7 October, 2022
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«L’industria sarda necessita di una visione strategica che superi il momento di difficoltà legato all’emergenza sanitaria e punti alla costruzione di un sistema produttivo regionale smart, green e resiliente.»
Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, annunciando una serie di incontri con le parti datoriali e sindacali nell’ambito di ‘Agenda industria’, che prevede anche la partecipazione dei rappresentanti delle maggiori aziende industriali dell’Isola.

«Il tema decisivo per il futuro industriale dell’Isola è quello della transizione energetica ha aggiunto l’assessore Anita Pili -. Lo sviluppo che intendiamo realizzare deve essere caratterizzato dalla responsabilità generazionale, utilizzando sempre meno le risorse non rinnovabili e sempre più, con l’obiettivo del 100%, quelle rinnovabili. Finora, l’assessorato regionale dell’Industria ha guidato il tavolo nazionale in seno alla Commissione Energia della Conferenza delle Regioni per tracciare un percorso energetico regionale nello scenario nazionale ed europeo e intende proseguire nel cammino intrapreso.»

«Nei prossimi incontri condivideremo un percorso strategico che, garantendo la giusta transizione energetica isolana, intercetti le opportunità finanziarie del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e del piano di rilancio europeo ‘Next generation’ – ha concluso Anita Pili -. Il percorso partecipato è fondamentale perché non esiste alcuna prospettiva senza mettere insieme i punti di vista sindacali, datoriali e dell’intero sistema.»

Il programma di ‘Agenda Industria’ prevede venerdì 19 febbraio l’incontro su metanizzazione, Pniec (Piano nazionale integrato energia clima) e Pears (Piano energetico ambientale regionale); martedì 23, mercoledì 24 e venerdì 26 febbraio su fondi europei e sulle opportunità di investimento per la Sardegna.

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E’ positivo il giudizio di Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL sullo stato dell’iter del progetto Eurallumina.

Si è svolta ieri, in modalità web conference la riunione, richiesta dalle organizzazioni sindacali territoriali regionali, sulla vertenza Eurallumina, alla presenza della sottosegretaria Alessandra Todde, per gli assessorati regionali dell’Industria e Lavoro l’assessora Anita Pili e l’assessora Alessandra Zedda, oltre alla Società Eurallumina, il direttore del servizio Energia del Mise Gilberto Dialuce e le segreterie nazionali di Filctem, Femca e Uiltec.

«Nella breve introduzione si legge in una nota dei segretari territoriali Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL, Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai, e Pierluigi Loi – la società Eurallumina ha confermato la volontà di voler riavviare gli impianti appena possibile e, su pressione della proprietà, a portare avanti i progetti pianificati per arrivare alla marcia degli stessi nel 2023. La sottosegretaria Alessandra Todde ha illustrato in modo dettagliato l’iter legislativo confermando che il Dpcm previsto dal D.L. semplificazioni, legato all’infrastrutturazione energetica della Sardegna, è il primo che verrà preso in esame da Palazzo Chigi. Il Dpcm, definita la fase concertativa, oramai agli step conclusivi, è stato inviato nelle sedi degli uffici legislativi dei Ministeri e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel provvedimento, oltre al recepimento del D.L. relativo all’infrastruttura immateriale della Virtual Pipe Line per il trasporto del metano in Sardegna, grazie ad accordo specifico con Snam, edil progetto di un’unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione del GNL, sono inclusi altri provvedimenti considerati strategici. Nello specifico si prevede di classificare come “strategico” per l’applicazione del PNIEC il progetto per il riavvio dello stabilimento Eurallumina, le opere di collegamento a Eurallumina e alla Centrale Enel da riconvertire da carbone a gas. Inoltre novità importante, al fine di ottimizzare la tempistica, è stato previsto l’inserimento del progetto relativo all’escavo del porto, infrastruttura indispensabile per dare piena attuazione agli altri interventi di sviluppo dell’area industriale di Portovesme funzionali allo sviluppo industriale e commerciale dell’intero territorio.»

«Nella riunioneconcludono Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loiè emersa l’importante fase concertativa tra tutti i soggetti interessati funzionali alla ripartenza dello stabilimento, ma più complessivamente per garantire nuove opportunità di sviluppo con un progetto moderno, in linea con gli interventi strutturali del Recovery Fund. Esprimiamo apprezzamento per la fase avanzata dell’iter, tuttavia abbiamo ribadito la necessità di avere una tempistica certa ed un cronoprogramma funzionale alla ripartenza prevista.»

La Giunta regionale ha stanziato 12 milioni di euro (2 milioni per il 2020 e 5 milioni per ciascuno degli anni 2021 e 2022) a favore dei Comuni con l’obiettivo di insediare attività produttive nelle aree destinate ai Piani per gli insediamenti produttivi (Pip).

«Si tratta di finanziamenti con grande importanza strategica perché consentono di soddisfare il fabbisogno di infrastrutture necessarie all’insediamento di piccole imprese che gravitano nelle realtà urbane, destinati in modo mirato verso alcune aree così da ridare competitività ai sistemi produttivi e rilanciare l’occupazione», ha sottolineato il presidente della Regione, Christian Solinas.

«Risorse per favorire l’insediamento di aziende artigiane e di unità produttive di piccole dimensioni e di interesse localeha aggiunto l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili -. Così da potenziare e riqualificare l’offerta regionale di aree attrezzate per la localizzazione di insediamenti produttivi, migliorandone il grado di attrattività e qualificandone il contesto ambientale operativo. Particolare attenzione per gli interventi volti a ridurre l’impatto ambientale, migliorare le condizioni di sviluppo imprenditoriale e promuovere la localizzazione di nuove iniziative.»

Una parte dello stanziamento complessivo (3 milioni di euro: 600mila euro per il 2020 e 1 milione 200mila per ciascuno degli anni 2021 e 2022) avrà come destinazione prioritaria la realizzazione di interventi di infrastrutturazione nelle aree industriali già di proprietà dei consorzi Zir, la cui titolarità è stata formalmente trasferita agli enti locali. Questa la ripartizione dei finanziamenti: all’Unione dei Comuni dell’Alta Marmilla sono stati concessi 342mila euro; al comune di Santa Giusta 700mila; Berchidda 410mila; Sant’Antioco 597mila; Ploaghe 720mila; Senorbì 535mila; Terralba 440mila; Sedilo 300mila; Villamassargia 300mila; Bono 300mila; Neoneli 540mila; Villamar 756mila; Arborea 540mila; Cabras 1 milione; San Gavino Monreale 302mila; Nurachi 340mila; Sorso 300mila; Arbus 308mila; Paulilatino 270mila. Inoltre, ai comuni di Tempio Pausania e di Iglesias, subentrati ai rispettivi consorzi Zir, rispettivamente 1 milione 800mila euro e 1 milione 200mila.

Il Comitato Porto Solky chiede chiarimenti alla Regione sulla rimodulazione dei 57,5 milioni del Piano Sulcis inizialmente previsti per il progetto del nuovo Ponte, bocciato definitivamente dal Ministero alcuni mesi fa. Nel corso dell’incontro svoltosi sulla piattaforma virtuale Zoom, il Comitato Porto Solky ha illustrato lo stato dell’arte ed è emersa la forte preoccupazione per il serio rischio di perdita dei finanziamenti.

Il Comitato sottolinea che una delibera regionale «prevede una rimodulazione – per quanto tecnicamente corretta – che va a distogliere i primi 7,7 milioni, per indirizzarli su interventi non conosciuti».

«Preso atto che tali finanziamenti fanno parte di un mutuo regionale per infrastrutture che deve garantire l’erogazione delle risorse entro la data del 31.3.2023, la popolazione vorrebbe capire su quali interventi saranno utilizzati e se questi soddisfano gli obiettivi di ripresa socio economica del Piano Sulcis e questo quesito lo abbiamo posto all’assessore dei Lavori pubblici Roberto Frongia.»

«Una seconda domanda l’abbiamo rivolta all’assessore dell’Industria Anita Pili, da giugno nuova coordinatrice del Piano Sulcis, relativa allo stato di immobilismo nei confronti delle proposte di intervento sulla viabilità territoriale ufficialmente inviate il 13 giugno per la possibile rimodulazione dei 57,5 milioni a rischio perdita hanno aggiunto i portavoce del Comitato Porto Solky Rolando Marroccu, Alfonso Curridori e Daniele Garau -. Si tratta di interventi su vari tratti stradali che andrebbero a mettere in sicurezza la SS126 tra Carbonia e San Giovanni Suergiu e le principali tratte del territorio.»

«Ricordiamo che questi interventi erano stati inspiegabilmente definanziati dal Piano Sulcis nonostante nel Protocollo d’Intesa firmato il 13 novembre 2012 fossero stati definiti “invarianti”. Inoltre i progetti proposti sono già validati dal Piano provinciale dei Trasporti dell’ex provincia di Carbonia – Iglesias nonché conformi al Piano regionale dei Trasporti. Quanti altri incidenti devono accadere prima di prendere una decisione? – concludono i tre portavoce del Comitato Porto Solky -. Chiediamo quindi all’assessore Anita Pili l’urgente convocazione dei tavoli tecnici per recepire e discutere gli interventi sulla viabilità territoriale già depositati con il coinvolgimento di TUTTI i Sindaci del Piano Sulcis, dei soggetti propositori e delle parti sociali.»

«Con questa riunione, innanzitutto, abbiamo voluto formalizzare il passaggio di consegne del coordinamento del ‘Piano Sulcis’ dalla Presidenza della Giunta all’Assessorato dell’Industria, così da inaugurare una nuova fase operativa per ripensare il Piano e dare impulso a nuovi progetti di investimento nel territorio.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, aprendo i lavori della videoconferenza sul Piano Sulcis, che si è svolta questa mattina in collegamento con sindaci, rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico, dei sindacati, di Confindustria e di Confapi.

«Un recente monitoraggioha aggiunto l’assessore Anita Piliha evidenziato che sono tante le risorse dei bandi non utilizzate e stiamo dialogando col Mise con l’obiettivo di impegnare queste risorse in progetti funzionali alle imprese ed allo sviluppo socioeconomico di quel territorio. Per questo motivo abbiamo coinvolto anche i partecipanti al tavolo di ‘Agenda Industria’, così da sfruttare al meglio il lavoro condiviso e propositivo fin qui svolto con parti sociali e datoriali.»

«È stato un incontro proficuo, ricco di spunti. Ora, insieme alle Amministrazioni comunali individueremo le priorità, le migliori soluzioni e gli obiettivi per i prossimi investimenti, che dovranno dare finalmente risposte concrete all’intera area del Sulcis. Progetti da sottoporre all’attenzione del tavolo tecnico che a breve sarà costituito», ha concluso l’assessore regionale dell’Industria.

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Mercoledì 25 novembre, alle 11.00, si svolgerà una riunione (in videoconferenza) del tavolo ‘Agenda Industria’, alla quale, oltre all’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, parteciperanno i sindaci dei Comuni del ‘Piano Sulcis’, i rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico, dei sindacati, di Confindustria e di Confapi.

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«L’impegno della Giunta regionale e del presidente Solinas è quello di concludere nel più breve tempo possibile la procedura di valutazione di impatto ambientale e portare in Giunta la relativa approvazione, venendo incontro anche agli altri impegni che la Società ha assunto.»
Lo ha detto l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis, nel corso di una riunione interassessoriale sul futuro della Sider Alloys, alla presenza del vice presidente della Giunta, Alessandra Zedda, e dell’assessore dell’Industria, Anita Pili, con i sindacati e i vertici aziendali.

«L’incontro nasce da una precisa e forte volontà del presidente Christian Solinas, dopo le sollecitazioni delle sigle sindacali che esprimevano forte preoccupazione per una probabile e possibile procedura di valutazione di impatto ambientale, perché ritenevano che questa potesse essere evitata per consentire la ripresa della fabbrica di alluminio primario – si legge in una nota della RegioneIl tavolo, che ho convocato oggi con sindacati ed azienda, ha dimostrato come ci possano essere aspetti progettuali che non sono sottoposti a procedura di valutazione di impatto ambientale ed altri che per norma, per legge, devono essere obbligatoriamente sottoposti a quella procedura. Abbiamo preso l’impegno di seguire attentamente e prioritariamente questo tipo di investimento per garantire naturalmente la ripresa occupazionale. Già la prossima settimana ci potranno essere ulteriori aggiornamenti su quello che potrà essere il cronoprogramma che l’azienda dovrà aggiornare. Riteniamo che alcune attività possano essere attivate a prescindere dalla Via, diversamente da quelle che invece necessariamente devono essere sottoposte a valutazione di impatto ambientale. Insieme all’azienda valuteremo che per le attività che non necessitano di autorizzazione ci possa essere subito una graduale chiamata dell’occupazione sperata.»

Tra due settimane è previsto un nuovo incontro. La volontà di tutte le parti è quella di trovare un accordo per costruire un percorso condiviso che possa rilanciare la fabbrica di Portovesme, ferma ormai da otto anni, far ripartire gli investimenti così come garantito dall’azienda e consentire il graduale reinserimento dei lavoratori.

«Ora si trattaha concluso l’assessore Lampisdi conoscere quali siano i contenuti di dettaglio della proposta progettuale che Sider Alloys è tenuta a presentare all’Assessorato, auspicando che possa essere il più completa possibile così da evitare la richiesta di successive integrazioni.»

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«Non possiamo accettare che l’Eni mantenga una posizione sfacciatamente irriguardosa verso la Regione Sardegna, nonostante i protocolli firmati coi Governi nazionali e regionali, ancora da portare a compimento o addirittura del tutto disattesi.»

L’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, ha commentato così le scelte della Società che ipotizzano la parcellizzazione degli asset produttivi con logiche unilaterali.

«Spiace constatare che, basandosi su parametri di stretta rilevanza societaria, Eni decida il proprio disimpegno e la cessione di asset strategiciha aggiunto l’assessore Anita Pili -. Un’azione che manifesta la scarsa propensione del management ad avere adeguate relazioni industriali con i rappresentanti di una delle aree tra le più complesse e performanti del sistema Italia.»

«Ci aspettiamo che il Governo nazionale, insolitamente lontano da questo dibattito, abbia un atteggiamento coerente con l’interesse del nostro sistema produttivo e dei nostri lavoratori. È arrivato il momento di cambiare rotta, la Regione non starà in silenzio davanti alla possibilità di compromettere ulteriormente il tessuto industriale regionale», ha concluso l’assessore regionale dell’Industria.

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La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Carla Cuccu ha presentato una nuova interrogazione al Governatore, Christian Solinas, e all’assessora regionale all’Industria, Anita Pili.

Carla Cuccu chiede di sapere se la società ha già posto in essere un piano di chiusura degli oltre cinquanta siti minerari che ha in custodia. «Ci sono delle indicazioni ben precise che Igea ha ricevuto e che devono essere completate in uno o due anni – dice Carla Cuccu -. Esiste un piano industriale approvato dalla scorsa Giunta regionale, più precisamente nell’agosto del 2018, con cui devono essere messe in atto le bonifiche necessarie, specie quelle in ambito minerario.»

Molti di questi siti si trovano nelle zone dell’Iglesiente, dell’Arburese e del Guspinese e potrebbero essere di importanza strategica, una volta bonificati e valorizzati, per il settore turistico ed economico.

«Il presidente Solinas e l’assessora Pili – conclude Carla Cuccu – comunichino, in maniera celere, se la Igea stia attuando quanto previsto dal piano industriale e, in caso di risposta affermativa, se stia rispettando la tempistica concordata».

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«I cittadini sardi hanno il diritto di ottenere il metano a un prezzo uguale a quello applicato al resto d’Italia, nonché di infrastrutture capaci di rendere competitive le imprese sarde.»

È quanto sostenuto dall’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, che ieri, durante una riunione in videoconferenza di Agenda Industria, ha ribadito la necessità per cui la Regione, di concerto con le parti datoriali e le organizzazioni sindacali, debba essere coinvolta dal Governo sulla partita legata all’energia.

«È inaccettabile che la Sardegna sia esclusa dal processo decisionale che determinerà lo sviluppo industriale dell’Isola ha aggiunto l’assessore Anita PiliLa Regione Sardegna ha lavorato con le altre regioni, nell’ambito della Conferenza delle Regioni, per proporre alcune modifiche emendative del DL semplificazione su diversi punti, tra i quali è stato proposto, all’unanimità, un emendamento che riformulava l’impostazione del MiSE e la rendeva più aderente al PNIEC, Piano Nazionale Integrato Energia e Clima.»

Le proposte emendative, approvate in Conferenza Unificata Stato Regioni, sono state formalmente trasmesse alle competenti commissioni del Senato presso le quali era attesa la discussione per la conversione in legge.

«Come già osservato dal presidente della Regione, Christian Solinas, durante le Commissioni del Senato, il Governo, e in particolare il ministero dello Sviluppo economico, è rimasto sordo alle varie sollecitazioni di confronto avanzate dalla Regione.»

Lo studio che Arera ha commissionato a Rse, Ricerca Sistema Energetico Spa, per una valutazione indipendente sulle possibili configurazioni infrastrutturali per lo sviluppo energetico della Sardegna, dimostra sia che l’idrogeno in un futuro prossimo ricoprirà un ruolo importante nell’equilibrio di questo sistema, sia che le centrali sarde riconvertite a gas naturale sono un tassello essenziale del sistema energetico nazionale.

«La Regione Sardegna pertanto denuncia con forza una tale arroganza istituzionale, tanto più su un tema come quello energetico sul quale ha potestà di pianificazione e autorizzazione a norma di statuto, e confida in un ripensamento del MiSE nel soprassedere a questa scellerata norma, aprendo al contempo un confronto tra le Istituzioni per dare attuazione ai tanti impegni e ai patti siglati nel tempo e che finora non sono stati rispettati», ha concluso l’assessore regionale dell’Industria.