7 October, 2022
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«Sulla situazione dell’industria RWM di Domusnovas mi unisco all’appello degli assessori del Lavoro e dell’industria della Regione Sardegna, Alessandra Zedda ed Anita Pili, ribadendo quanto già espresso più volte in Parlamento e con atti parlamentari.»
Lo scrive, in una nota, il capogruppo di Fdi in Commissione Difesa, Salvatore Deidda.
«Mi erano state date garanzie, parliamo ormai di mesi fa, che la Rwm fosse un’azienda strategica ed avrebbe avuto l’importanza che merita nell’approvvigionamento delle Forze Armate Italiane per compensare la perdita delle commesse Saudite ma a quanto pare il Governo non risponde con i fatti ai propri proclami, ricordo che l’azienda attende il Nulla Osta di Sicurezza industriale Strategico, iter iniziato più di 2 anni fa – conclude Salvatore Deidda -. Su questo attendo risposta all’interrogazione che ho presentato al Governo mesi fa. »

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«Abbiamo chiesto con urgenza la convocazione di un tavolo interministeriale con il Governo affinché si possa scongiurare il licenziamento che vede coinvolti circa 200 lavoratori della fabbrica di Domusnovas.»
È una richiesta univoca quella degli assessori regionali del Lavoro, Alessandra Zedda, e dell’Industria, Anita Pili, che ritengono necessario istituire nel più breve tempo possibile un tavolo tecnico-politico per porre al vaglio di tutti i soggetti coinvolti le possibili soluzioni per sbloccare le attività produttive dello stabilimento della RWM Italia di Domusnovas.

«Tale situazionesottolineano Alessandra Zedda ed Anita Piliè fonte di preoccupazione poiché il licenziamento dei lavoratori interesserebbe una zona della Sardegna, il Sulcis Iglesiente, già fortemente provata dalle crisi industriali del settore dell’alluminio e caratterizzata da un indice di povertà e disoccupazione tra i più alti d’Italia.»

«Rispetto alla vicendaconcludono Alessandra Zedda ed Anita Pilichiediamo celerità di intervento da parte del Governo, al fine di garantire tutela occupazionale per tante famiglie ed una ripresa economica del territorio.»

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«Il tempo dell’attesa è terminato. La situazione dei lavoratori RWM di Domusnovas è sempre più drammatica e preoccupante. I primi licenziamenti per mancato rinnovo di contratto sono partiti e a settembre, se accettata, scatterà la Cassa Integrazione per tutti gli altri lavoratori.»

Il grido d’allarme arriva dalla RSU RWM Italia e dalle segreterie territoriali Filctem-CGIL e Femca-CISL.

«Registrata la disponibilità immediata del sottosegretario di Stato della Difesa Giulio Calvisi e degli assessori regionali dell’Industria Anita Pili e del Lavoro Alessandra Zedda per trovare, ognuno per il suo pezzo di competenza, soluzioni per futuro dei lavoratori attraverso un tavolo interministeriale per sostenere le produzioni dello stabilimento di Domusnovas nel rispetto delle risoluzioni parlamentari assunteaggiungono la RSU RWM Italia e le segreterie territoriali Filctem-CGIL e Femca-CISL -. «Ebbene, dopo l’annuncio e l’impegno del Sottosegretario alla Difesa e la richiesta di incontro al Governo Nazionale presentata dalla RAS, ancora non si hanno notizie della sottosegretaria al Mise, con delega per le vertenze industriali, on. Alessandra Todde. E’ vero che qui non c’è spazio per passerelle, ma questo a noi neppure interessa. E’ stato assunto un impegno pubblicamente nell’ottobre 2019 e chiediamo che venga rispettato. La sottosegretaria Alessandra Todde deve convocare il Tavolo per affrontare l’emergenza e discutere del futuro di questi lavoratori. Quanto annunciato a suo tempo, deve essere ora seguito da atti concreti. Il tempo dell’attesa, così come quello dei proclami è ampiamente passatoconcludono la RSU RWM Italia e le segreterie territoriali Filctem-CGIL e Femca-CISL -. La RSU e le OO.SS. auspicano che il Tavolo tecnico-politico già richiesto dalla Regione sia convocato nel più breve tempo possibile.»

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«Abbiamo lavorato in totale sinergia con tutte le Istituzioni per raggiungere il risultato che porterà alla definizione della vertenza ex Alcoa. Ciò conferma l’attenzione della politica nei confronti di un comparto strategico per il territorio. La Regione ha, infatti, sempre sostenuto i lavoratori e l’azienda al fine di riavviare le attività produttive dell’alluminio nel polo industriale del Sulcis-Iglesiente.»
Lo hanno ribadito le assessore regionali Anita Pili (Industria) ed Alessandra Zedda (Lavoro), al termine dell’incontro convocato, in videoconferenza, dal sottosegretario del ministero per lo Sviluppo economico, Alessandra Todde, a cui hanno partecipato in videoconferenza, e al quale hanno preso parte Invitalia, i rappresentanti dell’azienda italo-svizzera, i sindaci del territorio, i sindacati ed i segretari nazionali di categoria. «L’incontro di oggi getta le basi per chiudere una vertenza di fondamentale importanza per tutta l’Isolaha rimarcato Anita Pili -. Attraverso ‘Agenda industria’ abbiamo ribadito la rilevanza strategica di un sito considerato come unica filiera metallurgica non ferrosa del Paese. È necessario ora che l’azienda concretizzi quanto prima le azioni previste nel piano, tese alla realizzazione di opportunità di sviluppo economico e sociale nel territorio sulcitano.»
Alessandra Zedda ha sottolineato che «per i lavoratori, dopo anni di stallo e di incertezze, si apre uno spiraglio per il futuro che consentirà il recupero di professionalità ed esperienze nel settore metallurgico. Un passo decisivo da compiere nell’immediato – aggiunge Alessandra Zeddaè quello di integrare la mobilità in deroga che ad oggi non raggiunge neppure il reddito minimo. Auspichiamo ora che possano essere salvati i 370 posti di lavoro e che, con il riavvio del ciclo produttivo a pieno regime, emerga l’esigenza di implementare le risorse umane».
«La Sardegna hanno concluso Anita Pili ed Alessandra Zedda – conta in una soluzione positiva che contribuirà a dare prospettive di sviluppo economico e crescita dell’occupazione per i prossimi anni.»
Antonio Caria

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Ci vorranno ancora almeno 18 mesi, forse 24, per vedere i primi lingotti di alluminio uscire dallo stabilimento Sider Alloys di Portovesme. E’ emerso stamane, nel corso del vertice ministeriale svoltosi nella sala riunioni, convocato dalla sottosegretaria di Stato del ministero dello Sviluppo economico, Alessandra Todde (M5S), cui hanno partecipato, in presenza, i massimi dirigenti dell’Azienda, l’Amministratore delegato Giuseppe Mannina ed il responsabile del settore Energia Gaetano Libia, il responsabile della Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Iglesias don Salvatore Benizzi ed alcuni sindaci dei Comuni del Sulcis, ed in videoconferenza gli assessori regionali del Lavoro Alessandra Zedda e dell’Industria Anita Pili, i rappresentanti di Invitalia e quelli delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e CUB.

La sottosegretaria Alessandra Todde è arrivata in stabilimento intorno alle 11.00, reduce da una visita allo stabilimento Eurallumina. S’è fermata al presidio, davanti ai cancelli dello stabilimento, dove ha incontrato i rappresentanti dei lavoratori. Già con loro, come ha fatto successivamente all’interno dello stabilimento, nel corse del vertice, iniziato in ritardo per difficoltà nell’attivazione della videoconferenza, ha sottolineato l’importanza del passaggio positivo registrato con la sottoscrizione dell’accordo di fornitura dell’energia tra ENEL e Sider Alloys, ma allo stesso tempo, in piena sintonia con i lavoratori, ha ribadito che i passaggi da effettuare sono ancora tanti, ad iniziare dalla definizione del piano industriale che vedrà la luce dopo l’estate.

Nel corso dell’incontro, l’amministratore delegato Giuseppe Mannina ha ribadito quanto già espresso ieri in una comunicato stampa, il suo ringraziamento per tutti coloro che hanno concorso al superamento del problema relativo alla fornitura dell’energia elettrica. Anche i rappresentanti dei lavoratori hanno espresso soddisfazione per il passo avanti compiuto, unitamente alla prudenza ed all’auspicio che ora si possa procedere più speditamente verso il traguardo finale, rappresentato dall’assunzione dei lavoratori ex Alcoa e dall’avvio della produzione.

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Si terrà martedì 28 luglio alle 9.30, in videoconferenza, il tavolo tecnico convocato dalle assessore Anita Pili (industria) ed Alessandra Zedda (lavoro) per discutere della situazione della fabbrica tedesca Rwm Italia. In ballo c’è il posto di lavoro di 170 lavoratori.
«Abbiamo voluto istituire con urgenza un tavolo di confronto con azienda e sindacati per individuare i possibili scenari sul futuro dello stabilimento di Domusnovashanno dichiarato le esponenti della Giunta Solinas -. Lavoreremo in sinergia per intervenire in maniera risolutiva con l’obiettivo di trovare una soluzione di sviluppo positivo per azienda e lavoratori.»
Antonio Caria

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Come preannunciato nei giorni scorsi, stamane l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, ha fatto visita ai lavoratori al presidio ai cancelli dello stabilimento Sider Alloys di Portovesme. Con lei c’erano i due consiglieri regionali eletti nella circoscrizione di Carbonia Iglesias, Fabio Usai del Partito sardo d’Azione e Michele Ennas della Lega. I lavoratori portano avanti ormai da dieci giorni, esattamente da venerdì 26 giugno, la mobilitazione ai cancelli dello stabilimento, per sollecitare la conclusione della vertenza (iniziata 8 anni fa) che sembra ormai vicina, con la firma del contratto di fornitura dell’energia a prezzo agevolato dall’Enel alla Sider Alloys.

«La visita dell’assessora dell’Industria ai lavoratori è stata importante per far sentire loro la vicinanza delle istituzioni regionali nel prosieguo della vertenza con l’azienda ed il Governo centraleha commentato in una nota l’on. Fabio Usai – e, ovviamente per far comprendere meglio alla multinazionale svizzera che su questa partita c’è la massima attenzione e determinazione da parte della Regione per il raggiungimento di un risultato positivo nell’interesse di coloro che in quella fabbrica ci lavoravano e oggi legittimamente ambiscono a lavorarci di nuovo. Per quanto mi riguardaha aggiunto Fabio Usaiè giunto il momento che Sider Alloys sciolga definitivamente le riserve e dica cosa vuole fare dello stabilimento di Portovesme. Il tempo dei rinvii è finito.»

«La multinazionale svizzera sottoscriva l’accordo energetico, presenti un piano industriale credibile e strutturato, rinnovi i contratti scaduti e attivi il revamping della fabbrica per dare il via alla ricollocazione di tutti lavoratori che da lunghi anni attendono di essere rioccupatiha sottolineato Fabio Usai -. Nel frattempo che tutto ciò accada è necessario attivarsi, la Regione in tal senso si è già adoperata per ciò che è di sua competenza e verso il governo nazionale, per sostenere il reddito di quei lavoratori che oggi arrivati all’ennesimo rinnovo della mobilità in deroga si trovano a percepire poco più di 450 euro, ovvero una cifra inadeguata per sostenere la sopravvivenza delle proprie famiglie.»

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Il momento che stiamo attraversando non è per niente positivo ed il futuro rimane incerto. La pandemia ha causato tante vittime e ha lasciato una situazione disastrosa sul versante sociale. Inevitabilmente la situazione industriale ne ha risentito e le ripercussioni sono sotto gli occhi di tutti. Per la Sardegna la situazione non è certamente rosea, in particolare nel settore industriale che ci riporta ancora una volta al Polo industriale di Portovesme con l’interminabile vertenza Sider Alloys.
Sull’emergenza industriale, abbiamo interpellato l’assessore regionale Anita Pili.
«La Regione Sardegnadice Anita Pili è l’unica ad aver erogato le risorse e, a questo punto, è opportuno che ognuno si assuma le proprie responsabilità. L’accordo con Enel era pronto alla firma già da qualche settimana, ma ancora non abbiamo avuto notizia della chiusura e, soprattutto, non abbiamo avuto da parte dell’investitore, un quadro chiaro che illustri la tempistica del piano industriale.»
«Abbiamo il diritto di conoscere esattamente tempi e dimensionamento. I lavoratori e la ripresa industrialeconclude Anita Pilisono la nostra priorità e non sono più ammesse inutili lungaggini che aumentino le attese nel nostro territorio. Pretendiamo serietà e concretezza.»
Armando Cusa

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Si è svolta stamane, sotto la sede dell’assessorato regionale dell’Industria, a Cagliari, si è svolta una manufestazione di alcune centinaia di lavoratori ex “Ati-Ifras”, organizzata dalle rappresentanze sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil. All’origine della protesta, l’incertezza sul futuro lavorativo, in conseguenza degli esiti del bando internazionale, indetto svariati anni or sono, ma finalizzato recentemente, in virtù del quale i lavoratori dal prossimo 1 luglio verranno trasferiti in una società che si occuperà per due anni di incrementare la loro formazione professionale, con la conseguenza che debbano abbandonare i siti ove hanno operato finora, prima con Ati Ifras poi con la Fondazione del Cammino Minerario di Santa Barbara.
Una delegazione sindacale dei lavoratori ha incontrato l’assessora regionale dell’Industria Anita Pili, per manifestare le proprie preoccupazioni e chiedere un intervento a salvaguardia delle professionalità. All’incontro hanno partecipato anche i consiglieri regionali del Sulcis Iglesiente, Fabio Usai e Michele Ennas.
Fabio Usai, nel suo intervento, ha dato ampia disponibilità «per lavorare alla costruzione delle condizioni di unitarietà fra parti politiche/istituzionali e sociali, per l’attivazione di un concreto percorso normativo che porti a garantire il futuro delle maestranze e contestualmente la salvaguardia dei servizi offerti da Igea».
Al termine dell’incontro, l’assessore Anita Pili, accompagnata dalle forze sindacali e politiche, ha incontrato i lavoratori, ai quali ha spiegato il percorso che intraprenderà per arrivare ad una soluzione ed ha assicurato che la Regione farà tutto quanto è possibile nelle sue competenze e, soprattutto, che l’Igea non diventerà mai una stazione appaltante ma anzi manterrà le funzioni per le quali è stata creata e recentemente rilanciata.

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«Invitalia ad oggi non ha ancora pubblicato i bandi per le imprese e per la presentazione di piani di investimento nelle aree interessate, sono trascorsi ormai cinque anni senza che sia stata data attuazione ad uno strumento nato per dare immediata ed efficace risposta alla crisi territoriale, generata da chiusure e dismissioni di interi settori produttivi con relativa espulsione di centinaia di lavoratori.»
A denunciarlo è il consigliere regionale del Partito democratico, Gianfranco Ganau che, insieme ai suoi colleghi di partito, ha presentato un‘interrogazione all’assessore dell’industria, Anita Pili, ed al Governatore, Christian Solinas «per chiedere quali interventi siano stati posti in essere o si intenda mettere in atto per sollecitare la pubblicazione del bando.»
«Nel 2018sostengono i consiglieri del Pd veniva approvato il Prri (Piano di Riconversione e Riqualificazione Industriale) da parte del gruppo di coordinamento costituito da RAS-assessorato industria, Provincia e Comuni ricompresi nell’area, l’anno successivo, il 21 gennaio 2019 il MISE, con proprio decreto attribuisce un fondo di 30 milioni a favore dell’area di crisi Sassari-Porto Torres e Porto Vesme integrati da 3 milioni di risorse regionali, infine, il 22 ottobre 2019, con delibera della Giunta regionale 42/18 veniva approvato l’Accordo di Programma.»
Antonio Caria