28 June, 2026
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Il cinema non racconta soltanto storie: costruisce immaginari, modifica la percezione dei luoghi, genera desiderio di viaggio. È da questa consapevolezza che nasce “Ogni film è un viaggio. Il Cineturismo tra narrazione dei luoghi e sviluppo territoriale”, il convegno in programma l’8 e 9 giugno al Lu’ Hotel di Carbonia, promosso dalla Fondazione Umanitaria Sardegna, insieme al Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari, su fondi della Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

Il convegno fa parte di un programma di attività a sostegno della Cineteca Sarda, nell’opera di preservazione, conservazione e promozione della memoria storico-audiovisiva dell’Isola, che Fondazione Umanitaria Sardegna realizzerà nel prossimo triennio grazie al finanziamento regionale, anche a sostegno dei nuovi master universitari in Management per il Cinema e l’Audiovisivo e Regia e Produzione di Documentari, che hanno recentemente avviato il proprio percorso didattico nella città di Carbonia.

Il progetto è coordinato da Paolo Serra, curato da Alessandra Sento, con la supervisione organizzativa di Andrea Contu, per Fondazione Umanitaria Sardegna. La consulenza organizzativa è stata di Marina Fanari per U-Boot Lab. La consulenza scientifica di Antioco Floris, Presidente della Facoltà di Studi Umanistici dell’Università di Cagliari. 

Due giornate di incontri, tavole rotonde e panel di approfondimento dedicate a uno dei fenomeni culturali e turistici più significativi degli ultimi anni: il cineturismo, ovvero quella forma di turismo motivata dal desiderio di visitare i luoghi del cinema, delle serie televisive e dell’audiovisivo contemporaneo.

Studiose, ricercatori, operatrici culturali, professionisti del turismo e rappresentanti delle istituzioni si confronteranno sul rapporto tra cinema e territori, analizzando dati, strategie, modelli virtuosi ed esperienze italiane e internazionali. Un’occasione per riflettere sul potenziale del cinema come strumento di valorizzazione culturale, promozione turistica e sviluppo economico sostenibile.

Ad aprire i lavori sarà Michelangelo Messina, direttore artistico dell’Ischia Film Festival e presidente dell’Osservatorio permanente sul Cineturismo, da oltre vent’anni figura di riferimento in questo settore.

A seguire, la tavola rotonda “Lo stato delle cose”, dedicata alle prospettive del settore e alle strategie di sviluppo, con interventi di esperti, studiosi e rappresentanti di realtà impegnate nella promozione audiovisiva dei territori.

Il primo panel, “Viaggio in Italia” (lunedì 8, 15,30), proporrà un attraversamento delle esperienze più interessanti di cineturismo nel Paese: dagli itinerari urbani costruiti attraverso il cinema alle pratiche di movie tour, fino ai progetti che intrecciano audiovisivo, paesaggio ed enogastronomia.

Il secondo e ultimo panel, “Ai confini della realtà” (martedì 9, 9,30), approfondirà invece il rapporto tra immaginario audiovisivo e trasformazione dei territori nell’era digitale, con focus dedicati alle serie tv, all’intelligenza artificiale applicata alla comunicazione turistica, al cinema di famiglia e ai nuovi modelli di storytelling.

Il convegno intende contribuire alla costruzione di una riflessione condivisa sul ruolo del cinema e dell’audiovisivo nella definizione dell’identità dei luoghi, mettendo in dialogo ricerca accademica, progettazione culturale e pratiche territoriali.

Il convegno riunisce studiosi, ricercatrici, professionisti dell’audiovisivo, operatori culturali ed esperti di turismo provenienti da università, istituzioni e realtà progettuali attive nel panorama nazionale del cineturismo.

Tra gli ospiti principali, oltre al già citato Michelangelo MessinaAndrea Lolli, studioso ed esperto del fenomeno,  porterà la propria esperienza nell’ambito della progettazione di itinerari cineturistici, movie tour e strategie di promozione territoriale legate all’audiovisivo.

Bruno Zambardino, esperto di politiche audiovisive europee e Film Education presso la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, approfondirà il ruolo del portale Italy for Movies nella valorizzazione delle location italiane.

Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, offrirà una lettura economica e strategica del film induced tourism, attraverso l’analisi di dati, trend e criticità del settore.

Delle relazioni tra produzione e promozione territoriale parleranno Cristina Piscitelli, Project Manager di Apulia Film Commission e Andrea Rocco, direttore della Fondazione Sardegna Film Commission.

L’ambito accademico sarà rappresentato da docenti e ricercatrici dell’Università degli Studi di Cagliari, tra cui Giulia Contu, esperta di statistica applicata ai fenomeni turistici; Cinzia Dessì, docente di project management e imprenditorialità e attualmente coordinatrice del Master di I livello in Management del Cinema e dell’audiovisivo in corso di svolgimento a Carbonia; e Federica Caboni, docente di marketing turistico, che approfondirà il tema dell’intelligenza artificiale nella condivisione dei contenuti turistici. Luisa Cutzu, dell’Università di Sassari, affronterà il tema della rappresentazione dei luoghi turistici della Sardegna nel cinema di famiglia, mentre Elisa Uffreduzzi, dell’Università di Roma Tor Vergata, presenterà un intervento sul catalogo delle location italiane nel cinema muto. Fabiana Battisti Chiara Trinchese, dello stesso ateneo, racconteranno l’esperienza di Cinewalks, progetto dedicato agli itinerari cinematografici urbani sviluppato insieme a Laura Camillucci, digital product designer specializzata in progettazione partecipata e strumenti digitali per l’esperienza culturale. Completeranno il programma professioniste del travel design, del social media storytelling, della progettazione culturale e della valorizzazione dei territori attraverso cinema, enogastronomia e nuove forme di narrazione audiovisiva.

Il progetto è coordinato da Paolo Serra, curato da Alessandra Sento, con la supervisione organizzativa di Andrea Contu, per Fondazione Umanitaria Sardegna. La consulenza organizzativa è stata di Marina Fanari per U-Boot Lab. La consulenza scientifica di Antioco Floris, Presidente della Facoltà di Studi Umanistici dell’Università di Cagliari. 

Ogni film è un viaggio” nasce con l’obiettivo di indagare il cineturismo come fenomeno culturale, sociale ed economico capace di ridefinire il rapporto tra spettatori e territori.

Quando il cinema racconta uno spazio, quel luogo smette di essere soltanto geografia: diventa immaginario condiviso, memoria emotiva, esperienza desiderata. Il viaggio nei luoghi del cinema rappresenta oggi una delle forme più dinamiche del turismo culturale contemporaneo, capace di generare nuovi flussi, valorizzare patrimoni materiali e immateriali e contribuire alla destagionalizzazione dell’offerta turistica.

Attraverso contributi scientifici, case histories, esperienze progettuali e testimonianze dirette, il convegno intende mettere a fuoco strumenti, criticità e prospettive di un settore in continua evoluzione.

Il convegno è finanziato ai sensi della legge regionale 8 maggio 2025, n.12, art.3, comma 11 della Regione Autonoma della Sardegna.

Dichiarazioni di Ilaria Portas, assessora della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport della Regione Autonoma della Sardegna: «La cultura è uno degli asset fondamentali e centrali dell’impegno di questa amministrazione regionale. In questo ambito numerosi sono stati gli investimenti anche sulla filiera del cinema e dell’audiovisivo, che dopo qualche anno di difficoltà sta riacquisendo il valore che merita. Dai bandi per la produzione al rilancio della Fondazione Sardegna Film Commission fino all’alta formazione rappresentata dall’apertura a Carbonia dei Master universitari sul Cinema, partecipati dell’importante supporto della Fondazione Umanitaria Sardegna. L’intero settore sta giocando un ruolo che ha anche delle importanti ricadute economiche. In particolare per quanto attiene al comparto produttivo l’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna registrato 142 aziende con 237 occupati, 126 lavoratori dipendenti, 16milioni di euro di fatturato, 8 milioni di valore aggiunto. Questa economia gioca un ruolo fondamentale perché capace di generare  valore culturale ed economico anche quando ha finito il suo processo produttivo. Le immagini e le location filmate cosi come le storie raccontate con il loro portato di “valorizzazione dell’identità regionale del patrimonio storico-culturale, paesaggistico-ambientale, linguistico-letterario e antropologico della Sardegna” così come scritto nella nostra legge cinema, sono in grado di suscitare suggestioni che rendono l’isola una terra da voler scoprire. Per questa ragione pensare di provare a connettere cultura e turismo, così come questo Convegno si propone di fare, attraverso anche l’importante apporto scientifico dell’Università degli studi di Cagliari, è non solo auspicabile ma anche necessario. Per delineare un nuovo modello culturale ed economico dove al centro si trovi la nostra identità, sfaccettata, ricca e accogliente».

Dichiarazioni di Paolo Serra, responsabile regionale della Fondazione Umanitaria Sardegna: «Il convegno sul Cineturismo promosso dalla Fondazione Umanitaria Sardegna in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari, con il supporto operativo della Fondazione Sardegna Film Commission e il patrocinio dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali della Regione Autonoma della Sardegna, rappresenta un’occasione di riflessione scientifica di significativo rilievo per il territorio. L’iniziativa si inserisce in un dibattito accademico e istituzionale sempre più urgente circa le potenzialità del cinema quale strumento di valorizzazione del patrimonio paesaggistico, culturale e identitario sardo. Le ricadute sul territorio regionale appaiono molteplici e strutturali: dalla promozione turistica veicolata attraverso produzioni audiovisive, allo sviluppo di filiere economiche locali legate all’industria cinematografica, fino al rafforzamento dell’immagine internazionale della Sardegna come destinazione culturale d’eccellenza. Il dialogo tra mondo accademico, istituzioni e operatori del settore costituisce, in tal senso, un presupposto imprescindibile per la definizione di politiche territoriali integrate e sostenibili».

Dichiarazioni di Alessandra Sento, direttrice della Società Umanitaria Alghero: «Nel 2018 la Società Umanitaria di Alghero sperimentava per la prima volta il suo  modello di cineturismo “Alghero città del cinema”. Una serie di itinerari inseriti nel festival “Cinema delle terre del mare – Festival itinerante per cinefili in movimento”, avviato nel 2009 per recuperare il passato illustre del “Meeting internazionale del Cinema” nato a Capo Caccia nel 1965, quando la città catalana, con l’aeroporto e il porto a pochi kilometri di distanza, era davvero la porta d’oro del turismo in Sardegna. Passeggiate urbane nei luoghi della storia del cinema tra i vicoli e le mura della città antica; traversate per mare sulle orme di un b movie girato nella Grotta di Nettuno negli anni Settanta; escursioni a bordo di macchinette elettriche sul set de “La Scogliera dei desideri” di Joseph Losey, nel Parco di Porto Conte. Occasioni di promozione turistica del territorio attraverso il cinema, e del cinema attraverso il territorio, che hanno trasformato il pubblico in cinenanutə. Unici esempi nell’isola, per quanto ne sappiamo. Il successo di queste proposte e la consapevolezza del ruolo culturale che la Fondazione Umanitaria Sardegna, insieme alla Cineteca Sarda e ai CSC svolge nell’isola, e la ricca storia del cinema che possiamo vantare, ci incoraggiano a pensare che questa non dovrebbe rimanere solo una felice esperienza della città catalana, ma il punto di partenza per l’elaborazione di un nuovo e integrato modello regionale da spendere su tutto il territorio. Questo Convegno, prima di una serie di azioni sul tema che la Fondazione Umanitaria Sardegna avvierà nel corso del triennio,  cercherà di aprire questa nuova via, consapevole di quanto sia importante, per chi vive in un’isola, guardare a cosa accade oltre il mare».

Sabato 24 maggio, alla Casa del Popolo di via Barbagia 11, a Carbonia, verrà presentato il libro “Un amore di contrabbando”, di Nicola Muscas, alla presenza dell’autore. Organizzano il Circolo Arci La Gabbianella Fortunata di Carbonia, la Casa del Popolo e la Libreria Lilith. Dialogherà con l’autore Andrea Contu.
Un romanzo che intreccia storia, memoria e passione calcistica per raccontare l’eredità di Gigi Riva. Attraverso gli occhi di Leonardo Carboni, giornalista in crisi creativa, il libro si snoda tra i luoghi e le persone che hanno conosciuto o ammirato Riva, da Cagliari a Milano, da Torino a Roma. Il viaggio si trasforma in un’indagine sull’uomo dietro al mito, sul suo legame indissolubile con la Sardegna e sul significato della sua scomparsa. Un romanzo che celebra Riva non solo come campione, ma come simbolo di un’identità collettiva.

Nicola Muscas è nato a Cagliari nel 1983. Giornalista e scrittore, collabora con testate come “Undici” e “Domani”. Oltre alla scrittura, è addetto stampa per vari festival ed eventi culturali in Sardegna. Ha lavorato per radio, giornali e testate online, scrivendo principalmente di calcio e cultura.

La Casa del Popolo, in via Barbagia 11, a Carbonia, ha ospitato mercoledì sera la presentazione del libro “Il Papa morirà a Natale”, di Marco Corrias. Dopo la breve introduzione di Andrea Contu, presidente di Arci Sud Sardegna, l’autore ne ha parlato con il giornalista omonimo Marco Corrias.

Il libro è ambientato nel XVI secolo, in un clima avvelenato dalle divisioni tra le varie fazioni della corte papale di Clemente VIII, favorevoli e contrarie a quanto è stato deciso nel Concilio di Trento. Due i partiti in lotta: i francesisti e gli spagnoli. L’inquisizione reprime ogni forma di eterodossia. Un gruppo di artisti e di uomini di scienza, decide di ribellarsi alle regole del Decoro stabilite per pittori e scultori e all’Indice dei libri proibiti...

Marco Corrias, giornalista in pensione, vive tra Roma e Fluminimaggiore, il suo paese di origine, che ha amministrato da sindaco dal 2018 al 2023. Dopo varie esperienze in giornali quotidiani, è stato inviato speciale per il settimanale “Epoca” e per “Terra!”, programma di attualità e approfondimento del Tg5. Ha collaborato al settore inchieste di Repubblica.it.

Tra le sue pubblicazioni: Mio figlio Farouk, anatomia di un rapimento (Rizzoli, 1993); Mino Pecorelli, un uomo xche sapeva troppo (Sperling & Kupfer, 1996); Il pozzo Zimmerman, storia di un minatore dalla luce al buio andata e ritorno (Demos, 1999); Piombo fuso (Il Maestrale, 2018).

Vediamo l’intervista realizzata con l’autore del libro, Marco Corrias.

La Casa del Popolo, in via Barbagia 11, a Carbonia, ospita questa sera, dalle 18.00, la presentazione del libro “Il Papa morirà a Natale”, di Marco Corrias. L’autore ne parlerà con il giornalista omonimo Marco Corrias. Introdurrà Andrea Contu, presidente di Arci Sud Sardegna.

Marco Corrias, giornalista in pensione, vive tra Roma e Fluminimaggiore, il suo paese di origine, che ha amministrato da sindaco dal 2018 al 2023. Dopo varie esperienze in giornali quotidiani, è stato inviato speciale per il settimanale “Epoca” e per “Terra!”, programma di attualità e approfondimento del Tg5. Ha collaborato al settore inchieste di Repubblica.it.

Tra le sue pubblicazioni: Mio figlio Farouk, anatomia di un rapimento (Rizzoli, 1993); Mino Pecorelli, un uomo xche sapeva troppo (Sperling & Kupfer, 1996); Il pozzo Zimmerman, storia di un minatore dalla luce al buio andata e ritorno (Demos, 1999); Piombo fuso (Il Maestrale, 2018).

Una rielaborazione del costume tradizionale di Sant’Antioco per rileggere, in chiave contemporanea, la figura delle giudicesse e del ruolo della donna in Sardegna. È l’obiettivo del Collettivo EFFE, che per due settimane – a partire da ieri  – incontra donne e ragazze della cittadina sulcitana per lavorare alla nuova edizione di Giudicesse, il progetto di residenza artistica promosso dal Csc Carbonia della Società Umanitaria, curato da U-BOOT Lab e realizzato in collaborazione con Ottovolante Sulcis.

«Vogliamo costruire il costume con elementi vivispiega il Collettivonaturali, deteriorabili, soggetti a una degradazione per fare sì che la nostra proposta di costume sardo femminile sia provvisoria e non contribuisca a cristallizzare ruoli, ma solo a provocare collaborazioni e alleanze».

Il Collettivo EFFE è composto da Giulia Odetto, regista e curatrice; Antonio Careddu, drammaturgo; Camilla Soave, performer e video-artista; e Ines Panizzi, artista visiva. Un gruppo di lavoro che nasce nel 2018 con l’intento di approfondire l’uso di applicazioni tecnologiche in ambito performativo e installativo, al fine di esplorare la percezione del pubblico e sviluppare progetti comunitari. La ricerca del collettivo studia metodi di inclusione dei diversi linguaggi performativi con i nuovi media, per aprire alternative in cui la tecnica sia naturale estensione del corpo umano.

L’obiettivo della residenza è duplice: da un lato – ispirandosi alla figura della donna in Sardegna al periodo delle “regine giudicali”, riflettere sulle disequità di genere e sull’autodeterminazione di donne e ragazze; dall’altro esplorare nuovi approcci per la scoperta del territorio, attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità che lo abitano, per creare un’opera artistica esito di un processo di ricerca-azione attiva sul territorio.

Spiega ancora il collettivo: «Uniremo la nostra esperienza nel lavoro con le comunità al nostro interesse per il video e la ricerca che da anni conduciamo sul corpo, sulla sua forza performativa, sulla sua capacità di rappresentazione. Coinvolgeremo i gruppi folk del paese e tenteremo di entrare in contatto con donne e ragazze che ancora indossano il costume per comprendere il significato che ha per loro, perché continuano a indossarlo, che valore riveste nella loro vita la tradizione e come contribuisce alla trasmissione di un senso di appartenenza e di collettività».

La residenza si svolge al Museo Diffuso Exe di Sant’Antioco sino al 26 ottobre 2024, quando l’opera realizzata sarà presentata alla comunità durante un evento pubblico.

Il contributo di Andrea Contu e Raffaela Giulia Saba, operatori culturali del Csc Carbonia della Società Umanitaria e referenti del progetto: «L’edizione 2024 della residenza focalizza l’attenzione sull’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030 dedicato a donne e ragazze, per contribuire al raggiungimento dell’equità. Abbiamo deciso di declinare questo obiettivo scegliendo come tema quello del costume tradizionale femminile, inteso come elemento espressivo di valori collettivi e rappresentazioni soggettive. L’idea è sviluppare una riflessione sul ruolo culturale che può avere oggi il costume tradizionale in Sardegna, e sul modo in cui la sua interpretazione attraverso l’arte audiovisuale può contribuire al raggiungimento dell’autodeterminazione di genere all’interno della società contemporanea».

La riflessione di Maria Pina Usai, curatrice del progetto per U-BOOT Lab: «Nel progetto la declinazione del termine costume ha due valenze, strettamente legate alla figura delle Giudicesse. La prima parte dal loro ruolo di governatrici donne, ed è quella del costume come possibile elemento di auto-rappresentazione del sé verso l’esterno: uno strumento di affermazione personale attraverso un modo di vestire, un mezzo di espressione del modo in cui si desidera essere viste e riconosciute dalla società, che possa aderire alla propria identità piuttosto che a un’identità imposta, e non necessariamente costretta in una categoria binaria. La seconda è legata al concetto di comunità e convivenza degli individuiche si ritrova nelle politiche giudicali sarde, e rispetto al quale il costume può essere letto nella sua valenza sociale, come patrimonio culturale in cui una comunità può riconoscersi, attraverso quel legame di cura definito nella tradizione da cui partire oggi per una risignificazione del rapporto con il territorio».

L’intervento di Marina Fanari, responsabile accessibilità e inclusione per U-BOOT Lab: «La creazione di un senso di comunità condiviso, che accolga tutte le unicità, si fonda principalmente sull’esercizio dell’immedesimazione. In questo contesto, la cultura e l’arte svolgono un ruolo cruciale, contribuendo a immaginare scenari futuri più equi e inclusivi. Al fine di promuovere la giustizia sociale e porre l’attenzione sul diritto alla partecipazione il collettivo è stato invitato a pensare l’opera come un’esperienza per tutti e per ognuno nella propria individualità, per immaginare come l’arte possa essere l’ambito in cui sperimentare soluzioni e visioni che esplorino al contempo l’unicità e la molteplicità della società».

Sotto un cielo stellato, nella bellissima location dell’Arena Mirastelle del Teatro Centrale in piazza Roma a Carbonia, ha preso il via la rassegna “Cinema sotto le stelle 2024” inserita nel cartellone di eventi “Estiamoinsieme 2024”. Un ampio ventaglio di film che delizierà gli appassionati del grande schermo con 7 importanti proiezioni, dal 25 giugno al 6 agosto (2-9-22-23-29 luglio). Ieri sera un’ottima partecipazione di pubblico che ha visto la proiezione di “Un anno difficile” anticipata dalla presentazione dell’intero evento da parte di Andrea Contu, operatore del Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria, e dai saluti dell’assessora dello Sport e dello spettacolo del comune di Carbonia Giorgia Meli che ha anche dichiarato la soddisfazione per il bel cartellone della rassegna, organizzata da Csc Carbonia-Iglesias Società Umanitaria e ARCI Il Calderone APS, in collaborazione con ARCI la Gabbianella Fortunata e con il patrocinio del comune di Carbonia.

“Un anno difficile” è un film di Oliver Nakache ed Eric Toledano, una commedia travolgente ed attuale che si muove tra consumismo ed ambientalismo. Il duo comico, formato da Jonathan Cohen e Pio Marmaì nei panni di Bruno e Alberto, due simpatici scrocconi sempre al verde e indebitati all’inverosimile, si imbatte con un gruppo di attivisti tra i quali spicca la bella e coinvolgente Noèmie Merlant, nel film Cactus. Da quell’incontro, una serie di incredibili vicende spesso fonti di risate. Un film in cui risalta “l’arte di arrangiarsi” dei due amici, che tentano la redenzione.

Un primo appuntamento a cui seguirà il secondo, martedì 2 luglio “Dream scenario-Hai mai sognato quest’uomo”? di Kristroffer Borgli un film tra sogno e realtà, una storia realmente accaduta con Nicole Cage, Julianne Nicholson, Michael Cera, Tim Meadows e Dylan Gelula. Non perdete l’occasione di assistere a queste proiezioni capaci di far costruire emozioni e far dimenticare per un attimo i problemi quotidiani.

Nadia Pische

 

 

Giovedì 14 dicembre, a Bacu Abis, nei locali dell’ex scuola elementare di via Gavorrano, dalle 16.30, si terrà un grande evento organizzato da Sinistra Futura. L’iniziativa si colloca all’interno del
calendario delle manifestazioni della festa diffusa Futura!, che ha visto decine di appuntamenti negli scorsi due mesi.
L’associazione nata meno di un anno fa dal basso, con il contributo esclusivo dei territori, si affaccia per la prima volta sul panorama nazionale. Il programma prevede un dibattito dal tema ‘confederalismo dei territori, delle comunità locali e dei popoli’, nel quale si discuterà della possibilità di costruire una sinistra dal basso, che possa essere federale e federata, una sinistra slegata da logiche romane che riparta dai territori e dalle periferie, nella possibilità di un processo nuovo che vada dal basso verso l’alto e non al contrario, processo inedito nella storia
della sinistra. Interverranno, tra gli altri:
– Roberto Forresu, segretario regionale della Fiom Cgil
– Andrea Contu, presidenza Arci Sardegna
– Luca Pizzuto, presidente Sinistra Futura
– Paola Casula, Sindaca di Guasila, vicepresidente Sinistra Futura
– Pippo Zappulla, coordinatore regionale della Sicilia di Area Costituente Verso il Partito del Lavoro
– Gianni Battaglia, coordinatore regionale di Area Costituente della Sicilia e Resp. della provincia di Ragusa.
Coordina Marco Corrias, corrispondente dell’Unione Sarda.
Parteciperanno dunque due esponenti della politica regionale siciliana, appartenenti all’area politica “Area Costituente Verso il Partito del Lavoro”, nato dopo lo scioglimento di Articolo
Uno.
L’evento sarà introdotto dall’attore Gianluca Medas e si concluderà con un buffet di sostegno alla popolazione palestinese. È previsto un momento di ricordo di Basilio Sulis, scomparso recentemente, che verrà omaggiato da Matteo Leone, vincitore del premio Parodi 2021.
Infine, è stata organizzata anche un’attività di animazione per bambini e bambine, a cura di Tata Elena.

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Lunedì 15 febbraio, dalle ore 19.00 alle ore 24.00, verrà proposta sulla piattaforma onlinesardegna.umanitaria.it, in streaming gratuito previa registrazione, la visione del film “L’agnello” del regista sardo Mario Piredda.
Promosso da Ucca – Unione Circoli Cinematografici Arci, in collaborazione con i Centri di Servizi Culturali sardi della Società Umanitaria, l’appuntamento fa parte della Rassegna Nazionale “L’Italia che non si vede online”. Nata nel 2008 come iniziativa di circuitazione nei circoli ARCI-UCCA del meglio della produzione italiana legata al Cinema del Reale, nel 2021 “L’Italia che non si vede” si trasferisce sul web per sopperire all’impossibilità di proiettare i film in spazi fisici.

Sempre lunedì 15 febbraio alle ore 21.30 sui canali facebook di Ucca e del CSC Carbonia della Società Umanitaria incontro live con il regista del film Mario Piredda.
Interverranno: Roberto Roversi, presidente di UCCA, Antonio Borrelli, vicepresidente di UCCA e dirigente di Arci Movie, Franco Uda, responsabile Arci nazionale Diritti umani, Pace, Disarmo, Solidarietà e Volontariato Internazionale, Paolo Serra, Direttore del CSC Carbonia della Società Umanitaria ed Andrea Contu, operatore CSC Carbonia e componente Presidenza Nazionale Ucca.
Presentato in anteprima ad “Alice nella città” della “Festa del Cinema di Roma” dove l’attrice Nora Stassi riceve una menzione speciale, trionfa ad “Annecy Cinéma Italien”, dove vince come miglior film il Premio della Giuria, il Premio del Pubblico e quello della Giuria Giovani.

Il film racconta la storia di Anita. Diciassette anni, vive in Sardegna insieme a suo padre Jacopo, che è malato di leucemia e avrebbe bisogno con urgenza di un trapianto. I tempi d’attesa per la ricerca di un donatore sono troppo lunghi rispetto al progredire della malattia, e anche se i parenti hanno più probabilità di essere compatibili, non lo sono né Anita né suo nonno Tonino – un vecchio pastore che abita sull’altopiano, accanto a un’area militare. Jacopo ha un solo fratello, Gaetano, che vive dall’altra parte dell’Isola; i due non si parlano da anni a causa di un feroce litigio che non sembrano intenzionati a dimenticare. Con l’aiuto del nonno, ad Anita non resta che presentarsi a casa dello zio, determinata a ricucire gli strappi del passato, pur di convincerlo a fare le analisi che potrebbero salvare la vita di suo padre.

Si sta avviando al termine il progetto NEET Equity dell’UNICEF Italia, selezionato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale nell’ambito dell’Avviso “Prevenzione e contrasto al disagio giovanile” (ID 189/Avviso Disagio), rivolto a 300 ragazzi e ragazze tra i 16 e i 22 anni di Napoli, Taranto e Carbonia.

Oggi, venerdì 18 dicembre alle ore 15.00, su https://www.unicef.it/doc/8738/neet-equity.htm si svolgerà un incontro conclusivo online per fare il punto della situazione sul lavoro svolto a Carbonia e sul coinvolgimento dei ragazzi e delle ragazze, con particolare attenzione ai progetti presentati nell’ambito del percorso di progettazione dei Laboratori Urbani Partecipati – LUP 4.0.

L’incontro sarà moderato da Maria Lucia Piga (Presidente del Corso di laurea in Servizio Sociale, Università di Sassari). Previsti i saluti istituzionali di UNICEF Italia, di Paola Massidda (Sindaco di Carbonia), di Giuseppe Masnata (Presidente UNICEF Sardegna) e di Orsola Apice (Presidente UNICEF Cagliari).Interverranno Virginia Meo – Project manager UNICEF Italia, Renata Corona – Coordinatrice NEET EQUITY Carbonia, Adele di Bartolo (docente CPIA di Carbonia) e Khadidiatou Diop, Laura Piras, Alessia Zucca e Fabio Piras (studenti CPIA di Carbonia), Loredana La Barbera (Assessore Politiche Sociali, del Lavoro e Giovanili), Sabrina Sabiu (Assessore alla Cultura), Gianluca Lai (Assessore ai Lavori pubblici), Andrea Piras (Referente CSV Sardegna Solidale Sa.Sol.Desk n. 9 Carbonia), Andrea Contu (Operatore Culturale CSC Carbonia della Società Umanitaria) e Stefano Canu (Presidente ASD Carbonia Calcio).

Il progetto NEET Equity è nato con l’obiettivo di migliorare la capacità del territorio nel costruire politiche attive, partecipate, che includano tutti, attraverso diverse attività svolte nelle città di Napoli, Taranto e Carbonia.

Il progetto si concluderà entro dicembre 2020; i lavori finali verranno presentati in un evento organizzato nel Gennaio 2021.

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https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10218133510357184/

     

Il sindaco Paola Massidda, l’assessore della Cultura Sabrina Sabiu ed il presidente della II commissione Marco Serafini, hanno presentato stamane il programma degli eventi organizzati per celebrare l’80° anniversario della città di Carbonia, ampio e articolato, coniugato con le numerose manifestazioni previste nell’ambito della festività religiosa del Natale.

Nel programma spiccano il ritorno in città, dopo ben 18 anni di assenza, della rassegna di cinema e fumetti “Nuvole parlanti”; l’inaugurazione del Master universitario di Alta Formazione in Architettura del Paesaggio; l’inaugurazione di un nuovo tratto del Cammino Minerario di Santa Barbara; la premiazione degli sportivi e degli studenti più meritevoli; la conferenza della Rotta Culturale Atrium (Architecture of Totalitarian Regimes of the XX Century in Europe’s Urban Memory); la mostra fotografica di “Campagna Amica” con racconti sulla “Carbonia agricola”; il concerto musicale della banda cittadina Vincenzo Bellini; le numerose mostre sull’architettura della città; i gemellaggi con le città minerarie di Oberhausen e Behren Lès Forbach; gli eventi dedicati allo show cooking in piazza Roma con la degustazione dei piatti tipici delle zone di provenienza dei primi minatori giunti in città.

Alla conferenza stampa erano presenti anche il rappresentante del Centro Servizi Culturali Carbonia Iglesias Andrea Contu, la referente della Cooperativa Sistema Museo Cinzia Granella, il presidente dei Lionc Mario Porcu, e rappresentanti della Pro Loco e di tutte le associazioni che, a vario titolo, sono coinvolte nelle iniziative previste per l’80° compleanno della città.

Vediamo uno stralcio degli interventi del sindaco, Paola Massidda, e dell’assessore della Cultura, Sabrina Sabiu.