Forestas, che gestisce 150 compendi e una superficie di 220mila ettari. La legge del turismo del 2017 ha compiuto, grazie al grande lavoro degli assessorati del Turismo e della Difesa dell’Ambiente, il passo decisivo, quello di dare uno standard unico alla risorsa costituita da sentieri e percorsi e mettere insieme esigenze che finora era parcellizzate. Ma il difficile – ha puntualizzato Giuseppe Pulina – viene adesso: abbiamo finalmente la legge e l’atto di indirizzo, sarà ora necessario fare il salto culturale per rendere questa infrastruttura un’autentica opportunità per tutti i territori».

 

[bing_translator]

La neonata rete escursionistica (RES), quella cicloturistica, le ippovie: la Sardegna costruisce nuove opportunità per il turismo attivo e per la valorizzazione sostenibile dell’ambiente, del paesaggio, dei territori e delle loro bellezze. Se ne parlerà domani, sabato 6 ottobre – al Turisport della Fiera di Cagliari, nello spazio incontri dell’assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio all’interno del Padiglione I, con inizio alle ore 15.00 – nella tavola rotonda organizzata dall’agenzia regionale Forestas dal titolo: “La valorizzazione del paesaggio (anche costiero) attraverso le nuove direttive tecniche regionali in materia di sentieri (ciclo)escursionistici ed ippovie”.

«Sarà – spiega Barbara Argiolas, assessore del Turismo, Artigianato e Commercio – il primo incontro pubblico sulla Rete escursionistica regionale dopo l’approvazione delle linee guida per la sua costituzione durante l’ultima seduta della Giunta regionale. La RES e i progetti legati alla rete ciclopedonale e alle ippovie hanno un peso strategico nello sviluppo di quel modello di turismo sostenibile in cui crediamo e che stiamo costruendo insieme ad enti e operatori.»

«Questa – dice Donatella Spano, assessore della Difesa dell’Ambiente – è un’occasione per mettere in vetrina un’isola meravigliosa e confrontarsi su altre opportunità di turismo sostenibile. In questi anni abbiamo infatti sempre puntato sulla sostenibilità, per noi parola chiave per il futuro della Sardegna. Abbiamo investito molte risorse regionali nei parchi e nelle aree protette per tutelare e valorizzare al meglio il nostro ambiente e il suo patrimonio di eccellenza, che è ormai riconosciuto e premiato a livello internazionale. Nel caso della sentieristica regionale, realizzata tramite Forestas, abbiamo voluto coniugare le politiche ambientali con quelle del turismo attivo che per noi è una scelta vincente.»

Durante la tavola rotonda si parlerà della strategia della Regione e dei compiti di Forestas (cui è demandata la gestione operativa della RES), del ruolo delle associazioni e delle guide ambientali escursioniste, della collaborazione con gli operatori turistici e della possibile estensione dei percorsi marini come ampliamento della RES sulle coste. È prevista la partecipazione di PierFrancesco Boy, presidente CAI di Cagliari, Giorgio Argiolas, coordinatore regionale dell’Organo Tecnico CAI escursionismo; Matteo Cara, geografo ed scrittore; Davide Sanna, Club della Vela a Porto Conte; Paolo Insolera, operatore turistico nel trasporto via mare a Cala Gonone e componente tecnico commissione ambiente del Comune di Dorgali; Dionigi Secci e Andrea Murgia, funzionari del Servizio Tecnico – DG Forestas; Alessandro Abis, coordinatore regionale AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche) Marco Marrosu, guida escursionistica e dottore naturalista; Italo Meloni, docente del Dipartimento di Ingegneria dei trasporti, Università di Cagliari; Giuseppe Pulina, Amministratore Unico dell’Agenzia Forestas. Le conclusioni saranno affidate a Barbara Argiolas.